Riflessi e Ombre di Saul Steinberg

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Leggendo questo meraviglioso piccolo viaggio autobiografico di Saul Steinberg ho messo a fuoco finalmente cosa distingue il movimento creativo che porta ad essere un illustratore piuttosto che un pittore. I pittori vedono il mondo attraverso il “sentire”, che sia un sentire sensoriale o emotivo, quello che il pittore cerca è una sintesi emotiva. Il pittore desidera fissare la complessità del mondo, filtrarla negli alambicchi dell’anima e nel prisma dei colori per restituirla perfetta da guardare, come una farfalla ferita da uno spillo.
L’illustratore invece, quello che desidera è il racconto del mondo, la sua trama di rimandi e associazioni. Sta seduto alla finestra degli occhi e ascolta; non vuole sapere come andrà a finire. Se viaggiando su un treno si ritrova accanto una figura di donna che dorme, illuminata e bellissima, non avrà voglia di ritrarla, ma  di sapere da che stazione è partita. E, se lo scrittore vorrà sapere il nome della stazione, l’illustratore si chiede quante palme aveva, se le panchine erano in pietra o legno, se il sole ci batteva su ripido o di sbieco, quanto era lunga, nella sera imminente, l’ombra della donna.

Riflessi e Ombre, anche senza illustrazioni, è uno stupendo libro illustrato. Mi ha toccata così tanto scoprire che dopo l’espatrio dalla Romania per studiare a Milano, dopo la difficile fuga dal fascismo e dalle leggi razziali, l’esilio in America, Steinberg non abbia mai voluto, né finta la guerra né dopo, ritornare nella sua terra natale:

“Non ho voluto, così come non voglio rivedere la Romania: sono posti che non appartengono alla geografia ma al tempo. (…) Certe cose bisogna lasciarle in pace, così come sono: col passare del tempo diventano la mitologia della nostra vita”.
Saul Steinberg


Ateliers d’illustrazione a Parigi (2009)

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Sergio Mora

Ciclo di formazione: Tour d’Europe de l’album (Montreuil, dal 9 febbraio al 10 aprile).
Leggi il programma.

Dal 9 febbraio al 10 aprile 2009 il salone del libro di Montreuil organizza delle giornate di riflessione/studio sull’illustrazione in compagnia dei più grandi illustratori europei. Sono state scelte cinque nazioni, e per ognuna è stato scelto un illustratore affermato e uno meno conosciuto, per un confronto ancora più ricco:  Sergio Mora, Isidro Ferrer (Spagna) Roberto Innocenti, Fabian Negrin (Italia) Kveta Pacovska, Dagmar Urbankova (Repubblica Ceca), Oyvind Torseter, Akin Düzakin (Norvegia), Carll Cneut, Pieter Goudesaboos (Belgio). L’iscrizione ad ogni giornata non è gratuita e ha un tetto di 25 partecipanti.

Due giornata di studi saranno dedicate invece all’Europa: Si può parlare di patrimonio europeo del racconto per l’infanzia e dell’illustrazione? Rispondono professori di storia, letterati e filosofi…
Leggi il programma.


Blog (di nuovo!) in pausa.

Scusatemi infinitamente, sono di nuovo in viaggio. Ci ritroviamo i primi di febbraio.
1000 sorry, I’m back on a trip. I’ll be back for the first days of february.
Anna

settembre


Bellissimi concorsi in scadenza (2009)

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Bando originale concorso Compostela (in inglese)
Traduzione italiana fatta dal gentilissimo Tullio sul suo  blog

Per chi: Chiunque, anche gruppi di persone.
Cosa: Libro inedito. Testo, tre illustrazioni definitive e story-board.
Scadenza: 28 febbraio 2009
Primo premio:
12.000 euro (anticipo dei diritti d’autore) e pubblicazione da parte di Kalandraka edizioni

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Bando concorso Moving Pixel

Per chi: Artisti dai 15 ai 35 anni
Cosa:
Si richiede di raccontare una breve storia che rappresenti il movimento di un personaggio o di un oggetto attraverso un’azione, una corsa, una caduta libera o un semplice spostamento. (…) I partecipanti devono elaborare una sola tavola, dove possono inserire tutto ciò che vogliono: un’immagine, 2 vignette, 20 vignette o tutto ciò che sembra loro opportuno per rappresentare il movimento narrato.
Scadenza: 2 febbraio 2009
Primo premio:
Nessuno- Tutte le opere pervenute saranno pubblicate in una sezione dedicata del portale www.flashfumetto.it ed entreranno a far parte delle banche dati del sito.
- Le opere selezionate per l’esposizione verranno quindi stampate dalla redazione di FlashFumetto per essere esposte nell’omonima mostra all’interno della terza edizione di BilBOlBul – Festival Internazionale di Fumetto che si terrà a Bologna.

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Bando concorso di scenografia Sergio Fedriani “La vita è sogno”

Per chi: Illustratori professionisti e non, nati dopo il 1 gennaio 1973
Cosa: Bozzetti scenografici
Scadenza: 9 febbraio 2009
Primo premio:
1500 euro


“La nuit du visiteur” di Benoît Jacques (parte II)

Nel post precedente abbiamo visto come nel libro La nuit du visiteur Benoît Jacques sceglie di fermare un momento della storia di Cappuccetto Rosso e di raccogliere in quel momento preciso tutta l’energia cinetica della fiaba.
ll libro inizia con una voce fuori dialogo che introduce la scena: E’ l’ora in cui il crepuscolo si stende dappertutto, Mère-Grand aspetta nella sua minuscola capanna Cappuccetto ritardatario che deve venire come tutti i venerdì.
Se nella fiaba originale Cappuccetto andava verso la nonna, qui c’è un contro-piano cinematografico: siamo in casa della nonna e aspettiamo Cappuccetto.
In francese nonna si scrive: Grand-Mère, già nel nome Mère-Grand c’è l’indizio di un ribaltamento, ma non è solo quello del cambio di prospettiva della fiaba, vediamo di cosa si tratta…

prima

Benoît Jacques, La nuit du visiteur, pag. 12,  ed. Benoît Jacques Books

Toc toc, hanno bussato alla porta. Mère-Grand chiede con la sua vocina Hanno bussato? e denuncia così la sua sordità e la sua tonteria (ha bisogno di farsi ripetere le cose? Il testo stesso dice che hanno bussato!).

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Benoît Jacques, La nuit du visiteur, pag. 11, ed. Benoît Jacques Books

Il personaggio (il visitatore) in controluce fuori dalla porta si presenta: Sì buonasera, sono Désiré, aprite la porta ho qui la vostra cena (in rima nel testo originale). La nonna non capisce e chiede: chi? Da qui in avanti per decine di pagine il personaggio che bussa cambia forma e nome, ogni volta presentandosi con  giochi di parole o rime insensate. Ad ogni pagina il personaggio diventa più grande, più arrabbiato, prende forme sempre più strane e urla sempre più forte. Il testo a lato segue graficamente queste trasformazioni con caratteri via via più grandi.

E’ un testo da recitare, da leggere ad alta voce fino a gridare. Da dietro la porta fa eco nella pagina successiva la vocina della nonna, esile e completamente fuori tempo e ritmo rispetto alle cose che succedono fuori: “Cappuccetto Rosso sei tu?”, “Potete ripetere? Scusatemi non sento bene”, ” Sento come il mormorio di una misteriosa creatura”, “E’ strano, eppure avrei detto che c’è qualcuno là fuori”.

diavolo
Benoît Jacques, La nuit du visiteur, pag.64, ed. Benoît Jacques Books

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Benoît Jacques, La nuit du visiteur, pag.71, ed. Benoît Jacques Books

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Benoît Jacques, La nuit du visiteur, pag. 86, ed. Benoît Jacques Books

A un certo punto  la nonna un po’ spazientita di tutto questo trambusto dice risolutamente:
Veramente ai miei tempi i giovani conoscevano l’educazione… Far scendere la gente dal letto a quest’ora della notte senza presentarsi è veramente poco educato! Vogliate, ve ne prego, sillabare nome cognome e qualità. A voi la parola, vi ascolto!

La richiesta di Mère-Grand ha un effetto imprevisto: la creatura esausta esclama con voce tuonante: SONO IL LUPO CATTIVO! Ora sapete tutto. Sono qui per mangiarvi, allora siate ragionevole, apritemi e sistemiamo questo affare come persone civili.
E la nonna: Ohhh, ma bastava dirlo prima! E io che credevo che fosse Il lupo Cattivo. Per aprire la porta basta…

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Benoît Jacques, La nuit du visiteur, pag. 97,  ed. Benoît Jacques Books

Il lupo si è dichiarato per quello che è e la nonna pensa che sia Cappuccetto Rosso. E’ geniale… grazie alla sua confessione (nella tragedia greca era esattamente la confessione della verità che aveva il potere catartico di risolvere le cose), dicendo la verità su se stesso, il lupo riporta le cose in ordine: ma l’ordine non è quello della realtà, ogni cosa è al suo posto rispetto alla struttura originaria della fiaba: la nonna sordastra confonde il lupo con Cappuccetto e dà la chiave per entrare, chiave-parola-magica che nella versione di Perrault è: tira il saliscendi e la porta si aprirà!

Ma i colpi di scena non sono finiti, Mère-Grand oltre che sorda è smemorata e non si ricorda la frase che deve dire per permettere al visitatore di entrare, inizia allora a recitare per alcune pagine diversi scioglilingua, uno più buffo dell’altro, senza mai trovare quello corretto.
Alla fine  il povero lupo, esausto, si arrende e se ne va.


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Benoît Jacques, La nuit du visiteur, pag, 102, ed. Benoît Jacques Books

Da dentro la casa la nonna (che non sa niente di quello che accade fuori  e continua a cercare la frase giusta) a un tratto si ricorda che non c’è più bisogno della frase! Il saliscendi è stato sostituito con una serratura moderna. Basta prendere la chiave che sta sotto il tappetino e infilarla nella serratura. Come in un balletto dai tempi perfetti, proprio mentre pronuncia queste parole arriva Cappuccetto Rosso, e seguendo le istruzioni infila la chiave ed apre. Il libro finisce così.
Se nel racconto classico, nella tradizione millenaria della “porta”, bisogna riconoscere chi bussa, qui sembra che il tempo sia venuto di aprire (di aprirsi) in tutta semplicità quando ci si sente pronti. Non preoccupatevi, l’altro, il visitatore, sarà per forza l’amico: è la vostra apertura che l’ha evocato. (Le finezze in questo libro non si contano e vi invito a impossessarvene per scoprirle tutte: nell’ultima scena Cappuccetto lascia cadere il cappuccio, anche lei è uscita infine dalla fiaba?)

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Benoît Jacques, La nuit du visiteur, pag. 108, ed. Benoît Jacques Books

Perché penso che questo album sia un capolavoro per l’infanzia: perché la sordità e la smemoratezza della nonna, in passato condannate, in questa fiaba moderna, con una nuova serratura, sono vincitrici. Vincono balbettando, vincono ridendo di se stesse, vincono per  debolezza. La fragilità, senza sforzo, per la sola ragione della sua essenza, annienta le forze del male.
Chi è il più debole fra tutti? Il bambino!

Anche il bambino è dietro la porta, nel suo fragile mondo, e che visitatori siamo noi adulti?
Ho passato le vacanze di Natale a leggere e rileggere queste 108 pagine a mio nipote, che ha 4 anni. Voleva che gliele leggessi due volte la mattina e due la sera. Ascoltava teso e concentratissimo l’esito del duello tra nonna e lupo e in certe scene iniziava a ridere da non fermarsi più. Non sapevo che i bambini così piccoli potessero avere il senso del comico e ridere fino alle lacrime.
Non c’è stato dettaglio, sfumatura, ricchezza di questo libro che gli sia sfuggita.

Per comprare il libro: Benoît Jacques Books. (Benoît Jacques edita da solo i suoi libri).
Ritorna alla prima parte dell’analisi…




Mostra di Valerio Vidali a Melegnano

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Dal 10 al 31 gennaio le tavole originali di Senza nome (Topi Pittori edizioni) insieme ad altri lavori originali di Valerio Vidali, saranno esposte nella Biblioteca comunale di Melegnano (Piazza delle Associazioni). Una mostra da non perdere! Spargete la voce.
Guarda il blog di Valerio Vidali

Per orari e informazioni supplementari SCARICA IL COMUNICATO STAMPA


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