Illustrazione per ragazzi, eccellenze italiane. Una mostra

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È in corso a Madrid, fino all’11 marzo 2016, nelle bellissime sale dell’Istituto Italiano di Cultura, la mostra: Illustrazione per ragazzi, eccellenze italiane.
Dopo Madrid, con una (quasi confermata) tappa a Bologna durante i giorni della Fiera, la mostra verrà trasferita all’Istituto Italiano di Berlino (21 aprile-3 giugno).


Il Comitato che ha curato la selezione era composto da Ivan Canu (MiMaster), Silvana Sola (Giannino Stoppani), Elena Pasoli (Group Product Manager di BolognaFiere), Mario Vecchione (addetto alla promozione culturale dell’Istituto Italiano di Madrid) e da me, Anna Castagnoli.
In questo post ho scelto un’immagine per ogni illustratore e le relative biografie tratte dal catalogo, più il mio brano di introduzione, dove spiego alcuni criteri che mi hanno guidata nella discussione e nella selezione dei 18 illustratori.
È importante sapere che per ragioni di spazio avevamo un limite numerico di scelte.
Il design del catalogo è di Pietro Corraini, la cura delle biografie di Anna Martinucci.

“Davanti a un’illustrazione per bambini, le funzioni più astratte del cervello, allenate all’interpretazione dei simboli e dei codici della nostra cultura, lasciano il posto al vibrante battimano, tutto emotivo, empatico, simpatico, dei neuroni specchio.
Le mie simpatie sono andate a illustratori che dominano istintivamente questa specificità narrativa dell’illustrazione.
Per uscire dai margini sempre esigui del gusto, voglio riportare qui alcuni dei segni che traducono questa maestria: l’incompletezza dell’immagine, che dà al fruitore la sensazione che l’immagine che osserva sia solo un frammento di un mondo e di un tempo più vasti. La complessità delle emozioni espresse dai personaggi, mai stereotipate. L’urgenza narrativa, che si traduce nella fotografia di un’azione, di un movimento sospeso. Un certo ‘disordine’ del segno grafico e della composizione, che dà al lettore l’emozione, tutta voyeuristica, di aver sorpreso, aprendo la pagina, un mondo con una vita propria, non sempre ordinata, come è la vita in generale. La discussione per questa selezione, all’interno del piccolo comitato prescelto, è stata fluida e interessante. Al di là del gusto personale e dei margini più o meno morbidi intorno alla definizione di ‘illustrazione per ragazzi’ che ognuno di noi portava, –  un accordo di gruppo obbliga sempre a qualche iniqua rinuncia – sono veramente felice della ricchezza di questo catalogo e di aver potuto contribuire.
Anna Castagnoli

ILLUSTRAZIONE PER RAGAZZI, ECCELLENZE ITALIANE

Madrid, Istituto Italiano di Cultura, 12-11-2015; 11-3-2016
Berlino, Istituto Italiano di Cultura, 21-4-2015; 3-6-2016

alemagnaLe merveilleux Dodu-velu-petit, Albin Michel Jeunesse, Francia, 2014

BEATRICE ALEMAGNA

Beatrice Alemagna è nata a Bologna nel 1973.
Ha studiato grafica e comunicazione visiva all’ISIA di Urbino, ma è da autodidatta che ha scritto e illustrato più di trenta albi, tradotti in dodici lingue.
I suoi libri sono pubblicati da Albin Michel, Autrement, Gallimard, Hélium, Seuil Jeunesse (Francia); Donzelli, Mondadori, Topipittori (Italia); A Buen Paso, Ediciones SM (Spagna); Phaidon (Inghilterra, Francia, Spagna, Italia), Tate Publishing, Thames & Hudson (Inghilterra) e MoMA Publications (USA).
È stata premiata con prestigiosi riconoscimenti, tra i quali il «Premio Andersen Italia», il premio «Nati per leggere», cinque selezioni «White Ravens» dell’International Youth Library di Monaco, la menzione al «Bologna Ragazzi Award», la selezione da parte della Society of Illustrators di New York e tre nomine per il celebre «Astrid Lindgren Memorial Award». Come illustratrice lavora, inoltre, per quotidiani, riviste, musei, aziende di design e giochi per bambini. Vive in Francia, a Parigi.

BalbussoThe Canterbury Tales by Geoffrey Chaucer, Black Cat, Inghilterra, 2014

ANNA E ELENA BALBUSSO

Anna e Elena Balbusso, gemelle nate a Udine, vivono a Milano. Dopo il diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, dal 1998 lavorano come illustratrici con l’unica firma ANNA+ELENA=BALBUSSO. Si occupano di numerosi settori della comunicazione e collaborano con editori nazionali e internazionali tra cui Penguin Random House, Scholastic, Simon & Schuster, Tor Books (USA); The Folio Society (Inghilterra); Black Cat (Italia) e con quotidiani e riviste del calibro di «The New York Times» e «The New Yorker». Hanno ricevuto numerosi premi internazionali tra i quali il «V&A Illustration Awards Best Book» del Victorian & Albert Museum di Londra, tre «Gold Medals» della Society of Illustrators di New York e il «The Joseph Morgan Henninger Award» della The Society of Illustrators of Los Angeles.

CarrerUn di?a, Petra Ediciones, Messico, 2010

CHIARA CARRER

Chiara Carrer è nata a Venezia e vive a Roma, dove si è diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti e in incisione alla Scuola di Arti Ornamentali di San Giacomo.
I suoi libri, più di cento, hanno ottenuto premi e riconoscimenti («Premio Andersen», il celebre «Golden Apple» della Biennal of Illustration Bratislava, l’«Österreichischen Kinder und Jugendbuch-illustrationspreis», il premio «Il battello a vapore», la «Special Mention» di Ilustrarte e del premio «New Horizons» di Bologna Children’s Book Fair) e sono pubblicati in Italia da Corraini, Donzelli, Giannino Stoppani, Rizzoli, Topipittori, Kite Edizioni; in Francia da Circonflexe; in Svizzera da La Joie de Lire e da Édition Notari; in Spagna da Kalandraka, Kókinos, OQO Editora e in Messico da Petra Ediciones.
Al lavoro di illustratrice affianca quello di insegnante presso l’ISIA di Urbino.

CerriLa pantera sotto il letto, Orecchio Acerbo, Italia, 2015

MARA CERRI

Nata a Pesaro nel 1978, Mara Cerri ha studiato Cinema d’Animazione alla Scuola del Libro di Urbino. Collabora con quotidiani e riviste, tra cui «Il Manifesto», «Lo Straniero», «Internazionale» e i suoi albi illustrati sono pubblicati in Italia da Arka, Carthusia Edizioni, Edizioni EL, Emme Edizioni, E/O Editore, Fatatrac, Orecchio Acerbo, Zanichelli; in Francia da Éditions Milan e in Taiwan da Grimm Press. Insieme a Magda Guidi ha diretto il cortometraggio d’animazione Via Curiel 8, tratto dall’omonimo libro e vincitore del primo premio nella sezione “Corto Italia” di Torino Film Festival.
Vive e lavora a Bologna.

FanelliPinocchio, Sara Fanelli, Walker books, Londra 2009

SARA FANELLI

Sara Fanelli è nata a Firenze nel 1969 e si è formata a Londra, dove ha studiato grafica e illustrazione presso la Camberwell School of Art e il Royal College of Art. Si occupa personalmente della grafica dei suoi libri utilizzando spesso la propria grafia come parte integrante delle illustrazioni. I suoi lavori sono pubblicati dalle case editrici inglesi Abc, Bloomsbury, Faber and Faber, Heinemann, Jonathan Cape, Macmillan, Penguin Books, Phaidon Press, Tate Publishing e Walker Books. Illustra, inoltre, per quotidiani e riviste internazionali («The New York Times», «The New Yorker», «The Guardian», «New Scientist», «Il Sole 24 Ore»); collabora con musei (Tate Britain, Tate Modern, Victoria & Albert Museum) e con studi di design (Ron Arad, Ab Rogers, Alessi, Issey Miyake). Ha ricevuto diversi premi internazionali fra i quali, per due volte, il «Victoria & Albert Illustration Award», tre «D&AD Silver Awards», il «Titan International Award», il «The Macmillan Prize for Children’s Picture Book Illustration» ed è stata la prima illustratrice a ricevere l’onorificenza di “Honorary Royal Designer”. Vive a Londra.

GiordanoGallito Pelo?n, OQO Editora, Spagna, 2013

PHILIP GIORDANO

Philip Giordano è illustratore e graphic designer. È nato a Savona nel 1980, ma da qualche anno vive a Tokyo, in Giappone. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera, studiato illustrazione allo IED di Milano e approfondito gli studi con un Master a Torino. I suoi libri illustrati sono pubblicati e tradotti da Ediciones SM e OQO Editora (Spagna); Rue du Monde (Francia); Topipittori e Zoolibri (Italia). Lavora anche per riviste («Monocle», «Martha Stewart Living Magazine»), musei (La Scala, Itabashi Art Museum) e aziende di giochi per bambini (Djeco). I suoi lavori sono stati premiati con importanti riconoscimenti: «Silver Medal» della Society of Illustrators, White Ravens, Ilustrarte, la selezione al concorso Figures Futur 2009 organizzato dal Salon du Livre de Montreuil e l’«International Award for Illustration» di Bologna Children’s Book Fair che, per quattro volte, lo ha inserito nei suoi Annual.

InnoocentiThe girl in red, Creative Editions, Minnesota (USA), 2012

ROBERTO INNOCENTI

Roberto Innocenti è nato nel 1940 a Bagno a Ripoli e vive a Montespertoli, in provincia di Firenze.?Autodidatta, iniziò a lavorare come grafico prima di dedicarsi esclusivamente all’illustrazione. I suoi libri sono stati pubblicati in più di venti lingue grazie al costante impegno della casa editrice americana Creative Education, con la quale entrò in contatto tramite John Alcorn e Etienne Delessert. Rosa Bianca, sul tema dell’Olocausto, rifiutato da molti poiché ritenuto non adatto ai bambini, fu scelto in Italia dal coraggioso Alfredo Stoppa per le edizioni C’era una volta.

Attualmente, in Europa, molti titoli di Roberto Innocenti sono pubblicati da La Margherita Edizioni (Italia), Gerstenberg (Germania), Gallimard (Francia) e Kalandraka (Spagna). L’intera opera di Roberto Innocenti è stata premiata con celebri riconoscimenti internazionali, tra cui due «Golden Apple» della Biennal of Illustration Bratislava, la «Silver Medal» della Society of Illustrators di New York, il «Premio Andersen» assegnato da IBBY, il «Mildred L. Batchelder Award» dell’ALSC(Association for Library Service to Children), la «Kate Greenaway Medal», il «Premio Svoboda» conferito insieme alla Laurea Honoris Causa dall’Accademia di Belle Arti di Macerata e il «Prix Sorcières 2014» da parte di ALSJ (Association des Librairies Spécialisées Jeunesse) e ABF (Association des bibliothécaires de France).

maggioniCanto di Natale, Corraini Edizioni, Italia, 2012

FEDERICO MAGGIONI

Federico Maggioni è nato nel 1944 a Campo Ossuccio, in provincia di Como. Inizia a dedicarsi all’illustrazione nel 1969, quando viene assunto alla «Domenica del Corriere», per diventare, in seguito, responsabile artistico del «Corriere dei Piccoli» e del «Corriere dei Ragazzi». I suoi lavori sono scelti da Corraini, Donzelli, Einaudi, Feltrinelli, Mondadori, Piemme, Salani, Zanichelli; da quotidiani e riviste tra cui «Corriere della Sera», «Internazionale», «Abitare», «Liber» e hanno ottenuto numerosi riconoscimenti («BIB Plaque» alla Biennal of Illustration Bratislava, due volte il «Premio Andersen», il «Premio Nazionale Fondazione G. Fedrigoni», il «Dattero d’Argento» al Salone Internazionale dell’Umorismo e la menzione al «Bologna Ragazzi Award»). È direttore responsabile della rivista «Un sedicesimo», edita da Corraini. Vive e lavora a Milano.

MannaUn cuscino pieno di sogni, Bohem Press, Italia, 2014

GIOVANNI MANNA

Giovanni Manna è nato a Firenze nel 1966. Ha studiato illustrazione e incisione a Firenze, Bologna e Venezia e lavora principalmente a acquerello.
Ha pubblicato più di ottanta libri per editori italiani e stranieri, tra i quali Bohem Press Italia, C’era una volta, Fabbri, Fatatrac, Mondadori, Piemme, Rizzoli, Salani (Italia); Barefoot Books (Inghilterra); Creative Editions (USA) e Grimm Press (Taiwan). Nel 2003 ha vinto il «Premio Andersen Italia» come miglior illustratore e nel 2012 il premio americano «Junior Library Guild Selection». Vive e lavora a Bologna.

mattottiAladin und die Wunderlampe, Aladin Verlag, Germania, 2014

LORENZO MATTOTTI

Nato a Brescia nel 1954, Lorenzo Mattotti ha esordito alla fine degli anni ’70 come autore di fumetti per arrivare a spaziare, senza soluzione di continuità, tra fumetto, illustrazione e pittura. I suoi libri sono pubblicati in Italia da Coconino Press, Corraini, Einaudi, Feltrinelli, Nuages, Orecchio Acerbo, Rizzoli (Italia); in Francia da Gallimard e Seuil Jeunesse; in Belgio da Casterman; e i suoi disegni commissionati da quotidiani internazionali («The New Yorker», «Le Monde», «Das Magazin», «Corriere della Sera» e «La Repubblica»). Progetta manifesti, campagne pubblicitarie e ha collaborato con i registi Wong Kar Wai, Soderbergh e Antonioni; Charles Nemes; Enzo D’Alò, per film e film d’animazione. Ha vinto il «Grand Prix» alla Biennal of Illustration Bratislava, il prestigioso «Premio Andersen Italia» per il miglior albo illustrato del 2010 (Hansel & Gretel, Orecchio Acerbo), il «Prix Coup de Coeur 2003» del Festival de Sierre e il «Will Eisner Comic Industry Awards 2003». Vive e lavora a Parigi.

MulazzaniIl grande libro dei pisolini, Topipittori, Italia, 2013

SIMONA MULAZZANI

Simona Mulazzani è nata a Milano nel 1964. Dal 1994 a oggi ha illustrato più di novanta titoli pubblicati da editori italiani (Carthusia Edizioni, Il Castoro, Guanda, Edizioni EL, Laterza, Mondadori, Orecchio Acerbo, Franco Cosimo Panini, Rizzoli, Salani, Topipittori), francesi (Bayard Éditions), spagnoli (OQO Editora), tedeschi (Thiele & Brandstatter Verlag GMBH), giapponesi (Shogaku-Kan) e americani (Chronicle Books, Eerdmans, Penguin Random House, Sterling Publishing Co.). Insieme a Gianluigi Toccafondo ha realizzato sigle televisive e cortometraggi di successo (La pista, Le criminel, Woman finding love). Il suo lavoro è stato premiato con due «Silver Medal» dalla Society of Illustrators di New York, con il «Premio Andersen» e con il «Premio Emanuele Luzzati».Vive e lavora a Pesaro.

ReaFavole (Esopo), Topipittori, Italia, 2012

SIMONE REA

Simone Rea è nato a Albano Laziale, in provincia di Roma, nel 1975. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, si è specializzato in illustrazione frequentando numerosi corsi.
I suoi albi sono pubblicati in Italia da Eli, Else Edizioni, Mondadori, Franco Cosimo Panini, Rizzoli, Topipittori; in Francia da Cambourakis; in Spagna da A Buen Paso e in Grecia da Kokkino. Il lavoro di Simone Rea è stato premiato con importanti riconoscimenti: «BIB Plaque 2011» della Biennal of Illustrations Bratislava, la selezione per la mostra Figures Futur del Salon du Livre de Montreuil, il secondo posto a Ilustrarte (2012) e tre selezioni per la Mostra Illustratori di Bologna Children’s Book Fair. Vive e lavora ad Albano Laziale.

leo_7A Letter for Leo, Clarion Books, New York (USA), 2014

SERGIO RUZZIER

Sergio Ruzzier è nato a Milano nel 1966 e vive a New York, dove scrive e illustra libri a figure. In Italia è pubblicato da Despina, La Grande Illusion e Topipittori; in America, tra gli altri, da Chronicle Books, Clarion Books, Frances Foster Books, Neal Porter Books e Simon & Schuster.
Il suo lavoro è stato premiato dall’American Illustration, dalla Society of Illustrators, da Communication Arts e dalla Society of Publication Designers; ha vinto il «Parents’ Choice Gold Award» e, nell’autunno del 2011, è stato scelto da Maurice Sendak per l’esclusiva Sendak Fellowship.

SannaLa via del pepe, Edizioni E/O, Italia, 2014

ALESSANDRO SANNA

Alessandro Sanna è nato a Nogara (Verona) nel 1975. Ha iniziato come pittore per poi dedicarsi a tempo pieno all’illustrazione. I suoi albi sono pubblicati in Italia da Corraini, Einaudi, Emme Edizioni, Kite Edizioni, Mondadori, Nuages, Franco Cosimo Panini, Rizzoli e, in Francia, da Éditions MeMo e Éditions Grandir. Ha vinto per tre volte il «Premio Andersen Italia», nel 2009 il «Premio Paolo Rigamonti», nel 2014 il «Premio Lo Straniero» attribuito da Goffredo Fofi ed è candidato all’«Hans Christian Andersen Award 2016». Collabora con la rivista «Vanity Fair France» per la quale tiene la rubrica “Fumoir”. Insegna illustrazione per l’editoria all’Accademia di Belle Arti di Bologna e vive a Mantova.

ScarabottoloCose che non vedo dalla mia nestra, Topipittori, Italia, 2012

GUIDO SCARABOTTOLO

Guido Scarabottolo è nato nel 1947 a Sesto San Giovanni. Laureato in architettura al Politecnico di Milano, è grafico e illustratore. Ha collaborato con i più importanti editori, agenzie di pubblicità e aziende. Dalla fine del 2002 al 2015 ha progettato tutte le copertine per la casa editrice Guanda, illustrandone la gran parte. I suoi disegni compaiono sul domenicale de «Il Sole 24 ore», «Internazionale», «The New Yorker» e «The New York Times». Ha illustrato libri per ragazzi per le case editrici italiane Topipittori e Vànvere Edizioni e ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra i quali il «Premio Andersen» per il “Miglior libro 0-6 anni”, la «Silver Medal» della Society of Illustrators di New York, la «Medaglia d’argento Sezione Editoria» dell’Annual Autori di Immagini 2015 e la menzione Non Fiction del «Bologna Ragazzi Award».

VairoIn mezzo alla aba, Topipittori, Italia, 2015

ARIANNA VAIRO

Arianna Vairo è illustratrice e incisore. Nata a Milano nel 1985, ha già pubblicato più di quindici libri per ragazzi (in Italia con Eli Edizioni, Giannino Stoppani Edizioni, Topipittori; in Spagna con A Buen Paso) e collaborato con «The New York Times», «The New Republic», «Vice», «Il Sole 24 Ore», Marina Abramovi? Institute (NY) e la storica galleria Nuages di Milano.
Il suo lavoro è stato riconosciuto da American Illustration, dalla Society of Illustrators, da Communication Arts, dalla Biennal of Illustration Bratislava, da White Ravens e da Bologna Children’s Book Fair che, per due volte, ha scelto le sue illustrazioni per l’Annual.

ValentinisRaccontare gli alberi, Rizzoli, Italia, 2012

PIA VALENTINIS

Pia Valentinis è nata a Udine nel 1965 e vive e lavora a Cagliari. I suoi libri illustrati, più volte premiati, sono pubblicati da case editrici nazionali e internazionali, tra cui Edizioni Arka, Il Castoro, Coconino Press – Fandango, Einaudi, Fabbri, Fatatrac, Giunti, Lapis, Mondadori, Nuove Edizioni Romane, Orecchio Acerbo, Franco Cosimo Panini, Rizzoli, RueBallu Edizioni, Topipittori, Treccani (Italia); Éditions Grandir (Francia); Libros del Zorro Rojo (Spagna); Royal Academy of Arts (Inghilterra) e Grimm Press (Taiwan). Oltre a numerose selezioni alla Bologna Children’s Book Fair e alla Biennal of Illustration Bratislava, ha vinto più volte il «Premio Andersen»: come “Miglior illustratore”; per il “Miglior libro di divulgazione” (Raccontare gli Alberi illustrato insieme a Mauro Evangelista, premiato inoltre con il «Super Premio Andersen 2012») e per il “Miglior libro a fumetti” (Ferriera).
Lavora spesso insieme a altri illustratori perché – dice – “è un modo di percorrere strade che da sola non vedrei”.

ZagnoliThe Wonderful Wizard of Oz, Rockport Publishers, Massachusetts (USA), 2015

OLIMPIA ZAGNOLI

Olimpia Zagnoli è nata a Reggio Emilia nel 1984. Dopo anni di scarabocchi e il diploma allo IED di Milano ha iniziato a collaborare, tra gli altri, con «The New York Times», «The New Yorker», «La Repubblica» e «Il Sole 24 Ore». Le sue illustrazioni hanno forma di manifesti, libri, copertine e sono pubblicate da editori italiani (Einaudi, Feltrinelli, Terre di Mezzo, Salani, Tapirulan) e stranieri (Michel Lagarde in Francia, Rockport Publishers e Taschen in America). Di recente ha curato la regia di alcuni video musicali e collaborato con case di moda e aziende di design (Molteni, Lazzari, Ballantyne, Mandarina Duck, Ray Ban). Dal 2010 è nella selezione della prestigiosa Society of Illustrators di New York e ha vinto il «Celebrate Originality Award», lo «Young Guns Award» dell’Art Directors Club di New York e, nel 2012, è stata nominata “New visual artist” da «Print Magazine». Vive a Milano.

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interniIICAlcune sale allestite con la mostra all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid

Senza l’iniziativa dell’IIC di Madrid, il generoso sostegno della Regione Emilia Romagna e la disponibilità della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, questa mostra non sarebbe stata possibile.


L’importanza del ‘fuori-scena’ nell’immagine

Mostro non mangiarmi!, Carl Norac e Carll Cneut, Adelphi edizioni (lo schizzo sotto il libro è mio)

Quando iniziavo a muovere i primi passi come illustratrice, partecipai a un corso con Carll Cneut, a Macerata. Stavo preparando uno storyboard per una casa editrice spagnola e pensai di sottoporlo a Carll per avere consigli. Era il 2003, o giù di lì.
Ricordo che fui molto colpita da alcuni suoi commenti sul ‘fuori scena’.
Mentre spiegava, Carll faceva gesti con la mano intorno al foglio, indicando zone: come se lo spazio vuoto che circondava il foglio fosse uno spazio su cui potevo disegnare, anche se nessuno avrebbe visto nulla.

Ad esempio, in una scena dove il protagonista doveva dire addio a un personaggio secondario, Carll mi disse: «Ma perché non lo tagli un po’ fuori scena? Così anche il lettore avrà la sensazione di perderlo di vista». Geniale.
Non avevo mai pensato, prima di quel giorno, a quanto è importante il fuori-scena quando costruiamo un’immagine.

13_storypepino

Qui sopra, potete vedere la scena di cui vi ho parlato in fase di storyboard, qui sotto, il disegno definitivo, come compare nel libro. Il personaggio secondario è stato tagliato fuori scena, ma nessuno penserebbe, guardandolo, che abbia subito un’amputazione. Pensiamo, piuttosto, che continui a esistere oltre il foglio, anche se oltre il foglio non c’è niente.

14_pepinoEl caballero Pepino, Carmen Gil e Anna Castagnoli, OQO 2004

In letteratura, il fuori-scena corrisponde al non-detto.
Alla fine del film di Sofia Coppola Lost in translation, nell’ultima scena, quella dell’addio, l’uomo sussurra delle parole nell’orecchio della ragazza, parole che il pubblico non può sentire. Sono le parole più importanti di tutto il film, perché non ce ne sono altre, nel film, che ci informano sui reali sentimenti dei personaggi.
Ma queste parole, rispetto alle orecchie del pubblico, sono state dette fuori-scena. Ricordo che fui molto frustrata quando il film finì, volevo sapere cosa si erano detti! Solo poco dopo pensai, con un sorriso, che in realtà non si erano detti nulla, perché era un film.

Anche nel teatro greco l’azione avveniva fuori scena. Il pubblico non vedeva quello che gli attori del coro, dal palco, sporgendosi verso un altrove immaginario, vedevano e descrivevano con passione.
Questi stratagemmi narrativi hanno un duplice scopo: infiammano la fantasia e la curiosità del pubblico, e gli fanno dimenticare che quello che c’è in scena è finzione.
Suggerire allo spettatore che esiste un fuori-scena significa accrescere l’illusione che quello che c’è in scena sia reale.

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In Lacuna, un bellissimo, imprescindibile libro sull’importanza del non-detto e della lacuna in letteratura, Nicola Gardini cita un episodio della Divina Commedia dove Dante riferisce al lettore che c’è stata una conversazione con Virgilio, ma Dante aggiunge che non riporterà cosa è stato detto.

“Così andammo, infino a la lumera,
parlando cose che ‘l tacere è bello ”
(Inferno IV, 103-5)

La dichiarata omissione induce il lettore a credere che ci sia veramente (da qualche parte) quello che non c’è (…) L’illusionismo, per colmo di ironia, fa sì che quel che è intrinsecamente immaginario tragga fondamento di realtà da una mancanza. Ecco una delle principali funzioni della lacuna, scrive Gardini.

In una narrazione, la retorica narrativa è sempre tesa tra due punti: il falso (l’immaginario puro) e il vero (il realismo). Come uditori e spettatori di una storia abbiamo un dannato bisogno di sapere se quello che è raccontato è avvenuto davvero o per finta.
Il grado di realtà dei fatti narrati, infatti, ci indica come dobbiamo porci davanti a quei fatti, e incide sul nostro coinvolgimento emotivo.
Non è lo stesso sapere che qualcuno è morto per finta o che qualcuno è morto per davvero.
Che nel tal posto c’è un vero castello ricoperto di rubini, o che il suddetto castello è stato solo immaginato da qualcuno.

storyIl lettore de La storia infinita, che in realtà fa parte della storia

Sempre, all’inizio di una storia, ci sono formule retoriche che indicano al lettore come collocarsi davanti alla storia, come ascoltarla.
Espressioni come ‘Tanto tempo fa’ o ‘C’era una volta’ spingono la storia verso uno spazio lontano e mitico, forse vero o forse no.
Espressioni come ‘I fatti di seguito raccontati sono accaduti realmente’ o ‘Vi racconterò cosa ho visto ieri, stento io stesso a crederci…’ riportano la storia in uno spazio che coincide con quello che abitiamo tutti, reale e familiare (anche se la formula usata è solo un trucco retorico, proprio come nelle famose leggende metropolitane).

Arthur_RackhamThe Tempest, William Shakespeare e Arthur Rackham

Nel regno dell’immagine, la funzione retorica di queste formule narrative è svolta principalmente da tre elementi:
lo stile (più o meno realistico. Nell’immagine qui sopra, ad esempio, la scena a colori)
la composizione (l’immagine è tagliata al vivo fuori dal quadro, o sta tutta dentro il quadro?)
la cornice (assente o presente; netta o sfumata verso il disegno; più o meno decorativa)
Nell’immagine di Thomas Crane, qui sotto, più cornici portano, a poco a poco, lo sguardo del lettore verso una porta che ci sembra reale.
Il fuori-scena è, in questo caso, oltre la porta chiusa.
(Mille, le note di contrappunto, che giocano e confondere e contraddire questa verticalità dei piani. Come le rondini che sembrano volare reali fuori dalla copertina, o il fiocco giallo del titolo, che entra e esce tra cornicette che dovrebbero essere solo dipinte).

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Nel 1400, l’architetto Leon Battista Alberti spiegava che, senza cornice, tagliato al vivo, il quadro diventa “una finestra aperta sul mondo”.
Da allora, il bordo esterno del disegno viene chiamato ‘finestra albertiana’.
Per avere un fuori-scena efficace, infatti, bisogna tagliare l’immagine a vivo.
Qualsiasi cornice rallenta, sbarra o annulla la fusione tra realtà e finzione.
La scelta di mettere o non mettere la cornice dipende dal tono retorico con cui vogliamo ‘raccontare’ la scena.
Fuori scena, c’è il mondo di cui l’immagine è un frammento. Un mondo sconfinato dove tutto può essere e tutto può succedere.
Nell’esempio qui sotto, non c’è mostro più terribile di quello che è tagliato fuori-scena: proprio perché non lo vediamo.
(Carll Cneut è un mostro di bravura del fuori-scena).

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Mostro non mangiarmi!
, Carl Norac e Carll Cneut, Adelphi edizioni

In quest’altro esempio, tratto da un libro delizioso che si intitola Le jour ou zoe zozota, il testo dice: ‘Yuri vide uno Yeti divorare creudelmente uno yogurt’.
Noi non vediamo lo Yeti, vediamo Yuri che vede lo Yeti.
Lo Yeti, possiamo solo immaginarlo.
Se vedessimo lo Yeti intero, dentro l’immagine, non sentiremmo l’alito di mistero e altrove che percepiamo nell’immagine dove non vediamo lo Yeti.

yuriLe jour où Zoé zozota, Pierre Prat, Le 400 coups, finalista al premio Hans Christian Andersen – IBBY 2016

Guardate come l’impatto del fuori-scena sarebbe ancora più forte e drammatico senza spazio bianco intorno.
(Se non ci fosse la cornicetta di default del blog, lo percepireste ancora più forte).

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Anche la composizione gioca con il fuori-scena. In questo bellissimo finale dell’Hansel e Gretel di Lorenzo Mattotti, Gretel attraversa il fiume e va verso la salvezza. Ma dove va?
Il taglio compositivo ammicca a un altrove che ci sembra di poter vedere, oltre i margini del foglio.
Ma se allunghiamo una mano per toccarlo, non esiste.

Al momento di pensare e comporre la vostra immagine sul foglio, non dimenticatevi che il foglio può essere grande quanto il mondo.

Anna Castagnoli

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Hansel e Gretel, Lorenzo Mattotti, Orecchio Acerbo

Per approfondimenti:
COINVOLGERE IL LETTORE 1: dire meno, dire poco, nascondere
COINVOLGERE IL LETTORE 2: la posizione del protagonista e quella del lettore

Lacuna. Saggio sul non detto
Nicola Gardini
L’importanza del non-detto nello storytelling
18,70 €

Disegni di bambini

Anche questo libricino l’ho trovato su Etsy. Nel formato, è il tipico libro di scuola che i bambini giapponesi usano per le materie artistiche (ancora oggi). In questo esemplare sono stati raccolti i disegni di una intera classe. Anno 1942. Non sono bellissimi?

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I cataloghi della rivista Kodomo no Kuni, Giappone

Ricordate che tempo fa (qui e qui) vi avevo lungamente parlato della rivista giapponese Kodomo no Kuni? Un’incredibile avventura editoriale destinata ai bambini, di sopraffina qualità artistica e pedagogica, durata dal 1920 al 1945.
Fonte di ispirazione della rivista sono state le avanguardie europee e alcuni grandi pedagoghi giapponesi.
Questo Natale mi hanno regalato due cataloghi contententi vari numeri della rivista, ho così scoperto che, anni fa, tutti i numeri di Kodomo no Kuni sono stati raccolti in diversi cataloghi. Meraviglia. Ogni tanto questi bellissimi cataloghi si trovano a prezzi più che ragionevoli su  Amazon-Giappone (qui) o su Etsy (qui).

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Questo qui sotto è un poster che ho trovato in regalo dentro il catalogo doppio (quello nel cofanetto), su carta leggermente cerata. Bellissimo.

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Auguri di Buone Feste e una riflessione su questo blog

Carissimi lettori,
vi sarete accorti che negli ultimi tempi ho rallentato un pochino il ritmo di pubblicazione dei post.
Le ragioni sono diverse: una di queste ̬ che attraverso la pagina Facebook delle FiguredeiLibri ho la sensazione di essere in contatto con voi ogni giorno Рsensazione forse erronea: quanti di voi, infatti, per scelta, non seguono Facebook?

Anna_CastagnoliDa  Il volo della famiglia Knitter, Guia Risari e Anna Castagnoli, A Buen Paso edizioni (uscita prevista marzo 2016)

Un’altra ragione è che il formato classico di un blog, con i suoi post ordinati cronologicamente, non mi sembra più adatto al modo in cui oggi usiamo e abitiamo la rete. Sto cercando di immaginare una nuova forma di condividere contenuti senza perdere la possibilità di approfondirli.
Non ultima ragione di questo rallentamento di ritmo: ho finito un libro! Erano anni che non illustravo più. Per farlo bene, ho sentito il bisogno di raccogliere le mie energie in una sfera meno pubblica, più intima e silenziosa.
Il blog, con i ritmi che ho tenuto negli ultimi anni, mi portava via almeno tre giorni di lavoro alla settimana.
Il libro si intitola “Il volo della famiglia Knitter”, il testo è di Guia Risari e uscirà a marzo con A Buon Paso edizioni. Sono felice.

Mi riprometto di riflettere più a fondo su queste ragioni durante le vacanze, per immaginare Le Figure dei Libri con un nuovo ritmo o un nuovo formato: la voglia di continuare a condividere con voi la mia passione per i libri illustrati è sempre qui :)

Intanto, se avete delle idee su come vorreste questo blog, se volete raccontarmi come e quando scorrete le pagine di un blog e quando, invece, vi fermate a leggere post più lunghi, quali social preferite, che abitudini avete sulla rete, le vostre osservazioni mi saranno preziosissime. 

Passate delle Buone Feste, piene di sorrisi e caldi affetti!
Anna

 

 

 

 

 


Iratxe López de Munáin: One character per day

Iratxe Lopez de Munain

Iratxe Lopez de Munain
One character per day

Questo divertentissimo progetto lo ha ideato Iratxe López de Munáin, un’illustratrice spagnola (già selezionata, nel 2015, alla Mostra Illustratori di Bologna), e si intitola: One character per day.
È nato così: di ritorno da un viaggio a New York, colpita dai vestiti di alcune persone sconosciute, dai loro visi e dai loro gesti, Iratxe ha deciso di disegnare una persona al giorno.
Un esercizio di osservazione che le è sempre piaciuto e che oggi la porta ogni giorno a esplorare attivamente, con occhio da detective, le strade e i quartieri di Barcellona (la città dove vive), o le strade, metro, treni, stazioni, areoporti… delle città dove si trova in viaggio.
Iratxe dice che, in qualche modo, disegnando e scegliendo i suoi modelli, sta popolando la città nella quale le piacerebbe vivere.
Potete vedere i personaggi già ritratti, e seguire quotidinamente quelli nuovi, a questo link.

Ho scelto di dare spazio a questo progetto per la freschezza dei disegni, ma anche per ricordare ai giovani illustratori che il nostro è un mestiere creativo.
“Creativo” significa anche: pieno di inventiva, mescolato alla vita di tutti i giorni, propositivo, appassionato, curioso. Spedire disegni a un editore e aspettare semi-depressi che l’editore vi risponda (!) non è più un modo attuale di vivere questo lavoro.
Spazio alle idee!

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