Tendenze editoriali dalla Francia: i libri più belli. parte 2 (ultima)

Come vi raccontavo nel post della scorsa settimana, a lato di un revival di libri vintage e antichi, l’album contemporaneo è alla ricerca di nuove forme narrative. Un po’ come è successo al romanzo, con esisti più o meno riusciti. Vediamo alcuni esempi tra le novità presenti al Salone di Montreuil 2014.

Inizio dai miei due libri preferiti di quest’anno, in qualche modo simili. Entrambi hanno come tema centrale la paura. Entrambi rielaborano una tensione narrativa tra antagonisti proverbiali: il leone e il topo; il gatto e i topi. Entrambi usano il finale per sorprendere il lettore e costringerlo a rivisitare il senso della storia letta.
Il mio premio ‘simpatia assoluta’ va a  Voilà le chat! di Vladimir e Frank Asch. Quello ‘raffinatezza narrativa e poesia’ visuale a La chambre du lion di di Adrien Parlange.


Voilà le chat! (Arriva il gatto!). La stranezza narrativa di questo album è il testo. Un fumetto in tre lingue: francese, russo, inglese, che dice solo «Arriva il gatto!» e lo ripete instancabilmente per tutta la durata della storia. Sono le immagini a reggere la narrazione, il testo è una sorta di puntello, di manifesto, che crea la tensione. L’ultima immagine, l’arrivo del gatto, ridefinisce tutto il senso semantico del testo: abbiamo creduto, fino a quel momento, che il testo fosse un allarme, e non lo è.
Bellissimo anche il mélange tra l’ambientazione delle scene, quasi ottocentesca, e la freschezza stilistica dei personaggi, vicina al fumetto (Maus di Spiegelman).
(L’edizione originale è del 1989. È stato edito da Orecchio Acerbo nel 2013: Arriva il gatto!)

Voilà le chat!, Vladimir e Frank Asch, Cambourakis 2014

La chambre du lion (La camera del leone) è l’esplorazione di uno strano geroglifico: quello che compare nell’ultima pagina del libro, quando la luce si spegne. Anche qui l’ultima immagine ridefinisce il senso del libro.
Il testo parla di un bambino che decide di visitare ‘la stanza del leone’ perché il leone è assente. Non è un incipit di incredibile forza narrativa? Un topo, esopiano antagonista del leone, scappa quando sente entrare il bambino. (Vi ricordo che nella fiaba favola di Esopo il leone e il topo scoprono che è meglio essere amici che nemici).


A sua volta, il bambino sente un rumore e, spaventato, si nasconde. Sono i passi di un altro bambino che si è avventurato nella stanza. Così via, in una somma sempre più esponenziale di bambini e animali che entrano a curiosare la stanza del leone, sentono un rumore, e poi si nascondono.
Stampi che sembrano decorazioni di pagine miniate o geroglifici separano gli avventori. Questi margini sono il nascondiglio caldo e segreto che ogni bambino conosce per aver giocato a nascondino (l’emozione di essere separati, tramite una membrana sottile, dal mondo esterno; l’intimità del buio; il desiderio e la paura di essere scoperti).
Parentesi quadre, graffe, confini: metafore della paura dell’Altro, della pelle che ci separa dal mondo.


Ma piccoli errori di stampa (lo stampo della paura è sempre lo stesso, a furia di ripeterlo si consuma), sbavature, buchi, permettono piccole avventure di contatto, esplorazioni, scoperte. L’errore di stampa, come l’imperfezione, è una porta che si apre: verso l’imprevisto, verso l’esplorazione di nuovi significati.
A un tratto ritorna il leone, si mette a letto, ma guardando la stanza si accorge che qualcosa è cambiato. Lo specchio non è più al suo posto, un oggetto dondola, il suolo trema impercettibilmente. Capita così quando l’Altro, l’estraneo, entra: lo specchio non ci riflette più con precisione, qualcosa si muove.


Anche il leone si spaventa e si nasconde. Lui, che era l’oggetto della paura di tutti. Si rincantuccia ben bene sotto le coperte.
È a questo punto che torna il topo. Dice il testo. Tutto è tranquillo, la tenda è tirata, non un solo suono. Anche il topolino si infila sotto le coperte e la luce si spegne. L’ultima immagine sintetizza e immobilizza in un Segno tutti i personaggi. Gli occhi ben aperti. Il topolino in bianco. Sarà lui a rodere i margini come nella fiaba di Esopo?
Un libro straordinario, sensibile, davvero nuovo sul piano della narrazione.

Vediamo altri esempi.
Nel suo ultimo libro, La belle vie, Floc’h (qui trovate un libro di Floc’h che avevo analizzato), fa entrare la bambina dal sipario che separa il lettore dal libro, come quando un attore chiama a salire sul palco uno del pubblico. È il lettore stesso a essere chiamato a salire sulla scena e costruire la storia insieme al protagonista.
«Non restare là, vieni, raggiungimi dentro la pagina». «Ecco, faremo questo libro insieme, si intitola “La belle vie”».

Floc’h, La belle vie, Seuil Jeunesse 2014

Come spiego spesso ai miei alunni (e anche qui: Coinvolgere il lettore parte uno, due, tre), la relazione attiva con il lettore è uno dei modi in cui l’album sta cercando di fare concorrenza alla ricchezza di interazione che i bambini hanno, ormai quotidianamente, con tablette e dispositivi vari, attraverso giochi o applicazioni.
L’album cartaceo risponde a questa nuova necessità: o dando un universo completamente altro (lento, silenzioso, contemplativo – penso al sublime L’oiseau sur la branche di Anne Crausaz), o trovando il modo di stimolare e sorprendere il lettore (idee narrative nuove, pop-up, occhiali colorati…).

Anne Crausaz, L’oiseau sur la branche, Memo éditions

Ci si prova con libri gioco, come il Livre tapis d’activité (Libro tappeto di attività) di Bruno Gibert, o con occhiali colorati che permettono di far scomparire alcune immagini del libro.


Livre tapis d’activité, Bruno Gibert, Actes sud
Ana Pez, Mon petit frère invisible, Agrume éditions

Molti i libri senza testo, per adulti o bambini, presentati negli stand. Uno dei più interessanti, soprattutto per il ritmo, è La chasse (La caccia) di Margaus Othats, nel quale una bambina cerca di costruire un animale con dei sassi, regolarmente fatti esplodere dai cacciatori che entrano in scena. La violenza della distruzione contro la forza della creatività.

Marguerite Othats, La chasse, Magnani 2014

La cosa divertente è che questo gran darsi da fare dell’album nell’era del digitale è incomparabilmente più ricco del poco che si è fatto con il libro digitale (o narrazione digitale). Lo stand dei libri digitali (sgabellini con alcuni Ipad sui quali il salone aveva selezionato una decina di app) era poveruccio di idee. A parte Botanicula, che è una App davvero interessante per l’equilibrio che trova tra narrazione e gioco, e la bellezza grafica e morbida di Petting Zoo di Cristoph Niemann, non c’era nulla, a mio gusto, di davvero interessante. Potete esplorare le novità digitali voi stessi sul sito che il salone ha dedicato loro: POPAPP.

Petting zoo, Chrstoph Niemann

E per chiuedere in bellezza, ecco un video realizzato da Anna Martinucci e me sul Salone, con molti illustratori che firmano i libri (in Francia sono come star).

Arriva il gatto!
di Frank Asch e Vladimir Vagin
Un gatto arriva nel paese dei topi.
12,75 Euro
La chambre du lion
Adrien Parlange
Chi ha paura della stanza del leone?
13,79 Euro
L’oiseau sur la branche
Anne Crausaz
112 pagine di oura poesia tra i rami
20,66 Euro

Mano a Mano N4: Gloria Pizzilli

Come nella migliore tradizione pittorica orientale, il gesto è tutto. Nella puntata Numero 4 di Mano a Mano Gloria Pizzilli ci mostra come la pressione e l’inclinazione del polso possono da sole costruire una figura riconoscibile, con tanto di ombre e vibrisse.

Gloria Pizzilli, toscana classe 1983, vive e lavora a Toulouse, in Francia. Laureata magna cum laude al biennio di specializzazione in Product Design all’ISIA di Firenze, Gloria entra da autodidatta nel campo dell’illustrazione nel 2009.
Nell’approccio all’immagine cerca il giusto equilibrio tra metodo scientifico e gesto istintivo, tra geometria pura e movimento fluido.
Tra i suoi clienti: The New Yorker, The New York Times, Wired Italia, GQ USA, La Stampa, Eli Edizioni, Feltrinelli, Teatro alla Scala.

Gloria Pizzilli
Gloria Pizzilli, schizzo
Gloria Pizzilli, schizzo
Gloria Pizzilli

 


Tendenze editoriali dalla Francia (Montreuil 2014). Parte 1

Premessa: in questo post e nei prossimi vi parlo di ‘tendenze’. Questo non significa che, a lato di queste tendenze, la produzione editoriale non continui ad essere ricca di sfumature e diversificata.

Lo stand delle libreria antiquarie Michel Noret e Les libraires associé, sul Salone di Montreuil 2014

È il suo canto del cigno? O il suo senso più profondo che si precisa? Il libro illustrato nell’era digitale si impone per il fatto di essere fatto di carta, e fatto da mani, e fatto per essere sfogliato con grandi bracciate.
Pagine stampate su carta di alta qualità, grandi formati, lettering realizzato a mano, colori vivi in pieno revival anni 60, colori vintage anni 20 e 30. I libri esposti al Salone di Montreuil di quest’anno avevano un gusto d’antan. Come se, davanti alla minaccia di essere trasformato in byte o pixel, il libro illustrato stesse sfoggiando tutto il suo patrimonio artigianale, storico e materico.
Parallelamente a questo sfoggio colorato di blasoni, cerca forme narrative nuove; ne vedremo alcuni esempi nei prossimi post.

Blexbolex 2014

Non è un caso se proprio quest’anno è stato allestito al secondo piano del Salone, per la prima volta, lo stand di due delle migliori librerie antiquarie di libri illustrati di Parigi: Michèle Noret e Chez les libraires associé.
Chi segue i ‘quartieri alti di Pinterest’ (definizione simpatica del direttore di Adelphi) sa che negli ultimi due anni il vintage  o antiquariato editoriale (un certo gusto grafico e cromatico dei primi decenni del 1900) ha preso sempre più piede, fino a diventare moda.


La produzione editoriale sembra essersi adattata e ha sfornato libri che si fa fatica a distinguere dai loro bisavoli di inizio ’900. Quest’anno, in particolare, c’è un gran revival del gusto cromatico e grafico degli anni ’60.

L’Arrière-pays, Blexbolex, Orbis Pictus 2014

Blexbolex è Blexbolex, può permettersi qualsiasi cosa e resterà sempre moderno. La bellezza non ha tempo né mode.
Mentre altri esperimenti mi lasciano perplessa. Nathalie Lété in La promenade de la petite fille, libro di cui molti parlavano sul Salone (meccanismo pop-up firmato Marionne Bataille), sceglie di riprendere un certo gusto kitsch anni 50 e riesplorarlo con le note horror-pop di Atak; senza riuscire, secondo me, nell’operazione: al cocktail perfetto manca una punta di ironia.

La promenade de la petite fille, di Nathalie Lété, Les fourmis rouges 2014

Qui sott, The Garten, di Atak; Kunstmann 2013.

Atak, The Garten, Kunstmann 2013

L’album qui sotto, ‘original kitsch’, esposto nella vetrina dei libri antiquari del Salone: Rojankovsky 1941.
Girando per i vari stand, non si capiva più quali album erano contemporanei, quali riediti, quali antichi.

Mother Goose, Feodor Rojankovsky 1941

Moltissimi i libri vintage riediti: oltre ad alcuni titoli e giochi dell’illustratore e designer di giocattoli Shapur (vedi questo post), bellissimi i due album di Ipcar Dahlov, pubblicati negli anni 60 da Alfred A. Knopf e oggi riediti da Flyng Eye Books
(Orecchio acerbo ha tradotto in Italiano il primo: L’uovo meraviglioso, mettetelo nella lista dei regali di Natale perché merita).

Dahlov Ipcar
Un puzzle di Shapur riedito

La tendenza più eclatante è quella del lettering: fatto a mano, colorato, diversificato nella stessa pagina in diverse famiglie di caratteri, arabescato: l’importante è che non sia banale.
Il lettering fatto a mano in epoca digitale prende il senso di un manifesto culturale. Ecco alcuni esempi:


Qui sotto, il lettering di copertina di un libro fotografato nello stand di libri antichi. Nos frères d’Amerique, Arnoux 1917.

Ritorna il gusto per gli erbari, i bestiari, i libri-catalogo di oggetti. A dozzine. Era impressionante girare tra i diversi editori francesi e vedere tanti titoli simili. Seicenteschi cabinet de curiosité, stanze da collezionisti, wunderkammer. Come se lo spaesamento dell’epoca in cui viviamo, così rivoluzionaria per tutto quello che riguarda la bioetica, la scienza, la tecnologia, esigesse una nuova catalogazione. “Il bello, il raro, il bizzarro insieme”, come recita il catalogo Actes sud parlando del suo Cabinet de Curiosités.
In Chimère Génétiques (Poissons soluble) si tentano innesti tra embrioni e piante di lino. Esperimenti genetici. Chimere spaventose o allettanti, catalogazioni eretiche o futuribili: al lettore dare il suo giudizio.

Cabinet de curiosité, Actes sud

Chimère Génétiques, Le Poissons soluble

Animalium, Autrement Jeunesse
Cahier de Chimères, Actes sud

Ah! Cosa ci fa in questo post il bestiario di Charles Harper del 1961?! Intruso.
Segue…

Charles Harper, Golden Press, New York, 1961

L’illustrazione per ragazzi: arte o morale? Dibattiti e proteste al Salone di Montreuil 2014

Versione approfondita di un mio articolo uscito su Il Sole24ore domenica 14 dicembre 2014. 

Carll Cneut, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

IL DIBATTITO FRANCESE SUI LIBRI PER RAGAZZI 
Il 2 ottobre 2014 Le Monde pubblica un articolo dal titolo: “No signor Copé, i libri per bambini non sono dei trattati di morale” (qui). È firmato dalla attuale direttrice del Salone di Montreuil Sylvie Vassallo.  Il 25 novembre, Libération pubblica un altro articolo: “La letteratura per ragazzi, un’arte maggiore” (qui). Siamo alla vigilia del Salon du Livre et de la presse jeunesse di Montreuil (periferia di Parigi), che quest’anno ha festeggiato 30 anni di vita.
Per questa edizione il Salone ha scelto come filo conduttore un titolo emblematico:
“L’illustrazione per ragazzi, la decima arte?!
”.
(Vi ricordo che la nona è il fumetto).

Kveta Pacovska, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

Questa domanda (notate il punto esclamativo alla fine) è in realtà una provocatoria risposta al vespaio politico che si è alzato in Francia all’inizio del 2014 quando il politico di destra Jean François Copé ha minacciato di censurare il libro “Tutti nudi!”, edito da Le Rouergue. (Trovate il mio articolo su questo caso: qui). In risposta, il mondo dell’editoria è insorto in difesa della libertà di espressione nei libri per ragazzi.
Per una volta, l’illustrazione per ragazzi, con i suoi abitini logori, è salita a castello: mesi di dibattiti sulle prime pagine dei maggiori quotidiani francesi intorno al suo senso, al suo statuto, alla sua necessaria (o meno) libertà di espressione.
(Molti altri articoli su questo dibattito- in francese – qui).

Tous à poil! Editions Le Rouergue

LE PREMESSE STORICHE
Se l’illustrazione per ragazzi debba andare sotto il cappello dell’estetica o della morale è una diatriba secolare ma abbastanza moderna. Basile e Perrault leggevano a corte le loro storie, davanti al pubblico più esigente e colto.
L’idea di una cultura a taglia di bambino è un retaggio tutto ottocentesco. Scoperto l’enorme potere seduttivo che le illustrazioni esarecitavano sui bambini, Chiesa Cattolica e Stato avevano strumentalizzato la letteratura infantile, convinti entrambi della bontà dei loro fini (educativi, moralizzanti, patriotici, etc).
Alla fine della prima guerra mondiale, e in reazione allo scempio culturale e sociale che aveva prodotto in Europa la guerra, è nata in Francia-  e altrove – un’ondata di editori per ragazzi che rivendicavano una produzione editoriale libera da scopi morali e creativa. L’estetica, il divertimento, l’esplorazione del senso, non dovevano più rispondere a necessità pedagogiche; a meno di non pensare, con Brodskij, che la morale rientri nel dominio dell’estetica (leggere qui).
Da allora, queste due idee di cultura per bambini non smettono di fronteggiarsi. Cosa è adatto ai bambini?

Frontespizio dell’edizione bolognese del Pentamerone di Giambattista Basile, 1742
Salone di Montreuil, una conferenza nelle sale della mostra Passages. 2014

L’ILLUSTRAZIONE PER RAGAZZI, LA DECIMA ARTE?!
Chi, meglio del Salone di Montreuil, poteva rispondere a questa annosa diatriba?
Con più di 400 editori (nel 1984, alla sua prima edizione, erano 50) presenti sugli stand; 162.000 visitatori nel 2013 (di cui 30.000 bambini), centinaia di eventi, mesi di preparazione previa nelle scuole per preparare i bambini all’incontro con i libri, una mostra, una agenda di appuntamenti tra editori e giovani illustratori interamente gestita in rete, il Salone di Montreuil ha festeggiato con il botto i suoi trenta anni di lavoro a favore di una ‘cultura alta’ per i giovani lettori.
Trent’anni per educare i  lettori a capire e amare la specificità della letteratura per ragazzi; la sua arte. Trent’anni per dare voce alle tendenze più innovative dell’illustrazione.
Molti di noi ricordano con nostalgia “Figures Future”, il concorso organizzato da Salone che ha portato in Francia i più grandi nomi dell’illustrazione europea, sempre in anticipo di qualche anno sui gusti del mercato. Solo per citarne alcuni: Kitty Crowther, Kveta Pacoska, Joanna Concejo, Beatrice Alemagna… Anche i nostri Simone Rea e Philip Giordano sono passati di lì.
Negli ultimi anni, al posto del concorso, il Salone organizza bellissime mostre.

due immagini di Wolf Erlbruch, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

Per dire quanto l’illustrazione sia arte, il Salone ha dedicato una mostra superba a nove grandi nomi dell’illustrazione: Quentin Blake, Serge Bloch, Blexbolex, Philippe Corentin, Elzbieta, Carll Cneut, Wolf Erlbruch, Jean-françois Martin, Kveta Pacovská.
Carboncini, schizzi, grandi quadri astratti, segni, prove di colore, ma anche sculture, come i bellissimi sassi radiografati di Elzbieta, che sulla lastra svelano il tesoro di un disegno nascosto. Passages il titolo della mostra. Colpi di acquarello leggeri come Passages parigini nei quaderni di Walter Benjamin.

LE CIFRE DELL’EDITORIA PER RAGAZZI IN FRANCIA: i piccoli editori e l’illustrazione non commerciale sopravviveranno?
In Francia, dove più del 60% dei ragazzi legge un libro a settimana (fumetti e romanzi per adolescenti inclusi nella statistica) la letteratura per ragazzi sta diventando una cifra d’affari da capogiro.

Serge Bloch, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

Nel 2013 ha generato 2 milioni 687 mila euro, piazzandosi al secondo posto dopo la letteratura per adulti. I giornali ne parlano; gli autori e gli illustratori si uniscono in sindacati e manifestazioni  per rivendicare la loro parte – e giustamente, visto che sono la sorgente prima di tanta ricchezza e gli ultimi a guadagnarci. In Francia, le royalties per gli autori sono le più basse d’Europa. Il primo giorno di Salone molti autori andavano in giro con questa frase sulle magliette:
“Gli autori per ragazzi, presto ‘Tutti nudi’?

Un boccone più che ghiotto per tutti, ma soprattutto per i grandi gruppi editoriali, che negli ultimi anni hanno fatto man bassa di piccoli editori. Quest’anno le edizioni Autrement, uno dei cataloghi più raffinati e coraggiosi dell’editoria francese, hanno chiuso. (PRECISAZIONE: sono state annesse al grosso gruppo Madrigall, che include Gallimard+Flammarion+ Catserman); gli autori hanno manifestato sul Salone per chiedere la continuità dei loro titoli (vedere commento di Beatrice Alemagna a questo post).
O si pensi al catalogo Seuil, così indipendente, originale che, comprato da La Martinière qualche anno fa, ha perso tutto il suo charme.
Ma c’è anche chi sostiene che, grazie a queste cifre di vendita, gli editori possono mantenersi mettendo in catalogo qualche titolo più commerciale e usare i profitti per sostenere titoli più originali, artistici e difficili, che altrimenti non sopravviverebbero. (Sarà vero?).


Salon de Montreuil 2014

Per approfondire:
Qui la lettera di protesta a Charlotte Gallimard degli autori Autrement.
Qui l‘articolo della critica Sophie Van der Linden sulla necessità del catalogo Autrement.
Qui sotto due foto della manifestazione al Salone di Montreuil degli autori Autrement. Il cartello recita: “SIAMO TUTTI DEGLI AUTORI ‘DIVERSAMENTE’”.

Gli autori di Autrement protestano contro le modalità di chiusura della casa editrice al Salone di Montreuil

COSA NE PENSO IO
Il libro illustrato è un crocevia che accoglie dentro le sue pagine arte, letteratura, cinema, grafica. Ha un linguaggio sequenziale tutto suo, che negli ultimi decenni comincia ad essere codificato, usato per dire altro, studiato. È indubitabile che sia una forma d’arte.
Ma per quello che riguarda la sua appartenenza al regno della morale o dell’estetica, penso che Iosif Brodskij abbia profondamente ragione: non c’è angolo dell’Estetica, neppure il più nascosto, che non sia, già in sé, morale. Ed è questa la ragione per la quale i libri più belli, più liberi, quelli che più di tutti hanno esplorato la verità dei sentimenti umani, sono spesso finiti nei falò.

Elzbieta

Due lavori di Elzbieta alla mostra Passages, Salone di Montreuil 2014

Elzbieta, artista polacca, ha plasmato dei sassi color lava e li ha radiografati. Scopro sulle lastre disegni minuti come chicchi di neve; due metri più in là, davanti agli originali del suo album Flon-Flon e Musette – due conigli che si vogliono bene nonostante il filo spinato-,  mi chiedo se anche le sue illustrazioni non siano lastre radiografiche: l’impercettibile filigrana dei sentimenti umani.
Wolf Erbruch dice che illustrare e scrivere per bambini significa essere sinceri con se stessi: scoprirsi. Se non si fa questo, si diventa kitsch.

Wolf Erlbruch in una video intervista al Salone di Montreuil 2014

KvetaPacovska ha trasformato i libri per ragazzi in gallerie d’arte costruttivista.
Carll Cneut, dal Belgio, ha dato vita a una bambina onnipotente, ma è la sua fragilità, appena accennata con la grafite, che mi spiega cosa c’è dietro l’onnipotenza, e mi commuove.


Valentina (la mia!) di Carll Cneut alla mostra Passages, Salone di Montreuil 2014

Gli schizzi a carboncino di Wolf Erlbruch, scimmie con tamburi, figure otto-dixiane, foglie che paiono mani, sembrano scappati da una galleria espressionista.

Wolf Erlbruch, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

Una madre partorisce un bambino nell’acqua del mare, in una bellissima tavola di Quentin Blake. Non è sempre nel mare che si partorisce la vita?


Quentin Blake alla mostra Passages, Salone di Montreuil 2014

Mi viene da pensare, ciondolando nei corridoi della mostra, che mi piace che l’arte dell’illustrazione resti un’arte minore. La leggerezza delle sue immagini, la discrezione di molti dei suoi autori che si definiscono artigiani e non artisti, l’essenzialità dei suoi testi, che molti confondono con superficialità e che è invece l’incarnazione perfetta della modernità cantata da Calvino nelle sue Lezioni Americane: tutto nei libri per bambini mi ricorda gli abiti stracci di quei valorosi guerrieri o regine che nessuno riconosce, se non alla fine della fiaba.
Se da una parte spero che il libro illustrato resti un prodotto creativo, espressivo, profondo, libero di investigare tutti gli aspetti della nostra società e del nostro sentire, dall’altra, mi chiedo se non è meglio che resti un’arte minore: lontana dai riflettori di una cultura che sempre di più sta diventando semplice prodotto di marketing, rumore, strumentalizzazione politica.

Blexbolex alla mostra Passages, Salone di Montreuil 2014

“Alìgeri, cavalcatori e altre malinconie.” Pablo Auladell in mostra a Macerata

Macerata, 6 dicembre – 21 dicembre LIBRIAMOCI, FESTIVAL DEL LIBRO ILLUSTRATO
L’ospite d’onore di quest’anno a Libriamoci – Festival del Libro Illustrato sarà Pablo Auladell.
Il Festival avrà inizio sabato 6 dicembre con l’inaugurazione di ben due mostre con quasi settanta tavole di questo grande illustratore spagnolo.

Programma:
Alle 18.00 inaugurazione della mostra antologica “Alìgeri, cavalcatori e altre malinconie”, alla Galleria degli Antichi Forni, che raccoglierà una panoramica di tutto il lavoro di Auladell,
alle 18.30 la mostra monografica “La leggenda del Santo Bevitore”, con le illustrazioni di Auladell ispirate al racconto autobiografico dello scrittore Joseph Roth , al Palazzo Compagnoni Marefoschi, nuova sede della Scuola di Illustrazione Ars in Fabula.

Sempre a Palazzo Compagnoni Marefoschi domenica 7 dicembre, alle ore 17.00 ci sarà un seminario con l’illustratore che presenterà il suo lavoro e le sue opere in mostra. Per partecipare è necessario prenotarsi: trovate il modulo di iscrizione nella pagina Facebook del Festival, da spedire poi a info@arsinfabula.com

Volete arrivare preparati? Non riuscite ad andare e volete consolarvi un po’? Qui, qui, qui, qui e qui alcuni post di qualche tempo fa di LFdL su Pablo Auladell, il suo pensiero, il suo metodo e la sua concezione di illustrazione e illustratore.

Le mostre saranno visitabili fino al 21 dicembre, conclusione del Festival.

Sul sito di Ars in Fabula trovate scaricabile tutto il programma delle giornate del Festival, in elenco vari laboratori per grandi e piccoli, workshop e letture ad alta voce.

Contemporaneamente alle due mostre di Pablo Auladell ce ne sarà una terza “Contus Antigus”: una raccolta di lavori di alcuni giovani illustratori sardi che hanno cercato di dare vita attraverso le loro illustrazioni ad antichi racconti popolari dell’isola.

Post a cura di Geena Forrest


Fredun Shapur: il catalogo di tutta la sua opera

Di Fredun Shapur avevo postato già Rond and Rond and Square, del 1965. Oggi lo stesso libro è stato riedito dalle edizioni Memo (rond et rond et carré), e, meraviglia delle meraviglie, è anche uscito nel 2013 un libro-catalogo di tutta la sua opera (doppio testo in inglese e francese): Fredun Shapur, playing with design, per le edizioni Piqpoq, curato dalla figlia Mira e dalla storica dell’arte Amy F. Ogata. Ho fatto che comprare tutt’e due i libri a Montreuil e oggi vi posto qualche immagine del catalogo. È ben curato, completo, stampato su una carta bellissima, merita davvero averlo nella libreria.
Shapur, insieme a Bruno Munari, Iela e Enzo Mari, Charles Eames, Katsumi Komagata, è stato uno dei grandi designer che hanno messo a servizio dei bambini, in forma di gioco o di libro, la loro arte.

Nasce nel 1929 a Joahannesburg, dotato fin da bambino per il disegno, Shapur si è trasferisce a Londra per studiare disegno alla St. Martin School. Lavora come grafico a Praga e si innamora del design di giocattoli ceco: negli anni ’50, nella Repubblica Ceca, si sviluppa un corrente del design per bambini guardata da tutta Europa come modello di sintesi ed eleganza. Il design di giocattoli cechi di quegli anni è ispirato al cubismo ma orientato, contemporaneamente, a un ritorno romantico al gioco semplice, volutamente povero, in legno. Shapur si impregna di questo stile e nel 1959 apre la sua agenzia a Londra. Inizia una lunga carriera di grafico, illustratore, designer di giochi che lo porterà a un successo internazionale pluripremiato.

Lo scorso 29 novembre, presso la galleria Kemistry, si è chiusa a Londra una retrospettiva della sua opera.

.

 

Alcuni titoli di suoi libri illustrati:
- Round and Round and Square
, 1965
- Quattro libri per le prime letture, del 1966: The Christmas tree, By the pool, Spot and the paint, Blackie and the wool
- The rainbow baloon, 1991

Shapur al vernissage del lancio del catalogo

 QUI trovate molte immagini della preparazione del catalogo e della serata del vernissage (bello il sito della Piqpoq).

Fredun Shapur : Playing with design
Mira Shapur, Amy Ogata
Il catalogo completo dell’opera di Shapur
29,43
Rond et rond et carré
Fredun Shapur
Un mondo si costruisce a partire da elementi semplici
15,91

Pagina 1 su 14212345...102030...Ultima »