La caduta delle gocce (Julio Cortázar ed Elena Odriozola)

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Aplastamiento de las gotas, Julio Cortázar e Elena Odriozola, Labirinto de las artes 2008

“El aplastamiento de las gotas” (aplastamiento può essere tradotto con: appiattimento/sconfitta/schiacciamento) è una meravigliosa poesia di Julio Cortázar. Lo scrittore argentino descrive in tono drammatico e con minuzia i movimenti delle gocce in un giorno di pioggia, il loro scivolare contro il vetro, il loro cadere, il suicidio di una, l’esitazione dell’altra… fino all’ultimo addio. Metafora della nostra caducità umana, la poesia mostra soltanto delle gocce. Ora, prima di continuare a leggere il post, ascoltate la poesia letta dallo stesso Cortázar, poi chiudete gli occhi e chiedetevi come l’avreste illustrata se un editore vi avesse chiesto di illustrarla. “Non so, guarda, è terribile come piove…

Elena Odriozola l’ha illustrata con un’eleganza quasi giapponese, dove il vuoto, l’essenziale, quello che non è detto, sono protagonisti. E ci ha dato un esempio delle vette che possono raggiungere l’illustrazione e l’arte d’interpretazione di un testo.
Nella prima doppia pagina una donna è davanti alla pagina bianca di sinistra. Il testo inizia il suo canto: non so, guarda, è terribile come piove… Mai pagina bianca è stata più densa di gocce d’acqua, di mistero. Se l’illustratrice avesse riempito di deliziose goccioline (o violente linee, come volete) la pagina di sinistra, la nostra fantasia non sarebbe stata così stimolata.

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Aplastamiento de las gotas, Julio Cortazar e Elena Odriozola, Labirinto de las artes, 2008

Nella pagina successiva la donna non si è mossa, la posizione delle mani è appena mutata, subito abbiamo la sensazione che siano passati solo pochi secondi dalla scena precedente (un grande illustratore sa creare “il tempo” tra le sue pagine e dargli un ritmo). La donna non si è spostata ma la telecamera sì, ha fatto un movimento verso destra, la pagina bianca di sinistra è stata inghiottita dal movimento della telecamera e nella parte di spazio che invece è apparsa, la destra, entra in campo un uomo.

L’illustrazione di un libro non termina tra i confini delle sue pagine, (ne avevamo parlato nell’analisi dello stile di Carll Cneut), ma con questo delicatissimo movimento di camera è più evidente: lo spazio bianco della prima pagina è rimasto al suo posto ma ora è fuori dal libro e il suo vuoto vibra in modo ancora più potente:  ora vediamo (immaginiamo) una finestra di profilo, gocce che cadono sui vetri, e cosa? Un giardino? Una strada? Un bosco? La voce narrante ci indica cosa guardare, queste gocce che si schiacciano sul vetro, scivolano, cadono…

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Aplastamiento de las gotas, Julio Cortazar e Elena Odriozola, Labirinto de las artes, 2008

Tutto il libro funziona su questo principio: le inquadrature sono fotogrammi di un film dove la telecamera si sposta continuamente a destra, poi sinistra, con movimenti contenuti, lenti. La distanza dai protagonisti è sempre la stessa. Nelle ultime immagini comparirà a sinistra il profilo di una porta-finestra  e il finale drammatico della poesia sarà attenuato dal gesto dell’uomo che esce e rientra, portando un fiore bagnato alla donna.
Abbiamo un testo che parla solo di gocce d’acqua e un libro dove non è illustrata neppure una goccia d’acqua. Ma, alla fine del libro, abbiamo le mani bagnate. Gocce d’acqua ci sono cadute sugli occhi.

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Aplastamiento de las gotas, Julio Cortazar e Elena Odriozola, Labirinto de las artes, 2008

Forse non abbiamo la drammaticità della poesia di Cortázar, la Odriozola ha scelto di esprimere quello che c’era dietro la poesia (il suo significato più intimo), stiamo guardando le emozioni di Cortázar stesso, quando in un giorno di pioggia sente tutta la fragilità del suo essere umano, mentre qualcosa fuori, nell’umido spazio del mondo, muore.

Cliccando qui potete vedere un video su Youtube di animazione di questo libro, ma non l’ho postato perché secondo me ne snatura il tempo e la grazia.


La soluzione del gioco “Indovina chi”!

ll gioco Indovina chi del 18 giugno 2009 è stato vinto da David! Bravissimo David e complimenti anche al papà appassionato di illustrazione (e grazie anche ai gentili lettori che hanno contribuito a svelare il misterioso puzzle). Puoi inviarmi a lefiguredeilibri(at)gmail.com il tuo indirizzo, così ti spedisco il libro.

Quando qualche illustratore alle prime armi si chiede “che cosa è lo stile”, ecco, qui avete 20 esempi di inconfondibili e meravigliosi stili.

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Indovina Chi

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carll_cneutCarll Cneut, Belgio

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Edmund Dulac, Francia 1882-1953

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Kate Greenaway, Londra 1846-1901

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Jean de Brunhoff, Francia, 1899-1937

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Sara Fanelli, Italia

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Wolf Erlbruch, Germania

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Maurice Sendak, Stati Uniti

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Jozef Wilkon, Polonia

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Arthur Rackham, Inghilterra 1867-1939

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Lisbeth Zwerger, Austria

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Kveta Pacovska, Repubblica Ceca

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Lorenzo Mattotti, Italia

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Roberto Innocenti, Italia

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Beatrix Potter, Inghilterra, 1866-1943

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Tomi Ungerer, Francia

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Pablo Auladell, Spagna

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Saul Steinberg, Romania 1933-1999

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Vittorio Accornero, Italia 1896-1982

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Komako Sakai, Giappone

Un gioco per illustrofili

Parto in vacanza una decina di giorni e vi lascio con un rompicapo da risolvere: chi riuscirà a indovinare TUTTI gli illustratori che compongono questo collage sarà il vincitore! Scadenza gioco: lunedì 29 giugno. Come premio il mio ultimo racconto illustrato da Gabriel Pacheco, con dedica. (L’idea del gioco l’ho presa su un bellissimo sito di studi sull’arte, purtroppo non più attivo, La boite à Images).
A presto! Anna

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Indovina chi…

IL PREMIO (oltre la gloria!)

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Il premio: Anna Castagnoli e Gabriel Pacheco, Il grande viaggio, OQO Editora (in spagnolo con traduzione allegata)

Corsi di illustrazione estate 2009 (Zabala e Junakovic a Roma)

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Federico Garcia Lorca e Javier Zabala, Santiago, Zorro Rojo 2008 (menzione d’onore alla Fiera di Bologna 2008)

Corso di Illustrazione con Javier Zabala
Organizzato da Cactus Studio
Dal 31 agosto al 4 settembre
Ostia lido (Roma)
Scarica il pdf col programma dei corsi

Corso di Illustrazione con Svjetlan Junakovic
Organizzato da Cactus Studio
Dal 7 agosto all’ 11 settembre
Ostia lido (Roma)
Scarica il pdf col programma dei corsi

NB: ai partecipanti verrà chiesto di lavorare sul progetto-libro realizzando alcune tavole per una storia scelta da Sinnos Editrice alla fine del corso di scrittura creativa (vedi sotto).

Corso di Scrittura Creativa con Manuela Salvi
Organizzato da Cactus Studio
Dal 7 agosto all’ 11 settembre
Ostia lido (Roma)
Scarica il pdf col programma dei corsi

NB: i testi prodotti durante il corso saranno sottoposti a una selezione finale a cura di un rappresentante di Sinnos Editrice con la possibilità di essere scelti per una eventuale pubblicazione.


Il processo di creazione di “Due rotondi identici?”

Sono andata ad intervistare Neus Moscada, autrice del libro Dues rodonoes idèntiques? analizzato nel post precedente. Mi chiedevo, in piedi sul metro che mi portava verso il luogo dell’appuntamento, quale lavoro ci potesse essere dietro un libro così “semplice”. Quali domande avrei potuto fare?
Arrivata, non ho avuto bisogno di domandare nulla, Neus mi aspettava con una scatola in cartone. Dentro la scatola… un mondo: appunti, una spessa agenda stracolma di note, collages, fotografie, le prime maquettes dell’album…

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La copertina del “diario di creazione di un’idea” di Neus Moscada
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Due pagine interne del “diario di creazione di un’idea” di Neus Moscada

Il libro è  infatti il risultato di un esercizio dato agli allievi durante un corso di dottorato in “Comunicación, Arte, Educación”; oggetto di questo lavoro era la documentazione, fino al dettaglio più minuto, dei processi di creazione che soggiacciono a un’opera.
Partendo da uno spunto dato gli alunni dovevano realizzare un collage registrando passo passo tutte le voci, i sussurri, le immagini, le associazioni che accompagnano i processi creativi. Neus scelse di creare un album illustrato.

Il tema di partenza era: i contrari. Le prime domande del dibattito aperto nella classe furono molto semplici: che cosa è “un collage”? Che cosa sono “i contrari”? Un’alunna disse: perché ci sia un collage ci vogliono due elementi. E Neus rispose: anche per avere I contrari c‘è bisogno di un minimo di due elementi.
Il passo successivo fu quello di esplorare quello che già esisteva sul tema dei contrari. Il primo libro che Neus consultò:  Els contraris di Pittau & Gervais (Blume, 2003), fu quello che le diede l’idea.

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Schizzo sul diario di Neus accompagnato da riflessioni dopo la lettura del libro di Pittau & Gervais

Nel libro di Pittau & Gervais ogni doppia pagina presenta una coppia di elefanti di caratteristiche diverse: grande/piccolo, di fronte/di dietro, ma anche: visibile/invisibile… etc. Ma la pagina che diede l’idea a Neus fu quella in cui ad una coppia di elefanti identici era associata una coppia di aggettivi diversi. Una prima associazione di idee portò questa riflessione: che relazione c’è tra forma e contenuto?
No siempre la cara es espejo del alma. Me parecioÌ muy interesante jugar con los teÌrminos de igualdad y diferencia en el aÌmbito formal relacionaÌndolo con la individualidad intriÌnseca de los seres.”
(Non sempre il viso è lo specchio dell’anima. Mi sembrò interessante giocare con i termini di uguaglianza e differenza nell’ambito delle forme, relazionandolo con la individualità intrinseca degli esseri).
Dal diario di Neus Moscada.

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Dal diario di Neus Moscada

Il passaggio a due forme identiche, interrogate da una voce esterna sulle loro qualità fu breve: la prima idea del libro era stata disegnata. Mostrando la prima maquette ad amici e colleghi (nella prima maquette i due rotondi erano due gommini applicati con la colla nell’ultima risguardia, così da permettere ai cerchi protagonisti un’identità assoluta attraverso le pagine forate) Neus raccolse opinioni e commenti (trascrivendoli) e questo le premise di avanzare nell’elaborazione dei concetti e del libro:

” Io userei la parola “simile” per la forma e “identico” per la texture” Rafa, 67 anni.
“Preferirei che dicessero: - mi sento circolo; mi sento circonferenza -, è più filosofico, meno aneddotico”
Manolo, 43 anni.
” Hai pensato di mettere i gommini  in pagine differenti?”
Mar, 39 anni
“I rotondi sono come le persone, siamo tutti differenti”
Nora, 7 anni
“Questo racconto mi piace perché mi fa pensare e non ti fa “la morale”, mi ricorda Umberto Eco: …con quel nome che rende la cosa o la cosa significa il nome
Clara, 39 anni
Dal diario di Neus Moscada.

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Dal diario di Neus Moscada

Il libro si sviluppò in modo abbastanza fluido, racconta Neus, fino al finale, in cui si trattava di tirare le somme e trovare cosa davvero differenziava questi due rotondi. Dopo lunghi appunti su diverse forme di identità (mascolino/femminino, gusti/disgusti…) Neus si concentrò sulle definizioni geometriche di quello che vedeva. Cosa vedeva? Due cerchi. Cercò cerchio sul dizionario e uscirono: punto, circonferenza, sfera. A queste parole si potevano associare delle tipologie di carattere.

“Los ciÌrculos, sujetos profundos, serios, con contenido, de gran riqueza interior; las circunferencias, personajes maÌs superficia- les, livianas, que representariÌan el continente, lo exterior…, los puntos, individuos simples, corrientes, comunes, vulgares; las esferas, figuras tridimensionales, con cuerpo, completas, complejas… Usar cada uno de estos teÌrminos connotaba significados diversos.”
(I cerchi: soggetti profondi, seri, composti, con un contenuto, di grande ricchezza interiore; le circonferenze, più superficiali (…)… I punti, individui semplici, comuni, volgari; le sfere, figure tridimensionali, con un corpo, complete… Usare ognuno di questi termini porta a significati diversi.). Dal diario di Neus Moscada.

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Dal diario di Neus Moscada

Oltre alla definizione di quello che erano i due cerchi, era importante trovare un verbo… il modo di “esprimere” questa diversità. A me piacciono i cerchi era molto diverso dal dire mi sento un cerchio. Il verbo “sentire” era più forte, parlava di quello che c’è all’interno… Neus esplorò finali più ironici, come nel libro El globito rojo di Iela Mari (Kalandraka, 2005) o Das runde Rot di Katja Kamm (Bajazzo, 2003): i punti potevano essere una macchia, l’impronta di qualcosa… Un altro finale possibile, anche se più concettuale, poteva essere: Io sono di spalle, io di fronte. Oppure: sono il punto finale della parola fine, un finale di marcato carattere ipertestuale.
Di tutto lo sforzo di questo processo creativo non resta traccia nel finale perfetto:

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- Io sono un cerchio.
- Io, un punto.

Neus portò la maquette del libro (in formato “all’italiana” lungo e stretto) all’editrice di Sd.Edicions, la quale modificò il formato (divenne quadrato) e decise di stampare ad ogni pagina i due punti, invece di “bucare” i fogli per lasciar intravedere i due gommini in fondo. C’era poi un problema di numero di pagine, ne servivano di più, e questo portò ad alcune successive modificazioni. Il libro era pronto.

Mi sono dilungata a copiare passaggi e tempi del prezioso lavoro creativo di Neus Moscada perché mi sembrava fondamentale osservare come un’idea, nata felice, ha bisogno di lavoro, dell’aiuto di molte persone, di cultura, di ispirazioni e consigli, di vocabolari ed errori, per trovare la sua strada.
Se conoscete lo spagnolo qui potete scaricare il pdf di una lunga intervista creata da Neus per riassumere questo percorso, troverete anche una bibliografia di libri sul tema del “contrario”.

Ringrazio Teresa per il gentile aiuto di traduzione.


Libri per l’Abruzzo, aiutiamo Ibby Italia

In Abruzzo servono case, servono milioni di euro, servono progetti di restauro, beni di prima necessità, acqua…  cos’altro?  Servono libri per bambini. Quanto servono? Secondo me sono indispensabili: perché i libri SONO BENI DI PRIMA NECESSITA’, soprattutto per dei bambini. Se siete d’accordo, cari librai, bibliotecari, editori, scrittori, illustratori, appassionati di libri per bambini, scegliete qualcuno dei vostri libri più belli, fatelo oggi, non domani, andate alla posta e inviatelo a:

Pagine in gioco – Biblioteche di Antonio per l’Abruzzo
Biblioteca Marconi
Via Gerolamo Cardano, 135
00146 Roma

Pagine in gioco – Biblioteche di Antonio per l’Abruzzo
Biblioteca provinciale “M. Dèlfico”
Via Dèlfico, 16
64100 TERAMO

Pagine in gioco, le biblioteche di Antonio in Abruzzo, è il nome che Ibby Italia, in collaborazione con Sinnos edizioni, ha dato al progetto di aiuto per i bambini Abruzzesi. Libri, giochi da tavolo, interventi, sono gli strumenti con cui Ibby  offrirà il suo impegno e il suo supporto all’Abruzzo. La raccolta di fondi (necessari al supporto del progetto, per il trasporto dei libri e dei giochi, e per l’allestimento di nuove biblioteche), la raccolta di libri di qualità per l’infanzia e giochi da tavolo, avrà termine a fine agosto.

CHILDREN’S BOOKS FOR RECONSTRUCTION (English version)

ottimomassimo
Un intervento della libreria itinerante Ottimomassimo, che partecipa al progetto.

Deborah Soria, di Ottimomassimo (bellissima biblioteca itinerante) lavora con Ibby a questo progetto e dopo un primo sopralluogo in Abruzzo ha lasciato una testimonianza toccante, qui un frammento:

I progetti che ho visto e i libri che ho visto sono donazioni casuali , non organizzate, dove si accede alla lettura autonomamente e senza aiuto…. l’unico libro di piccoli editori che ho visto è stato un libro Beisler di Camillo… il resto tutto Dami, Giunti e Mondadori… vecchio…

Ecco l’annuncio di Ibby Italia:
Invitiamo gli editori a donare una selezione dei libri migliori del loro catalogo, i librai e i rivenditori di giochi di scegliere dai loro scaffali i libri e giochi da tavolo che consiglierebbero ai lettori affezionati, e a tutti i lettori, bambini e adulti a inviare IL LIBRO DEL CUORE, il libro o i libri preferiti, cioè un libro che sia bello ed importante, così significativo che il suo viaggio verso la futura biblioteca costituisca un legame fra lettori, un legame fra chi pensa che le storie, quelle importanti, salvano la vita ed aiutano a ricominciare, a capire e a sognare ancora. Naturalmente lo stesso vale per i giochi da tavolo preferiti.

Servono libri ma non solo, servono volontari:
Il secondo obiettivo è quello di portare ai ragazzi terremotati, sia nei Comuni colpiti dal sisma, sia nei Comuni in cui ora sono ospitati nelle strutture alberghiere libri, letture, giochi e tempo di qualità, attraverso una serie di incontri con autori, attori, narratori, esperti di promozione della lettura, illustratori, saltimbanchi, inventori di giochi. Il calendario degli incontri e degli eventi, attraverso la disponibilità dei volontari, si concretizzerà già a partire dall’estate, in stretta collaborazione con il coordinamento delle forze locali.

Se volete contribuire in qualche modo chiamate: Emanuela Casavecchi + 39 06 44240603
o scrivete a: progettoabruzzo@ibbyitalia.it



Ilustrate 2009, è uscito il bando!

Wasp ci ha dato l’anteprima sul forum: è uscito il bando del concorso Ilustrarte.
Insieme a Figures Futur e alla Mostra della Fiera di Bologna, questo concorso è una delle vetrine più importanti dell’illustrazione contemporanea.

CONCORSO ILUSTRARTE
Oggetto: tre illustrazioni inedite o edite dopo il primo gennaio 2007, misura massima 40×60 cm
Tecnica e supporto liberi (anche digitale).
Nel caso di illustrazioni edite inviare anche un esemplare del libro.

Ogni illustratore selezionato avrà due pagine dedicate nel catalogo, i suoi lavori saranno esposti alla mostra Ilustrarte, nella nuova meravigliosa sede di Lisbona, (marzo/aprile 2010).
Primo premio: 5.000 euro
Bando (in: francese, inglese, portoghese, spagnolo)
scadenza: 31 ottobre 2009

La nuova sede di Ilustrarte, a Lisbona.


Due rotondi identici?

Dues rodones idèntiques? Neus moscada, Sd.Edicions, Barcelona 2009
“Dues rodonoes idèntiques?” di Neus moscada edito da Sd.Edicions, è il titolo del libro oggetto del nostro gioco.
Il gioco aveva come scopo quello di mostrarvi quante possibilità ci sono di interazione tra una storia e le sue immagini. Era un gioco particolarmente difficile perché in un campo neutro come quello di due cerchi sempre fermi le possibilità interpretative potevano sembrare infinite.

..ma, come nella legge del rasoio di Ockham: “A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta”, nel caso di un libro riuscito, la relazione tra testo e immagini è sempre la più “immediata”. Quando si cerca di illustrare un testo, quello che si deve riuscir a fare è spolparlo fino a ridurlo all’osso, far saltar via quello che è di troppo, chiedersi quale è la sua radice ultima e partire da lì (NB: questo lo si può [...] Continua…


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