Il manuale dell’illustratore per ragazzi, di Anna Castagnoli

Ci siamo. A settembre uscirà  Il manuale dell’illustratore, scritto dalla sottoscritta, con tanti consigli su tutti gli aspetti pratici e creativi di questo stupendo (non) lavoro :)
Lo pubblicherà Editrice Bibliografica, casa editrice specializzata in guide didattiche. Se foste interessati a non perdere la prima tiratura, potete prenotarne una copia a QUESTO LINK.

Vi copio qui 5 consigli per partecipare a un concorso, tratti dal capitolo I concorsi di illustrazione.
Da momento che a settembre/ottobre ne scadono alcuni importanti: Mostra Illustratori, Nami concours, Tapirulan, e che quest’estate avete da lavorare sodo, spero possano servirvi.

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Consigli strategici per vincere un concorso
1)Anche se le giurie cambiano ogni anno, ogni concorso ha una sua ragione di fondo che ne influenza le scelte: veicolare un’idea di illustrazione rassicurante e giocosa; incoraggiare l’innovazione e la ricerca;  premiare i giovani talenti; pubblicizzare la vendita di scarpe, la lettura, l’uguaglianza dei generi…
Studiate sempre con attenzione le opere che hanno vinto le edizioni precedenti del concorso al quale partecipate. Quando il concorso è promosso da una casa editrice, studiate i libri di quella casa editrice. Leggete e rileggete e rileggete il bando. Il bando è un manifesto culturale, spiega perché quel concorso esiste, cosa ricerca.
2) Non fermatevi alla prima idea. Rigiratela come un calzino fino a che non diventa davvero originale.
3)Privilegiate immagini in sequenza: immagini capaci, senza testo, di raccontare una storia. La capacità di narrare per immagini è uno degli ingredienti più ricercati dai giurati. Se l’illustrazione è singola, vale lo stesso principio: deve ritrarre il momento sospeso di un tempo che scorre. Non state facendo bei quadri, state illustrando storie.
4) Non siate pigri. Non mettete la prima maglietta corta a righe che vi capita sotto tiro al personaggio. Non scegliete per lui la prima casa con il tetto a punta. Cercate vestiti di tutto il mondo, sfogliate riviste di moda. Cercate tetti di case nordiche, africane, cinesi, antiche, moderne. State creando! Lasciate le briglie: dovete inventare un intero mondo.
5) Imparate a togliere. Si vorrebbe dire tantissimo in quella sola immagine. Invece, le illustrazioni più forti sono quelle che lasciano spazio a chi guarda di riempire i silenzi, i non detti. Siate leggeri: non cucinate una lasagna al forno, cucinate un soufflé.

Dalla guida Il manuale dell’illustratore, di Anna Castagnoli, Editrice Bibliografica
in uscita a settembe 2016
(la copertina è provvisoria!)

Ecco l’indice

 

Il manuale dell’illustratore per ragazzi
Anna Castagnoli

INTRODUZIONE
L’arte dell’illustrazione per bambini
Perché scegliere questo mestiere

LA FORMAZIONE E LE SCUOLE DI ILLUSTRAZIONE
Come imparare
Scuole e corsi di illustrazione in Italia
Scuole e corsi di illustrazione all’Estero

FARE UN LIBRO ILLUSTRATO?
Il libro come oggetto
Formato/numero pagine/misure
Lo storyboard e la maquette
Il libro come significato
I codici narrativi: copertina, risguardi, pagina titoli
La relazione testo/immagine
Il linguaggio dell’illustrazione
Mimica e neuroni specchio
Lo stile
Elementi di composizione
La narrazione sequenziale
Aspetti creativi
Gestire il lavoro autonomo

I CONCORSI DI ILLUSTRAZIONE
Perché partecipare?
5 Consigli strategici per vincere
Come scegliere un concorso
Aspetti pratici
La maquette; lo storyboard
L’invio
Aspetti legali
I principali concorsi di illustrazione in Italia
I principali concorsi di illustrazione all’estero

TROVARE UN EDITORE
I passi da fare
Scegliere gli editori
L’invio del materiale
L’invio delle immagini (via mai o via posta)
Il portfolio perfetto
La lettera di presentazione
L’appuntamento con l’editore

IL DIRITTO D’AUTORE
Il diritto d’autore, ovvero Il ‘diritto della copia: un po’ di storia
Il diritto d’autore oggi
IL CONTRATTO DI EDIZIONE
Il ruolo dell’editore
Tempistica e aspetti pratici del Contratto di Edizione
I diritti morali dell’autore
La negoziazione del contratto
Il contratto di edizione commentato
ANTICIPI, GUADAGNI, FISCALITÀ
L’anticipo sulle royalty
Le royalty e il Forfait
Quadro fiscale
Tariffario
Sopravvivere con l’illustrazione
L’illustrazione scolastica, di Marco Trevisan
L’illustrazione per magazine e editoriale, di Simone Massoni e Ilaria Falorsi
I ‘collettivi’ e l’autoproduzione, di Giulia Sagramola
Altri modelli economici

USARE INTERNET PER AUTO-PROMUOVERSI
Introduzione
Tabella- glossario
Dove promuovere le vostre illustrazioni
La vostra identità virtuale
Il portfolio digitale
Il copyright
Regole di galateo generali
Il sito personale
Il blog
Alcuni social nel dettaglio, le regole tacite:
Behance.net; Facebook; Instagram; Tumblr

I LUOGHI DELL’ILLUSTRAZIONE
AI, Associazione Illustratori
Agenti
Riviste specializzate in Italia e all’Estero
Blog e siti
Fiere e Saloni del Libro
Festival di illustrazione

BIBLIOGRAFIA RAGIONATA

Fine
:-)

Intanto, buona estate a tutti.
Anna


Mano a Mano N7: Gaia Stella

L’universo grafico di Gaia Stella sembra semplice come un gioco dal quale sia stato bandito ogni dramma. Burattini un po’ rigidi camminano, pattinano, danzano tra le quinte di città giocattolo. Uno scoiattolo salta di tetto in tetto, una mongolfiera si stacca dai tetti, una gru alza un cubo rosso, un uomo lava una vetrina dietro cui luccica una giostra. Microscopici oggetti – un gatto, un annaffiatoio, un vaso – adornano le finestre.
La scena chiede un esercizio di attenzione: solo prestando attenzione la città dei burattini si anima di vita.
La semplicità è una complessità risolta” scriveva lo scultore Constantin Brancusi.

Gaia Stella è nata nel 1982 a Milano, dove vive e lavora come illustratrice e grafica. Ha progettato e illustrato diversi albi per editori italiani e stranieri. Ha pubblicato, tra gli altri, per Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, Salani, Topipittori, La Joie de Lire, Hélium. I suoi lavori sono stati selezionati a Lisbona per Ilustrarte 2014, importante Biennale Internazionale di Illustrazione.

gaiastella

stella

Gaia_Stella7Gaia Stella, Toutes Les Choses Avec Lesquelles… Hélium Editions

‘Un regalo per Nino’. Perché scrivere. Di Lilith Moscon

Lilith e Francesco sono, rispettivamente, un’autrice e un illustratore. Sono anche una coppia. Insieme hanno fatto un libro che trovo stupendo, originale, antico e moderno allo stesso tempo: Un regalo para Nino, pubblicato in Spagna da A buen paso (spero che esca presto in Italia).
È la storia di un postino che sogna di avere una figlia e a poco a poco riceve in dono frammenti della bambina, fino a che il sogno non si avvera: a ricordarci che ogni desiderio avverato è un dono del mondo che ci circonda.

Ho chiesto a Lilith e Francesco di raccontarmi come è nato questo libro.

Leggi anche: Perché illustrare, di Francesco Chiacchio

Perché scrivere
di
Lilith Moscon

Un regalo para Nino è nato all’inizio del mio anno di formazione presso il Teatro de los Sentidos, compagnia diretta da Enrique Vargas con sede a Barcellona. Ho scritto questa storia mossa forse dal desiderio di ringraziare una persona a me molto cara che ha deciso di scomparire dalla mia vita. Il ‘forse’ è legato al fatto che è difficile, se non impossibile, rintracciare i motivi per cui si scrive. Io per esempio scrivo quasi sempre sollecitata da un’urgenza generica di scrivere. Solitamente traccio una struttura sommaria prima di iniziare, ma raramente la rispetto. Un buon racconto va sempre oltre la struttura che mi sono prefissata, come se le parole a un certo punto prendessero il sopravvento sull’autore e ideassero personaggi e trame a loro piacimento. Quando questo accade, vuol dire che il lavoro è stato onesto e posso esserne soddisfatta. Un regalo para Nino è senz’altro uno di quei racconti di cui sono stata da subito non solo molto soddisfatta, ma pure emozionata.

Francesco Chiacchio, schizzi prepratori per Un regalo para Nino

Il tema centrale dell’opera è per me contenuto nel titolo, e mi riferisco alla parola “regalo”. I regali arrivano quando si è creato spazio in noi stessi per farli arrivare e quando la realtà ha aperto un varco per accoglierli; possono sorprenderci nei momenti più impensati e avere le sembianze più improbabili. Bisogna non chiedersi troppo da dove provengano, poiché è proprio di ogni regalo volere un grazie silenzioso, pronunciato da una finestra, nella notte, come è possibile vedere in una delle ultime tavole del libro.

Francesco Chiacchio, schizzi prepratori per Un regalo para Nino

Pier Aldo Rovatti scrive nella premessa a “Donare il tempo” di Jacques Derrida: “Il dono, se ce n’è, è inconfessabile”. Mi piace pensare che Un regalo para Nino sia in qualche modo figlio della lettura di Derrida che feci da studentessa universitaria e degli insegnamenti del Teatro di Vargas.

È un’opera che deve la sua genesi a più persone e a più vissuti, in tal senso è collettiva.

Un regalo para Nino, Lilith Moscon e Francesco Chiacchio, A buen paso 2016

Tra queste persone è presente Lynn, mia compagna di avventure durante l’adolescenza. Con lei andavo nelle campagne vicino Firenze e camminavo per interi pomeriggi. Ogni tanto trovavamo un posto che ci piaceva particolarmente e lì rimanevamo, sedute, luna difronte all’altra, ad occhi chiusi. Poi ci prendevamo le mani e iniziavamo a turno a formulare i nostri desideri. Questa “ragazzata” mi ha fatto riflettere negli anni sull’efficacia dell’esprimere i propri desideri, che spesso non sono altro che i propri bisogni, al fine di realizzarli. Oggi credo che desideri e sogni prendano corpo ogni volta che vengono formulati: è possibile cioè che passino da essere realtà psichica a vissuto attraverso l’immaginazione, la parola, il rito.

Francesco Chiacchio, schizzi prepratori per Un regalo para Nino

Nino, in fondo, fa la stessa cosa che facevamo io e Lynn in privato quando, finito di lavorare, sospira: “Potessi ora tornare a casa e giocare con la mia bambina”.

Ho voluto raccontare di Lynn poiché le storie, come i disegni, provengono dalla compagine di vissuti e ricordi dei loro autori e, con buone probabilità, come sostiene Jack Zipes, da ancora più lontano.

Geograficamente Un regalo para Nino nasce in Spagna, come ho precisato all’inizio di questa riflessione. Mi è sembrato perciò naturale che fosse una casa editrice spagnola, A buen paso, a volerlo pubblicare: il testo già aveva la forma e la luce di quei paesaggi, già si trovava in quella terra.

Francesco Chiacchio, schizzi prepratori per Un regalo para Nino

Concludo con una citazione dall’opera di Jack Zipes “La fiaba irresistibile. Storia culturale e sociale di un genere.” Le parole a seguire ci introducono alla riflessione che sviluppa l’autore sulla genesi delle fiabe e fanno luce su come la fiaba sia ancora, e lo sarà sempre, elemento essenziale per la comprensione di noi stessi e del mondo.

“Le fiabe, come le nostre stesse vite, sono nate dal conflitto. Le fiabe non sono state create o pensate per i bambini. Tuttavia entrano in consonanza con loro, e loro le rammentano bene, una volta cresciuti, misurandosi con le ingiustizie e le contraddizioni dei cosiddetti mondi reali. Non siamo in grado di chiarire come mai le origini della fiaba siano così inesplicabili ed elusive. Ma possiamo illuminare la ragione per cui continuano a rivelarsi irresistibili e a respirare e vivere, mimeticamente, attraverso di noi, dandoci la speranza di poter cambiare noi stessi mentre cambiamo il mondo.”

Lilith Moscon


‘Un regalo per Nino’. Perché illustrare. Di Francesco Chiacchio

Lilith e Francesco sono, rispettivamente, un’autrice e un illustratore. Sono anche una coppia. Insieme hanno fatto un libro che trovo stupendo, originale, antico e moderno allo stesso tempo: Un regalo para Nino, pubblicato in Spagna da A buen paso (spero che esca presto in Italia). È la storia di un postino che sogna di avere una figlia e a poco a poco riceve in dono frammenti della bambina, fino a che il sogno non si avvera: a ricordarci che ogni desiderio avverato è un dono del mondo che ci circonda.
Ho chiesto a Lilith e Francesco di raccontarmi come è nato questo libro.

Leggi anche: Perché scrivere, di Lilith Moscon

Un regalo para Nino, Lilith Moscon e Francesco Chiacchio, A buen paso 2016

Perché illustrare
di
Francesco Chiacchio

Il giorno che ho letto per la prima volta la storia di Nino, ho amato molto il protagonista. Ci si affeziona alle storie perché ci si innamora dei loro personaggi, nel bene o nel male. Scatta un meccanismo bello, quello dell’immedesimazione, come una danza dolce che si fa sempre più vorticosa:  non lo si decide, ma è come se scambiassimo con i personaggi della storia i nostri occhi, gli orecchi, i movimenti, sperimentando l’opportunità speciale di scoprire il mondo sotto una nuova luce. A proposito di questa sensazione, mi piacciono tanto le parole che Francesco De Gregori canta in “Informazioni di Vincent”, rendono bene l’idea di quello che voglio dire: “ho affittato i miei occhi ad una banda di ladri, vedo quel che vedono loro”.

 

13_Nino-LUn regalo para Nino, Lilith Moscon e Francesco Chiacchio, A buen paso 2016

Penso che un illustratore, quasi come un attore, e uno scrittore, debba calarsi nelle vie principali e nei bassifondi della storia che vuole mettere in scena, entrare nella testa dei personaggi per capire i loro desideri e dargli espressione. La prima volta che ho incontrato Nino, di lui mi hanno colpito la genuinità e allo stesso tempo una dolce malinconia, quel suo modo di stare al mondo fuori dagli stereotipi. Ho provato a disegnarlo molte volte, seguendo alcune indicazioni nel testo, cercando sempre più di fare mie certe sfumature.

Un regalo para Nino, Francesco Chiacchio, schizzi preparatori

Ne ho assunto la postura, le pose, cercando di amalgamarle con le mie. Ho provato a camminare per la casa come avrebbe fatto lui, ho cenato da solo, a fianco della mia finestra, sbirciando il mio riflesso. Infine ho aggiunto un naso lungo, simile al mio, una tuta azzurra e un berretto morbido. Ora che scrivo mi accorgo di quanto sia importante questo processo di preparazione, di immedesimazione. Ultimamente noto che la freschezza che cerco nel disegno, quella che anima il segno e lo rende autentico, nasce da una sensazione fisica, dall’urgenza di un gesto, prima ancora che dal pensiero. Proprio come se le prime immagini a cui vogliamo dare una forma scaturissero da un movimento fisico, guidato solo successivamente da un ragionamento.

 

Durante questa fase di immedesimazione sono stati fondamentali i miei quaderni, i fogli sparsi, dove Nino cominciava a definirsi.

Quale stile avrei utilizzato per disegnare questa storia? La malinconia di Nino si sarebbe sposata bene con la grana dei pastelli? E la sua meraviglia, la sua gioia, sarei riuscito a tradurle con il bianco e nero della china sul foglio? Con quale segno avrei potuto dare forma alla pace della strada che si apre davanti agli occhi di Nino, alla fine del racconto?

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Arianna Squilloni di A buen paso, in questo senso, mi aveva dato libertà assoluta, e allo stesso tempo la disponibilità ad un confronto aperto e stimolante. In un primo momento avevamo fantasticato un libro in bianco e nero, o forse con un solo colore. Mentre lavoravo allo storyboard, e ad alcuni disegni preparatori, il rosso della bicicletta indicato nel testo mi ha suggerito che non sarebbe stato male provare ad affiancargli il giallo caldo delle ecoline poggiate sul tavolo di fronte a me. A quel punto ho pensato che fosse una buona idea sfruttare l’equilibrio del rapporto tra i colori primari e di conseguenza ho scelto un azzurro brillante per la tuta da lavoro di Nino, e i suoi toni più scuri per la notte e le ombre. Con questi tre colori e le loro variazioni, mi sentivo pronto per cominciare: non avevo più tra le braccia solo una chitarra, adesso sentivo alle mie spalle anche un basso elettrico e una batteria.

Un regalo para Nino, Lilith Moscon e Francesco Chiacchio, A buen paso 2016

Tutto ha cominciato a definirsi nella mia mente, così come sulla carta. Le forme dei personaggi si sono ammorbidite, e i colori degli ambienti si sono accesi, come il palco di un teatro che si illumina all’inizio di uno spettacolo.

Francesco Chiacchio

Un regalo para Nino, Lilith Moscon e Francesco Chiacchio, A buen paso 2016

Franchette and Jeannot, by Françoise

Franchette and Jeannot, a little story with pictures by françoise, 1937
Françoise Seignobosc è nata in Francia nel 1896, ma è presto emigrata negli Stati Uniti dove ha riscosso, tra gli anni 30 e gli anni 40 del secolo scorso, un grandissimo successo.
Questo bel libro sulla storia a lieto fine di un amore è appena entrato nella mia collezione. Ecco alcune immagini.


Corso: I MECCANISMI NARRATIVI DELL’ALBUM ILLUSTRATO (Udine)

Laboratorio teorico pratico sui meccanismi narrativi dell’album illustrato (ancora 9 posti disponibili).
NB: Non è necessario saper disegnare per partecipare.

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CON: ANNA CASTAGNOLI
QUANDO: domenica 12 giugno, dalle 9:30 alle 18:00
DOVE: Libreria per ragazzi La Pecora Nera, via Gemona 46, Udine
COSTO: 100 euro
INFO E PRENOTAZIONI: libreriapecoranera@gmail.com o chiamando lo 0432 1743494

L’album illustrato è un medium ibrido e complesso. Immagini e parole si fondono in una lingua che sembra semplice e inafferrabile allo stesso tempo. Siamo allenati a comprendere i meccanismi narrativi del linguaggio, le sue strutture, i suoi toni retorici: ma come ci ‘parlano’ le immagini?

A CHI E’ RIVOLTO IL CORSO
Illustratori o aspiranti illustratori, bibliotecari, autori, librai, educatori e a chiunque sia interessato a capire meglio come funziona l’album illustrato.
Non è necessario saper disegnare.

PROGRAMMA
Quando sfogliamo un album, non vediamo solo le parole e i contenuti delle illustrazioni.
La morfologia dell’immagine (composizione), lo stile con cui è disegnata, la direzionalità geografica degli elementi rappresentati (Cappuccetto Rosso andrà sempre nel bosco camminando verso destra), l’impaginazione, sono tutti elementi che intervengono in modo discreto, ma determinante, alla costruzione del senso.
Nella prima parte del corso, studieremo come ‘parlano’ le immagini, per capire con più chiarezza quale è il linguaggio specifico dell’album illustrato, e perché proprio questo medium è così adatto ai bambini.
Nella seconda parte del corso studieremo e giocheremo con le immagini in sequenza, per osservare i principali meccanismi della narrazione sequenziale.
Il corso, prevalentemente teorico, sarà intervallato da esercizi didattici.
Useremo matite, collage e carta da lucido per sperimentare e capire in prima persona gli argomenti trattati.
Il materiale è fornito dalla libreria ed è incluso nell’iscrizione.

Vi aspetto!
Anna Castagnoli


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