Nel buco: un’intensa avventura tra i colori


√ą andata cos√¨: alla Fiera di Bologna, le gentilissime editrici di les cerises mi hanno regalato una copia del loro ultimo libro, Nel buco, mentre stavo per iniziare una conferenza.
L’ho messo nello zaino insieme ad altri libri. Finita la Fiera ho fatto tappa a Genova, dalla mia famiglia, dove erano in visita anche i miei nipoti.
La sera, prima di dormire, ho sfogliato velocemente i libri di Bologna. Sfogliando Nel Buco, che è una successione di pagine nelle quali un buco viene riempito di manciate diverse di pigmenti colorati, ho pensato che era carino ma troppo estetico e fine a se stesso, e mi sono addormentata. Il giorno dopo ho letto diversi libri di Bologna ai miei nipoti, ma non Nel buco.

La seconda sera, sul comodino, mi ricapita davanti Nel buco. Decido di provare a capirlo meglio, forse la sera precedente mi era sfuggito qualcosa. Conoscevo il progetto editoriale di questa casa editrice (l’avevo intervistata per questo post) e mi piaceva. Va bene, il libro senza parole, la successione casuale di immagini… Ma una successione di manciate di pigmenti che cadono in un buco non era troppo poco per creare una storia adatta ai bambini? Lo risfoglio pi√Ļ lentamente. Per la prima volta, mi accorgo che nella prima pagina non c’√® solo un buco nell’asfalto.
Silenzioso, discreto, un insetto nero sta entrando nel buco. Le mie antenne si rizzano.

Cerco di guardare se si vede l’insetto nelle altre pagine. Non si vede. Giro tutte la pagine, a una a una, pensando che l’insetto √® sotto tutti quei colori, nascosto da qualche parte. Le pagine sono molte e molto spesso diventa, alla fine, lo strato di pigmenti che si deposita sul buco. L’insetto √® soffocato? √ą ancora vivo?

Alla fine del libro lo ritrovo: esce dal buco lemme lemme, √® tutto colorato. Geniale!, penso, e decido di testare il libro l’indomani con i miei nipoti.

Non ve la sto a far lunga: questo libro √® diventato, per i cinque giorni che ho passato con i miei nipoti, il solo libro che volevano leggere, soprattutto i due piccolini: Emi, sette anni, e Ao, due e mezzo. Emi aveva inventato una sorta di filastrocca nella quale nominava tutti i colori, e la recitava identica ad ogni lettura, la sua storia iniziava con: “L’insetto entra” e finiva con “L’insetto esce” e applauso.
Ao non diceva nulla, ma dalla tensione del suo corpicino e dal grido di gioia accompagnato dall’applauso che faceva quando l’insetto usciva, capivo quanto si era immedesimato nella prova di questo insetto.

C’√® una parola francese che mi piace molto: Endurance. Significa “resistenza”. Mi piace perch√©, all’interno, ha un corpo che ricorda il suono della parola “duro”, ma lenito ai fianchi dalla delicatezza delle due E.

Endurance è la parola che descrive perfettamente il coraggio del piccolo insetto, che per lungo tempo deve sopportare una montagna farinosa di colori, mentre sta nascosto nel buio.
Per darvi la misura di quanto è stato intensa e coinvolgente questa lettura per il piccolo Ao, vi racconto ancora questo:
Un pomeriggio siamo andati a fare un giro a Recco e ci siamo fermati a mangiare la focaccia in un bar. Il bar aveva dei tavolini la cui architettura è stata prontamente capita da Ao.
Si è infilato nel buco tra le gambe del tavolo e si è accovacciato, ranicchiandosi tutto.
Dopo un attimo nel quale vari rimbrotti gli cadevano dall’alto per farlo alzare, mi ha guardato e come ad aiutare la mia mancanza di fantasia ha ripetuto il suono che sua sorella faceva quando, leggendo il libro, cadevano i colori nel buco: scssss. Ho iniziato a dire: “Rosso!” e fare il gesto di tirare una manciata di colori, poi: “Magenta!”, “Blu!”, “Verde!”… mentre lui non si muoveva.
Alla fine del gioco è uscito dal buco e aveva una faccia così contenta che si sarebbe detta tutta piena di colori.

Anna Castagnoli

Maria Morganti, Nel buco/Dans le trou, les cerises, 2018
Nel buco è realizzato in tiratura limitata di 500 esemplari ed è privo di parole, in modo da poter essere raccontato in tutte le lingue del mondo, in modi sempre diversi, seguendo ciò che di volta in volta le immagini suggeriscono.
Maria Morganti √® un’artista milanese che vive a Venezia. Lavora prevalentemente con la pittura. Ogni giorno prepara un colore e lo stende sulla tela, coprendo quello del giorno precedente di cui per√≤ lascia una sottile traccia. Nel buco √® la trasformazione in storia per bambini di questa ricerca pittorica.
Per informazioni e acquisti: press@lescerises.net

Maria Morganti, Impronta, Carte-Diario, 2010-1012, Venezia, @OttoZoo

Won’t You Be My Neighbor? Un documentario da non perdere

Inizio questo nuovo ciclo di post (che come sempre saranno caotici e sporadici: √® il solo modo che sto trovando per respirare un po’ fuori da questa scatola chiamata computer) consigliandovi un bellissimo documentario che ho visto.
Si intitola Won’t You Be My Neighbor?¬†(Vuoi essere il mio vicino?) e ripercorre la storia di una trasmissione televisiva dedicata ai bambini che per pi√Ļ di trent’anni √® stata cult negli Stati Uniti.


Mister Rogers’ Neighborhood (Il quartiere del Signor Rogers, 1968‚Äď2001) fu ideata e condotta da Fred Rogers, un pastore protestante che dopo aver visto per la prima volta la televisione rimase cos√¨ sconvolto dalla bassa qualit√† dei programmi indirizzati ai bambini che decise di fare della televisione lo strumento della sua vocazione pedagogica e religiosa.
Mister Rogers’ Neighborhood fu anche il primo programma per bambini trasmesso e finanziato dalla televisione pubblica americana, a partire dal 1968 (che anno!).

Il documentario è davvero avvincente e si concentra sulla personalità di Fred Rogers, bizzarro, illuminato e allampanato conduttore.
Dopo essersi formato come pastore e aver studiato musica, Rogers frequent√≤ uno dei centri di pedagogia pi√Ļ innovativi degli Stati Uniti, l’Arsenal Family and Children‚Äôs Center dell’Universit√† di Pittsburgh, (ancora attivo oggigiorno). Da quella fucina di esperienze educative uscirono studiosi come Benjamin Spock, che con il suo libro The Common Sense Book of Baby and Child Care¬†rivoluzion√≤ il modo di educare i bambini negli Stati Uniti e nel mondo (devo a quel libro, che mia madre lesse negli Stati Uniti nei primi anni ‘7o, un’educazione completamente libera e piena di rispetto per le mie stravaganze infantili), e lo psicanalista Erik Erikson, solo per citarne due, entrambi colleghi e amici di Rogers.


L’idea di fondo era quella del bambino visto come persona, da trattare come persona perch√© abitato da passioni, emozioni, domande e timori della stessa intensit√† di quelle di un adulto, e per questo degno di un dialogo franco su tutti i tempi pi√Ļ importanti: dalla sessualit√† alla morte, dal divorzio al razzismo, dalla politica alla convivenza civica.
Ogni puntata della trasmissione toccava un tema e le diverse emozioni (spesso forti) suscitate dal soggetto trattato erano rappresentate da marionette, ognuna con il suo carattere. Fu un successo.

Una canzoncina finale, diventata un classico musicale degli Stati Uniti, rivolgendosi al bambino spettatore, recitava: Ti amo esattamente come sei, non c’√® nessun altro come te... La potete ascoltare in questo video (trovate i testi di tutte le canzoni di Rogers su questa pagina).

Insomma, scaricate i sottotili se non conoscete l’inglese e guardate questo documentario. Merita. Se all’inizo Fred Rogers vi sembrer√† strano, non vi spaventate: ironico, anticonvenzionale, rivoluzionario, intelligente, era davvero strano, era se stesso.
Ho frignato durante mezzo documentario, ho capito cosa significa avere una missione.
Anna Castagnoli

Se non lo trovate su internet o qualche canale satellitare, potete acquistarlo su Amazon in formato DVD, Blu-Ray o Video Prime.
Qui il trailer ufficiale.
Qui un suo commovente discorso per la consegna di un diploma.


La pagina Instagram di Lefiguredeilibri

Gertrud R√∂mhildt, Sing sang!, M√ľnchen, 1913

Carissimi lettori, mi spiace molto non aver avuto il tempo di aggiornare il blog. Ho avuto mesi di lavoro molti intensi, recupererò a settembre.
Intanto vi do una bella notizia: ho finalmente iniziato la pagina Instagram delle Figuredeilibri, potete seguirla a questo link:

www.instagram.com/anna.lfdl/

Si intitola Margini d’infanzia e tratta di illustrazione e infanzia, ma cercando dettagli che, non messi a fuoco, sfuggono.

Vi ricordo anche che la pagina Facebook delle Figuredeilibri √® pi√Ļ attiva del blog e che i post di interesse pubblico del mio profilo privato Facebook (corsi, disegni, progetti) sono visibili a tutti.
I miei prossimi corsi saranno a ottobre e febbraio presso Spazio BK di Milano.
Ci ritroviamo a settembre, buona estate!
Anna Castagnoli


Notizie al volo

26 aprile 2018
Notizia al volo 1
Sono in partenza per¬† la Cina: nel quadro dei viaggi della Mostra Illustratori nel mondo (e in Cina), il museo Duo Yun Xuan di Shanghai, in partenariato con il Salone del libro per ragazzi di Shanghai, ha organizzato una mostra dal titolo: From Bologna to the World, Masters and New Voices of illustration. Saranno esposte al museo di Shanghai, la Mostra Illustratori di Bologna del 2017 e quella sui 50 anni della Mostra . Curatori dell’evento sono: Carolina Ballester, responsabile della Fiera del libro per ragazzi di Shanghai e Yitao Qian, direttore del museo.
Gaia Stella (selezionata l’anno scorso con le immagini di un libro che abbiamo realizzato insieme), Philip Giordano (premio SM 2013) e la sottoscritta Anna Castagnoli (giurata della Mostra 2014) saremo ospiti del Museo di Shanghai durante una settimana, con un fitto programma di conferenze e atelier (poster√≤ sulla pagina Facebook del blog foto e impressioni. :)


Notizia al volo 2
Il Salone del libro per ragazzi di Shanghai organizza¬†un concorso bellissimo, simile a quello della Mostra Illustratori e con la stessa enorme visibilit√† presso gli editori cinesi: scadenza autunno 2018. Bando (dell’anno scorso) qui. Non mancatelo.

Notizia al volo 3
Il 3 maggio parte una Residenza d’Artista organizzata (per la prima volta) dal Museo Diocesano di Padova in concomitanza con la mostra I colori del Sacro. Saremo ospiti: Beatrice Alemagna, Roger Mello, Emilio Urberuaga, Javier Zabala ed io.
Il tema dei lavori sar√† quello della mostra di quest’anno: il corpo. I disegni che realizzeremo andranno ad arredare un ospedale pediatrico di Padova.

Da sinistra a destra: Vania Trolese , Javier Zabala, Beatrice Alemagna, Roger Mello, Anna Castagnoli, Emilio Urberuaga, Andrea Nante

Due momenti della residenza saranno aperti al pubblico: un “aperitivo con l’illustratore” venerd√¨ 4 maggio 2018 alle 18.3o presso l’associazione Bas Bleu di Padova; e una visita, la domenica mattina, al nostro momentaneo “studio” che sar√† – nientepopodimeno – che la casa di Petrarca, dietro il Duomo (modalit√† e orari della visita ancora da definire: potete seguire gli aggiornamenti sulla pagina de I Colori del Sacro).

Notizia al volo 4
A questo link trovate l’elenco di tutti i corsi che terr√≤ questa primavera e questa estate, con i posti liberi aggiornati.

Un saluto caro
Anna Castagnoli


Storia di un merlo. Un bellissimo libro fotografico

R√≠kali mu Frkos (“Lo chiamavano Frkos”) di Pavel Kohout, Milada Einhornov√° e Pravoslav Sovak, SNDK, Praga, 1963, √® un libro cecoslovacco che ho avuto la fortuna di scovare su Etsy qualche giorno fa (a un prezzo purtroppo fuori dalla portata delle mie attuali tasche).
Lo trovo bellissimo. Tre gli autori: un designer, una fotografa uno scrittore per adulti.

Le sguardie, unico intervento pittorico nel libro.
La mamma merlo racconta del mondo al suo cucciolo in gabbia

Pavel Kohout  (a luglio 2018 compirà 90 anni) è uno scrittore e poeta austriaco-ceco comunista, fortemente ingaggiato politicamente anche nelle sue opere letterarie.
Milada Einhornov√° ( 1925 2007), fotografa ceca.
Pravoslav Sovak (92 anni), incisore, designer, costumista e pittore ceco. Durante la primavera di Praga si è rifugiato in Svizzera dove ha poi insegnato per molti anni, fino a prendere la cittadinanza.

Tra i tre, l’orchestratore di questo capolavoro √® Sovak, che concepisce tutto il design del libro, a partire dalla grafica, su una base di moduli costruttivisti, come gi√† aveva fatto per il suo primo libro fotografico, Marianske Lazn (su questo blog) realizzato insieme al padre di Milada,¬†Erich Einhorn, anche lui fotografo.
La storia, scritta a partire dalle fotografie di Milada Einhornov√°, racconta di un cucciolo di merlo caduto dal nido che viene salvato da due bambini, che lo sistemano in una gabbietta.
La mamma del merlo (e qui inizia la fiction) viene ogni giorno sulla finestra vicino alla gabbia, per raccontare al suo piccolo le avventure del mondo, fino a che, svezzato e cresciuto abbastanza, il piccolo non prende il volo (ringrazio questo blog per aver raccontato la trama in inglese).

   

Sempre sul bellissimo blog Bouilla Baise Work in progress, ho trovato una notizia editoriale interessante per quanto riguarda la relazione del racconto con l’immagine:
L’edizione ceca, quella del 1963, illustra il racconto con la fotografia (stupendo l’uso del foto-collage per dare lo stacco tra la realt√† presente e quella raccontata dalla mamma merlo), mentre una casa editrice tedesca (Bucher Verlag Luzern and Betz Verlag),¬† nel 1973, riprende il testo di Pavel Kohout e lo affida a una illustratrice: Rina Mayer. Abbiamo quindi il caso di un testo illustrato con la fotografia e dello stesso testo illustrato in successive edizioni con l’illustrazione. Purtroppo non ho trovato immagini del secondo libro.
Anna Castagnoli


Pretesti, di Sergio Ruzzier


PRETESTI di Sergio Ruzzier, edito da La Grande Illusion (editore di Pavia con un’elegante piccola produzione di libri in serie limitata) √®, a mio gusto, il libro pi√Ļ bello tra quelli visti alla recente Fiera di Bologna 2018.
Nasce dall’idea che Sergio Ruzzier ha avuto per la mostra (in corso) presso l’Associazione Hamelin di Bologna Vita di uno strano signore: illustrare le frasi dei libri che gli sono rimaste impresse da ragazzo.

Le frasi, sottratte al loro contesto, galleggianti sulla pagina bianca, diventano, così, strane sentenze, condanne, irreparabili moniti:
Hanno scritto il mio nome a lettere minuscole, il mio povero onorato nome… (Moln√°r. I ragazzi della via Pal).
Questo presuntuoso cialtronello non caverà mai un ragno dal buco. (Steinbeck, La battaglia).


Le illustrazioni si associano alle frasi-sentenza come se le avessero incontrate per la prima volta: nessuna eco, neppure nelle immagini, della storia da cui sono tratte.
Uno strano personaggio, nudo come un neonato, attraversa il libro costellato di sentenze, gettato suo malgrado nel destino di una storia (di storie) che non ha scelto.
Il libro si apre, infatti, con il protagonista che esce da un uovo e si ritrova già apostrofato da un:
Se non la smetti di fare tutto questo baccano ti strappo le zampe!  (K e B. Jackson, Avventure in campagna),


per chiudersi sull’immagine dello stesso personaggio, sempre nudo, che se ne va sconsolato, accompagnato da una sentenza malinconica sulla vecchiaia:
E quando, infine, si giunge alla vecchiaia e ci si accorge che i libri non ci hanno insegnato nulla, allora invochiamo la gioia e l’amore, che ormai, ahim√®, non possono pi√Ļ venire per i nostri corpi, stanchi e intristiti. (Azor√≠n, Vita di uno strano signore).

L’idea che attraversa il libro mi ricorda la riflessione di¬†Heidegger sul linguaggio: Noi non parliamo ma ‚Äúsiamo parlati‚ÄĚ dal linguaggio. Si nasce in mezzo a un discorso fitto di parole e sentenze che non ci appartiene; il tempo di cercare di decifrarne il significato, la storia √® gi√† finita.
√ą infatti un libro quello che tiene in mano l’allampanato pulcino-genitore nella prima tavola, e sempre ai libri,¬† – alla loro incapacit√† di fornirci un reale insegnamento-, fa riferimento l’ultima citazione.

Il protagonista sarebbe senza speranza, se le parole che lo condannano non fossero, al contempo, intrise di una bellezza lapidaria, consolatrici e salvifiche in virt√Ļ del loro stesso non-senso.
Come nella fantasia pre-linguistica del bambino (“Pre-testi”), dove tutto √® immagine, le parole ascoltate diventano oggetti-totem: fiori-statua, lapidi, cristalli, nuvole di carne, rocce.
Al protagonista non resta che camminare in mezzo a questo mucchio di cose sparpagliate, farle sue, strofinarcisi sopra la schiena, usarle per bere, mangiare, schiacciare un pisolino, contemplarle. Consapevole che in qualche piega di quelle strane forme si nasconde un mistero; sollevato dalla certezza che, se c’√®, √® meravigliosamente muto.

Un libro commovente, sorprendente, per adulti e bambini coraggiosi, dove la relazione testo-immagine vibra come una corda di violino yiddish, tra note di malinconia, humor nero, bellezza e paradosso.

L’edizione di Pretesti, raffinatissima, con sovracoperta, √® curata nella grafica da Francesca Habe. Stampata in 800 esemplari, √® bilingue (inglese-italiano).
Potete ordinarne una copia presso sales@lagrandeillusion.it, nelle librerie che distribuiscono questo editore (elenco), ordinarlo online presso libreria Spazio BK di Milano, oppure negli spazi dell’Associazione Hamelin info@hamelin.net a Bologna.

Note:
Le tavole originali del libro sono in mostra presso l’Associazione Hamelin fino al 4 maggio. Via Zamboni 15, Bologna: Vita di uno strano signore, insieme a tutte le edizioni dei libri da cui sono state tratte le frasi.
РIl libro è bilingue: tutte le frasi sono tradotte anche in inglese.
Altri due titoli per adulti di Sargio Ruzzier sono pubblicati da La grande illusion.


Sergio Ruzzier vive da molti anni a New York. I suoi libri per bambini sono pubblicati in Italia da Topipittori.


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