Ci rivediamo presto! Blog in pausa fino al 15 settembre

Carissimi invisibili, sono a Sarmede, con una classe di 22 bravissimi allievi, e colori e china fin sopra i capelli.
Il blog è tutto da aggiustare, non carica più foto, il forum è in panne, i commenti saltano ogni due settimane. Mi sa che è il momento di andare un po’ in vacanza!
(Appena torno a Barcellona lo restauro un po’, promesso)
E’ stato un anno intenso. Ricchissimo di incontri, viaggi, ancora incontri. Sono felice.
Vi mando un abbraccio grande grande per l’estate, ci rivediamo a settembre, fate i bravi.

Un grazie grandissimo a Anna, Lisa, Gioia, Giorgia, Geena, Oscar per l’aiuto e a voi tutti per l’entusiasmo con cui mi seguite sempre.

Anna


I prossimi corsi con me (Anna Castagnoli): Sarmede e Sicilia

Lo stile non è altro che l’ordine e il movimento che si mette nei propri pensieri” Leclerc du Buffon

Aggiornamenti sui miei prossimi corsi:

Il primo corso a Sarmede (TV), dal 23 al 29 giugno, è al completo con 22 allievi  (ma se passate di lì volete curiosare cosa fanno gli allievi, vi aspetto).

Alla ricerca del proprio stile
Corso di illustrazione con Anna Castagnoli
Sarmede (TV) dal 14 luglio al 20 (ci sono solo 3 posti disponibili)

Lo stile è qualcosa di impalpabile come un’emozione, ma deve sapersi incarnare in una composizione passando per linee, colori, piani, visi, mani, piedi, forme di alberi e di fiori… Come trovare uno stile che sia personale e nello stesso tempo adatto al mercato contemporaneo? Come adattare il proprio stile a testi diversi e mantenerlo vivo nella lunga sequenza di tavole di un album illustrato?
Attraverso un percorso teorico-pratico, dove verranno insegnate tecniche diverse e proposti esercizi creativi, gli alunni verranno guidati a scoprire il loro timbro di voce unico e originale, in equilibrio tra creatività ed esigenze ritmiche e compositive dell’album illustrato moderno.

Descrizione del corso: qui, e materiali qui
Sito della scuola: Sarmede Scuola Internazionale
Info e iscrizioni: info@sarmedemostra.it , tel. +39 0438 959582

Dal paesaggio alla scena illustrata
Corso di illustrazione con Anna Castagnoli
Sicilia, Mazara del Vallo, il 29, 30, 31 agosto

Due giorni, più un pomeriggio, immersi nella natura siciliana, tra ulivi e mandorli, per imparare a illustrare partendo dall’osservazione. Alberi, fiori, nuvole, animali: con che stile disegnarli? Ai momenti di disegno in plein air seguiranno momenti teorici dove studieremo il linguaggio dell’illustrazione contemporanea (tendenze, stili); la composizione della doppia pagina (profondità di campo, colore, forze dinamiche); e il rapporto testo – immagine (come interpretare il testo).  Il corso si concluderà con la realizzazione di un in folio (libro a due sole pagine) d’artista: illustrazione con testo a fronte. I testi e le poesie su cui lavoreremo sono tratte dalla letteratura siciliana.
Il corso è aperto a tutti.

Descrizione del corso: qui
Sito della scuola: Associazione Oliver Lab
Info e iscrizioni: oliver.lab@gmail.com , + 39 | 328.9694977

Il disegno di un’allieva al corso di Sarmede 2013

Il disegno di un’allieva al corso di Sarmede 2013

Spiegazione della monotipia al corso di Sarmede 2013


Analisi di “BÁRBARO”, di Renato Moriconi. Brasile

Quest’anno (2014) Renato Moriconi ha vinto il premio brasiliano Monteiro Lobato de Literatura Infantil. Un premio prestigioso più che meritato: oltre a Telefono senza fili, di cui vi ho parlato qui, Renato Moriconi ha dato vita a un libro senza parole di perfettissima fattura: BÁRBARO – edito da Companhia das Lètras.

Barbaro è un libro inusitatamente alto e stretto: 14.50 per 31.60 cm. E non per caso.
Ora vi racconto cosa ho provato mentre lo sfogliavo. (Mi spiace tantissimo dovervi mostrare come funziona il libro, ma è l’unico modo che ho per farlo conoscere in Europa e augurargli di trovare un editore per una co-edizione oltreoceano).

Una premessa.
Quando mi capita tra le mani un album nuovo, ho una sorta di anestesia estetica: è una deformazione professionale. Mi piacerebbe da morire poterne guardare uno “innocentemente”, con gli occhi di un bambino, ma ne ho sfogliati così tanti, in tanti anni di passione e lavoro, che quando ne apro uno nuovo sfodero subito occhiali da critico e binocolo. Un po’ come un venditore di frutta che agguanta da un albero una mela e, invece di addentarla, pronto ne soppesa colore, maturezza, misura.
E’ raro che un picturebook ancora mi stupisca. Conosco i trucchi e i barbatrucchi.
Ma ecco il fatto.
Brasile, San Paolo, convegno sulla letteratura infantile Conversas ao Pé da Página (raccontato qui). Renato è con Gabriel Pacheco e me nella prima tavola rotonda delle tre giornate. Poco prima dell’incontro, sfoglio alcuni suoi libri nella libreria allestita nella hall del teatro. Apro Barbaro, mi sorprendo un po’ del formato – sulle prime, mi sembra inutilmente stretto -  e inizio a “leggerlo” – è senza testo. Quanti libri senza testo stanno uscendo! Penso tra me e me.

Noto che il meccanismo è lo stesso di La piccola fuggitiva di Franco Matticchio (qui): un personaggio statico ritorna, pagina dopo pagina, sempre nella stessa posizione, evidenziando così l’incontro con paesaggi o personaggi via via diversi (l’occhio e il cervello registrano i dati e se vedono una cosa uguale, spostano l’attenzione su ciò che cambia).
Anche in uno dei lavori che avevamo selezionato a Bologna, quello di Liu Chen Kuo, c’era una figurina sempre nella stessa posizione che veniva “catapultata” in diverse avventure. La mia testa parte in congetture sul perché di un “soggetto immobile” oggi (come mi distraggo facilmente mentre giro la mela tra le dita!).

Ritorno al libro. Lo scruto. Non mi lascio abbindolare da uccelli blu, serpenti, ciclopi vari: so che un bambino ne sarebbe affascinato, ma io sono esperta in trucchi e prestigi, fisso le mani del mago, non mi lascio distrarre. Voglio capire come funziona prima che sia finito! Noto che gli occhi del Barbaro sono chiusi.

Noto che ad ogni doppia pagina il Barbaro e il suo cavallo vanno in su e poi scendono in giù, in un ritmo regolare: in alto a destra, e poi giù, in basso a sinistra (mi scappa di pensare: un ritmo anche un po’ monotono).  Sono molte pagine che sta andando avanti con questo ritmo regolare. Va bene, va bene, e allora? Non è che il trucco c’è già stato e io non l’ho visto? Torno indietro di qualche pagina: cosa cambia nel personaggio? Il braccio e la spada si muovono, il cavallo, il cavallo no, è perfettamente immobile. Non capisco ancora.
Ecco che arrivano le piante carnivore – ci risiamo: cavallo che vola in alto a destra.

Ora qualcosa mi ha sorpreso. Una pagina bianca. Penso: che bello. Bello giocare con la sorpresa di una pagina bianca. Il nulla.

Oh! Ce n’è un’altra. Il Barbaro ha aperto gli occhi. E’ sorpreso anche lui. La coda del cavallo è scesa. Penso: bellissimo come viene sfruttata l’onda di abitudine del lettore, che ormai era assuefatto da un incontro nuovo ad ogni pagina. E’ pazzesco come il cavallo (che già era immobile!) dia la sensazione di essere di colpo fermo, bloccato. Una comprensione profonda dei meccanismi narrativi dell’album, della sua natura cinematografica: il ritmo dei fotogrammi (delle pagine) è movimento; si può anche stopparlo. Ora sono tesa, curiosa, eccitata.

Ancora una pagina bianca!! Tre di seguito senza che succeda nulla è molto, molto, molto in un libro di una trentina di pagine. Mi ha conquistata. Sento la tensione che sale. Bello. Bello. Bello. Cosa succede ora? Il Barbaro, come me, è sempre più perplesso.

Entra in scena un gigante. E’ davvero grande: dopo tutto quel bianco ha sorpreso anche me. Però non capisco chi è. Né perché il Barbaro, ora, pianga disperato. Chi è il grande uomo che tende le mani verso di lui? Un deus ex machina? Un altro ciclope? Ed ecco che arriva l’ultima pagina. Un colpo di genio assoluto. Un colpo al cuore.

Vedo una giostra e un bambino che piange. La bocca e la testa del bambino sono nella stessa posizione di quella del Barbaro. Capisco tutto, ho un brivido lungo la schiena. Non solo la scena è cambiata davanti ai miei occhi in un lampo di magia, ma l’intera realtà – il suo statuto- è cambiato. Prima, eravamo nel regno del fantastico, un mondo immaginato dal bambino, ora siamo nella realtà reale. E questo cambio radicale è avvenuto senza che io distogliessi gli occhi dalla scena. E’ come se un’immensa scenografia fosse mutata davanti ai miei occhi senza il velo di un sipario, senza un attimo di buio in scena. Come è stato? Non ho visto il trucco!
Come un sogno che svanisce, il libro ha cambiato forma tra le mie mani. Il Barbaro cavalcava un cavallo di giostra. L’alto e il basso regolare, i giri concentrici… Le pagine bianche hanno segnato l’arresto della giostra, lo svanire della musica, il lento svegliarsi dal torpore del sogno, lo sbigottimento di ritornare nel mondo reale, la terribile sensazione di venir “portati via”, strappati al mondo del sogno dall’adulto.
Sono caduta dalla sella, come il barbaro bambino.

Barbaro in Brasile costa circa 12 euro. In attesa che arrivi in Europa, lo potete comprare su Amazon.com (a un prezzo molto più caro) oppure, scontato, qui e qui (ma non so se lo possono inviare in Europa e a quanto ammontano le spese di spedizione).


Concorso di illustrazione Tapirulan 2015

Il Concorso per illustratori Tapirulan giunge quest’anno alla sua decima edizione.
Finalità del concorso, patrocinato dal Centro Fumetto Andrea Pazienza, dall’Associazione Hamelin, da Sàrmede – Paese della fiaba ed organizzato con la collaborazione del Comune di Cremona, del Comune di Genova e del quotidiano La Provincia, è quella di selezionare 40 autori che saranno protagonisti della mostra allestita, prima presso il Centro Culturale S. Maria della Pietà a Cremona e poi presso i Musei di Genova-Nervi, tra dicembre 2014 e giugno 2015.
A fianco della mostra degli illustratori selezionati ci sarà quella dell’ospite speciale di questa edizione (nonché presidente di giuria): Mister X. Il misterioso personaggio verrà svelato a settembre, nel frattempo però si può provare ad indovinare di chi si tratta scrivendo un commento sul sito dell’Associazione Tapirulan (in palio tre buoni spesa del valore di X euro da spendere nel bookshop di Tapirulan!).

Davide Bonazzi, vincitore del Premio della Critica nella passata edizione del concorso

Rivolto a chi: a tutti gli illustratori italiani e stranieri senza alcun limite di età (per i minori è richiesta l’autorizzazione dei genitori).
Cosa: ogni illustratore potrà partecipare con una sola opera, originale ed inedita, di formato quadrato non inferiore a cm 25×25 e non superiore a cm 40×40, realizzata con qualsiasi tecnica ed ispirata al tema del concorso; in caso di immagine digitale, questa dovrà avere dimensioni di cm 31×31, una risoluzione di 300 dpi e dovrà essere salvata in formato TIFF o JPG alla massima qualità.
Tema: il tema scelto per la decima edizione del concorso è “X“. X come la lettera dell’alfabeto latino, come il simbolo romano che rappresenta il numero 10, come il segno delle moltiplicazioni, come l’incognita e come molte altre cose …
Quota di partecipazione: 10 € (i soci dell’Associazione Tapirulan per l’anno 2014 possono partecipare gratuitamente).
Modalità di invio delle opere: ogni illustratore può scegliere se inviare la propria tavola:
- in formato digitale, compilando l’apposito form sul sito del concorso;
- per posta, insieme al modulo d’iscrizione compilato e firmato e alla ricevuta del versamento della quota d’iscrizione, all’indirizzo: Associazione Culturale Tapirulan, via Platina 21, 26034 Piadena (CR).
Scadenza: 17 ottobre 2014 (NON farà fede il timbro postale).
Premi: la giuria, presieduta quest’anno da Mister X, selezionerà a suo insindacabile giudizio le 40 illustrazioni da esporre in mostra e da pubblicare sul catalogo, scegliendo tra queste sia le 12 da pubblicare sul Calendario Duemila15 di Tapirulan che il vincitore vero e proprio del concorso, cui verrà assegnato un premio in denaro pari a 2.000 €. Tutte le illustrazioni selezionate saranno inoltre pubblicate sul sito di Tapirulan, dove rimarranno in mostra permanente e dove gli utenti registrati potranno votare il proprio artista preferito; al più votato andrà un premio in denaro pari a 500 € (nel caso in cui il più votato dagli utenti dovesse coincidere con il vincitore designato dalla giuria, il premio verrà assegnato al secondo classificato nella graduatoria del voto on line).
Considerazioni aggiuntive: partecipando al concorso, gli illustratori concedono il diritto non esclusivo di pubblicazione delle loro opere all’interno del catalogo e del calendario, sulle altre pubblicazioni dell’Associazione e sul sito di Tapirulan, nonché la riproduzione su qualsiasi supporto e dimensione per i fini promozionali del concorso, senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. Le opere vincitrici del Premio della Critica e del Premio Popolare rimarranno di proprietà dell’Associazione Tapirulan e verranno esposte anche gli anni successivi; le altre opere saranno invece restituite, su richiesta dei legittimi autori e con spese postali a loro carico, entro la fine del 2015 (per maggiori informazioni riguardo modalità e prezzi di spedizione delle tavole, cliccate qui). È prevista la realizzazione di un catalogo, che sarà distribuito gratuitamente a tutti i partecipanti durante l’inaugurazione della mostra.
Per maggiori informazioni scrivete a: calendario@tapirulan.it.

Scarica qui il bando in pdf del concorso!

Qui un video simpatico sull’inaugurazione della mostra Eden, l’anno scorso.


Metamorphosis: l’opera di tre registi surrealisti in mostra a Barcellona

Eva Å vankmajer, l’affiche per il  lungometraggio Alice (1987)

Imperdibile, a Barcellona fino al 7 settembre, la mostra Metamorphosis, sui quattro registi surrealisti di film d’animazione Ladislas Starewitch, Jan Å vankmajer, e i due fratelli Quay (Pennsilvania 1947).
E’ una mostra curatissima. Innumerevoli i documenti filmici (c’è anche una sala dove si possono visionare al computer molti film dei tre registi), i quadri, le sculture, i set dei loro film più famosi (Alice, La via dei Coccodrilli, e molti altri), i pupazzi, le affiche di promozione dei film;
c’è persino tutta la collezione che riempiva la wunderkammer di Å vankmajer, con oggetti (creati e collezionati) che hanno ispirato il regista. Ma non basta, il lungo percorso della mostra offre anche una bella riflessione sul surrealismo, sulle sue origini e sul suo senso: con quadri di Goya e di Bosch, stampe del romanticismo nero, incisioni di Ensor e Grandville.

Durante la mostra (è lecito fotografare e filmare) vi ho filmato un corto di Ladislas Starewitch del 1912, dal racconto di Gogol La notte di Natale. Mi è piaciuta la luce d’argento sui giunchi dietro la scena che dà inizio al filmato, mi ha ricordato certe scatole di Jospeh Cornell.


Ladislas Starewitch

Il particolare di un altro filmato di Starewitch
Il particolare di un quadro della collezione di Å vankmajer


Sopra, due pupazzi dei film di Starewitch, e qui sotto l’affiche del film Le roman de Renard (1937)

Un frammento del film, la scena della volpe e della gazza

 

Collage di Jan Å vankmajer

Nonostante il lavoro di questi registi abbia avuto un’enorme influenza sulla storia dell’illustrazione – basti pensare a Edward Gorey, a Tim Burton, a tutto il filone gotico attuale -, devo dire che sia Å vankmajer che Starewitch non mi hanno emozionata particolarmente. Trovo che il surrealismo sia una di quelle correnti artistiche che con i decenni ha preso un po’ di polvere. Il rapporto tra sogno e realtà, il rapporto tra razionalità e inconscio è così radicalmente cambiato, oggi, che è difficile capire l’effetto dirompente che questa corrente poteva avere nei primi decenni del ’900.
I fratelli Quey, gli ultimi in ordine cronologico, invece, mi sono piaciuti. L’animazione del racconto di Bruno Schulz La via dei coccodrilli (uno dei più bei racconti del ’900, ne avevamo parlato qui) mi ha quasi tolto il fiato. Anche i loro disegni a matita (ma che matita avranno usato!?) sono sublimi.

Ho visto la mostra due volte, e mi sa che ci ritorno una terza.

Brothers Quay, The street of crocodile

Brothers Quay, The street of crocodile
Brothers Quay
Brothers Quay
Brothers Quay

An Illustrated Talk With Maurice Sendak, di Christoph Niemann

Martedì scorso c’è stata la conferenza su Nel Paese dei mostri selvaggi presso la libreria Corraini di Milano. Alla fine dell’incontro abbiamo proiettato questo video di Niemann: un capolavoro. La storia che lo precede è questa: Christoph Niemann, uno dei più grandi “visual storyteller” americani contemporanei, era in macchina quando ascoltò alla radio una delle ultime interviste fatte a Maurice Sendak. Si commosse, perché nell’intervista Maurice Sendak parla della vita e piange (era già malato).
Nel 2012, in occasione della morte di Sendak, Niemann ha realizzato questi disegni sulle parole dell’intervista radiofonica di Sendak. Struggente.
Qui trovate la trascrizione, che potete tradurre in google translate.

 

Un momento dell’incontro da Corraini, mentre guardiamo il video

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