Appuntamenti Fiera Bologna 2010

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Iela Mari

Non sono sicura che abbiate visto il post sugli appuntamenti di Bologna, perché l’ho pubblicato insieme a quello sui pop surrealisti ed è rimasto indietro.

Poi volevo chiedervi una cosa: giovedì 25 vi andrebbe bene come giorno per l’appuntamento in Fiera di Figuredeilibri?


Per ridere un po’… (Snoopy)

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Vignette inviatemi dall’amica e collega Giovanna Rinaldi.


Il portfolio, il book, la cartellina… come presentare il proprio lavoro?

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Ho pensato, in vista del Salone di Bologna, di provare a fare chiarezza su questa domanda:
Come presentare il proprio lavoro a un editore?
Io ho la mia teoria:
1) se il vostro lavoro vale davvero una pubblicazione, la forma in cui lo presenterete è di secondaria importanza.
2) Se il vostro lavoro è incompleto, ancora acerbo, una bella presentazione potrebbe dargli una spintarella (ma arriva a meta solo se vale davvero, e si ritorna al punto 1)

LA CARTELLINA: TUTTO QUELLO CHE AVETE SEMPRE VOLUTO SAPERE E NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE:

1) Quale tipo di cartellina?
Di un materiale impermeabile 100 volte meglio che di cartone: la vostra cartellina deve potervi accompagnare sotto bufere e tempeste. Con manopola per tenerla in mano e tracolla per portarla appesa alla spalla, è molto più comoda. Le più comode, le più eleganti, le più indistruttibili, ma anche le più care, sono quelle della MH Way.
Meglio sceglierne una con gli anelli staccabili,  per decidere se inserire i disegni liberi o se inserirli in buste trasparenti ad anelli. Io anni fa usavo le buste ad anelli, ora presento gli originali sfusi, ma la mia cartella MH è sempre la stessa: 60 x 50 cm. Ha viaggiato per l’Europa per più di 6 anni e sembra nuova.
Se, quando è piena, è molto pesante, non vergognatevi di portare un carrellino di quelli semplici con due ruote, per appoggiarla sopra. Molti professionisti, sapendo quanto è faticoso un salone, fanno così.

2) Quanti disegni?
Su un Salone del Libro, dove abitualmente gli editori hanno fretta: 15/massimo 20 disegni (se invece andate nella sede della casa editrice, portate tutto quello che avete).
Se il vostro lavoro non solletica il gusto dell’editore che avete davanti, vedrete che dopo 5 o 6 disegni sfogliati in silenzio, inizierà a rallentare e parlarvi, trovando il modo di fuggirvi. Non insistete troppo a volerlo tenere lì con voi. Un editore, ha un occhio di falco, se i vostri disegni non vanno bene per la sua casa editrice, lo sa dopo 5 nano secondi. Questo NON VUOL DIRE che non potrebbero piacere a un altro editore, non scraggiatevi.
Se ha fretta, vi dirà (bene o male, dipende dal suo umore e della sua educazione) che non è interessato. Se ha tempo e pensa che ne valga la pena, si perderà in qualche commento di spiegazione del suo scarso interesse (sono sempre preziosi, fatene tesoro).
Se, dopo quota 12 disegni, vuole ancora vedere lavori… può essere un buon segno.

3) Quali disegni scegliere?
Allora, se siete Fabian Negrin: tutti. E anche se non si assomigliano tra loro, non importa. Se, come più probabile, siete ancora lontani da una qualità tecnica e stilistica così matura, meglio sarà presentare solo il meglio di quello che fate. E meglio ancora se questo meglio è omogeneo.
“Omogeneo” significa che tutti i vostri disegni parlano di voi, del vostro universo emotivo e creativo.
No a: due disegni in stile Beatrice Alemagna + tre in stile Dautremer + quei tre fatti al corso con Anna Laura Cantone che sono venuti così carini + uno fatto quando eravate alle elementari. Se non avete ancora un universo personale, aspettate l’anno successivo.

Organizzate la scelta dei disegni in base allo stile della casa editrice che visitate. Se avete due anime, una sveglia di giorno, che ha prodotto decine di disegni puliti e molto grafici, e l’altra sveglia di notte, che ha prodotto quadri fiamminghi dipinti a lume di candela, non rinunciate a nessuna delle due. Ma non andate da Corraini con le tavole fiamminghe! Mettete in primo piano i disegni più vicini allo stile della casa editrice che visitate e, separati da un grande foglio, gli altri. Se l’editore è curioso e interessato, potete poi mostrarglieli in un secondo tempo.

Non mettete in cartellina disegni “più vecchi” realizzati con uno stile che non riconoscete più.
MAI essere costretti a dire: “Lei ha ragione… lo so che questo disegno è meno riuscito degli altri, infatti è vecchio. Ora ho cambiato stile e non faccio più queste cose”. Se non credete COMPLETAMENTE in un vostro lavoro, regalatelo a una zia miope. Non presentatelo a un editore.

4) Come presentare i disegni?
- Se non sono su tavole di legno di due metri per tre, o in digitale, è meglio portare disegni originali.

In caso di fotocopie: che siano belle fotocopie laser, con i colori fedeli, fatte su carta un po’ rigida, opaca, di buona qualità. Per favore no! a fotocopie su fogli mollicci che si piegano nelle mani dell’editore. E no! al formato francobollo. Se potete, presentate le fotocopie in A3, con un bel margine bianco intorno al vostro disegno.
In caso di originali:
-Se i bordi dei vostri disegni sono sporchi, slabbrati, pieni di ditate, meglio un passepartout bianco che li incornici.
-Se invece siete precisi e avete fatto un bel margine pulito al disegno, allora potete anche presentarlo nudo.
Il passepartout: che sia ben tagliato. Che sia bianco o di un leggero crema (è meglio del nero per far risaltare i colori).
NO
a passepartout colorati.
Per incorniciare il disegno originale: potete incollarlo sul retro del passepartout con un po’ di scotch riposizionabile, oppure infilarlo tra il passepartout e un foglio di supporto (ma non dimenticate che più fogli avete, più la cartellina pesa, e dopo 4 ore di Salone lo sentirete!).

Intorno al disegno originale:
Il bianco. Il nulla. Il silenzio.
NO!
a legende lunghe un chilometro con nome e cognome, titolo dell’opera e umore che deve suscitare nello spettatore. Esempi da evitare: Giuseppe Pallino. Pioggia. “Malinconia di un giorno di pioggia. 2008“. Oppure: “Giuseppe Pallino. Cappuccetto rosso. Scena del lupo. 2009″.
Intorno al vostro disegno: il bianco, il nulla, e… b.a.s.t.a.
Se sono illustrazioni di un progetto libro, a parte, presenterete il prototipo del libro con l’immagine impaginata in una doppia pagina, e il suo testo a fianco.

5) Meglio disegni sparsi o un progetto-libro?
Se non avete mai fatto un libro, avere un progetto (uno storyboard + alcune tavole definitive) permetterà all’editore di vedere come ve la cavate su un “lungo percorso”. Un conto è saper disegnare, un altro paio di maniche è saper fare un libro illustrato.
Se poi il testo funziona e il progetto anche, chi sa mai… potrebbero anche comprarvelo!
Se le vostre tavole sono strabilianti, mai viste, originalissime, ce la farete anche senza progetto.

6) Cosa lasciare all’editore.
Il mio primo anno di Salone la mia cartellina conteneva: una ventina di CD, decine di fotocopie, duecento biglietti da visita, i prototipi dei mie progetti fatti rilegare da un tipografo (con copertine rigide), penne per gli autografi, spille con la mia faccia che sorride e dice: “sceglimi” (no, qui scherzo!), gomme e matite per correzioni dell’ultimo minuto, puntine, talismani portafortuna e rotoli di scotch.
Sto esagerando… ma neanche troppo.
Diciamo che più la qualità del mio lavoro è aumentata, più è diminuita la scorta dei gadgets. E succederà lo stesso anche a voi.
Un Salone del libro NON E’ il luogo adatto dove lasciare copia del proprio materiale. Chiuso il Salone, l’editore tornerà a casa in macchina, in aereo, in treno, in bicicletta, e cercherà di avere meno peso possibile.
Se l’editore ve lo chiede, lasciategli una bella fotocopia in A4 del vostro lavoro, con tutti i contatti, o un biglietto da visita.
Se è interessato, fatevi sempre dare il suo biglietto da visita, e chiedetegli se preferisce ricevere le copie dei vostri lavori in pdf (via mail) o in fotocopia
. Poi spedite tutto dopo il Salone (se potete, non fate passare 4 mesi, come fa di solito la sottoscritta).

Un inciso: non spedite mai gli originali e non lasciateli a nessuno (tranne dopo che avrete firmato un contratto, allora l’editore li prenderà in prestito per riprodurli e poi ve li restituirà), gli originali restano SEMPRE di vostra proprietà: l’editore, acquista solo il diritto di riprodurli.
Invece, per tutte le “paure” rispetto a eventuali furti o plagi in caso di testi o progetti spediti, tenetele per voi. Sono il sintomo più eclatante di “ansia da principiante”. L’unico rischio reale è quello di non essere pagati, e questo, purtroppo, capita anche ai professionisti.

7) Se vi propongono un contratto durante la Fiera…
E’ rarissimo, ma può scuccedere. Non firmate niente su due piedi. Prendetevi il tempo di far leggere il contratto a qualcuno che ne ha già firmati. Se l’editore è interessato davvero, non vi scapperà.

8) Aspetti emotivi e psicologici del mostrare il proprio lavoro (e postura da tenere durante il colloquio)…
Rileggere il post: “Cinque non-consigli ai giovani illustratori”.

Varie:
Al Salone di Bologna c’è una stanza, all’ingresso, dove gli illustratori possono appendere, con scotch o puntine, una fotocopia del proprio lavoro con i propri contatti. A me non è mai successo che qualcuno mi chiamasse attraverso questo tipo di contatto, ma so che alcuni editori curiosano. Preparate l’occorrente.

Per altri temi legati a come presentarsi agli editori leggete sul forum: qui e qui.

Per una lista degli editori che ricevono con o senza appuntamento durante il Salone, leggete questo topic.

In bocca al lupo!

ps: Ah! dimenticavo. Se dopo solo poche ore di Salone vi sentite dei perfetti “sfigati” e vorreste un buco dove nascondere la cartellina e voi stessi, non demoralizzatevi, ci siamo passati tutti. Un segreto, nel guardaroba, per soli 2 euro e mezzo, potete nascondere la cartellina e fare finta per un paio d’ore di essere dei comuni visitatori. Aiuta molto…


Surrealismo pop e arte lowbrow, maggiori esponenti

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Ray Cesar, Sisters

L’arte lowbrow nasce in California alla fine degli anni ‘70, conosciuta anche col nome di surrealismo pop (anche se alcuni vedono tra le due correnti delle lievi differenze), affonda le sue radici nella cultura underground, nell’arte pop, nei graffiti, nell’iconografica gotica del punk, nel linguaggio dei comics e dei cartoon: universi grafici rivisitati e spesso mescolati alle atmosfere del surrealismo e del surrealismo astratto.
Ne esce un prodotto dal gusto lievemente kitsch, con atmosfere gotiche, e una tendenza verso il macabro o il sarcastico. Oppure, in altre declinazioni, si ritrovano gli accenti grafici dei primi cartoon americani.

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Ray Cesar

Robert Williams e Gary Panter, disegnatori di fumetti underground, sono i primi protagonisti del movimento, che fin dai suoi inizi si struttura in modo estremamente eterogeneo. Sarà proprio Williams a rendere ufficiale il movimento alla fine degli anni ‘90, creando la rivista Juxtapoz.
Il termine “lowbrow” , scelto da Williams per definire il movimento, è volutamente auto-denigratorio e nasce in opposizione all’aggettivo “highbrow”: cultura alta, intellettuale (vedi a questo proposito note nei commenti 7 e 8). L’arte lowbrow,  è un’arte alternativa, volutamente estranea ai circuiti del mercato dell’arte “ufficiale”. Anche se, in America, nell’ultimo decennio, è una delle correnti più “trendy” e il suo successo non accenna a diminuire (grazie anche ad alcune stars del cinema e della musica, che hanno fatto enorme pubblicità al moviemento diventandone collezioniste e sostenitrici).

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Ray Cesar

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Mark Ryden
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Mark Ryden
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Gary Texali
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Camille Rose Garcia
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Gary Baseman
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Nathalie Shau
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Joe Sorren

L’ecletticità del movimento lowbrow, i suoi confini poco definiti, l’apertura democratica verso artisti poco conosciuti, fanno sì che rientrino sotto questa definizione artisti tra i più disparati: fumettisti, illustratori, digital artist, decoratori, tatuatori, decoratori di auto “hot roadâ€.

Per quanto ne ammiri la tecnica e la fantasia, il surrealismo pop mi lascia abbastanza fredda. Lo trovo troppo à la page, troppo manieristico, troppo simile a se stesso anche in autori diversi. Come se scaturisse più da ragioni estetico modaiole, che da una profonda ricerca di qualcosa di originale e profondo. Ovviamente… eccezioni escluse.
In questo libro: Pop Surrealism, The Rise of Underground Art, troverete una bella carrellata di artisti pop surrealisti.

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Pop Surrealism, The Rise of Underground Art

Il surrealismo pop, per la sua forza comunicativa, onirica, spiritosa, è entrato da qualche anno nei libri per bambini, ed è diventato uno degli stili più in voga dell’illustrazione per bambini contemporanea.

Vediamo ora alcuni illustratori per bambini che potrebbero venir definiti pop surrealisti
Abbiamo lo spagnolo Sergio Mora, che ha da poco pubblicato in Italia Papà tatuato, con Orecchio Acerbo. (Analizzerò un suo libro nel prossimo post).

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Sergio Mora, Candyland

Il tedesco Atak, di cui ricordo Comment la morte est revenue à la vie, edito da Thierry Magnier, analizzato su Figure dei Libri due anni fa.

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Atak

Il norvegese Stian Hole, autore di un album che ha vinto molti premi: Germanns Sommer.

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Stian Hole

Il francese Benjamin Lacombe, che sta andando per la maggiore grazie ad alcuni successi commerciali come La petite sorcière e Les Amants Papillons, editi da Seuil Jeunesse.

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Benjamin Lacombe
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Benjamin Lacombe

L’inglese Lisa Evans, dallo stile trasognato e delicato.

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Lisa Evans

Tra gli italiani abbiamo: Nicoletta Ceccoli, illustratrice molto apprezzata dal pubblico, che negli ultimi anni ha virato il suo stile verso atmosfere inconfondibilmente pop surrealiste.

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Nicoletta Ceccoli

Daniele Melani, in arte Spider, di cui vi consiglio vivamente il divertentissimo: Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, edito da Orecchio Acerbo.

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Spider, Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno? Orecchio acerbo 2008

e Paola Sala.

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Paola Sala

Se vi vengono in mente altri illustratori lowbrow, potete segnalarli nei commenti, provvederò ad aggiungere un’immagine!
Ringrazio per alcune informazioni il blog dell’Accademia del Giglio. E vi ricordo a Roma il Dorothy Circus Gallery, una galleria specializzata in arte lowbrow (non è l’unica!).


Qualche evento da non perdere, marzo 2010

Volevo segnalarvi qualche evento per questo marzo 2010 che ci vedrà tutti riuniti a Bologna durante la Children’s Book Fair.

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La libreria per ragazzi Giannino Stoppani, Via Rizzoli 1, Bologna

Da non perdere assolutamente durante i giorni della fiera:

- Gli incontri e le mostre promosse dalla Fiera di Bologna, di cui trovate il programma qui (con alcuni  errori, spero solo virtuali: hanno sbagliato più volte ad associare il giorno, al numero del mese… non vorrei che non fosse preciso, controllatelo tra una settimana).

-Gli appuntamenti Ibby Italia: qui il programma.

-gli incontri e le mostre organizzate dalla libreria di Bologna Giannino Stoppani. Nel tardo pomeriggio, finita la giornata al Salone, la libreria è un posto di ritrovo per chi non è ancora stanco di sfogliare libri. Si possono anche trovare e comprare le più belle novità editoriali della Fiera (vi ricordo che in Fiera, i libri non si possono comprare). Palazzo Re Enzo, Via Rizzoli 1 (accanto a Piazza Maggiore):

la mostra Rodari Fullcolor, illustratori italiani
Dal 23 marzo al 19 aprile
inaugurazione 22 marzo ore 19
alla presenza di Antonio Faeti
Fondazione del Monte Via delle Donzelle, 2 Bologna

la mostra Grammatica delle Figure, prevista nella stessa Fiera dal 23 al 26 marzo: la mostra presenterà l’opera di 44 illustratori, di cui 33 selezionati tra i partecipanti al concorso e 11 scelti per aver pubblicato molto recentemente un albo di Gianni Rodari.Qui il programma

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Iela Mari

l’Associazione Hamelin presenterà tre bellissime mostre:

IELA MARI, il mondo attraverso una lente.
Biblioteca Sala Borsa Piazza Coperta
23 marzo – 10 aprile 2010

Inaugurazione: 23 marzo – ore 19.30
Promossa da Bologna Children’s Book Fair
Catalogo Babalibri

Ultima feramta. Mostra di MAJA CELJIA
Hamelin Associazione Culturale
25 marzo – 23 aprile 2010

Inaugurazione: 25 marzo – ore 19.30

10 ILLUSTRATORI IN VIAGGIO
(Beatrice Alemagna, Chiara Carrer, Gwenola Carrère, Maja Celija, Joanna Concejo, Kitty Crowther, Antonio Marinoni, Simona Mulazzani, Kyoko Sakata, Guido Scarabottolo)
Museo della Musica
23 marzo – 11 aprile 2010
Inaugurazione: 22 marzo – ore 19.30

Proprio in questi giorni, l’Associazione Hamelin, presenta a Bologna la VI edizione di Bilbolbul. Festival internazionale del fumetto. 4-7 marzo 2010 Bologna. Potete vedere qui il programma.

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La sala d’esposizione della nona edizione del Festival Minimondi

Fino al 7 marzo invece, vi aspetta a Parma il X° Festival di Letteratura e illustrazione per ragazzi  Minimondi, con un’agenda fittissima di incontri e laboratori. Qui il programma.


A la Orilla del Viento, XIV bando concorso per album illustrati

E’ uscito il bando della quattordicesima edizione del concorso messicano per album illustrati A la Orilla del Viento:
potete leggere qui il bando del concorso.

Cosa: la maquette completa di un libro illustrato
Scadenza: le ore 18 del 31 agosto 2010
Premio: 100.000 pesos messicani (circa 5.700 euro) come anticipo sui diritti d’autore della pubblicazione del libro nella collana Los Especiales de la Orilla de Viento.

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Traduzione bando:

1) Potranno partecipare scrittori e illustratori di qualsiasi nazionalità, basta che il progetto sia in lingua spagnola.
2) Le opere potranno essere presentate da singoli illustratori/scrittori o gruppi.
3) testo e illustrazioni dovranno essere inedite e non partecipare ad altri concorsi in contemporanea.
4) Il progetto dovrà rientrare nella definizione di album illustrato, vale a dire: un libro in cui la storia viene raccontata in modo che immagini e testo siano in relazione reciproca. Si accettano libri raccontati solo da immagini. Non si accettano testi senza immagini. Si consiglia di guardare gli album della collezione Los Especiales de la Orilla de Viento.
i libri pop-ups, i libri per colorare, le novelle illustrate (graphic novel) non saranno ammessi al concorso.
5) Il tema e il formato del libro sono liberi, numero pagine massimo 48.
6) La maquette finale (il progetto) dovrà essere completa di tutte le illustrazioni, presentata a colori, con il testo impaginato. Non è necessario presentarla impaginata.
8) La maquette dovrà essere presentata con uno pseudonimo. In una busta sigillata verranno inseriti: Nome, indirizzo, mail e numero di telefono. Sopra la busta verrà scritto il titolo dell’opera e lo pseudonimo.
9) In nessun caso si restituirà la maquette, per questa ragione NON devono venir inviate le illustrazioni originali, ma solo una riproduzione.
10) L’indirizzo a cui deve essere spedita la maquette è:

XIV concorso di album illustrato
A la Orilla del VientoLibros para Niños y Jóvenes
Fondo de Cultura Económica
Carrettera Picacho Ajusco 227
Col. Bosques del Pedregal, Tlalpan
C.P  14738, Mexico, D. F

I partecipanti di Spagna, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Colombia, Chile, Centro America, Perù e Venezuela, potranno inviare l’opera presso le succursali presenti nel loro paese (vedi indirizzi su bando)

11) il bando scade alle 18 del 31 agosto 2010. In caso di invio postale si considera la data di arrivo. Non si accetteranno le opere dopo il 31 agosto.
12) Giuria composta da esperti, segreta fino alla comunicazione del premiato.
13) Premio 100.000 pesos messicani (circa 5.700  euro) come anticipo sui diritti d’autore della pubblicazione del libro nella collana Los Especiales de la Orilla de Viento
14) Il vincitore verrà annunciato il 29 ottobre 2010 su questa pagina:
www.fondodeculturaeconomica.com
15) I partecipanti potranno partecipare con quante opere desiderano.


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