Guida intergalattica per illustratori, di Alessandro Gottardo

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Alessandro Gottardo, uno degli illustratori italiani per press più famosi nel mondo, ha pubblicato una guida per i giovani illustratori che vogliono fare questo mestiere; è geniale. E’ indirizzata agli illustratori da press (stampa) e non di libri per bambini, ma i consigli mi sembrano validi in ogni caso: LEGGETELA, è un ordine!
Leggi la GUIDA INTERGALATTICA PER GIOVANI ILLUSTRATORI su Frizzifrizzi.it


SARMEDE E LE IMMAGINI DELLA FANTASIA: un senso, una storia. Di M. Monachesi (parte II)

Ho chiesto a Monica Monachesi, consulente artistico, curatrice del catalogo e coordinatrice della Mostra Le immagini della Fantasia, di raccontarci cosa rappresenta Sàrmede per lei. Questa è la seconda e ultima parte del suo racconto, centrata sull’organizzazione della Mostra.
Leggi la prima parte.

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Da sinistra: Bimba Landman, Monica Monachesi e Wanda dal Cin

“SARMEDE E LE IMMAGINI DELLA FANTASIA: un senso, una storia”
di Monica Monachesi
Parte II, ultima parte
Leggi la prima parte.

Le immagini della fantasia nasce ogni anno con il desiderio di portare sotto gli occhi del pubblico tante meraviglie dell’editoria contemporanea internazionale. Informare per appassionare, mostrare per stupire, illuminare per far capire. Questo è ciò che ci proponiamo e non è impresa semplice. Di certo è un’avventura da esploratori, ci vuole una buona informazione di base, una grande curiosità, una voglia incessante di leggere, guardare, comprendere, imparare. E come tutti gli esploratori sanno, a volte la ricerca ti porta dove non ti aspettavi, a volte non ti accorgi di qualcosa che avevi sotto il naso o che stava appena dietro l’angolo…

La Mostra, con i suoi 300 e passa originali esiste grazie alla collaborazione degli illustratori che ci affidano le loro opere e grazie agli editori che ci affiancano. È il risultato di un lavoro che attraversa gallerie e siti di editori e di illustratori di molti paesi, che si costruisce pazientemente con incontri, mail e telefonate, e soprattutto attraverso scelte difficili o assenze irrimediabili, almeno per quell’edizione. Quest’anno, per smaltire il lavoro che conduce a inaugurare la Mostra, abbiamo anticipato tutti i tempi e alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna eravamo già pronti a ritirare originali e a sorridere, guardandoci negli occhi, con chi avevamo conosciuto solo via mail, venuto magari da lontanissimo.

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Da sinsitra, André Neves, Elizabeth d’Angelo Serra e Leo Pizzol

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Wanda dal Cin e Klaas Verplancke

C’è molto di virtuale in questo lavoro, intendo dire che è possibile vedere molte cose a distanza: video, foto, immagini, post su blog specializzati. Poi ci sono i momenti più intimi: quando si sfoglia un libro immergendosi nella lettura per comprenderlo, quando si ammira un originale che finalmente hai tra le mani, oppure quando si incontra per la prima volta un illustratore, un autore o un editore, ma anche quando si parla di un nuovo libro con un vecchio amico. Queste emozioni fanno funzionare il tutto e si va avanti più desiderosi che mai di fare nuove scoperte e nuovi incontri. Sì, perché è bello scoprire quante persone riescano a dedicarsi ai sogni realizzandoli, creando bellezza e energia positiva da mettere in circolo.

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Monica Monachesi e Alenka Sottler

La parte più faticosa è a volte far capire a chi non ci conosce il valore di questo lavoro e l’impegno che Sàrmede mette in campo per costruirlo con risorse spesso insufficienti. Spesso e volentieri, dove mancano le risorse, sopperisce la passione.
Le immagini della fantasia
non è un Concorso e non ha premi da elargire, è una grande operazione di promozione del libro illustrato e dell’arte dell’illustrare, è un’occasione di confronto per chi lavora nel settore e uno strumento di informazione per chiunque sia interessato.

Pensiamo che sia utile per le famiglie, per il mondo della scuola, per gli illustratori, per gli appassionati di arte e illustrazione, per chi si vuole emozionare entrando in mondi fatti di sentimento e fantasia, per chi vuole stimolare i propri pensieri.

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Certo, non possiamo esporre tutto ciò che amiamo e di cui riconosciamo il valore, ma, come ho scritto nel mio testo di presentazione per Le immagini della fantasia 29:

Lo sguardo sull’editoria internazionale svela paesaggi dalla straordinaria ampiezza di orizzonti che le pareti espositive e le pagine del catalogo fanno sempre più fatica a contenere. Il panorama che offriamo vuole innanzitutto conquistare la vostra attenzione per suggerire alcuni percorsi possibili a chi si voglia mettere in viaggio alla scoperta di bei libri. L’idea che più ci attrae poi è che, grazie ad una sorta di effetto domino, un libro ne faccia desiderare un altro, di quell’editore o di quell’illustratore o di quell’autore e dato che la libertà di scelta scaturisce dall’informazione ecco che i limiti scompaiono e l’obiettivo è raggiunto.


Fine
, 23 XI 2011
Monica Monachesi, consulente artistico di Le immagini della fantasia, Mostra Internazionale di Illustrazione di Sàrmede.

Torna alla prima parte.


SARMEDE E LE IMMAGINI DELLA FANTASIA: un senso, una storia. Di M. Monachesi (parte I)

Introduzione: 20 anni fa, decenni prima di sapere che un giorno sarei stata un’illustratrice vera, feci un corso a Sàrmede, con Stepan Zavrel. Allora c’era solo Zavrel e la sua straordinaria forza carismatica, a Sàrmede. 20 anni dopo, Sàrmede è diventato un importante centro nevralgico dell’illustrazione italiana, che ogni anno ospita corsi estivi e invernali, eventi, laboratori, e una bellissima mostra: “Le immagini della fantasia“. Ho chiesto a Monica Monachesi, consulente artistico, curatrice del catalogo e coordinatrice della Mostra, di raccontarci cosa è Sàrmede. Anna Castagnoli

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Monica Monachesi adulta, pronta a prendere il volo!

“SARMEDE E LE IMMAGINI DELLA FANTASIA: un senso, una storia”
di
Monica Monachesi
Parte I

Sono nata a Torino nel 1966; per il battesimo, mio zio Vittorio mi regalò tutte le Fiabe Sonore uscite proprio in quell’anno, e ricevetti pure Pinocchio, sempre di Fabbri (con la voce di Paolo Poli!). Quei cofanetti rossi coi titoli dorati e gli automatici (mi pare di sentirne il click!) erano i miei scrigni più preziosi. I grandi albi illustrati mi piacevano più di ogni altra cosa e con il mio mangiadischi arancione ascoltavo quegli insuperati racconti su 45 giri sceneggiati e narrati da Silverio Pisu, di continuo.

Voci narranti, musica, immagini… Sono cresciuta così, con un’enciclopedia della fiaba tra le mani – ed anche con matita e pennello, perché amavo disegnare. Poi la scuola, il Greco, il Latino, la Filosofia e la Storia dell’Arte… le immagini sono restate al centro delle mie passioni, ma non sapevo ancora nulla di illustrazione, nulla. Poi due mie amiche illustratrici (Enrica Rusinà e Benedetta Giaufret) mi consigliano di andare a Sàrmede – non era un bel momento per me e cercavo sollievo nell’impegno creativo.

Da Torino arrivo in questo paese circondato da colline: dal verde dei campi lo sguardo corre lungo i profili dei monti. Partita per fare un corso di una settimana, rimango invece quasi mese lavorando con Arcadio Lobato, Emilio Urberuaga e Stepan Zavrel (un po’ come te, vero Anna?).

Sono rimasta folgorata. Leo Pizzol mi ha attentamente seguita, come fa sempre con i suoi iscritti alla Scuola Internazionale di Illustrazione,

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Allievi nella casa di Stepan Zavrel, 1991

(nella foto qui sopra, del 1991, è seduto in alto a destra – già con gli allievi), e mi ha dato una possibilità, direi la più importante della mia vita professionale. Era il 1995, la Mostra e la Scuola erano già molto note. Era necessaria una collaborazione per la cura del catalogo e così mi sono immersa nella vita della Mostra, anche per le attività didattiche. Immaginate come mi fosse congeniale, dopo anni di studi teorici sull’immagine, lavorare direttamente con i bambini raccontando fiabe (la mia passione!). Una meraviglia. In questo lavoro affiancavo una giovanissima e determinatissima Octavia Monaco piena di idee.

Ho lavorato spesso con Stepan, nella sua casa magica, piena di arcate, di pavimenti dalle antiche geometrie, piena di affreschi dipinti con i suoi amici e allievi.

In un freddo novembre abbiamo ripristinato lo studio per la stampa delle xilografie oramai occupato dai pipistrelli, abbiamo cercato gli inchiostri tipografici. Ho stampato assieme a lui Madonne e paesaggi innevati, ho usato quelle matrici a doppio e triplo registro… un’esperienza molto significativa.

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La bellissima casa di Stepan Zavrel, costruita e affrescata da lui
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Stepan Zavrel mentre dipinge

Accanto al focolare ho chiacchierato con lui e conosciuto i suoi amici e sono entrata nella sua ricchissima biblioteca.

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Alla Fiera del Libro di Bologna, incaricata dalla Fondazione, ho cominciato a segnalare libri e illustratori che sottoponevo a Stepan. Ascoltare le sue osservazioni sulle immagini è stata di certo l’esperienza più formativa, la ricordo con gratitudine. Stepan era molto generoso in questo, con tanti giovani. Poi gli anni sono passati, l’esperienza è cresciuta in un continuo contatto con artisti e libri, ed ho cominciato il mio percorso personale in questo mondo realizzando allestimenti scenografici, ideando inviti alla lettura in forma di spettacolo e percorsi laboratoriali, progettando giocattoli in legno, curando mostre e libri illustrati.

Dalla scomparsa di Zavrel, avvenuta nel 1999, è Jozef Wilkon la personalità artistica che affianca la Mostra con la sua stupefacente energia e il suo modo di concepire l’arte dell’illustrazione.

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Monica Monachesi e Joseph Wilkon
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Il più recente affresco di Wilkon a La casa in collina B&B Sàrmede

Oggi sono sue le parole preziose che registro quando analizziamo i lavori per l’esposizione e i nostri dialoghi sono sempre pieni di curiosità e di voglia di capire. Nel 2004 e nel 2005 ho avuto il piacere di curare la mostra Bestiarium Wilkonia, una sua grande personale, ed ho lavorato assieme a Mauro Evangelista, e grazie a questi capolavori (oltre 100 illustrazioni ed un camion pieno di sculture in legno e metallo, arazzi e libri) Macerata e Sàrmede si sono trovate a festeggiare insieme: un momento importante e bellissimo, da ripetere direi.

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J. Wilkon a Bestiarium Wilkonia, Belluno, Palazzo Crepadona 2005

Ecco, mi sono dilungata su di me solo perché penso che i miei ricordi possano dare la dimensione degli spazi che Sàrmede può far scoprire a chi viene qui.
Incontri. Questa parola dice molte cose. Nella vita di ognuno di noi ci sono passi importanti che partono da incontri. A Sàrmede puoi incontrare persone mosse dalla passione per i bei libri illustrati, puoi trovare degli amici nuovi con cui condividere sogni, progetti, o semplicemente belle giornate, puoi sfogliare libri che contengono mondi interi da scoprire, puoi trovare un Maestro che ti svela ciò che sei in grado di realizzare. A Sàrmede arrivano illustratori ed editori, e puoi ascoltare le loro parole, osservare la loro curiosità verso i lavori altrui, stupirti dinnanzi alla loro voglia incessante di incontrare nuove storie, nuove idee, di fare nuovi incontri.

Sabato 22 domenica 23 ottobre, a Sàrmede, c’è stata l’inaugurazione della 29ma edizione di Le Immagini della Fantasia. Provo a darvi un’idea della sua atmosfera: la Mostra si apre al pubblico e con trepidazione ascoltiamo i primi commenti e osserviamo gli sguardi dei visitatori. Saluti, abbracci, sguardi, sorrisi… mentre le illustrazioni venute da lontano ci guardano affacciate alle cornici.

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La domenica c’è il tradizionale appuntamento per parlare di libri con i protagonisti della storia che ogni libro percorre prima di essere stampato. Ci divertiamo chiacchierando insieme e raccogliamo soddisfazioni dagli occhi del pubblico.

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Linda Wolfsgruber, raggiante ospite d’onore, vede vari suoi ex allievi tra gli illustratori ospiti della Mostra: Simone Rea, Alessandra Vitelli, Laura Berni, Brunella Baldi. Poi ci sono Gabriele Clima, Loretta Serofilli, Giovanni Manna, Elham Asadi, quest’anno mancano gli editori (Topipittori in montagna a camminare e alcuni altri a Pisa Book Festival).

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Nella foto qui sopra sono con Leo Pizzol (terzo a partire da sinistra) e Wanda Dal Cin (quinta da sinistra), le colonne storiche della Mostra a Sàrmede e Ketty Gallon (prima a sinistra), la nuova generazione, e con Luigi dal Cin (quarto da sinistra) che ogni anno cura la ricerca sulle Fiabe dal Mondo e poi c’è Simone Rea (secondo da sinistra) e l’ospiet d’onore Linda Wolfsgruber (ultima a destra).

Simone Rea è uno dei protagonisti indiscussi di quest’anno: nella parte didattica racconta come nasceFavole di Esopo” illustrato per Topipittori e super premiato (Plaque BIB e Mezione d’onore a ILUSTRARTE) e realizza l’allestimento scenografico sull’India, popolando di creature di feltro lo scalone d’ingresso. Qualcuno forse poteva sospettare che Simone Rea potesse lavorare  in tre dimensioni? Io l’ho intuito durante una telefonata in cui mi diceva che a volte modella dei personaggi in plastilina prima di illustrare… e l’ho acchiappato!

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L’arredo della mostra, con le sculture di Simone Rea

Per la sezione Fiabe dal Mondo la protagonista quest’anno è l’India. Per Franco Cosimo Panini compio un’altra bella avventura che ora vi racconto. Ogni anno curo un albo illustrato in cui 10 illustratori interpretano 10 fiabe: Il Grande Albero delle Rinascite, fiabe dalle terre d’India

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è un grande omaggio alla cultura indiana ed è nato grazie alle illustrazioni di Giuliano Ferri, Aurélia Fronty, Véronique Joffre, Dileep Joshi, André Letria, Jacqueline Molnár, Simona Mulazzani, André Neves, Linda Wolfsgruber, Alessandra Vitelli e Laura Berni – le fiabe sono state trascritte da Luigi Dal Cin. Nella stessa collana si possono trovare le fiabe dell’Africa, delle Regioni Artiche, dell’Oceania, del Brasile… Per questo libro sono riuscita a contattare Dileep Joshi, illustratore indiano che lavora in stile warli, un’arte antichissima con cui si decoravano le pareti delle case nell’India centrale.
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E poi, e poi… non potrei parlare qui di tutto quello che troverete a Sàrmede, è impossibile. Dovete trovare il modo di visitare la Mostra e portarvi a casa qualche libro…

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Segue…


Il viaggio sotterraneo di Niels Klim

« Una carta del mondo che non contiene il Paese di Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perché non contempla il solo Paese al quale l’Umanità approda di continuo. E quando vi getta l’àncora, la vedetta scorge un Paese migliore e l’Umanità di nuovo fa vela». (Oscar Wilde)

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Il viaggio sotterraneo di Niels Klim, L. Holberg

Il racconto Nel paese dei ciechi di H.G. Wells, scoperto per caso quest’estate, mi ha talmente rapita che ho iniziato a cercare da dove potesse essere venuta a Wells un’idea così perfetta. Dopo aver letto La macchina del tempo, dove ritorna il tema del viaggiatore solitario che incontra un popolo dai costumi diversi, sono inciampata nel blog di BibliOdyssey e ho incontrato questo libro incredibile: Il viaggio sotteraneo di Niels Klim. E’ uno dei primi romanzi di fantascienza della storia della letteratura, pubblicato in latino nel 1741 col titolo Nicolai Klimii iter subterraneum, è stato scritto dal danese Ludvig Holberg.
E’ questo romanzo che ha ispirato molti altri racconti di viaggi fantascientifici, al centro della terra o fuori dalla sua orbita.

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Il viaggio sotterraneo di Niels Klim, Masppa del paese di Nazar

Nel racconto Il paese dei ciechi un viaggiatore cade da un ghiacciaio e raggiunge malconcio la valle dove vive una popolazione cieca da molte generazioni. Nel romanzo La Macchina del tempo il protagonista viaggia in un futuro lontanissimo, abitato da un indolente popolo. Ne Il viaggio sotterraneo di Niels Klim, il protagonista cade in una grotta e raggiunge il centro della terra, dove fluttua il pianeta di Nazar, abitato da un popolo mezzo vegetale, mezzo umano.
In tutti e tre i casi, il viaggiatore, sulle prime, crede di poter dominare con facilità la popolazione incontrata, forte di una cultura che lui stima più avanzata, ma l’incomunicabilità dei reciproci  linguaggi, su cui si costruiscono differenti sistemi di pensiero, finisce per dare alle storie pieghe inaspettate, non felici per l’intrepido esploratore.

Ecco alcune tavole di un’edizione del 1767, e altre di un’edizione del 1789, quest’ultima con disegni di Nicolai Abildgaard e Jens Juel (gli stessi disegni illustrano la versione italiana pubblicata da Adelphi). Trovo sublime questo popolo vegetale-umano.

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Il viaggio sotteraneo di Niels Klim, 1767
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Il viaggio sotteraneo di Niels Klim, 1767
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Il viaggio sotteraneo di Niels Klim, 1767
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Il viaggio sotteraneo di Niels Klim, 1767
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Il viaggio sotteraneo di Niels Klim, 1789
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Il viaggio sotteraneo di Niels Klim, 1789

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Il viaggio sotteraneo di Niels Klim, 1789

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Il viaggio sotteraneo di Niels Klim, 1789

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Il viaggio sotteraneo di Niels Klim, 1789

“Esplorando una grotta su una montagna della Norvegia, il giovane baccalauro Niels Klim precipita nell’universo sotterraneo che si apre sotto la crosta terrestre e finisce con l’approdare su un pianeta di nome Nazar, abitato da un popolo di alberi sapienti. Una buona metà del libro è occupata dalla descrizione di questo popolo, dei suoi costumi, delle sue istituzioni, tutte improntate al principio di una ponderata lentezza. Con le corte gambe che hanno al posto delle radici, gli alberi di Nazar si muovono “come tartarughe”, e nelle operazioni mentali non dimostrano certo maggiore agilità . Tutto, presso di loro, si svolge adagio e gradualmente, e Klim viene giudicato stupido proprio a causa della prontezza del suo ingegno che consentendogli una comprensione rapida e superficiale gli fa vedere “solo la scorza delle cose, non il noccioloCorriere della sera

QUI trovate tutte le immagini delle versioni del 1767 e del 1789
QUI
trovate la versione integrale del 1845

Il viaggio sotterraneo di Niels Klim
Ludvig Holberg
Uno dei primi romanzi di fantascianza delle letteratura: l\’appassionante viaggio in un sottosuolo pieno di creature bizzarre
13,60 euro

L’Euclide di Oliver Byrne, Inghilterra 1847

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E’ considerato uno dei capolavori dell’Inghiliterra vittoriana. In un’asta nel 1996 ne è stata venduta una copia a 3220 dollari. Pubblicato nel 1847 da William Pickering e stampato da Chiswick Press, I primi sei libri degli elementi di Euclide è uno stranissimo libro: un matematico inglese di nome Oliver Byrne ha voluto semplificare (o solo rendere più bella la già meravigliosa eleganza di Euclide?) i teoremi di Euclide sostituendo, dove possibile, un elemento geometrico alla parola che lo rappresenta. Un triangolo isoscele sta per la parola “isoscele, un semicerchio dal posto della parola “semicerchio”, etc.
Che con questo metodo il pensiero di Euclide risulti più semplice o più ostico, è da decidere, quello che è certo è che il libro di Byrne è un capolavoro di composizione astratta, realizzato decenni prima che la Bauhaus dettasse le sue leggi, che il surrealismo inventasse nuovi linguaggi o che Kandisnsky liberasse la forza pura dei colori.

La copia da cui sono state tratte queste immagini è conservata nella biblioteca della University of British Columbia.
POTETE SFOGLIARE TUTTO IL LIBRO SUL SITO DELLA BRITISH COLUMBIA.

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Cartolina dal salone di Montreuil 2011

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Il viaggio a Parigi per il Salone di Montreuil ogni anno mi fa lo stesso effetto: la sera prima di partire spero che durante la notte mi salga la febbre, come quando ero piccola e non volevo andare a scuola (cioè tutti i santi giorni). Poi la sveglia alle 5, un taxi che fila via verso l’aeroporto, le prime luci del mattino su una Barcellona ancora intorpidita dal sonno, e sono di colpo sveglia, lucida, felice come un’innamorata. Quali sorprese mi aspettano? Quanti libri? Parigi, Parigi, Parigi!
Il primo giorno ho deciso che lo avrei dedicato a una mostra: “Des jouets et des hommes” al Grand Palais (fino al 23 gennaio).
Brutta l’organizzazione della mostra, banale il percorso, ma meravigliosi i giocattoli, da svenire, ce n’erano di tutte le epoche e di tutte le fogge, dal 500 a.C ad oggi, dalle bambole in terracotta ai Pokémon. Se amate i giocattoli antichi, merita un viaggio. Commovente un bassorilievo greco in cui una bambina offre ad Afrodite la propria bambola, per diventare grande.

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A Parigi quest’anno si poteva stare fuori senza gelare. Un piacere uscire dal forno del Salone (temperature che sfiorano i 30 gradi) e mangiare un panino al sole con qualche amica.

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Proprio pochi minuti dopo la foto scattata qui sopra, una giovane illustratrice mi si presenta dicendomi: Ciao. Sono tua cugina. Ed era vero! Ho una cugina che non sapevo di avere. Nipote del fratello di una nonna, va sui trampoli come andavo io alla sua età, fa l’illustratrice e ha un sorriso delizioso. Insomma, è stato amore a prima vista.

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Qui sotto la riunione de LeFiguredeilibri. Abbiamo sfogliato insieme alcuni progetti. Mi sembravano tutti belli. Ognuno diceva la sua in un clima di scambio, ricco di suggestioni e stimoli. Ho conosciuto illustratori che non conoscevo, tra cui Daniela Tieni che ci ha mostrato le sue sensibili tavole; e rivisto illustratori amici e ex-allievi: Ninamasina, Ana Yael, Enrica, Eli… Presente anche Valentina Mai (che ringrazio per le foto) che quest’anno si è lanciata in un progetto editoriale non da poco: insieme a Kite edizioni hanno fondato la casa editrice Passepartout, ed erano presenti col loro stand.
Buonissima la cena a base di Cous-Cous in dolce compagnia di Paolo Canton e tanti illustratori (eravamo una tavolata di 15 persone!). Siamo poi tronati a piedi da Nation al centro di Parigi. Passeggiava con noi anche Alessandro Sanna.

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Il Salone di Montreuil è molto diverso da quello di Bologna. Intanto, ad eccezione del lunedì, è strapieno di bambini. Bambini che divorano libri seduti su ginocchie di mamme, bambini soli che cercano il loro libro del cuore (in alcune classi in visita ogni bambino può scegliere un libro da comprare), bambini seduti sulle scale che mangiano panini e sfogliano libri… (Insomma, la sensazione è forte che in Francia i bambini abbiano un rapporto coi libri molto “coltivato”). A Montreuil, tutti i libri sono in vendita. Non ci sono scambi di diritti tra editori, ma solo scambi di sorrisi (e/o saette).

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Qui sotto uno dei miei illustratori preferiti. Jean-Vincent Senac è un raffinato editore indipendente, che auto-edita i suoi libri. Per ringraziare lui e la sua compagna dell’ospitalità a Parigi, ho lavorato qualche ora nel suo stand. Mi sono divertita un sacco. Vedere il Salone da “dietro il banco” è un’esperienza interessante.
Davvero non sembrava, dal numero di visitatori e dalla voracità di acquisti, che stessimo attraversando un periodo di crisi economica.

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Il bellissimo Frida e Diego, una favola Messicana di Fabian Negrin (di cui ho intenzione di parlarvi presto) dominava l’entrata del Salone riempiendo mezzo stand delle edizioni Seuil.

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Ed ecco Fabian Negrin intento a rilasciare dediche. Dovete sapere che al Salone gli illustratori sono le vere star. Code chilometriche di gente per avere una dedica illustrata!

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Beatrice Alemagna mentre dedica Cette gigantesque petite chose allo stand di Autrement.

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Qui sotto Gabriel Pacheco, ospite d’onore del Salone, ed io, mentre dedichiamo il nostro libro Il grande viaggio (Le grand voyage, edito da OQO Francia). Era la prima volta che incontravo Gabriel: una persona squisita, dal pensiero raffinato. Pensa e pesa le parole con la stessa delicata cura con cui disegna. E’ stato un piacere conoscerlo.

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Qui sotto la nostra emigrata parigina Silvia Santirosi, che dedica emozionata il suo libro El tren (OQO).
Insieme a Giulia Sagramola e altre 18 illustratrici italiane, Silvia ha partecipato a “Notre file rouge”, un’esposizione italiana a Montreuil tutta al femminile (vedi post).

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Libri nuovi e nuove tendenze, dovete perdonarmi, non ho avuto tempo di studiarle. Tra il lavoro allo stand di Jean-Vincent Senac e qualche appuntamento, i giorni sono volati via. Ma ho trovato qualche bel libro, e ve ne parlerò presto. Una cosa però che saltava all’occhio, era la quantità di nuove collane dedicate all’illustrazione fotografica (tutte, non si sa perché, dal sapore un po’ troppo vintage).
E i vostri libri preferiti quali sono stati?

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Quest’anno la mostra al Salone era dedicata al circo. L’ho trovata un po’ deludente. Belle le illustrazioni di Sara, che dal vivo rendono molto di più. E interessanti alcuni costumi circensi disegnati e realizzati da Émmanuelle Houdart.

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Un’illustrazione di Sara alla mostra sul circo, al piano sotterraneo del Salone.

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Per finire in bellezza sono finita alla festa di Actes Sud, che è una casa editrice che sta diventando sempre più grande. Oltre a Thierry Magnier e le Editions du Rouergue, tra le altre, quest’anno alla festa è stato annunciata l’incorporazione (si dice così?) della piccola e magnifica casa editrice Helium. Sembravano tutti contenti. Io mi sono abbuffata di piatti libanesi (squisiti!), e ho fatto la posta a Kitty Crowther per strapparle la promessa di un’intervista.
Nell’ultima foto qui sotto potete vedere (sì sì, sono proprio loro! Parigi fa quest’effetto) scatenati in un ballo a due, Grazia Gotti e Davide Tolin, della Giannino Stoppani (la loro Cartolina di Montreuil su Zazie News).

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Ecco, è finita. Un bagno di libri, folla, amici, che ogni anno mi lascia stordita e piena di nuove idee. Al prossimo Salone!

Ps: vi consiglio di leggere anche l’esauriente post sul Salone di Montreuil 2011 fatto da Cristina Clerici su La Scatola de Tè, anche se personalmente non ho notato l’omologazione di cui lei parla. Piuttosto ho avuto la sensazione che ci si abitui visivamente alla qualità delle edizioni francesi, e che anno dopo anno si perda un po’ la freschezza della sorpresa.

Guarda i libri preferiti dei lettori di LeFiguredeilibri a Montreuil 2010
Guarda la Cartolina dal Salone di Montreuil 2009
Guarda la Cartolina dal Salone di Montreuil 2008


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