Gli album di P√®re Castor Patrimonio dell’Unesco

“Il bambino deve scoprire la poesia del reale.”
Paul Faucher

Nathalie Parain, Je fais mes masques, il primo Album di Père Castor, 1931

Dal 2017 i libri di P√®re Castor sono diventati Patrimonio dell’Umanit√† dell’Unesco, insieme a una fitta collezione di appunti, maquettes, corrispondenze, interviste e disegni originali raccolti e conservati dopo la morte di Paul Faucher, il fondatore di questa meravigliosa e rivoluzionaria casa editrice francese.

La nascita della casa editrice Père Castor РFlammarion

¬†Paul Faucher nasce a Pougues-les-Eaux (Ni√®vre) nel 1898. Diventer√† uno dei pi√Ļ grandi editori francesi, fonder√† una scuola e si far√† promotore, in Francia, di tutte le idee pedagogiche dell’√Čducation Nouvelle.

Paul Faucher nella sua scuola

Ecco la sua storia.
Alla fine della prima guerra mondiale, viene assunto per fare un bilancio dei macchinari delle fabbriche francesi che sono state bombardate.
Impara, così, il funzionamento di tutte le tecniche industriali possibili: macchinari per stampare, per fare la carta, per cucire, macchine per stampe tipografiche e litografiche.
Il suo lavoro è così meticoloso che lo assumono come direttore commerciale di una fabbrica di viti e bulloni. Ma il suo destino è un altro. Appassionato lettore, trova un annuncio sul giornale: le edizioni Flammarion cercano un apprendista libraio per una delle loro librerie.
Faucher lascia il prestigioso posto di direttore (un posto eccezionale per un ragazzo di poco pi√Ļ di vent’anni) e inizia la sua formazione di libraio. Il suo talento √® tale che Flammarion lo manda prima a Lione poi a Le Havre a riorganizzare due delle sue pi√Ļ importanti librerie.
A Le Havre, Faucher fa conoscenza del movimento dell‚Äô√Čducation Nouvelles.

Nathalie Parain, Faites votre marché, Père Castor 1932 (oggi riedito da MeMo)

La Grande guerra aveva lasciato un enorme numero di orfani, di cui la societ√† doveva occuparsi. L’√Čducation Nouvelle (in Italia: Movimento dell’Educazione Nuova) ripartiva dallo studio dello sviluppo del bambino su una base scientifica, con l’intento di formare un essere umano nuovo, pacifista, capace di evitare che¬† il disastro della guerra potesse ripetersi.

Una classe di FrantiŇ°ek Bakul√©

La Ligue internationale pour l’√Čducation Nouvelle (LIEN) viene creata nel 1921 e vede coinvolti maestri, filosofi e pedagoghi di molte nazioni, Faucher tra loro.
Nel 1927 i maggiori rappresentanti di questo movimento (Bakule per la Cecoslovacchia, Montessori per l‚ÄôItalia, Steiner-Waldorf per la Germania, C√©lestin e √Člise Freinet per la Francia, Ferri√®re per la Svizzera), provenienti da tutta Europa, si riuniscono a Locarno per un convegno di tre giorni. Paul Faucher √® presente.
Il congresso viene aperto con il canto del coro dei bambini dell’Istituto di FrantiŇ°ek Bakul√©, un pedagogo cecoslovacco che si occupava di bambini con problemi psichiatrici e fisici, di orfani o ragazzi ripudiati dalla scuola, con risultati sorprendenti.
La commozione per quel canto e le idee promosse al congresso lo entusiasmano: apre una sezione francese della Ligue e porta il coro di Bakulé in Francia (fonte).
Dopo il congresso, indeciso se diventare pedagogo o editore, opta per la fondazione di una collana all’interno di Flammarion: P√®re Castor (Pap√† Castoro).
All’Istituto di Bakul√©, incontra la pedagoga Lida Durdikova, che nel 1933 diventer√† sua moglie e collaboratrice; sar√† anche autrice, insieme a Paul, di molti libri della collezione.
Insieme alla moglie, fonderanno pi√Ļ tardi anche una scuola sperimentale, dove testare i libri della collezione.

Alcuni album di P√®re Castor degli anni ’40/’50

Lo scopo della casa editrice è strettamente pedagogico.
Faucher produce libri che invitano il bambino a farsi attore della sua stessa formazione: libri da tagliare e colorare, libri-gioco per manipolare materiali (ritagliare, cucire, incollare, disegnare, costruire), libri per muoversi (danzare, giocare), o ancora libri per scoprire il gusto dell’esplorazione e dell’osservazione della natura.
Insieme all’√©quipe di pedagoghi di cui si circonda, ha l’idea di libri progettati per fasce di et√†: testi e immagini devono essere adatti alle diverse fasi di sviluppo del bambino; idea che accompagna ancora oggi la produzione editoriale per l’infanzia.

Ascoltate cosa affermava Faucher rispetto all’uso della fotografia nei suoi album:

‚ÄúNon penso che la fotografia possa sostituirsi alla pittura o al disegno¬† per¬† bambini, ma pu√≤ essere estremamente utile per alcuni gruppi di et√†: lascia ai bambini l‚Äôopportunit√† di vedere le cose come sono fatte e fare confronti tra diversi aspetti della loro apparenza‚ÄĚ.
Citato in Three Centuries of Children‚Äôs Books in Europe, Bettina H√ľrlimann, Oxford University Press, 1967

Nathalie Parain, Je découpe, Père Castor 1931 (oggi edito da MeMo)

Ogni libro, in fase di creazione, veniva testato su gruppi di bambini. Un pedagogo attento e discreto prendeva appunti sulle loro reazioni e i loro commenti.
Ogni passaggio complicato o non capito veniva soppresso.
(Personalmente, condivido solo in parte l’idea che il libro debba essere interamente comprensibile al bambino. Anche le immagini sono un linguaggio. √ą importante che il bambino possa anche osservare immagini complesse. Altrimenti, √® come rivolgersi a lui, tutto il tempo, in un baby talk semplice e ben scandito, senza mai confrontarlo con la complessit√† della lingua adulta).

Illustrazioni originali di “Ah ! La belle journ√©e” di H√©l√®ne Guertik, archivi P√®re Castor

Rispetto alle immagini, Faucher fa sue le idee del Costruttivismo, la corrente artistica e architettonica che animava l’Europa di quegli anni.
Lo stesso nome della casa editrice Père Castor (Papà Castoro) rimanda a un animale costruttore.

Fondamento di questa corrente era la soppressione di una estetica ottocentesca, fine a se stessa, densa di inutile decorativit√† stilistica (gli orpelli dell’Art Nouveau).
La nuova estetica doveva essere funzionale ai bisogni dell’uomo, democratica e non elitaria. Nel caso di P√®re Castor, adattata ai bisogni del bambino.
Il libri di Père Castor saranno tutti a buon mercato, per permettere a qualsiasi famiglia di acquistarli.

Nathalie Parain, Je découpe, Père Castor 1931 (oggi edito da MeMo)

Faucher si circonda dei migliori artisti europei e russi emigrati a Parigi e li invita a portare la loro arte nell’illustrazione (Nathalie Parain, H√©l√®ne Guertik, Alexandre Chemetov, Georges Tcherkessof, Feodor Rojankovsky, per citarne alcuni).
Nascono libri dove le immagini sono moduli semplici come il quadrato o il cerchio. L’Astrattismo, il Suprematismo, il rosso e il nero della rivoluzione russa si trasformano in animali e bambini dalle forme depurate, scontornate su fondi omogenei e semplici. Disegni a misura di bambino. √ą una rivoluzione editoriale rivolta all’infanzia (anche se non esclusiva ma in opera in altre parti d’Europa, soprattutto in Germania e in Russia).
Il bambino poteva costruire con questi moduli semplici e colorati quello che la sua immaginazione gli suggeriva.
Come afferma Faucher in una intervista (qui):
Il bambino deve scoprire la poesia del reale.

Nathalie Parain, Je découpe, Père Castor 1931 (oggi edito da MeMo)
El Lissitzky, ‚ÄėBeat the Whites with the Red Wedge!‚Äô, 1919

La collezione di P√®re Castor, nata nel 1931, composta da 80 titoli nel 1939 e da 320 alla morte di Paul Faucher, nel 1967, √® tutt’ora edita (e riedita) da Flammarion e da MeMo.
Spero che questo post vi abbia messo la curiosità di approfondire il lavoro di questo rivoluzionario editore.

Anna Castagnoli

Per approfondire:
*
Il documentario radio prodotto da France Culture su Paul Faucher, con interviste al figlio e diversi collaboratori, lo potete ascoltare gratuitamente qui: La Fabrique de l’Histoire.
*Il centro documentario M√®diatheque intercommunale de P√®re Castor, a Meuzac, vicino a Tolouse, curato dal figlio Fran√ßois Faucher, dove sono raccolti tutti i libri, le maquette preparatorie, gli scritti e la corrispondenza di Faucher; il centro √® tutt’oggi attivo con mostre e laboratori per bambini.
*R√©volution √Čcole de Joanna Grudzinska (ARTE)
*Gli atti del convegno Paul Faucher (1898-1967) : un Nivernais inventeur de l’album moderne : actes du colloque de Pougues-les-Eaux, 20 et 21 novembre 1998, Conseil g√©n√©ral de la Ni√®vre, 1999 (purtroppo difficili da trovare su ebay o amazon).

 


L’arte di mettere in ordine (creativamente!)

Venerd√¨ prossimo (19 gennaio) terr√≤ una conferenza al Museo della Fotografia Contemporanea Mfuoco di Milano. Per l’occasione, ho fatto una lunga ricerca sui libri fotografici destinati ai bambini dai 4 ai 12 anni (tema dell’incontro), perch√© fino a qualche mese fa ne sapevo poco o nulla.
Nei prossimi mesi vi posterò qualche chicca che ho trovato e alcune riflessioni.
Oggi vi posto alcune immagini di un libro che trovo delizioso e che ha fatto letteralmente impazzire le mie nipotine, a cui l’ho regalato: The art of clean up, di Ursus Wehrli.

Il libro, senza testo, funziona cos√¨: nella pagina di sinistra presenta una fotografia, in quella di destra, tutti gli elementi che componevano l’oggetto (o il paseaggio) messi in ordine.
La cosa divertente del libro è scoprire quanto non avevamo mai prestato vera attenzione a tutte le parti di cui è composta una scena!

The art of clean up, Ursus Wehrli

Quando ero bambina, nella mia fantasia onnipotente, cercavo sempre di immaginare quanto grande sarebbe stata la montagna di pesci se tutti fossero saltati fuori dalla porzione di mare che stavo guardando, oppure, quanto sarebbe stata lunga la fila di funghi, se tutti quelli presenti nel bosco dove stavo camminando si fossero allineati. L’idea di questo libro mi ha ricordato quel modo di pensare, tipico del pensiero infantile, ma anche cos√¨ vicino al pensiero creativo, che √® sempre analitico prima di passare all’azione.


Disegnare il movimento: dall’et√† della pietra all’illustrazione

Quando nel 1877 Eadweard Muybridge  presentò al mondo le prime serie di fotografie sul movimento animale, gli artisti contemporanei, non senza un certo imbarazzo, si resero conto che fino a quel momento avevano sbagliato modo di disegnare i cavalli in corsa.

Eadweard Muybridge 

Il calssico cavallo disegnato a gambe tese, detto in inglese “Flying gallop”, nella realt√†, non era mai esistito. Durante la corsa il cavallo non protende mai in avanti le due zampe anteriori allo stesso tempo.

Baronet, George Stubbs, 1794. Yale Center for British Art, Paul Mellon Collection, USA

Che ridere. Altro che osservazione dal vero! Gli artisti avevano sempre copiato il modo di disegnare di altri artisti, tramandando, di secolo in secolo, gravissimi errori anatomici.

Cina, Dinastia Tang, 618-907 d.C.

Qualche giorno fa ho visto un bellissimo documentario: Quando Homo Sapiens faceva il suo cinema (“Quand Homo Sapiens faisait son cin√©ma”, su Arte) e sono rimasta basita: i nostri antenati Sapiens sapevano rappresentare il movimento animale con molto pi√Ļ rigore anatomico, precisione e cura di tutti gli artisti che sono venuti dopo di loro!


Gli studiosi Pascal Cuissot e Marc Az√©ma, muniti di carta carbone e pile, si sono addentrati nelle pi√Ļ belle grotte affrescate di Portogallo, Spagna, Francia, per cercare prove di una teoria affascinante: l’uomo Sapiens aveva gi√† inventato il cinema! Cio√®, quella che Az√©ma chiama la scomposizione del movimento (d√©composition du mouvement) per immagini successive.

Potete vedere due esempi nelle immagini qui sotto, tratti dalle grotte di Maxange e di Chauvet, in Francia.
Per molto tempo si era pensato che i diversi segni per rappresentare le gambe fossero errori o approssimazioni dell’incisisore preistorico. Grazie al lavoro metodico di ricerca di Az√©ma, oggi sappiamo che quei segni erano voluti: servivano a dare una sensazione pi√Ļ viva, realistica e corretta del movimento animale.

Qui sotto un fregio su osso di circa 30.000 anni fa, proveniente dalla Grotte de la Vache, Musée National des Antiquités Nationales: il leone è inciso sul fregio in posizioni successive. Non sono diversi animali, è lo stesso!

Un altro ricercatore, solleticato dalle ricerche di Azéma, ha scoperto il senso di alcuni cerchi in osso primitivi che, fino a qualche anno fa, non si sapeva bene a che cosa potessero servire.
Intrecciando un cordino al disco, il disco si mette a girare presentando in veloce successione un animale vivo e poi morto.
Il busto dell’animale, nelle due facce del cerchio, √® disegnato nella stessa identica posizione, per permettere un miglior effetto di trasformazione stroboscopica: solo le zampe si muovono.


Alla fine del documentario, non si pu√≤ che essere d’accordo con la famosa affermazione di Pablo Picasso: “Dopo Altamira tutto √® decadenza“.

Alle intuizioni grafiche dei nostri antenati Sapiens, poi riscoperte e utilizzate dall’arte del ‘900 (pensate al Futurismo e al Cubismo), i bambini ci arrivano da soli, molto spontaneamente. Quando mio nipote Martin a 6 anni disegn√≤ davanti ai miei occhi un uccello con tre zampe, gli chiesi quante zampe avessero gli uccelli e mi rispose: ¬ę Ma due!¬Ľ. Insomma, non era un errore anatomico, era la volont√† lucidissima di disegnare in sequenza diversi momenti ravvicinati, per creare un maggiore effetto dinamico.

Martin, uccello in volo, 6 anni

Qui sotto il disegno di alcuni uomini primitivi di un’altra bambina mia amica, Lilie, 5 anni (le frecce sono pi√Ļ degli uomini in scena, √® la stessa freccia in momenti diversi?).

Lilie, 5 anni

E qui due disegni con esempi moderni di scomposizione di movimento, di Giacomo Balla e di Duchamp.

Giacomo Balla, Dynamism of a dog on a leash, 1912 (c) Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, NY
Duchamp, Uomo che scende le scale, 1912

L’arte per eccellenza che si √® impossessata di queste tecniche di rappresentazione √® quella del fumetto.

Roland Töpffer

Il disegnatore tedesco Roland T√∂pffer (1799-1846), precursore e inventore del fumetto, aveva capito che pi√Ļ le vignette (e quindi lo stesso personaggio riprodotto) sono ravvicinate, pi√Ļ si ottiene un effetto stroboscopico.
Le vignette ravvicinate dei fumetti, giustapposte sulla stessa pagina, servono a questo.

Little Nemo, Winsor McCay, 1910 c.
Maurice Sendak, In the Night Kitchen, 1970

Spesso il fumetto si serve anche della scomposizione del movimento in sequenze successive senza vignette che ne separino i tempi, per ottenere un effetto di estrema accellerazione, come nei casi del panico o di una fuga a gambe levate.

Topolino, Walt Disney, 1940 c.

Nonostante la scomposizione del movimento in sequenze successive ravvicinate¬† sia una modo di rappresentazione cos√¨ vicino a quello dei bambini che disegnano, dei nostri antenati Sapiens, del cinema, dell’arte moderna e del fumetto, nell’illustrazione per bambini i casi di movimento dissociato sono rari.
Pare che, all’opposto, il linguaggio dell’illustrazione si sia sviluppato per isolare ad ogni pagina un solo gesto, rallentando il movimento dei personaggi.
Bisogna girare la pagina per trovare la sequenza del movimento, e spesso, tra un gesto e il successivo, è passato molto tempo.
Qui sotto tre pagine di Alors?, di Kitty Crowther, un capolavoro di tensione narrativa e di rappresentazione del movimento.
La scena è sempre la stessa, come a teatro, solo i personaggi si muovono, pagina dopo pagina.
L’effetto non √® veloce, √® come rallentato,¬† perch√© la distanza tra i gesti¬† non √® di pochi istanti o secondi, ma di minuti o forse ore.
La luce che viene dalla finestra di destra e a poco a poco si inscurisce √® il solo elemento che d√† informazioni precise sul tempo: indica che tutta la storia √® avvenuta nell’arco di un’intera giornata, dalla mattina alla sera.
(Le prime di immagini sono in sequenza, la terza è quasi alla fine del libro).

Kitty Crowther, Alors?, Pastel

Eppure, l’illustrazione √® un’arte nata e sviluppatasi nello stesso periodo del fumetto e delle Avanguardie artistiche.
Sarei curiosa di indagare meglio perch√© √® restata cos√¨ fedele a una rappresentazione unitaria, statica, “classica” in senso rinascimentale, della realt√†.

Il modo di rappresentare il tempo e il movimento nei libri illustrati ha forse un rapporto con l’idea di realt√† che vogliamo offrire ai bambini? Cerchiamo nei libri illustrati, nella loro lentezza rassicurante, un’unit√† di tempo e azione per essere rassicurati noi, e rassicurare i bambini a nostra volta, sull’unit√† e sulla solidit√† della realt√†?
O perch√© pensiamo che il bambino non possa capire la scomposizione di un movimento nel disegno, e lo legga al primo grado, come se il personaggio avesse pi√Ļ gambe e pi√Ļ braccia?
O semplicemente perché ci piace che ci sia un luogo, da qualche parte, dove il tempo scorre lento?

Beatrice Alemagna, Jo singe graçon, Autrement jeunesse, 2010

Personalmente, sono proprio questa lentezza del movimento e immobilit√† dell’immagine che amo nell’illustrazione per bambini: mi danno il tempo di pensare, di esplorare la scena, di immaginare. Sensazione che non provo quando leggo i fumetti o guardo un film.
Anna Castagnoli

ps: in un prossimo post vi posterò esempi di scomposizione del movimento nella stessa illustrazione, le eccezioni a quanto detto sopra ci sono, soprattutto negli ultimi anni.

Per approfondire:
Quand Homo Sapiens faisait son cin√©ma (ARTE), potete vederlo in streaming QUI, per pochi euro. Il documentario approfondisce molti altri sistemi dei nostri antenati di fare “cinema”.
The Cave of Forgotten Dreamsche di Werner Herzog, acquistabile su iTune + una recensione del documentario sul blog dei Topipittori.
Un interessante approfondimento sugli errori nel disegno del cavallo in corsa lo trovate a questo link.
Il mio articolo: David Hockney: fissare il mondo fluttuante.


Tutti a Cremona per la mostra Tapirulan! Ci sar√≤ anch’io

Quest’anno per la prima volta sar√≤ anche io a Cremona per la festa del concorso Tapirulan:
Sabato 2 dicembre inaugura la mostra CIAO, quella di Giulia Pastorino e Tony Wolff, ci saranno le premiazioni e proseguiremo la domenica con altri eventi.
Non vedo l’ora! Chi prende un treno e si aggrega?

Insieme ai membri della giuria, presieduti dall’illustratore Tony Wolff, abbiamo selezionato 48 illustrazioni tra gli 850 lavori in concorso (potete vederli tutti qui).

Complimenti ai finalisti! Trovate l’elenco dei nomi in fondo al post e potete divertirvi a scegliere i vostri preferiti per il Premio Popolare.
Vorrei dire a chi non è stato selezionato di non pensare che la sua tavola non andasse bene, ci son state tante discussioni e confronti e non è stato per nulla facile decidere.
Grazie a tutti per aver partecipato.

Giulia Pastorino, vincitrice dell’edizione 2016

PROGRAMMA MOSTRA E PREMIAZIONI TAPIRULAN, CREMONA
Sabato 2 dicembre
Ore 16

Nella sede Tapirulan, Corso XX Settembre 22, verrà inaugurata la mostra di Giulia Pastorino,vincitrice della passata edizione.
Ore 17
N
elle sale comunali di Santa Maria della Piet√†,¬†Piazza Giovanni XXIII 1, si svolger√† la premiazione e l’inaugurazione della mostra CIAO, con i 48 illustratori selezionati (elenco qui, potete votare per il voto Popolare), selezionati tra 850, insieme alla sezione antologica dedicata a Tony Wolf, ospite speciale e presidente di giuria di questa XII edizione.
Potrete visitare la mostra fino al 28 gennaio 2017, e successivamente a Genova-Nervi (Galleria nei Parchi) fino a giugno 2018.

Domenica 3 dicembre
Ore 11
Sempre a Santa Maria della Piet√†, un incontro pi√Ļ intimo, dedicato soprattutto agli autori presenti e a Tony Wolf.
Ore 15:30
Anna Castagnoli presenter√† il Manuale dell’illustratore nella sede di Tapirulan, Corso XX Settembre 22.

PREMI
Tra i 48 selezionati verranno scelti i 12 autori pubblicati sul calendario e il vincitore del primo premio di 2000 euro, che verrà nominato il giorno stesso della premiazione.
Il Premio Popolare (500 euro) verrà assegnato ad uno degli autori sotto elencati al termine delle votazioni online.
Le votazioni sono aperte da oggi lunedì 27 novembre 2017 e si chiuderanno giovedì 30 novembre 2017 a mezzanotte. Ringraziamo tutti i partecipanti!

ILLUSTRATORI SELEZIONATI

Maria Attianese, Peppo Bianchessi, Davide Bonazzi, Ying-Hsiu Chen, Ece Ciftci, Andrea Dalla Barba, Cristina Damiani, Andy Robert Davies, Andrea De Luca, Marco De Masi, Angel De Pedro, Oscar Diodoro, Laurent Ferrante, Chiara Ghigliazza, Anna Grimal, Francesco Guarnaccia, Gerardo Gutierrez, Stefania Infante, Pauline Kebuck, Dowon Kwon, Chiara Lanzieri, Daniele Kong, Rosanna Merklin, Nick Ogonosky, Giada Ottone, Roberta Palazzolo, Alice Piaggio, Cristina Pieropan, Anna Pini, Giulia Piras, Claudia Plescia, Camille Pomerlo, Marco Quadri, Chiara Raineri, Natascha Rosenberg, Martina Sarritzu, Giovanni Scarduelli, Jacopo Schiavo, Victoria Semykina, Marco Spadari, Ariadna Sysoeva, Luca Tagliafico, Ilaria Urbinati, Daniele Vanzo, Jo√£o Vaz de Carvalho, Lucilla Vecchiarino, Luyi Wang, Carola Zerbone.

VOTATE QUI, fino al 30 novembre a mezzanotte per il Premio Popolare.


Postfazione a un post

Qualche giorno fa ho pubblicato un post sulle influenze stilistiche che ha subito delle modifiche nel giro di poche ore, vorrei spiegarvi meglio cosa è successo.
La mia tesi era che l‚Äôimitazione di autori che amiamo sia un processo normale, fisiologico all‚Äôatto creativo, ma che un eccesso di imitazione possa ledere gli illustratori che hanno portato sul mercato, magari con fatica, qualcosa di nuovo e originale. √ą un punto di vista.
Avevo scelto, per illustrare il post, una serie di illustrazioni pubblicate dove avevo individuato influenze stilistiche di altri illustratori.
Se su un piano critico penso sia legittimo investigare un’immagine o un libro che sono stati pubblicati, nel caso specifico di questo post avrei dovuto dare a quelle immagini un approfondimento diverso, maggiore; per spiegare perché le avevo scelte e soprattutto per contestualizzarle all’interno dei libri da cui erano tratte; oppure sceglierne altre, di illustratori passati, in modo che il dibattito potesse concentrarsi sul tema del post ed essere sereno, e non sulle immagini che lo illustravano.
Ho sbagliato e per questo ho scelto di modificare il post e di togliere alcune immagini. Mi è spiaciuto se ho ferito la sensibilità di alcuni autori, davvero non era mia intenzione. A loro rinnovo tutta la mia stima.
Sto lavorando per approfondire i tanti temi toccati, sia nei commenti che nelle conversazioni con gli autori. Credo interessante se alcuni di questi temi potranno trovare spazio su questo blog, per offrire ai lettori punti di vista diversi.
Grazie, Anna Castagnoli


Molti modi di guidare e viaggiare, 1947

Sabato mi √® arrivato per posta questo acquisto da pochi euro. √ą un libricino tedesco del 1947, “Molti modi di guidare e viaggiare” (Fahren und Reisen auf mancherlei Weisen), √® senza testo e lo ha illustrato una sconosciuta illustratrice che porta il nome Amanda Hoffmann, ad Amburgo.
Mi piace la semplicità elegante delle campiture di colore, e mi colpisce il fatto che tutti vadano verso sinistra.
Nell’album illustrato moderno l’azione si svolge sempre verso destra.
√ą un codice dato soprattutto dal fatto che il libro occidentale si svolge, pagina dopo pagina, verso destra. Ma mi capita spesso di trovare album degli anni 20 o 30 dove l’azione √® rappresentata verso sinistra. Significa che lo svolgimento a destra √® un codice narrativo che si √® consolidato posteriormente.

L’ultima pagina √® tagliata. Ho pensato fosse fatto apposta per creare un gioco quando la pagina si chiude, ma il libraio mi ha confermato che √® un taglio non voluto. Forse un bambino aveva bisogno di un pezzo di carta verde. :)


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