L’arte delle lettere.125 corrispondenze indimenticabili

È da pochi mesi uscito L’arte delle lettere.125 corrispondenze indimenticabili, una raccolta di lettere famose tratte dal blog americano Letters of note (bellissimo, da seguire, declinato anche in Lists of Note e LETTERHEADY).
Ne copio su questo post qualcuna che ha per tema la letteratura e l’illustrazione per ragazzi.


Lettera di Charles Schulz a Elizabeth Swaim

“Il 30 novembre del 1954 un personaggio di nome Charlotte Braun fece il suo ingresso nella celebre striscia di fumetti Peanuts, nata quattro anni prima, e cominciò subito a combinare guai. Chiassosa, insolente e presuntuosa, la ‘cara vecchia Charlotte Braun’ infastidì presto gli affezionati lettori dei Peanuts finché, il primo febbraio del 1955, dopo solo una decina di apparizioni, comparve per l’ultima volta in una storia. Quarantacinque anni dopo, in seguito alla morte dell’inventore dei Peanuts Charles M. Schulz, una donna di nome Elizabeth Swaim donò alla Library of Congress degli Stati Uniti questa lettera emozionante, scritta da Schulz in risposta a una sua lamentela a proposito di Charlotte Braun fatta solo un mese prima della scomparsa del personaggio”

Cara signora Swaim,
ho deciso di accettare il suo consiglio di Charlotte Braun, e di eliminarla.
Se apparirà ancora, sarà in strisce che erano già state ultimate prima dell’arrivo della sua lettera oppure perché qualcuno mi avrà scritto per dirmi che Charlotte gli piace. Si ricordi, però, che lei e i suoi amici avrete sulla coscienza la morte di una bambina innocente. È pronta a prendersi una simile responsabilità?

La ringrazio per avermi scritto, e spero che le mie pubblicazioni future siano di suo gradimento.

Cordialmente,
Charles M. Schulz

Roald Dahl ad Amy Corcoran

“Una piovosa domenica pomeriggio del 1989 [..] una bambina di sette anni di nome Amy decise di scrivere una lettera a Roald Dahl [..], colui che aveva scritto il libro preferito di Amy, Il GGG, – la fantastica storia di un Grande Gigante Gentile che cattura bei sogni e poi li soffia dentro alle finestre dei bambini addormentati. Con questo in mente, e usando una combinazione di olio, acqua colorata e lustrini, la piccola Amy mandò a Roald Dahl, oltre alla lettera, un dono molto prezioso e appropriato: uno dei suoi sogni, chiuso in bottiglia [..]”.

10 febbraio 1989

Cara Amy,

devo scriverti una lettera speciale per ringraziarti del tuo sogno in bottiglia. Sei la prima persona al mondo ad avermene mandato uno, e mi ha incuriosito tantissimo. Stasera scenderò e lo soffierò dentro la finestra della cameretta di un bambino addormentato, per vedere se funziona.

Con affetto,
Roald Dahl

Alcuni bibliotecari misero il pannolino al personaggio nudo di Maurice Sendak

“Quando fu pubblicato per la prima volta nel 1970, In the Night Kitchen (uscito in Italia con il titolo Luca, la luna e il latte), il premiato libro per bambini di Maurice Sendak, che scrisse e illustrò anche il bellissimo Nel paese dei mostri selvaggi, sollevò molto scalpore per un motivo particolare: il protagonista, un bambino di nome Mickey, era a volte ritratto nudo. Anziché ignorare il libro incriminato, alcuni genitori e bibliotecari decisero di censurarlo disegnando dei pannolini sul corpo di Mickey; altri trovarono più semplice e in un certo senso più sicuro bruciare l’intero libro. Due anni dopo la sua pubblicazione, l’editor di Sendak, la fantastica Ursula Nordstrom (N.d.r editrice di Sendak), scrisse una lettera a un bibliotecario che aveva optato per la seconda e più brutale opzione”.

Ursula Nordstrom a un bibliotecario di scuola:

Caro [XXX],

la sua lettera a proposito di In the Night Kitchen di Sendak è arrivata solo ora sulla mia scrivania, poiché l’ha spedita al nostro ufficio di Scranton, in Pennsylvania. Mi scusi se non le ho potuto rispondere prima.
Sono molto dispiaciuta di sapere che nel 1972 ha bruciato una copia di un libro. Ci addolora sapere che non lo reputa un libro per bambini delle scuole elementari. Credo che a turbarla tanto sia la nudità del bambino. Ma essa non disturba affatto i bambini! Il signor Sendak è un artista creativo, un vero genio, e sa parlare apertamente ai bambini. Perché i bambini – almeno fino ai 12 o 13 anni di età – di solito sono anch’essi terribilmente creativi. Chi di noi sta tra l’artista creativo e il bambino non dovrebbe fare molta attenzione a non filtrare le reazioni a tali libri attraverso pregiudizi e nevrosi da adulti? Per me, che sono un editor di libri per bambini, questo è uno dei doveri più grandi e più difficili. Mi creda, non prendiamo alla leggera le nostre responsabilità! Credo che i bambini risponderanno sempre con gioia a un libro come In the Night Kitchen e che reagiranno in maniera sana e creativa. Solo gli adulti si sentono minacciati dall’opera di Sendak.

Nei prossimi giorni le manderò alcuni commenti positivi su questo libro. Spero che li leggerà e che darà ai bambini della scuola l’opportunità di godersi il libro del signor Sendak.

Cordiali saluti,
Ursula Nordstrom

L’arte delle lettere raccoglie oltre cento corrispondenze accompagnate dalla riproduzione di manoscritti, dattiloscritti e fotografie.
Tra gli autori: Galileo Galilei, Leonardo Da Vinci, Virginia Woolf, H.G. Wells, Charles Dickens, Mark Twain, Kurt Vonnegut, Beethoven e Francis Scott Fitzgerald.


Tocca a te! Concorso nazionale di editoria tattile illustrata

Gioia Marchegiani, Una storia che sale molto in alto

La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus, la Fondazione Robert Hollman e l’Istituto Regionale “G. Garibaldi” per i Ciechi di Reggio Emilia presentano la terza edizione del concorso italiano di editoria tattile illustrata.
Il concorso è nato nel 2011 per sostenere e promuovere l’editoria tattile e per stimolare la creazione, la produzione e la diffusione di libri tattili illustrati a livello nazionale.

Cosa: uno o più prototipi di libro tattile + dischetto con il file del testo in formato .txt o in formato .doc. Al testo va allegata la corrispondente traduzione in inglese, necessaria nel caso il libro venga selezionato per partecipare al Concorso Internazionale Typhlo & Tactus 2015.
Scadenza: le opere devono arrivare entro e non oltre 31 maggio 2015
Premio: Il vincitore di TOCCA A TE! – 2015, categoria miglior libro italiano, riceverà un trofeo, una targa ricordo e un premio in denaro di 1.500 euro. Sono previste anche altre categorie di premi.
Regolamento: clicca qui.
Premiazione e mostra: domenica 21giugno c’è la proclamazione dei vincitori e la mostra dei libri che hanno concorso, aperta a tutti.

Come e perché di un libro tattile
di
Gioia Marchegiani

Sono molto felice di presentare questo concorso perché ho partecipato alla passata edizione e il mio progetto, Una storia che sale molto in alto,  è stato selezionato tra i cinque migliori e premiato con una menzione come miglior testo. Poi, insieme agli altri 4 vincitori, ha partecipato anche alla selezione internazionale Typhlo e Tactus, che si è svolta ad Helsinki, rientrando tra i sette migliori libri. Una grande e inattesa soddisfazione per me.
La mia storia e i suoi personaggi sono davvero saliti in alto, ma soprattutto partecipare è stata una bellissima esperienza che mi sento di consigliare a tutti ma in particolar modo agli illustratori.

Per realizzare un libro tattile, dalla storia, alle illustrazioni, alla rilegatura, bisogna certamente fare un po’ di ricerca e documentarsi. Il web in questo senso aiuta molto, ma lo stesso sito della Federazione mette a disposizione importanti informazioni su quali caratteristiche devono avere i libri tattili.
Fondamentale è, però, mettere le mani su qualcuno dei bellissimi libri pubblicati, difficilmente reperibili nelle librerie, almeno in Italia (quasi tutte le biblioteche hanno uno spazio a loro dedicato).
Online, sul sito della Federazione, si possono ordinare le copie delle ultime pubblicazioni e anche sul sito di qualche editore specializzato, come ad esempio Les Doigts qui rêvent, editore che, tra l’altro, co-edita insieme alla Federazione alcuni dei progetti selezionati al concorso Typhlo e Tactus.

Da Tutt’altro di Antje Sellig

Si tratta di libri meravigliosi e quasi completamente realizzati a mano. A parte la rilegatura, il testo in lingua e i fondi, le illustrazioni tattili sono composte da pezzi incollati a mano. Per questo sono molto costosi ma ciò conferisce ancora più valore all’oggetto libro.
Sono libri delicati, ma perché non si rompano facilmente bisogna dare particolare attenzione alla selezione di materiali e soluzioni compositive “resistenti”.
Sono libri da maneggiare con cura, come poi tutti i libri. E proprio come quando si legge con gli occhi, e lo sguardo scorre silenzioso e leggero tra le parole e le immagini, così fanno anche le mani quando leggono sfiorando, spingendo, strusciando, grattando, sollevando, infilando e tirando sempre con estrema delicatezza. Anche perché solo in questo modo si possono percepire le sfumature, i messaggi nascosti, conoscere gli ambienti, riconoscere i personaggi.


Una bambina ipovedente esplora il cerchio di Chiara Carrer

Non è facile comprendere come percepisce il libro un bambino ipovedente o cieco, ma provare a immaginarlo e lavorare ad un progetto a lui destinato è qualcosa che cambia molto il proprio modo di vedere. E’, per chi lavora con le immagini, un’occasione per esplorare un nuovo orizzonte.

Un libro tattile oltre ad essere un libro ed un oggetto bellissimo rappresenta soprattutto un’opportunità, qualcosa che può coinvolgere più persone, che rende possibile l’integrazione e il superamento delle diversità. Un libro tattile può essere il luogo d’incontro tra un bambino ipovedente e un bambino vedente, dove poter condividere il piacere della lettura, sperimentare la curiosità e la meraviglia.
Può essere il luogo dove un genitore o un insegnante vedenti riescono a comunicare attraverso le immagini con un bambino non vedente. A questo proposito, il concorso è aperto a singoli, ma anche a gruppi o a classi. Sarebbe davvero una bella esperienza per una classe di scuola primaria, per esempio, realizzare un prototipo per un libro tattile dove ognuno fa la sua parte. Chi pensa la storia, chi la scrive, chi si ingegna sui materiali, chi taglia, chi incolla e dove tutto questo si condivide. Un momento per osservare e conoscere la scrittura Braille  e comprendere come a quei piccoli puntini in rilievo possano corrispondere delle lettere e alla loro sequenza parole.

Munari ribadiva il valore e l’importanza del senso del tatto per i bambini. Ne parla nel suo Laboratori tattili, edito da Corraini: ” Lasciar toccare, secondo i tempi di ognuno, e poi parlare, con i bambini sulle loro sensazioni cercando di formare sperimentale approfondito (nei limiti infantili) sulle minime differenze. Che differenza c’è tra la lana e l’ovatta? Tra la segatura e e la sabbia? …” Munari pensava ai bambini, troppo spesso abituati ad un’educazione di tipo letterario e orientata sulla vista e sull’udito. Se si decide di progettare il proprio libro tattile è fondamentale chiudere gli occhi e sperimentare le differenze tra i materiali e le forme.

Ancora Munari dai Laboratori tattili ci scrive che:  ” La carta è la pelle di una superficie variabile.”

Da Cuore di Pietra di Mauro L. Evangelista

Spero che in molti abbiate voglia di provare, di partire per questa avventura: sono certa che sarà un bel viaggio.
Vi invito anche a sfogliare il bellissimo libro-catalogo A spasso con le dita, dove sono state raccolte le esperienze di molti illustratori italiani alle prese con l’illustrazione tattile.
Potete ordinarlo sul sito della Federazione.

Le figure dei libri aveva già parlato di TOCCA A TE! qui presentando i vincitori della prima edizione del concorso. Io parte del mio percorso l’ho raccontato anche qui, sul blog dei Topipittori.

A spasso con le dita, alla scoperta dell’illustrazione tattile per l’infanzia

Nota:
La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi
raccoglierà sul territorio nazionale i libri partecipanti, farà parte della giuria giudicatrice dei migliori libri in concorso, e si impegnerà, qualora ne esistano le condizioni di riproducibilità, ad editare i libri vincitori, i quali entreranno a far parte della propria collana per l’infanzia “Sotto a chi tocca!”.
Anche in questa edizione il Gruppo Typhlo & Tactus, estenderà la competizione a tutti i paesi del mondo, accogliendo al concorso 5 libri per ogni nazione partecipante. TOCCA A TE! rappresenta quindi anche la preselezione italiana al Typhlo & Tactus 2015.

Contatti:
Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi ONLUS
Centro di Produzione del Libro e del Materiale didattico
Via Giuseppe Mirri 2
00159  Roma
e-mail: librittattili@prociechi.it
tel  +39.06.5122747
fax  +39.06.51.23.893
www.libritattili.prociehi.it
www.aspassoconledita.prociechi.it


Un libro contro tutti i muri (di Bernardo P. Carvalho)

Daqui ninguém passa! (Da qui nessuno passa!) è il titolo di uno dei più bei libri mai pensati e scritti sul tema della dittatura e della rivoluzione pacifica. Ed è per bambini.
Nella prima risguardia ci accoglie una folla di personaggi, i più diversi. Famiglie di diversa specie, astronauti, bambini, idraulici, orsi, fantasmi, carcerati, calciatori, poliziotti: insomma, gente. In un angolo troviamo anche il generale Alcazar.

Daqui ninguém passa! di Isabel Minhós Martins e Bernardo P. Carvalho; Planeta Tangerina 2014

Ma le risguadie, si sa, sono fatte per essere decorative; e alla prima lettura si procede senza troppo soffermarsi verso la pagina dei titoli.
Anche la pagina dei titoli, di solito, è decorativa. Invece, in questa, succede tutto.

Daqui ninguém passa! di Isabel Minhós Martins e Bernardo P. Carvalho; Planeta Tangerina 2014

Il generale Alcazar dichiara che “Da qui non si passa!”.
Il titolo del libro è un ordine (lama a doppio taglio della parola ordine).
Lo è sempre, ma in questo caso sappiamo che a pronunciarlo è un generale, ben bardato di medaglie e nastrini a indicarne l’alto grado. “A partire da ora, sarà come ho detto, non perdete tempo in ciance!”.
Chi riceve gli ordini, invece, è un soldato semplice, dalla faccia piuttosto spaventata.
Giriamo pagina. Il generale esegue gli ordini. Capiamo che il divieto è divieto di entrare nella pagina di destra.
Un cane spunta da quella di sinistra.

Daqui ninguém passa! di Isabel Minhós Martins e Bernardo P. Carvalho; Planeta Tangerina 2014

Passa il tempo, nella pagina successiva il cane si è avvicinato, un uomo entra in scena fischiettando. Ritmi da commedia.
Pagina successiva: l’uomo sta per attraversare la metà pagina quando il soldato gli urla “Alt!”. Spiega che ormai non si può più passare nella pagina di destra. L’uomo è perplesso: ma come? Che succede? C’è pericolo di vita? Una invasione? C’è una manifestazione?
“Niente di tutto questo”, spiega paziente il bravo soldato. “Il mio generale si è riservato il diritto di mantenere questa pagina in bianco, per entrare nella storia quando più gli aggrada”.
“Ma questo è assurdo!” replica l’uomo. Intanto entrano in scena altre persone, bambini che giocano, vecchietti, sportivi, un fantasma.
Le pagine che seguono sono un crescendo parossistico di gente che, non potendo passare dalla metà pagina, affolla la pagina di sinistra. Protestano, urlano, fischiano.
Ci si rende conto a colpo d’occhio che la metà pagina è un muro.


Daqui ninguém passa!
di Isabel Minhós Martins e Bernardo P. Carvalho; Planeta Tangerina 2014

Già Suzy Lee, in L’onda, Mirror e L’ombra, aveva utilizzato la metà pagina come confine tra due mondi (leggere a questo proposito La trilogia del limite). A sinistra c’era quello della realtà, a destra quello della fantasia.
Qui, il confine, è stato tracciato per impedire alla storia di iniziare. È un confine tra il tutto e il niente.
Ci rendiamo conto di quanto tutto sia regola, in un libro (così come nella vita sociale).
Storicamente, dentro l’album illustrato la storia occupa entrambe le pagine: o con il testo, o con l’illustrazione o con entrambi. È un ‘uso’ talmente consacrato dello spazio del libro che, senza la possibilità di entrare nella pagina di destra, la storia non può avere inizio.

Se  – per una qualche forma di eleganza – l’album illustrato, da sempre, avesse usato solo la pagina di sinistra per raccontare storie, questo libro non avrebbe alcun senso. Ogni sopruso è sopruso di un uso. L’uso è la regola profonda, implicita, silente, nascosta nelle pieghe della nostra quotidianità. Regola che diventa evidente solo nel momento in cui qualcuno la viola, la cambia o la denuncia.

Il generale vuole essere il primo ad ‘entrare nella storia’ (lama a doppio taglio della parola storia), e vuole farlo quando più gli aggrada. Cosa che di solito fa, senza che ci accorgiamo di quanto sia prepotente, il ‘protagonista’ di una storia.
Assente questo ego bardato di medaglie, compaiono ‘gli altri’. Folla anonima di gente comune, quotidiana, che porta il cane a fare pipì, va a giocare al pallone o al lavoro.
Siamo noi questi ‘altri’. Noi lettori. Dal momento in cui non c’è storia (una storia raccontata è sempre la storia di qualcun altro), il campo è libero anche per noi.
Ci rendiamo conto di tifare per la folla anonima che vuole oltrepassare l’invisibile muro.
Meravigliosa pagina bianca tutta da scrivere! Intonsa. Non è giusto! Non è giusto che venga riservata solo a uno!

Daqui ninguém passa! di Isabel Minhós Martins e Bernardo P. Carvalho; Planeta Tangerina 2014

La tensione è cresciuta al massimo quando: Boing… Boing… Boing… A un bambino è scappata una pallina dall’altra parte della pagina.
Il bambino chiede: “Posso andare un secondo? Un attimino…

Daqui ninguém passa! di Isabel Minhós Martins e Bernardo P. Carvalho; Planeta Tangerina 2014

Passa il bambino, ne passan due. Passano tutti. Tutti sono allegri, ringraziano il soldato gentile, quando a un certo punto il generale entra in scena urlando di far arrestare il soldato. La folla lo difende, gli altri soldati finiscono per convincersi che il generale è un pazzo e anche loro corrono verso la pagina di destra, persino il cavallo disarciona il generale e entra nella pagina. Il generale resta solo nella pagina di sinistra.
Inferocito, fa notare quanta confusione e sporcizia han lasciato tutti passando. “Si sono comportati come bambini!” Dice.

 

Daqui ninguém passa! di Isabel Minhós Martins e Bernardo P. Carvalho; Planeta Tangerina 2014

Poi decide di abbandonare la storia, perché si rende conto di essere in un libro per bambini: a lui non interessa essere l’eroe di una storia di bambini.

Nella risguardia finale lo ritroviamo nell’atto di cadere, come spazzato via dalla vivacità di tutti gli altri. E gli altri? Tanti, diversi, comuni: litigano, si amano, hanno avuto un bambino, corrono, portano fiori, abbaiano. Insomma, fanno cose di tutti i giorni; a volte, da bambini.

Un libro per spiegare ai bambini l’assurdità di tutti i muri; per riflettere sulle dittature; sull’imperiosità dei generali come su quella, più domestica, del proprio ego.
Ma anche un libro per riflettere su cosa è una storia e cosa è la Storia.
In fondo, per il solo fatto di avere una retorica, una struttura, un ordine stabilito, non c’è storia che non sia, per sua stessa costituzione, antidemocratica.

Viva la storia di tutti!

Potete comprare il libro qui, direttamente sul sito di Planeta Tangerina.


Libreria vintage giapponese delle mie brame

Ho scovato una bellissima libreria vintage giapponese di libri d’arte e libri per bambini: Dessinweb. Bello il sito, belli i libri, bella la pagina facebook, bello tutto. La condivido volentieri. Buona ispirazione e buon week-end!
http://dessinweb.jp/
qui la pagina facebook: https://www.facebook.com/dessin.books



 

 


Ciao papà dei Barbapapà, buon viaggio

Il 19 febbraio scorso è morto a Parigi Talus Taylor, marito di Annette Tison. Talus e Annette, insieme, hanno dato natali e vita a una delle famiglie più belle della storia dell’illustrazione: I Barbapapà.
Per salutare Talus Taylor e rendergli un tardivo omaggio con un post, vorrei condividere con voi il ricordo di un suo libro.
Avevo sette anni circa quando mi regalarono Barbapapa’s ark. Non ricordo se fosse il primo libro o uno dei tanti con i Barbapapa come protagonisti, fatto è che diventò in fretta uno dei miei preferiti.

Barbapapa’s ark (L’arca dei Barbapapà) racconta di una fuga dei Barbapapà dalla terra.
Nelle prime scene, La famiglia vive felice in una terra simile a un paradiso terrestre: tutto è luce, colori, alberi da frutto e lieve brezza sulla loro nuca tonda. Nuotano, dipingono, leggono, fanno picnic. È la terra, ma come la si conosce quando si va in campagna, lontani dal caos della città.
Poi qualcosa accade: a poco a poco, il fiume su cui facevano gite si tinge di petrolio, le strade vengono affumicate dallo smog, gli esseri umani non pensano più che a sporcare, uccidere gli animali, sradicare foreste per costruire orrende città, cacciare.
Gli uccelli muoiono e i pesci soffocano. I Barbapapà improvvisano un ospedale veterinario: Il rifugio dei Barbapapà. Ma non basta. Il mondo è così sconvolto dallo smog e dall’odio, che non si riesce più a porvi rimedio. I Barbapapà decidono di partire per un altro pianeta, portandosi dietro alcuni amici.
Un esodo. Passa un po’ di tempo e sulla terra gli uomini si rendono conto del disastro fatto. A molti viene nostalgia dei Barbapapà. L’umanità inizia a cambiare. Bonifica, distrugge fabbriche, ripianta alberi…
Dal loro nuovo pianeta, con un grande cannocchiale, i Barbapapà vedono che la terra è di nuovo verde. Anche loro hanno nostalgia della terra, e decidono di tornare.

Ricordo con che attenzione al minimo dettaglio guardavo queste illustrazioni e provavo empatia per i poveri animali feriti, empatita per dolcezza dei Barbapapà (così naturale e giusta, scevra di moralismo). Ovvio che sapevo da che parte stare, chi erano i buoni, chi i cattivi. Come si può uccidere una zebra per farne un tappeto?
Credo sia tipico di tutti i bambini di quell’età avere un fortissimo senso morale, il mio era, a quell’epoca, iper sviluppato. Avevo persino adattato una radura tra gli alberi ad hangar per un piano di bonifica del mondo. Il mio piano era ‘semplice’: nascosta dalle fronde dei rami, avrei progettato e costruito un robot che avrebbe distrutto tutte le fabbriche del mondo (ossimoro).
Sapevo che il libro dei Barbapapà mi parlava del mondo così come era, e che non era finzione. Meno chiaro per me, a quell’epoca, era che fosse impossibile lasciare la terra con un razzo e poi ritornare e trovarla rinata. Mi sembrava così semplice essere come i Barbapapà, e non mi davo pace di quanto fossero stupidi gli uomini.
Il libro dei Barbapapà, sfogliato infinite volte, mi dava, ad ogni giro, una boccata di speranza.

Barbapapa’s ark
Talus Taylor, Annette Tison
I Barbapapà abbandonano la terra inquinata
26,06

Chi si somiglia si piglia (leggi percettive del colore e della forma)

Wolf Erlbruch

Sabato ho tenuto a Milano (Spazio B**K) il primo corso sull’album illustrato per non-illustratori (Capire come funziona l’album illustrato). Nel corso ho mostrato molti esempi di leggi compositive applicate all’illustrazione. È stato molto divertente.
Una di queste leggi vuole che la nostra percezione senta come ‘amici’ forme, toni e colori uguali.

Grafico di Anna Castagnoli (per favore, non esportatelo da questo blog)

Nel grafico che ho realizzato per il corso, qui sopra, chiedetevi chi sono ‘gli amici’ nella prima striscia, nella seconda e nella terza. La risposta è scontata nella prima e nella terza striscia, potrebbe essere incerta nella seconda, perché tono e forma si contendono l’amicizia. Nel caso delle forme che ho realizzato, il colore è l’informazione più forte: infatti, usare il colore per indicare amicizia o familiarità nei personaggi, è uno dei trucchi più spesso usati dagli illustratori per indicare percettivamente il desiderio.
Piccolo Blu, Piccolo Giallo di Lionni, invece, gioca sull’attrazione della forma.

Leo Lionni

Potete divertirvi anche voi a trovare esempi nei libri illustrati che avete.
Pubblico qualche illustrazione ad esempio, e ricordate: se volete illustrare qualcuno che desidera o è amico di qualcun altro, ricordatevi di mettere un po’ del colore dell’uno nell’altro, e viceversa, e il gioco è fatto.

Wolf Erlbruch

Potete anche dare a due orsi il peso di una nuvola. (Nel corso abbiamo visto tutte queste immagini alterate in photoshop, per vedere in concreto cosa cambia se cambia il colore: provate anche voi a colorare di marrone o nero o di un colore che non sia quello delle nuvole a fianco, i due orsi).


Wolf Erlbruch
Elena Odriozola
Pablo Auladell
Phoebe Wahl
Paul Rand

 

Lorenzo Mattotti

E chi non si somiglia non si piglia!

Jean de Brunhoff
Lionel Le Néouanic
André François

Se vi interessa studiare queste leggi, potete partire da Rudolf Arnheim.
In questo post una ricca bibliografia di libri utili.

Arte e percezione visiva
Rudolf Arnheim
Le leggi della percezione dell’immagine
25,73

Pagina 20 su 165« Prima...10...1819202122...304050...Ultima »