Andare alla Fiera di Francoforte. Parte 1/2

 

Frankfurt am Main, Hessen, Hesse, Deutschland, Germany. 20.10.2016 Impressionen von Besuchern in Gaengen und auf Rolltreppen Flandern und Niederlande sind die Ehrengaeste der Frankfurter Buchmesse 2016. Flanders and Netherlands are the Guest of Honour 2016 at the Frankfurt Book Fair
© Copyright: Marc Jacquemin – Frankfurter Buchmesse

5 giorni di Fiera, 7.100 stand di editori provenienti da 100 Paesi di tutto il mondo, di cui 663 stand con album illustrati, 277.000 visitatori (in crescita rispetto ai 142,300 del 2015), un paese ospite: le Fiandre; alcuni temi: Arte e Design,il self publishing, i libri di antiquariato. Questa, in cifre che fanno girare la testa, la Fiera del libro di Francoforte edizione 2016, alla quale ho partecipato per la prima volta. La più grande Fiera di editoria del mondo.
Mi avevano detto che era immensa, lo è. Solo per darvi una misura: da un padiglione all’altro ci si può spostare su dei lunghissimi tapis roulant oppure in pulmino. Ci sono 4 padiglioni, un padiglione-forum e un padiglione-conferenze. Ogni padiglione ha 4 piani. Ogni piano è più grande di un padiglione della Fiera di Bologna (per chi la conosce).

Frankfurt am Main, Hessen, Hesse, Deutschland, Germany. 18.10.2016 Menschen laufen umher im Eherengast Pavillon der gastlaender Flandern und Niederlande Flandern und Niederlande sind die Ehrengaeste der Frankfurter Buchmesse 2016. Flanders and Netherlands are the Guest of Honour 2016 at the Frankfurt Book Fair
© Copyright: Marc Jacquemin – Frankfurter Buchmesse

Prima di raccontarvi brevemente perché sono andata e cosa mi è piaciuto, vi dico 1) se vale la pena andare, 2) come organizzare il viaggio.
1) PERCHÉ ANDARE
Se siete autori o illustratori per bambini, quella di Francoforte non è una Fiera indispensabile. Gli stand di libri per bambini sono sparpagliati in mezzo a quelli di libri per adulti, difficili da repertoriare (con alcune eccezioni: la Francia e i paesi asiatici, che sono raggruppati) e non è molto frequentata dagli illustratori. Inoltre, gli editori per bambini più importanti li trovate alla Children’s Book Fair di Bologna. È utile, forse, se siete interessati agli editori per bambini tedeschi (tantissimi stand, ovviamente: da grandi gruppi editoriali a piccoli editori).
Detto questo, penso che visitarla almeno una volta meriti davvero la pena. C’è un’aria di cultura generale di ampio respiro. Si osservano orde di ragazzini fare la fila per un romanzo dark. Si fanno viaggi dentro i libri con la realtà virtuale. Si vedono le mode e le tendenze dell’editoria per adulti, caterve di libri, copertine, idee editoriali.

© Copyright: Marc Jacquemin – Frankfurter Buchmesse

2) COME ORGANIZZARE IL VIAGGIO
Il sito della Fiera di Francoforte è questo. Trovate in inglese tutte le informazioni necessarie.
Come per tutte le grandi Fiere, il viaggio va organizzato con largo anticipo: 4 mesi minimo, per i biglietti d’aereo, l’hotel e i biglietti dalla Fiera (se li prendete in anticipo online avete un 30% di riduzione).
Raggiungere la Fiera è facilissimo: è a 10 minuti a piedi dalla Stazione Centrale di Francoforte (quest’ultima si chiama Frankfurt Hauptbahnhof: non è evidente capire che è quella centrale solo dal nome).
Dall’aeroporto alla stazione, contando la discesa dall’aereo, i trasferimenti da terminal a terminal, ci mettete un’ora circa. Il tragitto in treno aeroporto-stazione è di soli 20 minuti.
Io avevo preso stanza in un hotel vicino alla stazione ed è stata una scelta felice. Il quartiere non è granché ma ha tanti bar e ristorantini (la Pizzeria 7 bello offre fa una pizza decente + birra a 7 euro) ed è comodo per andare e tornare a piedi da/alla Fiera.

La Fiera dura 5 giorni, i primi tre giorni sono i migliori per visitarla come professionisti, gli ultimi due sono aperti anche alle famiglie e c’è una bolgia di gente. Inoltre, molti editori sbaraccano già la domenica mattina presto.
Il sito della Fiera offre una guida per gli autori e illustratori che spiega come preparare al meglio la Fiera e dare visibilità ai propri libri: QUI.  Ci sono anche autori che vendono direttamente i loro libri! Come questo personaggio qui sotto :)

Frankfurt am Main, Hessen, Hesse, Deutschland, Germany. 21.10.2016. Autorin bewirbt ihre Bücher. Flandern und Niederlande sind die Ehrengaeste der Frankfurter Buchmesse 2016. Alljaehrlich im Herbst, findet in Frankfurt am Main, die Frankfurter Buchmesse, die groesste Buechershow der Welt statt. Flanders and Netherlands are the Guest of Honour 2016 at the Frankfurt Book Fair. © Copyright: Marc Jacquemin / Frankfurter Buchmesse Presse- und Unternehmenskommunikation Ausstellungs- und Messe-GmbH des Boersenvereins des Deutschen Buchhandels Braubachstraße 16 60311 Frankfurt am Main press@book-fair.com © Copyright-free for journalistic purposes only, no other rights are available. © Copyright frei nur fuer journalistische Zwecke. Keine Model-Release-Vertraege/Persoenlichkeitsrechte der abgebildeten Personen vorhanden. Keine Weitergabe an Dritte. Belegexemplar erbeten an: Frankfurter Buchmesse Presse- und Unternehmenskommunikation Ausstellungs- und Messe-GmbH des Boersenvereins des Deutschen Buchhandels Braubachstraße 16 60311 Frankfurt am Main press@book-fair.com
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Prezzo biglietto:
come autori-illustratori (o aspiranti tali), potete fare il trade visitor tikets: 45 euro per un giorno oppure 82 euro per tutti e 5 i giorni.
Non sono certa dell’informazione, ma come blogger riconosciuti o giornalisti potete accreditarvi gratuitamente.
C’è anche la possibilità di iscriversi a un tour guidato, in inglese e tedesco: QUI.

La prossima Fiera sarà dall’11 al 15 ottobre 2017

fraUna delle strade della Fiera del Libro di Francoforte – foto Anna Castagnoli

LA MIA PRIMA FIERA DI FRANCOFORTE

Quest’anno sono andata alla Fiera da invitata: La voliera d’oro, il libro che ho scritto e che Carll Cneut ha illustrato (Topipittori 2015), nella versione tedesca tradotta dalla bravissima e simpaticissima Ulrike Schimming (Bohem Press Germania) è arrivato finalista del più importante premio tedesco di letteratura per bambini e ragazzi, il Jugendliteraturpreis. Era tra i 5 finalisti della sezione Picture Book.
Avevo preso il premio sottogamba, non avevo idea che fosse così importante: in Germania è celebrato come una notte degli Oscar, con tanto di statuetta di Momo ai vincitori. Ero emozionatissima.
Va bene che hanno una tradizione letteraria incredibile (dai Grimm ai primi album illustrati, dobbiamo ai tedeschi buona parte della storia della letteratura per bambini), ma sono rimasta lo stesso stupita di quanta importanza dia la Germania ai libri per bambini e ragazzi.
Il premio, da suddividere in 4 categorie + un premio alla carriera dato ad un autore, ammonta a più di 80.000 euro euro ed è finanziato dal Ministero della Famiglia.
Ha assistito alla premiazione un pubblico di più di 1000 persone.
Ne abbiamo ancora di strada da fare, in Italia, prima di vedere lo Stato interessarsi in maniera così attiva alla letteratura per ragazzi.

1477123868930Anna Castagnoli, Carll Cneut, Ulrike Schimming alla premiazione del Jugendliteraturpreis
1477123811081Il pubblico delle premiazioni del Jugendliteraturpreis, più di 1000 persone.
Carll Cneut
1477123807588La voliera d’oro finalista del Jugendliteraturpreis

Ha vinto il primo premio Der Hund, den Nino nicht hatte, testo di  Edward van de Vendel e illustrazioni di Anton van Hertbruggen, edito anch’esso da De Eenhoorn e poi Bohem Press.
(In via informale ci hanno detto che il ballottaggio finale della giuria è stato tra il nostro libro e quello che ha vinto! Fierezza :)
Non so dirvi di cosa parla il testo perché non so il tedesco, ma è sul tema di un amico invisibile. Sembra un libro molto bello.
Anna Castagnoli

Segue qui

 

bi_160321_bohem_anton-van-hertbruggenDer Hund, den Nino nicht hatte, Edward van de Vendel, Anton van Hertbruggen, De Eenhoorn – Bohem Press

Il mio corso “Capire l’album illustrato” arriva a Roma!

COME FUNZIONA L’ALBUM ILLUSTRATO
Laboratorio teorico-pratico sui meccanismi narrativi dell’album illustrato
con
Anna Castagnoli
Galleria Tricromia
Via della Barchetta, 13 Roma
Sabato 12 novembre 2016 (esaurito)
Domenica 13 novembre 2016 (ancora qualche posto)

Corso aperto a tutti, non è necessario saper disegnare
Informazioni e iscrizioni: officinetricromia@gmail.com

COME FUNZIONA L’ALBUM ILLUSTRATO
Laboratorio sui meccanismi narrativi dell’album per ragazzi

Descrizione del corso
L’album illustrato è un medium ibrido e complesso. Immagini e parole di fondono in una lingua che sembra semplice e inafferrabile allo stesso tempo. Siamo allenati a comprendere i meccanismi narrativi del linguaggio, le sue strutture, i suoi toni retorici: ma come ci ‘parlano’ le immagini? E che cosa succede quando immagini e parole si fondono insieme?
In questo corso-laboratorio, attraverso un percorso di lezioni teoriche alternate a divertenti esercizi, scopriremo come funziona l’album illustrato.

Programma:
Quando sfogliamo un album, leggiamo le parole e osserviamo le immagini. Il senso arriva a noi in modo fluido e trasparente. In realtà, questa fluidità è permessa da un enorme mole di conoscenze che abbiamo incorporato crescendo. La morfologia dell’immagine (composizione), lo stile delle illustrazioni, la direzionalità geografica degli elementi rappresentati (Cappuccetto Rosso andrà sempre nel bosco camminando verso destra) sono tutti elementi che noi adulti ‘leggiamo’ senza più rendercene conto. Ma i bambini come leggono?
Nella prima parte del corso studieremo come ‘parlano’ le immagini, per capire con più chiarezza quale è il linguaggio specifico dell’album illustrato, e perché proprio questo medium è così adatto ai bambini.
Nella seconda parte del corso osserveremo come si articolano le immagini dentro gli album che hanno fatto la storia dell’illustrazione, per scoprire come funzionano le immagini in sequenza.
Ogni lezione teorica sarà intervallata da esercizi didattici con matite, collage e carta da lucido. Come esercizio finale, per sperimentare in prima persona le conoscenze apprese, ogni alunno realizzerà un libricino di 4 pagine con l’uso del collage.
Alla fine del corso, ogni alunno avrà acquisito strumenti per:
‘Leggere’ meglio le immagini: lo stile (dall’astrattismo al realismo), la composizione, l’inquadratura.
Capire la narrazione dentro l’album, tra parole e immagini.
Capire come si differenzia la lettura di un adulto da quella di un bambino.

A chi è rivolto il corso:
Illustratori o aspiranti illustratori, bibliotecari, autori, librai, educatori e chiunque sia interessato a capire meglio come funziona l’album illustrato.
Non è necessario saper disegnare.

Orario: sabato 12 novembre 9:30 – 13; 14 – 18
Orario: domenica 13 novembre 9:30 – 13; 14 – 18
Costo: 120 euro

Vi aspetto!
Anna Castagnoli


Miguel Pang: 30 days drawing NY

miguel4Miguel Pang, 30 days drawing NY
Miguel Pang, 30 days drawing NY
miguel3Miguel Pang, 30 days drawing NY

Miguel Pang, al quale questo blog aveva dedicato un Mano a Mano, è a New York per una performance:
30 days drawing NY.
Ha disegnato la città per un mese. L’esibizione dei lavori ha avuto luogo il 3 ottobre presso Con Artist Collective Gallery, 119 Ludlow st. NY.
Disegnare New York, dicono, è una delle sfide più grandi per un artista. Chi è stato in questa città sublime può immaginare perché. È tutta luce. Luce e spazio. Silenzi, suoni, luce e spazio. Prima di vedere i disegni di Miguel avevo solo in mente e nel cuore la New York di Georgia O’keeffe e alcune righe di Kafka. Ora per me ci sarà la New York della O’Keeffe, la New York onirica di Kafka (che la ritrasse a parole senza averla mai vista)  e quella di Miguel Pang.
Spero che questi disegni vengano raccolti in un libro.

Ma quello che nella città natale di Karl sarebbe stato il punto di vista più alto, qui lasciava vedere soltanto il panorama di una strada che correva dritta tra due file di case dai tetti letteralmente tronchi e quindi si perdeva come in fuga in lontananza, dove da una spessa foschia si ergevano immense le forme di una cattedrale. E la mattina come la sera e nei sogni della notte su questa strada si svolgeva un traffico sempre più incalzante che, visto dall’alto, si configurava come un’accozzaglia, di volta in volta diversa, di figure umane distorte e di tetti di veicoli d’ogni specie, da cui a sua volta si levava un’altra accozzaglia, ancora più caotica e complessa, di rumori, polvere e odori, e tutto questo era investito e pervaso da una luce possente, che sempre era infranta, allontanata e poi subito riportata dalla moltitudine degli oggetti, e l’insieme, all’occhio confuso, appariva di concretezza tale, come se al di sopra della strada venisse spezzata ad ogni momento con estrema forza una lastra di vetro che ricopriva il tutto.

America, Franz Kafka, 1911-14, romanzo incompiuto, pubblicato postumo nel 1927

Miguel Pang, 30 days drawing NY
Miguel Pang, 30 days drawing NY
miguel5Miguel Pang, 30 days drawing NY
miguel6Miguel Pang, 30 days drawing NY
miguel15Miguel Pang, 30 days drawing NY

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miguel_pangMiguel Pang

Concorso: Premio Luigi Malerba per album illustrato

Editori, illustratori, autori:
È nato un nuovo importante premio per album illustrati editi in Italia: Il Premio Luigi Malerba per album illustrato.
Partecipate numerosi!

Luigi Malerba

Scadenza invio libri:
10 gennaio2017

Requisiti per la partecipazione
Potranno partecipare al concorso albi illustrati editi, scritti in lingua italiana (sono escluse le traduzioni da altre lingue), provvisti di ISBN, e regolarmente distribuiti. Sono ammessi solo albi illustrati sui quali sia chiaramente indicato l’anno solare 2016 come data di pubblicazione.

Premio: 2000 euro (da dividere tra autore e illustratore se non sono la stessa persona).
I vincitori saranno annunciati e premiati durante la Bologna Children’s Book Fair 2017. Un premio in denaro al miglior libro e tre menzioni speciali verranno assegnate ai vincitori.

Giuria per l’edizione 2017
Milena Bernardi, Lorenzo Cantatore, Caterina Cardona, Anna Castagnoli, Simonetta Fiori, Elisabetta Grigioni, Paolo Marabotto, Luisa Mattia, Vinicio Ongini, Deborah Soria, Nadia Terranova, scuola primaria di Berceto (PR) intestata a Luigi Malerba, Anna Malerba (Presidente)

Inviare due copie cartacee a:
Museo Storico della Didattica del Dipartimento di
Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre

Piazza della Repubblica 10
00185 Roma
con oggetto Premio Luigi Malerba per l’Albo Illustrato.
Una copia in formato elettronico (PDF, max 5MB) dovrà essere inviata al seguente indirizzo mail: premiomalerbainfanzia@gmail.com
sempre con oggetto: Premio Luigi Malerba per l’Albo Illustrato
Insieme alle opere dovrà essere inviato anche il curriculum degli autori con i loro recapiti.

 

QUI il regolamento esteso

 


L’immaginazione nel bambino. Uno studio

Tutte le immagini di questo post sono tratte dalla mia edizione di Das Wunderhaus, Tom Seidmann Freud, Berlino, Herbert Stuffer 1927.

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Das Wunderhaus, Tom Seidmann Freud, Berlino, Herbert Stuffer 1927

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Sto leggendo un libro davvero interessante. L’immaginazione del bambino, dello psicologo statunitense Paul L. Harris.
Harris arriva a dimostrare una tesi completamente opposta a quella di Piaget e Freud, per i quali l’attività mentale del bambino in età prescolare sarebbe primitiva e disorganizzata, e arriverebbe solo poco a poco, dopo alcuni anni, all’acquisizione del principio di realtà.
Con esperimenti più moderni, Harris prova che i bambini di due anni sono già capaci di entrare e uscire a piacimento dal gioco di immaginazione. Sanno mettersi dal punto di vista dell’altro nel gioco di ruolo, e sanno immedesimarsi nei diversi personaggi di un racconto di finzione, adattando ogni volta il punto di vista.
Sconcertante scoperta che smentisce l’idea del bambino egocentrico. Non solo. A prestar fede agli esperimenti di Harris, i bambini in età prescolare sono perfettamente in grado di distinguere tra realtà e finzione. Se credono, a differenza di un adulto, a Babbo Natale, è perché la società ha fornito loro molti indizi sulla sua esistenza reale.
Per tutte le altre credenze immaginarie, essi sono perfettamente in grado di distinguere cosa è reale e cosa non lo è.

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I bambini (ma anche gli adulti!) sono consapevoli che alcune cose sono impossibili, ma ciò non impedisce loro di averne paura, di desiderarle o di sperare che possano essere realizzabili.
L’unica capacità che dominano meno bene di un adulto (dipende dagli adulti) è quella di razionalizzare le emozioni che provengono dalle loro fantasie, e di porre una distanza emotiva. Un po’ come un adulto che, pur sapendo che un film è un film, o una fantasia una fantasia, si lascia coinvolgere in modo eccessivo.
Queste scoperte spezzano una lancia a favore di una continuità psicologica tra infanzia e età adulta e portano il gioco di finzione, di immaginazione e di esplorazione di realtà immaginarie (la lettura) in un ruolo di primo piano per la formazione di un pensiero critico e morale. Sia per i bambini che per gli adulti. Non più immaginazione come parentesi di fuga ricreativa dalla realtà, quindi, ma esercizio fondatore della capacità dell’essere umano di esplorare mondi possibili e di entrare in empatia con i suoi simili mettendosi dal loro punto di vista.

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Non ho trovato immagini migliori per illustrare la tesi di Harris di queste illustrazioni pop-up di Tom Sedimann Freud, tratte dal libro Das Wunderhaus (La casa delle meraviglie). Negli anni 20 del secolo scorso, la nipote di Freud, straordinaria autrice e illustratrice, aveva realizzato i suoi libri per dare al bambino la possibilità di costruire lui stesso le sue storie, stimolato da alcune metamorfosi.
Il pensiero illuminista, che ha portato la società fuori da un medioevo di credenze superstiziose, nella sua foga di dominare scientificamente il reale, ha trascurato, a mio avviso, e trascura tutt’oggi, il fatto che l’immaginazione non è un’antitesi alla realtà, ma uno dei processi cognitivi fondamentali e costitutivi della realtà umana.
Anna Castagnoli

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L’immaginazione nel bambino
Paul L. Harris
Il ruolo dell’immaginazione nello sviluppo
22,10 Euro

Dalla realtà al disegno. La sintesi dell’illustrazione

iris

Wolf Erlbruch

Cari invisibili, ben ritrovati, spero abbiate passato una bella estate.
Io sono tornata ieri dall’ultima settimana di corsi a Sarmede. Più di 90 allievi seguiti giorno dopo giorno durante 4 corsi. Ho imparato tantissimo. È per questo che mi piace insegnare. Ogni nuovo disegno, anche il più acerbo, è una sfida a capire perché una cosa funziona e un’altra no.
La cosa che mi colpisce di più, quando insegno, è la credenza diffusa dei giovani illustratori che gli illustratori professionisti inventino le cose che disegnano. Capita persino che alcuni alunni si scusino di aver copiato qualcosa da una fotografia.
Ma bisogna copiare! Nessun illustratore professionista salta il passaggio della copia dal vero (o da una fotografia). Il segreto, per diventare bravi, è copiare dal vero invece che dalla sintesi già fatta da qualcun altro. Trovare la propria sintesi.
In questo rispetto per la realtà sta tutto il nocciolo, il cuore pulsante, dell’arte dell’illustrazione per bambini.

http://data.abuledu.org/URI/5501e0b4

ferriera114-2Pia Valentinis

pianta1

herbautsAnne Herbauts

Un’alunna, la settimana scorsa, mi ha domandato come poteva fare la sintesi di un pesce. La sua domanda mi ha dato modo di spiegare alla classe un concetto importante, e ora lo spiego anche a voi: è impossibile disegnare la sintesi di un pesce.
“Pesce” è una parola astratta, e può esistere solo nel linguaggio. Dentro la parola “pesce” ci stanno tutti i pesci del mondo, di tutte le età, fogge e taglie. Ma, nel mare, non c’è un solo “pesce”. Nel mare ci sono branzini, sogliole, orate, squali e pesci palla… E ogni branzino, sogliola, orata avrà un’età, una storia, una cicatrice solo sua.
Le parole sono cose che gli uomini hanno levigato così a lungo da ridurle a puro suono, inchiostro e simbolo.
Le usiamo come monete. Una parola può valere per tante cose diverse.
Nella realtà, invece, non ci sono parole-monete. Ogni cosa esiste in un qui ed ora. Ed è unica, insostituibile. Persino ogni singola moneta ha una sua storia, una cicatrice solo sua.

balena

Benjamin Chaud

Compito dell’illustratore per bambini è riportare il linguaggio al contesto della realtà. Anche se è una realtà poetica, fiabesca e in parte inventata.
La nostra sintesi sarà, allora, la sintesi (o la deformazione fantasiosa) di un branzino, di un tonno o di una sogliola di una certa età e dimensione. La sintesi di quel branzino/delfino/balena lì, con la sua storia e la sua cicatrice.
Senza questa precisione, l’illustrazione andrebbe nella direzione del simbolo.

pesce

PESCE

Se disegnamo un simbolo-pesce o un pesce-concetto ci avviciniamo all’astrazione del linguaggio. Non c’è nulla di male. Il solo problema è che l’illustrazione per bambini non è un’arte simbolica, ma mimica.
Grazie a questa mimesi, il bambino può capire la relazione tra parole e cose. Tra linguaggio e mondo.

betulla

Lisbeth Zwerger

Una casa illustrata sarà per forza una casa con mattoni parigini e tetto nordico, o una casa con tetto di paglia normanna, o una casetta di periferia nordamericana. Un albero sarà una betulla o un faggio, un salice o un baobab.

Qualcuno potrebbe domandare: ma se volessi usare uno stile molto grafico, potrei astrarre?
Se osservate, qui sotto, l’illustrazione di Blexbolex, noterete che si è ispirato a un’architettura francese e ha messo nel disegno due alberi: un salice piangente e un cipresso. Eppure, la sua immagine è molto semplificata. Addirittura, per disegnare gli alberi, ha usato una semplice silhouette. Più lo stile è grafico, più  la mimesi deve essere precisa.
Vediamo cosa accade se la sintesi non parte dal reale.


Blexbolex

Nel corso che ho tenuto sullo storyboard, ho dato da illustrare una poesia di Roberto Piumini (Mondadori) che recita così:

In cima alla collina
c’è una casa rosa:
ci sta una bambina
piuttosto silenziosa.
Ma si posa un uccello
sul ramo della pianta:
insegna un ritornello
e la bambina canta.

Un’allieva austriaca, Sybille Nagel, ha disegnato “la casa rosa” partendo da un’astrazione di casa che aveva già in mente.
Le ho chiesto di ridisegnarla, ma solo dopo aver fatto una ricerca su internet di case reali.
Guardate il salto che ha fatto: la prima casa è un po’ generica: non è abitabile, non attira.

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La seconda casa, invece, è viva, e porta chi la guarda a credere che, al suo interno, ci sia un tavolino con due piedini sottili, e bicchieri stretti stretti e alti alti. Esiste. Ha uno stile. Le credo.
L’illustratrice si è commossa quando ha visto nascere il secondo disegno. Ha detto: questa è proprio la mia casa.

Questo lavoro di ricerca e sintesi è da fare per ognuno degli elementi del testo che dovete illustrare, sempre.
Quale è la collina, quale è la casa, quale è la bambina – come è vestita, quanti anni ha – quale è l’uccello, quale è la pianta.
Il lavoro di illustrare un testo è proprio questo: riportare la parola astratta a un qui, così, ora. Inchiodare la parola-spillo alla farfalla insostituibile del mondo.

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Disegni di Sybille Nagel al corso Dallo storyboard al ritmo, Sarmede 2016

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