L’illustrazione per ragazzi: arte o morale? Dibattiti e proteste al Salone di Montreuil 2014

Versione approfondita di un mio articolo uscito su Il Sole24ore domenica 14 dicembre 2014. 

Carll Cneut, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

IL DIBATTITO FRANCESE SUI LIBRI PER RAGAZZI 
Il 2 ottobre 2014 Le Monde pubblica un articolo dal titolo: “No signor Copé, i libri per bambini non sono dei trattati di morale” (qui). È firmato dalla attuale direttrice del Salone di Montreuil Sylvie Vassallo.  Il 25 novembre, Libération pubblica un altro articolo: “La letteratura per ragazzi, un’arte maggiore” (qui). Siamo alla vigilia del Salon du Livre et de la presse jeunesse di Montreuil (periferia di Parigi), che quest’anno ha festeggiato 30 anni di vita.
Per questa edizione il Salone ha scelto come filo conduttore un titolo emblematico:
“L’illustrazione per ragazzi, la decima arte?!
”.
(Vi ricordo che la nona è il fumetto).

Kveta Pacovska, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

Questa domanda (notate il punto esclamativo alla fine) è in realtà una provocatoria risposta al vespaio politico che si è alzato in Francia all’inizio del 2014 quando il politico di destra Jean François Copé ha minacciato di censurare il libro “Tutti nudi!”, edito da Le Rouergue. (Trovate il mio articolo su questo caso: qui). In risposta, il mondo dell’editoria è insorto in difesa della libertà di espressione nei libri per ragazzi.
Per una volta, l’illustrazione per ragazzi, con i suoi abitini logori, è salita a castello: mesi di dibattiti sulle prime pagine dei maggiori quotidiani francesi intorno al suo senso, al suo statuto, alla sua necessaria (o meno) libertà di espressione.
(Molti altri articoli su questo dibattito- in francese – qui).

Tous à poil! Editions Le Rouergue

LE PREMESSE STORICHE
Se l’illustrazione per ragazzi debba andare sotto il cappello dell’estetica o della morale è una diatriba secolare ma abbastanza moderna. Basile e Perrault leggevano a corte le loro storie, davanti al pubblico più esigente e colto.
L’idea di una cultura a taglia di bambino è un retaggio tutto ottocentesco. Scoperto l’enorme potere seduttivo che le illustrazioni esarecitavano sui bambini, Chiesa Cattolica e Stato avevano strumentalizzato la letteratura infantile, convinti entrambi della bontà dei loro fini (educativi, moralizzanti, patriotici, etc).
Alla fine della prima guerra mondiale, e in reazione allo scempio culturale e sociale che aveva prodotto in Europa la guerra, è nata in Francia-  e altrove – un’ondata di editori per ragazzi che rivendicavano una produzione editoriale libera da scopi morali e creativa. L’estetica, il divertimento, l’esplorazione del senso, non dovevano più rispondere a necessità pedagogiche; a meno di non pensare, con Brodskij, che la morale rientri nel dominio dell’estetica (leggere qui).
Da allora, queste due idee di cultura per bambini non smettono di fronteggiarsi. Cosa è adatto ai bambini?

Frontespizio dell’edizione bolognese del Pentamerone di Giambattista Basile, 1742
Salone di Montreuil, una conferenza nelle sale della mostra Passages. 2014

L’ILLUSTRAZIONE PER RAGAZZI, LA DECIMA ARTE?!
Chi, meglio del Salone di Montreuil, poteva rispondere a questa annosa diatriba?
Con più di 400 editori (nel 1984, alla sua prima edizione, erano 50) presenti sugli stand; 162.000 visitatori nel 2013 (di cui 30.000 bambini), centinaia di eventi, mesi di preparazione previa nelle scuole per preparare i bambini all’incontro con i libri, una mostra, una agenda di appuntamenti tra editori e giovani illustratori interamente gestita in rete, il Salone di Montreuil ha festeggiato con il botto i suoi trenta anni di lavoro a favore di una ‘cultura alta’ per i giovani lettori.
Trent’anni per educare i  lettori a capire e amare la specificità della letteratura per ragazzi; la sua arte. Trent’anni per dare voce alle tendenze più innovative dell’illustrazione.
Molti di noi ricordano con nostalgia “Figures Future”, il concorso organizzato da Salone che ha portato in Francia i più grandi nomi dell’illustrazione europea, sempre in anticipo di qualche anno sui gusti del mercato. Solo per citarne alcuni: Kitty Crowther, Kveta Pacoska, Joanna Concejo, Beatrice Alemagna… Anche i nostri Simone Rea e Philip Giordano sono passati di lì.
Negli ultimi anni, al posto del concorso, il Salone organizza bellissime mostre.

due immagini di Wolf Erlbruch, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

Per dire quanto l’illustrazione sia arte, il Salone ha dedicato una mostra superba a nove grandi nomi dell’illustrazione: Quentin Blake, Serge Bloch, Blexbolex, Philippe Corentin, Elzbieta, Carll Cneut, Wolf Erlbruch, Jean-françois Martin, Kveta Pacovská.
Carboncini, schizzi, grandi quadri astratti, segni, prove di colore, ma anche sculture, come i bellissimi sassi radiografati di Elzbieta, che sulla lastra svelano il tesoro di un disegno nascosto. Passages il titolo della mostra. Colpi di acquarello leggeri come Passages parigini nei quaderni di Walter Benjamin.

LE CIFRE DELL’EDITORIA PER RAGAZZI IN FRANCIA: i piccoli editori e l’illustrazione non commerciale sopravviveranno?
In Francia, dove più del 60% dei ragazzi legge un libro a settimana (fumetti e romanzi per adolescenti inclusi nella statistica) la letteratura per ragazzi sta diventando una cifra d’affari da capogiro.

Serge Bloch, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

Nel 2013 ha generato 2 milioni 687 mila euro, piazzandosi al secondo posto dopo la letteratura per adulti. I giornali ne parlano; gli autori e gli illustratori si uniscono in sindacati e manifestazioni  per rivendicare la loro parte – e giustamente, visto che sono la sorgente prima di tanta ricchezza e gli ultimi a guadagnarci. In Francia, le royalties per gli autori sono le più basse d’Europa. Il primo giorno di Salone molti autori andavano in giro con questa frase sulle magliette:
“Gli autori per ragazzi, presto ‘Tutti nudi’?

Un boccone più che ghiotto per tutti, ma soprattutto per i grandi gruppi editoriali, che negli ultimi anni hanno fatto man bassa di piccoli editori. Quest’anno le edizioni Autrement, uno dei cataloghi più raffinati e coraggiosi dell’editoria francese, hanno chiuso. (PRECISAZIONE: sono state annesse al grosso gruppo Madrigall, che include Gallimard+Flammarion+ Catserman); gli autori hanno manifestato sul Salone per chiedere la continuità dei loro titoli (vedere commento di Beatrice Alemagna a questo post).
O si pensi al catalogo Seuil, così indipendente, originale che, comprato da La Martinière qualche anno fa, ha perso tutto il suo charme.
Ma c’è anche chi sostiene che, grazie a queste cifre di vendita, gli editori possono mantenersi mettendo in catalogo qualche titolo più commerciale e usare i profitti per sostenere titoli più originali, artistici e difficili, che altrimenti non sopravviverebbero. (Sarà vero?).


Salon de Montreuil 2014

Per approfondire:
Qui la lettera di protesta a Charlotte Gallimard degli autori Autrement.
Qui l‘articolo della critica Sophie Van der Linden sulla necessità del catalogo Autrement.
Qui sotto due foto della manifestazione al Salone di Montreuil degli autori Autrement. Il cartello recita: “SIAMO TUTTI DEGLI AUTORI ‘DIVERSAMENTE'”.

Gli autori di Autrement protestano contro le modalità di chiusura della casa editrice al Salone di Montreuil

COSA NE PENSO IO
Il libro illustrato è un crocevia che accoglie dentro le sue pagine arte, letteratura, cinema, grafica. Ha un linguaggio sequenziale tutto suo, che negli ultimi decenni comincia ad essere codificato, usato per dire altro, studiato. È indubitabile che sia una forma d’arte.
Ma per quello che riguarda la sua appartenenza al regno della morale o dell’estetica, penso che Iosif Brodskij abbia profondamente ragione: non c’è angolo dell’Estetica, neppure il più nascosto, che non sia, già in sé, morale. Ed è questa la ragione per la quale i libri più belli, più liberi, quelli che più di tutti hanno esplorato la verità dei sentimenti umani, sono spesso finiti nei falò.

Elzbieta

Due lavori di Elzbieta alla mostra Passages, Salone di Montreuil 2014

Elzbieta, artista polacca, ha plasmato dei sassi color lava e li ha radiografati. Scopro sulle lastre disegni minuti come chicchi di neve; due metri più in là, davanti agli originali del suo album Flon-Flon e Musette – due conigli che si vogliono bene nonostante il filo spinato-,  mi chiedo se anche le sue illustrazioni non siano lastre radiografiche: l’impercettibile filigrana dei sentimenti umani.
Wolf Erbruch dice che illustrare e scrivere per bambini significa essere sinceri con se stessi: scoprirsi. Se non si fa questo, si diventa kitsch.

Wolf Erlbruch in una video intervista al Salone di Montreuil 2014

KvetaPacovska ha trasformato i libri per ragazzi in gallerie d’arte costruttivista.
Carll Cneut, dal Belgio, ha dato vita a una bambina onnipotente, ma è la sua fragilità, appena accennata con la grafite, che mi spiega cosa c’è dietro l’onnipotenza, e mi commuove.


Valentina (la mia!) di Carll Cneut alla mostra Passages, Salone di Montreuil 2014

Gli schizzi a carboncino di Wolf Erlbruch, scimmie con tamburi, figure otto-dixiane, foglie che paiono mani, sembrano scappati da una galleria espressionista.

Wolf Erlbruch, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

Una madre partorisce un bambino nell’acqua del mare, in una bellissima tavola di Quentin Blake. Non è sempre nel mare che si partorisce la vita?


Quentin Blake alla mostra Passages, Salone di Montreuil 2014

Mi viene da pensare, ciondolando nei corridoi della mostra, che mi piace che l’arte dell’illustrazione resti un’arte minore. La leggerezza delle sue immagini, la discrezione di molti dei suoi autori che si definiscono artigiani e non artisti, l’essenzialità dei suoi testi, che molti confondono con superficialità e che è invece l’incarnazione perfetta della modernità cantata da Calvino nelle sue Lezioni Americane: tutto nei libri per bambini mi ricorda gli abiti stracci di quei valorosi guerrieri o regine che nessuno riconosce, se non alla fine della fiaba.
Se da una parte spero che il libro illustrato resti un prodotto creativo, espressivo, profondo, libero di investigare tutti gli aspetti della nostra società e del nostro sentire, dall’altra, mi chiedo se non è meglio che resti un’arte minore: lontana dai riflettori di una cultura che sempre di più sta diventando semplice prodotto di marketing, rumore, strumentalizzazione politica.

Blexbolex alla mostra Passages, Salone di Montreuil 2014

“Alìgeri, cavalcatori e altre malinconie.” Pablo Auladell in mostra a Macerata

Macerata, 6 dicembre – 21 dicembre LIBRIAMOCI, FESTIVAL DEL LIBRO ILLUSTRATO
L’ospite d’onore di quest’anno a Libriamoci – Festival del Libro Illustrato sarà Pablo Auladell.
Il Festival avrà inizio sabato 6 dicembre con l’inaugurazione di ben due mostre con quasi settanta tavole di questo grande illustratore spagnolo.

Programma:
Alle 18.00 inaugurazione della mostra antologica “Alìgeri, cavalcatori e altre malinconie”, alla Galleria degli Antichi Forni, che raccoglierà una panoramica di tutto il lavoro di Auladell,
alle 18.30 la mostra monografica “La leggenda del Santo Bevitore”, con le illustrazioni di Auladell ispirate al racconto autobiografico dello scrittore Joseph Roth , al Palazzo Compagnoni Marefoschi, nuova sede della Scuola di Illustrazione Ars in Fabula.

Sempre a Palazzo Compagnoni Marefoschi domenica 7 dicembre, alle ore 17.00 ci sarà un seminario con l’illustratore che presenterà il suo lavoro e le sue opere in mostra. Per partecipare è necessario prenotarsi: trovate il modulo di iscrizione nella pagina Facebook del Festival, da spedire poi a info@arsinfabula.com

Volete arrivare preparati? Non riuscite ad andare e volete consolarvi un po’? Qui, qui, qui, qui e qui alcuni post di qualche tempo fa di LFdL su Pablo Auladell, il suo pensiero, il suo metodo e la sua concezione di illustrazione e illustratore.

Le mostre saranno visitabili fino al 21 dicembre, conclusione del Festival.

Sul sito di Ars in Fabula trovate scaricabile tutto il programma delle giornate del Festival, in elenco vari laboratori per grandi e piccoli, workshop e letture ad alta voce.

Contemporaneamente alle due mostre di Pablo Auladell ce ne sarà una terza “Contus Antigus”: una raccolta di lavori di alcuni giovani illustratori sardi che hanno cercato di dare vita attraverso le loro illustrazioni ad antichi racconti popolari dell’isola.

Post a cura di Geena Forrest


Fredun Shapur: il catalogo di tutta la sua opera

Di Fredun Shapur avevo postato già Rond and Rond and Square, del 1965. Oggi lo stesso libro è stato riedito dalle edizioni Memo (rond et rond et carré), e, meraviglia delle meraviglie, è anche uscito nel 2013 un libro-catalogo di tutta la sua opera (doppio testo in inglese e francese): Fredun Shapur, playing with design, per le edizioni Piqpoq, curato dalla figlia Mira e dalla storica dell’arte Amy F. Ogata. Ho fatto che comprare tutt’e due i libri a Montreuil e oggi vi posto qualche immagine del catalogo. È ben curato, completo, stampato su una carta bellissima, merita davvero averlo nella libreria.
Shapur, insieme a Bruno Munari, Iela e Enzo Mari, Charles Eames, Katsumi Komagata, è stato uno dei grandi designer che hanno messo a servizio dei bambini, in forma di gioco o di libro, la loro arte.

Nasce nel 1929 a Joahannesburg, dotato fin da bambino per il disegno, Shapur si è trasferisce a Londra per studiare disegno alla St. Martin School. Lavora come grafico a Praga e si innamora del design di giocattoli ceco: negli anni ’50, nella Repubblica Ceca, si sviluppa un corrente del design per bambini guardata da tutta Europa come modello di sintesi ed eleganza. Il design di giocattoli cechi di quegli anni è ispirato al cubismo ma orientato, contemporaneamente, a un ritorno romantico al gioco semplice, volutamente povero, in legno. Shapur si impregna di questo stile e nel 1959 apre la sua agenzia a Londra. Inizia una lunga carriera di grafico, illustratore, designer di giochi che lo porterà a un successo internazionale pluripremiato.

Lo scorso 29 novembre, presso la galleria Kemistry, si è chiusa a Londra una retrospettiva della sua opera.

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Alcuni titoli di suoi libri illustrati:
– Round and Round and Square
, 1965
– Quattro libri per le prime letture, del 1966: The Christmas tree, By the pool, Spot and the paint, Blackie and the wool
– The rainbow baloon, 1991

Shapur al vernissage del lancio del catalogo

 QUI trovate molte immagini della preparazione del catalogo e della serata del vernissage (bello il sito della Piqpoq).

Fredun Shapur : Playing with design
Mira Shapur, Amy Ogata
Il catalogo completo dell’opera di Shapur
29,43
Rond et rond et carré
Fredun Shapur
Un mondo si costruisce a partire da elementi semplici
15,91

Udite, udite! La pagina Facebook delle FiguredeiLibri è on-line!!

PER SEGUIRE LA PAGINA CLICCATE QUI e poi su MI PIACE

Carissimi invisibili, alcuni di voi già lo sanno: ho  aperto la pagina Facebook delle FiguredeiLibri, per condividere più velocemente tante cose interessanti che restano sempre a margine delle possibilità implicite in un blog. Illustrazioni, fotografie, discussioni, video, link verso articoli interessanti, corsi, minicorsi e concorsi: se avete un profilo Facebook, non aspettate a cliccare su MI PIACE!
Se gentilmente potete condividere la nuova pagina sul vostro profilo Facebook, o sui vostri blog, fate un regalo a questo blog.

Se non avete un profilo Facebook, è l’ora di mettere da parte le remore e aprirne uno. È vero che Facebook è additivo, è solo virtuale, è brutto esteticamente… Ma è talmente ricco di informazioni, così innervato di relazioni e scambi, soprattutto nel milieu dell’illustrazione, che – se si vuole lavorare in questo campo o essere solo aggiornati, non si può più farne a meno.

Nei giorni scorsi ero al Salone del libro di Montreuil, che quest’anno ha compiuto trent’anni: sulla pagina Facebook delle Figuredeilibri trovate molte fotografie e immagini che ho postato direttamente da lì. Non perdetevi inediti e schizzi di Wolf Erlbruch, che era in mostra a Montreuil insieme a Elzbieta, Blexbolex, Cneut, Quentin Blake e tanti altri.
Nel frattempo, io vi preparo un bel post corposo sulle tendenze d’oltralpe.

Alcune immagini di Wolf Elrbruch sulla pagina facebook de LeFiguredeilibri

(ps: Il forum è ancora fuori uso, stiamo cercando di riattivarlo.)


Da toccare con i guanti. Festival del libro d’artista ‘Como Pedro por mi casa’

L’épluche-doigts

Como Pedro por mi casa è un festival del Libro d’Artista, quest’anno alla sua ottava edizione. Ho incontrato Julia Pallettier, illustratrice e curatrice del Festival, e l’ho messa sotto interrogatorio.
120 i progetti ricevuti, 64 quelli scelti.
6 mesi di lavoro per organizzare il festival, che oltre alla mostra, ogni anno è sempre più ricco di incontri, workshop, conferenze: quest’anno è stata invitata, con la collaborazione dell’Istituto Italiano, la casa editrice Orecchio Acerbo.
L’espressione Como Pedro por su casa significa, in spagnolo, sentirsi bene a casa propria. Julia l’ha leggermente modificata, per far sentire tutti a casa propria nella sala della libreria Central de Raval, che ogni anno ospita il Festival.


La sala della libreria Central de Raval che ogni anno ospita il Festival

Julia Palletier, a destra

Julia Pelletier

Non sono mai riuscita a caprie bene perché, ma i libri d’artista non mi hanno mai detto molto. Se inciampo in qualche mercatino di autoproduzioni ho la tendenza a guardarli da lontano, se ne apro uno per sbirciarci dentro, lo richiudo subito un po’ imbarazzata. Lo romperò? Si staccheranno le pagine? Ci troverò dentro qualche ditata non voluta dell’illustratore? Niente a che vedere con l’emozione che provo per un libro stampato.
Mi succede la stessa cosa con il teatro. Salvo sublime eccezioni, a teatro sono spesso tesa perché temo che gli attori sbaglino, che si inciampino e possano farsi male, che si dimentichino la parte, che siano presi da balbuzie improvvisa, e non riesco a entrare nel gioco di finzione, lasciarmi trasportare, crederci, goderne. Il look artigianale del libro d’artista, che è il suo fascino, a me rende nervosa.

In alto a destra, Arturo, di Ninamasina, Bruaà Editora

Ma un titolo, quando corrisponde alle vere intenzioni di chi l’ha inventato, può fare molto. Il piccolo Festival Como Pedro por mi casa è capace di mettere a proprio agio anche il lettore più ansioso.
Intanto, è ospitato in una delle più belle librerie di Barcellona e i libri d’artista sono circondati da tanti cugini installati in qualche sicura casella dell’editoria stampata che fanno loro festa, o viceversa. Si scendono le scalette per accedere alla sala semibuia e si entra in una bolla di silenzio. La gente che sfoglia i libri selezionati, o tace o sussurra. Nessuno ti guarda per farti sentire in colpa se un libro non ti piace o se non potrai permetterti la spesa di 40 euro per un’edizione limitata a tre copie, come capita a volte quando l’autore o il piccolo editore è vicino al suo prezioso manufatto.
Infine ci sono, come in una fiaba, decine di paia di guantini bianchi appoggiati un po’ ovunque che rendono il gesto di toccare un’emozione vellutata.


Niñapajaro

La selezione di Julia è impeccabile, seria, nessuna macchia. I libri sono appoggiati su stoffa o adagiati in eleganti cofanetti. Ci sono puff  dove ci si può sedere per passare un’abbondante oretta a sfogliare storie.

Un Festival così dovrebbe essere promosso dalla città stessa, per la sua bellezza, certo, ma anche per la ventata internazionale di autori e piccoli editori che vengono portati all’attenzione del pubblico; invece, Julia lamenta che trovare fondi è quasi impossibile, tutto è sulle sue spalle.

Il ripiano delle edizioni Milimbo

Quest’anno, tra gli artisti esposti, c’erano anche delle amiche italiane: Anna Masini (Ninamasina), con molti titoli diversi e intriganti sugli uccelli e gli animali; Giovanna Ranaldi, che con il suo Pulgarcito, edito da Milimbo, è stata selezionata, nientepopodimeno, nella Whire Ravens 2014, una delle più prestigiose selezioni editoriali d’Europa, a cura della Jugendbibliothek di Monaco (post); Roberta Bridda, che tiene molti corsi qui a Barcellona di libro d’artista. E una mia alunna della Escola de la Dona, dove sto insegnando da un paio di mesi: Paloma Elorriaga .

La cosa che più mi ha sorpreso passando un po’ di tempo dentro le pagine di questi libri è che la maggior parte degli artisti-autori non ci tiene a firmare il suo libro: era quasi impossibile trovare i nomi. Forse che un oggetto così curato, ancora tiepido di colla e inchiostro, è molto più rappresentativo di sé di quanto lo sia un nome?

Se volete partecipare alla selezione il prossimo anno scrivete a Julia Palletier: info@juliapelletier.com

Sul ripiano a metà, l’alfabeto di Paloma Elorriaga
Pulgarcito, Giovanna Ranaldi, Milimbo

Roberta Bridda
Giovanna Ranaldi, Pulgarcito, Milimbo
Milimbo
Javiera Pintocanales
Ninamasina/Anna Masini
Stella Rubio
Roberta Bridda
Camille Renault
RosaCarmen Autoediciones

Con:
Ana de Lima, Antonio Alberca Postigo, Augusta Espinosa, Camille Renault, Carla Aledo, Cassandra Fernández, Catherine Lemaire, Cecilia del Castillo Daza, Chloe Perarnau, Clara Saez, Claudia Blin, Claudio Molina, Dario Zeruto, David Ayuso, Eduardo Amatriain, Elena Martín, Eric Grau, Ermisenda Soy Bejar, Estel Martinez, Eva Figueras Ferrer, Eva Mengual, Federica Bau?, He?ctor Moreno Herrera, He?le?ne Genvrin, Irene Moresco, Itziar Ruiz Molla, Javier de las Heras Sole, Javiera Pintocanales, Jorunn Mulen, José Antonio Soria i Lídia Moreno, Julia Pelletier, Julie Escoriza i Joan Casaramona, L’épluche doigts, Lara Vera Molina, Maia Wright, Maria Pujol, Martina Colombo, Mercè Galí, Merce Rocadembosch, Milimbo, Narges Hasmik Mohammadi, Ninamasina/ Anna Masini, Niñapájaro, Nuria Go?mez Gabriel, Oritia Ruiz, Pablo Curti, Pablo Garci?a Vasconcelos, Paloma Elorriaga, Pau Gasol Valls, Perdita METABUK – Sandra March, Pere Ginard, Pia Wortham, Raquel Ares Rúa, Raquel Martín Peinado, Ricarda Vidal i Sam Treadaway, Roberta Bridda, RosaCarmen Autoediciones, Silvia Masdeu, Stella Rubio, Sylvia Gutiérrez Sánchez, Tamara Herna?ndez, To? collective , Xana Sousa, Yolanda Oreiro

NOTA: Un altro Festival d’Artista a Barcellona (che, mea culpa, non ho ancora visitato)  è “Blackout book“, dell’Ass. dell’Associazione ILDE, curato dall’illustratrice Elisa Pellacani, che cura anche un catalogo con i migliori libri d’artista dell’anno. Qui la pagina del Festivl, attualmente in mostra a Reggio Emilia! Se volete partecipare anche alla selezione di Blackout book: qui.

Su questo post, di Tiziana Romanin, potete vedere qualche foto di un festival del libro d’artista in Italia.
Qui un post su Oplà, un convengo italiano presso uno dei fondi più ricchi di libri d’artista in Italia, la biblioteca civica di Merano.
Qui un catalogo di libri d’artista di grandi artisti dei primi decenni del 1900.


Il linguaggio segreto delle immagini: ‘How pictures work’ di Molly Bang

Picture this, how pictures work è uno studio chiaro, esaustivo, illuminante su alcune delle principali leggi che governano la composizione del disegno, applicate al Picture Book.
L’illustratrice americana Molly Bang, dopo aver visto come gli studi teorici di Rudolf Arnheim potevano servire quotidianamente al suo lavoro di illustratrice, ha deciso di applicare alcune leggi studiate da Arnheim alla fiaba di Cappuccetto Rosso.

Come insegno sempre ai miei studenti con alcuni esercizi di collage, ogni forma, ogni linea, ogni punto, ogni colore ha una sua forza espressiva, capace di comunicare emozioni. Non solo. La pagina stessa, bianca, intonsa, ha campi di forza capaci di influenzare gli elementi che vi disegniamo sopra. Un punto messo al centro della pagina non comunica la stessa emozione allo spettatore di un punto messo in alto a destra, o in basso a sinistra, ad esempio. E stiamo parlando proprio di ‘emozioni’ (!).

Nell’immagine qui sotto, vediamo la mamma di Cappuccetto Rosso insieme a Cappuccetto Rosso all’inizio del racconto. Nella storia, la mamma sta per dare il cestino a Cappuccetto e le sta raccomandando di non passare per il bosco.
Anche senza conoscere la fiaba, istintivamente, sentiamo che l’immagine ha due personaggi, e che il primo personaggio è in relazione al secondo.
Ma il fatto che le due figure siano entrambe rosse fa che, nella percezione dello spettatore, protagonista dell’immagine sia la mamma, e non Cappuccetto: perché la sua forma è più grande. Come bambini, siamo molto primitivi nel nostro modo di percepire la filigrana segreta delle forme. Chi è più grande è più importante. Un errore di interpretazione del racconto, dunque, e una perdita di forza dell’incipit visivo della fiaba.

Cambiare il colore della mamma, scegliendone uno meno forte, permette di concentrare l’attenzione su Cappuccetto Rosso. Il colore rosso (o più scuro) vince sulla grandezza. La mamma ora è una co-protagonista. (Una cosa da ricordare quando scegliamo i colori con cui vestire i personaggi di un nostro libro!).

Un altro esempio, questa volta sulla forza degli equilibri compositivi: nell’immagine sotto, Cappuccetto è nel bosco. Guardando la scena chiedetevi: è una scena inquietante? Sentite che Cappuccetto ha paura, che il bosco è un luogo pericoloso?

Guardate ora la stessa scena con Cappuccetto più piccola. Ora sì, possiamo sentire la sua paura. Il bosco per contrasto è molto più grande, lei più perduta, sola e spaventata. Pazzesco, eh? È bastato ridurre di un po’ la dimensione del personaggio.

Un’altra legge: quando vediamo colori simili, tendiamo a sentirli in relazione tra loro.

Nella scena qui sotto, il lupo sta pensando che vuole mangiare Cappuccetto. (A questa scena Molly Bang ci è arrivata dopo varie pagine: spiegando passo a passo come fare un lupo che faccia paura, e dove mettere Cappuccetto nel bosco per dare la sensazione che sia in trappola – notate l’albero storto, che le chiude ogni via di uscita)

Guardate il solo fatto di colorare l’occhio di rosso come comunica in modo più chiaro che il lupo la desidera, che è in relazione a lei, che la sta guardando. Nell’immagine sopra, poteva non averla ancora vista.

Molti altre leggi visive vengono analizzate nel libro di Molly Bang. Ogni passaggio è corredato da un’immagine più che esaustiva sulla verità della legge in oggetto. Bellissimo.
Un libro indispensabile per capire come funzionano gli album illustrati, per imparare come creare emozioni quando illustriamo, ma soprattutto per avvicinarci in modo divertente al linguaggio dell’arte astratta.
Non vi lasciate scoraggiare dall’inglese: i testi sono semplici e chiari.

(Un grazie a Riccardo Falcinelli per il consiglio di questa lettura).

Picture This: How Pictures Work
Molly Bang
Segreti della composizione applicati all’album
6,70 Euro

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