“Conversas ao P√© da P√°gina” in Brasile: o di come leggere il mondo

“Il romanziere insegna al lettore a cogliere il mondo come una domanda‚ÄĚ *
Milan Kundera

All’aeroporto André Franco Montoro di São Paulo, in coda per il visto di uscita dal Brasile, quando il timbro ha impresso la pagina del passaporto, inaspettatamente, mi hanno pizzicata gli occhi due lacrime. Il Brasile mi ha stordita.
Il tempo deve scorrere in maniera diversa in quel frastuono di palme, grattacieli e macchine che è l’immensa città di São Paulo. Una settimana in Brasile è stata lunga un mese, un anno. Sono stata via un anno. Mi è piaciuto tantissimo.
Sul volo di ritorno sono stata affollata da ricordi frasi, sorrisi, abbracci, immagini di libri, dialoghi, sguardi aperti e curiosi. Un caleidoscopio caotico con al centro una sola parola: lettura.

Tutti gli ospiti della prima edizione 2014 di Conversas ao Pé da Página

Sono stata invitata al convegno sulla lettura Conversas ao P√© da P√°gina da Dolores Prades, redattrice della Revista Emilia e Patricia Pereira Leite, insieme ad Antonio Ventura editore de El Jinete Azul, Teresa Colomer, Cristina Correro del Master Gretel (Spagna), Elisabeth Lortic co-editrice de Les Trois Ourses (Francia), Aidan Chambers, scrittore di libri per ragazzi (Inghilterra), l’illustratore Gabriel Pacheco (Messico), il professore di letteratura Daniel Delbrassine (Belgio), e tanti altri ospiti dal Brasile.

Vi riporto in ordine sparso qualche impressione.

Gabriel Pacheco, Messico, © Henrique Lenza, Conversas ao Pé da Página

Gabriel Pacheco ha concluso la sua bellissima conferenza dicendo che la lettura (come la scrittura, come l’illustrazione) ha come scopo finale quello di aiutarci a trovare il nostro luogo: e, una volta trovato, a rispettarlo.
Come mi piace questa parola: rispetto. Mi ricorda il concetto heideggeriano di ‚Äúcura‚ÄĚ: prendersi cura. I libri belli ci aiutano a scoprire chi siamo.

Bruno Torturra, Brasile, ©  Henrique Lenza,  Conversas ao Pé da Página

Bruno Torturra, giornalista e fotografo brasiliano, ha raccontato di come i giovani brasiliani abbiano potuto accedere al mondo moderno, alla contemporaneit√†, alla cultura, grazie a internet. Mai come oggi un‚Äôintera generazione di giovani √® stata produttrice di testi (post, blog, messaggi, tweet, sms). Una riflessione ancora pi√Ļ vera in un paese dove la povert√† e l‚Äôanalfabetismo giovanile √® fitto come una favela.
Mi piace pensare ai giovani come a produttori di testi creativi, rumorosamente tweettanti, piuttosto che pensarli ‚Äúsdraiati‚ÄĚ, pigri e isolati, come vuole un certo stereotipo europeo, cos√¨ stantio, incapace di leggere questa nuova generazione digitale e le sue risorse.

Antonio Ventura, Spagna, © Henrique Lenza,  Conversas ao Pé da Página

Antonio Ventura ha usato questa metafora per indicare al mediatore il suo ruolo tra lettore e libro: ‚ÄúCompratevi una bussola e disegnate le vostre mappe‚ÄĚ.


Anna Castagnoli, Italia, ©  Henrique Lenza,  Conversas ao Pé da Página
Gabriel Pacheco, Anna Castagnoli, Dolores Prades, Renato Moricone, © Conversas ao Pé da Página

Gabriel Pacheco, Renato Moricone (autore totale di due libri stupendissimi di cui vi parler√≤ prestissimo) ed io ci siamo ritrovati in una tavola rotonda a discutere sul ruolo del libro illustrato nella formazione del lettore. Partendo dal presupposto che i libri, come diceva Kundera in un‚Äôintervista, dovrebbero insegnare al lettore a leggere il mondo come una domanda, siamo arrivati unanimi alla conclusione che l’album illustrato √® per costituzione una delle forme pi√Ļ adatte a veicolare questa domanda, lasciandola aperta.
L’album illustrato √® irriducibilmente un mezzo di comunicazione “ambiguo”, perch√© √® dialogo tra linguaggi profondamente diversi: quello della scrittura e quello delle immagini. E’ un ibrido. Questa ambiguit√† spiazza il lettore, lo costringe a un lavoro di interpretazione e di co-creazione del senso. E’ soprattutto il lettore adulto a dover imparare a leggere l’ambiguit√† dell’album. Il bambino, lui, sa leggere a meraviglia.

Durante l’incontro ho proiettato su un grande schermo esempi di come l’immagine possa lasciare uno spazio al lettore.
Eccone alcuni:

РQuando è parziale, incompleta o poco leggibile

– Quando gioca con i livelli di finzione scenica (dove √® posizionato il lettore davanti all’immagine? A chi si rivolge l’immagine?)

– Quando la scelta del tipo di rappresentazione prospettica, o l’assenza di prospettiva, determinano una precisa posizione del fruitore

Le conferenze e gli incontri si sono svolti in un grande teatro: pi√Ļ di 1000 i bibliotecari, gli insegnanti, gli educatori iscritti al convegno.

© Henrique Lenza, Conversas ao Pé da Página

Tra un incontro e l‚Äôaltro si √® discusso, riso, giocato, ci siamo lasciati intervistare. Il clima era frizzante, Antonio Ventura, instancabilmente allegro, inanellava barzellette con coltissime citazioni. Elisabeth Lortic de Les Trois Ourses ha frainteso l‚Äôora di un appuntamento ed √® scomparsa: eravamo tutti preoccupati, ma Dolores ha sfoderato un sorriso tra i pi√Ļ rassicuranti che ci ha tenuti lontani da ogni ansia. Dolores √® stata bravissima nel farci sentire a casa in una citt√† di 12 milioni di abitanti.
Ci siamo sentiti coccolati, viziati da tramezzini e sorrisi, lusingati dall’attenzione del pubblico o dagli illustratori che venivano nei camerini a domandarci una dedica.

Gabriel Pacheco con Dolores Prades, ©  Henrique Lenza,  Conversas ao Pé da Página
Teresa Colomer, Spagna

Il secondo giorno ho tenuto un corso su come funzionano il ritmo e il movimento nell‚Äôalbum illustrato. 39¬† alunni che dicevano di non saper disegnare: tutti inseganti e bibliotecari. Ma io ho la teoria che tutti sappiano disegnare, cos√¨ li ho messi al lavoro in una febbrile catena di montaggio, facendo produrre una quantit√† folle di montagne, fiori, nuvole, onde… Alla fine, ognuno ha potuto servirsi di quei frammenti di mondo (venuti benissimo) per costruire il suo: non √® questo il senso pi√Ļ profondo del disegnare?

Alcuni momenti del mio laboratorio sull’album illustrato, ¬©¬† Henrique Lenza, Conversas ao P√© da P√°gina

Teresa Colomer e Cristina Correo hanno parlato della lettura a scuola, anche Cristina ha tenuto anche un atelier sul libro illustrato.

Cristina Correo, Spagna

Elisabeth Lortic, finalmente riapparsa, ha presentato la storia de Les Trois Ourses, poi ha letto ad alta voce Si direbbe che nevica, di Remy Charlip: un libro dove al posto delle illustrazioni indicate dal testo ci sono solo pagine bianche. Siamo ai confini del linguaggio dell’album, l√† dove la sua neve bianca spalanca gli orizzonti alla fantasia del lettore.


Elisabeth Lortic, editrice de Les Trois Ourses, Francia, ©  Henrique Lenza,  Conversas ao Pé da Página

 

Aidan Chambers, Inghilterra, © Henrique Lenza, Conversas ao Pé da Página

Ma il vero pezzo forte di tutto il convegno √® stato l’intervento di Aidan Chambers, scrittore inglese di libri per ragazzi, venuto fino in Brasile nonostante l’agorafobia. Aidan ha 80 anni. Ha raccontato dal vivo, con uno spettacolo mozzafiato, la sua lunga vita di uomo e lettore.
Ha raccontato di quando ha imparato a leggere per la prima volta: quando il padre, indicandogli una montagna al fondo di un paesaggio, gli ha detto che la strada che si inerpicava su verso la cima era la coda di un drago (il grande libro, il primo, √® il mondo). Ha raccontato di quando, seduto sulle ginocchia di una maestra morbida, ha capito per la prima volta la relazione tra scrittura e voce (non c’√® insegnamento che possa giungere al bambino se non viene mediato dall’affetto e dalla passione). Ha raccontato della sua grave dislessia, della prima volta che √® riuscito a leggere un testo scritto (aveva 9 anni) e di come lo avesse folgorato capire che le parole, quei segni scuri, fossero immagini. Ha raccontato delle bombe che cadevano sull”Inghilterra, del suo primo amico, delle frustate sulle mani a scuola, del suo primo bacio, del suo primo impulso a scrivere, del suo primo amore. Libri e vita si confondevano in un unico, inestricabile, vitale intreccio.
Metà sala, me inclusa, ha finito di ascoltare la conferenza in lacrime.

© Henrique Lenza, Conversas ao Pé da Página

Ecco qui sopra l’√©quipe di Conversas al completo. Tanti ragazzi entusiasti di aiutare il SESC, il Servizio Sociale di Commercio che ha finanziato e ospitato il convegno: un organismo nato dal desiderio dei commercianti di poter offrire cultura e sport alle loro famiglie in una nazione dove il governo √® spesso distratto da problemi che sembrano pi√Ļ urgenti di quello della carenza di cultura. Il SESC oggi vanta enormi centri culturali, pieni di teatri, cinema, sale di conferenze, piscine, campi sportivi; in citt√† come in provincia.

Ci sono stati altri incontri per me sensazionali, uno tra tutti, quello con uno dei pi√Ļ importanti esperti di critica di illustrazione del Brasile, Odilon Moraes: un illustratore con una riflessione sull’album illustrato tra le pi√Ļ acute che abbia mai incontrato (per questo incontro ringrazio tanto l’illustratrice Laura Teixeira). Abbiamo parlato fitto fitto per un’ora e deciso che inizieremo una corrispondenza scritta sull’album: categoricamente via posta, perch√© Odilon, per scelta, non usa il computer neanche per leggere una mail. Sar√† appassionante.

Odilon Moraes, Brasile

Questa settimana mi ha lasciato un gusto meraviglioso: la consapevolezza di quanto la lettura possa essere un ponte capace di portare fuori dalla povertà, sia sociale che morale.
Essere autori e illustratori, ma anche critici, editori, insegnanti, bibliotecari, è una responsabilità altissima.

E’ con il tesoro di tanti amici nuovi e di un nuovo sguardo sull’importanza del mio lavoro che sono tornata a casa.


* Milan Kundera, ‚ÄúThe novelist teaches the reader to comprehend the world as a question‚ÄĚ in ¬ęNew York Times¬Ľ, 30 novembre 1980


Post in progress…

Carissimi invisibili,
ieri sera sono rientrata da San Paolo di Brasile, dove ho avuto la fortuna di partecipare a Conversas ao Pé da Página: un convegno sui libri illustrati ricco di incontri, conferenze, ospiti, atelier. Datemi qualche ora, massimo un giorno, per sbrogliare, ordinare, tradurre questa matassa di emozioni che mi sono portata indietro e vi racconto tutto.

Aggiornamento delle ore 20: ho dormito quasi tutto il pomeriggio. Pazientate, pazientate.


I corsi estivi di Fabbrica delle Favole 2014 (Macerata)

Anche quest’anno Fabbrica delle Favole propone un ricco calendario di corsi estivi (base ed avanzati), a partire da luglio fino ad agosto.

Marco Soma’

CORSI BASE

date: 7-12 Luglio
docente: Claudia Palmarucci

date: 14-19 luglio
docente: Stefano Bessoni

date: 21-26 luglio
docente: Michele Rocchetti

date: 28 luglio Р2 agosto
docente: Simone Rea

date: 4-9 agosto
docente:¬†Marco Soma’


CORSI AVANZATI

date: 7-12 Luglio
docente: Pia Valentis

date: 14-19 luglio
docente: Cristiana Valentini

date: 21-26 luglio
docente: Carll Cneut

date: 28 luglio Р2 agosto
docente: Pablo Auladell

date: 4-9 agosto
docente: Chiara Carrer

Costi:
il costo dei corsi, sia avanzati sia base è di 300 euro (100 euro Quota di iscrizione + 200 euro Saldo).

Info:
Fabbrica delle Favole
Largo Affede 5, 62100 Macerata
Tel / Fax: + 39 0733 231740
sito: www.fabbricadellefavole.com
email: info@fabbricadellefavole.com

(post curato da Lisa Massei)


Le parti del libro: nomi, definizioni

E’ importante, quando inziamo a lavorare come illustratori o autori, conoscere i nomi con i quali vengono chiamate le diverse parti di un libro. Ho chiesto ad Anna Martinucci di raccontarcele per immagini e lei ha preparato questo dettagliato, interessantissimo post.

*cliccare sulle immagini per visualizzarle in alta definizione

Testa: parte superiore del libro;

Piede: parte inferiore del libro;

Piatto: supporto rigido della legatura. I due piatti sono uniti dal dorso e vengono indicati come piatto anteriore e piatto posteriore;

Prima di copertina o piatto anteriore: fronte di copertina. Quando ben progettata, contribuisce al successo del libro;

Quarta di copertina o piatto inferiore: retro di copertina. Oggi ha scopo promozionale. √ą la sede privilegiata per le informazioni (brevi) sull‚Äôopera e sull‚Äôautore, l‚ÄôISBN, il prezzo;
Contropiatto: lato interno del piatto sul quale sono incollati i rimbocchi della copertina. Il contropiatto è coperto dalla controguardia;

Taglio (di testa ‚Äď concavo o anteriore ‚Äď di piede): i tre lati del corpo del libro non fissati dalla legatura;

Nervo: striscia attorno alla quale vengono avvolti i fili di cucitura. Garantisce l’unione tra i piatti e il corpo del libro;

Nervatura: rilievo del dorso determinato dai nervi. Lo spazio tra un nervo e l’altro è detto casella;

Dorso: parte che copre la cucitura e unisce i due piatti. Raramente oggi si presenta con le nervature; √® pi√Ļ spesso liscio (la differenza, va da s√©, si deve al cambiamento delle modalit√† di legatura dei fascicoli al dorso: spesso i fascicoli vengono fresati dalla parte del dorso e incollati);

Unghia o unghiatura: spazio che si crea tra i tre tagli e i piatti quando la copertina deborda e non è, quindi, rifilata come nella brossura*;

  • *Brossura: La brossura √® un sistema di legatura pi√Ļ economico rispetto al cartonato. La copertina √® di cartoncino flessibile e non rigido e di solito viene scelta per rilegare le segnature fresate.
    -Brossura fresata: le segnature (fogli piegati che formano i fascicoli) vengono allineate e, prima di essere incollate, fresate (cio√® tagliate con una fresa) sul lato della piega. La fresatura permette alla colla di penetrare meglio tra le carte assicurando una maggiore presa. Questo tipo di rilegatura √® pi√Ļ rapida ed economica, ma anche meno resistente nel tempo.
    -Brossura a filo refe: le segnature sono cucite per mezzo di un filo (cotone, lino, canapa o sintetico) fatto passare dall’esterno all’interno del dorso di ogni singola segnatura. Lo stesso filo fissa tra loro i fascicoli, che verranno poi incollati sul dorso e incassati nella copertina. Spesso scelta per edizioni di pregio, è il tipo di legatura adatta per resistere: i migliori albi illustrati sono, ancora oggi, rilegati a filo refe.

Angoli: estremità esterne dei piatti;

Capitello: rinforzo cucito alle due estremità del dorso e fermato alle assi o al supporto della copertura dei piatti;

Cuffia:¬†parte della legatura del dorso che corrisponde all‚Äôunghia di testa e di piede del dorso. √ą sostenuta dal capitello su cui si ripiega. Si hanno quindi due cuffie: di testa e di piede;

Cerniera: congiunzione tra piatto e dorso della legatura.

Sguardie: fogli che precedono la prima e seguono l’ultima carta del libro.

Le controguardie (anteriore e posteriore) sono incollate sui contropiatti per nascondere i rimbocchi di copertura della copertina. Il foglio di guardia anteriore precede il frontespizio.

Aletta o Bandella: risguardo della sovracoperta di un libro dove spesso viene stampata la biografia dell’autore e una breve introduzione al testo. La funzione, bench√© promozionale, √® meno incisiva rispetto alla quarta di copertina poich√© presuppone gi√† un certo interesse del lettore nei confronti del libro che ha scelto.

Frontespizio: nel libro contemporaneo con frontespizio viene indicato il recto della carta che segue il foglio di guardia. Riporta, in base alla tipologia di libro, i nomi di autore e illustratore, il titolo, la casa editrice e l’anno di edizione. Possono essere riportati anche i nomi dei curatori e dei traduttori.
In Italia, la legge 8/2/1948, n. 47 stabilisce quali dati non possono mancare sul frontespizio.

Colophon:¬†contiene informazioni, obbligatorie per legge, relative alla realizzazione e alla pubblicazione; la menzione del copyright (indicato con ¬©, segnala che l’opera √® protetta dalle norme sul diritto d’autore vigenti nel paese di pubblicazione) seguito dal nome e dalla data a partire dalla quale inizia la protezione e l‚ÄôISBN (International Standard Book Number), che permette di identificare il libro in modo univoco e a livello internazionale. L‚ÄôItalia ha adottato lo standard nel 1977; a partire dal 1¬į gennaio 2007 il codice √® stato aumentato di tre cifre passando, cos√¨, dalle precedenti 10, a 13 (suddivise in 5 gruppi).

 

Se il testo √® stato tradotto, il colophon, oltre al copyright dell’edizione tradotta, deve riportare il copyright originale con il nome dell’autore (o degli eredi) o dell’editore straniero che detiene i diritti e la data della prima edizione. √ą questo il caso in cui devono essere inseriti anche il titolo originale dell’opera e il nome del traduttore. Le norme italiane in materia di stampa prevedono, infine, che ogni libro pubblicato riporti anche il nome e la sede legale dell‚Äôeditore, l’anno di pubblicazione e la sede legale dello stampatore.

Capita spesso che tutte queste informazioni vengano stampate sul verso* del frontespizio: la pagina √® infatti nominata ‚Äúpagina del copyright‚ÄĚ o ‚ÄúImpressum‚ÄĚ.

  • ¬†*verso: il retro di una singola carta (foglio). Il lato anteriore della carta √® definito recto.

La storia dell‚Äôevoluzione di frontespizio e colophon e, pi√Ļ in generale, del paratesto (del libro in s√© e non nel caso specifico dell‚Äôalbo illustrato) √® articolata e complessa e, a chi desidera approfondirla, segnalo un caposaldo della storia dell‚Äôeditoria: G√©rard Genette, Soglie: i dintorni del testo, a cura di Camilla Maria Cederna, Einaudi, Torino 1989.

Altri due saggi interessanti, incentrati sulle funzioni e le evoluzioni di copertina e sovracoperta, sono quelli di Ambrogio Borsani, La profondità della superficie. Letture di un paratesto chiamato copertina, in Testi, forme e usi del libro. Teorie e pratiche di cultura editoriale, a cura di Lodovica Braida e Alberto Cadioli, Edizioni Sylvestre Bonnard, Milano 2006, pp. 195-205 e di Paola Puglisi, Sopraccoperta, Associazione Italiana Biblioteche, Roma 2003.

Info: per chi fosse interessato ad approfondire questo tema, segnalo due corsi sulla progettazione del libro tenuti da Paolo Canton, editore Topipittori:
1. Libri in Campagna, 6-7-8 giugno a Mazara del Vallo (info qui)
2. Progettare Libri, dal 16 al 21 giugno, a Sàrmede (per info, qui e qui. Di questo corso si era parlato su Lefiguredelibri qui)

Anna Martinucci


Bando concorso Lucca Junior 2014

Gioia Marchegiani, vincitrice dell’edizione 2013 del Concorso Lucca Junior

Finalizzato alla realizzazione di una Mostra Espositiva in occasione dell‚Äôedizione 2014 del Festival Lucca Comics & Games, il Concorso per Illustratori e Fumettisti Lucca Junior giunge quest’anno¬†alla sua¬†ottava edizione.

Rivolto a chi: a tutti gli artisti italiani o residenti in Italia.
Cosa: ogni partecipante dovrà inviare una sola tavola originale ed inedita, di dimensioni non superiori ai 42 x 29,7 cm, realizzata con qualunque tipo di tecnica su carta o su cartoncino flessibile/rigido ed adatta anche ad un pubblico infantile; in caso di tecnica digitale, si richiede l’invio di una stampa a colori ad alta definizione e di un cd contenente l’originale. Non verranno prese in considerazione, né restituite, tavole di formato superiore a quello richiesto e montate con passepartout o altro tipo di cornice.
Tema: il tema scelto per l’edizione 2014 del concorso √®: ‚ÄúRITRATTI RIVOLUZIONARI. Volti, risvolti, fatti e misfatti del cambiamento‚ÄĚ. Con la parola ‚Äúritratti‚ÄĚ non si intende necessariamente la rappresentazione di una persona fisica, ma¬†anche quella di¬†eventi e/o oggetti che il partecipante ritiene abbiano avuto un effetto rivoluzionario in qualsiasi epoca e in qualsiasi campo (culturale, sociale, storico, scientifico, tecnologico…) o possano averlo in futuro.
Scadenza: 5 settembre 2014 (NON farà fede il timbro postale).
Quota di partecipazione: la partecipazione al concorso è gratuita.
Premi: la Giuria, presieduta dal prof. Livio Sossi (docente di Letteratura per l‚ÄôInfanzia dell‚ÄôUniversit√† di Udine) e composta da esperti e personalit√† del settore, selezioner√† tra tutte le tavole pervenute le pi√Ļ meritevoli, che diventeranno parte della Mostra che sar√† allestita a Lucca dal 30 ottobre al 2 novembre 2014 all‚Äôinterno del Festival ‚ÄúLucca Comics & Games‚ÄĚ, decretando tra queste¬†un vincitore, al quale sar√† assegnato un premio in denaro del valore di ‚ā¨ 1.000.
Considerazioni aggiuntive: le tavole saranno restituite a tutti i partecipanti che ne faranno espressa richiesta;¬†a tal fine occorrer√† specificare, sul retro della tavola originale, la dicitura: “RICHIEDO LA RESTITUZIONE” (in mancanza della quale la tavola non sar√† restituita), dopodich√© bisogner√† provvedere al pagamento tramite Paypal di ‚ā¨ 13,00, quale contributo alle spese di invio tramite corriere. In alternativa, sar√† possibile ritirare la propria tavola direttamente presso la segreteria di Lucca Comics, senza spesa alcuna ma previo accordi presi via email all‚Äôindirizzo riportato in basso.
Per maggiori informazioni scrivete a: concorsoluccajunior@luccacomicsandgames.com.

Per scaricare il bando completo del concorso cliccate qui; per dare un’occhiata alla gallery delle tavole selezionate nella passata edizione cliccate invece qui.


Nostalgia per un futuro mai stato: Bruce McCall

“La “tecnoarcheologia” consiste nello scavare a ritroso per ritrovare miracoli passati che non sono mai successi, normalmente per dei buoni motivi.”

Ho scovato su Ted una bellissima conferenza di Bruce McCall.
McCall √® un curioso illustratore canadese che per decenni ha riempito riviste e copertine delle pi√Ļ grandi testate americane con illustrazioni a tempera rappresentanti macchine fantastiche volanti, dirigibili e scenari futuristici. Il suo lavoro, che lui definisce di tecnoarcheologia, √® quello di scavare nel passato per trovare futuri che non sono mai accaduti.
Se non capite bene l’inglese trovate la conferenza sottotitolata in italiano su Ted: qui

Cito alcune parti della trascrizione in italiano della conferenza:

“Non so che cavolo ci faccio qui. Sono nato in Canada, in un ghetto scozzese presbiteriano e ho lasciato gli studi durante la scuola media. Non ho un telefonino e dipingo a tempera su carta, un metodo sempre uguale da 600 anni. Tuttavia, tre anni fa circa, ho fatto una mostra a New York e l’ho intitolata “Serie assurdit√†”. Quindi, penso di essere il primo qui: do l’esempio. L’ho chiamata “Serie assurdit√†”, perch√©, dal lato serio utilizzo la tecnica del realismo scrupoloso tipica dell’illustrazione editoriale sin da quando ero bambino. L’ho copiata e non l’ho mai dimenticata. √ą l’unico stile che conosco. √ą abbastanza serio e formale. Allo stesso tempo, uso l’assurdo, come potete vedere.

(…)Il mio lavoro √® cos√¨ personale e cos√¨ strano che devo inventarmi le parole per descriverlo. Lavoro molto in quello che chiamo “retrofuturismo”, che consiste nel riscoprire come si vedeva il futuro nel passato. Ci si sbagliava immancabilmente, in un modo ridicolmente ottimista. L’apogeo ci fu negli anni Trenta, perch√© la Grande Depressione era cos√¨ lugubre che qualsiasi cosa serviva per scampare al presente e rivolgersi al futuro, e la tecnologia era l’incaricata di farlo”.


McCall aveva iniziato la sua carriera nel 1950, disegnando macchine per la Ford Motor Company di Toronto. Da allora ha riempito le pagine delle pi√Ļ grandi riviste americane (dal New Yorker al National Lampoon) con immagini di un mondo futuribile. Ha scritto una autobiografia dove racconta il suo universo creativo:¬†Thin Ice, e numerosi saggi sui paradossi delle societ√† contemporanea, tutti venati di umorismo.


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