Andare alla Fiera di Francoforte: cosa mi è piaciuto. Parte 2/2

Alla Fiera di Francoforte ho fatto una cosa che alla Fiera di Bologna, sempre costellata di appuntamenti vari, non facevo da tanti anni. Mi sono lasciata trasportare dall’istinto e ho bighellonato tra gli stand in modo del tutto casuale, alla ricerca di un filo conduttore da inventare o semplicemente di qualche fonte di ispirazione. Ho fatto tante piccole scoperte e le condivido con voi in modo altrettanto casuale.
Prima di perdermi tra gli stand, sono passata a salutare Carll Cneut al Forum, dove c’era il padiglione delle Fiandre, paese ospite. Carll e un gruppo di illustratori fiamminghi stavano dando spettacolo della loro maestria.

Una telecamera li riprendeva dall’alto e il pubblico poteva osservare i loro gesti su un grandissimo schermo. Idea da esportare! Qui sopra potete vedere Carll Cneut al lavoro su una lavagna luminosa Led sottilissima (marca Tattoosupplies).

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Ho iniziato a girovagare. Sono stata colpita, girando tra gli stand, dalla quantità di proposte di esperienze di realtà virtuale. Alcune erano di supporto alla didattica, altre, a forme narrative vere e proprie.

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Una l’ho voluta provare, e sono rimasta senza fiato, con gli occhi lucidi. Entro in una piccola cameretta buia attirata da alcune immagini dell’illustratore taiwanese Jimmy Liao, ormai conosciutissimo anche in Italia (questo post e questo) e vedo alcune persone in fila che aspettano il loro turno. Mi metto in fila e cerco di capire come funziona. Una gentilissima signora si avvicina e mi indica 4 immagini sulla parete, tratte da un libro di Jimmy Liao. Avrei dovuto scegliere in quale “entrare”. Mi viene in mente Mary Poppins, quando salta nei disegni a gessetto e sono già emozionata.

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Mentre aspetto il mio turno, sfoglio il libro: stupendo. (La traduzione inglese del titolo coreano è All of my world is you, ma non è ancora stato tradotto, mi sembra).

È la storia di una bambina che perde di continuo il suo cagnolino nel grande e misterioso hotel in cui vive. Un hotel kubrikiano, se non fosse che nelle stanze non c’è nulla di orribile, ma solo meraviglie. Ogni porta si apre su una stanza; ogni stanza, appena varcata la soglia, si anima e diventa un mondo (come la piccola stanza di Max in Where the wild things are: una delle immagini in cui “entrare” ha come protagonista un mostro che ricorda molto quelli di Sendak. Un omaggio di Liao).
Arriva il mio turno e scelgo il viaggio sul fiume, mi ispira quella prospettiva lunghissima di ponti che già preannuncia un viaggio infinito.

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Non posso che mostrarvi, di quello che ho visto/vissuto, alcune immagini del libro. Ma non rendono l’idea.
Mi hanno fatto sedere su una sedia e dato un aggeggio in mano che nel viaggio che facevo era una lampada a pila. Il viaggio è cominciato. Tutto era tridimensionale: potevo girare la testa come volevo, a 360 gradi, in su e in giù. Il paesaggio mutava a misura che io e la piccola protagonista avanzavamo sul fiume, alla ricerca del cagnolino perduto. Il suono, la musica, contribuivano a darmi una sensazione fortissima di realtà. Ma era soprattutto il fatto che, nel buio, potevo illuminare e scegliere di guardare quello che volevo, con i gesti della mia mano, che mi faceva sentire partecipe e attiva. Mi sono uscite le lacrime, davvero, senza retorica, è stata un’emozione indescrivibile, come se mi avessero fatto entrare nelle pagine di un libro. La bellezza malinconica delle scene e dei personaggi di Liao erano struggenti.
Era un libro? No, era un nuovo formato narrativo. Un nuovo linguaggio. Una rivoluzione pari a quella della prospettiva centrale. Il soggetto del racconto ero io. Mi è venuta nostalgia di un mondo narrativo nuovo, incredibile, che non conoscerò che in parte. Cosa darei per vedere come evolverà questo nuovo linguaggio narrativo tra cinquecento anni!

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Qui sotto trovate le informazioni sull’azienda che ha adattato il libro di Liao.

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Al piano di sopra, al padiglione dei libri antiquari, ho fotografato un vecchio “non so come si chiama”, uno di quegli strumenti che davano profondità alle fotografie. Niente di nuovo sotto il sole, avrebbe sentenziato Qoelet.

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Da che mondo è mondo, l’uomo ha cercato di entrare nella “realtà” della sua immaginazione. Questo mondo che tutti abbiamo dentro, vivido e reale come i sogni, ma che non possiamo oggettivare e condividere se non attraverso l’arte. Ogni forma d’arte ci inchioda, però, ai limiti della materia. E da quei limiti ripartiamo per un nuovo viaggio dentro la nostra immaginazione.
Qui sotto alcuni libri animati ottocenteschi che ho fotografato alla Fiera. Un giorno diranno che erano gli antenati degli Ipad, ma alla loro epoca erano all’avanguardia!

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Gli orientali (cinesi, taiwanesi, sud coreani) avevano gli stand di libri per bambini più ricchi di bellezze. Eccone una. Granny of the Old House, di Shu-Nu Yen e Chia-Chi Yu (Cina).

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Pare che i Cinesi volessero anche il primato del libro più lungo del mondo. C’è illustrata, sopra, la storia della Cina.

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Un’altra bella scoperta. Una casa editrice che pubblica solo libri per bambini: Buchkinder di Leipzig. Ho chiesto come selezionavano i lavori, sperando di trovare un posto per il libro di mio nipote Martin (Le petit poisson), ma editano solo libri che nascono nei loro laboratori creativi per bambini. Sigh. Bellissima idea, comunque, e bellissimi libri.

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Libri di bambini pubblicati da Buchkinder di Leipzig

Per caso, in uno stand scopro che hanno ri-editato un libro russo che avevo ammirato nel catalogo Inside the rainbow. Il nuovo titolo inglese è Where Am I di Tatiana Glebova (San Pietroburgo, 1900-1985). In ogni immagine bisogna cercare una figura nascosta. Davvero bello.
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Per nostalgia italica e per vedere se trovavo qualche amica/o sono andata a visitare il padiglione italiano. Sono rimasta basita dalla mia ignoranza. Una quantità pullulante di piccole case editrici per adulti che non avevo mai sentito nominare. Il paese ospite era il Piemonte. Fate il test voi di quante case editrici conoscete…

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Ma ecco che trovo di nuovo i miei cari album (foto qui sotto). Scopro che non è una casa editrice, ma un’Agente che sta cercando co-editori per una serie di album italiani. Anna Spadolini Agency. In bocca al lupo a questi bei libri!

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Mi dirigo verso il padiglione tedesco. E resto di nuovo basita. Una quantità enorme di piccoli e grandi editori di libri per bambini e adolescenti di cui non sospettavo neppure l’esistenza. Noto code infinite che si formano per la dedica di autori dei generi letterari Dark romanticism e Gothicism.


Una casa editrice che mi è sembrata molto carina è la Jacoby and Stuart, anche se allo stand mi hanno sgridata in malomodo perché ho fotografato l’interno di un libro (quello qui sotto, molto bello: Worauf wartest du? di Britta Teckentrup). Ho spiegato che avrei pubblicato le foto su un blog con la corretta legenda, ma mi ha ripetuto che era lo proibito, che avrei dovuto scrivere per chiedere i permessi.
Siamo in Germania, non c’è dubbio, ho pensato.

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lo stand di Jacoby and Stuart verlag

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Worauf wartest du?, Britta Teckentrup, Jacoby and Stuart, Germania

Proseguo il viaggio. Trovo una copia originale della macchina da stampa di J. Gutenberg (metà del 1400, considerato l’inventore della stampa a caratteri mobili), con tanto di stampatore che stampa con l’antico metodo.


Camminando tra le migliaia di libri di tutti i tipi (e qualità), mi sono chiesta se Gutenberg avesse una idea del potere che avrebbe avuto la sua invenzione nella storia della nostra cultura.
Sono davvero necessari tutti questi libri, oggi? Ci sono lettori per tutti questi libri? Non sarebbe bello fare un solo libro all’anno, in tutto il mondo, e parlarne per un anno intero?
Scherzo ovviamente, ma neppure troppo. Il secondo giorno di Fiera mi sono rifugiata tra i libri antiquari e lì mi sono fermata. Sono nata nel 1900, in un secolo silenzioso e lento. Quella è la mia cultura, e per quanto sia sinceramente impressionata e appassionata da tutto ciò che è nuovo, solo tra quelle pagine tranquille ritrovo me stessa.

Nei prossimi post vi mostrerò qualcuna delle meraviglie che ho trovato tra gli antiquari di libri per bambini.

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Ill. di Paula Dehmel

 

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Per finire la Fiera in bellezza, all’areoporto mi ritrovo per caso in coda alla dogana con Kveta Pacovska. Lei davvero ha attraversato un secolo. E ne ha plasmato lo stile. Ha più di 80 anni e se ne va ancora arzilla per le Fiere, da sola. La ammiro tanto. Mi sono permessa di rubarle una fotografia mentre passava.
Ciao Fiera di Francoforte, all’anno prossimo!

Anna Castagnoli

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Kveta Pakovska

Rileggi la prima parte del post.

 


Andare alla Fiera di Francoforte. Parte 1/2

 

Frankfurt am Main, Hessen, Hesse, Deutschland, Germany. 20.10.2016 Impressionen von Besuchern in Gaengen und auf Rolltreppen Flandern und Niederlande sind die Ehrengaeste der Frankfurter Buchmesse 2016. Flanders and Netherlands are the Guest of Honour 2016 at the Frankfurt Book Fair
© Copyright: Marc Jacquemin – Frankfurter Buchmesse

5 giorni di Fiera, 7.100 stand di editori provenienti da 100 Paesi di tutto il mondo, di cui 663 stand con album illustrati, 277.000 visitatori (in crescita rispetto ai 142,300 del 2015), un paese ospite: le Fiandre; alcuni temi: Arte e Design,il self publishing, i libri di antiquariato. Questa, in cifre che fanno girare la testa, la Fiera del libro di Francoforte edizione 2016, alla quale ho partecipato per la prima volta. La più grande Fiera di editoria del mondo.
Mi avevano detto che era immensa, lo è. Solo per darvi una misura: da un padiglione all’altro ci si può spostare su dei lunghissimi tapis roulant oppure in pulmino. Ci sono 4 padiglioni, un padiglione-forum e un padiglione-conferenze. Ogni padiglione ha 4 piani. Ogni piano è più grande di un padiglione della Fiera di Bologna (per chi la conosce).

Frankfurt am Main, Hessen, Hesse, Deutschland, Germany. 18.10.2016 Menschen laufen umher im Eherengast Pavillon der gastlaender Flandern und Niederlande Flandern und Niederlande sind die Ehrengaeste der Frankfurter Buchmesse 2016. Flanders and Netherlands are the Guest of Honour 2016 at the Frankfurt Book Fair
© Copyright: Marc Jacquemin – Frankfurter Buchmesse

Prima di raccontarvi brevemente perché sono andata e cosa mi è piaciuto, vi dico 1) se vale la pena andare, 2) come organizzare il viaggio.
1) PERCHÉ ANDARE
Se siete autori o illustratori per bambini, quella di Francoforte non è una Fiera indispensabile. Gli stand di libri per bambini sono sparpagliati in mezzo a quelli di libri per adulti, difficili da repertoriare (con alcune eccezioni: la Francia e i paesi asiatici, che sono raggruppati) e non è molto frequentata dagli illustratori. Inoltre, gli editori per bambini più importanti li trovate alla Children’s Book Fair di Bologna. È utile, forse, se siete interessati agli editori per bambini tedeschi (tantissimi stand, ovviamente: da grandi gruppi editoriali a piccoli editori).
Detto questo, penso che visitarla almeno una volta meriti davvero la pena. C’è un’aria di cultura generale di ampio respiro. Si osservano orde di ragazzini fare la fila per un romanzo dark. Si fanno viaggi dentro i libri con la realtà virtuale. Si vedono le mode e le tendenze dell’editoria per adulti, caterve di libri, copertine, idee editoriali.

© Copyright: Marc Jacquemin – Frankfurter Buchmesse

2) COME ORGANIZZARE IL VIAGGIO
Il sito della Fiera di Francoforte è questo. Trovate in inglese tutte le informazioni necessarie.
Come per tutte le grandi Fiere, il viaggio va organizzato con largo anticipo: 4 mesi minimo, per i biglietti d’aereo, l’hotel e i biglietti dalla Fiera (se li prendete in anticipo online avete un 30% di riduzione).
Raggiungere la Fiera è facilissimo: è a 10 minuti a piedi dalla Stazione Centrale di Francoforte (quest’ultima si chiama Frankfurt Hauptbahnhof: non è evidente capire che è quella centrale solo dal nome).
Dall’aeroporto alla stazione, contando la discesa dall’aereo, i trasferimenti da terminal a terminal, ci mettete un’ora circa. Il tragitto in treno aeroporto-stazione è di soli 20 minuti.
Io avevo preso stanza in un hotel vicino alla stazione ed è stata una scelta felice. Il quartiere non è granché ma ha tanti bar e ristorantini (la Pizzeria 7 bello offre fa una pizza decente + birra a 7 euro) ed è comodo per andare e tornare a piedi da/alla Fiera.

La Fiera dura 5 giorni, i primi tre giorni sono i migliori per visitarla come professionisti, gli ultimi due sono aperti anche alle famiglie e c’è una bolgia di gente. Inoltre, molti editori sbaraccano già la domenica mattina presto.
Il sito della Fiera offre una guida per gli autori e illustratori che spiega come preparare al meglio la Fiera e dare visibilità ai propri libri: QUI.  Ci sono anche autori che vendono direttamente i loro libri! Come questo personaggio qui sotto :)

Frankfurt am Main, Hessen, Hesse, Deutschland, Germany. 21.10.2016. Autorin bewirbt ihre Bücher. Flandern und Niederlande sind die Ehrengaeste der Frankfurter Buchmesse 2016. Alljaehrlich im Herbst, findet in Frankfurt am Main, die Frankfurter Buchmesse, die groesste Buechershow der Welt statt. Flanders and Netherlands are the Guest of Honour 2016 at the Frankfurt Book Fair. © Copyright: Marc Jacquemin / Frankfurter Buchmesse Presse- und Unternehmenskommunikation Ausstellungs- und Messe-GmbH des Boersenvereins des Deutschen Buchhandels Braubachstraße 16 60311 Frankfurt am Main press@book-fair.com © Copyright-free for journalistic purposes only, no other rights are available. © Copyright frei nur fuer journalistische Zwecke. Keine Model-Release-Vertraege/Persoenlichkeitsrechte der abgebildeten Personen vorhanden. Keine Weitergabe an Dritte. Belegexemplar erbeten an: Frankfurter Buchmesse Presse- und Unternehmenskommunikation Ausstellungs- und Messe-GmbH des Boersenvereins des Deutschen Buchhandels Braubachstraße 16 60311 Frankfurt am Main press@book-fair.com
© Copyright: Marc Jacquemin – Frankfurter Buchmesse

Prezzo biglietto:
come autori-illustratori (o aspiranti tali), potete fare il trade visitor tikets: 45 euro per un giorno oppure 82 euro per tutti e 5 i giorni.
Non sono certa dell’informazione, ma come blogger riconosciuti o giornalisti potete accreditarvi gratuitamente.
C’è anche la possibilità di iscriversi a un tour guidato, in inglese e tedesco: QUI.

La prossima Fiera sarà dall’11 al 15 ottobre 2017

fraUna delle strade della Fiera del Libro di Francoforte – foto Anna Castagnoli

LA MIA PRIMA FIERA DI FRANCOFORTE

Quest’anno sono andata alla Fiera da invitata: La voliera d’oro, il libro che ho scritto e che Carll Cneut ha illustrato (Topipittori 2015), nella versione tedesca tradotta dalla bravissima e simpaticissima Ulrike Schimming (Bohem Press Germania) è arrivato finalista del più importante premio tedesco di letteratura per bambini e ragazzi, il Jugendliteraturpreis. Era tra i 5 finalisti della sezione Picture Book.
Avevo preso il premio sottogamba, non avevo idea che fosse così importante: in Germania è celebrato come una notte degli Oscar, con tanto di statuetta di Momo ai vincitori. Ero emozionatissima.
Va bene che hanno una tradizione letteraria incredibile (dai Grimm ai primi album illustrati, dobbiamo ai tedeschi buona parte della storia della letteratura per bambini), ma sono rimasta lo stesso stupita di quanta importanza dia la Germania ai libri per bambini e ragazzi.
Il premio, da suddividere in 4 categorie + un premio alla carriera dato ad un autore, ammonta a più di 80.000 euro euro ed è finanziato dal Ministero della Famiglia.
Ha assistito alla premiazione un pubblico di più di 1000 persone.
Ne abbiamo ancora di strada da fare, in Italia, prima di vedere lo Stato interessarsi in maniera così attiva alla letteratura per ragazzi.

1477123868930Anna Castagnoli, Carll Cneut, Ulrike Schimming alla premiazione del Jugendliteraturpreis
1477123811081Il pubblico delle premiazioni del Jugendliteraturpreis, più di 1000 persone.
Carll Cneut
1477123807588La voliera d’oro finalista del Jugendliteraturpreis

Ha vinto il primo premio Der Hund, den Nino nicht hatte, testo di  Edward van de Vendel e illustrazioni di Anton van Hertbruggen, edito anch’esso da De Eenhoorn e poi Bohem Press.
(In via informale ci hanno detto che il ballottaggio finale della giuria è stato tra il nostro libro e quello che ha vinto! Fierezza :)
Non so dirvi di cosa parla il testo perché non so il tedesco, ma è sul tema di un amico invisibile. Sembra un libro molto bello.
Anna Castagnoli

Segue qui

 

bi_160321_bohem_anton-van-hertbruggenDer Hund, den Nino nicht hatte, Edward van de Vendel, Anton van Hertbruggen, De Eenhoorn – Bohem Press

Il mio corso “Capire l’album illustrato” arriva a Roma!

COME FUNZIONA L’ALBUM ILLUSTRATO
Laboratorio teorico-pratico sui meccanismi narrativi dell’album illustrato
con
Anna Castagnoli
Galleria Tricromia
Via della Barchetta, 13 Roma
Sabato 12 novembre 2016 (esaurito)
Domenica 13 novembre 2016 (ancora qualche posto)

Corso aperto a tutti, non è necessario saper disegnare
Informazioni e iscrizioni: officinetricromia@gmail.com

COME FUNZIONA L’ALBUM ILLUSTRATO
Laboratorio sui meccanismi narrativi dell’album per ragazzi

Descrizione del corso
L’album illustrato è un medium ibrido e complesso. Immagini e parole di fondono in una lingua che sembra semplice e inafferrabile allo stesso tempo. Siamo allenati a comprendere i meccanismi narrativi del linguaggio, le sue strutture, i suoi toni retorici: ma come ci ‘parlano’ le immagini? E che cosa succede quando immagini e parole si fondono insieme?
In questo corso-laboratorio, attraverso un percorso di lezioni teoriche alternate a divertenti esercizi, scopriremo come funziona l’album illustrato.

Programma:
Quando sfogliamo un album, leggiamo le parole e osserviamo le immagini. Il senso arriva a noi in modo fluido e trasparente. In realtà, questa fluidità è permessa da un enorme mole di conoscenze che abbiamo incorporato crescendo. La morfologia dell’immagine (composizione), lo stile delle illustrazioni, la direzionalità geografica degli elementi rappresentati (Cappuccetto Rosso andrà sempre nel bosco camminando verso destra) sono tutti elementi che noi adulti ‘leggiamo’ senza più rendercene conto. Ma i bambini come leggono?
Nella prima parte del corso studieremo come ‘parlano’ le immagini, per capire con più chiarezza quale è il linguaggio specifico dell’album illustrato, e perché proprio questo medium è così adatto ai bambini.
Nella seconda parte del corso osserveremo come si articolano le immagini dentro gli album che hanno fatto la storia dell’illustrazione, per scoprire come funzionano le immagini in sequenza.
Ogni lezione teorica sarà intervallata da esercizi didattici con matite, collage e carta da lucido. Come esercizio finale, per sperimentare in prima persona le conoscenze apprese, ogni alunno realizzerà un libricino di 4 pagine con l’uso del collage.
Alla fine del corso, ogni alunno avrà acquisito strumenti per:
‘Leggere’ meglio le immagini: lo stile (dall’astrattismo al realismo), la composizione, l’inquadratura.
Capire la narrazione dentro l’album, tra parole e immagini.
Capire come si differenzia la lettura di un adulto da quella di un bambino.

A chi è rivolto il corso:
Illustratori o aspiranti illustratori, bibliotecari, autori, librai, educatori e chiunque sia interessato a capire meglio come funziona l’album illustrato.
Non è necessario saper disegnare.

Orario: sabato 12 novembre 9:30 – 13; 14 – 18
Orario: domenica 13 novembre 9:30 – 13; 14 – 18
Costo: 120 euro

Vi aspetto!
Anna Castagnoli


Miguel Pang: 30 days drawing NY

miguel4Miguel Pang, 30 days drawing NY
Miguel Pang, 30 days drawing NY
miguel3Miguel Pang, 30 days drawing NY

Miguel Pang, al quale questo blog aveva dedicato un Mano a Mano, è a New York per una performance:
30 days drawing NY.
Ha disegnato la città per un mese. L’esibizione dei lavori ha avuto luogo il 3 ottobre presso Con Artist Collective Gallery, 119 Ludlow st. NY.
Disegnare New York, dicono, è una delle sfide più grandi per un artista. Chi è stato in questa città sublime può immaginare perché. È tutta luce. Luce e spazio. Silenzi, suoni, luce e spazio. Prima di vedere i disegni di Miguel avevo solo in mente e nel cuore la New York di Georgia O’keeffe e alcune righe di Kafka. Ora per me ci sarà la New York della O’Keeffe, la New York onirica di Kafka (che la ritrasse a parole senza averla mai vista)  e quella di Miguel Pang.
Spero che questi disegni vengano raccolti in un libro.

Ma quello che nella città natale di Karl sarebbe stato il punto di vista più alto, qui lasciava vedere soltanto il panorama di una strada che correva dritta tra due file di case dai tetti letteralmente tronchi e quindi si perdeva come in fuga in lontananza, dove da una spessa foschia si ergevano immense le forme di una cattedrale. E la mattina come la sera e nei sogni della notte su questa strada si svolgeva un traffico sempre più incalzante che, visto dall’alto, si configurava come un’accozzaglia, di volta in volta diversa, di figure umane distorte e di tetti di veicoli d’ogni specie, da cui a sua volta si levava un’altra accozzaglia, ancora più caotica e complessa, di rumori, polvere e odori, e tutto questo era investito e pervaso da una luce possente, che sempre era infranta, allontanata e poi subito riportata dalla moltitudine degli oggetti, e l’insieme, all’occhio confuso, appariva di concretezza tale, come se al di sopra della strada venisse spezzata ad ogni momento con estrema forza una lastra di vetro che ricopriva il tutto.

America, Franz Kafka, 1911-14, romanzo incompiuto, pubblicato postumo nel 1927

Miguel Pang, 30 days drawing NY
Miguel Pang, 30 days drawing NY
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miguel15Miguel Pang, 30 days drawing NY

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miguel_pangMiguel Pang

Concorso: Premio Luigi Malerba per album illustrato

Editori, illustratori, autori:
È nato un nuovo importante premio per album illustrati editi in Italia: Il Premio Luigi Malerba per album illustrato.
Partecipate numerosi!

Luigi Malerba

Scadenza invio libri:
10 gennaio2017

Requisiti per la partecipazione
Potranno partecipare al concorso albi illustrati editi, scritti in lingua italiana (sono escluse le traduzioni da altre lingue), provvisti di ISBN, e regolarmente distribuiti. Sono ammessi solo albi illustrati sui quali sia chiaramente indicato l’anno solare 2016 come data di pubblicazione.

Premio: 2000 euro (da dividere tra autore e illustratore se non sono la stessa persona).
I vincitori saranno annunciati e premiati durante la Bologna Children’s Book Fair 2017. Un premio in denaro al miglior libro e tre menzioni speciali verranno assegnate ai vincitori.

Giuria per l’edizione 2017
Milena Bernardi, Lorenzo Cantatore, Caterina Cardona, Anna Castagnoli, Simonetta Fiori, Elisabetta Grigioni, Paolo Marabotto, Luisa Mattia, Vinicio Ongini, Deborah Soria, Nadia Terranova, scuola primaria di Berceto (PR) intestata a Luigi Malerba, Anna Malerba (Presidente)

Inviare due copie cartacee a:
Museo Storico della Didattica del Dipartimento di
Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre

Piazza della Repubblica 10
00185 Roma
con oggetto Premio Luigi Malerba per l’Albo Illustrato.
Una copia in formato elettronico (PDF, max 5MB) dovrà essere inviata al seguente indirizzo mail: premiomalerbainfanzia@gmail.com
sempre con oggetto: Premio Luigi Malerba per l’Albo Illustrato
Insieme alle opere dovrà essere inviato anche il curriculum degli autori con i loro recapiti.

 

QUI il regolamento esteso

 


L’immaginazione nel bambino. Uno studio

Tutte le immagini di questo post sono tratte dalla mia edizione di Das Wunderhaus, Tom Seidmann Freud, Berlino, Herbert Stuffer 1927.

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Das Wunderhaus, Tom Seidmann Freud, Berlino, Herbert Stuffer 1927

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Sto leggendo un libro davvero interessante. L’immaginazione del bambino, dello psicologo statunitense Paul L. Harris.
Harris arriva a dimostrare una tesi completamente opposta a quella di Piaget e Freud, per i quali l’attività mentale del bambino in età prescolare sarebbe primitiva e disorganizzata, e arriverebbe solo poco a poco, dopo alcuni anni, all’acquisizione del principio di realtà.
Con esperimenti più moderni, Harris prova che i bambini di due anni sono già capaci di entrare e uscire a piacimento dal gioco di immaginazione. Sanno mettersi dal punto di vista dell’altro nel gioco di ruolo, e sanno immedesimarsi nei diversi personaggi di un racconto di finzione, adattando ogni volta il punto di vista.
Sconcertante scoperta che smentisce l’idea del bambino egocentrico. Non solo. A prestar fede agli esperimenti di Harris, i bambini in età prescolare sono perfettamente in grado di distinguere tra realtà e finzione. Se credono, a differenza di un adulto, a Babbo Natale, è perché la società ha fornito loro molti indizi sulla sua esistenza reale.
Per tutte le altre credenze immaginarie, essi sono perfettamente in grado di distinguere cosa è reale e cosa non lo è.

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I bambini (ma anche gli adulti!) sono consapevoli che alcune cose sono impossibili, ma ciò non impedisce loro di averne paura, di desiderarle o di sperare che possano essere realizzabili.
L’unica capacità che dominano meno bene di un adulto (dipende dagli adulti) è quella di razionalizzare le emozioni che provengono dalle loro fantasie, e di porre una distanza emotiva. Un po’ come un adulto che, pur sapendo che un film è un film, o una fantasia una fantasia, si lascia coinvolgere in modo eccessivo.
Queste scoperte spezzano una lancia a favore di una continuità psicologica tra infanzia e età adulta e portano il gioco di finzione, di immaginazione e di esplorazione di realtà immaginarie (la lettura) in un ruolo di primo piano per la formazione di un pensiero critico e morale. Sia per i bambini che per gli adulti. Non più immaginazione come parentesi di fuga ricreativa dalla realtà, quindi, ma esercizio fondatore della capacità dell’essere umano di esplorare mondi possibili e di entrare in empatia con i suoi simili mettendosi dal loro punto di vista.

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Non ho trovato immagini migliori per illustrare la tesi di Harris di queste illustrazioni pop-up di Tom Sedimann Freud, tratte dal libro Das Wunderhaus (La casa delle meraviglie). Negli anni 20 del secolo scorso, la nipote di Freud, straordinaria autrice e illustratrice, aveva realizzato i suoi libri per dare al bambino la possibilità di costruire lui stesso le sue storie, stimolato da alcune metamorfosi.
Il pensiero illuminista, che ha portato la società fuori da un medioevo di credenze superstiziose, nella sua foga di dominare scientificamente il reale, ha trascurato, a mio avviso, e trascura tutt’oggi, il fatto che l’immaginazione non è un’antitesi alla realtà, ma uno dei processi cognitivi fondamentali e costitutivi della realtà umana.
Anna Castagnoli

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L’immaginazione nel bambino
Paul L. Harris
Il ruolo dell’immaginazione nello sviluppo
22,10 Euro

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