Premio Compostela 2010: ha vinto “La familia C”

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Ha vinto il III Premio Compostela il libro La familia C., scritto da Pep Bruno e illustrato da Mariona Cabassa.

Sul blog di Kalandraka trovate i progetti finalisti con menzione speciale:  Manual del buen paseante. Descripción en veinte puntos, di Raimon Juventeny Corberó:

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e Bailar en las nubes, di Vanina Soledad Starkoff:

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Complimenti ai vincitori!


The winners! Salone di Bologna 2010

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Philip Giordano è il vincitore del permio Internazinale di Illustrazione SM della Mostra Illustratori 2010. Quando l’ho saputo (per una soffiata in anteprima) mi sono venuti i lucciconi. Ero davvero strafelice che un premio così importante venisse dato a Philip Giordano, mi sembrava meritatissimo. Se avessi dovuto scegliere un giovane da incoraggiare nella Mostra Illustratori di quest’anno, avrei scelto senz’altro lui. Il suo universo giovanissimo è giĂ  maturo e originalissimo. Motivazioni della giuria:

La Giuria Internazionale ha deciso di assegnare il Premio di Illustrazione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna/Fundación SM a PHILIP GIORDANO, ponendo l’accento su varie motivazioni. Si tratta di un autore che sa oscillare sapientemente tra un colto passato, da cui ricava la grazia alchemica di delicatissime allusioni pittoriche, e un raffinato presente che gli suggerisce citazioni tratte da altissimi momenti dell’arte moderna. Sono riconoscibili in Giordano gli esiti derivati da certe secrete presenze di quello che fu definito l’Antirinascimento italiano, ma essi però si congiungono con le derive di trenta anni di recente illustrazione, dove appare un nuovo Fantastico, pieno di materia pittorica che oscilla dal Surrealismo alla Pop Art, che cerca ornamenti elegantissimi, che fa propria la storia di una grafica intensa e provocatoria ben inserita nelle ricerche più valide e più nuove.

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Philip Giordano, disegno vincitore del premio Internazionale SM della Mostra Illustratori 2010
lefiguredeilibri.Illustration1Philip Giordano, disegno vincitore del premio Internazionale SM della Mostra Illustratori 2010

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Philip Giordano, disegni vincitori del premio Internazionale SM della Mostra Illustratori 2010


Kitty Crowther/CKitty Crowther

Kitty Crowther, vince  il “Nobel della letteratura per ragazzi”: l’Astrid Lindgren Memorial Award. Il piĂą alto riconoscimento dato a un illustratore.

Qui il video della premiazione.
Qui il blog dell’Astrid Lindgren Memorial Award ricco di foto sui momenti della premiazione.

Il premio è di circa 500.000 euro. L’anno scorso Kitty Crowther aveva giĂ  vinto il premio Baobab in Francia con Annie du lac, edito dall’École des loisirs. Vi ricordo che l’unico libro disponibile in italiano di questa grandissima artista è: Dentro me (Topipittori 2008), nel 1998 AER aveva tradotto Il mio amico Jim, ma è fuori catalogo. Nel 2002 Feltrinelli aveva tradotto “Il compleanno dello scoitattolo”, ma anche questo è difficile da reperire, mi dicono: su Google libri però, potete leggere e vedere la versione integrale di questo delizioso libricino.

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Annie du lac, Kitty Crowther, École des loisirs 2009


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Hans Christian Andersen  Medal

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L’angelo del nonno, Jutta Bauer, Salani editore

Jutta Bauer vince il premio Hans Christian Andersen per la sezione illustrazione. Vi ricordo che la shortlist era composta da: Etienne Delessert, Svjetlan Junakovic, Carll Cneut, Roger Mello. Al momento della decisione finale c’è  stato un braccio di ferro all’interno della giuria tra Carll Cneut e Jutta Bauer, ma alla fine alla Bauer è stato riconosciuto un plus di anziantiĂ  professionale.
La sezione letteratura per ragazzi dell’Hans Christian Andresen Award è stata vinta da David Almond.


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La casa sull’albero, Marije e Ronald Tolman, Lemniscaat 2010

Il vincitore della sezione FICTION del Bolognaragazzi Award è stato il bellissimo libro senza testo: La casa sull’albero, di Marije e Ronald Tolman, Lemniscatt 2009
Motivazioni della giuria:

Con De boomhut si ha un esempio poetico, limpido, assai sapiente, di come oggi un grande topos dell’immaginario possa essere ancora una volta rivisitato con nuovi argomenti che ne ribadiscono la grande rilevanza culturale. Marije e Ronald Tolman hanno nuovamente creato una “casa sull’albero”, ma l’hanno arricchita di citazioni finissime, dedotte dalla pittura simbolista così come dalla grafica più raffinata del novecento. Un libro che si vale dei sussurri, ma riafferma però il grande tema di una ecologia sapiente e raffinata, in cui il rapporto con la natura è intenso, partecipe, ma non rinuncia all’eleganza, alla ricerca, alla forza della civiltà dello spirito.

Qui potete vedere le altre menzioni.


Petizione per non tagliare i fondi al Salone di Montreuil

AGGIORNAMENTO del 9/04/2010: Grazie alle firme raccolte (1300) i fondi al Salone di Montreuil non sono stati tagliati. Non è più necessario firmare. Grazie a chi lo ha fatto.

SaloneMontreuil

Il Salone di Montreuil rischia dei fortissimi tagli dai finanziamenti pubblici, il voto per approvare questi tagli avrĂ  luogo l’8 aprile. Una cospicua raccolta di firme potrebbe fermare la proposta. Vi invito calorosamente a firmare. Qui di seguito la traduzione della petizione:

Petizione per il Salon du livre et de la presse jeunesse

Il programma culturale del Salone del libro  e della stampa per ragazzi (Salone di Montreuil, ndr), e le centinaia di azioni culturali portate avanti dalla sua Ă©quipe in Seine-Saint-Denis durante il resto dell’anno, sono minacciati.

Per far fronte alle sue difficoltĂ  finanziarie, il Consiglio Generale di questo dipartimento prevede, al momento del voto dell’8 aprile, di ridurre drasticamente le sue sovvenzioni al Salone del libro, così come a molte altre azioni di promozione alla cultura del dipartimento.
In Saint-Denis, più che altrove, è primordiale mantenere una politica di cultura pubblica inventiva e ambiziosa. Nessuna delle mediazioni culturali del Salone del libro è un lusso. Ognuna di queste mediazioni è fragile, lunga da consolidare, facile da distruggere.
I bambini hanno bisogno di libri per diventare grandi! I bambini e i ragazzi di questo dipartimento hanno il diritto di accedere alla ricchezza della cultura. Questo diritto riguarda il presente e il futuro di tutti noi.

NON TARPATE LE ALI AL SALONE DEL LIBRO E DELLA STAMPA PER RAGAZZI
Firmate la petizione


Buone vacanze di Pasqua a tutti!

lefiguredeilibri.ChagallMarc Chagall, Il pasto di Pasqua, da “La bibbia”, 1931-39, Teriade, Parigi 1952

Una riflessione sull’arte dei bambini

Questo mio articolo è apparso sulla rivista Hamelin, n°25 “Aprire gli occhi. Pratiche dello sguardo”.
Sul tema della creatività dei bambini e del loro collegamento con la creatività degli adulti leggi le interviste a: Antonio Marinoni, Beatrice Alemagna, Benoît Jacques.

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UNA RIFLESSIONE SULL’ARTE DEI BAMBINI
di
Anna Castagnoli

«MaturitĂ  dell’uomo: significa ritrovare la serietĂ  che da bambini si metteva nel gioco».
F. Nietzsche, “Al di là del bene e del male”

Recentemente, grazie ad alcune ricerche condotte per il mio blog di studi sul mondo dell’illustrazione LeFiguredeilibri, mi è capitato di imbattermi in alcuni disegni di Antonio Marinoni, illustratore per l’infanzia di incontestabile talento.
Accanto a vedute di interni, palazzi, sedie, principesse in abiti regali, disegnati con una precisione prospettica e un gusto del dettaglio stupefacenti, erano segnati dei numeri: 6, 8, 5… Non potevo credere, sulle prime, che quei numeri corrispondessero all’età dell’autore al momento in cui i disegni erano stati realizzati. Erano disegni fatti da Antonio Marinoni bambino.

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Antonio Marinoni all’etĂ  di 6 anni, Gruppo di edifici nel verde. (altri disegni di Marinoni bambino qui).

Poche settimane dopo, in occasione del Salone del libro di Montreuil, stavo curiosando tra i ripiani della ricchissima biblioteca di Beatrice Alemagna, illustratrice amica da cui ero ospite, quando mi è capitato tra le mani Histoires d’enfances di Elzbieta (Rouergue 2003). Il libro è una bizzarra raccolta di biografie d’infanzia. Aprendolo sulle pagine dell’introduzione, leggo:

«Le vite dei bambini non sono né meno interessanti, né meno difficili di quelle degli adulti. I loro pensieri sono altrettanto misteriosi. Le domande che si fanno, altrettanto gravi. Semplicemente, non sono loro che scrivono i libri. (…) Anche quando lo meritano, i bambini non diventano mai celebri come gli adulti. I libri, le vie, i crateri della luna, non portano mai, o quasi, dei nomi di bambini. Non si parla di loro nei giornali. Salvo rare eccezioni, le vite dei bambini sono delle vite private che restano sconosciute. Come se l’infanzia fosse solo un luogo di attesa della vera vita. Come se la verità di una persona si rivelasse soltanto al raggiungimento dell’età adulta. Ovviamente, questo non è vero. Ci sono bambini che conducono vite memorabili, vite entusiasmanti, avventurose o strane. Ci sono persone la cui vita da adulti, è molto meno interessante di quella che è stata nella loro infanzia.»


In queste poche righe Elzbieta denuncia una lacuna sconcertante della cultura umana: quella dell’infanzia.
Anche illuminato dai riflettori della più grande attenzione pedagogica, il patrimonio di produzione filosofica, letteraria, artistica dell’infanzia, resta a tutt’oggi un universo misconosciuto. Dopo due secoli di studi sui bambini si nota ancora, sentendo parlare di loro, quell’accento di velata compiacenza proprio di certe descrizioni di usi e costumi di tribù primitive ancora in vita; quando non è quello troppo serio che si riserva ai malati mentali.
Nel grande sconvolgimento culturale del Novecento, i disegni dei bambini furono uno dei più importanti trampolini delle avanguardie. Si pensi all’influenza che hanno avuto i disegni dei bambini su artisti come, solo per citarne alcuni, Pablo Picasso, Joan Miró, Paul Klee, Jean Dubuffet.
Vasilij Kandinsky fu uno dei primi ad interessarsi ai disegni dei bambini, ne collezionò centinaia, li studiò, li copiò, li pubblicò nell’almanacco del “Cavaliere Azzurro”, accanto ad opere di Henri Rousseau e Pablo Picasso.

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Anna M., 10 anni, Maale-Adummim, Israele (crediti: Petra over blog)
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Sabine SĂĽssmilch, 8 anni, Germania (crediti: Petra over blog)
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Paul Klee, disegno per “la giornata di uno scrutatore”

Ma in questa grande rivoluzione delle fonti di ispirazione, le opere dei bambini restavano relegate a una funzione di rottura, di liberazione dell’espressività creativa, al pari dei disegni dei folli, dei popoli primitivi o di quell’arte ingenua, detta brut o naïf, a cui si invidiava la mancanza di riferimenti culturali.
Non era, ancora una volta, un bambino con nome e cognome, protagonista di queste avanguardie, ma “i disegni dei bambini”, uno stile, un genere, l’ennesima casella dentro cui relegare l’infanzia. Picasso ha scritto: «Ci spiegano che dobbiamo lasciare la libertà ai bambini, in realtà, gli si impone di fare dei disegni “da bambini”. Si insegna loro come farli. Come sempre, su pretesto di lasciarli liberi, in nessun caso di condizionarli, li si rinchiude nel loro “genere”, insieme alle loro catene.»
Dopo la scoperta del libro Histoires d’enfance, ho ripensato ai disegni di Antonio Marinoni bambino. La grazia di quelle composizioni mi sembrava confermare la verità della denuncia di Elzbieta. Dietro quei disegni c’era la competenza di un bambino-artista.

Certo, Marinoni può essere un’eccezione: un bambino straordinariamente dotato. Ma gli artisti non sono tutti, per definizione, persone straordinariamente dotate? Non è la bellezza di quei disegni ad essere “scandalosa”, ma il fatto che quei disegni testimoniano di uno sguardo comune a tutti i bambini, e della nostra ignoranza a questo proposito.
Quando l’arte ci lascia a bocca aperta davanti a un quadro di Vermeer, ai piedi di una vetrata di Chartres, ascoltando un brano di Mozart o davanti alle righe di una poesia, non è forse perché ci rivela qualcosa di noi stessi? Se possiamo capirla, non è forse perché, dentro di noi, era nascosta la stessa visione? L’artista traduce sentimenti e visioni che sono proprie di tutti gli esseri umani. I bambini-artisti ci ricordano che questa profondità di visione, non è appannaggio degli adulti.

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Antonio Marinoni all’etĂ  di 5 anni, La sedia (altri disegni di Marinoni bambino qui).

Di più: se l’artista è colui che sa interpretare la realtà che ci circonda in un modo originale, facendo dello sguardo un atto creativo, i bambini, in virtù delle caratteristiche proprie dell’infanzia, sono tutti “artisti”. Noi adulti, guardando una sedia, non vediamo quella complessa architettura di legno, tessuto e movimenti che forma una sedia, vediamo “la sedia”: un concetto, un oggetto da usare.
Ci stupiamo di ritrovare la stessa sedia che teniamo nel ripostiglio, in un quadro di Van Gogh, e di scoprire che ha un’anima. Siamo grati all’artista per averci regalato un nuovo modo di investire di significati la sedia. Ma quando è un bambino a disegnare una sedia e farne una rivelazione, quando la rovescia per terra e la usa come treno, capanna, mondo, lo consideriamo uno svago, un gioco da far applaudire le zie, o – peggio – qualcosa da correggere.
Possiamo facilmente renderci conto, pensando alla cultura umana, dell’inestimabile valore di questo sguardo sul mondo. Perché i bambini e il loro sguardo, non sono presi sul serio?

Quando penso a Komagata, che ha inventato un linguaggio fatto di forme e colori solo per comunicare con sua figlia neonata, quando penso ai libri di Munari e al modo con cui si relazionava ai bambini, all’opera di Rodari o a Rilke, che fece pubblicare i disegni di Balthus dodicenne, mi chiedo se la mistificazione, la negazione, la svalutazione dell’infanzia, non siano inversamente proporzionali alla capacità (o alla possibilità) che un adulto ha avuto di far sopravvivere, dentro di sé, la propria infanzia. L’artista è qualcuno che ha conservato vivo lo sguardo che tutti i bambini hanno sul mondo.
Nell’autunno del 2009, Claude Ponti ha aperto un museo on-line di disegni di bambini: Le Muz. I lavori esposti vengono selezionati mensilmente da una giuria di esperti del mondo dell’arte, con la stessa serietà e con gli stessi criteri con cui si selezionerebbero disegni di adulti. Lasciamo che sia il manifesto di Claude Ponti a concludere la mia provocazione:

«Senza i bambini, l’umanità non esisterebbe. Ciò nonostante, le opere dei bambini non sono considerate come facenti parte del patrimonio culturale dell’umanità. Quale che sia la loro età, il loro paese o la loro cultura, i bambini partecipano al patrimonio culturale dell’umanità allo stesso titolo degli adulti.»

QUI SOTTO UNA “PUBBLICITA’ PROGRESSO” GIAPPONESE PER DIFENDERE LA CREATIVITA’ DEI BAMBINI

Sul tema della creatività dei bambini e del loro collegamento con la creatività degli adulti leggi le interviste a: Antonio Marinoni, Beatrice Alemagna, Benoît Jacques.


Concorso CittĂ  del Sole 2010 (per calendario 2011)

lefiguredeilibri.MarcoTrevisanMarco Trevisan, Calendario CittĂ  del Sole 2010

CONCORSO CITTA’ DEL SOLE 2010
Leggi qui qui il regolamento.
Chi:
tutti gli illustratori nati dopo il 1 gennaio 1974
Cosa
: una sola tavola che illustra un mese dell’anno da inviare all’indirizzo: calendar.cds@gmail.com + qualche indicazione su come si intende sviluppare il progetto completo. Questa indicazione potrĂ  essere un breve testo esplicativo (in italiano o in inglese), oppure essere costituita da alcuni bozzetti (almeno uno per stagione).
Premi:
a 4/5 selezionati di questa prima tranche, verranno chieste 4 tavole su carta (una delle quali può essere quella già inviata per mail), verrà loro corrisposto un premio di 350 euro ciascuno.
Tra questi finalisti verrĂ  scelto il vincitore, che dovrĂ  terminare il lavoro del calendario. Al vincitore saranno corrisposti 3500 euro lordi per il lavoro completo. Il calendario sarĂ  distribuito in tutti i negozi CittĂ  del Sole.
Scadenza: 30 aprile 2010

E’ un concorso che vi consiglio vivamente!


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