Sul blog di Kalandraka trovate i progetti finalisti con menzione speciale:Â Manual del buen paseante. DescripciĂłn en veinte puntos, di Raimon Juventeny CorberĂł:
e Bailar en las nubes, di Vanina Soledad Starkoff:
Philip Giordano è il vincitore del permio Internazinale di Illustrazione SM della Mostra Illustratori 2010. Quando l’ho saputo (per una soffiata in anteprima) mi sono venuti i lucciconi. Ero davvero strafelice che un premio così importante venisse dato a Philip Giordano, mi sembrava meritatissimo. Se avessi dovuto scegliere un giovane da incoraggiare nella Mostra Illustratori di quest’anno, avrei scelto senz’altro lui. Il suo universo giovanissimo è giĂ maturo e originalissimo. Motivazioni della giuria:
La Giuria Internazionale ha deciso di assegnare il Premio di Illustrazione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna/Fundación SM a PHILIP GIORDANO, ponendo l’accento su varie motivazioni. Si tratta di un autore che sa oscillare sapientemente tra un colto passato, da cui ricava la grazia alchemica di delicatissime allusioni pittoriche, e un raffinato presente che gli suggerisce citazioni tratte da altissimi momenti dell’arte moderna. Sono riconoscibili in Giordano gli esiti derivati da certe secrete presenze di quello che fu definito l’Antirinascimento italiano, ma essi però si congiungono con le derive di trenta anni di recente illustrazione, dove appare un nuovo Fantastico, pieno di materia pittorica che oscilla dal Surrealismo alla Pop Art, che cerca ornamenti elegantissimi, che fa propria la storia di una grafica intensa e provocatoria ben inserita nelle ricerche più valide e più nuove.
Philip Giordano, disegno vincitore del premio Internazionale SM della Mostra Illustratori 2010
Philip Giordano, disegno vincitore del premio Internazionale SM della Mostra Illustratori 2010
Philip Giordano, disegni vincitori del premio Internazionale SM della Mostra Illustratori 2010
Il premio è di circa 500.000 euro. L’anno scorso Kitty Crowther aveva giĂ vinto il premio Baobab in Francia con Annie du lac, edito dall’École des loisirs. Vi ricordo che l’unico libro disponibile in italiano di questa grandissima artista è: Dentro me(Topipittori 2008), nel 1998AER aveva tradottoIl mio amico Jim, ma è fuori catalogo. Nel 2002 Feltrinelli aveva tradotto “Il compleanno dello scoitattolo”, ma anche questo è difficile da reperire, mi dicono: su Google libri però, potete leggere e vedere la versione integrale di questo delizioso libricino.
Annie du lac, Kitty Crowther, École des loisirs 2009
Jutta Bauer vince il premio Hans Christian Andersen per la sezione illustrazione. Vi ricordo che la shortlist era composta da: Etienne Delessert, Svjetlan Junakovic,Carll Cneut, Roger Mello. Al momento della decisione finale c’è stato un braccio di ferro all’interno della giuria tra Carll Cneut e Jutta Bauer, ma alla fine alla Bauer è stato riconosciuto un plus di anziantiĂ professionale.
La sezione letteratura per ragazzi dell’Hans Christian Andresen Award è stata vinta da David Almond.
La casa sull’albero, Marije e Ronald Tolman, Lemniscaat 2010
Il vincitore della sezione FICTION del Bolognaragazzi Award è stato il bellissimo libro senza testo: La casa sull’albero, di Marije e Ronald Tolman, Lemniscatt 2009 Motivazioni della giuria:
Con De boomhut si ha un esempio poetico, limpido, assai sapiente, di come oggi un grande topos dell’immaginario possa essere ancora una volta rivisitato con nuovi argomenti che ne ribadiscono la grande rilevanza culturale. Marije e Ronald Tolman hanno nuovamente creato una “casa sull’albero”, ma l’hanno arricchita di citazioni finissime, dedotte dalla pittura simbolista così come dalla grafica più raffinata del novecento. Un libro che si vale dei sussurri, ma riafferma però il grande tema di una ecologia sapiente e raffinata, in cui il rapporto con la natura è intenso, partecipe, ma non rinuncia all’eleganza, alla ricerca, alla forza della civiltà dello spirito.
AGGIORNAMENTO del 9/04/2010: Grazie alle firme raccolte (1300) i fondi al Salone di Montreuil non sono stati tagliati. Non è più necessario firmare. Grazie a chi lo ha fatto.
Il Salone di Montreuil rischia dei fortissimi tagli dai finanziamenti pubblici, il voto per approvare questi tagli avrĂ luogo l’8 aprile. Una cospicua raccolta di firme potrebbe fermare la proposta. Vi invito calorosamente a firmare.Qui di seguito la traduzione della petizione:
Petizione per il Salon du livre et de la presse jeunesse
«MaturitĂ dell’uomo: significa ritrovare la serietĂ che da bambini si metteva nel gioco».
F. Nietzsche, “Al di là del bene e del male”
Recentemente, grazie ad alcune ricerche condotte per il mio blog di studi sul mondo dell’illustrazione LeFiguredeilibri, mi è capitato di imbattermi in alcuni disegni di Antonio Marinoni, illustratore per l’infanzia di incontestabile talento.
Accanto a vedute di interni, palazzi, sedie, principesse in abiti regali, disegnati con una precisione prospettica e un gusto del dettaglio stupefacenti, erano segnati dei numeri: 6, 8, 5… Non potevo credere, sulle prime, che quei numeri corrispondessero all’età dell’autore al momento in cui i disegni erano stati realizzati. Erano disegni fatti da Antonio Marinoni bambino.
Antonio Marinoni all’etĂ di 6 anni, Gruppo di edifici nel verde. (altri disegni di Marinoni bambino qui).
Poche settimane dopo, in occasione del Salone del libro di Montreuil, stavo curiosando tra i ripiani della ricchissima biblioteca di Beatrice Alemagna, illustratrice amica da cui ero ospite, quando mi è capitato tra le maniHistoires d’enfancesdi Elzbieta (Rouergue 2003). Il libro è una bizzarra raccolta di biografie d’infanzia. Aprendolo sulle pagine dell’introduzione, leggo:
In queste poche righe Elzbieta denuncia una lacuna sconcertante della cultura umana: quella dell’infanzia. Anche illuminato dai riflettori della più grande attenzione pedagogica, il patrimonio di produzione filosofica, letteraria, artistica dell’infanzia, resta a tutt’oggi un universo misconosciuto. Dopo due secoli di studi sui bambini si nota ancora, sentendo parlare di loro, quell’accento di velata compiacenza proprio di certe descrizioni di usi e costumi di tribù primitive ancora in vita; quando non è quello troppo serio che si riserva ai malati mentali.
Nel grande sconvolgimento culturale del Novecento, i disegni dei bambini furono uno dei più importanti trampolini delle avanguardie. Si pensi all’influenza che hanno avuto i disegni dei bambini su artisti come, solo per citarne alcuni, Pablo Picasso, Joan Miró, Paul Klee, Jean Dubuffet.
Vasilij Kandinsky fu uno dei primi ad interessarsi ai disegni dei bambini, ne collezionò centinaia, li studiò, li copiò, li pubblicò nell’almanacco del “Cavaliere Azzurro”, accanto ad opere di Henri Rousseau e Pablo Picasso.
Anna M., 10 anni, Maale-Adummim, Israele (crediti: Petra over blog)
Sabine SĂĽssmilch, 8 anni, Germania (crediti: Petra over blog)
Paul Klee, disegno per “la giornata di uno scrutatore”
Ma in questa grande rivoluzione delle fonti di ispirazione, le opere dei bambini restavano relegate a una funzione di rottura, di liberazione dell’espressività creativa, al pari dei disegni dei folli, dei popoli primitivi o di quell’arte ingenua, detta brut o naïf, a cui si invidiava la mancanza di riferimenti culturali.
Non era, ancora una volta, un bambino con nome e cognome, protagonista di queste avanguardie, ma “i disegni dei bambini”, uno stile, un genere, l’ennesima casella dentro cui relegare l’infanzia. Picasso ha scritto: «Ci spiegano che dobbiamo lasciare la libertà ai bambini, in realtà , gli si impone di fare dei disegni “da bambini”. Si insegna loro come farli. Come sempre, su pretesto di lasciarli liberi, in nessun caso di condizionarli, li si rinchiude nel loro “genere”, insieme alle loro catene.»
Dopo la scoperta del libro Histoires d’enfance, ho ripensato ai disegni di Antonio Marinoni bambino. La grazia di quelle composizioni mi sembrava confermare la verità della denuncia di Elzbieta. Dietro quei disegni c’era la competenza di un bambino-artista.
«Senza i bambini, l’umanità non esisterebbe. Ciò nonostante, le opere dei bambini non sono considerate come facenti parte del patrimonio culturale dell’umanità . Quale che sia la loro età , il loro paese o la loro cultura, i bambini partecipano al patrimonio culturale dell’umanità allo stesso titolo degli adulti.»
QUI SOTTO UNA “PUBBLICITA’ PROGRESSO” GIAPPONESE PER DIFENDERE LA CREATIVITA’ DEI BAMBINI
CONCORSO CITTA’ DEL SOLE 2010 Leggi qui qui il regolamento.
Chi: tutti gli illustratori nati dopo il 1 gennaio 1974
Cosa: una sola tavola che illustra un mese dell’anno da inviare all’indirizzo: calendar.cds@gmail.com + qualche indicazione su come si intende sviluppare il progetto completo. Questa indicazione potrĂ essere un breve testo esplicativo (in italiano o in inglese), oppure essere costituita da alcuni bozzetti (almeno uno per stagione).
Premi: a 4/5 selezionati di questa prima tranche, verranno chieste 4 tavole su carta (una delle quali può essere quella già inviata per mail), verrà loro corrisposto un premio di 350 euro ciascuno.
Tra questi finalisti verrĂ scelto il vincitore, che dovrĂ terminare il lavoro del calendario. Al vincitore saranno corrisposti 3500 euro lordi per il lavoro completo. Il calendario sarĂ distribuito in tutti i negozi CittĂ del Sole. Scadenza: 30 aprile 2010
Che cosa è un libro illustrato?
Quali sono le sue strutture, la sua sintassi, i suoi codici? Che lavoro fa un illustratore? Si può parlare di una Gestalt del rapporto tra testo e immagine? Sono autrice-illustratrice di libri per bambini, ho una laurea in Filosofia Estetica e sono appassionata di psicanalisi infantile, ma mi sento legittimata a cercare risposte a queste domande per una sola ragione: l'incanto. L'incanto è un sentimento disagevole.