Corsi di illustrazione Teatrio, estate 2012, Venezia

Yuko Shimizo
New York City subway poster in theme of Grand Central Terminal, crediti:  MTA Arts For Transit

I corsi dell’Associazione Teatrio mi sono sempre sembrati troppo cari rispetto agli standard del mercato italiano. Ma gli illustratori che hanno invitato quest’estate a Venezia meritano attenzione:

CON CHI e QUANDO:
Adelchi Galloni: dal 27 luglio al primo agosto
Ellen Weinstein: dal 10 al 15 agosto
Christopher Buzelli: dal 17 al 22 agosto
Yuko Shimizo: dal 24 al 29 agosto

I corsi hanno la durata di 6 giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00

PREZZO:
400 euro (50% al momento dell’iscrizione)

DOVE:
Venezia

INFORMAZIONI e ISCRIZIONI:
Associazione Culturale Teatrio – Oddo De Grandis
S. Marco, 3519/A – 30124 Venezia – Italy
telefono/fax: (+39) 041.2417364 – e-mail: info@teatrio.com


Theartroomplan: un blog strepitoso strapieno di talenti

Theartroomplant.blogspot.com: l’autrice di questo blog ha una passione: andare a caccia di talenti dell’illustrazione. Passati, presenti e futuri. E ha un occhio acutissimo. Attenti, è un blog che dà dipendenza! :)

The Cat Thief’ di Joan Cass

Un dialogo quotidiano, una delle storie, 196?

Una delle più belle impaginazioni grafiche della storia dell’illustrazione: Un dialogo quotidiano, una delle storie.
Autore – Mosheh Broderzon, Illustratore – Eli’ezer Lisits’i. Lingua: Yddish. Potete vedere le immagini in grande qui.

 

 


Kalandraka Italia: identità di un editore

 La casetta di cioccolatto, fratelli Grimm, Pablo Auladell, Kalandraka Italia, 2008

Intervista a Lola Barcelò direttrice di Kalandraka Italia (KLK Italia)

Perché editori e perché editori per bambini.
La casa editrice spagnola Kalandraka Editora è nata il 2 aprile 1998, Giornata Internazionale del Libro per i Ragazzi, nella città di Pontevedra nell’estremo nordovest della Penisola Ibérica. Lo scopo iniziale di Kalandraka Editora è stato pubblicare degli albi illustrati per ragazzi in gallego (una delle quattro lingue ufficiali nella Spagna) perché non esisteva niente del genere fino a quel momento. Fu così come è nata la collana “Libri per sognare” che subito dopo ha iniziato a pubblicare i libri anche in castigliano e a distribuire il catalogo per tutto il territorio spagnolo.


L’ombrello giallo, Joel Franz  Rosell e Giulia Campoli, Firenze, Kalandraka Italia 2012

KLK ha avuto uno stand alla BFR dal 2001. Il crescente interesse dei visitatori, degli operatori e degli artisti italiani nel nostro catalogo sommato alla proposta di un gruppo nazionale di distribuzione ci ha fatto considerare l’apertura di una sede in Italia visto che, invece, nessuna casa editrice nazionale era interessata ad acquistare i diritti dei nostri libri.

Kalandraka Italia ha iniziato il suo itinerario nel mese di gennaio del 2008, sostenuta dall’esperienza della casa madre spagnola che in quel momento aveva consolidato un catalogo di più d’un centinaio di titoli in castigliano, catalano, gallego, basco e portoghese.

L’ombrello giallo, Joel Franz  Rosell e Giulia Campoli, Firenze, Kalandraka Italia 2012

Quanti titoli in un anno?
Mai più di 10.

Nella scelta dei libri che pubblicate potreste individuare un filo conduttore? E’ uno stile? Un messaggio? Un’idea? Un desiderio?
Il progetto editoriale di Kalandraka è imperniato sul libro illustrato allo scopo di avvicinare la creazione artistica contemporanea ai lettori di qualunque età. Questo obiettivo viene perseguito principalmente in due modi, da un canto attraverso una cura particolare all’adattamento di racconti tradizionali e dall’altro con la proposizione di testi di autori attuali. Kalandraka ha uno speciale interesse nella ristampa dei libri illustrati classici il cui valore intrinseco influenza la costruzione intellettuale ed estetica dei piccoli.


Chi vorresti essere? Arianna Papini, Kalandraka Italia 2011

Il nome della collana principale di Kalandraka, “Libri per sognare”, è anche il nostro motto. I libri sono l’alimento dell’immaginazione e contribuiscono a svegliare la curiosità e l’ingegno dei bambini, oltreché a educare loro dal punto di vista affettivo, estetico e visivo. Le parole chiave sono, sempre e in qualunque situazione, dormire, sognare, svegliarsi. Senza il sonno non c’è il risveglio, senza il risveglio non c’è il sogno.

Quali caratteristiche deve avere un testo o un’illustrazione per sedurvi? Che cosa vi fa dire: “questo illustratore (autore) è per noi”?
Non lo so. Quando mi chiedono delle tendenze di moda mi mettono in imbarazzo. Frequento lo stesso la biblioteca delle librerie. Posso dire quali emozioni mi piace individuare in una tavola: ironia, ricerca, amore alla tecnica svolta e onestà. Quando sento un groppo alla gola oppure una grande voglia di ridere e condividere sono sicura di essere davanti un lavoro che mi sveglia le quattro emozioni. Questo non significa che sia un capolavoro per il resto dell’umanità, ma in genere è un bellissimo libro per sognare.


  Nonni, Chema Heras e Rosa Osuna, Kalandraka Italia 2012

Nella situazione culturale e politica del vostro paese vi sentite inseriti in una rete che vi sostiene? Come la definireste? Quali sono i suoi fili principali? (associazioni/biblioteche/riviste/fondi alla cultura…)
Per rispondere a questa domanda rischierei di cadere in una facile polemica e di perdere di vista cosa sia Kalandraka Italia. Penso che possano rispondere in un modo molto meno approssimativo le case editrici con un percorso di una decina di anni e più. Dal punto di vista imprenditoriale e settoriale, noi siamo appena sbarcati in Italia, e quindi ancora c’è tanto da fare a livello della diffusione. D’altro canto abbiamo aperto bottega proprio in un momento di crisi seguito di una forte recessione. Credo sia un momento ottimo per l’autogestione e per le organizzazioni alternative dei cittadini, in tutti i sensi.


Non è una scatola, Antoinette Portis, Firenze, Kalandraka Italia 2011

Le co-edizioni: che politica avete di vendita e acquisto dei titoli? Preferite creare i vostri libri, venderli e/o comprarli dall’estero? Perché? Rispetto ai titoli che comprate e/o vendete ci sono differenze di accoglienza nei diversi mercati internazionali?
KLK Italia ha pubblicato in coedizione tre titoli: “Discorso dell’orso” (Libros del Zorro Rojo) e i due titoli della collana della lirica, “Turandot” e “L’elisir d’amore” (Edicions Hipòtesi). KLK Editora pubblica in coedizione in Spagna i titoli in catalano e in euskera. Condividiamo con les case editrici Pamiela e Hipòtesi un certo modo di guardare il mondo basato sul diritto alla diversità e all’armonia e i rapporti sono di amicizia, ovvio.

A noi della KLK ci piace creare i nostri libri, vendere i diritti all’estero e anche comprarli quando si tratta di libri che consideriamo classici (quindi imprescindibili).

Abbiamo individuato che i titoli che hanno avuto un riscontro positivo all’estero (anche nei paesi dell’estremo oriente) sono gli stessi che si vendono di più in Europa. Sono titoli che parlano di argomenti universali come “Nonni”, “Il piccolo coniglio bianco” o “Quelli di sopra e quelli di sotto”.


Achille il puntino, Mark Taeger e Guia Risari, Firenze, Kalandraka Italia 2008

Una cosa che vi piace del vostro lavoro e una che non vi piace.
La cosa che più mi piace del mio lavoro è la possibilità che mi danno gli autori di condividere emozioni che non sono effimere ma che si ripetono sempre quando apro un libro. [questa potrebbe anche essere la risposta di una lettrice ma io sono e rimarrò sempre una lettrice]. La cosa che non mi piace è dovere dire a tante persone che le loro proposte non seguono le linee editoriali della collana Libri per Sognare. Mi dispiace perché se soltanto guardassero con occhio critico e non meravigliato il nostro catalogo, al meno un 50% ci ripenserebbe.


Appuntamento Le Figuredeilibri alla Fiera di Bologna 2012

Carissimi lettori, come ogni anno ci incontriamo alla Fiera del Libro per un incontro informale, dove scambiarsi domande, dubbi, e piani di battaglia. Quest’anno la Fiera ci offre gentilmente una sala, e avremo come ospite Simone Rea che ci racconterà la sua carriera di illustratore.

Quando e dove:
Alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna, martedì 20, dalle 11 alle 12. Sala Minuetto (Blocco B Centro Servizi). Potremo poi fare insieme un giro alla Mostra Illustratori. Alla sala Minuetta si accede per una delle scale (blocco B) intorno alla zona caffé-illustratori).
Per chi: chiunque sia interessato a conoscere altri appassionati di libri per ragazzi (professionisti e non) e ascoltare qualche consiglio professionale.

Descrizione evento:
La vivace comunità di illustratori e autori creatasi intorno al blog Le Figure dei Libri si incontra per confrontarsi sugli aspetti professionali e affettivi del proprio lavoro. Gli illustratori Anna Castagnoli e Simone Rea condurranno l’incontro.
L’incontro è aperto a tutte le persone interessate a uno scambio sui principali strumenti di questo mestiere: come presentare un progetto, come trovare un editore, come difendere i propri diritti al momento della stesura di un contratto, come creare una rete per non sentirsi isolati. Seguirà una visita guidata alla Mostra Illustratori.
Il lavoro di illustratore o autore di libri per ragazzi è spesso un lavoro solitario. Oggi, grazie ai social media, l’accesso all’informazione e allo scambio è molto più facile e permette a chi comincia questo lavoro una crescita professionalmente più efficace. Il blog Le Figure dei libri, creato nel 2008 dall’autrice-illustratrice Anna Castagnoli è nato con l’idea di diffondere una cultura approfondita sul libro illustrato e sul mestiere di illustratore.

Intorno al blog, e al forum associato, si è creata in questi anni una vivace comunità di illustratori, autori, editori, librai, bibliotecari, semplici appassionati, che oggi vanta più di 35.000 visitatori al mese.
Ogni anno al Salone del libro di Bologna viene organizzato un incontro informale tra i lettori del blog Le Figure dei libri: un momento per confrontarsi sugli stili che il mercato richiede, sulle modalità con cui presentare il proprio lavoro agli editori, sulle trappole contrattuali in cui non cadere, sulle novità editoriali dell’anno, sui propri progetti, o sui sogni ancora nei cassetti…
La riunione è aperta a chiunque sia interessato a conoscere nuovi o futuri colleghi, informarsi su come “gira il vento” in campo editoriale e ricevere qualche consiglio su come sfruttare al meglio la Fiera del libro. Quest’anno a ricevere chi vorrà partecipare saranno la redattrice del blog Anna Castagnoli e l’illustratore Simone Rea. Seguirà all’incontro una visita guidata della Mostra Illustratori.

CONSIGLIO IMPORTANTE: la Fiera è immensa e il numero di conferenze/mostre/incontri/editori, da capogiro. Se non volete finire come anime perse, vaganti nel vuoto con occhi spauriti e grandi, preparatevi con calma, prima di partire, la lista delle cose che volete vedere e ascoltare.
Qui trovate il programma degli incontri.

Articoli su Le Figure dei Libri che potrebbero interessare i giovani illustratori :

Il portfolio, il book, la cartellina: come presentare il proprio lavoro?
Diventare illustratori, un percorso formativo è necessario? 
Come pubblicare il primo album illustrato.
Racconta la tua fiera (brevi e divertenti racconti della Fiera vista da giovani illustratori).
5 non-consigli ai giovani illustratori (sul colloquio con gli editori: erano per Montreuil ma valgono anche per la Fiera).

 


La leggerezza. Una riflessione.

Quello che esattamente mi incanta nel libri per bambini è la leggerezza.
Ma come spiegarvi che cosa significa per me la leggerezza? Italo Clavino le ha dedicato un meraviglioso saggio nelle sue Lezioni americane: leggerezza versus pesantezza. La leggerezza è la capacità di sottrarsi alla gravità del mondo e il linguaggio poetico è lo strumento che più di ogni altro sa sottrarre gravità. La leggerezza della poesia (dell’arte) si eleva oltre la pesantezza e l’opacità del mondo, oppure ne illumina la impalpabile filigrana.

Ma non ritrovo nella leggerezza descritta da Calvino quello che è per me la leggerezza. Per me la leggerezza è il luogo dove si condensa tutta la gravità del mondo: il nostro essere mortali; lo struggente sentimento per tutti i gesti, i momenti, i visi, le cose che il tempo inghiotte e cancella senza lasciarne traccia; il tentativo dell’arte e della nostra cura di salvarli.
Guardiamo, sullo sfondo del nulla che tra un attimo li inghiottirà: una fotografia, un disegno screpolato in un vecchio libro di fiabe, il fiore secco tra le pagine di un libro, la corsa incosciente di un bambino.
Il nulla, a contatto di queste figure così delicate, produce una sorta di sentimento insostenibile: e lì, scocca la scintilla. Assistiamo allora a un’esplosione atomica in cui  tempo e morte e spazio vengono assorbiti in un lampo. Resta solo, baluginante sul nulla, la leggerezza. Provate a fissare per qualche secondo questa fotografia di Sergio Larrain.

Sergio Larrain, Cile

La leggerezza scaturisce dalla collisione dei pesi che abitualmente tengono insieme il mondo con qualcosa di fragile. Ma non è fatta di un’altra materia, non è antitetica all’impatto che l’ha generata, non è qualcosa che sfugge per sottigliezza: è, invece, esattamente, il punto di tensione massima della gravità.
Nel volo di queste due bambine la gravità (rubo un’immagine al poeta Donne) è “come oro battuto fino alla più aerea lama”.
C’è, condensato nel gesto assoluto del loro salto infantile, la futura caduta (sappiamo, noi adulti, che un salto così non si ripete) e tutta la gravità del tempo che passa: l’infanzia è un momento.

Henri Cartier Bresson

Perché  ci sia leggerezza (e con essa, una delle forme più nobili della bellezza: la grazia) bisogna che la gravità del mondo entri in collisione con qualcuna delle figure qui di seguito descritte:

La delicatezza, la fragilità: ciò che non è forte, non è solido, non è robusto (i bambini, i malati, alcuni animali, gli oggetti fragili, i fiori, le piante).
La cura: ogni forma di cura, carezza, amore, verso chi -o cosa- ne ha bisogno (E queste cose, che vivon di morire/ lo sanno che tu le celebri. / Passano, ma ci credono capaci di salvarle/ noi, che passiamo più di tutto – Rilke).
Qualcosa di leggero in senso fisico: la neve, una piuma, una farfalla, un seme di soffione.
L’inutile: ciò che non è produttivo, non è funzionale, non ha scopo, non fa guadagnare (le cose rotte, la noia, il gioco, la danza, l’arte del perder tempo, il pasticciare, il bighellonare, il saltare).
L’effimero:  tutto ciò che, più palesemente del resto, ci comunica la fugacità del tempo (una vecchia fotografia, le farfalle, una fiammella di candela, i riflessi, l’autunno, gli anziani, i bambini, le cose segnate dal tempo. (E fra le pagine essiccata la viola, monumento di una sera di certo inobliabile e obliata Borges).
L’assurdo: ciò che non ha senso, non produce senso, fa ridere, fa fare un salto, ciò che è impensabile (il non-sense, il comico, il battito di una sola mano, la fede in senso kierkegaardiano).

Nabokov e sua moglie a caccia di farfalle

Se ci pensiamo bene, non bisogna aspettare che la gravità si incontri con queste figure perché si produca la leggerezza: basta che una di queste figure sia, perché il corto circuito avvenga e segua l’esplosione. La gravità scorre ininterrottamente nelle vene del mondo e nelle nostre: se scendiamo di poco sotto la superficie del nostro sentire, possiamo ascoltarne il rombo doloroso.
La cosa incredibile è che non c’è gravità capace di schiacciare queste figure o annichilirle. Sempre, anche nella più terribile delle circostanze, queste figure sono capaci di far esplodere la gravità.
Una delle cose più commoventi, più belle, dei campi di sterminio nazisti, per prendere uno degli esempi di gravità più gravi, è sapere che di nascosto, nel buio, al centro esatto del Male, qualche piccola candela veniva accesa e un canto intonato, per onorare una festa.

Nella delicatezza di certi libri per bambini (oh un’illustrazione di Nathalie Parain stagliata sullo sfondo della storia del ‘900!),

Nathalie Parain
Nathalie Parain

o di certe fotografie (non fa quasi male agli occhi vedere Nabokov, ormai anziano, cacciare farfalle?), nei versi di una filastrocca, o in un frammento di nastro adesivo che protegge la ferita di una pagina ingiallita, ritrovo la leggerezza. Non si fa più leggero il mondo, non meno doloroso, solo risplende come oro battuto fino alla più aerea lama.

Ora che ho finito il mio maldestro tentativo di descrivervi cosa è la leggerezza per me, lasciatemi chiudere con una chiosa noiosa.
Oggi molti (troppi) temi e libri dedicati ad un pubblico infantile non sono più capaci di portare la gravità alla sua più aerea lama. Italo Calvino ci sarebbe rimasto male affacciandosi in questo terzo millennio, lui che sperava ci avremmo portato più leggerezza ancora. La gravità del mondo, il suo peso, la sua crisi, la sua ingiustizia, sono combattuti con armi altrettanto pesanti: temi e immagini funzionali alla vendita, ad avere ragione, a dare una risposta confezionata, a piacere, a dire come fare, a indignarsi, che non sanno accendere nessuna scintilla. Temi e immagini politicamente corretti, utili alla difesa dei diritti dei più deboli, utili al brand “siamo dalla parte dei giusti” che non sanno far brillare nessuna scintilla. O ancora (peggio)… libri abili a far sentire il diversamente abile riabilitato, il diverso uguale, lo storpio dritto, il grasso magro, il differente di genere, rigenerato.
Ditemi: ma quale bambino, quale malato, quale animale, quale di tutte le fragili cose che popolano questo mondo, che costantemente bruciano e vivono nella leggerezza come fuochi imperituri, può riconoscersi in simili figure?