Buone feste, Buon 2013! Ci ritroviamo il 7 gennaio

Anna Castagnoli, “Magliette del compleanno” Città del sole, in tutti i negozi Città del Sole (particolare su cui ho aggiunto gli auguri)

Carissimi, vi auguro di ingrassare due chili, di ricevere in regalo una mongolfiera, di passare le feste ballando la polka, e di trovare in una bottega color cannella uno di quei vecchi libri illustrati che a capovolgerli si vede il mondo come dovrebbe essere. Forza! Che se i Maya ci hanno risparmiato un motivo dovrà ben esserci. Ci ritroviamo il 7 gennaio. Baci baci. Anna C.


Dizionario delle Illustratrici Italiane di Paola Pallottino: iscrivetevi!

L’illustratrice e storica dell’arte Paola Pallottino sta concludendo la redazione di un grande “Dizionario delle illustratrici italiane” che comprenderà alfabeticamente i profili di tutte le illustratrici, fumettiste, caricaturiste, cartelloniste, grafiche, disegnatrici pubblicitarie e di moda che siano state, o siano attualmente attive o parzialmente attive, nell’ambito dell’immagine riprodotta (che abbiano cioè effettivamente pubblicato le loro opere).

Se anche tu vuoi apparire nel Dizionario, compila entro il 31 gennaio 2013 la scheda dei dati in tutte le sue parti (qui trovi un esempio di scheda compilata) ed invia una tua illustrazione (in formato JPG a 300 dpi) corredata da didascalia a museoillustrazione@gmail.com.

Qualche notizia in più sull’autrice …

Figlia di uno fra i più noti archeologi italiani (l’etruscologo Massimo Pallottino), Paola Pallottino insegna Storia dell’illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Fondatrice del MIL – Museo dell’Illustrazione di Ferrara, che ha diretto dal 1992 al 2005, la Pallottino ha lavorato per diverse case editrici, scrivendo ed illustrando sia storie per bambini che manuali scientifici, ha scritto testi di canzoni divenute poi famosissime (una su tutte: “4 marzo 1943” di Lucio Dalla), ha pubblicato numerosi libri e firmato centinaia di articoli e saggi in cataloghi d’arte; è autrice dei nove volumi della collana Cento anni di illustratori (Bologna, Nuova Cappelli, 1978-1980) e del fondamentale Storia dell’illustrazione italiana (Bologna, Zanichelli, 1988).


Montreuil 2012: libri gioco (MeMo), libri folli (Dictionnaire fou du corps)

Vi ho detto (qui) che quest’anno al Salone di Montreuil si respirava tra i libri un’aria più giocosa e libera: molti i libri gioco, molti i giochi, molti i libri folli. Sarà che l’album illustrato per bambini sta vivendo la sua epoca d’oro come un fuoco d’artificio nel cielo della imminente catastrofe del libro di carta? Sarà che per gareggiare con il mercato delle app e dei video-giochi gli editori si sono impegnati a tirar fuori dal cappello tutta la loro creatività? Sarà che l’illustrazione (si pensi al comic americano) è sempre stata un ottimo placebo per tirare su il morale in epoche di crisi economica? Fatto è.
In questo post vi parlo delle tre idee-libro-gioco che mi sono sembrate più chic.


Dictionnaire fou du corps, Katy Couprie, Thierry Magnier 2012

Durante i saloni c’è sempre un libro che rimbalza sulla bocca di tutti, in un passaparola frenetico e sussurrato di Hai visto il libro di? o Corri allo stand xx, non puoi perderlo!
In questa fiera il libro di cui tutti parlavano era Dictionnaire fou du corps (Dizionario folle del corpo), edizioni Thierry Magnier. E a ragione! Il lavoro bibliografico, letterario, grafico di Katy Couprie è stupefacente. Da Addome fino a Zigomo più di 250 pagine investigano, definizione dopo definizione, il corpo in tutti i suoi aspetti. E se dico tutti, intendo proprio tutti !
(Qui su Vimeo trovate il video di presentazione in francese).

“Dizionario folle del corpo” è un libro, secondo me, epocale. Per millenni il corpo umano è stato smembrato in pezzi sulla tavola anatomica dell’occidente: il corpo sede dell’anima, il corpo sede degli organi, il corpo sede del demonio, il corpo mitologico, il corpo sacro, il corpo sconcio, il corpo malato, il corpo sano, il corpo santo, il corpo peccatore, il corpo mostrato, il corpo nascosto…
Discipline, letterature, dizionari, rami di ricerca medica si sono specializzati al punto che è praticamemnte impossibile, oggi, per un occidentale, crescere convinto di essere uno con se stesso,
uno con le sue funzioni digestive e quelle sensibili, uno con i languori del desiderio e quelli dell’appetito, uno con i calli ai piedi e uno con l’algebra oscura dei sogni, uno con l’amore e uno con il piacere.
Attraverso uno sconvolgente apparato iconografico e letterario, tra ironia e serietà, Katy Couprie restituisce al corpo la sua unità, la sua complessità, la sua ricchezza, il suo respiro: col risultato di una irriducibile quanto affascinante ambiguità semantica.
Vi traduco, ad esempio, la voce INTERNO:

INTERNO s. m. e ad}. 1 . Spec. Parte nascosta del corpo di cui la pelle è rivestimento. L’interno del corpo: le interiora, le viscere. 2 . Disposizione interna del corpo. Un interno in ordine: tubi ben disposti, stomaco lustrato, intestini ripiegati, diaframma ricamato, ossa bianco smalto, tende ai polmoni. 3 . Interno, Fig.: scatola nera dell’essere, dove si custodisce l’intima convinzione 4 . Interno, Voce : che risuoni in noi e ci guidi nel bene e nel male. «Va ‘a giocare al casinò, Vendi la tua macchina!» (LA PICCOLA VOCE INTERIORE)

 

Dictionnaire fou du corps, Katy Couprie, Thierry Magnier 2012

Ah! per la cronaca: gira voce che Thierry Magnier abbia venduto i diritti del Dizionario folle del corpo a una casa editrice americana e che questa abbia riprodotto il libro censurando le immagini delle parti genitali, reputate graficamente troppo esplicite per essere mostrate ai bambini. Se la voce è vera: poveri bambini americani, che cresceranno privati della libertà di sentire come legittimamente appartenenti al loro corpo pene e vagina.
Viva il corpo intero!

Dictionnaire fou du corps, Katie Couprie, Thierry Magnier 2012

Dictionnaire fou du corps, Katie Couprie, Thierry Magnier 2012

Faites votre marché (Fate il vostro mercato), quando l’ho visto, sono praticamente svenuta. E’ un libro di Nathalie Parain del 1935, pubblicato in origine da Père Castor e ri-edito quest’anno da MeMo (piccola grande casa editrice con un catalogo di libri antichi e moderni e libri-gioco che hanno in comune il fatto di essere TUTTI esteticamente perfetti).
Le pagine di carta da 300mg, la stampa a colori pantone (credo che ne abbiano usati una tonnellata) per ricreare l’effetto cromatico dell’edizione originale, la bellezza sublime delle immagini, i divertentissimi giochi proposti per ritagliare le figurine dei prodotti e trasformarli in merce da vendere e comprare, o disporre nelle vetrine… sono un sogno. Poi ho visto il prezzo e sono svenuta del tutto: 30 euro. Ci ho girato intorno per due giorni come un lupo famelico, e alla fine ho ceduto e l’ho comprato. Ora brilla nella mia collezione. Mi chiedo se avrò mai il coraggio di ritagliare le figurine per giocarci, come avrebbe voluto Nathalie.

Faites votre Marché, Nathalie Parain, MeMo 2012
Faites votre Marché, Nathalie Parain, MeMo 2012
Faites votre Marché, Nathalie Parain, MeMo 2012

Sempre per MeMo, ecco due giochi Memory: Mémo de feuilles et Mémo de fleurs, di Julie Safirstein.
Conoscete vero il gioco del Memory? Ogni immagine è doppia, si dispongono tutte le cartoline capovolte su un tavolo e ogni giocatore ha solo due possibilità a turno per girare le cartoline e trovare le due consorelle. Io l’ho sempre adorato perché avendo una notevole memoria visiva (l’unica che ho, purtroppo) vinco sempre.
Vidi questi Memory alla Fiera di Bologna 2012, in forma ancora di maquette: l’editrice di MeMo mi parlò, mostrandomeli, della necessità di offrire ai bambini forme esteticamente pulite, semplici, belle, per educare i bambini alla capacità di leggere la forma. I Memory di MeMo, oltre che divertire, invitano il bambino al sottile sforzo di riconoscere le forme per se stesse e per la loro grazia, e non  per la loro appartenenza a un genere (animale, pianta, fiore…).

Mémo de feuilles, Julie Safirstein, MeMo 2012
Mémo de fleurs, Julie Safirstein, MeMo 2012

Allora, ora ci credete o no che quest’anno la Francia ha sfornato libri e giochi meravigliosi? E non sono ancora finiti…
Se volete farvi un regalo di Natale, ecco qui sotto i link per ordinarli.

Dictionnaire fou du corps
Couprie Katy
Un dizionario anatomico letterario
31,35 Euro
Faites votre marché
Nathalie Parain
Un libro gioco del 1938
28,50 Euro
Memo de fleurs
Julie Safirstein
Gioco memory con forme grafiche
18,99 Euro
Memo de feuilles
Julie Safirstein
Gioco memory con forme grafiche
18,99 Euro

Identità di un editore: Edizioni Del Borgo / Fatatrac

Zoo di segni, Bellei Mauro, Fatatrac, 2011

Intervista a Stefano Cassanelli, Presidente di Edizioni del Borgo (Fatatrac), di Anna Castagnoli

Perché editori e perché editori per bambini?
Si potrebbe dire editore per caso o per necessità. Nel 1996 seguivo la rete commerciale di una piccola azienda di Bologna che produceva libri di parascolastica per la scuola dell’infanzia.
Dopo un paio d’anni fu chiaro che l’azienda non aveva possibilità di investire nella crescita in considerazione delle gravi difficoltà economiche in cui versava, per cui mi trovai costretto a fare una scelta drastica: o tornare a vendere libri o inseguire il sogno di diventare un piccolo editore. Decisi per questa seconda strada, convinto che avrei potuto far tesoro dell’esperienza fatta sul campo, sia nel settore scolastico sia nel settore librario. Da lì è iniziato un percorso che, attraverso varie fasi, ha portato l’azienda prima ad acquisire una posizione di rilievo nel mercato della parascolastica per la scuola dell’infanzia, poi a far parte del gruppo Giunti, poi ad acquisire una presenza sempre più consolidata in libreria e in GDO, poi ad entrare nella produzione di testi per la scuola primaria e, infine, ad acquisire dalla stessa Giunti il catalogo Fatatrac, azienda prestigiosa che ha fatto la storia del libro per l’infanzia in Italia. Questa è stata un po’ la prova del nove per Edizioni del Borgo, in quanto il marchio Fatatrac ci ha permesso di confrontarci con un modo diverso di fare editoria, più sofisticato, più di nicchia, certamente più di qualità. Ed oggi a due anni di distanza da quella scelta, mi sento di dire che il marchio Fatatrac è ormai rilanciato in un nuovo percorso nel segno della continuità con l’idea originaria dei fondatori.

Perché editori per bambini? Perché non credo che esista niente di più straordinario ed emozionante che pensare che un tuo libro possa essere servito a un bambino per sorridere, imparare, crescere.

Orto in fiore, Bellei Mauro, Fatatrac, 2011
Orto in fiore, Bellei Mauro, Fatatrac, 2011 (interno scatola)

Quanti titoli in un anno?
35 novità, di cui 20 a marchio Del Borgo e 15 a marchio Fatatrac. Più le novità del settore scolastico.

Nella scelta dei libri che pubblicate potreste individuare un filo conduttore? E’ uno stile? Un messaggio? Un’idea? Un desiderio?
Il denominatore comune fra i due marchi è la centralità del bambino: i nostri libri devono essere utili ai bambini ed adatti ai bambini, quindi non realizzati per mero esercizio di stile o autocelebrativi. Tutta la nostra produzione, Del Borgo e Fatatrac, con le ovvie differenziazioni di stile che caratterizzano i due marchi, deve rispondere a questi requisiti, sia che si tratti di un activity-book o di un albo illustrato o di un progetto di cartotecnica.

Il volo di Sara, Lorenza Farina, Sonia M.L Possentini

Quali caratteristiche deve avere un testo o un’illustrazione per sedurvi? Cosa è che vi fa dire: “questo illustratore (autore) è per noi”?
Questa domanda è legata alla precedente risposta. La caratteristica principale che un’illustrazione deve avere per essere selezionata per un nostro libro, infatti, è quella che deve essere in grado di “comunicare” con il bambino, possibilmente anche senza la figura mediatrice di un adulto.

Nella situazione culturale e politica del vostro paese vi sentite inseriti in una rete che vi sostiene? Come la definireste? Quali sono i suoi fili principali?
La risposta alla prima domanda è no. La politica è interessata solo a un certo tipo di editoria, che non è sicuramente quella dei piccoli editori. E da buon commerciale, mi verrebbe da dire che l’unica rete che ci sostiene è la nostra rete di vendita. Poi è chiaro che in giro ci sono tante associazioni culturali e librerie indipendenti, di cui alcune molto valide e con tanta buona volontà, che si prodigano nella diffusione della lettura di qualità, ma da qui a parlare di reti il passo è lungo.

Nato straniero, Janna Carioli, Maurizio A.C Quarello

Le co-edizioni: che politica avete di vendita e acquisto dei titoli? Preferite creare i vostri libri, venderli e/o comprarli dall’estero? Rispetto ai titoli che comprate e/o vendete ci sono differenze di accoglienza nei diversi mercati internazionali?
Sicuramente preferiamo realizzare autonomamente la gran parte della nostra produzione editoriale. Del Borgo vede l’inizio della sua storia in libreria legato all’acquisizione dalla Germania dei diritti di una collana di manualistica di grande successo. Attualmente, invece, solo il 15/20% delle novità pubblicate in un anno provengono da acquisizioni estere (Francia, Inghilterra, Spagna, Germania e Giappone).
Anche Fatatrac è un laboratorio di progetti quasi interamente dedicato agli autori italiani (nel 2011 abbiamo comprato un solo titolo all’estero, nel 2012 due, mentre per il 2013 saranno tre). Il motivo di questa scelta è che spesso incontriamo difficoltà a trovare fuori dal nostro paese prodotti che coniughino contenuti e illustrazioni in linea con il gusto del mercato italiano. Inoltre, per quanto riguarda gli albi illustrati, pensiamo che In Italia ci siano diversi autori e illustratori che abbiano parecchie cose interessanti da dire e quindi non vediamo motivi, se non di comodo, per lasciare questi spazi, già di per sé molto risicati nella nostra programmazione editoriale, ad autori ed illustratori stranieri.

Per quanto riguarda le nostre vendite all’estero, stiamo notando un interesse crescente per le nuove produzioni e ancora un certo interesse verso i titoli più tradizionali. In questo momento, sembrerebbe il mercato Asiatico quello più attratto dai nostri titoli.

L’inventastorie, Fabrizio Silei

Una cosa che vi piace del vostro lavoro e una che non vi piace.
Vedere delle idee vivere in un libro è la cosa che ci piace di più di questo lavoro; quella che ci piace meno è doversi modellare su un mercato che lascia pochi spazi al catalogo e che rincorre continuamente la novità.

Stefano Cassanelli
Presidente di Edizioni del Borgo


Mentre tutti dormono, di Astrid Lindgren e Kitty Crowther

Nota: Il libro è stato pubblicato in Italia con il titolo: Mentre tutti dormono, edizioni Il gioco di leggere.

Dopo che vi ho detto che Madame Le Lapin Blanc è stato, secondo me, il più bel libro del Salone di Montreuil, ecco il più bel libro del Salone di Montreuil: Lutin veille (Il folletto veglia), di Kitty Crowther, testo di Astrid Lindgren. Entrambi i libri meritano il primo posto.

Lutin veille è un libro di una delicatezza struggente: ispirandosi a una poesia di Viktor Rydberg del 1881 (qui il testo in svedese) su Tomte, folletto che abita le case della tradizione nordica, Astrid Lindgren ha condensato in poche pagine tutta la poesia dell’inverno e della cura. Le immagini di Kitty Crowther sono altrettanto potenti.

La forza di questo libro è tutta nel contrasto tra la freddezza della neve e il calore che porta il folletto all’interno della fattoria; il blu terso del cielo stellato e il rosso aranciato del fuoco; il gelo e l’amore. Ora ve lo racconto.

Un Tomte, Carta Marina, 1539

E’ una notte d’inverno, una di quelle notti dove gli uomini si riuniscono nelle loro case per non lasciare il fuoco spegnersi nel camino. Una notte nel cuore dell’inverno buio e freddo. Un vecchio folletto veglia sulla fattoria. Ha visto centinaia d’inverni, e sa parlare quella lingua silenziosa che solo gli animali e i bambini capiscono.

Quando gli uomini si addormentano, si alza e va a fare il giro della fattoria per confortare gli animali. Si avvicina al cavallo nella stalla, che sogna un prato, e gli parla alla maniera del folletto: una lingua silenziosa, fatta di parole piccole, che il cavallo può capire.

Ho visto gli inverni venire e andare via.
Ho visto le estati venire e andare via.
Presto sarai nel prato di trifogli.

Si avvicina al cane, Karo, che trema per il freddo, e gli parla alla maniera del folletto: una lingua silenziosa, fatta di parole piccole, che il cane può capire.

Karo, amico mio, hai freddo questa notte?
Ti si è gelato il naso nella cuccia?
Vado a cercare un po’ di paglia.
E tu potrai dormire.

Dopo aver visitato tutti gli animali, all’alba, il folletto ritorna nella sua soffitta. Nella soffitta c’è il gatto che aspetta nel fieno che il folletto gli porti il suo latte. Allora il folletto gli parla alla maniera dei folletti, una lingua silenziosa fatta di parole piccole che il gatto può capire:

Ma sì, certo che puoi restare con me nella soffitta.
Ma certo, ti darò il latte, dice il folletto.

«Karo, amico mio, hai freddo? Vado a prenderti un po’ di paglia». Quali altre parole parla l’amore? se non queste parole piccole, silenziose, pronunciate su misura proprio per quella persona lì e non un’altra. Parole semplici, che arrivano dritte al cuore e lo scaldano anche quando fuori: cumuli di neve serrano la fattoria, le stelle scintillano nel cielo, e il freddo è mordente, perché non sono parole, ma gesti. I gesti della cura.
Da centinaia d’anni questo folletto si alza nelle notti ghiacciate per ripetere gli stessi gesti: dare un po’ di latte al gatto, cercare la paglia per il cane, ricordare ai cavalli e alle mucche che presto verrà l’estate… E non è stanco, non è stanco.

Gli uomini sanno che il folletto abita la fattoria, ma nessuno lo ha mai visto. Nel mattino innevato, si possono trovare le sue piccole impronte sulla neve.

Kitty Crowther, per illustrare questo testo così delicato e denso, abbandona il tratto sintetico delle matite colorate e utilizza spesse pennellate di tempera bianca, potenti campiture di blu, macchie d’ecoline che accendono di rosso gli interni. Tutto è pieno, vivo, caldo, come la sensazione che ci scorre nel sangue quando ci sentiamo voluti bene.

In Italia, Kitty Crowther è conosciuta (ancora troppo poco) grazie ad alcuni album (L’omino e Dio, Dentro me per Topipittori, Il mio amico Jim per AER, fuori catalogo e Io e niente per Almayer Edizioni), ma all’estero è famosissima per una lunga carriera di autrice totale che le è valsa il premio Alma (Astrid Lindgren Memorial), che è come dire il Nobel della letteratura per ragazzi (circa 500.000 euro).
Più ancora del premio Alma, illustrare un testo di Astrid Lindgren, credo sia il meritato riconoscimento a tutta una vita consacrata alla ricerca della poesia e dell’equilibrio della narrazione.

Per acquistarlo su Amazon Italia in italiano: A QUESTO LINK.

Lutin veille
Astrid Lindgren e Kitty Crowther
Un capolavoro sul senso dell’amore
11,40 Euro

I miei libri preferiti a Montreuil 2012: Madame Le Lapin Blanc

Quest’anno al Salone di Montreuil ho trovato veramente tanti libri che mi sono piaciuti. L’anno scorso non mi era successo. Mi sembra che la crisi finanziaria abbia dato una sorta di spintone nella direzione della qualità e della necessità. Ho visto libri che mi sono sembrati necessari, per la dose di verve e di intelligenza che li animava. Vi racconto qualcosa di quelli che mi sono piaciuti senza riserve.

I primo libro di cui vi parlo è quello che metto in cima alla mia classifica del cuore: Madame Le Lapin Blanc (Signora Il Coniglio Bianco).

Madame Le Lapin Blanc è il nuovo libro di Gilles Bachelet, autore che forse alcuni di voi già conoscono per Il mio gatto è proprio matto (edizioni Il Castoro). Il libro ha vinto la “Pepite” al miglior album illustrato del Salone di Montreuil.
Se guardate nella finestra del disegno in copertina, chi vedete? Lo riconoscete? Ebbene sì! E’ il coniglio di Alice. Madame Le Lapin Blanc è a moglie del coniglio di Alice.
Il testo del libro è tratto da una pagina del suo diario intimo, che lei scrive per sfogarsi, tra un pannolino da cambiare e un mobile da spolverare. Ha sei figli conigli, di cui due gemelli, una ragazzina adolescente che vuole fare la modella e si rifiuta di mangiare, il piccolo Eliot troppo precoce (vuole sapere cosa c’è sotto la gonna delle bambole) e Betty che è terrorizzata dal suo primo giorno di scuola (e come darle torto). Più un gatto, che venendo da Cheshire, tende a comparire d’improvviso.

Madame Le Lapin Blanc di Gilles Bachelet, Seuil 2012

Nonostante tutto il lavoro casalingo, il marito non ha mai tempo di aiutarla: è sempre in ritardo, dimentica il suo compleanno e corre come un matto per tutti gli impegni che ha a palazzo. La Signora Il Coniglio Bianco (che anche nel cognome non ha ancora una vera identità di donna emancipata) si vergogna un po’ di sognare un mondo dove “anche gli uomini parteciperanno ai lavori domestici”. Tra il testo e le immagini c’è una frattura esilarante: Madame si lamenta che non succede mai nulla, scrive che avrebbe voluto una vita con più sorprese, trascina a scuola la piccola Betty e si fida della maestra che dice che la classe ha una diversità dal potenziale straordinario…

Madame Le Lapin Blanc di Gilles Bachelet, Seuil 2012 (particolare)

Insomma, racconta al diario le sue giornate come se fossero giornate di una qualsiasi casalinga, con un grande dose d’affetto per i figli, tanto lavoro da sbrigare e tanta santa pazienza per il marito che ha sempre fretta.
Per la figlia maggiore, che tende all’anoressia, ha provato persino 100 modi di accomodare le carote…

Madame Le Lapin Blanc di Gilles Bachelet, Seuil 2012 

Questo, il testo, le illustrazioni, invece, fanno da contrappunto con un tripudio di animali, carte da gioco animate, oggetti e situazioni assurde, come ad esempio le rane che attraversano la strada con borse porta-fenicottero… Il  paese delle meraviglie di Alice fa da sfondo con i suoi abitanti e il loro incredibile quotidiano. Un libro divertentissimo, superbo. Non ci si stanca di guardarlo e riguardarlo. Le strizzatine d’occhio dell’autore, sia all’universo di Alice, che a quello del mondo attuale, sono infinite. La fine ve la lascio scoprire, vi dico solo che il coniglio di Alice riesce a chiedere scusa per aver dimenticato il compleanno della moglie, anche se… alquanto maldestramente.

Madame Le Lapin Blanc di Gilles Bachelet, Seuil 2012

A questo link trovate una video-intervista in francese a Gilles Bachelet sul libro, e su come gli è venuta questa idea geniale. Voleva fare un libro su Alice, ma come illustrare ancora Alice? Ha deciso quindi di scegliere di entrare nella storia per una porta laterale.

Madame Le Lapin Blanc
Gilles Bachelet
Il diario intimo della moglie del coniglio di Alice
14,25 euro