Tendenze editoriali dalla Francia: i libri più belli. parte 2 (ultima)

17 dicembre, 2014

Come vi raccontavo nel post della scorsa settimana, a lato di un revival di libri vintage e antichi, l’album contemporaneo è alla ricerca di nuove forme narrative. Un po’ come è successo al romanzo, con esisti più o meno riusciti. Vediamo alcuni esempi tra le novità presenti al Salone di Montreuil 2014.

Inizio dai miei due libri preferiti di quest’anno, in qualche modo simili. Entrambi hanno come tema centrale la paura. Entrambi rielaborano una tensione narrativa tra antagonisti proverbiali: il leone e il topo; il gatto e i topi. Entrambi usano il finale per sorprendere il lettore e costringerlo a rivisitare il senso della storia letta.
Il mio premio ‘simpatia assoluta’ va a  Voilà le chat! di Vladimir e Frank Asch. Quello ‘raffinatezza narrativa e poesia’ visuale a La chambre du lion di di Adrien Parlange.


Voilà le chat! (Arriva il gatto!). La stranezza narrativa di questo album è il testo. Un fumetto in tre lingue: francese, russo, inglese, che dice solo «Arriva il gatto!» e lo ripete instancabilmente per tutta la durata della storia. Sono le immagini a reggere la narrazione, il testo è una sorta di puntello, di manifesto, che crea la tensione. L’ultima immagine, l’arrivo del gatto, ridefinisce tutto il senso semantico del testo: abbiamo creduto, fino a quel momento, che il testo fosse un allarme, e non lo è.
Bellissimo anche il mélange tra l’ambientazione delle scene, quasi ottocentesca, e la freschezza stilistica dei personaggi, vicina al fumetto (Maus di Spiegelman).
(L’edizione originale è del 1989. È stato edito da Orecchio Acerbo nel 2013: Arriva il gatto!)

Voilà le chat!, Vladimir e Frank Asch, Cambourakis 2014

La chambre du lion (La camera del leone) è l’esplorazione di uno strano geroglifico: quello che compare nell’ultima pagina del libro, quando la luce si spegne. Anche qui l’ultima immagine ridefinisce il senso del libro.
Il testo parla di un bambino che decide di visitare ‘la stanza del leone’ perché il leone è assente. Non è un incipit di incredibile forza narrativa? Un topo, esopiano antagonista del leone, scappa quando sente entrare il bambino. (Vi ricordo che nella fiaba favola di Esopo il leone e il topo scoprono che è meglio essere amici che nemici).


A sua volta, il bambino sente un rumore e, spaventato, si nasconde. Sono i passi di un altro bambino che si è avventurato nella stanza. Così via, in una somma sempre più esponenziale di bambini e animali che entrano a curiosare la stanza del leone, sentono un rumore, e poi si nascondono.
Stampi che sembrano decorazioni di pagine miniate o geroglifici separano gli avventori. Questi margini sono il nascondiglio caldo e segreto che ogni bambino conosce per aver giocato a nascondino (l’emozione di essere separati, tramite una membrana sottile, dal mondo esterno; l’intimità del buio; il desiderio e la paura di essere scoperti).
Parentesi quadre, graffe, confini: metafore della paura dell’Altro, della pelle che ci separa dal mondo.


Ma piccoli errori di stampa (lo stampo della paura è sempre lo stesso, a furia di ripeterlo si consuma), sbavature, buchi, permettono piccole avventure di contatto, esplorazioni, scoperte. L’errore di stampa, come l’imperfezione, è una porta che si apre: verso l’imprevisto, verso l’esplorazione di nuovi significati.
A un tratto ritorna il leone, si mette a letto, ma guardando la stanza si accorge che qualcosa è cambiato. Lo specchio non è più al suo posto, un oggetto dondola, il suolo trema impercettibilmente. Capita così quando l’Altro, l’estraneo, entra: lo specchio non ci riflette più con precisione, qualcosa si muove.


Anche il leone si spaventa e si nasconde. Lui, che era l’oggetto della paura di tutti. Si rincantuccia ben bene sotto le coperte.
È a questo punto che torna il topo. Dice il testo. Tutto è tranquillo, la tenda è tirata, non un solo suono. Anche il topolino si infila sotto le coperte e la luce si spegne. L’ultima immagine sintetizza e immobilizza in un Segno tutti i personaggi. Gli occhi ben aperti. Il topolino in bianco. Sarà lui a rodere i margini come nella fiaba di Esopo?
Un libro straordinario, sensibile, davvero nuovo sul piano della narrazione.

Vediamo altri esempi.
Nel suo ultimo libro, La belle vie, Floc’h (qui trovate un libro di Floc’h che avevo analizzato), fa entrare la bambina dal sipario che separa il lettore dal libro, come quando un attore chiama a salire sul palco uno del pubblico. È il lettore stesso a essere chiamato a salire sulla scena e costruire la storia insieme al protagonista.
«Non restare là, vieni, raggiungimi dentro la pagina». «Ecco, faremo questo libro insieme, si intitola “La belle vie”».

Floc’h, La belle vie, Seuil Jeunesse 2014

Come spiego spesso ai miei alunni (e anche qui: Coinvolgere il lettore parte uno, due, tre), la relazione attiva con il lettore è uno dei modi in cui l’album sta cercando di fare concorrenza alla ricchezza di interazione che i bambini hanno, ormai quotidianamente, con tablette e dispositivi vari, attraverso giochi o applicazioni.
L’album cartaceo risponde a questa nuova necessità: o dando un universo completamente altro (lento, silenzioso, contemplativo – penso al sublime L’oiseau sur la branche di Anne Crausaz), o trovando il modo di stimolare e sorprendere il lettore (idee narrative nuove, pop-up, occhiali colorati…).

Anne Crausaz, L’oiseau sur la branche, Memo éditions

Ci si prova con libri gioco, come il Livre tapis d’activité (Libro tappeto di attività) di Bruno Gibert, o con occhiali colorati che permettono di far scomparire alcune immagini del libro.


Livre tapis d’activité, Bruno Gibert, Actes sud
Ana Pez, Mon petit frère invisible, Agrume éditions

Molti i libri senza testo, per adulti o bambini, presentati negli stand. Uno dei più interessanti, soprattutto per il ritmo, è La chasse (La caccia) di Margaus Othats, nel quale una bambina cerca di costruire un animale con dei sassi, regolarmente fatti esplodere dai cacciatori che entrano in scena. La violenza della distruzione contro la forza della creatività.

Marguerite Othats, La chasse, Magnani 2014

La cosa divertente è che questo gran darsi da fare dell’album nell’era del digitale è incomparabilmente più ricco del poco che si è fatto con il libro digitale (o narrazione digitale). Lo stand dei libri digitali (sgabellini con alcuni Ipad sui quali il salone aveva selezionato una decina di app) era poveruccio di idee. A parte Botanicula, che è una App davvero interessante per l’equilibrio che trova tra narrazione e gioco, e la bellezza grafica e morbida di Petting Zoo di Cristoph Niemann, non c’era nulla, a mio gusto, di davvero interessante. Potete esplorare le novità digitali voi stessi sul sito che il salone ha dedicato loro: POPAPP.

Petting zoo, Chrstoph Niemann

E per chiuedere in bellezza, ecco un video realizzato da Anna Martinucci e me sul Salone, con molti illustratori che firmano i libri (in Francia sono come star).

Arriva il gatto!
di Frank Asch e Vladimir Vagin
Un gatto arriva nel paese dei topi.
12,75 Euro
La chambre du lion
Adrien Parlange
Chi ha paura della stanza del leone?
13,79 Euro
L’oiseau sur la branche
Anne Crausaz
112 pagine di oura poesia tra i rami
20,66 Euro

6 Risposte per “Tendenze editoriali dalla Francia: i libri più belli. parte 2 (ultima)”

  1. 1 Valeria
    17 dicembre, 2014 at 11:26

    Bellissimo! Grazie Anna.
    Il mio preferito è Voilà la Chat.

  2. 2 AlmaCattleya
    17 dicembre, 2014 at 11:59

    Ti ringrazio come sempre per il bel post.
    Già da quando avevi postato alcune di queste immagini su Facebook (tipo la Camera del leone e La belle vie) mi era piaciuto molto come lo spazio fosse vivo e non solo uno sfondo.
    P.S.: Permettimi una piccola correzione. Quando si tratta di Esopo, non le si chiamano fiabe ma favole.

  3. 3 Anna Castagnoli
    17 dicembre, 2014 at 12:12

    Hai ragione Alma, grazie, lo so. È la settimana prima delle feste, tra pacchetti da cercare e tacchini da riempire mi sono sfuggite un sacco di cose :)

  4. 4 Nina
    17 dicembre, 2014 at 12:49

    “Capita così quando l’Altro, l’estraneo, entra: lo specchio non ci riflette più con precisione, qualcosa si muove.”
    quest’idea me la porterò dietro, con le immagini e la verità che riflettono, per tutto il prossimo tempo.
    Grazie sempre, e auguri a te cara Anna!

  5. 5 AlmaCattleya
    17 dicembre, 2014 at 17:14

    XDDD
    ti mando un grosso bacione

  6. 6 Rebecca
    17 dicembre, 2014 at 19:57

    Auguri Anna