Da toccare con i guanti. Festival del libro d’artista ‘Como Pedro por mi casa’

26 novembre, 2014
L’épluche-doigts

Como Pedro por mi casa è un festival del Libro d’Artista, quest’anno alla sua ottava edizione. Ho incontrato Julia Pallettier, illustratrice e curatrice del Festival, e l’ho messa sotto interrogatorio.
120 i progetti ricevuti, 64 quelli scelti.
6 mesi di lavoro per organizzare il festival, che oltre alla mostra, ogni anno è sempre più ricco di incontri, workshop, conferenze: quest’anno è stata invitata, con la collaborazione dell’Istituto Italiano, la casa editrice Orecchio Acerbo.
L’espressione Como Pedro por su casa significa, in spagnolo, sentirsi bene a casa propria. Julia l’ha leggermente modificata, per far sentire tutti a casa propria nella sala della libreria Central de Raval, che ogni anno ospita il Festival.


La sala della libreria Central de Raval che ogni anno ospita il Festival

Julia Palletier, a destra

Julia Pelletier

Non sono mai riuscita a caprie bene perché, ma i libri d’artista non mi hanno mai detto molto. Se inciampo in qualche mercatino di autoproduzioni ho la tendenza a guardarli da lontano, se ne apro uno per sbirciarci dentro, lo richiudo subito un po’ imbarazzata. Lo romperò? Si staccheranno le pagine? Ci troverò dentro qualche ditata non voluta dell’illustratore? Niente a che vedere con l’emozione che provo per un libro stampato.
Mi succede la stessa cosa con il teatro. Salvo sublime eccezioni, a teatro sono spesso tesa perché temo che gli attori sbaglino, che si inciampino e possano farsi male, che si dimentichino la parte, che siano presi da balbuzie improvvisa, e non riesco a entrare nel gioco di finzione, lasciarmi trasportare, crederci, goderne. Il look artigianale del libro d’artista, che è il suo fascino, a me rende nervosa.

In alto a destra, Arturo, di Ninamasina, Bruaà Editora

Ma un titolo, quando corrisponde alle vere intenzioni di chi l’ha inventato, può fare molto. Il piccolo Festival Como Pedro por mi casa è capace di mettere a proprio agio anche il lettore più ansioso.
Intanto, è ospitato in una delle più belle librerie di Barcellona e i libri d’artista sono circondati da tanti cugini installati in qualche sicura casella dell’editoria stampata che fanno loro festa, o viceversa. Si scendono le scalette per accedere alla sala semibuia e si entra in una bolla di silenzio. La gente che sfoglia i libri selezionati, o tace o sussurra. Nessuno ti guarda per farti sentire in colpa se un libro non ti piace o se non potrai permetterti la spesa di 40 euro per un’edizione limitata a tre copie, come capita a volte quando l’autore o il piccolo editore è vicino al suo prezioso manufatto.
Infine ci sono, come in una fiaba, decine di paia di guantini bianchi appoggiati un po’ ovunque che rendono il gesto di toccare un’emozione vellutata.


Niñapajaro

La selezione di Julia è impeccabile, seria, nessuna macchia. I libri sono appoggiati su stoffa o adagiati in eleganti cofanetti. Ci sono puff  dove ci si può sedere per passare un’abbondante oretta a sfogliare storie.

Un Festival così dovrebbe essere promosso dalla città stessa, per la sua bellezza, certo, ma anche per la ventata internazionale di autori e piccoli editori che vengono portati all’attenzione del pubblico; invece, Julia lamenta che trovare fondi è quasi impossibile, tutto è sulle sue spalle.

Il ripiano delle edizioni Milimbo

Quest’anno, tra gli artisti esposti, c’erano anche delle amiche italiane: Anna Masini (Ninamasina), con molti titoli diversi e intriganti sugli uccelli e gli animali; Giovanna Ranaldi, che con il suo Pulgarcito, edito da Milimbo, è stata selezionata, nientepopodimeno, nella Whire Ravens 2014, una delle più prestigiose selezioni editoriali d’Europa, a cura della Jugendbibliothek di Monaco (post); Roberta Bridda, che tiene molti corsi qui a Barcellona di libro d’artista. E una mia alunna della Escola de la Dona, dove sto insegnando da un paio di mesi: Paloma Elorriaga .

La cosa che più mi ha sorpreso passando un po’ di tempo dentro le pagine di questi libri è che la maggior parte degli artisti-autori non ci tiene a firmare il suo libro: era quasi impossibile trovare i nomi. Forse che un oggetto così curato, ancora tiepido di colla e inchiostro, è molto più rappresentativo di sé di quanto lo sia un nome?

Se volete partecipare alla selezione il prossimo anno scrivete a Julia Palletier: info@juliapelletier.com

Sul ripiano a metà, l’alfabeto di Paloma Elorriaga
Pulgarcito, Giovanna Ranaldi, Milimbo

Roberta Bridda
Giovanna Ranaldi, Pulgarcito, Milimbo
Milimbo
Javiera Pintocanales
Ninamasina/Anna Masini
Stella Rubio
Roberta Bridda
Camille Renault
RosaCarmen Autoediciones

Con:
Ana de Lima, Antonio Alberca Postigo, Augusta Espinosa, Camille Renault, Carla Aledo, Cassandra Fernández, Catherine Lemaire, Cecilia del Castillo Daza, Chloe Perarnau, Clara Saez, Claudia Blin, Claudio Molina, Dario Zeruto, David Ayuso, Eduardo Amatriain, Elena Martín, Eric Grau, Ermisenda Soy Bejar, Estel Martinez, Eva Figueras Ferrer, Eva Mengual, Federica Bau?, He?ctor Moreno Herrera, He?le?ne Genvrin, Irene Moresco, Itziar Ruiz Molla, Javier de las Heras Sole, Javiera Pintocanales, Jorunn Mulen, José Antonio Soria i Lídia Moreno, Julia Pelletier, Julie Escoriza i Joan Casaramona, L’épluche doigts, Lara Vera Molina, Maia Wright, Maria Pujol, Martina Colombo, Mercè Galí, Merce Rocadembosch, Milimbo, Narges Hasmik Mohammadi, Ninamasina/ Anna Masini, Niñapájaro, Nuria Go?mez Gabriel, Oritia Ruiz, Pablo Curti, Pablo Garci?a Vasconcelos, Paloma Elorriaga, Pau Gasol Valls, Perdita METABUK – Sandra March, Pere Ginard, Pia Wortham, Raquel Ares Rúa, Raquel Martín Peinado, Ricarda Vidal i Sam Treadaway, Roberta Bridda, RosaCarmen Autoediciones, Silvia Masdeu, Stella Rubio, Sylvia Gutiérrez Sánchez, Tamara Herna?ndez, To? collective , Xana Sousa, Yolanda Oreiro

NOTA: Un altro Festival d’Artista a Barcellona (che, mea culpa, non ho ancora visitato)  è “Blackout book“, dell’Ass. dell’Associazione ILDE, curato dall’illustratrice Elisa Pellacani, che cura anche un catalogo con i migliori libri d’artista dell’anno. Qui la pagina del Festivl, attualmente in mostra a Reggio Emilia! Se volete partecipare anche alla selezione di Blackout book: qui.

Su questo post, di Tiziana Romanin, potete vedere qualche foto di un festival del libro d’artista in Italia.
Qui un post su Oplà, un convengo italiano presso uno dei fondi più ricchi di libri d’artista in Italia, la biblioteca civica di Merano.
Qui un catalogo di libri d’artista di grandi artisti dei primi decenni del 1900.

3 Risposte per “Da toccare con i guanti. Festival del libro d’artista ‘Como Pedro por mi casa’”

  1. 1 Anna
    26 novembre, 2014 at 11:26

    Che bel racconto, che belle foto! Grazie Anna :-)

  2. 2 serena
    26 novembre, 2014 at 13:01

    Un bellissimo resoconto e indicazioni preziose. Come sempre, grazie!!

  3. 3 AlmaCattleya
    26 novembre, 2014 at 16:30

    Bel post e…
    Davvero il teatro ti fa questo effetto?
    Io ormai sono 10 anni che faccio teatro e ogni volta che salgo sul palco per me è come la prima volta.
    Non è sicuro e senti come i sensi che aumentano, come se diventassero ferini. E poi hai la gente e li senti vicini come se sentissi il loro respiro.