Il Salone di Montreuil 2013, visto da Gloria Pizzili e Ilaria Falorsi, e Nadjia

9 Dicembre, 2013

Quest’anno non sono potuta andare al Salone di Montreuil, ma ho avuto due inviate super speciali, le amiche e colleghe illustratrici Ilaria Falorsi e Gloria Pizzilli; anzi, tre inviate, se contiamo la meravigliosa piccola amica Nadjia.

Parigi andata e ritorno
di Gloria Pizzilli e Ilaria Falorsi

La domanda è: che cosa scrivere del salone di Montreuil che non si sappia già? Perché, che il salone parigino è molto diverso dalla cara fiera di Bologna è risaputo. Che è invaso da orde di bambini incontrollati e vocianti, anche quello già lo si sa. Che all’interno ci sono 130 gradi Farenheit, pure quello lo sanno tutti.

Che dire, il Salon du Livre et de la Presse Jeunesse di Montreuil funziona pressappoco così: decidi di andarci un bel po’ di tempo prima, sull’onda dell’entusiasmo. Prenoti tutto e non ci pensi più. Poi arriva il giorno della partenza che la voglia t’è bella che passata. Ma ci vai lo stesso, ovvio, portandoti dietro quella sensazione nello stomaco che ti ricorda che a casa avevi ancora da fare, che non era il momento di andare a spasso per Paris, che anche le tasche son mezze vuote e la valigia già mezza piena, quindi anche i libri, guardare e basta, mi raccomando. Tutto questo fino a un secondo prima. Il secondo prima di entrare.

Perché sulla soglia del salone deve esserci, per forza, un cartello con su scritto “Io non posso entrare”, riferito alla coscienza, ovviamente. All’angelo buono che sa darti i consigli giusti. Ecco, a lui l’ingresso è assolutamente interdetto.

E infatti una volta dentro passa tutto, passano la stanchezza e l’indolenza per fare spazio ad una specie di mania compulsiva che ti impedisce di visitare gli stand seguendo un criterio logico. Sei lì che salti da un libro all’altro, da un editore all’altro seguendo il fiuto. Eh, sì. Ci si sposta “a naso”, esultando come bambini.

Del nostro trio (ad accompagnarci la brava Nadija, di 8 anni) impossibile distinguere la bambina dalle illustratrici. Tutti i buoni propositi evaporati nel clima torrido dell’expo.

Cosa abbiamo visto? Difficile descriverlo. Per prima cosa si resta abbagliati dai colori. Tanti colori, e belli. Ogni stand è una palette, una scelta stilistica, un piccolo mondo. I libri stanno lì a mandare segnali cromatici: “sfogliami”, “scegli me”, “sono io il tuo preferito”. Alcuni addirittura dicono “comprami”.

Ma andiamo con ordine.
Per prima cosa le Pépites, gli albi selezionati dal salone stesso per il 2013.
Ecco le nostre preferite:

Le tigre blanc, Annabelle Buxton, Magnani 2012
Romance, Blexbolex, Albin Michel Jeunesse (Orecchio Acerbo 2013)
Après, Laurent Moreau, Helium 2013

Safari dans le lavabo, Guillaume Guéraud, Hélène Georges, Rouergue 2013

Ebbene sì. Le più pulite, essenziali. Piccoli tesori di equilibrio, cromatico e formale.
Cosa ci siamo portate a casa? La lista è lunga. Più lunga di quanto le tasche avrebbero voluto.
Tra tutti segnaliamo il divertente Forêt-wood di Rouergue che mette insieme un’improbabile raccolta delle più bizzarre tipologie di alberi,

Forêt-wood, Olivier Douzou, José Parrondo, Rouergue 2013

e Issun-boshi, il Pollicino giapponese di Actes Sud.

Issun Bôshi, L’enfant qui n’était pas plus haut qu’un pouce, Icinori, Actes sud 2013

Ci hanno sussurrato “comprami” anche L’Homme Parapluie di Sarbacane…

L’Homme Parapluie, David Sire & Thomas Baas, Sarbacane 2013

e più di un numero della rivista Bonbek di Mango, ma le tasche ormai erano vuote.

Consigli agli illustratori per i famigerati incontri con les directeurs artistiques? Pochi ma buoni.

Consiglio numero 1: fare attenzione all’abbigliamento degli altri illustratori in fila. Ne vedrete delle belle. Se siete character designer prendete nota: personaggi bizzarri quanti ne volete, senza dover fare la fatica di inventare.

 Ilaria Falorsi, ingrandire l’immagine cliccandoci sopra o cliccando qui

Ilaria Falorsi

Eccola qua sopra la sfilata dei personaggi ai colloqui – almeno quelli che mi ricordo io, e senza esagerazioni: cioè, la tipa con il tailleur bianco c’era davvero, così come la ragazza mezza nuda e quella con il portfolio troppo pesante da non riuscire a sollevarlo… e in più di una abbiamo segnalato la presenza di un signore anziano che sembrava uguale uguale a Moebius. Le ultime tre in fondo siamo noi.

Consiglio numero 2: non provate a parlare in inglese, l’ostilità è assicurata. Se non sapete il francese, piuttosto inventatelo (in stile Totò e Peppino …e la malafemmina). Apprezzeranno lo sforzo, forse rideranno, ma non vi odieranno.

Consiglio numero 3: i consigli son finiti, bonne chance!

E Nadija? Nadija ha aperto tutte le finestrelle (e anche noi a dire il vero) dei capolavori cartotecnici de Le Vengeur Masqué,

Les transports, Sophie Amen, Le vangeur masqué

ha giocato con la serie di libri animati Pyjamarama di Rouergue,

Pyjamarama, Olivier Douzou, Rouergue

ha riempito il suo sketchbook seduta sulla moquette del livello -1 (mentre noi  grandi stavamo in fila per i rendez-vous) e ha fatto il pieno di pain au chocolat.

Eccola qui,

Nadjia con in mano Tu préfères? edizioni Helium 2013

con il suo libro preferito, quello che si è portata dietro ovunque, dalla mattina alla sera, ristoranti compresi. Quello che, sulla via del ritorno, ci ha messo davanti al naso con sguardo misto tra il triste e il corrucciato, perché la costola del libro “è tutta rovinata, sarà stato qualche bambino al salone” ci dice “me l’hanno pestato e si è sciupato!”.

“Nadjia cara”, la risposta: “l’hai semplicemente letto 500 volte. È consumato”.

Questo post è stato scritto e curato da Gloria Pizzilli e Ilaria Falorsi, tutte le foto sono di Ilaria Falorsi.

10 Risposte per “Il Salone di Montreuil 2013, visto da Gloria Pizzili e Ilaria Falorsi, e Nadjia”

  1. 1 luisa n.
    9 Dicembre, 2013 at 9:44

    Prima o poi ci vado anch’io e mi porto pure le bimbe :-)

  2. 2 francesca ferri
    9 Dicembre, 2013 at 10:21

    baci a Nadjia

  3. 3 un23 ilaria
    9 Dicembre, 2013 at 10:50

    un salone meraviglioso e la caverna di Alibaba per chiunque ami i libri per i bimbi … da mamma degenere ci sono sempre andata da sola ma ho portato a casa valanghe di libri (quindi alla fine mi ripagavo dal mio egoismo ;-) Quest’anno, per la prima volta ci ho dovuto rinunciare e mi è mancata l’emozione delle belle scoperte :-) grazie per questa mini visita virtuale. i. http://bit.ly/18OjWh4

  4. 4 Lisa Massei
    9 Dicembre, 2013 at 10:51

    Grazie per il bel report :)
    Per i consigli e le foto super…
    Anche io prima o poi voglio andarci!

  5. 5 Gioia
    9 Dicembre, 2013 at 11:05

    Mitiche! E come tre magiche regine ci avete portato in dono questa finestra aperta su un mondo pieno di parole e colori in cui siamo saltati dentro anche noi. Anche se solo per il tempo della lettura di questo post, ma ci basta per cominciare una nuova giornata con il buonumore addosso!
    Splendida Nadija! Ma una foto di voi ? Eddaiiiii! Giusto per vedere il vostro bizzarro look per la fiera! :-)

  6. 6 Gloria
    9 Dicembre, 2013 at 11:10

    Hehe! Gioia io avevo: ballerine fluo, vestito fiorato marrò e cappellino di paglia. Ilaria invece: maglioncino a trecce arancioni, fuseaux a righe verdi e bianche e stivaletti frangiati. Scherzo ovviamente! Noi nere come ombre…fantasmi invisibili…ma i look descritti c’erano, più o meno. :P

  7. 7 Laura D
    9 Dicembre, 2013 at 12:52

    Bellissimo post ragazze! è proprio così, all’ingresso del salone la coscienza sta fuori! grazie ancora per i consigli e il divertimento!!!

  8. 8 ilaria
    9 Dicembre, 2013 at 13:01

    Gioia se vuoi posso fare una vignetta dei look degli altri illustratori e poi la pubblico, ma le foto nostre non ci sono purtroppo, eravamo troppo dedite ai libri :)

  9. 9 Anna Castagnoli
    9 Dicembre, 2013 at 13:28

    Siii vignetta! Vignetta!

  10. 10 Gioia
    10 Dicembre, 2013 at 11:06

    Ilaria la tua vignetta è molto meglio di una foto!
    E Nadja si capisce bene che sta consumando il suo libro preferito! :-)