Il gioco di leggere: identità di un editore

7 Novembre, 2012
Case – aut. C. Di Palma, ill. A. Aranda, A. Cacciapuoti, B. Martìn, G. Vitale, dir. art. M. Monachesi

INTERVISTA A GABRIELE CACCIATORI, EDITORE DE IL GIOCO DI LEGGERE

1)  Perché editori e perché editori per bambini?
Dopo avere letto libri, studiato libri, venduto libri, redatto e curato libri… rimaneva un ultimo passo. I libri per bambini sono stati inizialmente una scelta ragionata: scartabellando in internet tra i vari cataloghi di editori stranieri, abbiamo notato che vi erano parecchi libri di autori europei della seconda metà del ‘900 mai pubblicati in Italia. Oppure pubblicati ma ormai dimenticati. Veri classici moderni per bambini. E in pochi anni, pur piccolissimi editori, siamo riusciti in effetti a stampare in italiano alcuni tra gli autori e illustratori per ragazzi più famosi al mondo: Lindgren, Ungerer, Annie Schmidt, Carigiet e altri. Le cose per noi sono partite da qui.

Zloty – di Tomi Ungerer – Il gioco di leggere 2009
Una campana per Ursli Рaut. Selina Ch̦nz, ill. Alois Carigiet РIl gioco di leggere 2008

Quanti titoli in un anno?
Otto, dieci.
Nella scelta dei libri che pubblicate potreste individuare un filo conduttore? E’ uno stile? Un messaggio? Un’idea? Un desiderio?
Il significato, il senso, la ricerca del significato, sia a livello razionale sia emozionale, questo ci piace in un libro. I libri che prediligiamo devono prima di tutto raccontare con le parole una storia che “faccia senso”. Poi le illustrazioni arricchiscono i sensi e raccontano ulteriori significati di quella stessa storia. Certo ci sono anche i libri un po’ più commerciali, e anche questi ci piacciono, e non solo perché fanno vendere qualche copia in più.


Mumi senza memoria – aut. G. Clima, ill. C. Carrer – Il gioco di leggere 2010

Quali caratteristiche deve avere un testo o un’illustrazione per sedurvi? Cosa è che vi fa dire: “questo illustratore (autore) è per noi”?
Del testo ho appena detto. Dell’illustrazione: non credo si possa dire che vi sia un’illustrazione adatta a noi, bensì che vi sia un’illustrazione adatta ad una storia. Anzi, ve ne sono molte. Noi dobbiamo trovare almeno una illustrazione che si adatti al testo che abbiamo a disposizione. Poi, però, una volta realizzato il matrimonio tra il testo e quell’immagine, si tratta di matrimonio indissolubile. Mi piace questa immagine! Aggiungerei anche un’altra cosa: in generale ci piace pubblicare libri di qualità, di sostanza, ma che allo stesso tempo mostrino una certa positiva leggerezza.


Io, Titanic – aut. F. Degl’Innocenti, ill. S. Possentini – Il gioco di leggere 2012

Nella situazione culturale e politica del vostro paese vi sentite inseriti in una rete che vi sostiene? Come la definireste? Quali sono i suoi fili principali?
Vedo molta gente attiva nel settore della letteratura per bambini, molti appassionati, molta gente entusiasta che davvero ci mette l’anima. Credo sia questa la rete più importante.


La fata Però nel bosco dei pini Perché – aut. F. Campi, ill. S. Mulazzani – Il gioco di leggere 2012

Le co-edizioni: che politica avete di vendita e acquisto dei titoli? Preferite creare i vostri libri, venderli e/o comprarli dall’estero? Perché? Rispetto ai titoli che comprate e/o vendete ci sono differenze di accoglienza nei diversi mercati internazionali?
Come dicevo, abbiamo iniziato acquistando all’estero. Per tre anni circa. Poi abbiamo creato albi nostri. E alcuni di questi sono stati acquistati da editori esteri: Carrer, Mulazzani, Fulvia Degl’Innocenti, André Neves e altri. Per quanto riguarda cosa piacerà e a chi: certo ci sono differenze tra i vari mercati, ma secondo la mia esperienza nessuno sa prevedere quale strada potrà prendere un libro.


Tra le nuvole Рdi Andr̩ Neves РIl gioco di leggere 2012

Una cosa che vi piace del vostro lavoro e una che non vi piace.
Una cosa che mi piace: guardare a computer il libro completamente finito che stiamo per inviare allo stampatore. Una cosa che non mi piace: svegliarmi la notte seguente pensando al libro che abbiamo appena inviato allo stampatore!

Nessuna risposta per “Il gioco di leggere: identità di un editore”