“Narrare la parità”: vi invito a “non” partecipare a questo concorso finché non modificheranno il bando

22 febbraio, 2012

AGGIORNAMENTO 5 marzo:
L’Associazione Woman to be ha rivisto le clausole del bando.
La casa editrice Coccole e Caccole ha rivisto le clausole del bando (leggi la loro lettera)

Ieri mi è arrivato via mail un invito per il concorso “Narrare la parità“, organizzato dall’associazione Woman to be.
L’invito era rivolto in mailing list a grossi nomi dell’illustrazione italiana, e molti illustratori (Allegra Agliardi, Gianni De Conno, Simone Frasca, Eva Montanari, Fabian Negrin, Pepi Perisco) hanno risposto che le condizioni di questo concorso non sono accettabili.
Di solito, quando ricevo la sollecitazione di pubblicare sul blog un concorso a pagamento, rifiuto spiegando gentilmente che, secondo me, un concorso serio dovrebbe essere gratuito. Nel caso di questo bando, penso che dobbiamo fare qualcosa di più tutti insieme.
Ho chiesto spiegazione agli organizzatori e spero in una risposta: mi piace sempre dare il beneficio del dubbio prima di giudicare, e forse l’associazione Woman to be non è esperta del settore illustrazione. Quello che mi sorprende è che molti esperti del settore, nonché Enti, Regioni e Comuni, hanno sostenuto e promosso questo concorso. Tra gli altri, la rivista Andersen (leggere aggiornamento nei commenti: la rivista Andersen ha specificato aver appoggiato l’iniziativa per i suoi fini tematici ma di non aver partecipato o approvato il regolamento, e si dichiara d’accordo nel non approvare i punti contrattuali in questione) e la casa editrice Coccole e caccole.

(Alla fine di questo post vi invito a inviare una mail per chiedere alcune modifiche al concorso. Se siete d’accordo, prendete il tempo per farlo: è importante difendere il nostro lavoro).

Brevemente (vi lascio leggere per intero IL BANDO qui):
Oggetto: un album illustrato finito con indicazioni di formato e tema (cito: Il premio letterario Narrare la parità nasce con l’obiettivo di fornire ai piccoli lettori/alle piccole lettrici un immaginario alternativo a quello tradizionalmente veicolato dalla letteratura per l’infanzia, denso di stereotipi sessisti).
Costi di partecipazione: Il concorso è all’interno di un progetto sull’orientamento di genere che ha ricevuto un finanziamento dalla regione Toscana. Oltre a questo finanziamento, che non sappiamo a quanto ammonta, chiede 20 euro a partecipante per le spese di segreteria (calcolo: immaginando un numero basso di partecipanti: 500, solo con le iscrizioni, la somma totale disponibile per le spese di segreteria sarebbe 10.000 euro).
Premio: il premio è 500 euro + la pubblicazione del libro da parte di Coccole e caccole. Non basta. Ciliegina sulla torta, al vincitore viene chiesto di rinunciare alle royalties (diritti d’autore) sulle prime 1000 copie del libro.
Non vengono specificate le royalties dopo le prime 1000 copie, si accenna solo a un futuro contratto da stipulare (ma accettando il regolamento del concorso l’illustratore-autore sarà costretto, mi pare, ad accettare le condizioni contrattuali proposte da Coccole e caccole).

(Calcolo: tenendoci alti e immaginando delle royalties del 10%, se il libro costa, mettiamo, 10 euro a copia, con 1000 copie vendute l’illustratore rinuncia a 1000 euro del suo dovuto stipendio. Siamo a – 1000. Calcolando che ne ha guadagnati 500 col premio, siamo a  – 500. Considerando che ne ha spese 20 per partecipare possiamo quasi affermare che l’autore-illustratore vincitore si è pagato con 520 euro e duro lavoro la pubblicazione di un libro).

La mia domanda è: QUALE E’ IL PREMIO DI QUESTO CONCORSO?

Un illustratore professionista non accetterebbe di partecipare a un concorso con queste condizioni. Forse potrebbe cadere in tentazione un giovane, giovanissimo illustratore, allettato dalla pubblicazione. Al giovane giovanissimo illustratore ricordo che:
– I concorsi seri dovrebbero essere gratuiti (o con spese minime, inferiori ai 5 euro).
– Se i concorsi sono a pagamento, il premio o i premi dovrebbero ampliamente giustificare la spesa.
– Quando il concorso prevede la pubblicazione del libro, nel bando del concorso devono essere specificate: le royalties, l’eventuale anticipo, il tempo di decorrenza dei diritti d’autore.
– Se l’autore-illustratore ha un buon progetto o il talento per realizzarlo, non è necessario perdere soldi per vederlo pubblicato.

Sul tema di questo concorso, non commento. Ognuno è libero di proporre i temi che vuole. Solo mi piacerebbe sapere da quali fonti e ricerche si è arrivati alla conclusione che la letteratura per l’infanzia è densa di pregiudizi sessisti.

MAIL DA INVIARE PER DIFENDERE I DIRITTI DEGLI AUTORI:

Aggiornamento: le mail che avete inviato (sembra siano state tante!) hanno favorito il cambiamento del bando. Il concorso ora è gratuito, il premio resta lo stesso, la casa editrice ha annullato la clausola di mancate royalties sulle prime 1000 copie. Le royalties saranno del 7%.

OGGETTO: Richiesta di modifiche contrattuali del concorso “Narrare la parità”
Gentili organizzatori, sostenitori e promotori del concorso “Narrare la parità” promosso dall’Associazione Woman to be in collaborazione con la rivista Andersen e la casa editrice Coccole e caccole, e finanziato dalla regione Toscana. Pensiamo che le condizioni economiche e contrattuali di questo concorso vìolino i diritti degli Autori. Chiediamo che il concorso venga modificato nei seguenti punti:

– chiediamo che la somma di 20 euro di iscrizione venga azzerata.
– chiediamo che venga annullata la clausola di rinuncia alle royalties delle prime 1000 copie vendute da parte dell’editore Coccole e caccole.
– chiediamo che vengano specificati nel bando di concorso quantità delle royalties, eventuali anticipi,  e durata della cessione dei diritti con l’editore Coccole e caccole.

Suggeriamo inoltre i seguenti cambiamenti:
– chiediamo che l’oggetto del concorso sia uno storyboard, con testo e tre/quattro tavole definitive (come è uso), e non un libro completo. Pensiamo che il premio di 500 euro non sia sufficiente come rimborso spese per il lavoro di un intero libro.

Firma.

Sulla pagina Facebook di Scribarà c‘era già stata un viva discussione su questo concorso, con l’attivo contributo dell’illustratrice Cristina Sestilli. Trovate pubblicate nei commenti le giustificazioni dell’Associazione Woman to be.

57 Risposte per ““Narrare la parità”: vi invito a “non” partecipare a questo concorso finché non modificheranno il bando”

  1. 1 francesca
    22 febbraio, 2012 at 12:26

    Mail inviate, inutile dire che condivido tutto.

  2. 2 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 12:32

    Grazie Francesca.

  3. 3 Rebecca
    22 febbraio, 2012 at 12:40

    Ottima iniziativa, anche per me inutile dire che condivido.

  4. 4 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 12:46

    Non è inutile dirlo Rebecca, al contrario, è importante.

  5. 5 miguel
    22 febbraio, 2012 at 12:51

    Brava Anna, hai segnalato quel elefante rosa in mezzo alla stanza di cui nessuno parla.

    Anch’io penso che sia importantissimo muoversi insieme per segnalare abusi e deviazioni della professione.

    Ottimo

    p.s. La associazione illustratori dovrebbe essere piu’ agressiva in questi casi.

  6. 6 Chiara Nicolini
    22 febbraio, 2012 at 13:07

    Grazie, condivido tutto, provvedo subito a far girare e manderò mail.

  7. 7 laura38
    22 febbraio, 2012 at 13:11

    Fatto, ma la mailbox di redazione coccole e caccole è over quota (cioè hanno la casella piena) e non accetta altre mail.

  8. 8 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 13:16

    Laura grazie per l’info, l’ho cambiata con questa, che si trova anche sul loro sito:
    direttore(at)coccoleecaccole.it

  9. 9 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 13:17

    Vi copio cosa ha scritto Scribarà sulla sua pagina Facebook dedicata a questo concorso, quoto in pieno:
    Viviamo in un paese libero (dicono) ed ognuno è libero di scegliere come spendere il proprio tempo e quanta energia impiegare per autopromuoversi. Sicuramente, soprattutto se si è esordienti, la pubblicazione rimane un obiettivo primario da raggiungere. I concorsi si fanno anche per ottenere visibilità, per confrontarsi con gli altri, per mettersi alla prova. Ma in questo periodo così critico abbiamo la netta sensazione che si giochi sempre più al ribasso. Il talento, la professionalità, il tempo e le energie sembrano perdere valore in maniera esponenziale a favore di una concorrenza spietata, per ottenere cosa? Non intendiamo finire in polemica con le case editrici, soprattutto con quelle piccole che fanno grossa fatica a proseguire il loro lavoro, ma la casa editrice è un’impresa e come tale dovrebbe assumersi totalmente quello che si chiama “rischio d’impresa” e non accollarlo agli autori ed illustratori. Ci sembra che facendo un concorso del genere ci si serva gratuitamente del talento e del tempo di molte persone, tra cui scegliere con tranquillità chi utilizzare per un progetto, senza impegnarsi neanche a promettergli quella percentuale minima che arriva di solito dopo un anno e che non servirebbe neanche a pagare il lavoro, ma almeno fungerebbe da simbolico rimborso spese…

    Temiamo che in Italia lo scrittore e l’illustratore non siano più considerate professioni ma hobbies, passatempi per chi fa già un “lavoro serio” o è mantenuto da genitori, coniugi o pensioni e questo non può che andare a scapito non solo della dignità e della libertà dei diretti interessati ma dell’intera cultura e in definitiva, di ognuno di noi.

    Temiamo sia davvero troppo.

    Ognuno faccia la scelta che ritiene più opportuna.

  10. 10 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 13:20

    Vi copio le motivazioni con cui l’Ass. Woman to be aveva giustificato le clausole di questo concorso (sollecitata dalle proteste sul suo blog):

    L’associazione Woman to be nell’organizzare il tutto si è preoccupata, non tanto di garantire un sostanzioso premio in denaro che non è in grado di offrire, ma di:

    * assicurare soprattutto agli/alle esordienti la pubblicazione dell’opera vincitrice da parte di una casa editrice conosciuta a livello nazionale,

    * dare l’opportunità di essere messo/a in contatto con realtà editoriali e soggetti significativi nel settore della letteratura per l’infanzia,

    * assicurare la diffusione dell’opera vincitrice presso i servizi educativi della prima infanzia del territorio regionale (come il progetto originale prevede),

    * promuovere sia l’autore/trice dell’opera tramite manifestazioni di presentazione successive alla premiazione a cui sta lavorando,

    * lavorare affinchè il premio diventi un appuntamento annuale, conosciuto e riconosciuto a livello nazionale, dati i caratteri di innovatività della tematica proposta.

  11. 11 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 13:25

    Cioè, riassunto: il premio sarebbe la pubblicazione del libro gratis (anzi, a spese dell’illustratore, secondo i miei calcoli) e la visibilità.

    Ve benissimo. Accettiamo questa grande occasione. Allora che il concorso sia: categoricamente destinato a chi non ha mai pubblicato un libro. Che sia gratuito. Che l’illustratore che lavorerà gratis abbia almeno i suoi dovuti diritti d’autore.
    Se una casa editrice è disposta a investire in un libro, lo ricordo, non è mai per beneficenza nei confornti dei giovani illustratori. Se è molto piccola, può anche dare un anticipo basso, o nullo, ma non pagare le royalties è, a mio avviso, inammissibile.

  12. 12 mara
    22 febbraio, 2012 at 13:27

    grazie come al solito per la diffusione.
    mando subito le mail.

  13. 13 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 13:31

    Vi copio la risposta della rivista Andersen alla mail:

    Gentili amici,
    leggendo il carteggio di questa mattina, che ci è stato inoltrato da Walter Fochesato, precisiamo quanto segue:
    la rivista Andersen si è limitata a concedere agli organizzatori del concorso una media parternship così come consuetudine per diverse iniziative.
    In questo caso particolare la tematica (certo non originale ma interessante; qualcuno ricorda l’impegno di Adela Turin?) – alla quale dedichiamo un articolo di Mara Pace sul numero di marzo ospitando anche un contributo di Irene Biemmi dell’Università di Firenze – e la rete istituzionale di supporto all’iniziativa (Regione Toscana in primis) ci sembravano garantire correttezza formale.
    Spiace la comunicazione confusionaria e maldestra degli organizzatori.
    Infine, per quel che concerne il bando -in quanto media partner non è stato da noi né esteso né concordato- evidenziamo la correttezza dei rilievi sollevati.

    Un caro saluto
    Barbara Schiaffino

  14. 14 laura38
    22 febbraio, 2012 at 13:31

    La rivista Andersen mi ha risposto in privato, e dovrebbe aver risposto anche a te Anna, quando hai un attimo controlla le mail

  15. 15 Cristina
    22 febbraio, 2012 at 13:39

    Salve,
    rimasi sconvolta nel leggere di questo concorso, mi mobilitai anche su facebook e scrissi insieme ad altre illustratrici sul blog del concorso in questione, mentre una mia cara amica mandò una mail all’associazione spiegando le stesse cose che sono scritte qua.
    Sul blog i messaggi di rimostranza vennero cancellati una cosa poco carina…da censura e non erano messaggi minatori o dal contenuto imbarazzante.
    Risposero con un nuovo post, dove se andate a leggere rimane tutto pressochè invariato,tranne ma non si capisce bene la questione della riconsegna degli originali.
    Il concorso iniziale diceva esplicitamente che gli originali non venivano riconsegnati, senza spiegare la fine che avrebbero fatto. Ora si parla forse di copie non restituite. La questione degli originali non restituiti mi innervosì molto di più rispetto alle royalties, e alla donazione dei 20 euro in beneficenza.
    Scrissi dopo la cancellazione del messaggio un post in merito dal titolo essere esordienti non significa essere stupidi sul mio blog.
    Sono contenta di questa iniziativa, perchè mi fa sentire meno sola.
    C’è il fatto che essere esordienti comporta anche tacere per paura poi di essere presi come; scusate il termine; dei”rompi maroni” .
    Il mondo dell’illustrazione alla fine è piccolo ci si conosce nel bene o nel male un po’ tutti.
    L’unione fa la forza, per cambiare questo sistema bisogna essere uniti, e il fatto che questa iniziativa parta da una illustratrice affermata spero che incoraggi a dimostrare il proprio dissenso anche chi come me la sottoscritta è alle prime armi.
    cristina

  16. 16 Emy
    22 febbraio, 2012 at 13:44

    No, cioè, devo capire per bene: in due mesi devo trovare uno scrittore che mi scriva la storia, aspettare che la scriva e dopo fare tutte le illustrazioni per un libro di 24 pagine, pagare 20 euro e con una probabilità del 1×1000 (o meno) forse avrò 500 euro da dividere con lo scrittore?
    mi viene da ridere!

    Nel bando hanno fatto un po’ di confusione tra letteratura per l’infanzia e libri scolastici, solo di questi ultimi ci sono diversi studi che li attribruiscono sessismo. Nel bando viene citata appunto una regolamentazione dei testi scolastici. Ma cosa c’entra la letteratura?

  17. 17 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 13:44

    Cristina, grazie per il tuo coraggio anche quando eri sola. Vado a rileggere il bando, ma non mi sembra che attualmente si parli di copie non restituite (ma ora controllo bene).

    “Il mondo dell’illustrazione alla fine è piccolo ci si conosce nel bene o nel male un po’ tutti.”
    Sì ma non c’è assolutamente niente di sconveniente secondo me a difendere i nostri diritti. Si può discutere, siamo tutti professionisti: da una parte e dell’altra; è solo questione di trovare degli accordi che rispettino tutte le parti.

  18. 18 Alessandra
    22 febbraio, 2012 at 13:51

    Brava Anna! Condivido in pieno!
    la coesione da parte nostra potrebbe far cambiare un po’ le cose.

  19. 19 Francesca
    22 febbraio, 2012 at 13:59

    Cara Anna,
    ho inviato la mail e condivido appieno il tuo post.
    L’unico dubbio che ho (e infatti mi sono permessa di non inserirlo nella mia mail di protesta) è sull’auspicio finale. Concorsi, a mio parere ottimi, come quello del Fondo de Cultura Económica e Kalandraka e, in parte, anche il nuovo di Nostra Ediciones, richiedono il prototipo finito del libro.
    Un caro saluto e ti seguo sempre.

  20. 20 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 14:01

    Sì Francesca, ma danno 10.000 euro per un prototipo intero!
    La somma di 500 euro di premio non mi sembra giustificare il lavoro di un intero libro.

  21. 21 Valentina Capellino
    22 febbraio, 2012 at 14:22

    Ho mandato le mail anch’io. Sono contenta che finalmente si possa far gruppo e protestare contro un sistema che vuole solo sfruttare il nostro lavoro (se lavoro lo considera, dato che come dici tu viene giudicato più un hobby)
    grazie mille

  22. 22 simone frasca
    22 febbraio, 2012 at 14:33

    mail inviate, quella a coccole e caccole ritornata per overdose….brava Anna e bravo Fabian che ha lanciato il sasso( senza nascondere la mano)

  23. 23 Ila
    22 febbraio, 2012 at 14:44

    Riporto e ovunque posso questo tuo giustissimo post, che condivido.

    Grazie Anna, come sempre.
    Ila

  24. 24 Francesca
    22 febbraio, 2012 at 14:47

    Sì, hai ragione!

  25. 25 serena
    22 febbraio, 2012 at 14:48

    dispiace molto essere sfruttati, e da illustratrice alle prime armi è facile cascarci sottovalutando l’importanza dei propri diritti. non vorrei spostare l’attenzione, ma ho un dubbio sul nuovo bando per “scarpetta d’oro”. Dice: “tutte le altre opere non saranno restituite ai partecipanti e resteranno a disposizione del Premio per successive mostre ed esposizioni”.
    Se voglio il mio disegno devo inviare 20 euro (e non specifica come e quando).
    Inoltre “autorizza ad utilizzare per il futuro e gratuitamente la propria opera e/o parti di essa, nonchè a riprodurla e ELABORARLA anche nel materiale di presentazione/promozione di Scarpetta d’Oro”
    Non dice una cosa importante: il mio nome sarà citato? non credo, visto che sui deplian non c’è mai il nome di chi ha realizzato l’illustrazione!
    Io sono in dubbio se partecipare…..

  26. 26 Cristina
    22 febbraio, 2012 at 15:02

    Anna, ho riletto il bando e credo che abbiano cambiato la clausola degli originali non restituiti con copie del testo e delle tavole, non restituite.

  27. 27 massimo
    22 febbraio, 2012 at 15:12

    condivido

  28. 28 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 15:15

    Ho tolto dalle mails a cui inviare la domanda di cambio regolamento quello della rivista Andersen, dopo che ha chiarito la sua posizione a favore della non correttezza di parti del bando.

    @Serena. Mi mandi il bando?
    Che un conocorso tenga gli originali per uno o due anni può servire a varie mostre itineranti (devono specificare sul bando quanto tempo), ma che chiedano 20 euro per veder rispedito il proprio originale è inammissibile, ma sei sicura?
    Io comunque non parteciperei a concorsi dove si chiedono soldi. A meno che non siano rimborsi di spese postali.

  29. 29 Maddalena Sodo
    22 febbraio, 2012 at 15:28

    Ciao Anna,
    sono completamente d’accordo con te…Purtroppo, parlo da neofita, ho l’impressione che siano di più i concorsi “con qualche fregatura” che quelli limpidi e cristallini, che abbiano come scopo la creazione di qualcosa di bello e utile per tutti (per chi crea, per chi pubblica e per chi ne usufruisce).
    Un caro saluto e grazie per questa segnalazione.
    Maddalena

  30. 30 serena
    22 febbraio, 2012 at 15:31

    ti mando il link al bando. se vuoi che ti rispediscano il tuo disegno devi inviare 20 euro per le spese. Ma non dicono come pagare. Se metto 20 euro nella busta con l’illustrazione la prendono come un triste tentativo di corruzione? : )
    gli altri anni invece te lo rispedivano gratuitamente. capisco che è la crisi, ma 20 euro non sono tanti? La cifra è così alta per farmi desistere dal rivolere l’originale?
    Io preferisco in assoluto i concorsi che richiedono all’inizio la scansione, e se poi mi selezionano gli mando l’originale.

    http://www.politecnicocalzaturiero.it/politecnico_files/file/17°%20bando%20illustratori%20%20ITALIANO.pdf

  31. 31 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 15:41

    Ho letto.
    Non so, se spediscono con corriere privato 20 euro sono poche, se spediscono con posta forse ne bastano 10, ma dipende dalle dimensioni del pacco, bisognerebbe chiedere alle poste. In effetti l’illustrazione deve essere avvolta da cartone resistente, il pacco non è piccolo.

    Invece sono ben striminziti i 1000 euro come forfait totale per il libro. Era un prezzo minimo quando iniziai io, 10 anni fa… Ma è anche vero che la distribuzione del libro di Scarpette d’oro è pittosto piccola. Ma che editore c’è dietro lo sapete? Un tempo era Edicolors, ora?

  32. 32 Cristina
    22 febbraio, 2012 at 15:44

    Anna ora la pubblicazione del libro scarpetta d’oro è : grafiche editoriali lapress

  33. 33 Gianni de Conno
    22 febbraio, 2012 at 16:26

    La discussione rivela che sotto la cenere silenziosa dell’individualismo e del pressapochismo che anno dopo anno ha cancellato la professionalità nel mondo dell’illustrazione, alcuni non ci stanno più ad accettare regole improbabili e improponibili.
    Il riconoscimento professionale, le regole e il diritto d’autore, sono in Italia un problema grave e irrisolto.
    Se, come giustamente dice Anna, l’illustratore non è considerato un professionista ma un ‘hobbista’ (sic!) è anche grazie al contributo di una gran parte degli illustratori.
    Il bando del concorso ‘Narrare la parità’, i contratti con clausola di rinuncia alle royalties, autori e illustratori che non chiedono compensi o peggio pagano per la pubblicazione, non sono casi isolati di folklore italico.
    Ma se è doveroso segnalare situazioni di questo tipo è altrettanto doveroso non generalizzare evidenziando chi, al contrario, riconosce la professionalità degli autori e degli illustratori.

    Dal 19 marzo ci sarà la Fiera del Libro di Bologna. Sarebbe interessante riuscire ad organizzare, con la collaborazione della Fiera del Libro, la rivista Andersen, l’Associazione Illustratori, giovani e affermati illustratori e autori, editori, un forum (o tavola rotonda o come vogliamo chiamarla) sullo stato dell’arte
    dell’illustrazione professionale in Italia, possibilmente senza pudori, timori, protagonismi e con molta sincera concretezza.

  34. 34 oscar
    22 febbraio, 2012 at 17:44

    Inviata la mail! Ottima iniziativa questa! Certo questo non è un caso isolato…

  35. 35 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 18:01

    Gentile Gianni de Conno, la ringrazio per l’intervento e sono d’accordo sul non generalizzare.
    L’Associazione Illustratori tra l’altro ha fatto molto in questi anni per stilare delle linee guida necessarie al rispetto del lavoro degli autori.
    Accolgo con grande entusiasmo una riunione il più sincera possibile sullo “stato dell’arte
    dell’illustrazione professionale in Italia”, e la contatto in privato per definire tempi e modi.
    Io nel frattempo cerco di raccogliere il più largo numero di testimonianze possibili tramite il blog per stilare un quadro realistico.
    Penso al modo di farlo senza violare la privacy che protegge i contratti tra autori e editori.

  36. 36 Francesca Ferri
    22 febbraio, 2012 at 18:08

    mi fa piacere questa iniziativa, anche io aderirò anche se a mio tempo avevo commentato sul loro blog che il regolamento mi sembrava un paradosso: un concorso volto a promuovere il concetto di parità basato sullo sfruttamento…Altro concorso scorretto è quello della scarpetta d’oro, ne avevo già parlato qui, ma a vuoto. Infatti chi vince dovrebbe illustrare un libro del quale, nel bando, non si trova nessuna indicazione. Potrebbero essere 10, 20 o 60 illustrazioni. Il premio include anche la cessione degli originali. Non è corretto neanche se sei uno studente.

  37. 37 Francesca Ferri
    22 febbraio, 2012 at 18:31

    Ho commentato questo sul loro blog, ma non lo pubblicano.

    Gent. Associazione,
    i fini sono nobili, ma in questo bando e anche in quello aggiornato non si specifica che fine faranno i diritti dell’autore vincitore sull’opera dopo la millesima copia venduta. Il diritto d’autore è contemplato e regolato da specifiche norme e leggi. E’ come se ad un apprendista si facesse firmare un contratto di lavoro che dicesse: ti assumiamo tutta la vita per 500 euro lavori il primo mese, dal mese successivo decidiamo noi come ci pare.
    E’ un esempio forzato lo riconosco, ma il mestiere dell’illustratore si basa sulla rendita del proprio lavoro intellettuale che fatto una volta, viaggia per il mondo viene visto usato una, cento, mille volte si spera. Ogni volta una briciola arriva nelle tasche dell’illustratore, ed è questo il suo vero stipendio. A mio parere ripeto non è una questione di soldi, ma di chiarezza sul destino del proprio lavoro.

  38. 38 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 19:14

    La casa editrice Caccole e Coccole ha modificato la clausola relativa alla pubblicazione del libro. Cancellano l’annullamento delle royalties per le prime 1000 copie e precisano che le royalties saranno del 7% come in tutti i loro contratti.
    Qui trovate la loro lettera:
    http://www.lefiguredeilibri.com/2012/02/22/coccole-e-caccole-modifica-il-suo-contratto-e-la-rivista-andersen-risponde/

  39. 39 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 19:15

    Francesca provo a scrivere anche a Scareptte d’oro.
    Domani.

  40. 40 Antonio
    22 febbraio, 2012 at 21:16

    Brava Anna!

    Al di là del caso particolare,
    la questione della dignità professionale degli illustratori è fondamentale.
    Me ne parlava alcuni anni fa Roberto Innocenti, scoraggiato relativamente alla situazione italiana.

  41. 41 Rossana B.
    22 febbraio, 2012 at 21:58

    Vorrei, per le informazioni a mia disposizione, indicare alcune cose riguardo al concorso “scarpetta d’oro”. Premetto che io ho partecipato nel 2010 e sono arrivata seconda, per questo ho avuto la possibilità di tenere una mostra personale e di vedere un po’ il retroscena dell’organizzazione del concorso. I cambiamenti riscontrati sul nuovo bando sono dovuti ai notevoli tagli che sono stati fatti dai finanziatori del concorso. Già all’inaugurazione della mostra del 2011 io ho potuto notare notevoli differenze rispetto alla mostra del 2010 sia per la location che per il materiale stampato (cataloghi, cartoline…) che veniva dato in omaggio.
    Fino all’anno scorso il compenso per il vincitore che che aveva poi la possibilità di pubblicare il libro era di 2000 euro, nel nuovo bando è stato dimezzato. Inoltre so per certo che la restituzione delle opere avviene attraverso corriere per evitare smarrimenti dalle poste quindi 20 euro (effetivamente non è chiaro come fare per farglieli avere, magari è il passo successivo, dopo la selezione si comunica che si rivuole l’illustrazione e verrà comunicata la modalità, comunque questa è una cosa che si può chiedere) per farsi rimandare indietro la propria illustrazione non sono poi così tanti (io ad esempio ho pagato 36 euro per riavere le illustrazioni dal premio Compostela). Purtroppo la crisi e i tagli ai fondi hanno portato ad optare per queste richieste. Anche il libro che si va a pubblicare se si vince il concorso è stato ridotto come numero di pagine, nel 2011 si componeva di non più di 6-7 tavole illustrate per un totale di 16 pagine esclusa la copertina. L’editore è grafiche editoraili lapress.
    Tutto questo solo per dire che il concorso in questione è comunque ben organizzato, stampano sempre un bel catalogo con la bio degli illustratori accanto ad ogni illustrazione, stampano le cartoline delle opere vincitrici, se fai la mostra stampano un cataloghino personale dell’illustratore.
    Io mi sono trovata molto bene e ho avuto a che fare con presone precise e corrette che cercano di mantenere il concorso ad un certo livello nonostante i tagli quindi non lo definerei in alcun modo un concorso scorretto, anzi per la mia esperienza è uno dei concorsi più corretti e cristallini a cui mi sia capitato di partecipare.

  42. 42 maddalena sodo
    22 febbraio, 2012 at 22:06

    penso che per il concorso Scarpetta D’Oro i 20 euro siano per le spese del corriere, per rimandare al mittente la tavola qualora non venga selezionata. Se usano il corriere quello è effettivamente il costo. Considerando che il concorso non è a pagamento, forse ci possono anche stare le spese per la restituzione…
    Grazie per questa costruttiva discussione

  43. 43 Anna Castagnoli
    22 febbraio, 2012 at 23:44

    Aggiornamento: Carla Donati della Organizzazione e Risorse della Regione Toscana ci ha scritto che loro non sono coinvolti nel finanziamento al concorso e chiedono spiegazioni agli organizzatori del concorso (che non hanno ancora risposto).

    Ci pregano di non inviare più mail. Vi chiedo dunque di cessare l’invio di mail: credo che il messaggio sia arrivato chiaro. Grazie per la collaborazione!

  44. 44 serena
    23 febbraio, 2012 at 8:06

    hai ragione Rossana, io sono stata selezionata per il catalogo quest’anno, e dopo averlo ricevuto ho mandato una mail per ringraziare, sinceramente. Un concorso che mi è piaciuto molto.
    Poi ho letto il nuovo bando e mi è venuto un colpo. Lasciamo perdere i 20 euro.
    Il punto è la perdita dei diritti sulla propria opera: per sempre? e poi: va bene usare gratis il mio disegno, ma almeno sarà citato il mio nome? io giro e rigiro il deplian del bando ma non trovo il nome dell’autore dei due disegni. Non lo trovo io? Se non c’è questa è la vera ingiustizia.

  45. 45 barbara vagnozzi
    23 febbraio, 2012 at 8:45

    il lato più preoccupante è che l’associazione illustratori e andersen si prestino a sostegno di questo tipo di iniziative, è un pò come sdoganare l’indegno….e visto che allo sfruttamento gratuito o quasi della creatività non c’è limite, specialmente in italia, mi chiedo chi dovrebbe indignarsi se non proprio chi promuove contratti e deontologia………

  46. 46 Rossana B.
    23 febbraio, 2012 at 10:02

    @ Serena, le problematiche che citi sul bando del concorso “Scarpetta d’oro” sono le stesse dei bandi precedenti, quelle cose non sono cambiate, erano così anche quando hai partecipato tu. Poi è vero sul pieghevole non è citato il nome dell’autore delle tavole che è sempre il vincitore dell’anno prima, magari se glielo si fa notare potranno in futuro mettere il nome dell’autore sul pieghevole.

  47. 47 Anna Castagnoli
    23 febbraio, 2012 at 10:38

    @Barbara: Ma l’Associazione Illustratori non era implicata nel bando. Io ho messo il loro nome perché (credo) dovrebbero proteggere i soci da situazioni di questo genere. Anche se non ho mai capito bene il ruolo dell’AI in casi come questo. Forse aiutano i singoli soci se questi ne fanno riuchiesta? Non so davvero.

  48. 48 Rossana B.
    23 febbraio, 2012 at 11:35

    Anna, scusami ma forse ti sei confusa io non ho nominato la società illustratori, probabilmente facevi riferimento a quel che diceva Barbara.

  49. 49 Anna Castagnoli
    23 febbraio, 2012 at 11:37

    Ho corretto Rossana, grazie!

  50. 50 Echino
    23 febbraio, 2012 at 13:34

    Ho spedito anch’io la mail. Sono d’accordo su tutto e, come dicevo sotto il post di Scribarà, qui più che con una coccola sembra di avere a che fare con una caccola. Caprioline affettuose a tutti voi

  51. 51 Consuelo
    23 febbraio, 2012 at 14:53

    Mail inviata.

  52. 52 Isabella Grott
    23 febbraio, 2012 at 16:12

    Ho letto che il messaggio è stato recepito e che le mail non vanno più mandate, dopo la risposta di coccole e caccole, o sbaglio?
    Ho però publicizzato ancora questo fatto su facebook, perche credo che se anche la cosa possa sembrare ridondante è giusto continuare a ricordarla a tutti, finchè non cambia. Sono d’accordo con molte delle cose scritte qui sopra, sopratutto sulla critica che è stata fatta allo stato dell’arte attuale. E alla situazione in cui l’Italia si trova riguardo i giusti riconoscimenti che un autore e un illustratore dovrebbero avere in questo campo.
    Spero inoltre che l’incontro proposto da Gianni da Conno a Bologna si realizzi. Sarebbe un ottimo modo per poterci conoscere tutti di persona e provare insieme a cambiare le cose.
    Grazie Anna e tutti quanti.
    Isabella

  53. 53 Anna Castagnoli
    24 febbraio, 2012 at 10:49

    Coretto Isabella, sospendiamo le mail in attesa dei cambi.

    AGGIORNAMENTO 24 febbraio:
    L’Associazione Woman to be sta rivedendo le clausole del bando.

  54. 54 barbara
    24 febbraio, 2012 at 14:26

    mi scuso…..mi sento appena un pochino meglio se AI non ha sostenuto il concorso………

  55. 55 Michela
    1 marzo, 2012 at 0:02

    Grazie per avere messo in luce le ombre nascoste dietro questo bando.
    Sono una illustratrice alle prime armi e senza l’aiuto di qualcuno più esperto di me rischio di cadere in trappole di questo tipo…
    GRAZIE!

  56. 56 lisa massei
    1 marzo, 2012 at 22:07

    hanno pubblicato il nuovo bando.
    pare che non ci sia più la tassa di iscrizione. il premio ammonta sempre a 500 euro, ed è riconosciuto il 7% sulle prime copie vendute.

  57. 57 Anna Castagnoli
    1 marzo, 2012 at 22:49

    Grazie Lisa, lo so, domani pubblico la notizia insieme alla lettera di Woman to be.
    Siamo stati efficaci!