Il futuro del libro per bambini? Una breve riflessione sul libro digitale

22 aprile, 2010

E’ in atto una delle più grandi rivoluzioni della storia del libro. Per ora si adattano i libri al supporto digitale. Ma tutte le possibilità di questo nuovo supporto: inter-testi, rimandi, possibili animazioni all’interno del testo scritto, cambieranno radicalmente il modo di leggere e quello di scrivere.
Immaginate un personaggio che, alla Icaro involato di Queneau, c’è alla prima lettura del libro e, alla seconda… non c’è più, o ha cambiato carattere, sposato un’altra… Immaginate di poter intervenire quando un finale non vi piace, immaginate un libro che percepisce le vibrazioni del vostro cuore, e si adatta ai vostri gusti… Cosa altro ci aspetta ancora di inimmaginabile?
Io trovo tutto questo meraviglioso. Vorrei poter vivere 500 anni e scoprire quali effetti avrà sulla lingua e sulle sue strutture, sulla narrazione come l’abbiamo concepita fino ad oggi, sul nostro modus pensandi.
E avete pensato a quali rivoluzioni andrà incontro l’illustrazione nei libri per bambini digitali?

54 Risposte per “Il futuro del libro per bambini? Una breve riflessione sul libro digitale”

  1. 1 Simone
    22 aprile, 2010 at 12:39

    Per me è spettacolare, purtroppo non ho le capacità al momento, per poter animare o costruire scene animate con le mie illustrazioni ma sicuramente la cosa mi interessa..Chi di voi non ha mai sognato il proprio disegno, personaggio, oggetto, prendere vita e trasformarsi, vibrare, muovere la testa??..
    Che meraviglia!

  2. 2 Alona
    22 aprile, 2010 at 14:35

    Alice digitale è meravigliosa. E che sollievo per la Natura di sacrificare meno alberi per la carta.

  3. 3 Simone
    22 aprile, 2010 at 14:46

    Per quanto riguarda la natura non credo ci sia un grande giovamento..batterie inquinanti, materiali plastici da riciclare, etc..Non so magari mi sbaglio

  4. 4 Michela
    22 aprile, 2010 at 15:11

    Forse sono una sciocca nostalgica… ma la carta tra le mani, l’odore dei libri, quell’intimità…
    sicuramente il “giochino elettronico” è divertente e intrigante ma è un’ altra cosa.

  5. 5 Flavia
    22 aprile, 2010 at 15:15

    Anche io sono molto curiosa di vedere come si evolverà il nostro modo di fruire. Bellissimo post, grazie -anche gli altri non scherzano affatto per interesse e utilità-

  6. 6 Francesca Ferri
    22 aprile, 2010 at 15:24

    Si è spettacolare, le meraviglie della tecnologia che hanno protagoniste l’interazione tra uomo e macchina sono stupefacenti. Però questo in particolare non mi esalta e non penso che il libro digitale sostituirà facilmente il libro di carta. La tecnologia ha già rivoluzionato l’editoria: dalla composizione dei testi all’illustrazione fino alla stampa. Oggi si può stampare un libro illustrato senza che prima del 1° volume ne sia mai esistita una parte in altra forma materiale, ma solo digitale (di luce? di energia? non saprei definire). Forse quello mostrato dal video è l’ultimo stadio della mutazione: niente stampa e il libro rimane in forma digitale per sempre. Per sempre? anche questo è da vedere, dipende dalla durata di un supporto informatico. Comunque il risultato è l’eliminazione della materia. Non sono una nostalgica, nel mio lavoro di illustratrice DEVO per forza lavorare digitalmente ( questioni tecniche di stampa)ma riflettendo mi sovviene una domanda: il fascino di un libro non è anche quello di poterlo toccare e annusare? Di amarlo come un oggetto di cui volersi circondare? Di sicuro saranno comodi i libri digitali , in case piccole e senza librerie Billy, ma qualcosa che sia ama lo si vuole toccare e annusare, accarezzare.
    Questo oggetto mi sembra un incrocio tra un computer, un cartone animato e un videogioco. Non ha per niente il fascino del libro di carta,
    e poi non si può leggere in spiaggia: c’è troppa luce e troppa sabbia!! :-)

  7. 7 ilaria
    22 aprile, 2010 at 15:24

    anche io adoro la carta e le pagine da sfogliare, e penso che il libro come oggetto sia uno degli elementi di design più “longevo” che sia mai esistito: io posso leggere lo stesso libro di mia nonna, potrà un mio bisnipotino leggere su un ipad? credo di no. Probabilmente la “sua” tecnologia sarà ancora più avanzata! Però è molto stimolante immaginare il futuro del libro…

  8. 8 Simone
    22 aprile, 2010 at 15:35

    Spero proprio che la carta non venga sopraffatta dal libro digitale ma non sottovaluterei le potenzialità, l’interazione creativa, la dinamicità del “libro elettronico” e non credo sia solo un giochino. Più che altro è un ulteriore e diverso strumento di comunicazione.

    Basta guardare con quanto interesse e semplicità la bimba del video si diverte nell’ interagire con l’iPad per immaginarne le potenzialità.

    Io stesso ho provato un fumetto per l’iPhone di un mio amico (io non sono uno così appassionato di tecnologia) e vi assicuro che è coinvolgente.

  9. 9 Flavia
    22 aprile, 2010 at 15:54

    E poi il libro, e quindi il piacere della carta, ci sarà sempre, solo magari se ne stamperanno meno e migliori. E in più ci sarà l’Ipad e altri lettori.

  10. 10 Anonimo
    22 aprile, 2010 at 16:10

    E poi credo si possa anche relizzare il libro in vari formati..Cartaceo, digitale interattivo e con lo stesso libro si potranno vivere diverse esperienze visive.
    Comunque forse non ce ne siamo accorti ma stiamo parlando del presente ormai.

  11. 11 Simone
    22 aprile, 2010 at 16:11

    l’ultimo commento è mio..scusate

  12. 12 Francesco
    22 aprile, 2010 at 17:34

    Ciao a tutti, non vorrei passare per nostalgico e retorico, ma ricordo che da bambino, quando sfogliavo un libro che mi piaceva, le sue illustrazioni andavano oltre la tridimensionalità. Le ricordo come vere ambientazioni dove mi immergevo letteralmente. Delle illustrazioni di Adelchi Galloni per “Baciccia nel far west” ricordo di aver esplorato gli angoli più reconditi, aver sentito i cavalli sfrecciarmi a fianco e aver tossito per il fumo dei sigari dei cow boys…
    Era una sensazione forte, a cui a mio parere il libro animato come alice per I-pad non mi sembra aggiungere niente. Resta comunque la curiosità di immaginare il libro del futuro… anche se mi incuriosisce di più il contenuto.

  13. 13 Paolo
    22 aprile, 2010 at 18:05

    Noi editori stiamo ricevendo da più parti sollecitazioni a riflettere intorno al tema proposto da Anna.
    Senza voler sminuire le tecnologie e il progresso che hanno compiuto negli ultimi vent’anni, mi pare che tutte le applicazioni che sono state fin qui tentate (o, almeno, quelle che ho visto io), siano abbastanza poco interessanti.
    La trasformazione dell’albo illustrato in applicazione per iPad o iPhone o altro aggeggio del genere pone una serie di problemi legati allo strumento e all’interattività. Se tutta l’interattività a cui si riesce a pensare è quella che si vede in questi filmati, o in altri disponibili in rete, sfioriamo l’irrilevanza. il libro resta comunque meglio.
    Nè riesco a immaginare che si tenti di modernizzare la già fallimentare tecnologia dei CD interattivi fondati sull’ipertestualità, riversandola nei nuovi media (erano noiosi e continuerebbero a restare tali).
    Ho la sensazione che il nuovo media richiederà un ripensamento complessivo delle modalità di costruzione ed elaborazione dei contenuti, che potrebbero avere, o non avere, un effetto sulla costruzione del picture book. Ho anche la sensazione che la complessità strutturale della narrazione, necessaria per rendere ogni elemento dell’immagine “agibile” (esattamente come si fa con il libro e come bene ha spiegato Francesco) porti a una complicazione tecnologica e a costi tali da rendere questo tipo di creazione appannaggio esclusivo dei grandi produttori di contenuti elettronici (videogiochi e cinema d’animazione principalmente).
    però, magari, mi sbaglio e non vedo qualcosa di evidente.

    Un’ultima nota.
    Il primo incontro della bambina di due anni e mezzo con l’iPad è stato evidentemente preparato da mesi di convivenza con l’iPhone. la bambina ha una dimestichezza con i comandi che lo denuncia chiaramente. E l’applicazione che usa è di una banalità sconcertante. Meglio i vecchi cubi.

  14. 14 wasp
    23 aprile, 2010 at 8:39

    Anch’io come tra molti qui, sono una nostalgica tradizionalista.
    Penso che leggere un libro su I-pad non dia soddisfazione. Non vedi i capitoli avanzare, non senti il libro avvicinnarsi alla fine e il piacere/pentimento nell’esserne stato cosi ingordo di parole.

    Vogliamo parlare della batteria? Pensate di essere nel bel mezzo di un capitolo incredibile e l’Ipad si spegne…e magari siete in un posto dove non ci sono prese…tipo che so , al parco con il vostro cane Ettore!
    Per di piu è un oggetto cmq abbastanza fragile, penso che non lascereste 30 secondi il vostro Ipad in mano ad un bambino senza stare li a 5 cm per controllare ogni movimento.
    I bimbi i libri non si limitano a sfogliarli e questo penso che lo sappiamo tutti, ed è anche questa la parte meravigliosa!

  15. 15 Michela
    23 aprile, 2010 at 10:42

    Sono completamente d’accordo con Paolo e con Wasp. Il libro elettronico è qualcosa più simile a un videogioco, che a un libro … può essere interessante ma è un altra cosa. Quando ho voglia di un bel libro non mi metterei MAI davanti a uno schermo. Senza dire che i nostri figli hanno tante occasioni per passare del tempo davanti a schermi di ogni genere…

  16. 16 stefano
    23 aprile, 2010 at 11:36

    Ammiro la tecnologia, ammiro la facilità con cui ci rende inetti davanti alle difficoltà (c’è sempre una applicazione che ci salva), ammiro la tecnologia perchè ci aiuta a non pensare, ammiro la tecnologia perchè fondamentalmente per le persone comuni non serve poi tanto. La tecnolgia deve essere un mezzo da sfruttare: gli illustratori che lavorano in digitale rendono schiva la tecnolgia, piegandola al proprio volere, al volere di un essere pensante ed autonomo.
    Personalmente non potrei mai rinunciare ad un libro stampato, non potrei mai rinunciare per esempio al profumo della carta appena stampata…finirà male per gli illustratori tradizionali dotati di matita smangiucchiata?…saremo costretti a girtare per la fiera di bologna armati di i-pad: scusi sig. editore posso mostrale i miei lavori?…si certo e quanti sono?…pochi: 300000 foto, 8 libri completi, 15 animazioni ecc ecc…
    scusate era solo per sdrammatizzare un attimo…

    ciao
    stefano

  17. 17 stefano
    23 aprile, 2010 at 11:37

    schiva = schiava … scusate

  18. 18 Simone
    23 aprile, 2010 at 11:43

    Non è paragonabile al libro cartaceo ma è uno strumento diverso. l’ipad non è solo una libreria è un computer dove tra le tante funzioni si posso “leggere libri” e grazie al suo schermo tattile possiamo interagire in modo diverso, forse più guidato (per quanto riguarda il libro illustrato) perchè in parte lascia meno spazio alla fantasia del lettore e più creatività a chi lo produce (musiche imposte, movimenti predefiniti etc)

    Più del libro illustrato, questo tipo di esperienza visiva mi ricorda il cinema
    Uno dei problemi da affrontare invece è proprio quello delle vendite..Commercializzare un prodotto come il libro illustrato solo in formato digitale non so quanto sia remunerativo. Si presenterebbe più o meno il problema delle vendite che hanno le case discografiche: molto meglio scaricare un file a costo 0 piuttosto che collegarsi al sito originale e pagare un prodotto comunque digitale.
    Poi i costi del supporto?
    La durata nel tempo?

  19. 19 beatrice
    23 aprile, 2010 at 12:02

    Sono d’accordissimo con i conservatori e i nostalgici del libro, della carta, del suo uso e consumo infinito e possibile ovunque, della sua “plasmabilità”, della sua umanità, ecc. Ma chi ci dice, ai noi amanti del libro di sempre, a noi adoranti della carta, del suo odore, della sua consistenza, che i bambini del futuro non potranno avere anche questo, dentro un I-pad o a qualsiasi altro strumento di lettura?Odori e texture di carte da scelgiere all’infinito….E anche se così non fosse, chi ci dice che queste qualità potranno ancora avere una qualsiasi importanza per lettori nati senza queste cognizioni/percezioni di piacere? Magari i bambini del futuro non avranno mai idea di cosa voleva dire tenere un libro fatto di pagine tra le mani, magari troveranno l’odore della polvere fastidioso, il gesto delle sfogliare, antipatico…e magari ci saranno batterie che non si interrompono mai, libri solari, schermi non riflettenti, e la possibilità di avere con sé non un solo libro, in spiaggia, ma milioni tra cui scegliere ( chi come me ci mette un’ora a eleggere il libro che deve partire in valigia con sé, potrà capire questa mia preoccupazione)e questo , insomma, magari contribuirà a far scomparire i libri veri……che ansia…. a me fa tutto ciò affascina, certo, ma soprattutto fa un po’ paura….

  20. 20 Alona
    23 aprile, 2010 at 12:34

    Il discorso della nostalgia:
    tutti sono d’accordo che andare su un cavallo o su un asinello sia più piacevole e da le sensazioni e etc. e esistono ancora le cavalcate, però la auto e l’aereo hanno rivoluzionato il modo di spostarsi. Non dico che ipad sia l’unica soluzione, non dico che non esisteranno più i libri di carta, però il libro digitale è un passo avanti, e certo ha i suoi vantaggi.

  21. 21 Alona
    23 aprile, 2010 at 12:36

    scusate il mio italiano non perfetto :-)

  22. 22 Isabella D.
    23 aprile, 2010 at 13:56

    Avete visto questo divertente video che si riallaccia alle vostre considerazioni?
    http://www.josesaramago.org/detalle.php?id=723&lan=es
    Buona visione

  23. 23 Francesca Ferri
    23 aprile, 2010 at 15:10

    Divertente! Non è questione di essere nostalgici o contro la tecnologia. Ormai tutti per lavorare stiamo tutto il giorno qui davanti.
    Ma trovo che l’I-pad ( e parla una che ha come soprammobile in casa il piccolo Macintosh plus dell’ 86) non sia altro che un I-phone + grande, o un laptop senza tastiera. Si, come dice Paolo, la struttura e l’interfaccia mi ha ricordato quei mortalmente noiosi CD interattivi di cui 15 anni fa si diceva che fossero il futuro dell’editoria. Forse condannati a morte dal web, sono spariti.
    L’identità di libro illustrato è molto più forte e connotata e non può venire sostituita dall’I-pad.
    Lo trovo geniale per sostituire i libri di testo scolastico o un quotidiano, non un libro illustrato.
    La bambina non ha studiato molto ne sono sicura, a poco più di 2 anni mio figlio ha imparato a giocare con un vetusto Cd-rom della Pimpa (allora qualcosa di quell’era è sopravvissuto!!) in pochissimi minuti.

  24. 24 Anna Castagnoli
    23 aprile, 2010 at 15:20

    Divertente il video!!

    Io penso che il tema affettivo “amo l’odore della carta” non sia un buon argomento.
    Il libro digitale è una realtà già in atto, e, che piaccia o no, rivoluzionerà il mercato del libro, così come il digitale ha già rivoluzionato il mercato del disco vinile, del dvd, del cd, della pellicola fotografica. Poi, se sia solo un nuovo supporto o se cambierà il modo di leggere e scrivere libri, bisogna stare a vedere.
    Forse tra 50 anni gli amanti dei libri saranno rari come i collezionisti di dischi in vinile oggi?

    Forse quando le prime parole vennero scritte su pergamena e poi su carta, le paure erano le stesse? Forse qualcuno vedendo bruciare l’immensa meravigliosa biblioteca di Alessandria d’Egitto avrà borbottato: “Ah! i bei vecchi tempi della terracotta…”?! :)

    (per inciso: io sono tra i borbottatori, nostalgicamente consapevole di essere alle soglie di una nuova era).

  25. 25 Anna Castagnoli
    23 aprile, 2010 at 15:44

    Secondo me l’illustrazione prenderà questa direzione interattiva… è semplice, ma la trovo divertente:

    http://www.houseoffairytales.org/index.php?tmpl=game&game=spells

    Ci sono anche altri esempi qui:
    http://www.houseoffairytales.org/index.php

  26. 26 paolo
    23 aprile, 2010 at 16:04

    Sono d’accordo con Anna: la questione della nostalgia è fuorviante.
    Soprattutto perché non c’è da essere nostalgici di qualcosa che c’è, e sembra godere di ottima salute, come il libro illustrato.
    Inoltre, dichiararsi nostalgici implica considerare quella dell’albo illustrato una battaglia di retroguardia, a contenimento dell’inarrestabile avanzata di altri media.
    La mia personalissima opinione è che i nuovi media si svilupperanno parallelamente, coesistendo per un tempo decisamente lungo, con i media tradizionali.
    Ribadisco però che, per quanto ho visto, il travaso del modello dell’albo illustrato nei nuovi media risulta deludente, almeno per ora.
    Sono certo che qualcuno inventerà un modo nuovo e diverso per fare qualcosa di simile all’albo illustrato su questi apparecchi portatili touchscreen. E nel farlo potrebbe anche assestare un duro colpo all’editoria convenzionale per ragazzi. Ma potrebbe anche creare una interessante sinergia: un prodotto composito, del quale esistono declinazioni diverse su media diversi.
    Non è, in fondo, quello che è successo, in nuce e in un ambito parallelo a quello dell’albo, con il “Diario di una schiappa”?
    Certamente è un esercizio interessante per l’illustratore, in quanto narratore, pensare a come raccontare usando un medium così esplicitamente interattivo, prevedendo trame molteplici e intrecci variabili. Ho la sensazione, però che lo sviluppo di questa nuova modalità assorbirà molto tempo e richiederà considerevoli investimenti tecnologici e finanziari.

  27. 27 paolo
    23 aprile, 2010 at 16:14

    Aggiungo un’ulteriore considerazione.
    Ho la sensazione che molto del febbrile interesse di questo mesi per la trasposizione dei libri in formato elettronico sia molto legata al fatto che si cominciano a intravvedere possibilità di sfruttamento commerciale: il nuovo medium c’è, ma non ha ancora contenuti o, meglio, non ha contenuti per lo specifico segmento dell’intrattenimento per bambini e ragazzi.
    Ovviamente, l’editoria, che tradizionalmente produce contenuti, è interessata a sfruttare con il prodotto che ha “in magazzino” questo nuova, potenziale fonte di ricavi.
    Niente di sbagliato. Ma ho la sensazione che la soluzione non verrà da qui.

  28. 28 giovanna
    23 aprile, 2010 at 16:20

    Il video Book più che divertente mi sembra avere il merito di ricordarci perché il libro è un’invenzione realmente, concretamente geniale come mezzo di trasmissione e conservazione del sapere. L’animazione di Alice a me personalmente ha ricordato le vecchie deliziose animazioni di Luzzati, volutamente e provocatoriamente primitive in epoca di perfezionismi disneyani. Più che un’animazione del genere, forse ci servirebbe qualcuno in grado di fare un video che ci spiegasse in modo lineare e cristallino, perché iPad ha caratteristiche tanto geniali da mandare in pensione book. Forse book e iPad potranno convivere, servendo a cose diverse e svolgendo funzioni diverse. Il fatto che una duenne sappia usare intuitivamente iPad in effetti può significare diverse cose: che i bambini sono mostruosamente intelligenti, per esempio, e che i tecnologi lo sanno!

  29. 29 lucia
    23 aprile, 2010 at 20:27

    a me interesserebbe sapere cosa cambi per illustratori e cosa per gli editori.. quale figura professionale sarà il legante per il passaggio?

  30. 30 francesca ferri
    23 aprile, 2010 at 21:17

    Si la rivoluzione deve ancora avvenire nel campo del digitale a sostituzione del libro illustrato, la soluzione come dice Paolo non viene da qui. Il “leggere” un libro illustrato sta alla fiaba di Alice sull’ I-pad come il “giocare a tennis” sta al Nintendo Wii. Di Nintendo Wii ne hanno venduti a tonnellate ma nessun giocatore di tennis ha smesso di giocare con la racchetta in campo. Io aspetto trepidante qualcuno che inventi un libro digitale in cui poter entrare dentro…

  31. 31 paolo
    24 aprile, 2010 at 9:47

    @ lucia:
    allo stato attuale delle cose, l’unico elemento che cambia è di natura economica. Nella cessione dei diritti sussidiari, prevista in ogni contratto di edizione, andrà inserito specificamente anche l’e-book e, probabilmente, ci saranno negoziazioni a livello AIE-SIAE per trovare accordi quadro.
    Quindi, l’elemento legante sarà probabilmente l’avvocato.

  32. 32 lucia
    24 aprile, 2010 at 10:28

    Paolo, quindi tu dici che saranno solo cavilli legali per voi editori
    ma le spese di stampa, distribuzione non ci saranno più.. e il libro sarà più diffuso?
    intendevo anche per noi illustratori, per darvi un prodotto animato ( se vuole esserlo) come quello di Alice, dobbiamo avvalerci anche di un grafico animatore.. insomma spese in più in questo senso?

  33. 33 paolo
    24 aprile, 2010 at 11:02

    Mai detto questo. E neppure pensato.
    I diritti di cui parlo sono, per l’appunto, diritti sussidiari (sussidiari al diritto di edizione). Sarà buona regola per illustratori ed editori, tutelarsi rispetto all’eventualità che da un albo illustrato venga tratta una edizione elettronica.
    E non si tratta di cavilli che riguardano solo gli editori: i rapporti fra editori e autori/illustratori sono di natura economica e, in quanto tali, è meglio siano regolati con chiarezza e con il minore spazio possibile per ogni e qualsiasi ambiguità.
    Citavo AIE e SIAE come controparti nelle negoziazioni perché in Italia sono gli unici due organismi associativi con (infondate) pretese di universalità. In altri paesi, sono certo che a questi “colloqui” partecipino anche le associazioni degli autori e degli illustratori.
    Per quanto riguarda l’animazione e i suoi eventuali costi, a mio avviso restano in capo all’editore, così come i costi di stampa per l’edizione cartacea: acquisendo un diritto a sfruttare un’opera dell’ingegno, l’editore si fa carico dei relativi costi di realizzazione.
    Anche se potrebbe essere una buona idea, per gli autori/illustratori, presentare progetti di albi con una versione animata e-book già abbozzata o realizzata. Ma resterebbe a mio avviso solo una buona idea, non una necessità. E per fare qualcosa di artigianale bastano applicazioni semplici, come Flash.

  34. 34 Anonimo
    24 aprile, 2010 at 11:11

    ho capito.. ma questo ipad non supporta flash

  35. 35 lucia
    24 aprile, 2010 at 11:22

    scusate ero l’anonimo qui sopra..certo non è obbligatoria la versione animata ma credo che i piccoli la preferirebbero inevitabilmente…
    grazie per le tue interessanti informazioni.. per me l’argomento è stimolante

  36. 36 paolo
    24 aprile, 2010 at 11:39

    Certo, iPad non supporta Flash, ma non è che, parlando di edizioni a stampa, un illustratore consegni all’editore i file pronti per la stampa.
    Il compito dell’illustratore è, e immagino resterà, quello di produrre contenuti.
    Flash può essere uno strumento per creare abbozzi/dimostrazioni: maquette elettroniche per dare un’idea del risultato che si vuole ottenere.
    Infine, io, personalmente, non sono certo che i bambini preferiscano “inevitabilmente” l’animazione. Le ragioni sono molte ma, a mio avviso, la più potente è che l’animazione si fruisce prevalentemente in autonomia, mentre il libro è una macchina per fabbricare relazioni, anche fisiche, fra il bambino e l’adulto (soprattutto per i più piccoli).

  37. 37 Ila
    25 aprile, 2010 at 18:47

    Mi aggrego al partito “conservatori (e anche un pò nostalgici)”.
    Indubbiamente, per il campo tecnologico sono passi avanti, piccoli o grandi, rivoluzionari o meno. Ed è giusto (e normale) che sia così.
    Personalmente, continuo a preferire il libro che, come dice Paolo, resta uno strumento “fisico”, un medium, importantissimo per i piccoli. E non solo.
    C’è chi, giustamente, ha ricordato l’importanza innovativa dell’automobile sul cavallo. Ma non la paragonerei, sinceramente, al passaggio del libro da carta a pixel.
    Voglio dire, l’automobile (pregi e difetti) ha comportato davvero una rivoluzione di vita per l’umanità! Così come tutti i mezzi di trasporto a motore.
    Il libro-digitale, per quanto nuovo, alla moda, divertente eccetera… non mi pare abbia un’utilità equivalente a quella dell’auto sopracitata.
    Poi magari mi sbaglio.
    Inoltre, il rapporto che si creerà con questo tipo di “libro”, mi fa tanto pensare al tipo di relazioni che molti stabiliscono ora… solo via facebook e simili.
    Sarò antiquata, ma continuo a preferire il lato “vivo” e tangibile delle cose.

    Ila

  38. 38 lucia
    26 aprile, 2010 at 9:54

    secondo me dobbiamo imparare a sfruttare la tecnologia nel modo furbo e non ancorarci troppo alla nostalgia.. comunque anche internet era odiato all’inizio, fatto stà che ci ritroviamo qui a chiaccherare e a discutere facilmente e in modo utile
    vedremo.. comunque sia evviva la carta!

  39. 39 lucia
    26 aprile, 2010 at 12:24

    Ila, anche facebook che citi.. molti che scrivono qui ci sono e non credo che lo usino in modo sbagliato o deleterio
    sono mezzi e come tali devono essere utilizzati nel modo migliore

    anche molte case editrici lo usano commercialmente.. quindi a proprio vantaggio, ma esco dal tema

  40. 40 Anna Castagnoli
    26 aprile, 2010 at 14:57

    Eccomi tornata.
    Appassionanate e bellissima discussione, vi ringrazio tutti!
    Appena mi riprendo dai DUE giorni di viaggio riprendo a lavorare sul blog.

    Ila dice: “Sarò antiquata, ma continuo a preferire il lato “vivo” e tangibile delle cose.”

    Anche l’Ebook è un oggetto fisico, e il fatto che l’inchiostro sia fatto in pixel invece che in spruzzi di inchiostro non mi sembra meno “fisico”. Allora l’immagine di di un film proiettato sullo schermo, ad esempio, che è luce pura, non è “fisica”?

    Sono d’accordo sul fatto che per ora è solo un nuovo supporto, e che la rivoluzione nei contenuti non c’è ancora stata.

  41. 41 Miguel
    26 aprile, 2010 at 15:36

    Interessante dibattito . Brava Anna.

    Ricordiamoci che quello (molto popolare in US) che esisteva prima era il kindle, usato per i romanzi e i libri di lettura lineare , senza problemi di batteria ,di emettere luce, praticamente “carta digitale” da mettere tutti quei romanzi, senza sprecare carta.Il kindle lo trovo rivoluzionario in questo.

    Non consigliato per la lettura saltellante o per l’ipertesto Avete ragione , é veramente noioso così.

    Dopo é arrivato l’ipad e gli illustratori , scrittori e editori di libri illustrati abbiamo aperto bene gli occhi per vedere se veramente poteva cambiare il nostro mondo e aprire un nuovo mercato.

    Recentemente ho avuto l’opportunità di giocare un col ipad e mi piace molto.

    Penso che , come diceva Paolo , la cosa piu’ importante sono i contenuti, adesso non ci sono, ma evidentemente le possibilità sono tante e credo che diventerà qualcosa parallelo al mondo dei libri illustrati.

    Noi adesso stiamo pensando a come potrebbe essere un libro illustrato sul ipad, ma evidentemente non sarà un libro illustrato come lo conosciamo , ci saranno illustrazioni, animazioni e contenuti, sarà qualcosa di diverso .
    Il libro illustrato non sarà sostituito. Importantissimo l’oggetto libro come strumento per i rapporti umani e sopratutto per comunicarsi con i bambini (come diceva Paolo).

    Vi lascio con un blog molto interessante e una frasse dalla sua autrice,Anna Goodson una agente d’illustratori in us:

    http://agoodson.com/category/annas-blog

    “Illustrators in my opinion have a long and healthy life ahead of them as long as they adapt to today’s industry. Illustration today is not that much different then it was years ago, what is changing is the media for which we will see them displayed.”

    saluti!

    m.

  42. 42 stefano
    27 aprile, 2010 at 10:14

    io rimango comunque amante del profumo della carta stampata…

  43. 43 Miguel
    27 aprile, 2010 at 11:49

    …ho dimenticato…

    un fatto molto importante è la durabilità del digitale nel tempo.

    Se apro il cassetto trovo una foto dal mio bisnonno che ha 100 anni,la prendo, la guardo e la rimetto dentro il cassetto. Ma ho perso per sempre tutte le foto digitali fra il 2000-2005 perché si è rotto il hard disk >:-(

  44. 44 Anna Castagnoli
    27 aprile, 2010 at 12:48

    Miguel, grazie per i tuoi commenti interessanti.
    Sulla dirata ho dei dubbi: si usa salvare su disco rigido più di una versione di tutto il contenuto dell’hard disk. E regolarmente. Se non lo hai fatto non è colpa del digitale.

    Io ho perso in vari traslochi centinaia di foto (su carta) e ho anche perso tutti i filmini in Super 8 che ci faceva mio padre da piccoli.
    Non mi sembra che la carta abbia un vantaggio di “durata” rispetto al digitale.

  45. 45 Miguel
    27 aprile, 2010 at 14:17

    Ciao Anna!

    mea colpa per le foto, però il problema della durata c’è…

    Col digitale c’è un problemino etereo, Al giorno di oggi tutto ci sembra il massimo della definizione , della interattività ma finisce per essere vecchio e obsoleto dopo 6-7 anni. Gli schermi non cambieranno mai più’? , le risoluzioni imm saranno sempre così?

    non stanno già pensando alla versione successiva di questo ipad?

    Non dico che sia tutto negativo, ma la velocità con cui si muove il digitale fa che i contenuti siano più fragili per adattarsi.

  46. 46 STEFANO
    27 aprile, 2010 at 14:23

    A parte il fatto che secondo me Anna è stata assunta dalla Apple per convincere tutti noi a passare alle illustrazioni digitali.. =P

    IO credo non si possa mettere sullo stesso piano ciò che è cartaceo con un diversamente cartaceo.
    Entrambi hanno i loro punti di forza ed i loro punti deboli.
    Entrambi rappresentano il nostro tempo solo che uno arriva dal passato e si spinge nel futuro mentre l’altro si protende direttamente verso il futuro.
    Credo, comunque, permanga nel cartaceo un sentimento più forte, una affettività e matericità che al diversamente cartaceo manca.
    Può sembrare strano però riprendo ciò che ha detto Miguel: la foto del nonno nel cassetto. Dietro questa frase c’è tutta una gestualità che incornicia la tensione verso un sentimento profondo. Sul digitale questa tensione viene fitrata. Ammetto anche che il digitale “conserva” mentre il tempo logora dando l’idea vera e propria del susseguirsi dell’età: nostra e del cartaceo.
    IO parlo da ragazzo nato nel 1976 quando il Commodeore 64 prendeva forma…in un futuro i ragazzi non avranno il problema di aver fatto l’orecchio alla pagina ma di aver rovinato un pixel.
    Tutto ciò che la tecnologia sta facendo ha sicuramente il vantaggio di agevolare la nostra vita e di portare in essa nuovi stimoli.
    Resta comunque interessante vedere quante applicazioni si possano avere dai diversamente cartacei. Chissà in un futuro al Louvre ci saranno milioni di I-pad appesi alle pareti, i quadri originali non ci saranno più perchè logorati dal tempo o persi nel cassetto del comodino.

  47. 47 fr
    27 aprile, 2010 at 18:06

    Anche a me è venuta in mente in questa discussione il paragone con l’arte e ho immaginato i quadri su schermo digitale alle pareti…ma la mia riflessione era volta alla riflessione di come i media e la tecnologia abbiano influenzato l’arte contemporanea. Dall’invenzione della fotografia che ha di fatto sostituito lo scopo della pittura originale è passato più di un secolo e l’arte ha cercato nuove ragioni di esistenza esplorando e utilizzando le tecnologie. La pittura e le arti figurative ,nonostante le installazioni o le performance con l’uso di tecnologie siano prassi dell’arte contemporanea, non sono morte.
    “Greetings” di Bill Viola è proprio un quadro ad olio su schermo, in cui le figure si muovono impercettibilmente e animano il quadro. Le due “pitture” vera e digitale convivono. E proprio Bill Viola dice:”Alle origini dell’uomo ci sono i graffiti rupestri , e in quei graffiti vediamo due cose: da una parte la tecnologia, dall’altra gli strumenti. Arte e tecnica (come nel Rinascimento, come oggi nell’era digitale, come allora all’alba dell’uomo) camminano insieme. Sono gli artisti che tengono in mano la visione dell’umanità.”

  48. 48 Francesca Ferri
    27 aprile, 2010 at 18:09

    scusate il commento precedente era mio. Il titolo dell’ opera di Bill Viola nella foga di scrivere è sbagliato. quello giusto è:
    The greeting – Il saluto

  49. 49 Anna Castagnoli
    27 aprile, 2010 at 19:18

    Bella e vera la tua riflessione Francesca.

    @Stefano: non sono comprata!!! :)
    In realtà sto facendo l’avvocato del diavolo…

  50. 50 Ila
    28 aprile, 2010 at 11:04

    Lucia: sono d’accordo con te. Non volevo generalizzare su Facebook, ci mancherebbe. Come ogni strumento, c’è il giusto uso e quello meno “equilibrato”. :)

    Anna: giustissima osservazione. Allora ribatto dicendo che ho usato forse il termine sbagliato. Meglio dire “materico”!
    La tv, bellissima; ma continuo a preferire la visione “en plein air” della vita. ;)

    Miguel: anche a me è successo di rompere il disco rigido e perdere tutte le foto… Sennonchè, dopo aver cercato di farle salvare agli esperti tecnici informatici della ditta (che hanno dato per perso tutto!), abbiamo trovato un signore, con un micro negozietto di riparazioni, che ci ha lavorato un mese… ma ci ha salvato 5 anni di ricordi!
    Se ti interessasse il suo recapito.. ;D!

    Ila

  51. 51 alicia
    28 aprile, 2010 at 16:08

    Il video, a mio avviso è soprattutto una buona operazione commerciale e la bambina è assolutamente normale, con una memoria eccezionale come molti suoi coetanei con la sola differenza che l’ipad è uno, dei suoi giuochi preferiti col quale ha molta confidenza. Mi riesce impossibile sottrarmi al fascino, se non all’utilizzo di questi nuovi mezzi ma non darei in mano l’ipad a mio figlio in così tenera età, anche se sarebbe divertente vederlo “smanettare” con disinvoltura come fa la bambina del video.
    Mi chiedo come si trasformerà l’uomo, dato che l’approccio anche per il gioco, con i mezzi tecnologici cambia radicalmente l’abilità cognitiva, quel qualcosa che secondo alcuni studi si delinea in un individuo nel rapporto causa- effetto delle azioni. Le realtà virtuali, anche quelle dei giuochi sono appunto, virtuali e la velocità di risposta, “vizia” parecchio, dato che scompare l’attesa. Riporto qui di seguito un pezzetto di testo che parla del tema, anche se in specifico parla dell’importanza del gioco simbolico in tenera età secondo Vygotskij.
    …” All’inizio la percezione dell’oggetto è totalmente associata all’azione che il bambino può compiere su di esso, per es., la porta al fatto di potersi aprire e chiudere, il cavallo al fatto di cavalcare; con il gioco di immaginazione il bambino per la prima volta separa un oggetto dalle sue azioni o dalle sue proprietà. Tuttavia all’inizio non arriva a un vero e proprio processo simbolico in quanto il bambino ha bisogno di un oggetto concreto che in qualche modo renda possibile l’azione ed evochi realisticamente l’oggetto che vuole rappresentare.”
    Certo, se parliamo di …”che sarà dell’umanità” non bastano anni di blog per discutere sul tema. L’ipad c’è, e ci sarà, anche più avveniristico, bisogna pensare che cosa offrire a quel mezzo. Magari i ragazzi del futuro per “alienarsi” vorranno leggere dei libri , di quelli che si girano le pagine manualmente….che sballo! Che adrenalina l’attesa!

    Vi ricordate in Giappone quel cagnolino (venduttissimo) finto, che richiedeva da parte dei bambini cure reali altrimenti moriva sul serio, cioè per finta ma per davvero? ?. Avrà provocato dolore vero o finto la perdita di un cagnolino finto? che confusione!

  52. 52 Anna Castagnoli
    29 aprile, 2010 at 13:36

    I processi cognitivi cambieranno, eccome.
    Già cambiano usi e costumi della società, pensate solo alla percezione del concetto di privacy, alla percezione del silenzio, del tempo che scorre, della noia, in un ragazzo di oggi.
    Io ho vissuto il passaggio no telefonino/telefonino, no internet/internet, e mi ricordo che il tempo era diverso, il contatto con me stessa anche.

    Rita Levi Montalcini ha detto che internet è paragonabile, come portata di rivoluzione sociale, culturale, cognitiva, alla scoperta del fuoco.

  53. 53 francesca ferri
    2 maggio, 2010 at 16:03

    Internet è stata davvero una rivoluzione. Sono tua coetanea ed il computer nel mondo della progettazione , dell’arte figurativa e grafica, è arrivato circa 20 anni fa come un nuovo treno su cui saltare su. Cioè io ero entusiasta e invece di comprare un’auto ho comprato un mac e una connessione internet a 256 k ad un prezzo allucinante da un provider locale allacciato con il centro di ricerca universitario di Bologna. Metà dei miei coetanei non sapevano neanche cosa fosse una connessione. Però non sono così lucida su che cosa ha cambiato nei miei processi cognitivi. A parte all’inizio mi è successo spesso di pensare di fare “melazeta” (annulla) quando sbagliavo una linea su un foglio di carta vera con la matita di legno in mano. e un po’ di angoscia la sentivo… Ora vedo che la conoscenza e la confidenza dello strumento, che mi sono costate anni di apprendimento, i miei figli e la nuova generazione le hanno assimilate semplicemente vivendo, perchè sono diventate parti integranti della società.

  54. 54 alberto ruggieri
    4 maggio, 2010 at 13:56

    Un qualsiasi normale bambino della razza umana prima o poi verrebbe preso dalla curiosità di vedere cosa c’è dentro un I PAD. Cercherebbe di aprirlo, smontarlo, sbatterlo a terra per vedere che succede. Intendo proprio in senso fisico, materico, mica virtuale.