I segreti del colore: quarta lezione con Francesca Chessa

31 Ottobre, 2011
Kandinsky_Studio_sul_colore
Farbstudie, Wassily Kandinsky, 1913

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Dopo aver analizzato, nei post precedenti, il contrasto di colori complementari, il contrasto di colori puri e il contrasto di chiaro-scuro, vediamo ora altri due contrasti: IL CONTRASTO DI COLORI CALDI E FREDDI e IL CONTRASTO DI QUANTITA’.

Il CONTRASTO DI COLORI CALDI e COLORI FREDDI si verifica accostando almeno due colori capaci di produrre, a livello percettivo, sensazioni l’uno di caldo e l’altro di freddo.
Come spiega J.Itten nel suo manuale “(…) l’idea di voler riconoscere nel campo della percezione ottica dei colori una componente termica può destare sorpresa. Eppure è stato possibile dimostrare che in due diversi laboratori, uno tinteggiato in verde blu e l’altro in rosso arancio, la sensibilità personale al freddo o al caldo differiva di ben tre-quattro gradi. (…) Ciò dipende dal fatto, scientificamente accertato, che il verde/blu rallenta la circolazione sanguigna mentre il rosso/arancio l’attiva.”
Nel cerchio cromatico il rosso-arancio e il verde- blu costituiscono le polarità del contrasto freddo-caldo.

Non è casuale che io abbia utilizzato il termine “a livello generale”: non dimentichiamoci come ho iniziato questi post: Il colore è relativo: un colore può apparire più caldo o più freddo (oppure più chiaro o più scuro) in un determinato contesto, ma in un altro contesto, la sensazione può essere completamente diversa.

Prendiamo ad esempio questa tonalità di arancione…

44_arancio

… solitamente l’arancione è considerato un colore caldo e scuro. Ma nell’immagine qui sotto,  lo stesso quadratino di arancione (è quello centrale),  non vi sembra essere chiaro e freddo?

45_Schema_caldo_freddo_arancio

Quindi, tornando a noi, un colore può essere considerato caldo o freddo relativamente al contesto. Detto questo, a cosa può servire sapere se un colore è caldo o freddo? Ci serve per costruire i piani prospettici. Avete presente quando stiamo completando una illustrazione, e lavoriamo a un particolare che vogliamo si stacchi dallo sfondo, e ad un tratto ci chiediamo: ma come mai questa figura non viene fuori, non risalta rispetto allo sfondo, ma anzi  sembra che ne faccia parte?
Ci possono essere, ovviamente vari motivi, ma uno molto importante è proprio questo: i colori caldi, percettivamente, “vengono in avanti” e i colori freddi si “ritirano” indietro. Riuscite a percepire questo effetto nella figura qui sotto?

46_schema_caldo_freddo

Il concetto di caldo e freddo si può applicare anche ad un’ immagine monocroma (chiaro/scuro). Il colore scuro, lo percepiremo più caldo e vicino, quello chiaro, lo percepiremo più freddo e lontano.

47_paesaggio

Infatti, utilizzando una stessa tonalità di colore e abbassando la saturazione, il colore viene percepito più freddo.

48_schema _caldo_freddo

Variando la variabile della luminosità, invece, lo stesso colore viene percepito più caldo quando la luminosità è più bassa.

49_schema _caldo_freddo_2

Concludiamo il post di oggi con Il CONTRASTO DI QUANTITA’. Vi ricordate l’immagine di Gauguin di cui avevamo parlato nella seconda lezione?

24_Paul_Gauguin_donna_con_mango
Paul Gaugain

Nel quadro di Gaugain, troviamo un contrasto di complementari (giallo viola ), un contrasto di chiaro scuro, e un mango rosso-arancio. Ecco, quel mango rosso arancio, essendo quantità di colore ridotta rispetto al resto dell’immagine, veicola il nostro sguardo su di lui. Riusciamo ad associarlo immediatamente alle labbra della fanciulla (che riprendono lo stesso colore), e ne riceviamo una sensazione invitante.
A far risaltare questa associazione tra labbra e mango, contribuiscono anche le leggi della formazione delle unità fenomeniche, dette anche leggi di segmentazione del campo visivo, che sono, in  psicologia della percezione, quei fattori che favoriscono il raggruppamento o l’unificazione degli elementi percettivi in un insieme unitario.

Il contrasto di quantità, così come ce lo spiega Itten, è visto come un contrasto che si basa sui rapporti di grande-piccolo, luminoso-meno luminoso. Per riuscire ad avere equilibrio è necessario proporzionare il nostro colore relativamente al contesto.
Secondo Itten, i colori primari e secondari, per essere in equilibrio tra di loro, dovrebbero rispettare le  proporzioni presentate nell’immagine qui sotto:

50_schema contrasto_quantità

Nel caso della coppia giallo-viola, la maggiore estensione del colore viola bilancia la forte luminosità del giallo. Se il colore giallo fosse utilizzato in quantità inferiori, la sua luminosità verrebbe accentuata.
Quando un colore è scarsamente rappresentato, si difende, per così dire, coll’apparire più luminoso di quando è presente in quantità proporzionata.

51_van_goghVan Gogh

Il contrasto di quantità, utilizzato in proporzioni non armoniche, è preferibile attuarlo utilizzando coppie di colori tra loro complementari. Partendo dal presupposto che l’occhio ricerca l’armonia nel grigio, attraverso le coppie complementari raggiunge l’equilibrio, ma nel caso che  esse non siano in equilibrio, cioè che non rispettino i rapporti di quantità proposti da Itten,  il colore in minoranza si attiva per raggiunger il suo complementare diventando più luminoso.

Ricapitolando, trovo più interessante, in alcuni casi,  l’utilizzo del contrasto di quantità  in maniera ”poco armonica”: è interessante usarlo per sottolineare e indirizzare lo sguardo dell’osservatore dove si desidera, senza preoccuparsi troppo di raggiungere quel grigio così indispensabile all’equilibrio dell’occhio e non pensando alle percentuali di colore teorizzate da Itten. Solitamente lo si usa all’interno di altri contrasti come quello chiaroscurale.

53_Lorenzo_MattottiLorenzo Mattotti

Nell’illustrazione di Mattotti, la minore quantità di rosso fa vibrare e rende subito evidente il movimento dei soldati.  Il blu e il giallo non vibrerebbero in questo modo se non avessero anche una minima percentuale di rosso a loro vicino.

Il nostro occhio avrebbe difficoltà a  separare decisamente dal contesto il giallo e blu, già presenti all’interno del colore verde del prato (verde= giallo+blu), in quanto il nostro occhio tenderebbe ad uniformare la divisa con il fondo. Il rosso all’interno della divisa (essendo il complementare del verde di sottofondo), come abbiamo visto negli esempi precedenti, si “difende” dando luminosità e visibilità maggiore a tutte e due le figurine di soldati.

54_Tibo_MelansonLe grand voyage de monsieur, Luc Melanson

In questa bella copertina di Le grand voayage de Monsieur (a proposito, se avete occasione leggetelo: è un bellissimo racconto sull’elaborazione del lutto), lo sguardo è subito attratto dalla parola Monsieur , dalla sedia e dall’orso: quantità di colore (arancio) minore rispetto al chiaroscuro in blu dell’immagine. Con un veloce sguardo voi sapete che questi saranno i protagonisti che vi accompagneranno attraverso le pagine.

Nel prossimo post gli ultimi due contrasti: IL CONTRASTO DI SIMULTANEITA’ e IL CONTRASTO DI QUALITA’…
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4 Risposte per “I segreti del colore: quarta lezione con Francesca Chessa”

  1. 1 fran
    31 Ottobre, 2011 at 10:51

    e quel Rothko all’inizio? speravo in una bella dissertazione sull’opera… cmq letto tutto con vivo interesse, thanx

  2. 2 franca
    19 Novembre, 2012 at 17:21

    chiaro e coinciso. grazie è stata una buona lezione.

  3. 3 Anna Castagnoli
    19 Novembre, 2012 at 17:38

    Grazie a te Franca e grazie ancora a Francesca Chessa, della quale presto ospiteremo una nuova serie di lezioni sulla composizione!

  4. 4 Laura
    9 Maggio, 2015 at 21:55

    Bellissime lezioni, davvero concentrate ed efficaci! Grazie mille Francesca e grazie, sempre, Anna x le preziosissime condivisioni!…Ma la 5a lezione non c’è…? :'(