Die Geschichte vom kleinen Wackel, o del sublime

4 novembre, 2016

Walter Bergmann (1904-1965)
Die Geschichte vom kleinen Wackel
Ohne und Drucker Verlag, Berlino 1926

Quando l’ho visto appoggiato su uno dei ripiani dello stand di librai antiquari, a Francoforte, ho sentito in gola quel languore che mi prende quando mi innamoro di un libro.
Una copertina essenziale, senza nessuna indicazione della casa editrice, autore, illustratore (ho il sospetto che l libro avesse una sovraccoperta, molto comune in quell’epoca, e che sia andata persa).
Aprendolo e sfogliandolo, è uscita dalle pagine una sinfonia di Mozart. Un colpo al cuore.
Una storia di Natale hoffmanniana: un bambino che esce da una noce, uno schiaccianoci, topi. Non posso capire il testo, non riesco neppure a decifrarlo, ma credo sia una storia tipica natalizia.
Sei illustrazioni in tutto, più frontespizio e chiusura.
Nei margini di una linea nera sottilissima, pochissimi colori. Quattro per ogni tavola: rosso, seppia, giallo, verde, oppure grigio topo al posto del verde. I colori sono dati a mano, con la tecnica del pouchoir.
La firma a matita di Bergmann, a fine libro (presente, sembra, anche in un’edizione venduta tempo fa su internet) fa pensare a una tiratura limitata, forse per il Natale, di cui tutte le copie furono firmate.

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La sera, torno in albergo e inizio una frenetica ricerca per capire se il prezzo che proponevano, inaccessibile alle mie tasche, fosse sensato. Con fatica riesco a raccogliere una misera manciata di dati su Walter Bergmann: un artista, illustratore e grafico che prima della seconda guerra mondiale, a Berlino, realizzò alcuni libri per bambini (tutti belli, ma questo supera gli altri di mille leghe).
Nessuna copia in vendita attualmente su internet di questo libro.
L’indomani, chiacchierando con un altro libraio antiquario, scopro che è un libro rarissimo, ma proprio per la sua rarità, poco vendibile. Torno armata di questa notizia dal venditore e propongo la metà esatta della cifra inziale. Accettano. È mio.

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È un anno, ormai, che ho iniziato a collezionare libri per bambini. La mia passione si è incistata in un periodo storico, i primi 30 anni del secolo scorso, e una nazione, la Germania, che sembra avere una corrente stilistica con alcune caratteristiche che ritornano spesso:
l’essenzialità delle scene; la loro teatralità in uno spazio che fa i conti con la bidimensionalità della pagina, senza cercare il tromp d’oeil  pittorico di grandi vedute o paesaggi; pochi colori;  molto spazio al bianco;  una certa sinistra atmosfera nelle scene, mai del tutto rassicuranti.
Nello stesso periodo, in Inghilterra e America, i libri sono molto più carichi di colori, giochi tipografici, pesanti cornici.
Con i collezzionisti seri, all’inizio di questa passione, condividevo solo una sorta di bramosia compulsiva: il desiderio di possedere il libro visto e prendermene cura. Ora sono entrata in un’altra fase. La curiosità bibliografica. Vorrei sapere tutto. Persino con che cosa faceva colazione l’illustratore quando disegnò il libro.

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Per libri così rari, internet si rivela una fonte imperfetta. In una fantasia forse troppo ambiziosa, parto alla volta di qualche biblioteca berlinese, senza sapere il tedesco, per cercare in vecchi schedari qualche notizia su Bergmann, o sull’editore.
Ho pochissime piste, ma un indizio prezioso, che sicuramente non servirà a nulla ma droga la mia fantasia investigativa: la delicatissima, commovente carta vergata su cui è stampato il libro ha un disegno in filigrana. Se fosse il sigillo di una cartiera precisa? Dalla cartiera, chissà, si potrebbe risalire allo stampatore? Qualcuno di voi conosce una qualche marca di carta con un disegno simile?

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Per quanto riguarda le illustrazioni, non si può dire nulla. Neppure le parole più belle sarebbero all’altezza delle scelte grafiche, narrative e cromatiche che ha fatto un giovane illustratore tedesco (22 anni!) in questo libro, più di un secolo fa. E che dire di questo bambino che esce nudo da una noce? Non è sublime?
Non potevo tenerlo solo per me.

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fine
Anna Castagnoli

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Aggiornamento: ho risolto il mistero della filigrana. Leggete qui…

12 Risposte per “Die Geschichte vom kleinen Wackel, o del sublime”

  1. 1 Alma Cattleya
    4 novembre, 2016 at 18:03

    Immagino la tua felicità quando hanno accettato la tua richiesta. Il disegno in filigrana mi sembra un sigillo araldico, un leone con la corona.

  2. 2 Davide
    4 novembre, 2016 at 18:56

    Che meraviglia Anna, grazie di questo resoconto.. mi fa sorridere la tua parte investigativa perché mi assomiglia moltissimo!
    grazie ancora di Cuore

  3. 3 Anna Castagnoli
    5 novembre, 2016 at 16:59

    Grazie Alma, grazie Davide per i commenti!

  4. 4 Anna Castagnoli
    5 novembre, 2016 at 18:13

    L’ho trovato! Ho trovato da dove viene la carta. Un mistero fittissimo. La settimana prossima la seconda puntata.

  5. 5 Anna
    5 novembre, 2016 at 22:46

    Anna, decifrare il testo mi sarebbe un piacere! Bastano le foto per farlo velocemente…

  6. 6 Sibylla
    6 novembre, 2016 at 1:22

    Anna, che bellissimo libro e che bell’aventura raccoglierlo. Molte grazie. Hai trovato il piccolo leone incoronato! Sono molto curiosa. E http://www.wasserzeichen-online.de e la mia offerta di decifrare il testo vengono troppo tardi, purtroppo.

  7. 7 brunildecheval
    6 novembre, 2016 at 10:38

    Aspetto la II puntata di questo racconto pieno di suggestioni :-)
    La favola dello schiaccianoci è una delle più criptiche anche se le illustrazioni di questo libro ne chiariscono il senso. E’ la materia che prende vita..

  8. 8 Anna Castagnoli
    6 novembre, 2016 at 10:58

    Sibylla: non è mai troppo tardi!
    Est-ce que tu arrive à lire la graphie du texte? Dans la quatrième image. Même pour un allemand c’est iper dificil!

  9. 9 Sibylla
    6 novembre, 2016 at 22:46

    ….avec plaisir, Anna. Le texte touche le cœur.

    Weihnachtsabend.
    Es war am Weihnachtsabend. Vater und Mutter waren schon / früh zu Bett gegangen, sie dachten: uns bringt das Christ- / kind nichts, wir brauchen nicht zu warten; wir haben ja doch kein /
    kleines, liebes Kind. Und sie schliefen traurig ein. /
    Die Mäuse aber wurden wach und kamen aus ihren Woh- / nungen. Sie wollten sich satt essen für den langen nächsten / Tag.
    Der lange Peter war immer der erste, der Neuigkeiten / wußte. Er war ja auch so lang, daß sein rosa Näschen / immer früher, als alle anderen, etwas erschnüffelt hatte. ….
    [ß=ss]
    Est-ce que tu connais une personne qui sait traduire le texte?

  10. 10 Anna
    7 novembre, 2016 at 0:21

    Sibylla, più o meno….:
    “Vigilia di Natale
    Era la vigilia di Natale. Padre e madre erano già andati a letto presto, pensando: ci porterà nulla, il Gesù Bambino, non abbiamo bisogno di aspettare; noi, purtroppo, non abbiamo un piccolo e caro bambino. E si addormentarono triste. I topi invece si svegliavano ed venivano fuori dalle loro case. Volevano mangiare abbastanza da mangiare per il lungo giorno successivo.
    Il lungo Peter era sempre il primo a sapere le notizie. Era anche così lungo che il suo nasino rosa sempre prima di ogni altro, annusava qualcosa.”

  11. 11 Sibylla
    7 novembre, 2016 at 14:19

    Ciao Anna! Perfettissimo! (Brief an dich=fast unterwegs!)

  12. 12 Anna Castagnoli
    8 novembre, 2016 at 15:47

    Anna, Sibylla: grazie di cuore!
    Bellissimo.