Miguel Pang improvvisa acquarelli sulle note di un pianoforte

10 novembre, 2014
Miguel Pang, su musiche di Carlo Mezzino, Heliogàbal,  7/11/2014 Barcellona

Miguel Pang, su musiche di Carlo Mezzino, Heliogàbal,  7/11/2014 Barcellona

Venerdì sera sono stata all’Heliogàbal di Barcellona, un buio baretto un po’ alternativo a Gracia, uno dei quartieri più vivaci di questa strana città che è Barcellona, dove tutti gli eventi più interessanti sono pubblicizzati da un passavoce sussurrato e timido.
Erano le nove, da lì a poco, Miguel Pang avrebbe iniziato a improvvisare forme e colori con gli acquarelli, sulle note di Carlo Mezzino, il quale, a suo turno, avrebbe improvvisato le sue note sugli acquarelli di Miguel Pang.
Un dialogo creativo, dal vivo.
Quando la musica è partita, Miguel – un illustratore discreto, quasi timido, che di giorno lavora nel retro delle cucine del ristorante asiatico dei suoi genitori, strappando il tempo per disegnare a quello in cui aiuta i genitori –  ha chiuso gli occhi e ha deglutito. Era nervoso. Era palpabile come in quel momento cercasse dentro di sé uno spazio libero dalla tensione, per incontrare il primo segno da mettere sulla carta: il più profondo, astratto, onesto, indecifrabile.

Come viene spiegato bene in quel capolavoro sulla creatività che è il libro L’ordre caché de l’art, la creatività è un processo di svelamento di messaggi inconsci. La natura di un frammento di inconscio è per definizione intraducibile in un linguaggio razionale; ciò non significa che sia casuale. Noi non possiamo dire perché un accordo musicale ci parla, né cosa ci dice, eppure ci parla con una precisione quasi matematica.
Allo stesso modo, ogni volta che Miguel Pang gettava su un nuovo foglio bianco il primo segno, si capiva che non era ‘a caso’. Quel segno corrispondeva perfettamente a un’emozione. Cosa dicesse quell’emozione, cosa contenesse, era poi il lavoro di decifrazione che Miguel eseguiva, pennellata dopo pennellata, davanti agli spettatori, con un’onestà di ascolto di sé che metteva i brividi, Per più di due ore il pubblico ha trattenuto il fiato per non disturbare questa operazione.
Non sempre Miguel riusciva a decifrare il messaggio di un primo segno, o di una forma. Nel secondo video potete vedere un momento di blocco; una strada chiusa.
Nessun problema, si accetta senza troppa ansia il limite, il silenzio di una forma: si ricomincia da capo.
Un lavoro di ascolto profondo, quasi psicanalitico, ha portato delle apparenti macchie a prendere forma di testa di cavallo, scoglio, mazzo di fiori, uomo, nuvola, uccello…
È stata una delle lezioni di disegno, oltre che di onestà creativa, più preziose che abbia mai ricevuto.
(Un grazie a mio marito per i filmati).

Miguel Pang, su musiche di Carlo Mezzino, Heliogàbal,  7/11/2014 Barcellona
Miguel Pang, su musiche di Carlo Mezzino, Heliogàbal,  7/11/2014 Barcellona
Miguel Pang e Carlo Mezzino, 7/11/2014 Heliogàbal, Barcellona

7 Risposte per “Miguel Pang improvvisa acquarelli sulle note di un pianoforte”

  1. 1 semola
    10 novembre, 2014 at 10:17

    Deve essere bellissimo riuscire a tirare fuori da sè pezzettini di inconscio sull’onda della musica,però che strano…lavora facendosi ombra con la mano.

  2. 2 Miguel Tanco
    10 novembre, 2014 at 12:53

    Stupendo. Sarebbe stato bello ascoltare la musica. Mi è venuto in mente una frase che avevo letto di Fausto Melotti per descrivere l’origine della creazione artistica, diceva cosí: “Il raptus drammatico della creazione artistica è simile allo stato d’animo di un ragazzo che, trovandosi a camminare di notte in una strada deserta e buia, per darsi coraggio canta e, non ricordando nessuna canzone, inventa una”.

  3. 3 fran
    10 novembre, 2014 at 18:57

    QUESTO che sto per dire non c’entra niente ma devo assolutamente trovare un libro di cui nn ricordo né il titolo né autore né casa editrice. era un albo illustrato di una bambina giapponese che scopriva di essere stata adottata quando le arrivava una bambola col kimono. poi trovava un gattino randagio e lo adottava e capiva che i genitori adottivi avevano fatto la stessa bella cosa con lei e così era felice di nuovo. chi me lo trovasse mi farebbe saltare di gioia. grazie comunque… è un compito impegnativo!

  4. 4 monica vannucchi
    10 novembre, 2014 at 21:52

    e questo articolo lo giro dritto dritto a un mio amico illustre musicologo che si occupa dei rapporti tra la pittura e la musica!! grazie, m.

  5. 5 Marco
    10 novembre, 2014 at 22:45

    … Ricordo, al Liceo Artistico, in terza e quarta classe, il nostro professore di ornato e figura metteva della musica durante le lezioni, non sempre, qualche volta, sia per la copia dal vero che col nudo … talvolta la modella si addormentava, cullata dalle melodie di Mozart o Bach … e dopo un pò, immancabilmente, un bidello socchiudeva titubante la porta per vedere che stesse succedendo, ci guardava un istante senza parlare, come alienati, e poi tornava a chiudere la porta … eehh, che tempi ;) …

  6. 6 Giulia N
    15 gennaio, 2018 at 15:58

    Che coraggio, non deve essere affatto facile mettersi così a nudo e improvvisare! :)

  7. 7 Anna Castagnoli
    15 gennaio, 2018 at 22:26

    Sì!!