Illustrazione e realtà: una relazione da investigare

8 maggio, 2013
Vieilles chansons pour les Petits Enfants e Fables de La Fontaine
Louis Maurice Henri Boutet de Monvel

Altro che twitt leggeri! Il bello di internet è che permette una discussione approfondita e a tutto tondo bypassando il problema della distanza sui temi che più ci interessano. Oggi Paolo Canton, sul blog dei Topipittori (qui) ha risposto con una riflessione molto colta alla discussione nata dal post su Anne Crausaz che ho pubblicato lunedì.

Una messa a fuoco così precisa, di Paolo Canton
Io mi guardo intorno e non riesco a dare torto a chi ha pensato e pensa di offrire ai bambini una prospettiva nella quale la messa a fuoco è così precisa da annichilire i dettagli sullo sfondo, quel contorno chiassoso, pacchiano e invadente che confonde chi osserva e annichilisce e inquina ogni bellezza (…).

Leggete il post di Paolo, soprattutto chi ha visto in Anne Crausaz una imitazione troppo smaccata di Iela Mari, perché il peso si sposta dal plagio e lo stile al perché delle cose.
La riflessione di Paolo Canton mi porta qui: e se invece di decidere chi ha inventato prima cosa, e quale stile è più adatto a, provassimo ad approfondire i rapporti tra correnti stilistiche e momenti storici? Non so se la realtà di oggi sia più pacchiana di quanto sia sempre stata la realtà, ma è certo che viviamo in un’epoca oltremodo interessata alla “realtà tout court” (ma esiste?). Il successo incomprensibile dei reality show è sintomatico. La massificazione dell’informazione e della cultura ha portato a restringere enormemente il campo delle possibili interpretazioni individuali della realtà. La realtà oggi ci è offerta come un pacchetto televisivo, prendere o lasciare. E i bambini in tutto questo? I bambini, che sono, da sempre, il pericolo più grosso per un sistema sociale che non vuole o non può mettersi in discussione? E la cultura a loro dedicata?

 

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