Il galateo del blogger. Chiarezza, freschezza, ordine. 3/4

28 novembre, 2012

Dopo aver visto i temi e l’identità generale di un blog, entriamo ora nel dettaglio dei contenuti. Tratterò in questo post di tutti quegli elementi che facilitano la lettura su internet e di conseguenza il piacere di seguire un blog.
Potete rileggere qui la prima parte dell’articolo.
Potete rileggere qui la seconda parte dell’articolo.

Le illustrazioni di questi post sono state fatte ad hoc dalla bravissima Marta Iorio, autrice e illustratrice della novella grafica autobiografica fresca di stampa: CICALE (Topipittori).

FRESCHEZZA, CHIAREZZA, ORDINE


PER RISPETTARE LA PRIMA REGOLA DEL GALTEO DEL BLOGGER
NOI NON VOGLIAMO CHE IL LETTORE:
SI ADDORMENTI LEGGENDO,
DIVENTI ORBO,
NON TROVI LE COSE CHE CERCA.
NOI AL LETTORE GLI VOGLIAMO UN SACCO BENE!

FRESCHEZZA:
Portare in un blog la serietà compita e impersonale di una rivista cartacea non ha molto senso. Un blog è uno spazio vivo, relazionale, cangiante. Non è un foglio di carta, è relazione in tempo reale con i lettori, ed è una relazione che si costruisce giorno dopo giorno.
Date al vostro blog un accento personale. Non abbiate timore di esprimere un’opinione o di raccontare qualcosa in prima persona. C’è un sottile piacere voyeuristico nel seguire un blog: i lettori sono curiosi di voi, oltre che di quello che dite. Davanti a un blog non siete scrittori, non siete giornalisti, siete blogger! Siete provocatori piccanti? Siatelo. Siete matti? Siatelo. Siete poetici? Siatelo. Siete ossessivi e monotematici? Siatelo. Siate voi stessi. Ma non dimenticate che avete un pubblico davanti: essere se stessi non significa che potete girare in mutande. Trovate il vostro punto di equilibrio tra apertura e pudore.

NOTA: fa eccezione a quanto detto sopra, il caso in cui il vostro blog sia il solo portfolio che avete (nel senso di luogo dove mostrate il vostro lavoro di illustratori). Soprattutto se non avete un sito ufficiale, penso che in questo caso sia meglio mostrare solo i lavori. Un editore che visiterà il vostro blog, avrà fretta e sarà interessato a come disegnate, non a chi siete o a quello che vi piace.


Marta Iorio, Il galateo del blogger, Le Figure dei Libri

Il TONO DELLA VOSTRA VOCE
Date del tu ai vostri lettori o scrivete come se non fossero presenti? Avete un tono colloquiale o un tono forbito? Sussiegoso o alla mano? Serio, serissimo o spiritoso? Siete provocatori arrabbiati o angelici annunciatori della pace nella blogsfera? E’ importante che come blogger scegliate un modo di rivolgervi al lettore: questo tono indicherà al lettore la distanza che deve tenere e come si deve relazionare a voi, proprio come in un incontro dal vivo.

E il tono della mia voce come è?

CHIAREZZA
Si sa che il modo di leggere su internet è diverso dal modo di leggere un libro o una rivista cartacea. L’attenzione è più superficiale, le parole digitali stancano la vista molto di più di quelle sulla carta, il tempo è quello rubato a una pausa caffè.
La chiarezza è essenziale e deve incarnarsi in una comunicazione efficace, vivace, intrigante.

– Mentre redigete un post, scrivete pensando al vostro pubblico, in parte familiare, in parte sconosciuto.
РSviluppate con ordine i vostri pensieri perch̩ chi legge possa capire bene, senza fatica.
– Quando c’è molto contenuto, introducete il post con un breve cappello che spieghi al lettore cosa lo aspetta.
– Non buttatevi ad analizzare o elogiare un argomento, un libro o un’immagine senza prima introdurli, descriverli o mostrarli. Non c’è niente di più frustrante che ascoltare un panegirico di parole e complimenti su qualcosa che non abbiamo visto, che non possiamo vedere e che non ci viene descritto.
– Ricordatevi di mettere sempre le Tag ad ogni post, sono quelle paroline-chiave che servono a Google per indicizzare il vostro post e farlo trovare a chi cercherà l’argomento che avete trattato.
РMettete tanti link (rimandi ad altre pagine): per la conoscenza del lettore, per non perdere tempo a spiegare una cosa che ̬ spiegata meglio altrove, per ringraziare una fonte. Controllate sempre che i link funzionino e rimandino a pagine con contenuti attendibili.

SCRIVETE IN UN ITALIANO CORRETTO
Internet e la velocità della rete sembrano andare a nozze con la sciatteria. Persino sui maggiori quotidiani on line si trovano errori di accenti, refusi a dozzine, frasi con sintassi incomprensibili. Voi non cedete. Lavorate nell’ambito della cultura del libro illustrato: una cultura alta, come quello della poesia, della letteratura, dell’arte. Scrivete con cura.
Rileggete più volte i vostri post prima di pubblicarli. Cercate di evitare i refusi (errori di battitura), gli errori di accentuazione e di ortografia.
Gli accenti sono facili: qui trovate un pdf chiaro che li riassume tutti. Per l’ortografia ci sono mille strumenti: W Word! W Google!, io li uso tantissimo. Poi, se scappa qualche errore, non è grave…


Marta Iorio, Il galateo del blogger, Le Figure dei Libri

LE INTERVISTE
Per etica giornalistica il blogger può e deve fare editing sul testo di un’intervista se serve a correggere errori o renderlo più chiaro. L’intervistato deve sempre fare una bella figura. Se fate molte modifiche, è carino inviare l’intervista corretta al suo autore per l’approvazione.

ORDINE
L’ordine contribuisce alla chiarezza e facilita la lettura. La sensazione di ordine la darà il design del blog (template), l’impaginazione del vostro testo, la misura e la qualità delle immagini, la scelta del carattere…

IL TEMPLATE
Il template è il “vestito” del vostro blog. A me piacciono i template semplici, bianchi, perché mi sembra permettano di concentrarsi meglio sul contenuto, ma in fatto di template il gusto personale è insindacabile.
Gli esperti dicono che è meglio:

– Scegliere per il blocco testo fondi chiarissimi, i fondi scuri o colorati stancano la vista enormemente. Vi prego non neri! (Volete bene o no ai vostri lettori? Non rendeteli orbi).
– Scegliere un tipo di carattere tipografico leggibile, non troppo piccolo, non troppo chiaro, non troppo originale.

NB: Se siete illustratori e il vostro blog serve a presentare il vostro lavoro: fate che nome, cognome e indirizzo mail siano ben visibili sulla homepage (non è sempre il caso). Un editore non avrà il tempo di cercarli nei pertugi del vostro blog.

VIVE, William Xerra, testi sovrapposti che diventano illeggibili

IL BLOCCO TESTO
MAI blocchi di testo troppo lunghi. Spezzateli con un’immagine, se potete, se non potete, intervallate blocchi brevi di frasi, 4 o 6 righe massimo, con una spaziatura.
– Dicono che per facilitare la lettura su internet sia meglio giustificare il testo a sinistra e non giustificare al centro (io lo preferisco centrato e per rimediare vado a capo spesso).
– Se il contesto lo permette, mettete piccoli titoli, o evidenziate qualcosa col grassetto. Insomma, che il blocco testo non sia una parete liscia e omogenea, che scoraggerebbe persino il più intrepido alpinista. Ma non cadete in eccesso dall’altra parte!
Non paciugate troppo il testo con 15 colori diversi, grassetti, maiuscole e dozzine di punti esclamativi. In medio stat virtus.
– Se l’articolo è troppo lungo, spezzatelo in più post (per capirci sulla lunghezza, il post che state leggendo è lungo, forse troppo).

Aggiornamento: AG nei commenti ci informa: per non stancare la vista, la riga del blocco testo deve avere tra 56 e 66 caratteri (spazi inclusi). La riga che avete appena letto qui sopra ne ha 125. Ohi ohi.

LE IMMAGINI
– Che siano chiare, leggibili, non sfocate, abbastanza grandi da permettere di leggere il contenuto.
– E vogliate bene anche ai server: fate che pesino solo 72 DPI.
– Mettete sempre una legenda sotto l’immagine che spieghi cosa c’è o chi c’è nell’immagine (è una forma di cortesia verso l’autore e verso il lettore).

Segue: la gestione dei commenti, dei troll e del copyright…

23 Risposte per “Il galateo del blogger. Chiarezza, freschezza, ordine. 3/4”

  1. 1 semola
    28 novembre, 2012 at 11:05

    Che dire…in questo caso anche noi lettori vogliamo un sacco bene al blogger ( pensa un pò, mi sento di parlare a nome di tutti gli altri ) che non solo condivide generosamente con noi una quantità enorme di informazioni ma utilizza anche un tono ben più che amichevole…direi amicale ( sarà il termine giusto? ). Insomma un blogger al quale puoi offrire le pantofole senza timore di imbarazzo da ambo le parti. :D

    Al blogger in questione:
    ci manca pure che ti scusi. So ben che hai ben altro a cui pensare.Io fretta non ne ho.
    Buon viaggio e buone intense giornate.
    Un abbraccio

  2. 2 Lisa Massei
    28 novembre, 2012 at 11:25

    Il tono e lo stile sono importanti in tutti gli ambiti, secondo me. ed è giusto pensare a quello che si vuol fare prima di partire. sono una fanatica dell’eclettismo, ma ne riconosco anche i limiti in certe circostanze. una di queste è il blog, gli argomenti possono essere tanti, ma un filo conduttore è importante, sia per sé stessi, sia (e soprattutto) per chi legge.
    mi sento di fare una disgressione sulla grafica, il punto che tocchi tu, dicendo che ti piacciono design semplici, mentre eviteresti colori e/o sfondi pensanti. mi trovi d’accordo, è una delle prime cose che cerco di far sempre capire ai miei clienti quando dicono “non troppo bianco”. quando lavoravo in agenzia mi ricordo che mi dissero: “il bianco fa eleganza”, e mi sento di aggiungere, che fa pulizia, fa sensazione di chiarezza, non distrae la lettura ed esalta le immagini che poi vengono poste. il bianco, in particolare per i blog, ricorda il libro, è un qualcosa di mutevole e personalizzabile volta per volta.

  3. 3 Anna Castagnoli
    28 novembre, 2012 at 11:48

    Grazie Semola! Ma il croissant no?

    @Lisa: è verissimo quello che dici. Lo sforzo che fa l’occhio per guardare un’immagine o leggere un testo quando tutto intorno c’è colore è enorme, io mi stanco subito.
    Bisogna pensare ai colori come a una calamita per lo sguardo; e decidere a cosa si vuole dare più attenzione: al contenuto o al design?

  4. 4 Lisa Massei
    28 novembre, 2012 at 11:53

    Secondo me c’è un altro fatto ancora più importante: la grafica non è gusto, ma comunicazione. Questo secondo me è il collante di tutto, avevo scritto anche un articolo su questo. Purtroppo è uno stereotipo diffusissimo, la grafica ha sì lati creativi, ma deve rispettare molte regole comunicative.

  5. 5 Anna Castagnoli
    28 novembre, 2012 at 12:05

    Hai ragione Lisa. Però dipende anche dalle finalità di un blog e dal suo uso. Magari uno vuole fare del suo blog una personale scatola dei tesori, un promemoria di momenti, e non gli interessa che il pubblico cresca. Ma se si vuole che il pubblico cresca hai ragione tu, non c’entra tanto il gusto quanto l’efficacia della comunicazione.

    E una cosa che non ho detto sul post, è l’importanza di differenziarsi. Io avevo iniziato su Blogger, poi mi ero fatta delle discussioni infinite con mio marito perché voleva che passassi a WordPress, che è molto più flessibile, indipendente, malleabile, etc. Mi spaventava cambiare, ma alla fine mi convinse e dopo pochi mesi dall’apertura del blog trasferimmo tutti i contenuti sul nuovo design.
    Mai stata così contenta di una decisione. Blogger è troppo limitante, nella scelta dei template (che poi si assomigliano sempre tutti), nei filtri per i commenti (c’è da diventare veramente orbi a interpretare i numeri dei portoni, adesso), etc.
    Tu che hai l’accesso al template, poi dimmi in privato cosa pensi del nuovo design. (Per tutti: vorrei cambiare template e me ne sono fatta disegnare uno da un grafico, ma giace lì da mesi). Io continuo a trovare qualcosa che non va, mi dà un senso di leggero soffocamento, anche se mi piace che i post siano contratti e tutti presenti sulla Home con un’immagine.

  6. 6 Lisa Massei
    28 novembre, 2012 at 12:08

    Anna, io penso che se si apre un blog e non lo si tenga privato, o solo per una cerchia di amici stretta, il fatto di comunicare con l’altro vada preso in considerazione.
    ti scrivo in privato per il resto :)

  7. 7 Anna Castagnoli
    28 novembre, 2012 at 12:11

    Vero anche questo.

  8. 8 ag
    28 novembre, 2012 at 12:47

    ciao anna, tutto verissimo, ma aggiungerei anche una piccola cosina sul testo. per essere leggibile e per non essere stancante occorre che nella unica riga ci siano tra 56-66 caratteri (spazi inclusi), altrimenti si fa fatica. saluti da ag :)))

  9. 9 Anna Castagnoli
    28 novembre, 2012 at 13:29

    Ag, grazie, era l’informazione che cercavo! ieri avevo provato a misurare alcuni blog americani.
    Per riga intendi la riga del blocco testo o la frase che va da punto a punto?

  10. 10 ag
    28 novembre, 2012 at 14:02

    non c’é di che ;)))
    per riga intendo la riga del blocco di testo (non le frasi). :)))
    un’altra cosa che facilita la lettura e lasciare gli spazi originali tra i caratteri e non “giustificare” il testo, anche al costo di avere il bordo a destra poco “estetico”.

  11. 11 Anna Castagnoli
    28 novembre, 2012 at 14:19

    Sì era quello che intendevo con “allineare a sinistra”.
    Grazie, ora vado a contare le mie parole e aggiungo la tua nota nel post.

  12. 12 semola
    28 novembre, 2012 at 15:06

    Eh eH! Quelli erano scontati.

    E’ vero, il bianco fa silenzio attorno a te e ti permette di concentrarti su ciò che è interessante ( è il colore del silenzio riposante, quello che ti ricarica,come una passeggiata nella neve vergine ).
    Nella mia esperienza di grafica più volte mi sono scontrata con clienti che nel bianco vedevano solo il vuoto e non lo volevano assolutamente perchè la pagina, loro, l’avevano pagata e quindi bisognava riempirla ( di solito con un logo gigantesco ) senza capire quanto più leggibile e attraente sarebbe stata per i lettori.

  13. 13 semola
    28 novembre, 2012 at 15:31

    Dimenticavo e…non so se serve ma ai miei tempi si diceva che il testo allineato a sinistra era a bandiera sinistra, quello allineato a destra era a bandiera destra, quello allineato lungo un’ipotetica linea centrale era ad epigrafe.
    Come dice ag giustificare un pacchetto di testo significa portare ogni riga di testo ad avere la stessa lunghezza di quella che la precede anche a costo di non rispettare gli spazi naturali dettati dal carattere scelto. ( insomma il blocco del testo diventa appunto un “pacchetto”)

  14. 14 Anna Castagnoli
    28 novembre, 2012 at 16:07

    Grazie Semola, ho corretto con “giustificare a sinistra” e “giustificare al centro”.

    AG: le mie righe hanno una lunghezza media di 100 caratteri, spazi inclusi. Ohi.
    Vi ho accecato senza volerlo per anni!
    Mandatemi il conto dell’oculista. :)

  15. 15 Nicky
    28 novembre, 2012 at 16:45

    Ciao Anna, io sul mio blog prima avevo uno sfondo pasticciatissimo, da horror vacui!!! Poi dopo l’estate ho deciso di fare un pò di pulizia, dentro e fuori :)
    Se senti che è ora di modificare un pò aspetto al tuo blog fallo.. anche se per me è perfetto così, la semplicità del template è equilibrata dalla straordinaria complessità e ricchezza dei tuoi post :)
    Magari un nuovo look potrà darti nuovi stimoli, chissà!
    Aspetto il post di domani, grazie ancora per questi preziosissimi consigli!

  16. 16 Lisa Massei
    28 novembre, 2012 at 17:01

    Confermo quel che dice Semola:
    testo a bandiera a destra, testo a bandiera a sinistra, testo centrato e testo giustificato (quello che dicevi tu, Anna).
    Apparentemente il testo giustificato può sembrare più “ordinato”, in realtà non rispetta la creanatura (che parolona) delle lettere quindi ha un effetto visivo peggiore anche per la lettura, specie in articoli lunghi.
    Il testo a bandiera, spezzato con delle immagini è molto più accattivante e se posizioni delle immagini mi sono accorta che tanti nemmeno si accorgono che non è giustificato. :)

  17. 17 Anna Castagnoli
    28 novembre, 2012 at 18:21

    Grazie dei consigli Nicky!

    Il problema di Figure dei Libri oggi è che il contenuto comincia a essere troppo grande per un solo blog. Soprattutto ora che si aggiungono i post dei nuovi collaboratori.
    E le categorie sono fatte maluccio, è difficile trovare qualcosa nel blog se lo si cerca.

  18. 18 ag
    28 novembre, 2012 at 18:37

    anna :) ti assicuro che se un testo é interessante si fa qualsiasi sforzo per leggerlo ;))) e poi oramai ci siamo abituati, gli editori non rispettano assolutamente la “regola” ;)

  19. 19 Yayoi
    1 dicembre, 2012 at 1:48

    Ciao, Anna!
    Come ti ho già detto trovo questi post utilissimi e, del resto, tutto il blog lo è.

    Io volevo fare la solita domanda scema sulla questione DPI delle fotografie: è quindi importante e fondamentale modificarle a 72? Immagino che non farlo sia grave. E’ un po’ noioso, perché ho provato con GIMP e devo modificare un’immagine alla volta, salvarla e poi entrarci di nuovo per esportare in jpg.
    Magari non essendo pratica faccio male o prendo strade lunghe, non so.

  20. 20 Anna Castagnoli
    1 dicembre, 2012 at 8:24

    @Yiaioi:

    Immagina i server come degli spazi fisici, dove il peso delle immagini va stoccato. Il mio server è privato, mi appoggio a 1and1 e pago lo spazio che affitto, per cui ho tutto l’interesse a far pesare poco le immagini: meno spazio occupano, meno finirò prima lo spazio che ho pagato.
    Blogspot, come facebook, ti regalano uno spazio gratis. I loro spazi (sono una cosa stimolante da immaginare) sono enormi centrali-server dislocate in giro per il mondo: sono in luoghi fisici reali, e hanno bisogno di essere raffreddate. Non è grave se non riduci le immagini, però è un gesto “eco-simpatico” verso i server.
    Hai provato a fare “salva per web”? Te le riduce automaticamente a 72 e le salva in jpg con un solo clic.
    Mio marito mi ha messo un’applicazione che non ricordo come si chiama: io trascino l’immagine lì (senza neanche aprire photoshop) e me la riduce a 72 e me la taglia anche a 400 pixel di larghezza. Quando torno a Barcellona ti dico il nome.

  21. 21 Yayoi
    1 dicembre, 2012 at 17:04

    Grazie, Anna!
    Il percorso che uso al momento è decisamente lungo e antipatico, il tuo è ottimo.

  22. 22 Annalisa
    13 febbraio, 2013 at 14:13

    Ciao Anna, volevo farti una domanda circa la normativa copyright delle immagini, sul quale in rete c’è una marea di materiale incoerente.
    Vorrei fare un articolo sulla grafica pubblicitaria dell’emilia-romagna del 900 per il quale mi baserei su un libro acquistato tempo fa. Non saranno quindi immagini per le quali posso prevedere un link di rimando alla pagina sorgente, ma di immagini che pensavo di scansionare io direttamente. Come devo comportarmi per rispettare il copyright? Cito Autore del Manifesto e Titolo del libro dal quale ho preso l’immagine? Grazie mille e complimenti per i contenuti del tuo blog.
    Annalisa

  23. 23 Daniela Stradaioli
    2 dicembre, 2017 at 11:52

    Non ho molta esperienza in questo campo,ma spesso i blog non sono aperti ai commenti o chiedono di entrare tramite l’utilizzo di codici chapta(non so se si scrive così)…mi fanno andare via anche la poca voglia che ho di interagire in questo senso..chi apre un blog dovrebbe essere in grado di poter filtrare ciò che vuole postare e dovrebbe spiegare le sue scelte…in quanto a scrivere,impaginare…..ogniuno dovrebbe poterlo fare come sa e vuole….perchè bandirlo a tutti gli “sgrammaticati”se il contenuto è intelligente? E se lo sfondo è pesantemente nero?