l’Italia vince Ilustrarte 2012: Valerio Vidali primo premio, Simone Rea secondo
2 novembre, 2011Aggiornamento: Gli illustratori Italiani selezionati sono: Alicia Baladan, Silvia Bolognesi, Chiara Carrer, Stefania Lusini, Daniela Iride Murgia, Lisa Nanni, Claudia Palmarucci, Simone Rea (Menzione speciale), Oscar Sabini, Daniela Tieni, Valerio Vidali (Primo premio).
Aggiornamento 11 novembre: alla lista degli italiani mancavano Michele Ferri e Annalisa Bollini
Valerio Vidali
primo premio Ilustrarte 2012 con tre immagini tratte dal libro:
“Um dia, um guarda-chuva” edito da Planeta Tangerina.
Simone Rea
secondo premio Ilustrarte 2012 con due immagini tratte dal libro:
“Esopo, Favole” edito da Topipittori
E’ ufficiale, i primi giornali portoghesi stanno pubblicando la notizia: Valerio Vidali ha vinto il Primo Premio al concorso Ilustrarte 2012! Una menzione d’onore (che equivale a un secondo posto) è stata data a Simone Rea e alla coppia di artiste Nina Wehrle e Evelyne Laube (Svizzera), per un lavoro sulla Bibbia.
Due illustratori italiani, giovanissimi, hanno scalato la vetta di uno dei concorsi più importanti dell’illustrazione europea. C’è da esserne fieri.
La giuria era composta dagli illustratori Isidro Ferrer, Martin Jarrie e Isabelle Vandenabeele (vincitrice di Ilustrarte 2009), dall’editore Paolo Canton, e Paolo Cotrim, sceneggiatore.
E’ importante sapere che i giurati di Ilustrarte, se per caso sono gli editori di un’immagine in concorso, devono astenersi dal voto di quella immagine, per evitare conflitti di interessi.
Secondo la notizia pubblicata su questo portale, Ilustrarte 2012 ha ricevuto circa 1600 candidature, e ha selezionato 50 finalisti (i loro nomi non si conoscono ancora, ma è una questione di giorni). I disegni arrivavano da ben 65 paesi, e la quota maggiore era quella degli illustratori italiani (!), seguiti, in ordine: da Portogallo, Francia e Spagna.
Appena ho notizie sui restanti selezionati ve le comunico….
Con “Esopo” Simone Rea aveva già vinto una Bib Plaque, a Bratislava. E Planeta Tangerina è tra i candidati all’Astrid Lindgren Memorial Award 2012. Come a dire che “San Giovanni non fa inganni” :) Complimenti!
Aggiornamento 2: Ho chiesto a Simone e Valerio un commento a caldo. Valerio non sa cosa dire (è Valerio! :) e Simone ha risposto così:
Simone Rea: Ciao Anna, stavo tentando di scriverti quattro righe ma sto cercando di fare mente locale: non è facile raccogliere tutte queste emozioni. Tutte queste selezioni, in questo momento.. non so da dove cominciare.
Sai, prima era diverso, le selezioni erano delle conferme, delle gratificazioni estremamente importanti. Vere e proprie batterie per il morale e per la creatività . Sicuramente ora ho più consapevolezza dei miei strumenti e questo premio arriva in un momento particolare, lo sento molto, mi realizza in un modo che non so spiegare; è come se avessi coscientemente preso un impegno nei confronti dell’illustrazione.
Sogni futuri non ne ho. Ho solo la curiosità di scoprire giorno dopo giorno le storie che mi verranno proposte e spero siano sorprendenti, magiche, insolite, originali e anche pagate come dovrebbero.



2 novembre, 2011 at 21:22
Complimenti ai due illustratori!
2 novembre, 2011 at 21:42
Evviva! Bravissimi poi un pochino di orgoglio italiano in questo momento ci vuole !!!!!
2 novembre, 2011 at 21:58
bravissimi: per l’illustrazione italiana è davvero un momento speciale.e l’italia … si merita queste meraviglie? grazie sempre ad anna di questo prezioso blog.
2 novembre, 2011 at 23:30
Che bello! :)
2 novembre, 2011 at 23:59
Bravi!
3 novembre, 2011 at 9:11
Se mi lasciate qualche giorno di tempo (sono rientrato stanotte), vi faccio un post sul blog dei Topi, con tutti i dettagli, inclusi quelli che non ce l’hanno fatta “per un pelo”. Sono stati selezionati 11 italiani e 4 hanno mancato la selezione di un soffio.
3 novembre, 2011 at 9:47
Comunque, per non lasciarvi sulle spine, gli italiani selezionati sono (in ordine alfabetico):
Alicia Baladan
Silvia Bolognesi
Chiara Carrer
Stefania Lusini
Daniela Iride Murgia
Lisa Nanni
Silvia Palmarucci
Simone Rea (Menzione speciale)
Oscar Sabini
Daniela Tieni
Valerio Vidali (Primo premio)
Bravi!
3 novembre, 2011 at 9:58
GRAZIE Paolo!
3 novembre, 2011 at 10:15
Ho chiesto a Simone Rea che emozioni provava, e cosa implicava questa vittoria per il suo futuro, mi ha risposto così, grazie Simone:
Simone Rea dice: “Ciao Anna,
stavo tentando di scriverti quattro righe ma sto cercando di fare mente locale: non è facile raccogliere tutte queste emozioni.Tutte queste selezioni, in questo momento.. non so da dove cominciare.
Sai, prima era diverso, le selezioni erano delle conferme, delle gratificazioni estremamente importanti. Vere e proprie batterie per il morale e per la creatività . Sicuramente ora ho più consapevolezza dei miei strumenti e questo premio arriva in un momento particolare, lo sento molto, mi realizza in un modo che non so spiegare; è come se avessi coscientemente preso un impegno nei confronti dell’illustrazione.
Sogni futuri non ne ho. Ho solo la curiosità di scoprire giorno dopo giorno le storie che mi verranno proposte e spero siano sorprendenti, magiche, insolite, originali e anche pagate come dovrebbero.”
3 novembre, 2011 at 10:25
Simone Rea è un vero uomo.
3 novembre, 2011 at 11:08
Bravo Simone, parole sante! :)
3 novembre, 2011 at 12:39
direi che l’illustrazione si sta spostando verso l’ (illustr)ARTE.
Bravi
3 novembre, 2011 at 14:33
Bellissimi! Complimenti a tutti e due! Ma anche a quelli che non sono stati selezionati. Questo è un lungo e non sempre facile cammino, ma guardando loro ti viene voglia di continuare :)
3 novembre, 2011 at 15:02
Ma che notizia! Complimenti ai vincitori! Complimenti agli Illustratori Italiani!!!! Meritatissimo!!!!
3 novembre, 2011 at 15:11
Tanti ,tantissimi complimenti e…ha ragione Stefania. Il vostro successo incoraggia a continuare.
3 novembre, 2011 at 19:17
Complimenti a tutti questi illustratori italiani!!
Bravi!
Sarà che qualcuno sa già i nomi degli altri illustratori scelti per la mostra?
Grazie Anna per questo tuo blog!!!Sempre un gioiello!
3 novembre, 2011 at 20:06
bravissimi, tutti quanti.
4 novembre, 2011 at 0:42
Gutta cavat lapidem!
Sono ancora stordita, la notizia di essere tra i selezionati arriva con passo felpato…thanks, tak, alf shukr
4 novembre, 2011 at 1:22
Complimenti di nuovo a tutte/i!
E’ una vetrina davvero importante, vedrete che vi porterà belle cose.
4 novembre, 2011 at 11:39
@ Cristina: qualcuno me lo ricordo a memoria, ma così non arriviamo neanche alla metà :
Daniel Bueno
Bernardo Carvalho
André da Loba
Sonia Danowski
Anne Herbauts
Daniel Lima
André LetriÃ
Beatriz Martin-Terceño
Susan Strasser
Tim Van den Abeele (non è parente di Isabelle!)
Emilie Vast
4 novembre, 2011 at 11:50
Grazie, Paolo!!!
Piano, piano si conosce piu nomi!
Sono contenta anche di vedere che un collega brasiliano sta nell elenco.
Una bela giornata a tutti!
5 novembre, 2011 at 0:31
Grazie, mi piacciono tanto le belle notizie!
5 novembre, 2011 at 14:17
Ciao! C’era una piccola problema nell’concorso, perché molti partecipanti non hanno ricevuto il mail per la confirmazione, e adesso non sappiamo se hanno ricevuto gli illustrazioni o no. Sapete qualcosa di questo?
5 novembre, 2011 at 14:45
Julia, non so se le mail dovevano essere inviate (nel regolamento non se ne fa cenno).
Quello che so è che la confusione è sorta sul cambio di data di scadenza. C’era tempo tutto ottobre, ma come avevo ben spiegato nei commenti al post e come il sito di Ilustrarte metteva in prima pagina, le tavole dovevano arrivare ENTRO la fine di ottobre, non faceva fede il timbro.
La giuria si è riunita l’1 o il 2, fai tu il conto.
5 novembre, 2011 at 14:56
SÃ, nel regolamento non se ne fa cenno, ma visita il sito di facebook di Ilustrarte… C’era una domanda, se tutti hanno ricevuto quest’email, e molti hanno scritto che no…
http://www.facebook.com/pages/Ilustrarte/217775824918841
(scusi per gli errori, non parlo italiano molto bene)
5 novembre, 2011 at 14:58
Parlo di e-mail per la confirmazione, non mail normale.
5 novembre, 2011 at 15:08
Ho letto anche io i commenti sulla pagina Facebook di Illustrarte, io ho capito che hanno mandato a tutti i partecipanti una mail di conferma di ricezione delle immagini ma per qualche problema tecnico-informatico in molti non hanno ricevuto questa mail. Però dicono che tra poco pubblicheranno sul sito (oltre ai vincitori e ai selezionati)anche la lista dei partecipanti così si vedrà se le illustrazioni sono arrivate per tempo.
Sono un po’ preoccupata anche io perché faccio parte di quelli che non hanno ricevuto la mail di conferma e non vorrei che le mie illustrazioni stessero ancora vagando per gli uffici postali ma attendo la pubblicazione dell’elenco.
5 novembre, 2011 at 15:25
Io ho usato UPS in Settembre, é sicuro che é arrivata, ma non ho ricevuto quest’ e-mail… Non capisco.
5 novembre, 2011 at 15:37
Neanche io ho mai ricevuto una email di conferma….Mah! Comunque, 2 giorni soli per valutare 1600 partecipanti?????? Che giuria ragazzi!
8 novembre, 2011 at 18:29
Paolo, aspettiamo il post!
(comunque, mai ricevuta mail di conferma-ricezione, inviato materiale, a colpo sicuro, con Transor a metà ottobre).
8 novembre, 2011 at 20:54
A me è arrivata ma da quello che c’era scritto ho capito che me ne avevano mandata una qualche tempo prima che purò non ho mai ricevuto
8 novembre, 2011 at 22:14
Domani, ricevuta alla mano, verificherò con il corriere… Aldilà di questo disguido, tornando a casa questa sera ammetto che ocntinuavo a chiedermi come diavolo si possa fare una selezione in due giorni sulla base di 1.600 partecipanti!
8 novembre, 2011 at 22:19
p.s. Insomma, la prima scrematura potrà essere relativamente veloce, ma poi? E che cosa vuol dire che l’editore si astiene dal votare le tavole da lui pubblicate, quando può comunque votare i suoi autori? Perdonate la franchezza, che nulla toglie al valore intrinseco dei premiati, sia chiaro.
9 novembre, 2011 at 16:46
ho consegnato personalmente le tavole in segreteria al museo dell’elettricità ma non ho ricevuto mail di conferma…ammesso che la questione delle mail di conferma non sia chiara (eppure sulla pagina facebook di Ilustrarte qualcuno sostiene di averle ricevute) mi pare incredibile che ad oggi ancora non sia uscito un elenco dei partecipanti e dei vincitori sul sito ufficiale del concorso!!!!
9 novembre, 2011 at 16:56
Infatti… io, ad ogni buon conto, oggi gli ho mandato una mail per chiedere 1) se avevano ricevuto le mie tavole 2) se 48 ore possono mai essere sufficienti per espletare una disamina attenta e imparziale degli elaborati di 1600 illustratori (se tanti sono). A me la cosa non torna onestamente, anche a voler pensare che gli sia arrivata molta paccottiglia. Sarebbe importante sapere per certo – ad esempio – che la giuria non ha visto NULLA fino alla mezzanotte del 31 ottobre. E che a partire da quella scadenza tutti i giurati abbiano visto tutto-tutto, senza cioè dividersi – che so – per paesi di provenienza deglia utori. Bo’. Comunque… Canton era lì, potrà darci lui delle spiegazioni sulla tempistica ed il metodo.
9 novembre, 2011 at 17:11
Elide: visitato ora il tuo blog, è delizioso! Ora mi ci reimmergo…
10 novembre, 2011 at 13:52
Si appunto, due giorni per selezionare, valutare più di 1500 illustrazioni (e visto che andiamo nel week end si sommeranno altri 3 giorni, come minimo) e poi una settimana per scrivere sulla tastiera di un computer 50 nomi??????????????????? Io sinceramente mi sto un pelino arrabbiando. Ancora non so se i miei disegni li hanno ricevuti e già so i vincitori. Non mi sembra molto pulito. Poi magari sbaglio, però questo è quello che penso.
10 novembre, 2011 at 13:53
Nel sito Ilustrarte, nella parte in inglese, sta postado lo elenco dei selezionati e in pdf lo elenco di chi ha spedito illustrazione.
scusa il mio italiano!
ciao a tutti
10 novembre, 2011 at 14:48
Vatti a fidare della memoria: mi ero perso per strada due selezionati italiani. Mi scuso con loro e, ovviamente, con tutti quelli che hanno letto.
Spero che per Annalisa Bollini e Michele Ferri sia stata comunque una piacevole sorpresa.
10 novembre, 2011 at 16:36
ma dove lo vedete questa benedetta lista?? io non la vedo
10 novembre, 2011 at 17:44
Scusatemi un attimo, ma desidererei esporre alcune mie perplessità , di primo acchito “antipatiche” ma che reputo indispensabili per liberare il campo da ombre che potrebbero offuscare questo successo italiano.
Secondo me esiste un conflitto di interessi. Se un editore fa parte della giuria di un concorso in cui partecipano illustratori legati alle sue pubblicazioni il conflitto rimane anche se si astiene dalla votazione. Queste le motivazione che adducono a dubitare.
Primo, l’astensione comporta un’indiretta evidenziazione delle opere interessate. Secondo, gli altri giurati votanti – volenti o nolenti – sono condizionati dalla presenza/assenza dell’editore. Terzo, l’editore sarà pure sollevato dalla votazione delle opere di illustratori a lui legati, ma ciò non gli vieta di “stroncare” le opere degli illustratori “scomodi”(quelli per intenderci a cui è mancato quel “pelo” o “soffio”). Quarto, in questo caso, sia Valerio Vidali che Simone Rea sono illustratori dell’Editore-giurato.
Qui non si mettono in dubbio le capacità critiche del Giurato-bibliofilo, ma l’imparzialità del Giurato-editore. Occorre precisare che l’esito di certi concorsi (come per esempio Illustrarte e la Mostra degli Illustratori di Bologna) influenzano le vendite dei libri illustrati selezionati, quindi sarebbe sbagliato ridurlo soltanto a mero riconoscimento delle qualità degli illustratori. L’editore, non dimentichiamolo mai, ha come priorità la vendita dei suoi prodotti!
Detto ciò, non è mia intenzione accusare il cattivo operato dei giurati, ci mancherebbe, semmai esprimere soltanto le mie perplessità sull metodo adottato per comporre la giuria. La stessa titolare del blog, nel suo post, ha involontariamente sottolineato questa anomalia, aggiungendo che il giurato editore si è dovuto astenere dalla votazione.
Per evitare conflitti di interesse e conseguenti dubbi sulla buona fede dei giurati, basterebbe eliminare la figura dell’editore dalle giurie di concorsi di siffatto genere. Vidali e Rea vincerebbero comunque e l’editore verrebbe sollevato da incombenze scomode e ambigue, come quella dell’astensionismo.
10 novembre, 2011 at 18:19
Elena la tua perplessità è legittima. Quando Susanne Janssen vinse il primo premio con Hansel e Gretel, Christian Bruel, il suo editore francese, era in giuria.
Però quel libro, secondo me, doveva vincere. Lo sapeva Bruel e lo sapevano gli altri giurati. Perché era un capolavoro della storia dell’illustrazione. Bruel, grazie a questa vittoria, si è arricchito con le vendite? Urca: l’anno dopo ha chiuso i battenti per fallimento.
Le persone più colte, preparate, interessate al mondo dell’illustrazione sono proprio quelle che ci lavorano dentro. Editori, critici, redattori di riviste, art-director… Non c’è figura che non sia implicata. Questo vuol dire che la sua implicazione può rendere non parziale il giudizio? Potrebbe. Ma non è l’immagine che ho io di questo mondo, delle sue dinamiche.
Il problema si pone con qualsiasi figura che graviti attorno al mondo dell’illustrazione…
Anche un illustratore potrebbe avere le sue ragioni per stroncare un concorrente, che magari pubblica con la sua setssa casa editrice.
Da chi la vedersti composta, tu, una giuria?
Io a una giuria faccio fede/fiducia proprio per la qualità data dal livello culturale/estetico delle persone che la compongono. Di solito, a livelli così alti, sembrerà strano, ma passioni e gusti hanno la meglio su “meccanismi” biecamente economici. Infatti i migliori editori sono spesso di nicchia (e lo restano), o sull’orlo della bancarotta, o già falliti.
10 novembre, 2011 at 18:22
I 50 selezionati li torvate qui:
http://www.ilustrarte.net/
e tutti i partecipanti qui
http://www.ilustrarte.net/imagens/List_participants_Ilustrarte2012.pdf
10 novembre, 2011 at 18:34
Alexandra – Elena:
ho in corso una corrispondenza con gli organizzatori di ILUSTRARTE.
Ho chiesto loro 1) se le mie tavole sono arrivate 2) se due giorni possono mai essere sufficienti per un’adeguata selezione 3) se non sia un po’ bizzarro che i nomi dei vincitori-selezionati siano arrivati “per vie traverse” amzichè con una comunicazione ufficiale e contestuale, come è regola aurea per ogni concorso 4) se sia normale che 4 (se non erro) degli Italiani vincitori e/o selezionati siano autori della fucina dell’editore membro della giuria.
Ho ricevuto una prima e sollecita risposta, in cui (oltre a non sapermi ancora dire – ?! – se il mio benedetto plico è arrivato – mi si dice che in buona sostanza che la giuria ha lavorato sodo e con un buon metodo nell’arco delle 48 ore. E che, ad ogni buon conto, la mia mail è stata girata ai curatori per eventuali approfondimenti.
A quesot punto, per gli aggiornamenti (non mollo), vi rimando qui : http://www.ruedescoquillages.blogspot.com (ma credo sarebbe bene che tutti i perplessi scrivessero a loro volta ad ILUSTRARTE!)
10 novembre, 2011 at 18:42
ps
chiedo scusa per i refusi
(ho inoltre riletto la mail di ILUSTRARTE e in fondo… in fondo me ne inoltrano un’altra – quella mai arrivata a suo tempo dunque, per i disguidi si cui sopra – che dice che le mie tavole gli sono arrivate)
10 novembre, 2011 at 18:46
Ragazzi belli, miriadi di illustratori che stanno intasando la pagina facebook di Ilustrarte e la loro casella mail…
So che gli organizzatori di Ilustrarte hanno avuto una settimana durissima per via di un problema tecnico al sito.
Qualsiasi giuria ci mette circa due giorni (a Bologna idem) a valutare i lavori.
C’è stata una CONFERENZA STAMPA subito dopo la selezione e i giornali portoghesi hanno pubblicato la notizia dei vincitori MA il sito di Ilustrarte non è stato messo a giorno.
L’editore Paolo Canton ha avuto la simpatia di dare in anteprima su questo blog i nomi dei selezionati italiani, perché si è sentito “di casa” e credeva di farvi un regalo.
(quelllo dei vincitori, in rete, era già ufficiale/vedi giornali portoghesi).
Molti illustratori italiani selezionati sono nella fucina dell’editore Topipittori perché nella loro fucina ci sono ottimi illustratori. Hanno vinto anche un sacco di italiani che non sono nella fucina Topipittori.
Ha vinto un libro che era nella fucina di un editore portoghese, Planeta Tangerina. Vidali ha pubblicato anche con altri editori, tra cui Topipittori (non è che poi ce ne siano così tanti editori italiani e bravi illustratori italiani).
E’ vero che Ilustrarte ha gestito male la comunicazione della vittoria, ma da qui a farne un caso accusandoli di mancanza di serietà mi sembra veramente pedante.
Sulla questione se un editore deve o meno poter far parte di una giuria si può dibattere. Sul “ma a me non mi è arrivata la mail di conferma”, non qui.
Un disguido tecnico non inficia la serietà di una selezione.
10 novembre, 2011 at 18:59
“Molti illustratori italiani selezionati sono nella fucina degli editori perché nella loro fucina ci sono ottimi illustratori. Hanno vinto anche un sacco di italiani che non sono nella fucina di Pinco o di Pallo.
Ha vinto un libro che era nella fucina di un editore portoghese. Vidali ha pubblicato anche con altri editori”…
Certo, bè, questo lo sapevamo. La domanda (pedantissima, me ne rendo conto) è: e questi editori erano tutti membri della giuria?!
Io, peraltro, non conosco il direttore d’ILUSTRARTE (e non vivo in Portogallo, quindi non leggo i loro quotidiani) e, ad ora, aspetto con pazienza che mi rispondamo nel merito.
10 novembre, 2011 at 19:16
“e questi editori erano tutti membri della giuria?!”
Quest’anno no. Altri anni sì.
Dipende dalle giurie e dagli anni.
@ Daniela: Ilustrarte ha detto chiaramente sulla sua pagina Facebook che avevano avuto problemi con la parte tecnica (mails e sito) e che a giorni avrebbero pubblicato la lista completa. Ciò nonostante continuano (anche oggi che la lista è on line da ore) a ricevere messaggi tipo “ehi, ma io non ho ricevuto la mail di conferma”
(quando basterebbere leggere due righe più sopra sulla pagina FB per sapere perché).
I giornali portoghesi erano consultabili in internet. C’era anche il link sul mio blog.
Ciò nonostente hai scritto a Ilustrarte per chiedere spiegazioni (le avevano già date) e come te, immagino, centinaia di illustratori.
E’ un vostro diritto, certo.
10 novembre, 2011 at 19:52
Ragazzi, io penso che stiamo esagerando. Anche io mi ero stupita della velocità dell’esame dei lavori, all’inizio,ma poi ho capito che la selezione avviene ‘nel tempo’, e si finalizza alla fine, non che si fa solo alla fine. Tutto qui. E poi, chi ha vinto è veramente ,ma veramente bravo.
Originali e con qualcosa da dire.
Io sono ‘grandina’, (50 e +!!), da giovane ho fatto l’Art Director per tanti anni (e ora mi piacerebbe illustrare) e vi posso garantire che chi è abituato a dover scegliere delle immagini in mezzo a un mare di immagini-come fa un Art Director, e come fa una Giuria esperta, in questo caso- ha bisogno di pochi istanti per capire, perchè ha gli occhi, e la mente, allenati. Perciò, evviva la Giuria!
10 novembre, 2011 at 19:56
Anna, non so perchè, ma continuo ad avvertire nel tuo tono un riverbero di excusatio non petita. Da quando hai specificato che un editore si astiene dal votare le tavole da lui eventualmente pubblicate (che è poi un modo molto parziale – a mio giudizio – di ovviare al problema).
Allora, facciamo così, io – che sono una bestiaccia anarchica e al tempo stesso ingenua (?) – pongo due questioni: 2 giorni sono pochi, a tutte le latitudini, a Bologna come a Lisbona (se commisurati ad un numero di elaborati che va oltre i 1500). Diciamo… tre? E un editore, forse, non dovrebbe affatto prendere parte alla giuria, se si corre il rischio oggettivo che debba valutare il lavoro di autori della sua scuderia. Autori su cui punta, che ha contribuito a far emergere, dei quali vende i libri.
Tutto qui.
Di mio non dò molta importanza ai concorsi, talvolta partecipo perchè sono uno stimolo e al dunque, come vedi, mi ci appassiono anche. Ma ne vedo bene i limiti intrinseci ed inevitabili, come, in genere, vedo i limiti dei grandi piccoli gota che si ricreano fatalmente in ogni ambiente. Se troverò tempo (e coraggio!), posterò da me una critica ragionata dell’ultimo libro di Beatrice Alemagna e capirai che cosa intendo.
Un caro saluto, Daniela
10 novembre, 2011 at 20:42
Io sono più ingenua di te Daniela, figurati: quando non vengo selezionata a un concorso penso di non essere stata abbastanza brava, e ci rimango anche male, e basta.
10 novembre, 2011 at 21:55
Non dubitare Anna, i limiti che ho bene presenti, prima di tutto, sono i miei. Sicchè non mi sento come la volpe con l’uva. Mi sento come una che procede per la sua strada con fatica, goffamente e anche caparbiamente, cercando di approdare ad uno spazietto d’espressione personale valido, una mattonella o due di creatività risolta. Tutto qui. Diciamo… che le tavole che ho mandato ad ILUSTRARTE quest’anno mi piacevano abbastanza (erano molto “art brut”), ma potevo pensare di avere…tò, il 10% di possibilità che piacessero anche alla giuria al punto da selezionarmi. O anche meno.
Altra cosa però è pensare di non essere bravi abbastanza, perchè quello che ho capito che c’è un momento in cui cominci a sentirti curiosamente sereno, passabilmente sicuro di te e ben calibrato (come potenziale e come ambizione) e allora non stai a crocifiggerti se un editore, storce il naso o se non ti piazzi ad un concorso. Aspetti, lavori, osservi.
Ti smarchi da solo, lasci che le tue poche o tante capacità fluiscano senz’affanno.
Capisci che c’è uno spazio in cui coerentemente ti collochi e lo cerchi per vie anche segrete e silenziose. Come si risale una falda, fino, auspicabilmente, a vedere affiorare la sorgente. Ecco, io sono lì.
(caspita, rileggo, ne è venuta fuori una sessione di autocoscienza! prendila così…)
11 novembre, 2011 at 0:11
Daniela cara, ti invidio davvero la tua fase di ricerca per vie silenziose. L’hai descritta bene.
Quello che ho visto in questa manciata d’anni di mestiere, è che se uno ha talento, sbuca fuori. Non ci sono lobby, conoscenze, agganci, è un mondo, quello dell’illustrazione, dove le buone idee vengono su dal mucchio come palloncini d’etere e in breve tempo sono già astri (magari effimeri).
Un Simone Rea non era dentro nessun “giro”, è un ragazzo che ha fatto il muratore e lavora in una focacceria per arrivare alla fine del mese. Ha fatto Favole di Esopo e ha buttato giù tutti i birilli. Bratislava è un concorso che noi conosciamo poco, ma non c’erano giurati che potevano essere sospettati di fare preferenze eppure si è preso anche lì una Bib Plaque, che è un riconoscimento enorme.
Ha fatto delle tavole stupende e ha preso la menzione ad Ilustrarte. Non ho bisogno di chiedermi altro se non: le meritava?
Si possono discutere le ragioni di una giuria, si può anche non essere d’accordo. Ma Ilustrarte (più di Bologna) è un concorso che mi preme difendere, perché da anni fa selezioni che marcano l’illlustrazione contemporanea e il suo evolvere.
E sono contenta che due illustratori italiani abbiano vinto.
11 novembre, 2011 at 0:12
Ma Paolo ci potrebbe dire anche quelli che per un soffio non sono passati? :)
11 novembre, 2011 at 0:20
Scusa Anna ma dire che “non ci sono lobby, agganci e conoscenze” mi sembra una cosa non vera. Ci sono eccome. Come nella stragrande maggioranza di “mondi-lavorativi”. Puoi essere bravo, ma se c’è qualcuno che magari è bravo come te, ma ha l’aggancio e la spinta giusta, ti passa davanti. E tu rimani nella tua oscurità .
L’esempio di Rea si chiama fortuna (per non dire un’altra parola poco elegante :) ) unita alla sua bravura.
Essere al momento giusto davanti alla persona giusta. Teoria che mi è stata confermata più e più volte da persone dell’ambito illustrazione.
Poi questa è una mia opinione che non mi toglie dalla testa nessuno.
Se dovessi avere le prove che sbaglio, allora tanto meglio. Così almeno sapere di essere tutti giudicati indipendentemente dal percorso-conoscenze-agganci fa sicuramente molto piacere.
11 novembre, 2011 at 8:18
@ Alexandra:
mi dispiace contraddirla, ma l’esempio di Simone Rea si chiama talento, umiltà , pazienza, capacità di interpretazione del testo, tecnica sopraffina (si riveda il post su questo blog dove spiega come lavora). Il tutto condito da doti umane che ne fanno una persona fuori dall’ordinario, come può evincere, anche solo parzialmente, dalla risposta che ha dato ad Anna qui sopra.
Pensare a conventicole, preferenze e “colpi di culo” è una consolazione da mezze calzette. Manifestarla non le fa onore.
11 novembre, 2011 at 8:51
Caro plumbers parlare di fortuna non sminuisce il talento di Simone.
Io voglio scrivere quello che penso senza paura, senza vergogna. Sono stufa di tenermi tutto per me, unendomi ai cori di massa.
Io credo che unito al talento giocano un ruolo fondamentale anche altre circostanze.
Se poi quello che scrivo urta l’animo sensibile di qualcuno, pace.
La ringrazio per il “mezze calzette”, davvero simpatico.
11 novembre, 2011 at 9:34
Alexandra cara, quanti libri hai pubblicato? Quanti saloni ti sei fatta? Hai mai fatto parte di una giuria?
Io sono dentro questo mondo da quasi 10 anni, e ti assicuro che lo conosco benino.
C’è una bella differenza tra “trovarsi al momento giusto al posto giusto” e “lobby”.
Se tu mi chiedi se conoscere un editore aiuta, ti rispondo che”facilita” la possibilità di un confronto. Io se voglio posso alzare il telefono e avere in cinque minuti un appuntamento che un altro illustratore ci metterebbe mesi ad avere. Ma se credi che questo significhi che posso pubblicare un progetto in cui l’editore non crede al 100%, solo perché sono “amica”, ti rispondo solo “hi hi, che ridere”.
Non so se ti possa rassicurare o meno. Ma è matematico. Se sei bravo vai avanti, vinci premi, se non sei bravo, no.
Puoi anche non crederci, liberissima, ma è così.
Conosco illustratori INCAPACI di gestire relazioni, antipatici, chiusi, scortesi, persino maleducati, e pensa un po’… vincono concorsi, pubblicano lo stesso a go go.
Poi sono d’accordo sul fatto che ci sia qualche grande nome che resta nell’olimpo dei grandi-nomi perché è un nome e perché quel nome vende, più che per la rinnovata qualità ; ma questo non c’entra nulla con le lobby, c’entra con le leggi di mercato e col gusto degli acquirenti.
11 novembre, 2011 at 11:10
mi permetto di fare, molto alla rinfusa due considerazioni che mi sono venute in mente leggendo i commenti tutti in fila.
Mi pare davvero esagerato lamentare la comunicazione dei vincitori “per vie traverse”.
Sarò naive ma io ho trovato il gesto di Paolo Canton di annunciare i vincitori tramite questo sito, un gesto di affetto e orgoglio – ma anche nel caso che fosse stato fatto per puro “interesse pubblicitario” non vedo davvero cosa ci sia di male o di cosa possa averne colpa l’organizzazione di ilustrarte.
Secondo, non conosco Simone Rea se non tramite il suo lavoro e il suo blog. Non mi pare proprio che di lui si possa dire che sia esploso all’improvviso per una botta di… Sono anni che lavora, sono anni che si impegna, ha fatto a parer mio dei “salti da gigante” con i suoi lavori e alla fine la ricompensa è arrivata. Simone per me è un esempio, di quello che vuol dire applicarsi e fare sacrifici (perchè personalmente so cosa vuol dire dover fare tutti i giorni per pagarti le bollette un lavoro che non vorresti e che “ruba” spazio a quello che ami davvero). E perchè è vero che il talento è innato ma se non lo curi non serve a nulla.
Per ultimo complimenti a Valerio e Simone e alle loro bellissime tavole, e di nuovo complimenti a Simone per le sue meravigliose parole.
11 novembre, 2011 at 12:49
Al dil à del valore qualitativo della selezione (che non è in discussione e che mi pare sia sotto gli occhi di tutti) e riconoscendo tutti i meriti della organizzazione (il concorso in sé è una splendida occasione, la mostra è molto ben organizzata in uno spazio fantastico), credo che la procedura della selezione e soprattutto della comunicazione dei risultati (quali ne siano state le ragioni) sia stata poco ortodossa e per questo tale da generare da sola equivoci e malcontenti. La scrematura iniziale fatta dall’organizzazione, di cui parla Paolo Canton nel suo interessante post (http://topipittori.blogspot.com/2011/11/eletricitade-para-criatividade.html), sembra già di per sé un elemento che genera delle perplessità su diversi piani, non mi pare ad esempio che fosse citata nel regolamento (chiarito questo passaggio però diventano comprensibili i tempi strettissimi della selezione dei giurati). Credo tuttavia che il problema più grosso sia sorto soprattutto a causa della distanza di tempo intercorsa tra la comunicazione dei risultati alla stampa e la pubblicazione sul sito ufficiale: a selezione avvenuta i risultati più esaurienti sono usciti da subito su questo blog, grazie alle informazione di uno dei giurati, mentre quelli usciti sulla stampa portoghese erano più incompleti. Per contro, la lista completa dei partecipanti e dei vincitori è comparsa solo ieri sul sito di Ilustrarte (può essere però che ancora qualcuno non sia riuscita ad aprirla perché fino a ieri la home page presentava dei problemi e i risultati apparivano solo selezionando la versione inglese). Insomma, credo che, al di là di degenerazioni spiacevoli, il dibattito che ha preso corso su questo blog (e ti ringrazio Anna per aver ospitato il mio intervento e quello degli altri) abbia delle ragioni oggettive e non puramente emotive, e che possa fornire anche degli spunti interessanti per riflettere sulle dinamiche dell’informazione online e del mondo dell’illustrazione in generale.
11 novembre, 2011 at 13:02
Elide cara, la tua analisi è precisa, e nessuno ha mai negato che ci siano stati dei disguidi tecnici che hanno reso la comunicazione del premio caotica e mal riuscita.
E l’accaduto è interessante anche per capire che ormai una gestione coerente, professionale, puntualissima, dell’apparato: sito-web+facebook+eventualmentetwitter, è indispensabile a qualsiasi evento/associazione.
Anche sulla scrematura inziale si può discutere (anche se le modalità di una giuria di solito non vengono specificate sui bandi).
Quello che non mi piace è quando da un’analisi calma dei diversi elementi si salta subito a conclusioni affrettate e sgradevoli (il concorso non è serio, è truccato, i giurati non erano imparziali,etc).
11 novembre, 2011 at 13:10
ps: ARTICOLO DI PAOLO CANTON:
non so perché il link che hai messo al blog dei Topipittori mi rimanda ad una pagina di errore blogger, pur essendo giusto.
Ne avete uno funzionante sul post delle immagini vincitrici:
http://www.lefiguredeilibri.com/2011/11/11/le-tavole-dei-vincitori-italiani-di-ilustrarte-2012/
Oppur copiate/collate questo indirizzo:
http://topipittori.blogspot.com/2011/11/eletricitade-para-criatividade.html
11 novembre, 2011 at 13:42
Scrivo questo ultimo commento e poi basta perchè non era mia intenzione fare polemiche o sollevare polveroni ma solo esprimere un’opinione e noto con immenso dispiacere quanto la mia sia stata male interpretata.
Prima di tutto io non volevo associare solo ed esclusivamente il discorso della fortuna a Rea. Il mio voleva essere un parere GENERICO su quanto sia fondamentale che più di una circostanza si incastri con le altre in un preciso momento. Ma perchè ve la prendete tanto? Non mi sembra di dire un’eresia. Nelle cose ci vuole fortuna, vuoi un pizzico, vuoi una camionata. Ma sempre fortuna ci vuole che faccia andare bene le cose. E poi, Anna, certo che no che non ho mai pubblicato, certo che no che non ho mai fatto parte di una guria, ma io non stavo giocando al gioco “vediamo chi ha più esperienza”. Se ne avessi penso che non sarei qui a lamentarmi no? Appunto perche non riesco a farmi strada, mi guardo attorno e giudico quello che succede. E poi scusa come dici tu, sicuramente il tuo essere amica di un editore non ti garantisce una sicurezza di pubblicazione solo per il fatto che lo conosci, ma in questo caso, tu, sarai sempre più avvantaggiata di chi invece non conosce nessuno! Nella mia città i negozi in centro si passano la voce per assumere commesse che già si conoscono figurati! Non so da voi come succede? Solo qua esiste questa cosa? Metti che due illustratori sono entrambi bravi, secondo te un datore-editore- prenderà prima in esame chi già conosce o chi non ha mai visto? È nella natura umana farlo perchè esiste l’empatia, la fiducia.. ma anche qui non mi sembra di dire delle stupidate e comunque l’esperienza di “vita” (non lavorativa preciso, perchè quella purtroppo non ce l’ho) mi ha portato in 27 anni di vita a credere purtroppo che le cose non vanno mai per il meglio, ma al 90 percento per il peggio.
E poi per rispondere a Mara, la questione non era critichiamo i vincitori. Si parlava di come hanno gestito l’informazione e di tutte quelle cose tecniche che avete notato tutti.
Detto questo lascio definitivamente i discorsi, perche non voglio che si creino tensioni con voi o con chiunque altro solo per divergenze di opinioni.
Buona giornata a tutti
11 novembre, 2011 at 14:03
Alexandra cara,
non prendertela se discutiamo. A volte è difficile ascoltare il tono delle parole scritte. Nessuno ce l’ha con te, sono pretesti per confrontarsi.
Io ti dico che ho abbastanza esperienza, non per vantarmi, ma perché tu creda che la realtà di questo mondo è diversa da quella che immagini. Anche la fortuna c’entra poco.
Io le conoscenze le ho perché mi piace questo mondo, e vado sui saloni, e faccio domande, e pubblico qualche pulcioso libro ogni tanto, e leggo e leggo e leggo cose sull’illustrazione e ne parlo e poi divento amica con qualcuno che ha la stessa passione (se è editore o illustratore o amatore, mi è indifferente).
Insomma, le mie relazioni, come quelle di qualsiasi persona che lavora in questo campo, sono le normali relazioni che si hanno quando si è dentro un mestiere.
Non è “mafioso” che un illustratore già dentro a questo mondo non faccia la fila come qualcuno che ancora deve entrare, è normale.
Anormale e sbagliato sarebbe se un suo libro o disegno o progetto venisse preso sulla base di una conoscenza. E qui permettimi di dissentire: se un editore ha due progetti che gli piacciono, come nel tuo esempio, li pubblica tutti e due.
Come si fa ad entrare? Facile: si dimostra di avere delle qualità , dell’interesse, della professionalità ,dell’educazione, dell’umiltà e se si ha, anche un po’ di simpatia (ma quest’ultima non è indispensabile).
Se un illustratore x non ha ancora pubblicato un libro le cause possono essere alcune:
- non si è mosso abbastanza per farlo vedere a tanti
- non si è mosso abbastanza per farsi un’idea del mercato e delle sue esigenze
- l’ha presentato male
- il progetto è brutto o ha degli aspetti immaturi (testo o impaginazione…).
Altre ragioni non ce ne sono. Non la fortuna, non le conoscenze, non le lobby.
Riguardo ai concorsi, per restare in tema, perdere, è meno grave. Davvero una giuria ha un gusto: magari con un’atra giuria l’illustratore non selezionato sarebbe passato.
11 novembre, 2011 at 15:01
Grazie Anna, è vero hai ragione è difficile interpretare i toni di qualcosa scritto. Io non me la prendo figurati. Ci tengo molto a scambiare opinioni e pareri con chi è più grande di me e già lavora perchè ritengo che ci sia sempre da imparare. Quello che dici è rincuorante davvero, solo che essendo dall’altra parte io vedo solo “nero”, nel senso che sembra davvero un mondo impossibile in cui entrare..Nel mio caso se non ti dà da mangiare questo lavoro e ne fai un altro, non hai il tempo per girare e conoscere gente purtroppo. A volte non hai proprio le energie e quindi ti ritrovi a disegnare magari di notte o nei micro ritagli di tempo senza la possibilità totale di dedicarci tutto il tempo che vorresti. Questa cosa è frustrante e avvilente..credimi uno non saprebbe proprio da dove cominciare, come si fa. Io vorrei qualcuno che mi dicesse “fai cosi fai cosà ” almeno da avere un percorso “giusto”..
Comunque queste poi sono cose mie che non interessano a nessuno.
Grazie per questo dibattito, a mio parere molto interessante e utile per dipanare dubbi e titubanze.
12 novembre, 2011 at 10:02
Le lobby esistono eccome in Italia! Nel mondo dell’editoria sono meno evidenti perché interessano ambiti non altisonanti ed economicamente contenuti. Entrare nelle grazie di certi editori può aprirti più di una porta. L’editore influente ha contatti privilegiati con critici, giornalisti, organizzatori di eventi, blogger (a loro volta molto influenti) che possono permettergli una “potenza di fuoco” non indifferente. Anna, quando fai riferimento ai numerosi riconoscimenti ricevuti dai premiati attestanti qualità indiscutibili che vanno ben oltre la coincidenza di Illustrarte, sottovaluti questi aspetti concatenanti che esulano dai meriti strettamente editoriali e che condizionano i giudizi. È ovvio che all’origine di tutto ci sia un prodotto di qualità , altrimenti certe operazioni promozionali non si innescherebbero. Agli occhi del lettore ingenuo queste “escalation” sembrano il risultato di tanta bravura e impegno, componenti effettivamente presenti ma non esclusive. Ho lavorato per alcuni anni nella redazione di una rivista che recensisce libri per ragazzi e ho conosciuto editori che, a prescindere dalla loro caratura culturale, adotterebbero qualsiasi espediente pur di promuovere i loro prodotti. Un tam tam mediatico ben orchestrato può portare a risultati notevoli, ben al di sopra delle potenzialità intrinseche del prodotto. Se a questa visibilità costruita aggiungi le accidentali (ma ripetute) presenze dell’editore nelle competizioni più importanti il successo è garantito (a prescindere dalle astensioni che comunque condizionano indirettamente, come già detto).
“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”!
12 novembre, 2011 at 13:18
Elena, certo, ci sono le lobby, ci sono le Famiglie, i microgruppi che “il nostro ombelico è il più bello”, gli editori disonesti, gli editori furbi, i blogger potenti, i blogger copioni, gli illustratori arrivisti, quelli invidiosi… e chi lo nega.
Ma ci sono anche gruppi di persone appassionate e aperte, editori onesti, editori intelligenti (che è ben diverso da “furbi”), blogger ingenui, illustratori sinceri e pieni di talento, critici e organizzatori di eventi il cui principale interesse è quello di promuovere cultura…
Capisco la tua posizione Elena, ma credo che sia sbagliato giudicare o sospettare senza conoscere.
O dovrei pensare che Simone Rea, durante il salone di Bologna, mi ha portato da Roma (!) un meraviglioso panino alla porchetta perché voleva accaparrarsi la mia simpatia di blogger potente? :)
12 novembre, 2011 at 13:43
ps: e comunque mi spiegate come l’astensione di un votante potrebbe influenzare giurati di altre nazioni completamente avulsi dagli interessi editoriali che state sospettando?
Marinoni, come Ana Ventura, due altri grandi illustratori pubblicati da Topipittori, non sono neppure stati selezionati… Perché loro no e Rea sì?
Non ci arrivo proprio…
Perché invece nessuno ha avuto il sospetto (opposto) che Topipittori abbia avuto l’occhio di scegliere un illustratore che ora sta ricevendo il consenso di giurie internazionali?
12 novembre, 2011 at 16:28
Un giorno a Giusi Quarenghi una persona ha chiesto: “Potresti presentare i miei testi a Giovanna Zoboli?” pensando, in questo modo, che sarebbe stato più facile ottenere una lettura attenta da parte mia. Giusi ha risposto: “Non ce n’è bisogno. Da Topipittori leggono tutto e decidono sulla base di un criterio molto semplice: il testo li convince o non li convince. Criterio che vale anche per i miei testi.” Lo stesso discorso per le illustrazioni.
Chi non si capacita della logica delle nostre scelte, può pensare a lobby, amicizie, ambienti mafiosi, favoritismi, fiducia accordata a parenti, amici degli amici, conoscenze o quant’altro, se questo aiuta a trovare un bandolo. Se potete trovare conforto in questo genere di spiegazioni, sappiate che però non corrispondono a verità , come sanno tutti quelli che collaborano e hanno collaborato con noi.
12 novembre, 2011 at 17:02
Chiedo scusa per l’intromissione, ma ho lavorato per un certo tempo in campo editoriale e ancora mi interessa. Parto dall’assoluta buonafede di tutti, giurati, editori, blogger e autori, ammettendo che chi ha vinto ha vinto perché lo meritava, e chiuso il discorso. Quel che mi spinge a intervenire è soltanto lo stupore di molti commentatori (incluso l’ultimo) circa il fatto che nascano delle perplessità o che sorgano delle polemiche. Da tempo penso che ci siano alcune regole di deontologia e, direi, di “cortesiaâ€, che in questi casi vanno rispettate proprio per evitare queste polemiche, e persino per evitare che il valore dei vincitori sia offuscato o passi in secondo piano. Il discorso vale sia dal lato della valutazione, che dal lato della comunicazione. Quanto al primo, vorrei fare un esempio. Immaginiamo un grande concorso letterario, al quale si presentano opere edite ed inedite, autori editi ed inediti. Nella giuria c’è, poniamo caso, Inge Felrtinelli. Alla fine, tra i vincitori si segnala un autore pubblicato da Fentrinelli o, addirittura, un’opera pubblicata da Feltrinelli. A questo punto, l’editore / giurato si giustifica dicendo di essersi astenuto. Pensate seriamente che non ne nascerebbero polemiche? Ne dubito. Per questo da molto tempo sostengo che, come pura norma di buonsenso, bisognerebbe adottare questo principio: gli editori non partecipano a giurie di concorsi nei quali si presentano autori editi o opere edite così come, ad esempio, in una rivista non si dovrebbero recensire libri scritti dai collaboratori della rivista. Niente di che, per carità : solo una sana formalità .
Quanto alla comunicazione: un giurato ha comunicato a questo blog i nomi di alcuni selezionati prima che la lista definitiva e completa degli stessi uscisse sul sito del concorso, e nessun altra lista completa e ufficiale è stata pubblicata prima, apparentemente, da nessun altro organo di stampa. Anche qui, niente di che, ma solo una questione di forma. Buona parte dei commenti sono, giustamente, mirati a evidenziare che il gesto del giurato di comunicare alcuni selezionati in anteprima è stato un gesto di cortesia, e che non si può “giudicare senza conoscere†le intenzioni del giurato. Non c’è motivo di non crederle e parto dall’assunto, come ho già detto, della buonafede di tutti. Ma poi non può allo stesso tempo sostenere che le relazioni non contino e stupirsi se alcuni si insospettiscano quando un giurato di un concorso pubblica alcuni nomi di selezionati tramite il suo blog. Proprio perché i concorsi sono, diciamo così, un affare delicato, soggetto a sospetti, idealmente si dovrebbe poter “giudicare senza conoscere†e la forma dovrebbe essere fondamentale. Per questo ci sono regole scritte, norme deontologiche e, secondo me, buoni comportamenti di pura forma. Un giurato non dovrebbe descrivere sul suo blog come avviene la selezione (lasci che lo faccia l’organizzazione del concorso, se vuole), non dovrebbe comunicare i nomi di alcuni selezionati (o i nomi di “quelli che ce l’hanno quasi fattaâ€), almeno non prima di essere sicuro che lo abbia fatto l’organizzazione, in generale dovrebbe evitare ogni comunicazione al di fuori dei canali ufficiali, proprio per evitare “sospettiâ€. Non tutti i partecipanti sono tenuti a conoscere le persone o l’ambiente: il problema non è essere onesti e corretti, cosa di cui non dubito, ma sembrarlo in maniera indiscutibile per tutti, quelli che conoscono l’ambiente e quelli che non lo conoscono, i talentuosi e le “mezze calzette†che non “trovano il bandoloâ€. Diversamente, non ci si può stupire delle polemiche anche quando sembrano, a chi è addentro, tanto infondate.
12 novembre, 2011 at 17:29
Mi ero ripromesso di non partecipare a questa discussione. Continuo a dirmi che farei meglio a non farlo. Ma mi sento davvero strattonato per la giacca. Quindi, seguendo l’ordine temporale:
Elena M scrive: «Secondo me esiste un conflitto di interessi. »
Grazie, ma lo sapevo già . L’ho fatto presente all’organizzazione quando sono stato invitato, e alla giuria quando si è riunita, sia a Bologna sia a Ilustrarte sia a 3×3 Children’s Illustration. Nessuno mi ha chiesto di non partecipare o di non votare. E credo che l’imparzialità sia una preoccupazione dell’organizzazione ancor più che dei partecipanti. D’altra parte non è solo l’editore ad avere potenziali conflitti di interessi: per esempio, ci sono illustratori che insegnano e che si trovano a valutare i propri allievi. È accaduto a Bologna e due dei giurati l’hanno, giustamente, dichiarato agli altri.
L’unica soluzione al conflitto di interessi è non fare concorsi e giurie. Il palliativo è dichiararlo apertamente e trovare un modo per risolverlo. È sempre possibile farlo.
Elena M scrive: «Occorre precisare che l’esito di certi concorsi (come per esempio Illustrarte [sic] e la Mostra degli Illustratori di Bologna) influenzano [sic] le vendite dei libri illustrati selezionati, »
La sua precisazione non è supportata da riscontri empirici, almeno nell’esperienza di Topipittori. Premi, concorsi e riconoscimenti, in Italia, sono eventi comunicati solo attraverso canali specialistici e non arrivano al pubblico. I libri che già andavano bene continuano ad andare bene; quelli inchiodati agli scaffali restano inchiodati. Se ha delle curiosità specifiche, i nostri dati di vendita sono a sua disposizione, nel dettaglio del quotidiano.
Daniela Tordi scrive: «3) se non sia un po’ bizzarro che i nomi dei vincitori-selezionati siano arrivati “per vie traverse†anzichè [sic] con una comunicazione ufficiale e contestuale, come è regola aurea per ogni concorso».
I nomi dei vincitori sono stati resi pubblici in una conferenza stampa.
Ho pensato fosse cortese da parte mia rivelare in anticipo su questo blog, che so molto seguito, i nomi dei selezionati italiani (dimenticandomene due), sapendo quanta sia l’attesa intorno a questi eventi.
Quasi mi dispiace di averlo fatto. Non per le sue risibili illazioni, ma per l’imbarazzo che può aver provocato agli organizzatori di Ilustrarte, con i quali mi scuso.
Daniela Tordi scrive: «4) se sia normale che 4 (se non erro) degli Italiani vincitori e/o selezionati siano autori della fucina dell’editore membro della giuria.»
Gli illustratori non ci appartengono e sono, da sempre, liberi di lavorare con noi o con altri. Tutti i selezionati che hanno pubblicato con noi, hanno fatto libri, o ne stanno facendo, anche con altri editori. Non avendo un’esclusiva, la perdita di credibilità che deriverebbe da un tentativo di manipolazione della giuria non compenserebbe un qualsiasi vantaggio promozionale e commerciale, condiviso con svariati colleghi.
Alexandra Veneziani scrive su Simone Rea cose che preferirei non aver letto e che meriterebbero delle scuse formali. Invece insiste e poco dopo scrive: «Se poi quello che scrivo urta l’animo sensibile di qualcuno, pace.» La cosa si commenta da sé e non commenterò le altre.
Elena M scrive fra le altre cose: «ho conosciuto editori che, a prescindere dalla loro caratura culturale, adotterebbero qualsiasi espediente pur di promuovere i loro prodotti»
Visto che in tutta questa discussione l’unico editore di cui si parla è Topipittori, gradirei che precisasse che ad altri si riferiva.
Elena M scrive: «“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzeccaâ€!» Ma Re Edoardo III preferiva dire “Honi soit qui mal y penseâ€. Questione di punti di vista, non trova?
Un’ultima considerazione di carattere generale.
Le giurie sono composte, di solito, da professionisti seri, che hanno ogni interesse a tutelare la propria immagine e credibilità . Non pensate che questo il renda tetragoni a qualsiasi tentativo di manipolazione? Che interesse avrebbero ad assecondare un mio eventuale tentativo di indirizzare il loro giudizio verso questo o quel candidato? Ho la sensazione che qualsiasi tentativo in tal senso sortirebbe esattamente il risultato opposto.
Mi perdoni Anna per aver usato tutto questo spazio. Le prometto che non alimenterò ulteriormente questa polemica.
12 novembre, 2011 at 18:49
@ Giovanni: i miei interventi sul blog dei Topipittori sono stati concordati, per modalità , tempi e contenuti, con l’organizzazione, sia nel caso di Bologna sia in questo. Evidentemente la sua opinione su ciò che dovrei o non dovrei fare non coincide con quella dei diretti interessati.
12 novembre, 2011 at 18:56
Ma non cambia nulla, fatta sempre salva la buona fede di tutti. Evidentemente anche la partecipazione di editori alle giurie dove si giudicano opere edite è concordata. Ma mi permetto di criticarne l’opportunità , e solo quella. Cordialmente. Giovanni.
12 novembre, 2011 at 19:50
Vorrei riflettere sulle cose che Giovanni ha scritto con grande educazione. Non è facile.
Il discorso “giurie” è complesso. Il signor Giovanni solleva un problema deontologico reale. Però CHI potrebbe essere avulso da un qualsiasi conflitto di interessi? Chi ci mettiamo in una giuria ideale se non gli attori stessi dell’editoria infantile?
Sul discorso deontologico amicizie e racconti sui blog: credo che sia interessante vedere come internet sta portando a nuove forme di condivisione che vengono percepite come “non deontologicamente corrette†da alcuni, e fresche e nuove da altri.
Cosa è un blog? E’ una comunità ? Una rivista? Uno spazio personale in cui, come in un salotto aperto, le persone possono entrare? Uno strumento di potere? Un prodotto culturale? Un gruppo di amici? Un diario pubblico? Credo sia la sua natura nuova che provoca malintesi.
E’ vero che potrebbe essere uno strumento di potere (più di mille visitatori al giorno sono cifre grosse), ma io continuo a viverlo con lo spirito di quando è nato: quello di creare una comunità , un centro di interesse e interessati intorno al libro illustrato.
I Topipittori sono stati, fin dall’inizio di questo blog (4 anni fa), presenti con un contributo che era, di volta in volta, amicale, culturale, giocoso.
Il loro entusiasmo per questo mezzo (che poi li ha portati ad aprire a loro volta un blog) è stato interpretato da alcuni come “furbo”, “manipolatore”, “interessato”.
Per fortuna molti hanno accolto la loro presenza per quello che realmente era: cioé il piacere di partecipare alla costruzione di una cultura sul libro illustrato.
Con questo spirito di condivisione, ne sono convinta, Canton ha voluto regalare ad alcuni frequentatori del blog l’anteprima della loro selezione. Troppo naif? Senz’altro. Ma non dimentichiamo che molti illustratori pubblicati con Topipittori non sono stati selezionati, e altri selezionati (Tieni, Sabini, Murgia, etc…) sono solo frequentatori del blog e non illustratori di Topipittori.
Un blog è tutte le cose che ho citato sopra e forse molte altre. Qui possono stare, fianco a fianco, in uno spirito di condivisione e parità , editori e illustratori, critici e amatori.
Sono completamente ignorante su giochi e giochini di potere, ma non mi reputo un’ingenua. Mi sembra che siamo tutti dallo stesso lato della barricata: quello della cultura, e che dall’altra parte ci sia il nemico: quello di un’Italia sempre più barbara.
L’editore invitato ad essere giurato ha avuto la correttezza deontologica di astenersi dal voto, l’ingenuità di comunicare con trepidazione a colleghi (perché un illustratore è collega di un editore) la lista dei vincitori, ha avuto la voglia di raccontarci cosa significa far parte di una giuria, perché è interessante, perché no, perché non c’è nulla di segreto.
Mi spiace, ma sì, mi sorprendo della reazione di alcuni. Ma chiedo scusa (davvero) se ho urtato la sensibilità di chi percepisce queste dinamiche in un modo diverso.
L’unico punto su cui secondo me vale la pena continuare a discutere (e che mi resta dubbio) è da chi dovrebbe essere composta una giuria.
12 novembre, 2011 at 22:14
Credo che la mia posizione coincida esattamente con quella di Giovanni, che ringrazio per avere con molta lucidità ed equilibrio chiarito punti essenziali.
A Paolo ho solo da dire che Eduardo Filipe, ideatore e curatore d’ILUSTRARTE, nelle mail che mi ha scritto non ha manifestato nè imbarazzo, nè fastidio. Ha piuttosto, molto semplicemente, compreso le ragioni delle mie perplessità quanto alla presenza dell’editore in giuria (non sono autorizzata a pubblicare le sue mail, perchè in questo caso avrebbe preferito rielaborarle in una veste più ufficiale).
Uno spunto nuovo. Ho chiesto ad Eduardo, compatibilmente con il budget di cui dispongono, di riflettere sull’opportunità d’includere nella giuria membri di altri continenti. Credo che ILUSTRARTE meriterebbe, proprio per la caratura che ha assunto, di ampliare in un certo senso la gamma di riferimenti stilemici (orribile espressione, me ne rendo conto) su cui fondare un giudizio complessivo.
12 novembre, 2011 at 22:18
ps Giovanni, posso chiederti di mandarmi una mail (danielatordi@libero.it) per permettermi di comunicare con te? non riesco a risalire dai tuoi interventi qui…
13 novembre, 2011 at 1:07
Guardate, ci ho pensato tutta la sera. Ho pensato ai premi letterari francesi (Goncourt, Renaudot…): le giurie sono composte essenzialmente da accademici ed editori: se non erro, Gallimard, Seuil sono sempre state presenti, ed è capitato negli anni che vincessero autori pubblicati da loro.
E Cannes? E Venezia? Produttori, attori, registi… le giurie sono SEMPRE formate da persone che hanno per una ragione o per l’altra connessioni e possibili rischi di interessi personali.
Ma chi ci volete mettere in una giuria? Uno preso a caso dalla strada?
Per cui a livello di etica, si può dire che Ilustrarte o Bologna non rappresentino un caso a sé, ma la norma.
Sia Bologna che Ilustrarte, da anni, selezionano la giuria con: editori, critici, un paio di illustratori, un giornalista… cercando di creare una équipe di specialisti su fronti diversi che insieme possano dare fiato a una voce armonica e competente.
Hanno fatto i giurati la OQO, les Editions Être, e molti altri editori che ora non ricordo…
Se gestissi un premio di illustrazione non mi verrebbe in mente una giuria più completa e competente che questo melange.
Con, magari (ma non necessariamente) la regola di astensione per i propri libri illustrati (illustratori, mi sembra esagerato).
L’idea di una voce più internazionale ci sta, Daniela: ma chi la rappresenterà ? Basterà un editore o critico d’oltre oceano per rassicurare gli animi? Soprattutto nel panorama attuale, dove sia illustratori che libri viaggiano da una nazione all’altra senza più frontiere.
No, io penso che chi vuole vedere la magagna la vedrà in ogni caso, e se non ci potrà essere l’ombra di un sospetto a livello di giuria, si finirà per sospettare di buone “capacità relazionali” il povero illustratore di turno.
13 novembre, 2011 at 2:28
Per amore d’esattezza:
fanno parte (a vita) della giuria del premio Strega: Alessandro Dalai (editore di Baldini Cstoldi), Cesare De Michelis (Marsilio), Elido Fazi (Fazi edizioni).
Giurati a vita del premio Goncourt (il più importante in Francia) sono stati gli editori Seuil, Gallimard e Grasset. Dal 2008 è stato cambiato il regolamento e “teoricamente” un giurato non può più essere stipendiato da una casa editrice, ma al regolamento sono state inserite clausole che fanno sì che si possa lo stesso.
Ho trovato un concorso di letteratura infantile, in America (Newbery Medal) dove è invece vietato far parte della giuria se uno dei libri in lizza è legato in qualche modo al giurato.
Insomma, la discussione è annosa, ma di sicuro non è inusuale che il giurato di un premio letterario sia anche editore.
13 novembre, 2011 at 7:51
Non è inusuale affatto. Anzi, è proprio per questo che mi pongo il problema. E il fatto che il regolamento del Goncourt sia stato modificato in tal senso e che esistano regolamenti di premi dove l’argomento è affrontato significa che non sono l’unico a pormelo, e che la questione non è peregrina. I concorsi e i premi, soprattutto in ambito artistico e culturale (dove pochi sono, forzatamente, i criteri oggettivi), sono a perenne rischio di polemica per la composizione delle giurie. Gli “Amici della domenica” dello Strega sono rimessi in questione ad ogni nuova edizione del premio; nel 2010 ci fu chi trovò da ridire sul fatto che la giuria che premiò la Coppola a Venezia fosse presieduta da Tarantino, suo ex fidanzato (non oso immaginare cosa sarebbe successo se fosse stato il suo produttore); uno dei premi citati, il Renaudot, qualche anno fa (quando vinse Pennac) fu scosso dalle polemiche perché un giurato fu accusato di imparzialità . Per questo sono intervenuto (ma da adesso in poi mi taccio): perché mi sono “stupito dello stupore”. Coloro che hanno avanzato delle perplessità saranno forse più maliziosi di altri, ma non hanno fatto delle osservazioni campate in aria. I chiamati in causa hanno poi tutti i modi di dimostrare la loro buona fede (sulla quale, torno a dire, non ho il minimo dubbio), ma non si possono liquidare delle critiche come risibili e usare l’argomento “chi ci conosce lo sa”, perché in premi di questa caratura, come ho detto, non tutti sono tenuti a conoscere i giurati o chi pubblica una notizia. Perciò, una volta data un’informazione (e un blog è un mezzo di informazione pubblico come tutti gli altri), non resta che affrontare il rischio di qualche polemica ed eventualmente il dibattito su se e come è possibile evitarle. Come lei, del resto, sta facendo molto bene e con grande correttezza. Dopotutto, un dibattito franco ed educato è sempre più fruttuoso di un coro monotono.
13 novembre, 2011 at 9:13
Anna, mi piace sempre come ti predisponi a ragionare, a sviscerare, anche partendo da punti di vista diversi dal tuo. Anch’io ieri sera ho molto pensato ai concorsi in generale, mi sono andata a vedere la composizione di alcune giurie e… alla fine, sommando le mie perplessità alla scarsa fiducia che ripongo nelle mie chance oggettive, ho deciso di non partecipare più. Ma in cima, in cima a tutte queste riflessioni, ammetto che ho di mio una tendenza a provare disagio all’idea di ogni competizione applicata all’ambito creativo. Dò per scontato che un buon 70% dei lavori che circolano (ai concorsi, come nei corridoi delle fiere e nelle “astanterie” degli editori) non siano buoni. Dopodichè, stabilire priorità ed eleggere i migliori tra gli altri mi sembra al dunque uno sport un tantino inutile e forse anche crudele. Di fatto, risponde alla logica, sì, di fare il punto (sullo stato di avanzamento delle cose, delle tendenze, degli orientamenti stilistici e del gusto), ma soprattutto credo sia utile per i mercanti della cultura, che da queste kermesse traggono spunti e incoraggiamenti.
Ho le mie ragioni, altresì, quando dico che un grande concorso per illustratori europeo non può lasciare fuori dalla giuria teste pensanti di altre latitudini. Ho osservato da anni che qui c’è un rafforzamento della propensione verso un’illustrazione bella e rarefatta, in un certo senso. Un’illustrazione quasi grafica, perfetta e al tempo stesso algida. Sapientemente, modernamente stralunata e lunare. Mi piacerebbe che si potesse “corregere il tiro” con l’apporto di esperienze altre, soprattutto dal mondo anglosassone. Io, in giuria, metterei subito, tò, Maira Kalman. Rimescolerei un po’ le carte, andrei a cercare un po’ di linfa fuori dai preziosi algoritmi dell’iconografia che si sta affermando qui. Osservo le tavole presentate dal bravissimo Vidali… e sento che stanno per estenuarsi da se stesse, che c’è bisogno di giustapporgli un fascio di colore e di segni vibranti, sporchi, materici, arruffati. Osservo la maestria di Rea, la sua ieraticità quasi orientale… e penso che gli farebbe bene da contraltare un vortice sporco, caldo, dissonante. C’è posto per tutti, deve esserci posto per tutti… basta non restringere troppo l’imbuto.
Buona domenica a tutti.
15 novembre, 2011 at 1:53
Mamma mia. Io non capisco perché quello che ho detto su Rea deve essere così ridotto “meriterebbe delle scuse”. Ma mica ho detto che è un incapace! O che dovrebbe cambiare mestiere! Ho solo detto e rispiegato in un altro post, che per me gioca un ruolo fondamentale anche la fortuna! E il nome di Rea è uscito perché nei post prima ne parlava Anna, ma come lui mi sarei potuta riferire a chiunque altro di già famoso! C’è il talento e (lo sottolineo più e più volte!!!!!) ma anche un pizzico di fortuna! Intendevo dire solo questo! E a me il suo stile piace anche! Pensa te! E la frase “se quello che scrivo urta l’animo sensibile di qualcuno pace” non era di certo riferito a Rea! Mi passa la voglia di dire cosa penso perché poi la gente capisce sempre solo ciò che vuole. Uno non può neanche avere il diritti di spiegare cosa intendeva che subito viene massacrato. E concludo ringraziando anche io Giovanni che ha riassunto benissimo come la pensavo su com’è andato il concorso.
15 novembre, 2011 at 9:37
Alexandra, te l’ho detto, non te la prendere, è normale in queste discussioni che si creino malintesi.
Volevo segnalarvi un articolo di Nazione Indiana sul concetto (lato) di lobby all’interno dei circoli culturali, e sulla inevitabilità di certi rimandi. Specifico che mi riferisco alle mie scelte in quanto blogger, non a quelle della giuria di Ilustrarte. Sulla giuria ripeto per la decima volta quello che ho già scritto: questa polemica (per me) non era necessaria perché il giurato in questione si è astenuto dal voto. E nei casi citati da Giovanni siamo ben lontani da questo caso.
http://www.nazioneindiana.com/2011/11/15/fare-lobby/
15 novembre, 2011 at 11:34
Esprimere dubbi è lecito. Rimanere nel vago e parlare di “fortuna” senza spiegare cosa si intenda con questo termine, mi sembra, invece, poco chiaro, al di là del fatto che Rea piaccia o no, il che non è di per sé rilevante.
In Italia ci sono premi relativi ai libri per ragazzi: in giuria non ci sono editori, ma esperti, librai, giornalisti, autori eccetera. Cosa vi fa pensare che queste persone non possano avere interesse a promuovere un libro piuttosto che un altro? Una persona piuttosto che un’altra. Il fatto che in giuria non ci siano editori, in sé, non garantisce nulla, relativamente alla correttezza. La correttezza si evince, se mai, dal modo in cui i giurati si comportano, ovviamente. E’ ovvio che tutti noi, nel fare qualsiasi cosa, possiamo favorire questo piuttosto che quello sulla base di simpatie, benefici privati o interessi personali, o anche penalizzare questo o quello per ragioni di rivalità , antipatia, invidia o rancori personali, e non sulla base del merito e delle competenze. Credo che si tratti sempre di tenere per buono questo dato di partenza, per tutte le categorie professionali, non solo per gli editori. E di cercare di creare, nella trasparenza, sistemi che da una parte favoriscano la correttezza e dall’altra si avvalgano di persone di comprovata correttezza.
15 novembre, 2011 at 12:39
Ve lo avevo detto che “San Giovanni non fa inganni”! :) Valerio Vidali è finalista anche del premio CJ (Corea).
http://www.lefiguredeilibri.com/2011/11/15/concorso-coreano-cj-litalia-vince-di-nuovo-vidali-e-negrin-finalisti/
Fabian Negrin finalista della categoria Nuove Pubblicazioni.
Correte sul post a vedere gli altri illustratori/scrittori italiani selezionati, ce ne sono tanti!
Complimenti a tutti!
15 novembre, 2011 at 17:33
Nota: Ho cancellato l’ultimo commento perché l’ho giudicato inadatto allo spazio di discussione fornito da questo blog. Vi ricordo che i commenti sono un luogo dove discutere: civilemente e nel rispetto di tutti si può discutere di qualsiasi cosa. Illazioni e calunnie su basi puramente “sensitive” non sono tollerate.
16 novembre, 2011 at 9:06
Ciao Anna! Quante parole… Leggendole mi è venuta in mente una cosa molto semplice… Sarebbe bello, per un’illustratore interessato a partecipare ad un “X concorso”, prima di dare la sua adesione, avere la possibilità di conoscere da chi sarà composta la giuria del suddetto “X concorso”. In questo modo, ogni illustratore partecipante saprà già con quali filosofie si dovrà confrontare. Si prenderà così le sue responsabilità , nel bene e nel male, eliminando vani pettegolezzi…
16 novembre, 2011 at 9:27
Di solito nei concorsi i nomi dei giurati si dicono dopo proprio per evitare che ci possano essere tentativi di corruzione.
E poi non vedo proprio cosa cambierebbe sapere il nome. Uno si fida della serietà di un giurato o non si fida.
Quello che sarebbe davvero bello, invece, è che alcuni illustratori imparassero a leggere.
Sul bando del concorso c’era scritto:
“el jurado estara? compuesto por ilustradores, disen?adores, directores de arte y editores, portugueses y extranjeros. Los ilustradores seleccionados participara?n en la exposicio?n y de entre ellos uno ganara? el premio ilustrarte 2012.”
Dunque la presenza di un editore (portoghese o straniero) era menzionata. Uno non aveva che leggere, decidere che detta presenza non corrispondeva alla sua etica, e non partecipare.
16 novembre, 2011 at 10:28
Ma infatti la prassi è giusta… e normalmente non ho mai pensato il contrario… mi è venuto in mente questa cosa nel momento che ho letto le varie critiche al concorso ilustrarte. E comunque partecipare ad un concorso è sempre un terno al lotto, nel campo dell’editoria, per noi illustratori, non è molto diverso: bisogna avere costanza, pazienza e tanta passione. Se son rose fioriranno! :-) Un anno ti selezionano ad un concorso; un altro anno ti ingaggia un editore che ti aveva sempre ritenuto “non in linea” e gli anni successivi magari niente… non bisogna scoraggiarsi ed necessaria, a mio avviso, molta umiltà .
17 novembre, 2011 at 11:25
…mi piacerebbe un giorno vedere un concorso con la giuria composta da bambini… e dopo che passano loro lasciare decidere un paio di adulti a chi dare il primo premio… sarebbe molto più democratico visto che si tratta di loro nella maggior parte dei casi di libri illustrati. :)))
18 novembre, 2011 at 10:11
L’idea dei bambini in giuria potrebbe risultare interessante ma essendo noi adulti e in qualche modo educatori, non in termini stretti, ma comunque educatori, credo non sia il massimo far scegliere a loro.
Se a un bambino metti davanti dei dolci e una minestrina quasi sicuramente sceglierà i dolci.
Ma mangiare dolci a colazione, pranzo e cena non è salutare.
Il mercato dell’illustrazione a parer mio si sta muovendo in molte direzioni anche perché ci sono tanti adulti, non addetti ai lavori, che si interessano, comprano libri o illustrazioni originali e seguono da vicino il mondo dell’illustrazione.
Se disegnassi con uno scopo ben definito, dedicando i miei libri a un certo pubblico piuttosto che un altro sarebbe molto deleterio per la mia creatività . Perché fondamentalmente siamo illustratori per noi stesso, coltiviamo una passione che è tutta nostra..o sbaglio?
18 novembre, 2011 at 11:21
credo che anche mangiare sempre la minestrina potrebbe creare problemi alla salute ;))) magari sarebbe opportuno chiedere al bambino: “preferisci carciofi o spinaci? la barretta di supermercato o la torta della nonna”? questo è ovviamente una battuta, ma seriamente stavo pensando come difendere la mia idea dei “bambini-giurati”… non so se in Italia e’ conosciuto Janusz Korczak (il dottore ebreo morto durante la guerra) e il suo famoso libro sul piccolo re bambino? non darei per scontato che i bambini sono così incapaci e privi di buon gusto. semplicemente non trovo giusto limitare il diritto di scegliere a soli adulti. sono quelli che sviluppano le idee, decidono come presentarle, poi comprano il libro e alla fine di tutta sta lunga catena c’e’ il piccolo lettore.
capisco perfettamente che per fare un buon libro bisogna farlo sopratutto per se stessi, ma facendolo non si pensa proprio mai, mai a quella ipotetica creatura che poi lo prende in mani? :)))
18 novembre, 2011 at 14:32
Credo che la maggior parte degli illustratori disegni per il bambino che era, per ricordarlo, per non perderlo, per esaltarlo (questo vale sicuramente per me… ma so per certo che è lo stesso per molti altri illustratori). E’ un lavoro personale, e naturalmente profondamente diverso per ognuno di noi. la stessa cosa vale per i bambini: non sono tutti uguali, ce n’è uno per ogni tipo, devono solo trovare l’illustratore che più gli si addice… :-)
18 novembre, 2011 at 14:43
C’era un premio in Italia che avava la giuria fatta di bambini, ora non ricordo quale.
E’ un po’ il discorso delel giurie popolari, che se da un lato garantiscono una neutralità assoluta, dall’altro daranno un giudizio che sarà sicuramente diverso da quello di una giuria di esperti.
Una giuria di bambini darebbe un giudizio diverso da una giuria di esperti e da una giuria popolare. Non credo che esista la giuria perfetta.
Perché AG dici che mai si pensa ai bambini facendo libri illustrati??
Io personalmente sento una grande responsabilità verso la delicatezza del mio pubblico. Solo che questa responsabilità , in piena linea col pensiero di Korczak, non si traduce in un “adattamento” dei miei pensieri o dei miei sentimenti, al contrario, mi porta ad esprimermi in piena libertà , profondità , trasparenza… Reputo i bambini capaci di leggere qualsiasi sentimento/immagine se esppressa con sincerità .
Ed è importante, come scrive Marina, ricordare che i bambini hanno gusti e che ogni bambino avrà gusti diversi (che l’educazione potrà guidare).
18 novembre, 2011 at 14:54
AG, forse ho fatto male a rispondere così in fretta.
Comunque un messaggio breve in un post può essere frainteso. Non credo serva a tutti i costi difendere la propria opinione, io ho solo detto la mia. Qui si gioca con le parole “minestrina” (usato da me come esempio) e non si vuole dialogare quindi scusatemi per aver scritto la mia opinione. Di certo non è mia intenzione creare ulteriori polemiche.
L’argomento è vasto come il piccolo, dolce, sensibile bambino che è in me.
Per quanto riguarda i concorsi: loro esistono tu scegli di partecipare, quindi accetti il bando, loro ti scartano o ti selezionano. Fine.
Ciao
ps marina concordo pienamente con quello che hai scritto, ovvio non bastano questi pochi commenti e non basteranno mai:)
18 novembre, 2011 at 15:04
anna :))) io penso, anzi lo so con certezza, perchè seguo spesso interviste e incontri con autori, che si pensa ai bambini facendo libri. il punto interrogativo alla fine della frase… era una domanda retorica. e non credo che si debba pensare al “adattamento assoluto” ai lettori (scusate, mi sono espressa male), il rispetto verso bambini secondo korczak è considerarli persone, quindi è anche giusto pensare cosa potrebbe piacerli. e poi ero molto, ma molto curiosa di loro personale giudizio. ho visto, anna, che hai chiesto in uno dei interventi chi vorremmo vedere nella giuria, ho lanciato questo pensiero…
e si, capisco anche che è una idea abbastanza utopica.
18 novembre, 2011 at 15:11
simone :) la battuta con la minestrina era molto carina! e molto azzeccata, davvero. :))) specialmente per me, che guardo questo dialogo dalla posizione di chi la prepara tutti i giorni. ;)))
18 novembre, 2011 at 15:13
Simone caro, c’è stata tensione in questa conversazione e sono dispiaciuta che non ci sia stata solo contentezza verso la tua menzione.
Ma non ho percepito quest’ultimo messaggio di Ag come provocatorio. Mi sembrava volesse solo cercare un equilibrio tra minestrine e barrette di cioccolato (scherzosamente).
Io all’immagine di “minestrine” sostituirei quella di “verdure o frutta”: qualcosa di culturalmente nutriente, raffinato, che li conduca dolcemente a un’educazione del gusto e del mangiar bene. Le barrette di cioccolato sono buone, ma non fanno bene alla salute.
Comunque, per seguire la metafora, un’editrice francese disse che se ai bambini si lasciasse scegliere il menu, sceglierebbero sempre hamburger con patatine fritte.
:)
Volevo anche linkare qui la risposta educata che Simone Rea ha dato a questa lunga diatriba sul suo blog:
http://simonerea.blogspot.com/2011/11/la-fortuna.html
18 novembre, 2011 at 15:25
Ok ho sbagliato, sicuramente ho frainteso. Appunto, non è facile capire da un messaggio la complessità di un pensiero.
Per me va bene anche la verdura, magari anche due patate lesse, semplici con olio e sale.. le adoro;)
Ciao A. G.
18 novembre, 2011 at 15:30
simone, se i miei figli fossero giurati di un concorso saresti il No1, perchè, come ti ho già acennato in uno dei vecchi commenti sul tuo blog, allungano le loro manine verso “esopo”… e per di piu’ dicendo: no, non lo leggiamo, lasciaci solo VEDERE.
anna :))) i bambini dopo overdose di hamburger cominciano a mangiare TUTTO ;)))
18 novembre, 2011 at 15:44
Si, si mi ricordo perfettamente. Sono grandi soddisfazioni..
Be dai ho proprio sbagliato.
Viva le giurie di bambini.
Io proporrei i tui figli hi hi hi
ps Anna, non avevo proprio capito il senso:)
18 novembre, 2011 at 16:25
Simone, hai pubblicato il commento numero 100! Credo sia il record su questo blog (forse il dibattito su Greta la Matta ci si era avvicinato…).
18 novembre, 2011 at 16:55
Olè! 102:)
Greta la Matta ne merita 2000!
21 novembre, 2011 at 23:01
Facciamo 103, che sommando i distinti numeri da 4, negli arcani maggiori corrisponde alll’Imperatore, il re del mondo. Non esiste figura più azzeccata in tema di vincitori! ;-)
Auguriiiii ragazzi!!!
28 novembre, 2011 at 15:07
Abbiamo intervistato le deliziose e talentuose Nina & Evelyn / It’s Raining Elephants, chiedendo loro del magnifico libro Die Grosse Flut (Menzione speciale) – date un’occhiata: http://studiofludd.blogspot.com/2011/11/fludd-interview-focus-on-1-its-raining.html
28 novembre, 2011 at 15:13
Bravi!! Sono bravissime. Grazie mille per la condivisione del link.
28 novembre, 2011 at 17:59
Simone il tuo commento sul blog è cosa nobile: la fortuna vera e rara è incontrare chi crede in te e accanto a te ti supporta e ti spinge verso ciò che desideri. ancor + nobile è onorare questo tesoro…