Won’t You Be My Neighbor? Un documentario da non perdere

5 settembre, 2018

Inizio questo nuovo ciclo di post (che come sempre saranno caotici e sporadici: è il solo modo che sto trovando per respirare un po’ fuori da questa scatola chiamata computer) consigliandovi un bellissimo documentario che ho visto.
Si intitola Won’t You Be My Neighbor? (Vuoi essere il mio vicino?) e ripercorre la storia di una trasmissione televisiva dedicata ai bambini che per più di trent’anni è stata cult negli Stati Uniti.


Mister Rogers’ Neighborhood (Il quartiere del Signor Rogers, 1968–2001) fu ideata e condotta da Fred Rogers, un pastore protestante che dopo aver visto per la prima volta la televisione rimase così sconvolto dalla bassa qualità dei programmi indirizzati ai bambini che decise di fare della televisione lo strumento della sua vocazione pedagogica e religiosa.
Mister Rogers’ Neighborhood fu anche il primo programma per bambini trasmesso e finanziato dalla televisione pubblica americana, a partire dal 1968 (che anno!).

Il documentario è davvero avvincente e si concentra sulla personalità di Fred Rogers, bizzarro, illuminato e allampanato conduttore.
Dopo essersi formato come pastore e aver studiato musica, Rogers frequentò uno dei centri di pedagogia più innovativi degli Stati Uniti, l’Arsenal Family and Children’s Center dell’Università di Pittsburgh, (ancora attivo oggigiorno). Da quella fucina di esperienze educative uscirono studiosi come Benjamin Spock, che con il suo libro The Common Sense Book of Baby and Child Care rivoluzionò il modo di educare i bambini negli Stati Uniti e nel mondo (devo a quel libro, che mia madre lesse negli Stati Uniti nei primi anni ‘7o, un’educazione completamente libera e piena di rispetto per le mie stravaganze infantili), e lo psicanalista Erik Erikson, solo per citarne due, entrambi colleghi e amici di Rogers.


L’idea di fondo era quella del bambino visto come persona, da trattare come persona perché abitato da passioni, emozioni, domande e timori della stessa intensità di quelle di un adulto, e per questo degno di un dialogo franco su tutti i tempi più importanti: dalla sessualità alla morte, dal divorzio al razzismo, dalla politica alla convivenza civica.
Ogni puntata della trasmissione toccava un tema e le diverse emozioni (spesso forti) suscitate dal soggetto trattato erano rappresentate da marionette, ognuna con il suo carattere. Fu un successo.

Una canzoncina finale, diventata un classico musicale degli Stati Uniti, rivolgendosi al bambino spettatore, recitava: Ti amo esattamente come sei, non c’è nessun altro come te... La potete ascoltare in questo video (trovate i testi di tutte le canzoni di Rogers su questa pagina).

Insomma, scaricate i sottotili se non conoscete l’inglese e guardate questo documentario. Merita. Se all’inizo Fred Rogers vi sembrerà strano, non vi spaventate: ironico, anticonvenzionale, rivoluzionario, intelligente, era davvero strano, era se stesso.
Ho frignato durante mezzo documentario, ho capito cosa significa avere una missione.
Anna Castagnoli

Se non lo trovate su internet o qualche canale satellitare, potete acquistarlo su Amazon in formato DVD, Blu-Ray o Video Prime.
Qui il trailer ufficiale.
Qui un suo commovente discorso per la consegna di un diploma.

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