Intervista a Ekaré (Venezuela/Spagna): identità di un editore

19 Gennaio, 2012

Intervista a Irene Savino, art director della casa editrice Ekaré: un appassionante viaggio editoriale dal Venezuela alla Spagna.

Perché editori e perché editori per bambini?
La casa editrice Ekaré nasce a Caracas (Venezuela) nel 1978 come un progetto del Banco del Libro, una istituzione no profit dedicata alla promozione della lettura.
Negli anni ’70 non esisteva in Venezuela nessun editore che si dedicava alla pubblicazione di album per bambini. L’offerta di libri era sostanzialmente composta da titoli importati dalla Spagna, e, saltuariamente, da qualche titolo argentino.
L’universo dei titoli disponibili si riduceva a questo: pochi libri interessanti e una gran quantità di libri non venduti in Spagna che venivano riproposti sul mercato venezuelano.
Al di là della loro qualità, gli album disponibili sul mercato venezuelano mostravano il Natale con la neve, bambini e bambine biondi, case e villaggi europei e nei testi, ovviamente, forme e sintassi tipiche dello spagnolo parlato in Spagna, molto diverse da quelle usate in America Latina.

En casa de mis abuelos Arianna Squilloni, Alba Marina Rivera, 2011

Carmen Diana Dearden e Verónica Uribe del Banco de Libro si impegnarono a portare avanti pubblicazioni di titoli capaci di riflettere la realtà del lettore locale; capaci di avvicinarsi alla sua quotidianità, al suo ambiente, ai suoi colori, alla sua forma di parlare lo spagnolo. Si impegnarono anche a che questi album fossero di qualità: curati esteticamente come i più bei libri stranieri.
Sia il pubblico, attraverso le librerie, sia le istituzioni (biblioteche e programmi di promozione alla lettura) ricevettero con entusiasmo questa offerta editoriale. In pochi anni Ekaré crebbe e si separò dal Banco de Libro diventando una Associazione indipendente senza scopo di lucro.

 
Los tres erizos, Javier Sáez Castán, Ekaré 2003

Per la fortuna di Ekaré, il catalogo incontrò un grande interesse in altri paesi dell’America Latina, e nel mercato di lingua spagnola degli Stati Uniti. Ekaré si rese conto che la specificità del suo catalogo (destinato inizialmente a un pubblico venezuelano) aveva un potenziale più grande.
Contemporaneamente, la casa editrice, per completare l’offerta, decise di incorporare titoli di altri paesi. Così, a Ekaré cominciarono a comparire nomi come Leo Lionni, David McKee, Satoshi Kitamura, Arnold Lobel, Chris Van Allsburgh, Ed Young… che completavano un catalogo non troppo esteso ma preciso e forte sia nei titoli propri come in quelli acquisiti.

Chamario, Eduardo Polo, Arnal Ballester, Ekaré 2004
El contador de cuentos, Saki, Alba Marina Rivera, Ekaré 2008 (Bologna ragazzi award 2009)

Questa linea editoriale ha permesso a Ekaré di essere presente in quasi tutta l’America Latina (con una sede addizionale in Santiago del Chile) e di restare, da dieci anni, presente sul competitivissimo mercato spagnolo. Nel 2002 abbiamo aperto una sede a Barcellona e scoperto che quello che era servito come riflesso della realtà latinoamericana, come specchio del lettore venezuelano o di altri paesi latino americani, serviva alla Spagna come una finestra verso quelle realtà.

Quanti titoli in un anno?
Editiamo poche novità: tra gli otto e i dodici titoli, con tiraggi che variano da quattro a seimila esemplari. Però ri-editiamo tra i 40 e i 60 titoli ogni anno.
Siamo una casa editrice “di fondo”: selezioniamo e produciamo con molta attenzione i nostri libri, con la speranza che durino e che ci siano sempre bambini che possano approfittarne per molti anni. Abbiamo un catalogo costituito al 60% di titoli nostri, e il resto sono traduzioni.

Nella scelta dei libri che pubblicate potreste individuare un filo conduttore? E’ uno stile? Un messaggio? Un’idea? Un desiderio?
Riassumendo, il nostro filo conduttore sono le buone storie; racconti ben scritti, interpretati da belle immagini che possano interessare ed emozionare il lettore.

El dueño de la luz, Ivonne Rivas, Irene Savino, Ekaré 1994

Quali caratteristiche deve avere un testo o un’illustrazione per sedurvi? Cosa è che vi fa dire: “questo illustratore (autore) è per noi”?
Come scrivevamo poco sopra, ci seducono le buone storie. Si dice che tutte le storie siano già state raccontate, per questo ci interessa il modo di raccontarle, il luogo dove si colloca l’autore per fare del suo racconto qualcosa di originale e vivo
Ci piacciono illustratori con capacità di adattamento al testo, capaci di produrre una versione personale del racconto, con una buona qualità plastica.
Sapere se un manoscritto ha buone possibilità di trasformarsi in un futuro album non ci pare troppo complicato, ciò nonostante i buoni testi per bambini sono rari.
La cosa più difficile è la scelta dell’illustratore e questo non perché ce ne siano pochi – oggi ci sono molti professionisti di qualità in questo campo-, la difficoltà risiede nel saper fare del testo e dell’immagine una “coppia felice”.
Molti illustratori potrebbero essere adatti a creare immagini di alta qualità per un testo, la difficoltà è capire quale sarà il più adatto ad incastrarsi nel progetto che abbiamo ideato a partire proprio da quel testo.
Nell’equipe editoriale cerchiamo di chiarire cosa vogliamo da un determinato manoscritto: un libro che enfatizzi l’umorismo, o con più enfasi sull’aspetto affettivo, o sulla sorpresa?… e poi cerchiamo nel lavoro di molti illustratori il registro che consideriamo più adeguato e efficace.

Un abuelo, sí Nelson Ramos Castro, Ramón París, Ekaré 2011

Nella situazione culturale e politica del vostro paese vi sentite inseriti in una rete che vi sostiene? Come la definireste? Quali sono i suoi fili principali? 
Anche se possiamo dire che il Venezuela è il paese dove è nato Ekaré e dove ancora affonda le sue radici, oggi grazie alle sedi addizionali a Santiago del Cile e Barcellona, la risposta passa al di sopra delle frontiere nazionali.
In Venezuela, in una prima tappa della nostra storia, le biblioteche e i programmi di aiuto al libro furono alleati importantissimi. Oggigiorno questi programmi ci hanno aiutato in altri paesi come, tra gli altri: Cile, Messico, Colombia e Argentina.
Per fortuna, il catalogo di Ekaré è molto apprezzato dagli specialisti: il prestigioso programma governativo di contribuito al fondo bibliotecario messicano, il SEP, ha scelto fino ad ora 80 libri del nostro catalogo (quasi il 40%) con tiraggi fino a 400.000 esemplari.
Qualcosa di simile è successo in Colombia, Cile e Argentina, dove lavorano raffinati specialisti di letteratura infantile; anche in Spagna, dove non ci sono programmi di acquisti massivi, è difficile incontrare una biblioteca, per quanto piccola, che non abbia una parte del nostro catalogo.

Forse il problema principale si incontra nelle librerie. L’offerta editoriale può essere così soffocante che è difficile emergere ed essere visti dal compratore occasionale. Ma il contributo degli specialisti serve anche in questi casi, infatti, nelle librerie specializzate il nostro catalogo è abitualmente presente e ben raccomandato.

Le co-edizioni: che politica avete di vendita e acquisto dei titoli? Preferite creare i vostri libri, venderli e/o comprarli dall’estero? Perché?
Inaugurammo la casa editrice con l’intento di aprire, attraverso i nostri libri, una finestra su noi stessi, vista la situazione che ho descritto poco sopra (totale assenza di testi capaci rispecchiare la realtà venezuelana).

Abbiamo avuto la fortuna di vedere molti dei primi titoli pubblicati con Ekaré suscitare l’interesse di editori stranieri, come nel caso di: La calle es libre, tradotto in quattordici lingue, libro che tratta dell’esperienza di un bambino in un quartiere povero di Caracas; o, più avanti, il caso di La composición, tradotto in nove lingue, album in cui un bambino deve prendere da solo la decisione di non denunciare la sua famiglia alla dittatura militare che governa il suo paese.

La composición Antonio Skarmeta,  Alfoso Ruano, Ekaré, 2000

Il fatto di creare i nostri titoli è un processo che ci piace molto. E’ la nostra marca.
Però la casa editrice ha bisogno anche di altre proposte, in sintonia con quello che pensiamo sia un buon libro per bambini: libri che ci raccontino una storia, che ci facciano passare un buon momento, che ci diano il piacere di leggere (tanto le parole come le immagini).
In più di trent’anni di vita della casa editrice, abbiamo incontrato grandi libri e grandi autori di tutto il mondo che ci hanno fatto crescere. Abbiamo la fortuna di poter vedere qualcuno di loro nel nostro catalogo, e questo amplia la nostra offerta.

E’ stato importante per la nostra evoluzione oltrepassare la frontiera e aprire una sede a Barcellona. Fu naturale incorporare nuovi autori e illustratori coi quali potevamo avere un contatto diretto; a volte, attraverso il loro lavoro, nuovi paesaggi e situazioni raggiungevano i nostri lettori latinoamericani. Però, ripeto, cerchiamo di non allontanarci dalla nostra linea editoriale di base.

La merienda del señor verde, Javier Saéz Castán, Ekaré 2007

La co-edizione non è uno dei nostri strumenti favoriti. Ne abbiamo fatto uso, tanto comprando quanto vendendo titoli, però ci impone un calendario di scadenze che può trasformarsi in una camicia di forza. Le edizioni Ekaré giocano con l’inconveniente e il vantaggio di essere una Associazione senza animo di lucro. Questo ci permette di dare tempo ai nostri libri. Il tempo necessario per sentire che un libro è pronto, che si può mandarlo in stampa. Oppure, a volte, che è meglio aspettare. Non necessariamente un illustratore lavora con una qualità migliore perché una scadenza lo obbliga. Tentiamo, e quasi sempre riusciamo, di stare dentro le scadenze programmate, però il giorno e la ora della pubblicazione è il libro stesso che le detta. E’ il libro che ci dice che può andare in stampa.

Una cosa che vi piace del vostro lavoro e una che non vi piace.
Durante 34 anni hanno lavorato con Ekaré molte persone. Molti di loro sono ancora qui. Forse quello che continua a darci la stessa motivazione iniziale, è che ci entusiasma che ogni nuovo libro sia, ogni volta, una nuova avventura.

 

3 Risposte per “Intervista a Ekaré (Venezuela/Spagna): identità di un editore”

  1. 1 lucia
    23 Gennaio, 2012 at 20:56

    interessante..anche perchè proprio oggi ho chiesto un appuntamento per visionare un mio progetto alla fiera di Bologna…vedremo
    Da oggi li conosco di più!

  2. 2 Haidee Carolina Pineda
    15 Maggio, 2012 at 15:06

    Ekaré rappresenta un punto importante dei buoni libri per ragazzi in Venezuela insieme ai lavori del Banco del Libro. Con grandissimo orgoglio, é un piacere per me come venezuelana e amante dei libri per bambini, leggere questa intervista. Se magari, tutti in Venezuela avessimo la possibilitá di far parte delle belle proposte come questa di Ekaré…Putroppo, la promozione del libro e della lettura é un orizzonte che ormai diventa un po’ grigio per noi, venezuelani. Comunque, la voglia di leggere e scrivere non finisce: “Que una lluvia de colores invada nuestros sentidos gracias a los buenos libros”.

  3. 3 Anna Castagnoli
    15 Maggio, 2012 at 15:44

    Grazie Haidee Carolina per il tuo commento!

    “Putroppo, la promozione del libro e della lettura é un orizzonte che ormai diventa un po’ grigio per noi, venezuelani.”

    Purtroppo credo che sia un po’ grigia in tutto il pianeta in questo momento. Anche da noi.