Le parti del libro: nomi, definizioni

12 maggio, 2014

E’ importante, quando inziamo a lavorare come illustratori o autori, conoscere i nomi con i quali vengono chiamate le diverse parti di un libro. Ho chiesto ad Anna Martinucci di raccontarcele per immagini e lei ha preparato questo dettagliato, interessantissimo post.

*cliccare sulle immagini per visualizzarle in alta definizione

Testa: parte superiore del libro;

Piede: parte inferiore del libro;

Piatto: supporto rigido della legatura. I due piatti sono uniti dal dorso e vengono indicati come piatto anteriore e piatto posteriore;

Prima di copertina o piatto anteriore: fronte di copertina. Quando ben progettata, contribuisce al successo del libro;

Quarta di copertina o piatto inferiore: retro di copertina. Oggi ha scopo promozionale. È la sede privilegiata per le informazioni (brevi) sull’opera e sull’autore, l’ISBN, il prezzo;
Contropiatto: lato interno del piatto sul quale sono incollati i rimbocchi della copertina. Il contropiatto è coperto dalla controguardia;

Taglio (di testa – concavo o anteriore – di piede): i tre lati del corpo del libro non fissati dalla legatura;

Nervo: striscia attorno alla quale vengono avvolti i fili di cucitura. Garantisce l’unione tra i piatti e il corpo del libro;

Nervatura: rilievo del dorso determinato dai nervi. Lo spazio tra un nervo e l’altro è detto casella;

Dorso: parte che copre la cucitura e unisce i due piatti. Raramente oggi si presenta con le nervature; è più spesso liscio (la differenza, va da sé, si deve al cambiamento delle modalità di legatura dei fascicoli al dorso: spesso i fascicoli vengono fresati dalla parte del dorso e incollati);

Unghia o unghiatura: spazio che si crea tra i tre tagli e i piatti quando la copertina deborda e non è, quindi, rifilata come nella brossura*;

  • *Brossura: La brossura è un sistema di legatura più economico rispetto al cartonato. La copertina è di cartoncino flessibile e non rigido e di solito viene scelta per rilegare le segnature fresate.
    -Brossura fresata: le segnature (fogli piegati che formano i fascicoli) vengono allineate e, prima di essere incollate, fresate (cioè tagliate con una fresa) sul lato della piega. La fresatura permette alla colla di penetrare meglio tra le carte assicurando una maggiore presa. Questo tipo di rilegatura è più rapida ed economica, ma anche meno resistente nel tempo.
    -Brossura a filo refe: le segnature sono cucite per mezzo di un filo (cotone, lino, canapa o sintetico) fatto passare dall’esterno all’interno del dorso di ogni singola segnatura. Lo stesso filo fissa tra loro i fascicoli, che verranno poi incollati sul dorso e incassati nella copertina. Spesso scelta per edizioni di pregio, è il tipo di legatura adatta per resistere: i migliori albi illustrati sono, ancora oggi, rilegati a filo refe.

Angoli: estremità esterne dei piatti;

Capitello: rinforzo cucito alle due estremità del dorso e fermato alle assi o al supporto della copertura dei piatti;

Cuffia: parte della legatura del dorso che corrisponde all’unghia di testa e di piede del dorso. È sostenuta dal capitello su cui si ripiega. Si hanno quindi due cuffie: di testa e di piede;

Cerniera: congiunzione tra piatto e dorso della legatura.

Sguardie: fogli che precedono la prima e seguono l’ultima carta del libro.

Le controguardie (anteriore e posteriore) sono incollate sui contropiatti per nascondere i rimbocchi di copertura della copertina. Il foglio di guardia anteriore precede il frontespizio.

Aletta o Bandella: risguardo della sovracoperta di un libro dove spesso viene stampata la biografia dell’autore e una breve introduzione al testo. La funzione, benché promozionale, è meno incisiva rispetto alla quarta di copertina poiché presuppone già un certo interesse del lettore nei confronti del libro che ha scelto.

Frontespizio: nel libro contemporaneo con frontespizio viene indicato il recto della carta che segue il foglio di guardia. Riporta, in base alla tipologia di libro, i nomi di autore e illustratore, il titolo, la casa editrice e l’anno di edizione. Possono essere riportati anche i nomi dei curatori e dei traduttori.
In Italia, la legge 8/2/1948, n. 47 stabilisce quali dati non possono mancare sul frontespizio.

Colophon: contiene informazioni, obbligatorie per legge, relative alla realizzazione e alla pubblicazione; la menzione del copyright (indicato con ©, segnala che l’opera è protetta dalle norme sul diritto d’autore vigenti nel paese di pubblicazione) seguito dal nome e dalla data a partire dalla quale inizia la protezione e l’ISBN (International Standard Book Number), che permette di identificare il libro in modo univoco e a livello internazionale. L’Italia ha adottato lo standard nel 1977; a partire dal 1° gennaio 2007 il codice è stato aumentato di tre cifre passando, così, dalle precedenti 10, a 13 (suddivise in 5 gruppi).

 

Se il testo è stato tradotto, il colophon, oltre al copyright dell’edizione tradotta, deve riportare il copyright originale con il nome dell’autore (o degli eredi) o dell’editore straniero che detiene i diritti e la data della prima edizione. È questo il caso in cui devono essere inseriti anche il titolo originale dell’opera e il nome del traduttore. Le norme italiane in materia di stampa prevedono, infine, che ogni libro pubblicato riporti anche il nome e la sede legale dell’editore, l’anno di pubblicazione e la sede legale dello stampatore.

Capita spesso che tutte queste informazioni vengano stampate sul verso* del frontespizio: la pagina è infatti nominata “pagina del copyright” o “Impressum”.

  •  *verso: il retro di una singola carta (foglio). Il lato anteriore della carta è definito recto.

La storia dell’evoluzione di frontespizio e colophon e, più in generale, del paratesto (del libro in sé e non nel caso specifico dell’albo illustrato) è articolata e complessa e, a chi desidera approfondirla, segnalo un caposaldo della storia dell’editoria: Gérard Genette, Soglie: i dintorni del testo, a cura di Camilla Maria Cederna, Einaudi, Torino 1989.

Altri due saggi interessanti, incentrati sulle funzioni e le evoluzioni di copertina e sovracoperta, sono quelli di Ambrogio Borsani, La profondità della superficie. Letture di un paratesto chiamato copertina, in Testi, forme e usi del libro. Teorie e pratiche di cultura editoriale, a cura di Lodovica Braida e Alberto Cadioli, Edizioni Sylvestre Bonnard, Milano 2006, pp. 195-205 e di Paola Puglisi, Sopraccoperta, Associazione Italiana Biblioteche, Roma 2003.

Info: per chi fosse interessato ad approfondire questo tema, segnalo due corsi sulla progettazione del libro tenuti da Paolo Canton, editore Topipittori:
1. Libri in Campagna, 6-7-8 giugno a Mazara del Vallo (info qui)
2. Progettare Libri, dal 16 al 21 giugno, a Sàrmede (per info, qui e qui. Di questo corso si era parlato su Lefiguredelibri qui)

Anna Martinucci

11 Risposte per “Le parti del libro: nomi, definizioni”

  1. 1 angela ferrari
    12 maggio, 2014 at 12:47

    Ciao, Anna.
    Come sempre, trovo tra le tue “pagine” suggerimenti, notizie, informazioni e strumenti che fanno capire meglio, oppure aiutano ad affrontare in maniera più professionale, questo mestiere (tanti credono basti saper disegnare).
    Grazie mille.

  2. 2 laura38
    12 maggio, 2014 at 13:30

    Molto interessante e utile! Grazie.

  3. 3 simoff
    12 maggio, 2014 at 13:33

    visto che in biblioteca e in libreria passo..molto tempo…ora mi sentirò anche un po’…competente :-)

  4. 4 elillisa
    12 maggio, 2014 at 16:23

    Più Anna Martinucci per tutti.

  5. 5 anna martinucci
    12 maggio, 2014 at 23:05

    Geenelilisa, è un bello slogan, ma non credo sarebbe un mondo migliore…

  6. 6 elillisa
    13 maggio, 2014 at 14:28

    … però sapremmo un sacco di cose.
    :)
    (Grazie per questo prontuario nozionistico sul libro)

  7. 7 anna martinucci
    13 maggio, 2014 at 16:17

    Su FN è nata la nuova sezione “Album” che viene inaugurata, con un tempismo da record, da Soglie di Genette. Ecco il link: http://www.federiconovaro.eu/soglie-seuils-di-gerard-genette-einaudi-1989/

    (Geena: grazie.. sono più rossa dei drappi rossi di Tiziano)

  8. 8 melchisedec
    15 maggio, 2014 at 6:04

    Utilissimo! Grazie!
    Ne darò una copia ai miei allievi.
    Complimenti, ma non è una novità, per i suoi post e per le “figure” postate.

  9. 9 michele
    14 giugno, 2016 at 6:53

    Vorrei fare una domanda: come si può suddividere un libro di testo? Ovvero un libro é composto da un titolo, prefazione….

  10. 10 Teresa
    23 settembre, 2016 at 13:25

    Vorrei sapere come si chiama la parte in cui si riporta un aforisma prima della premessa dell’autore.
    Grazie, Teresa

  11. 11 Maria Pia
    2 agosto, 2018 at 11:01

    Grazie Anna ! Sei preziosissima!