Nascita di Pierino Porcospino di Heinrich Hoffmann

27 settembre, 2011

“Il libro è là proprio per suscitare rappresentazioni irrazionali, orribili, esagerate.
Il bambino è il popolo; sarà difficile agli educatori ben intenzionati, estirpare dalla memoria popolare, e dalle camere dei bambini, le storie di Cappuccetto Rosso divorata dal lupo o di Biancaneve avvelenata dalla cattiva matrigna. La rigorosa ragione, non più di un assioma di algebra, o di geometria, non può emozionare l’anima di un bambino, ma solo farla perire miseramente”
Heinrich Hoffmann

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Pierino Porcospino nel primo libro di Hoffmann, scritto e illustrato a mano per il figlio Carl nel 1844: Pierino Porcospino era in ultima pagina

I giovanissimi lettori, se ancora non conoscono le storielle contenute nel libro Pierino Porcospino, possono leggere e visionare il libro su questo sito.

E’ una sera di dicembre del 1844, nei giorni di lucine e bancarelle colme di regali che precedono il Natale, Henirich Hoffmann, stimato medico di Francoforte, passeggia tra le stradine addobbate della sua città alla ricerca di un libro da regalare al figlio Carl Philipp, di tre anni. E’ di buon umore, da pochi giorni è nata la sua secondogenita: Antonie Carolina. Hoffmann gironzola tra i banchetti ma non trova nessun libro che lo soddisfi: i libri per bambini che gli capitano tra le mani sono “troppo razionali, falsamente ingenui, moralistici, piatti, con troppo testo e non adatti ai bambini.” I libri di quell’epoca, infatti, dovevano essere sempre “educativi” e a lui questo aspetto, – come racconterà nelle sue memorie-  spazientiva. Decide quindi di comprare un quaderno. Tornato a casa dalla moglie, le consegna il quaderno dicendo: -Ho trovato il regalo per Carl ! – La moglie, aprendolo, esclama: –Ma sono pagine bianche!Bene, – risponde Hoffmann, – allora ne faremo un libro. Nasce così la prima versione di Struwwelpeter (Pierino Porcospino).

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Un’immagine del primo libro di Hoffmann, scritto e illustrato a mano per il figlio Carl nel 1844

Hoffmann aveva all’epoca 35 anni ed aveva già pubblicato tre libri per adulti: Das Breviarium der Ehe, Gedichte, Die Mondzügler: Komödie. Finito di illustrare il libro, Hoffmann viene sorpreso dall’entusiasmo di amici e pazienti, che lo convincono a pubblicarlo. Il libro vedrà la prima stampa l’anno successivo, nel 1845, con il titolo: Lustige Geschichten und drollige Bilder mit 15 schön kolorirten Tafeln für Kinder von 3-6 Jahren (Gioiose storie e buffe immagini con 15 splendidi pannelli a colori per bambini da 3 a 6 anni). Hoffmann lo firmò con lo pseudonimo Reimerich Kinderlieb. In questa prima versione, Pierino Porcospino era disegnato in ultima pagina (Hoffmann racconta che gli era rimasta una pagina bianca e non sapendo come riempirla, decise di illustrare questo personaggio). Fu solo alla terza edizione, incoraggiato dal successo che il personaggio riscuoteva nei giovani lettori, che decise di spostarlo in prima pagina e in copertina, e di usare il suo nome, Struwwelpeter, per intitolare il libro.

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Pierino Porcospino nella prima edizione a stampa, comparsa col titolo:  Lustige Geschichten und drollige Bilder mit 15 schön kolorirten Tafeln für Kinder von 3-6 Jahren, 1845

Il libro avrà un successo immediato in Germania, e nel giro di pochi anni, in Europa e oltre oceano, grazie anche alla traduzione inglese di Mark Twain, del 1848 (col titolo Slovenly Peter). Ad ogni nuova edizione, Hoffmann ritoccava e precisava un po’ il disegno, senza però alterare il progetto iniziale. In alcune traduzioni (vedi quella francese) i disegni di Hoffmann furono addirittura rifatti da altri illustratori (il concetto di diritto d’autore era ancora aleatorio!). Oggi il manoscritto originale è conservato al Museo di Norimberga. In Italia, il libro fu tradotto da Gaetano Negri col titolo Pierino Porcospino e pubblicato da Hoepli nel 1882. In Francia, venne tradotto nel 1860 da Louis Ratisbonne e pubblicato da Hachette.

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L’immagine più conosciuta di Pierino Porcospino, rispetto alla prima edizione, le unghie sono un po’ accorciate e non ha capelli sul viso.

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La prima edizione francese: Pierre l’ébouriffé, tradotto e adattato dal tedesco da Louis Ratisbonne, pubblicato da Hachette nel 1860

Il titolo della prima edizione (Gioiose storie e buffe immagini…) indica chiaramente che il libro è da leggersi in chiave ironica. Il libro di Hoffmann, infatti, è in perfetta sintonia con tutta una corrente di satira e umorismo macabro tipica del tardo romanticismo tedesco. Ma ci occuperemo di questo aspetto nel prossimo post.

Pierino Porcospino è il padre di tutta una lunga serie di “enfants terribles” e può essere considerato il primo libro in cui il bambino viene rappresentato come un essere complesso, ribelle, con una volontà potente, pieno di immaginazione e paure. I libri destinati ai bambini del tardo ottocento ritraevano di preferenza un bambino quale gli adulti avrebbero voluto fosse: educato, pulito, gentile.

Ma, si sa, le idee non nascono dal nulla. Il tempo era maturo perché un enfant terrible nascesse. La psicanalisi muoveva i suoi primi, fondamentali, passi, il Romanticismo aveva spianato la strada al fascino dell’inconscio e delle sue pulsioni, la scolarizzazione obbligatoria faceva del bambino un fruitore sempre più vorace ed esigente di libri illustrati.
Nel 1807, Willem Biderdijk, poeta e studioso olandese, scrive e illustra a mano libera un libro per il figlio di nove anni: il libro, composto da otto pagine, narra la storia di un ragazzo pestifero e molto comico. Nell’illustrazione qui sotto, lo vedete spegnere il fuoco con un sistema alquanto “liberatorio”.

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Manoscritto di Willem Biderdijk, 1807

Ma è al caricaturista francese Paul Gavarni che dobbiamo la nascita della figura di Pierino Porcospino: il 22 marzo del 1840, sulla rivista La Caricature, compare la pubblicità della Pommade de Lion, sotto l’immagine possiamo leggere “Un enfant terrible qu’on a eu l’imprudence de laisser jouer avec un pot de Pommade de Lion “ (un bambino terribile che si ha avuto l’imprudenza di lasciar giocare con la Pomata di Lion).
Non sono riuscita a scoprire come Hoffmann venne a conoscenza di questa immagine, ma la somiglianza col nostro personaggio è troppo evidente perché possa esserci il dubbio di una doppia nascita indipendente.

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Gavarni, 1840, disegno pubblicitario comparso sulla rivista La Caricature, 22 mars 1840

Due sono i principali precursori dello stile di Hoffmann: Rodolphe Topffer (1799-1846),fumettista, scrittore  e illustratore satirico svizzero (uno dei padri fondatori del fumetto e dell’illustrazione contemporanea)

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e George Cruikshank, caricaturista e illustratore inglese suo contemporaneo, che per primo adattò in chiave ironica le fiabe dei fratelli Grimm. Nelle immagini qui sotto, le associazioni di immagini di Cruikshank e Hoffmann sono mie, e la loro relazione non è documentata. E’ solo per sottolineare che lo stile di Pierino Porcospino è sulla linea dalla tradizione della illustrazione caricaturale e satirica.

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George Cruikshank

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Heinrich Hoffmann

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George Cruikshank – Heinrich Hoffmann

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George Cruikshank – Heinrich Hoffmann

Abbiamo guardato in che clima è nato Pierino Porcospino, ora diamo un rapido sguardo ai suoi successori. Scattata la scintilla inziale, moltissimi enfants terribles hanno riempito le pagine dei libri per bambini, felici di recriminare finalmente il loro diritto al disordine, al gioco fine a se stesso e al dissenso.

Max e Moritz, del 1865, Germania, illustrato e scritto da Wilhelm Busch, è la storia di due monelli che finiscono cucinati.

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Pierino Porcospino di Heinrich Hoffmann e Max e Moritz, Wilhelm Busch, Germania, 1865

Nel 1894, in Francia, Bertall, un illustratore satirico, pubblica con l’editore Hachette Mlle. Marie Sans Soin (signorina Maria senza cura), storia di una bambina disordinata e ribelle.

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Mlle Marie sans soin, Bertall, Hachette 1894

Bertall firmerà anche le vignette umoristiche sui “difetti dei bambini” sulla famosa Semaine des enfants, edita da Hachette, uno dei primi giornali destinati a un pubblico infantile.

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Les defaults des enfants”, Bertall, vignette pubblicate su “La Semaine des enfants”, Hachette, 1858

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Les defaults des enfants, Bertall

Tra gli eredi, nipoti e pronipoti di Pierino Porcospino, possiamo enumerare ancora:

Gian Burrasca, di Luigi Bertelli (Vamba),

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Il Giornalino di Gian Burrasca, Vamba, 1907

Pippi Calzelunghe: all’interno del libro c’è anche una citazione camuffata del suo precursore, quando Pippi dice che bisogna mangiare, perché “se no capita come a quel ragazzo cinese di nome Pietro che si rifiutò di mangiare un nido di rondini servito dal padre, e morì di fame cinque mesi più tardi”.

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Max di Where the wild things are di Maurice Sendak (Sendak era un grande ammiratore di Hoffmann e aveva detto di Pierino Porcospino che era il libro graficamente più perfetto dalla storia dell’illustrazione).

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Federico di Heinrich Hoffmann e Max di Maurice Sendak, 1963

L’americana e impertinente Eloise, del 1995, di Hilary Knight.

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Giovannino di La passeggiata di un distratto, di Gianni Rodari (poi illustrato da Beatrice Alemagna), ispirato alla storia di Giannino guard’in aria

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Gianni Rodari e Beatrice Alemagna, La promenade d’un distrait, Seuil Jeunesse

Edward Mani di Forbice di Tim Burton, e tanti altri…

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Edward Mani di Forbice, Tim Burton 1990 e Pierino Porcospino

Ringrazio il sito Letteraturagrafica per i suoi saggi sul protofumetto, ringrazio il blog dell’editore Prìncipi e Princípi per aver citato nel suo articolo su Pierino Porcospino i due post precedenti a questo (su E.T.A e Heinrich Hoffmann), e ringrazio infinitamente tutte le persone che si danno la pena di mettere in versione pdf, accessibile a tutti, le loro ricerche, studi, tesi di laurea, libri, trasformando internet in una biblioteca sempre più fornita.

Leggi l’analisi del libro: Pierino Porcospino: un’opera comica?

11 Risposte per “Nascita di Pierino Porcospino di Heinrich Hoffmann”

  1. 1 Graziana
    27 settembre, 2011 at 10:02

    Adoro i bimbi cattivi (delle favole) e adoro questo post. Aggiungo solo che l’immagine di Pierino Porcospino è impressa nella mia mente sin dalla prima infanzia grazie all’enciclopedia de “I Quindici”, e che quando ascoltavano le barzellette di Pierino raccontate dai miei cugini credevo si trattasse del Porcospino e non di Alvaro Vitali!

  2. 2 Graziana
    27 settembre, 2011 at 10:04

    oops: “Ascoltavo” e non “ascoltavano”

  3. 3 alicia
    27 settembre, 2011 at 10:45

    Complimenti Anna, tutto molto interessante. C’è una differenza fondamentale tra i bambini terribili di Hoffmann e (per esempio) Pipi calze lunghe, o sbaglio?: entrambi i bambini le combinano di tutti i colori ma quelli di Hoffmann pagano molto caro le loro marachelle, “chi gioca con il fuoco finisce bruciato” ecc. Tutto finisce con una morale fatalista, quella che poi negli anni 60 è stata ribattezzata come una pedagogia antiquata che ha contribuito a mettere in cattiva luce Pierino porcospino. Sto facendo confusione? Ho a casa una versione hippie dell’72 che è tutto una contraddizione, c’è un Pierino ribelle con pantaloni a zampa di elefante, ma non le andrà molto bene…

  4. 4 Anna Castagnoli
    27 settembre, 2011 at 10:55

    Alicia l’interpretazione che è stata fatta di Pierino Porcospino è completamente sbagliata! Lo dimostrerò nel prossimo post.
    :)

    Mandami qualche foto del tuo libro se puoi. Grazie!

  5. 5 beatrice
    27 settembre, 2011 at 10:58

    Anna! Che bello questo post, come tutti i tuoi ultimi anche se alquanto impegnativi per chi ha l’orologio in mano (scusa il francesismo). Bello anche trovare il mio vecchio Giovannino così poco conosciuto. Però hai dimenticato la stupenda e terribile Marcellina, di “Marcellina il mostro”, Harlin Quist, 1968. In Italia edito de Emme edizioni.
    Uno dei pilastri dell’editoria per ragazzi. Ora scappo!

  6. 6 Fran
    27 settembre, 2011 at 14:26

    grazie di questi post Anna! Sono nata troppo tardi per avere in casa Pierino Porcospino, ma segnalo comunque che il “moretto” della filastrocca di Hoffmann sembra il prototipo di Pik Badaluk! I calzoncini rossi, gli alberi..
    (e Pik sì che lo leggevo all’asilo! ^^)

  7. 7 Anna Castagnoli
    27 settembre, 2011 at 21:52

    Beatrice: grazie! Domani aggiorno il post con la pestifera mancante.

    @Fran: ma di che anno è Badaluk?
    Il moretto era comunque una figura tipica dei libri illustrati di quegli anni.

  8. 8 Fran
    28 settembre, 2011 at 18:05

    Dunque, è stato pubblicato a Lipsia nel 1922, quindi relativamente vicino alle pubblicazioni di Hoffmann.. relativamente..

    (titolo originale: La storia di Pik Badaluk, autore: Grete Meuche)

  9. 9 Alessandro
    18 agosto, 2015 at 18:43

    sempre interessante leggerti.
    So che ti nutri di libri rari e introvabili, ma sull’argomento la Mondadori, negli anni 70-80 fece uscire un librone-antologia chiamato “I cento volti a fumetti di Pierino la Peste”, in cui si faceva un excursus da Pierino Porcospino a Mafalda. Lo devo avere in qualche soffitta, ma ricordo che era ben fatto e di grande formato, con tanti fumetti e illustrazioni di fine 800 – primi 900.
    Lo vendono anche su ebay
    http://www.ebay.it/itm/I-cento-volti-a-fumetti-di-Pierino-la-Peste-Libro-Fumetto-Mondadori-Collezione-/181165490497

  10. 10 Anna Castagnoli
    19 agosto, 2015 at 19:31

    Alessandro: che informazione importante, grazie!

  11. […] link a una pagina con un bellissimo approfondimento storico e sociale che racconta la storia del librino e alcune […]