Re Schaccianoci e il povero Reinhold

21 settembre, 2011

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König Nußknacker und der arme Reinhold, Heinrich Hoffmann

Heinrich Hoffmann, (1809-1894, da non confondere con E.T.A Hoffmann, di cui era contemporaneo) era un medico psichiatra e lavorava con bambini abbandonati. E’ stato uno dei più grandi illustratori per bambini della storia europea, ed è conosciuto soprattutto per il suo Der Struwwelpeter (Pierino Porcospino), che vedremo più avanti.
I due Hoffmann, oltre al nome e all’arte di scrivere e illustrare, condivisero un personaggio: Lo Schiaccianoci. Nel post precedente ho analizzato alcune tematiche de Lo Schiaccianoci e il re dei topi di E.T.A Hoffmann. Non so dirvi quanto e se lo Schiaccianoci di E.T.A Hoffmann abbia influenzato quello dei H. Hoffmann, ma personaggio a parte, le due storie sono molto diverse. Ora vorrei mostrarvi il Re Schiaccianoci di H. Hoffmann, che è un capolavoro assoluto.

Potete vedere il libro intero, con il testo, sul sito del Progetto Gutemberg.

Cover

König Nußknacker und der arme Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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König Nußknacker und der arme Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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König Nußknacker und der arme Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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König Nußknacker und der arme Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

L’immagine qui sopra è la mia preferita. Potentissimi i gialli, verdi, magenta e blu (colori puri) che si staccano dal fondo scuro della notte natalizia. Non sono riuscita a trovare degli esempi, ma sono certa che un certo sapore delle illustrazioni di H.Hoffmann viene dalle cartoline augurali (santini, voti natalizi, angeli, etc) che giravano nella Germania di fine ‘800.

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König Nußknacker und der arme Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

La storia è in rima e ve la racconto male (google translate, traducendo dal tedesco in rima, non è stato molto generoso): è la sera di Natale, il piccolo Reinohld è malato a letto, suo padre è morto da tempo e la povera madre è sola a curarlo e non ha i mezzi. Reinhold si addormenta e compare un angelo che lo porta in un meraviglioso paese di giocattoli. I giocattoli accolgono Reinhold con gioia, c’è un grande tramestio, squilli di tromba, galli e trombettieri che festeggiano l’arrivo di qualcosa di eccezionale: è il Re Schiaccianoci, che fa il suo ingresso in rima, auto-presentandosi. Reinohld viene invitato dal re a sedersi accanto a lui e ad assistere alla parata. Davanti a loro sfileranno personaggi di ogni sorta, ognuno con una storia da raccontare sulla giustizia, la guerra, i diritti calpestati, i bambini poveri… (H. Hoffmann era un liberale e grande difensore dell’uguaglianza dei diritti dei cittadini, Il re Schiaccianoci nasconde infatti una parodia politica). Alla fine il re saluta Reinhold, il quale ritorna nella sua povera stanza, accompagnato dall’angelo. Il sogno è finito, ma il mattino dopo, al risveglio, Reinhold è guarito, e la stanza addobbata con un meraviglioso albero di Natale, doni e leccornie.

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König Nußknacker und der arme Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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König Nußknacker und der arme Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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König Nußknacker und der arme Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

Bellissima la trasformazione della stanza del bambino in ricca stanza dei giochi, e graficamente perfetto il salto nell’immagine successiva, quella qui sotto. La prospettiva centrale delle colonne è sostituita da quella delle case, il bambino è saltato in piedi per la sorpresa (notate che questo effetto di “salto” non ci sarebbe se il bambino fosse stato disegnato in un altro angolo della pagina). Il paese di case giocattolo, che prima era piccolo tra le mani del bambino, ora è immenso, e tutto intorno a lui: la misura di Reinhold resta identica sulla pagina, ma è cambiata, per proporzione, col resto (relatività dell’essere bambini).
Non vi ricorda niente la crescita delle colonne nella stanza del bambino? Maurice Sendak era un grandissimo ammiratore di H.Hoffmann (disse di Pierino Porcospino che era il libro graficamente più perfetto della storia dell’illustrazione): la crescita delle colonne nella stanza di Reinhold mi ricorda la crescita degli alberi nella stanza di Max (Nel paese dei mostri selvaggi).

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König Nußknacker und der arme Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

Qui sotto un’auto citazione di H.Hoffmann: davanti a Reinhold sfila Pierino Porcospino. Pierino Porcospino ritorna anche nella copertina del libro che Reinhold riceve la mattina di Natale, nell’ultima immagine del libro (guardate il titolo).

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

La parata è finita, il Re Schiaccianoci saluta Reinhold e se ne va. Guardate con che finezza H. Hoffmann fa scomparire il mondo del sogno: della città non resta che una linea di matita. Nella misura in cui si dissolve la città per Reinhold, si dissolve anche per il lettore, al quale H. Hoffmann ricorda che siamo su una pagina di carta e che tutto non è che finzione. (Ora i miei incanti son tutti spezzati, /e quella forza che ho è mia soltanto /e assai debole. Epilogo di Prospero nella Tempesta di Shakespeare).

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

Due righe ancora sull’immagine della città giocattolo (qui sotto) che ricorda le Città ideali del cinquecento. Il pittore Balthus era un altro grande ammiratore di H. Hoffmann. Molti gli schizzi in cui copia alcuni dettagli dei lavori di H.Hoffmann. Se sono documentate le relazioni tra alcuni disegni di Balthus e Pierino Porcospino, non ho torvato nulla sulla relazione tra La strada, o Passaggio del commercio Saint André e l’immagine della città nel Re Schiaccianoci. Forse entrambi gli artisti, indipendentemente, hanno attinto alla pittura cinquecentesca, forse anche in questo caso H.Hoffmann ha avuto un’influenza su Balthus.

Non è stupendo questo libro? Peccato che non se ne trovino versioni tradotte. E’ un libro così misterioso. Sapete se è stato mai ri-editato? Chiunque abbia informazioni, citazioni, conoscenze su questo libro, si faccia avanti!

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King Nutcracker and poor Reinhold, Heinrich Hoffmann, Rütten & Loening, 1883, Germania

Citta ideale internet

La città ideale, anonimo (Laurana?)

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Francesco di Giorgio Martini, La città ideale

lefiguredeilibri.Anonimo

Anonimo Fiorentino, La città ideale

Balthus

Baltuhs, Il passaggio del commercio Saint André

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12 Risposte per “Re Schaccianoci e il povero Reinhold”

  1. 1 alicia
    21 settembre, 2011 at 11:59

    Concordo, davvero un capolavoro. Sono una patita di Hoffmann. Secondo me Balthus lo ha certamente guardato fin da tenera età perché i suoi disegni per “cime tempestose” fatti da adolescente hanno una struttura simile anche se non così studiata.
    Se si sovrappone l’immagine della stanza dei giochi con quella seguente della città, si vede che l’illustratore ha messo al posto delle colonne le strade, cioè lo spazio, e gli spazzi vuoti tra una colonna e l’altra nella stanza, sono nella città i volumi pieni. Le due illustrazioni sono in qualche modo speculare per spazi . Secondo me questo effetto aumenti notevolmente la percezione dell’aperto e del chiuso forse anche del salto al di là della rappresentazione di una stanza o di una città.
    È geniale.

  2. 2 Benedetta Marasco
    21 settembre, 2011 at 13:46

    di nuovo grazie. ho due domande per te: la prima è come mai secondo te i libri per bambini che si trovano in giro adesso sono dal punto di vista letterario pressochè inconsistenti.mi è capitato di comprare libri di illustri illustratori che però non rileggerei mai, se non per guardare le figure.
    la seconda è una domanda pratica: esiste un libro una raccolta o un criterio per studiare la letteratura per l’infanzia, oltre ovviamente seguire il tuo blog? mi stai stuzzicando non poco, specie ora che sto abdicando alle mie velleità artistiche… ;-)

  3. 3 Anna Castagnoli
    21 settembre, 2011 at 17:31

    @ Alicia: Urca! Non lo avevo notato il gioco di spazi chiusi/pieni, grazie mille. Era un genio davvero.

    @Benedetta: domanda 1) Non lo so. Viviamo in un’epoca molto incerta, e si sa che l’arte e la letteratura fioriscono là dove ci sono prosperità e creatività sociale. Forse i libri per bambini risentono del clima generale? Inoltre, si è come stereotipata l’idea di Infanzia: il bambino come creatura pura e cerebrolesa che ha bisogno solo di cose semplici… Quello che a me sconcerta è che nei libri per bambini non ci sia più spazio per il non-sense. Tutto deve essere spigabile, razionale, facile da comprendere.

    Domanda 2) Non ti so aiutare. Di sicuro deve esistere qualcosa. Fai come me, perditi nei meandri di internet armata di google translate!

  4. 4 alicia
    21 settembre, 2011 at 21:26

    Dimenticavo di farti notare un’ altra cosa interessantissima, proprio nell’immagine da te preferita Anna, quella del mercatino. Se si guarda solo la parte superiore, cioè gli edifici che si stanno al di sopra del mercatino, quelle 3 facciate un po’ a punta,si nota che sono completamente in altra prospettiva, non si capisce bene come in realtà siano posizionate, non si riesce a fissarle nemmeno se per pura curiosità come ho fatto io, si disegna la planimetria della piazza. Non ho capito che tipo di apporto questo giochetto dia all’illustrazione, certo è, che una volta notato, l’immagine diventa un poquino inquietante.

  5. 5 Anna Castagnoli
    21 settembre, 2011 at 23:25

    Alicia che occhio! Ti assumo come investigatrice ufficiale di immagini.
    Le ho guardate a lungo in grande sul sito Gutemberg. E’ vero che sono strane e stranianti. Però potrebbe essere che la terza sulla sinistra (tra le tre a punta) sia parallela allo spettatore, ma più lontana, e le altre due, parallele, ma più vicine. Tra la terza e la seconda c’è una profondità di campo che non percepiamo perché perpendicolare a noi (non so se mi sono spiegata). Che ne pensi? Comunque i libri di Hoffamnn sono misteriosissimi. E cosa pensi tu dell’omino nascosto dietro l’albero a sinistra che spia lo spettatore?! Si vede bene sul sito Gutemberg.

  6. 6 alicia
    22 settembre, 2011 at 9:32

    mmmm Anna, non sono sicura di aver capito. La confusione secondo me, fatta a doc dall’autore è un gioco tipo quelli creati da Echer, ed è nella facciata centrale, le finestre hanno un punto di fuga opposto al punto di fuga degli scalini che disegnano il profilo del tetto.L’omino (se intendi quello vestito di blu) non l’avevo notato, ma anche ingrandendo l’immagine non sono sicura che guardi lo spettatore, non riesco a distinguerle il viso.
    Io purtroppo non ho la capacità che hai tu di analizzare i libri o le immagini, Hoffmann è un’ eccezione perché l’ho guardato molte volte. Sono in realtà molta lenta, alle fiere spesso mi perdo l’occasione di portare a casa buoni libri che non ho saputo cogliere fino in fondo sul momento.

    Chi ha il pallino dell’esplorazione, con Hoffman ha solo da divertirsi, e se quell’aspetto interessa meno in ogni caso ti regala il bello dell’illustrazione.

  7. 7 nadia
    22 settembre, 2011 at 10:21

    Mi intrometto in punta di piedi nella discussione tra Anna e Alicia. Analizzando l’immagine si può vedere che la facciata centrale è obliqua rispetto alle due laterali: infatti le merlature di destra sono disegnate di scorcio e le linee orizzontali delle finestre non sono parallele ma convergono. L’orologio però non viene disegnato di scorcio, e non so se questo può avere un significato all’interno del racconto, (purtroppo non sono riuscita ad avere una traduzione comprensibile). Riassumendo, a mio avviso, la facciata di destra e quella di sinistra sono parallele all’osservatore ma poste a distanza diversa e quella centrale le collega e quindi è obliqua rispetto al punto di osservazione.
    Grazie Anna

  8. 8 Lisa
    22 settembre, 2011 at 17:06

    Una curiosità: La piazza si trova a Francoforte e l’edificio di cui parliamo è il municipio di Römer. Ancora oggi nella meravigliosa piazza si svolge l’antico mercatino di natale raffigurato da Hoffmann…

  9. 9 alicia
    22 settembre, 2011 at 19:04

    ma dai? mai avrei immaginato che questo posto fosse reale. grazie per la notizia!

  10. 10 Emiliaa
    23 settembre, 2011 at 16:45

    Grazie Anna questo libro è meraviglioso…e grazie anche per le fantastiche analisi/spiegazioni delle immagini!!! una domanda (forse banale): con che tecnica sono state realizzate le illustrazioni da Hoffmann?

  11. 11 Anna Castagnoli
    24 settembre, 2011 at 18:44

    Grazie per l’indicazione della piazza, in effetti quella reale coincide con la strana prospettiva di Hoffmann.

    @Emilia: mi sembra acquarello.

  12. 12 Salvador Ramos
    25 settembre, 2011 at 8:55

    Felicitaciones per il suo capollavoro. Guardato la sua portata del suo web page ma fatto pensare a un poema di ANTONIO Machado, lei sendieri di la sera… bella ilustrazione. Sendo la mia congratulazione e avanti¡