5 non-consigli ai giovani illustratori (Appuntamento editori Montreuil)
23 novembre, 2008Il Salone del libro di Montreuil è alle porte. C’è chi ci è già stato, chi ci va per la prima volta, chi ha preso appuntamenti con editori e chi no.
Vi ricordo che a parte qualche eccezione (Le Poisson Soluble ad esempio, che riceve sullo stand) gli editori ricevono solo in uno spazio riservato al piano sotterraneo, chiamato “Rencontres DA” e con appuntamenti già fissati. Però!… Se ogni tanto si scende e ci si rivolge al bancone accoglienze si può domandare se qualcuno ha disdetto qualche appuntamento e prenderne uno all’ultimo momento. La saletta d’attesa dei Rencontres DA merita in ogni caso una visita. Seduti con le mani sudate, gli occhi persi nel vuoto, ci sono gli illustratori che aspettano il loro turno per entrare. Fuori, una folla di illustratori senza appuntamento, si accapiglia per prenderne uno.
CINQUE NON-CONSIGLI:
NON mettete nella cartella disegni eterogenei, anche se spiegate all’editore che alcuni sono vecchi e altri nuovi, l’editore resterà col dubbio che voi non abbiate ancora uno stile vostro. Mettete nella cartella una decina di disegni minimo e una ventina massimo.
NON raccontate all’editore tutte le vostre lacune, i vostri difetti, il perché non avete ancora fatto, non siete ancora, non riuscite a… siete lì per vendere il vostro lavoro, se non ci credete voi chi ci potrà credere? Se non avete ancora pubblicato non è un demerito, molti editori cercano nuove stelle da lanciare. Siate fieri del vostro lavoro.
NON fate scena muta come se i vostri disegni potessero parlare da soli. L’editore è interessato a due cose: ai vostri disegni e a sapere che voi siete delle persone emotivamente abbastanza stabili da lavorare come dei professionisti. Siate adulti, tranquilli. State facendo un colloquio di lavoro.
NON andate impreparati sulla casa editrice con cui avete appuntamento. Fatevi un giro sullo stand prima dell’appuntamento per vedere le ultime novità uscite. Potete tranquillamente dire che adorate quello che fanno e che vi piacerebbe moltissimo poter collaborare con loro.
NON è indispensabile lasciare fotocopie delle vostre opere (potrete spedirle alla casa editrice in un secondo tempo), ma un biglietto da visita sì. Se non l’avete preparate prima di partire alcune fotocopie di un vostro lavoro con i vostri dati sopra.
Tutti gli editori parlano inglese e in generale hanno pazienza (o la fingono bene) con illustratori che a gesti spiegano le loro tavole. Gli appuntamenti durano circa dai dieci minuti ai venti. Ogni coppia editore-illustratore ha a disposizione un tavolino e due sedie. Ricordatevi di segnarvi su un foglio nome e cognome della persona che vedrete per indirizzare poi a lei, in un secondo tempo, le fotocopie dei vostri lavori (potete chiedere un biglietto da visita), e notate su un quaderno le tavole che ha preferito.
LA MIA ESPERIENZA
Io di solito inizio col dire due parole su chi sono e cosa faccio, senza aprire la cartella, poi, se ho un progetto, chiedo all’editore se preferisce prima vedere i progetti o le tavole originali (intanto apro la cartella).
Il modo che ho di mostrare una tavola dopo l’altra è lo stesso con cui mostrerei un tesoro a qualcuno. Anche se in segreto sento che mi sto trasformando in un panetto di burro fuso e penso “ecco, adesso vede che non so disegnare, che la manina è fatta male, che la casa è storta…” tengo sulla faccia un sorriso fisso, mi muovo con calma, mi trattengo dallo spiegare che quel particolare sarebbe venuto meglio se avessi avuto più tempo per farlo meglio, aspetto che le domande vengano dall’editore, e nel rispondere cerco di trovare il modo di spiegare cosa voglio esprimere con i miei disegni (a questo proposito vi consiglio di mettere nella cartella solo i disegni di cui vi sentite sufficientemente sicuri). Se l’editore resta impassibile come una mummia, con faccia annoiata, cerco di non ingobbirmi per cercare di raggiungere la posizione “testa caduta sui disegni-braccia penzolanti sotto il tavolo”, ma resto dritta sulle spalle, continuo a mostrare le tavole come se fossero dei tesori, faccio qualche commento sulla tecnica e mi sforzo di non far uscire il fumetto “s.t….z.o” che vorrebbe disegnarsi sopra la mia testa.
E’ dura. Non ci si abitua mai. L’editore che guarda, guarda dei disegni, ma noi abbiamo la sensazione che ci spii direttamente dentro l’ombelico, scoprendo anfratti e angoli così segreti che neppure noi sappiamo dire. Le nostre illustrazioni, se sono vere, sono sempre il ritratto perfetto del nostro inconscio. Rivelano malgrado noi, noi stessi: le nostre meraviglie certo, ma soprattutto le nostre mancanze. Ed è davanti a queste seconde che abbiamo paura.
Cercate di vedere nell’editore un padre buono e non un padre severo. Capace di farvi crescere se è il caso (che lo è sempre). Accettate le critiche, bevetele come pozioni magiche. Non mettetevi sulla difensiva giustificandovi o dicendogli che non siete d’accordo (l’editore, a meno che non abbiate già pubblicato 15 libri, ha ragione). Se l’editore è bravo, uscirete dall’appuntamento con la voglia di disegnare nuove cose e più belle. Se è stupido (capita) uscirete dall’appuntamento umiliati. Non vi sto a raccontare i pianti che mi sono fatta chiusa nei bagni dei vari Saloni, prima di imparare a distinguere i miei lavori da me stessa, o la stanchezza di un editore da un giudizio negativo insindacabile.
Coraggio, educazione, testa alta e voglia di imparare. Ecco il segreto del successo!
Per chi non lo avesse ancora fatto scaricate il pdf di questa piccola cassaforte di preziosissimi consigli agli illustratori che è la guida Cari autori, vediamoci chiaro, edita da Zoolibri.

23 novembre, 2008 at 12:37
Grazie di cuore per l’infinito sostegno Anna.
Mi sento come al mio primo esame universitario…
Mi chiedevo se per caso avevate organizzato un incontro tra gli illustratori di questo blog in occasione della fiera di Parigi in modo da potersi conoscere di persona…
Ora vado a presentarmi nel forum
Ciao
Alice
23 novembre, 2008 at 12:52
Sì Alice! Leggi l’ultimo post.
23 novembre, 2008 at 17:53
che ansia gli appuntamenti…
29 novembre, 2008 at 23:24
grazie per i consigli…io di strada ne devo fare ancora tantissima prima di presentarmi da qualche parte, ma apprezzo molto chi condivide la propria esperienza con gli altri!
13 ottobre, 2009 at 12:59
Centrato il bersaglio, ogni reazione compreso il sentirsi umiliati…