“La nuit du visiteur” di Benoît Jacques (parte I)

15 gennaio, 2009

La nuit du visiteur di Benoît Jacques ha vinto quest’anno il premio Baobab 2008, il più prestigioso premio francese per album illustrati.
Il libro gioca con la fiaba di Cappuccetto Rosso, e spero di riuscire a trasmettervi il profondo senso di sbalordimento e meraviglia che ho provato quando l’ho letto la prima volta: a differenza di altre libere interpretazioni, parodie, deviazioni, Benoît Jacques è riuscito a rubare alla fiaba di Cappuccetto Rosso qualcosa che io definirei il suo cardine, e su questo cardine ruota e resta fermo per 108 pagine, creando un crescendo parossistico, inquietante e divertentissimo…

Cappuccetto Rosso 1729-1925

10 gennaio, 2009

Cappuccetto Rosso nel tempo….

Mostra illustrazione a Torino, palazzo Barolo (2008)

13 dicembre, 2008

Inaugura a Torino, nella sede del bellissimo palazzo Barolo, una mostra dedicata ai libri per l’infanzia delle generazioni passate: Tofano e Chiostri, l’arte di illustrare l’infanzia. Quando? Fino a quando? Ci vogliono doti di divinazione per saperlo…

Come si fabbrica un teatro-giocattolo (video antico)

14 novembre, 2008

Tullio ci indica questo affascinante antico cortometraggio, dove si intravedono i processi di produzione di un Toy Theatre. Che lavoro! Leggi l’articolo sui Toy Theatres e l’illustrazione…

Il Toy Theatre e l’illustrazione

12 novembre, 2008

Nel 1884 Robert Louis Stevenson scrive un articolo intitolato “A Penny Plain and Two Pence Colouredâ€. L’articolo terminava con una frase che è rimasta celebre: “If you love art, folly, or the bright eyes of children, speed to Pollock’s!â€. L’editore Benjamin Pollock, è stato uno degli ultimi e più noti editori di Toy Theatres, ed ancora oggi è possibile acquistare i suoi teatrini…

Una Cenerentola del 1825

9 novembre, 2008

Questa Cinderella or The Little Glass Slipper è circa del 1825, pubblicata a Londra da John Harris.
Notate alcune cose di queste antiche illustrazioni: la distanza dallo spettatore alla scena è sempre la stessa (non ci sono mai primi piani, piani lunghi). L’angolo prospettico da cui viene guardata la scena è sempre lo stesso (mai la telecamera si sposta sopra, a lato, sotto, per riprendere gli attori). La gestualità dei personaggi è teatrale, quasi ridicola, come se dovessero esprimere a gesti …

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