Sbarcare il lunario: la giornata di un’illustratrice

Stamattina, come ogni mattina, ho sorseggiato il caffè davanti ai miei blog preferiti, e ho letto un post sul blog dei Topipittori che mi ha illuminato la giornata: Sbarcare il lunario: la giornata di un’illustratrice, di Sara Stefanini. Vi invito caldamente a leggerlo perché ha la trasparenza cristallina delle cose belle.

Lucian Freud (pittore ritrattista), in un’intervista, diceva che mentre si ritrae una persona bisogna fare molta attenzione allo sfondo (la camera, o la sala in cui è ritratta) perché ogni persona ha il potere di alterare e influenzare lo spazio che la circonda. Se si è attenti, quando una persona entra in una stanza, si vede mutare lo spazio intorno a lei.

Ho sempre pensato che fosse verissimo. E aggiungerei che la qualità dell’anima delle persone, la loro “aura”, si riflette inesorabilmente sulla qualità del linguaggio che usano (e per linguaggio intendo l’infinità di piccoli gesti, modi di muoversi, essere, bere un caffè, portare a spasso un cane, tenere sollevata la testa davanti a un obiettivo fotografico, scrivere, scegliere un lavoro, che fanno sì che ognuno di noi sia peculiarmente se stesso e non un altro). Questa giornata di Sara Stefanini, così piena di energia, luce, schiettezza, dopo i tre giorni passati a combattere contro fumosi bandi, mi rimette in pace col mondo. Buona giornata a tutti.


Nuovi corsi di illustrazione a Milano, marzo-maggio 2012

Un’immagine di Sunkyung Cho

COSA: workshop promossi da Signs & Lines, dell’Associazione MiCamera
DOVE: a Milano, in via Maiocchi 11, presso Books Import.
PROGRAMMA:

Leonardo Sonnoli: Bibliometrographia: Un workshop per fare un libro* | 16-17-18 marzo
(Il corso di Sonnoli sarà presso la libreria Micamera in via Medardo Rosso 19).
Sunkyung Cho: Racconti visivi: Pensare un libro illustrato |16-17-18 marzo
Katsumi Komagata: Creare con i sensi | 23-24-25 marzo
Olimpia Zagnoli: Inspiration on Demand: Disegnare su commissione | 13-14-15 aprile
Massimo Pitis: Type – Lettering – Layout | 25-26-27 maggio

COSTI: 300 €. Numero massimo di 13 persone.
ORARI: I workshop si svolgono nell’arco di un weekend con i seguenti orari: venerdi 18:30-21:30 | sabato: 10:00-18:00 | domenica: 10:00-18:00

Molto interessanti quelli con Sunkyung Cho (qui bio e programma), un artista sud coreano ancora poco conosciuto in Italia e Katsumi Komagata (che credo non abbia bisogno di presentazioni! Da non perdere).
Avevo fatto un post su un workshop di Komagata qui. Molto caro il prezzo di questi corsi ma è anche vero che questi illustratori vengono da lontano.

Per ulteriori informazioni potete consultare il sito micamera.it oppure contattare debbiebibo(at)gmail.com.


Coccole e Caccole modifica il suo contratto e la rivista Andersen risponde

AGGIORNAMENTO 5 marzo:
L’Associazione Woman to be ha rivisto le clausole del bando, (leggi la loro lettera).

Hanno risposto alle nostre mail e mi hanno autorizzato a pubblicare le risposte:
- la rivista Andersen, che aveva solo dato il suo appoggio al tema del concorso e non era implicata nelle clausole del bando.
- La casa editrice Coccole e Caccole che ci spiega le sue ragioni, cancella la clausola sulla cessione dei diritti sulle prime 1000 copie, specifica le royalties (7%), e precisa che visti i tempi di stampa è necessario presentare il libro finito.

l’Associazione Woman to be non ha ancora risposto.

Gianni de Conno propone di fare un incontro alla fiera di Bologna, il più franco possibile, sullo stato professionale dell’arte dell’illustrazione italiana, con l’Associazione Illustratori, La rivista Andersen e tutti quelli che vorranno partecipare. Mi sembra una splendida occasione per confrontarci.

La risposta della Rivista Andersen:
Gentili amici,
leggendo il carteggio di questa mattina, che ci è stato inoltrato da Walter Fochesato, precisiamo quanto segue:
la rivista Andersen si è limitata a concedere agli organizzatori del concorso una media parternship così come consuetudine per diverse iniziative.
In questo caso particolare la tematica (certo non originale ma interessante; qualcuno ricorda l’impegno di Adela Turin?) - alla quale dedichiamo un articolo di Mara Pace sul numero di marzo ospitando anche un contributo di Irene Biemmi dell’Università di Firenze – e la rete istituzionale di supporto all’iniziativa (Regione Toscana in primis) ci sembravano garantire correttezza formale.
Spiace la comunicazione confusionaria e maldestra degli organizzatori.
Infine, per quel che concerne il bando -in quanto media partner non è stato da noi né esteso né concordato- evidenziamo la correttezza dei rilievi sollevati.

Un caro saluto
Barbara Schiaffino
ANDERSEN

La risposta della casa editrice Coccole e Caccole:
Gentile Anna,
Non ci siamo mai sentite e mi spiace sia questa l’occasione per farlo. Ho provato a chiamarla sul telefono indicato nell’annuario di Andersen ma senza riuscirci, credo sempre che uno scambio personale di opinioni riesca meglio delle sterili e mail. Per quanto, cercherò di essere chiara e la autorizzo certamente a pubblicare sul suo blog ( che conosco ) la presente conversazione. Ci legga con attenzione, come noi abbiamo fatto con lei.

Se questo è un lavoro in cui si scrivono e illustrano storie… A me  piacerebbe che lei conoscesse la nostra. Quella della casa editrice Coccole e Caccole.
In mezzo a difficoltà che in parte credo conosce, come piccoli, abbiamo deciso di fare sperimentazione e promozione verso autori e illustratori di talento che spesso non hanno voce. Fa molto bene quando dice che il lavoro degli illustratori non sempre è valorizzato come dovrebbe, ma non vorremmo che critiche che forse andrebbero rivolte ai “grandi†dell’editoria (molto spesso ci sentiamo raccontare di risposte poco garbate o nessuna considerazione nemmeno nel guardare il portfolio)  venissero catapultate a chi è più “debole† o “piccoloâ€.
Le nostre iniziative in merito:
il concorso Disognamo ormai alla sua quarta edizione, che produce una mostra e un libro e grazie al quale doniamo testi a realtà difficili di tutto il territorio nazionale,  e che permette a giovani illustratori di assurgere a una vetrina più ampia.
Nuovi artisti per nuovi colori il protocollo d’intesa cui facevo cenno nella precedente e mail che ha visto quattro studenti delle citate scuole di illustrazione pubblicare il loro primo libro con noi e con i testi di illustri autori.
La collana Opera prima dove scegliamo illustratori inediti per parlare di temi sociali.
Non ci sembrano scelte comode, a questo non aggiungo le difficoltà della piccola editoria indipendente, in questo momento di oggettiva crisi del mercato editoriale.

Tuttavia consideriamo la vostra sollecitazione utile ad una discussione che occorre, però,  far rientrare in un ambito di buon senso.
Intanto non siamo noi gli organizzatori dell’iniziativa, pur essendone un partner importante.
Gli errori imputabili al bando non sono una nostra responsabilità e non vorremmo diventare il capro espiatorio di una serie, anche giustificata, di critiche di cui non siamo sicuramente responsabili e di cui non sentiamo assolutamente il peso. Lo dimostra quello che siamo.
Siamo alla berlina del suo blog forse perché piccoli, oppure nuovi o semplicemente periferici? O forse solo un po’ ingenui? Ahimè…
Nelle mail che stanno arrivando al mio indirizzo di posta le richieste di modifiche contrattuali del concorso non  dipendono certo tutte da noi.
Io risponderò per quelle che riguardano gli impegni della Coccole e Caccole e lo faccio cogliendo le sue stesse parole.
Trovo inappropriata la puntualizzazione relativa allo storyboard (ultimo cambiamento  suggerito) visto che il progetto sarà pubblicato e dovrà esserlo entro dei tempi tecnici difficili (entro Giugno).

In genere non riconosciamo anticipi, in alcuni casi, però lo abbiamo fatto, e diversi degli illustratori che mi hanno letto in copia lo sanno bene! Ma da parte loro nessuna promozione o iniziativa che riguardi il libro. Gentile Anna, i libri non si vendono da soli e la sinergia con gli autori è rara. Sarebbe stato più corretto che alcuni illustratori in copia  avessero riconosciuto i nostri meriti nelle relazioni contrattuali. Ma non voglio alimentare polemiche…

In questo caso, allora, accogliamo la sua sollecitazione, e per quanto ci riguarda stralciamo la parte del bando relativa alla rinuncia delle royalties  del vincitore, che sarà contrattualizzato con una percentuale del 7% complessivo, senza anticipo delle royalties e con la cessione dei diritti per non più di cinque anni.
Niente di meno e niente di più di quello che normalmente facciamo con tutti.
Mi auguro di essere stata chiara ed esaustiva.  Mi auguro che voglia rendere nota questa nostra nuova posizione e sollecitare la partecipazione al bando.
Sono a disposizione per una chiacchierata sul suo blog sulle iniziative editoriali della coccole e caccole.
Grazie

Daniela Valente
Direttore Editoriale
Coccole e Caccole

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Ringrazio la rivista Andersen e gli editori Caccole e Coccole per la loro risposte. E’ piacevole vedere che una conversazione trasversale è possibile. Aspettiamo la risposta dell’Associazione Woman to be.


“Narrare la parità”: vi invito a “non” partecipare a questo concorso finché non modificheranno il bando

AGGIORNAMENTO 5 marzo:
L’Associazione Woman to be ha rivisto le clausole del bando.
La casa editrice Coccole e Caccole ha rivisto le clausole del bando (leggi la loro lettera)

Ieri mi è arrivato via mail un invito per il concorso “Narrare la parità“, organizzato dall’associazione Woman to be.
L’invito era rivolto in mailing list a grossi nomi dell’illustrazione italiana, e molti illustratori (Allegra Agliardi, Gianni De Conno, Simone Frasca, Eva Montanari, Fabian Negrin, Pepi Perisco) hanno risposto che le condizioni di questo concorso non sono accettabili.
Di solito, quando ricevo la sollecitazione di pubblicare sul blog un concorso a pagamento, rifiuto spiegando gentilmente che, secondo me, un concorso serio dovrebbe essere gratuito. Nel caso di questo bando, penso che dobbiamo fare qualcosa di più tutti insieme.
Ho chiesto spiegazione agli organizzatori e spero in una risposta: mi piace sempre dare il beneficio del dubbio prima di giudicare, e forse l’associazione Woman to be non è esperta del settore illustrazione. Quello che mi sorprende è che molti esperti del settore, nonché Enti, Regioni e Comuni, hanno sostenuto e promosso questo concorso. Tra gli altri, la rivista Andersen (leggere aggiornamento nei commenti: la rivista Andersen ha specificato aver appoggiato l’iniziativa per i suoi fini tematici ma di non aver partecipato o approvato il regolamento, e si dichiara d’accordo nel non approvare i punti contrattuali in questione) e la casa editrice Coccole e caccole.

(Alla fine di questo post vi invito a inviare una mail per chiedere alcune modifiche al concorso. Se siete d’accordo, prendete il tempo per farlo: è importante difendere il nostro lavoro).

Brevemente (vi lascio leggere per intero IL BANDO qui):
Oggetto: un album illustrato finito con indicazioni di formato e tema (cito: Il premio letterario Narrare la parità nasce con l’obiettivo di fornire ai piccoli lettori/alle piccole lettrici un immaginario alternativo a quello tradizionalmente veicolato dalla letteratura per l’infanzia, denso di stereotipi sessisti).
Costi di partecipazione: Il concorso è all’interno di un progetto sull’orientamento di genere che ha ricevuto un finanziamento dalla regione Toscana. Oltre a questo finanziamento, che non sappiamo a quanto ammonta, chiede 20 euro a partecipante per le spese di segreteria (calcolo: immaginando un numero basso di partecipanti: 500, solo con le iscrizioni, la somma totale disponibile per le spese di segreteria sarebbe 10.000 euro).
Premio: il premio è 500 euro + la pubblicazione del libro da parte di Coccole e caccole. Non basta. Ciliegina sulla torta, al vincitore viene chiesto di rinunciare alle royalties (diritti d’autore) sulle prime 1000 copie del libro.
Non vengono specificate le royalties dopo le prime 1000 copie, si accenna solo a un futuro contratto da stipulare (ma accettando il regolamento del concorso l’illustratore-autore sarà costretto, mi pare, ad accettare le condizioni contrattuali proposte da Coccole e caccole).

(Calcolo: tenendoci alti e immaginando delle royalties del 10%, se il libro costa, mettiamo, 10 euro a copia, con 1000 copie vendute l’illustratore rinuncia a 1000 euro del suo dovuto stipendio. Siamo a – 1000. Calcolando che ne ha guadagnati 500 col premio, siamo a  – 500. Considerando che ne ha spese 20 per partecipare possiamo quasi affermare che l’autore-illustratore vincitore si è pagato con 520 euro e duro lavoro la pubblicazione di un libro).

La mia domanda è: QUALE E’ IL PREMIO DI QUESTO CONCORSO?

Un illustratore professionista non accetterebbe di partecipare a un concorso con queste condizioni. Forse potrebbe cadere in tentazione un giovane, giovanissimo illustratore, allettato dalla pubblicazione. Al giovane giovanissimo illustratore ricordo che:
- I concorsi seri dovrebbero essere gratuiti (o con spese minime, inferiori ai 5 euro).
- Se i concorsi sono a pagamento, il premio o i premi dovrebbero ampliamente giustificare la spesa.
- Quando il concorso prevede la pubblicazione del libro, nel bando del concorso devono essere specificate: le royalties, l’eventuale anticipo, il tempo di decorrenza dei diritti d’autore.
- Se l’autore-illustratore ha un buon progetto o il talento per realizzarlo, non è necessario perdere soldi per vederlo pubblicato.

Sul tema di questo concorso, non commento. Ognuno è libero di proporre i temi che vuole. Solo mi piacerebbe sapere da quali fonti e ricerche si è arrivati alla conclusione che la letteratura per l’infanzia è densa di pregiudizi sessisti.

MAIL DA INVIARE PER DIFENDERE I DIRITTI DEGLI AUTORI:

Aggiornamento: le mail che avete inviato (sembra siano state tante!) hanno favorito il cambiamento del bando. Il concorso ora è gratuito, il premio resta lo stesso, la casa editrice ha annullato la clausola di mancate royalties sulle prime 1000 copie. Le royalties saranno del 7%.

OGGETTO: Richiesta di modifiche contrattuali del concorso “Narrare la parità”
Gentili organizzatori, sostenitori e promotori del concorso “Narrare la parità” promosso dall’Associazione Woman to be in collaborazione con la rivista Andersen e la casa editrice Coccole e caccole, e finanziato dalla regione Toscana. Pensiamo che le condizioni economiche e contrattuali di questo concorso vìolino i diritti degli Autori. Chiediamo che il concorso venga modificato nei seguenti punti:

– chiediamo che la somma di 20 euro di iscrizione venga azzerata.
– chiediamo che venga annullata la clausola di rinuncia alle royalties delle prime 1000 copie vendute da parte dell’editore Coccole e caccole.
– chiediamo che vengano specificati nel bando di concorso quantità delle royalties, eventuali anticipi,  e durata della cessione dei diritti con l’editore Coccole e caccole.

Suggeriamo inoltre i seguenti cambiamenti:
– chiediamo che l’oggetto del concorso sia uno storyboard, con testo e tre/quattro tavole definitive (come è uso), e non un libro completo. Pensiamo che il premio di 500 euro non sia sufficiente come rimborso spese per il lavoro di un intero libro.

Firma.

Sulla pagina Facebook di Scribarà c‘era già stata un viva discussione su questo concorso, con l’attivo contributo dell’illustratrice Cristina Sestilli. Trovate pubblicate nei commenti le giustificazioni dell’Associazione Woman to be.


I migliori tipi di carta. Parte 1: la Federzeichenblock (Hahnemühle).


La carta è in assoluto lo strumento per illustrare che mi dà più emozioni. Nessun colore, nessun pennello, nessuna matita colorata mi emoziona quanto la sensazione che si prova incidendo la carta con una qualche punta o matita. Per questo nei miei lavori è difficile che lo spessore del colore sia tale da soffocare la carta: ho bisogno di tecniche che mi permettano di tenere sempre il contatto con la texture della carta mentre lavoro.
Ogni carta è un universo a sé, vibra e risponde alle matite e ai pennelli in maniera completamente diversa. La carta è un violino, la matita (o il pennello), l’archetto.

Su wikipedia (qui) trovate una ricca sezione dedicata alla carta. La sua storia e la sua fabbricazione sono spiegate bene.

Per introdurvi nell’universo della carta, inizio parlandovi delle mie carte preferite. In assoluto, a chilometri di altitudine da qualsiasi altra cartiera, svettano la cartiera Hahnemühle (tedesca), la cartiera Magnani (italiana) e la cartiera Canson-Arches (francese). Non hanno rivali, o almeno, io non ne conosco. Queste cartiere hanno carte per tutte le tecniche e i gusti, e ognuna di esse è sublime come uno Stradivari. Vediamone alcune.
Iniziamo dalla Federzeichenblock della Hahnemühle, una delle mie preferite.

La Federzeichenblock è una carta liscissima, vellutata al tatto, spessa 250 g/m2, leggermente giallognola. E’ perfetta per disegni di precisione con grafiti, pennini, matite colorate e china. Non è adatta all’acquarello ed è troppo liscia per l’acrilico usato in modo classico (ma questo non significa che non potete usarla per queste tecniche in modo personale).
Nonostante sia così liscia, è una carta porosa, capace di bere letteralmente il segno della grafite o una macchia di china e fissarli prontamente e con forza: difficile che una matita B o 2B sbavi se ci passate il dito sopra. La china sarà asciutta in breve tempo.


Per questo, nonostante sia così liscia, non è buona per pennarelli o pantoni (li beve troppo).
Se amate la grafite (la classica matita nera) la Federzeichenblock è una carta magica. Io vi consiglio in particolare di usare la gamma di matite CRETACOLOR Fine art graphite (Austria), B o 2B, che sembrano fatte per la Federzeichenblock. Per gli amanti del disegno solo a matita, la Federzeichenblock ha il lieve difetto di non opporre resistenza alla matita, il che rende il gesto di tracciare una linea simile a quello di una scivolata sul ghiaccio (molto veloce) e impedisce il controllo (non è adatta, infatti, a disegno con gessetti o carboncino). Ma una volta presa la mano, vi regalerà emozioni uniche.
La sua liscezza permette campiture uniformi e dense di grande freschezza ed eleganza: macchie di china vibranti, potenti neri, sfumature decise e tinte piatte (realizzate con matite colorate o pastelli di cera dura). E’ anche perfetta per il collage.


La Federzeichenblock è una carta che risponde a meraviglia ai giochi del LIQUIN Original, un prodotto che se lo provate non potrete più lasciarlo. E’ una resina diluente inodore, leggermente oliosa, capace di seccare in fretta.

Ecco un esperimento che potete fare con il Liquin e la Federzeichenblock (ma potete provare il Liquin anche su altre carte!).
Fate un disegno…

Coloratelo con pastelli a cera non acquerellabili (io uso i NEOCOLOR I della Caran d’Ache) o matite colorate non acquerellabili leggermente grasse (come le meravigliose POLYCHROMS della Faber Castell)…

 

Imbevete un pezzo di tessuto di Liquin…

Asciugate un pochino la goccia di Liquin tamponandola  sul tessuto o su un pezzo di carta…

Passate il tessuto umido di Liquin su tutto il disegno sfregando, senza paura di rovinarlo (abracadabra…la matita non se ne andrà e il colore si scioglierà!)…

 

Ora viene la parte emozionante: qualsiasi segno a matita che farete sulla carta umida di Liquin verrà nero intenso, un nero che più nero non si può…

Potete poi sbizzarrirvi secondo la vostra creatività,

il risultato sarà sempre una nuvola di magia…
(Questa è una tecnica perfetta per i fondi marini).

Qui sotto potete vedere il particolare di un disegno molto più complesso che ho fatto sulla Federzeichenblock.
Nella prossima puntata vi spiegherò come fare un’incisione senza bulino né torchio sulla Federzeichenblock e sulla Arches satinata.

 

Continua…


My vintage avenue. Un blog sui libri illustrati vintage

Vi piacciono i libri illustrati vintage? Sul blog MY VINTAGE AVENUE potete farne indigestione! Buona visione.


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