Surrealismo pop e arte lowbrow, maggiori esponenti

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Ray Cesar, Sisters

L’arte lowbrow nasce in California alla fine degli anni ’70, conosciuta anche col nome di surrealismo pop (anche se alcuni vedono tra le due correnti delle lievi differenze), affonda le sue radici nella cultura underground, nell’arte pop, nei graffiti, nell’iconografica gotica del punk, nel linguaggio dei comics e dei cartoon: universi grafici rivisitati e spesso mescolati alle atmosfere del surrealismo e del surrealismo astratto.
Ne esce un prodotto dal gusto lievemente kitsch, con atmosfere gotiche, e una tendenza verso il macabro o il sarcastico. Oppure, in altre declinazioni, si ritrovano gli accenti grafici dei primi cartoon americani.

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Ray Cesar

Robert Williams e Gary Panter, disegnatori di fumetti underground, sono i primi protagonisti del movimento, che fin dai suoi inizi si struttura in modo estremamente eterogeneo. Sarà proprio Williams a rendere ufficiale il movimento alla fine degli anni ’90, creando la rivista Juxtapoz.
Il termine “lowbrow” , scelto da Williams per definire il movimento, è volutamente auto-denigratorio e nasce in opposizione all’aggettivo “highbrow”: cultura alta, intellettuale (vedi a questo proposito note nei commenti 7 e 8). L’arte lowbrow,  è un’arte alternativa, volutamente estranea ai circuiti del mercato dell’arte “ufficiale”. Anche se, in America, nell’ultimo decennio, è una delle correnti più “trendy” e il suo successo non accenna a diminuire (grazie anche ad alcune stars del cinema e della musica, che hanno fatto enorme pubblicità al moviemento diventandone collezioniste e sostenitrici).

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Ray Cesar

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Mark Ryden
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Mark Ryden
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Gary Texali
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Camille Rose Garcia
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Gary Baseman
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Nathalie Shau
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Joe Sorren

L’ecletticità del movimento lowbrow, i suoi confini poco definiti, l’apertura democratica verso artisti poco conosciuti, fanno sì che rientrino sotto questa definizione artisti tra i più disparati: fumettisti, illustratori, digital artist, decoratori, tatuatori, decoratori di auto “hot roadâ€.

Per quanto ne ammiri la tecnica e la fantasia, il surrealismo pop mi lascia abbastanza fredda. Lo trovo troppo à la page, troppo manieristico, troppo simile a se stesso anche in autori diversi. Come se scaturisse più da ragioni estetico modaiole, che da una profonda ricerca di qualcosa di originale e profondo. Ovviamente… eccezioni escluse.
In questo libro: Pop Surrealism, The Rise of Underground Art, troverete una bella carrellata di artisti pop surrealisti.

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Pop Surrealism, The Rise of Underground Art

Il surrealismo pop, per la sua forza comunicativa, onirica, spiritosa, è entrato da qualche anno nei libri per bambini, ed è diventato uno degli stili più in voga dell’illustrazione per bambini contemporanea.

Vediamo ora alcuni illustratori per bambini che potrebbero venir definiti pop surrealisti
Abbiamo lo spagnolo Sergio Mora, che ha da poco pubblicato in Italia Papà tatuato, con Orecchio Acerbo. (Analizzerò un suo libro nel prossimo post).

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Sergio Mora, Candyland

Il tedesco Atak, di cui ricordo Comment la morte est revenue à la vie, edito da Thierry Magnier, analizzato su Figure dei Libri due anni fa.

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Atak

Il norvegese Stian Hole, autore di un album che ha vinto molti premi: Germanns Sommer.

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Stian Hole

Il francese Benjamin Lacombe, che sta andando per la maggiore grazie ad alcuni successi commerciali come La petite sorcière e Les Amants Papillons, editi da Seuil Jeunesse.

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Benjamin Lacombe
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Benjamin Lacombe

L’inglese Lisa Evans, dallo stile trasognato e delicato.

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Lisa Evans

Tra gli italiani abbiamo: Nicoletta Ceccoli, illustratrice molto apprezzata dal pubblico, che negli ultimi anni ha virato il suo stile verso atmosfere inconfondibilmente pop surrealiste.

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Nicoletta Ceccoli

Daniele Melani, in arte Spider, di cui vi consiglio vivamente il divertentissimo: Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, edito da Orecchio Acerbo.

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Spider, Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno? Orecchio acerbo 2008

e Paola Sala.

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Paola Sala

Se vi vengono in mente altri illustratori lowbrow, potete segnalarli nei commenti, provvederò ad aggiungere un’immagine!
Ringrazio per alcune informazioni il blog dell’Accademia del Giglio. E vi ricordo a Roma il Dorothy Circus Gallery, una galleria specializzata in arte lowbrow (non è l’unica!).


Qualche evento da non perdere, marzo 2010

Volevo segnalarvi qualche evento per questo marzo 2010 che ci vedrà tutti riuniti a Bologna durante la Children’s Book Fair.

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La libreria per ragazzi Giannino Stoppani, Via Rizzoli 1, Bologna

Da non perdere assolutamente durante i giorni della fiera:

- Gli incontri e le mostre promosse dalla Fiera di Bologna, di cui trovate il programma qui (con alcuni  errori, spero solo virtuali: hanno sbagliato più volte ad associare il giorno, al numero del mese… non vorrei che non fosse preciso, controllatelo tra una settimana).

-Gli appuntamenti Ibby Italia: qui il programma.

-gli incontri e le mostre organizzate dalla libreria di Bologna Giannino Stoppani. Nel tardo pomeriggio, finita la giornata al Salone, la libreria è un posto di ritrovo per chi non è ancora stanco di sfogliare libri. Si possono anche trovare e comprare le più belle novità editoriali della Fiera (vi ricordo che in Fiera, i libri non si possono comprare). Palazzo Re Enzo, Via Rizzoli 1 (accanto a Piazza Maggiore):

la mostra Rodari Fullcolor, illustratori italiani
Dal 23 marzo al 19 aprile
inaugurazione 22 marzo ore 19
alla presenza di Antonio Faeti
Fondazione del Monte Via delle Donzelle, 2 Bologna

la mostra Grammatica delle Figure, prevista nella stessa Fiera dal 23 al 26 marzo: la mostra presenterà l’opera di 44 illustratori, di cui 33 selezionati tra i partecipanti al concorso e 11 scelti per aver pubblicato molto recentemente un albo di Gianni Rodari.Qui il programma

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Iela Mari

l’Associazione Hamelin presenterà tre bellissime mostre:

IELA MARI, il mondo attraverso una lente.
Biblioteca Sala Borsa Piazza Coperta
23 marzo – 10 aprile 2010

Inaugurazione: 23 marzo – ore 19.30
Promossa da Bologna Children’s Book Fair
Catalogo Babalibri

Ultima feramta. Mostra di MAJA CELJIA
Hamelin Associazione Culturale
25 marzo – 23 aprile 2010

Inaugurazione: 25 marzo – ore 19.30

10 ILLUSTRATORI IN VIAGGIO
(Beatrice Alemagna, Chiara Carrer, Gwenola Carrère, Maja Celija, Joanna Concejo, Kitty Crowther, Antonio Marinoni, Simona Mulazzani, Kyoko Sakata, Guido Scarabottolo)
Museo della Musica
23 marzo – 11 aprile 2010
Inaugurazione: 22 marzo – ore 19.30

Proprio in questi giorni, l’Associazione Hamelin, presenta a Bologna la VI edizione di Bilbolbul. Festival internazionale del fumetto. 4-7 marzo 2010 Bologna. Potete vedere qui il programma.

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La sala d’esposizione della nona edizione del Festival Minimondi

Fino al 7 marzo invece, vi aspetta a Parma il X° Festival di Letteratura e illustrazione per ragazzi  Minimondi, con un’agenda fittissima di incontri e laboratori. Qui il programma.


A la Orilla del Viento, XIV bando concorso per album illustrati

E’ uscito il bando della quattordicesima edizione del concorso messicano per album illustrati A la Orilla del Viento:
potete leggere qui il bando del concorso.

Cosa: la maquette completa di un libro illustrato
Scadenza: le ore 18 del 31 agosto 2010
Premio: 100.000 pesos messicani (circa 5.700 euro) come anticipo sui diritti d’autore della pubblicazione del libro nella collana Los Especiales de la Orilla de Viento.

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Traduzione bando:

1) Potranno partecipare scrittori e illustratori di qualsiasi nazionalità, basta che il progetto sia in lingua spagnola.
2) Le opere potranno essere presentate da singoli illustratori/scrittori o gruppi.
3) testo e illustrazioni dovranno essere inedite e non partecipare ad altri concorsi in contemporanea.
4) Il progetto dovrà rientrare nella definizione di album illustrato, vale a dire: un libro in cui la storia viene raccontata in modo che immagini e testo siano in relazione reciproca. Si accettano libri raccontati solo da immagini. Non si accettano testi senza immagini. Si consiglia di guardare gli album della collezione Los Especiales de la Orilla de Viento.
i libri pop-ups, i libri per colorare, le novelle illustrate (graphic novel) non saranno ammessi al concorso.
5) Il tema e il formato del libro sono liberi, numero pagine massimo 48.
6) La maquette finale (il progetto) dovrà essere completa di tutte le illustrazioni, presentata a colori, con il testo impaginato. Non è necessario presentarla impaginata.
8) La maquette dovrà essere presentata con uno pseudonimo. In una busta sigillata verranno inseriti: Nome, indirizzo, mail e numero di telefono. Sopra la busta verrà scritto il titolo dell’opera e lo pseudonimo.
9) In nessun caso si restituirà la maquette, per questa ragione NON devono venir inviate le illustrazioni originali, ma solo una riproduzione.
10) L’indirizzo a cui deve essere spedita la maquette è:

XIV concorso di album illustrato
A la Orilla del VientoLibros para Niños y Jóvenes
Fondo de Cultura Económica
Carrettera Picacho Ajusco 227
Col. Bosques del Pedregal, Tlalpan
C.P  14738, Mexico, D. F

I partecipanti di Spagna, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Colombia, Chile, Centro America, Perù e Venezuela, potranno inviare l’opera presso le succursali presenti nel loro paese (vedi indirizzi su bando)

11) il bando scade alle 18 del 31 agosto 2010. In caso di invio postale si considera la data di arrivo. Non si accetteranno le opere dopo il 31 agosto.
12) Giuria composta da esperti, segreta fino alla comunicazione del premiato.
13) Premio 100.000 pesos messicani (circa 5.700  euro) come anticipo sui diritti d’autore della pubblicazione del libro nella collana Los Especiales de la Orilla de Viento
14) Il vincitore verrà annunciato il 29 ottobre 2010 su questa pagina:
www.fondodeculturaeconomica.com
15) I partecipanti potranno partecipare con quante opere desiderano.


Composizione colori: il rosso, come farlo intenso

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Proprio ieri, mentre finivo gli ultimi ritocchi dei disegni per il concorso Compostela, pensavo che sarebbe stato carino mettervi a parte di un segreto: come fare il rosso più rosso più bello che si possa immaginare.
Prendete una parte di rosso acrilico magenta, aggiungete 1/4 di rosso cadmio, e infine… un po’ di Bruno Van Dick. La quantità di Bruno Van Dick è quella che regola l’intensità del rosso: una punta e il rosso si accende, più ne aggiungete, più il rosso si fa profondo, fino poi a sconfinare nel marrone.

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Da Melusina alla Sirenetta: come le sirene persero la coda

“…con stupefacente vigoria emerse dritta dall’acqua sino alla cintola, mi cinse il collo con le braccia, mi avvolse in un profumo mai sentito, si lasciò scivolare nella barca: sotto l’inguine, sotto i glutei il suo corpo era quello di un pesce, rivestito di minutissime squame madreperlacee e azzurre, e terminava in una coda biforcuta…” da Tomasi di Lampedusa, “Una sirena”

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La dea assira Lilith
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Hugo Van Der Goes, Il peccato originale 1467/68
lefiguredeilibri.SirenaSirena, 300 a.C circa

Dee della fertilità mesopotamiche, ninfe d’acqua e di fiume, donne-serpente, donne-drago, civette notturne, Lilith, la prima donna di Adamo secondo la tradizione cabalistica… l’albero genealogico delle sirene affonda le sue radici nella notte della civiltà, e si delinea intorno alla figura di un ibrido, dove squame e cartilagini cercano di dare forma all’oscuro potere del femminino.

Nell’antica Grecia e in oriente, la Sirena (molto simile a un’Arpia) è metà donna e metà uccello. Il suo magnifico canto serve a sedurre gli uomini, per attirarli e divorarli. Le forze della natura, incarnate da questo mito, sono ancora voraci, terribili e temibili. Vediamo ora come un tale mostro è potuto diventare, attraverso i millenni, la zuccherosissima sirenetta di Walt Disney.

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Walt Disney production, La Sirenetta

Nell’Odissea di Omero, Ulisse si fa incatenare per conoscere il canto delle sirene: la ragione e la curiosità vincono sulla paura dell’irrazionale; il mito, ha le ore contate. Da questo momento in avanti, le sirene verranno addomesticate, catturate per spettacoli circensi, snobbate e addirittura ripudiate.
Ulisse infatti, lo vedremo tra poco, è l’antenato dei moderni “principi da sirenetta”. Sarebbe  molto divertente sapere cosa avrebbe pensato Omero di una sirena innamorata, pronta a perdere la sua natura animale, pur di essere ammessa alla patria degli uomini.

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MELUSINA
Erede delle sirene, degli spiriti dell’acqua e dell’aria della tradizione medioevale, Melusina, metà femmina e metà drago (o pesce, secondo le versioni della leggenda), è una figura mitologica del nord Europa. La leggenda di Melusina ha preso la sua forma definitiva con Jean D’Arras, tra il 1382 e il 1394.

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Roman de Mélusine, Couldrette, immagini di Guillebert de Mets, 1410-1420 circa

Ecco la sua storia:
Andando a caccia, Elinas, re di Albania (Albany era un antico nome dato alla Scozia), incontra Pressina, una bellissima fata dei boschi. Lei acconsente a sposarlo, a patto che lui non entri mai nella camera dove lei partorirà i figli o durante il loro bagno. Lui accetta il patto, ma al momento del parto (Pressina partorisce tre gemelli), vinto da curiosità, entra nella stanza. Pressina furente prende con sé le figlie e si rifugia nell’isola di Avalon. Le tre figlie sono: Melusina, Melior e Palatyn.
Quando Melusina, la maggiore, compie 15 anni, chiede alla madre il perché di quell’esilio sull’isola di Avalon. Pressina racconta la storia e Melusina convince le due sorelle a vendicarsi: vanno a cercare il padre e lo imprigionano in una montagna insieme alle sue ricchezze. Quando Pressina scopre che Melusina ha mancato di rispetto al padre, la punisce: ogni sabato la parte inferiore del suo corpo verrà trasformata in coda di drago, fino a che lei non incontrerà un uomo capace di rispettare il patto di non guardarla il giorno di sabato o mentre si fa il bagno.

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Roman de Mélusine, Jean d’Arras. Manuscrit enluminé, secolo XV , BnF, Manuscrits.
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Melusina, manoscritto del 1468
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Troy Howell, 1993

Melusina vaga per l’Europa fino a che non incontra Raimondo di Poitou nella foresta francese di Colombiers; lui se ne innamora e la chiede in moglie. Lei acconsente a patto che lui… etc. Ma Raimondo, vinto da curiosità, entra nella stanza proprio il giorno di sabato e la vede trasformarsi; per non perderla, mantiene il segreto. Fanno molti figli, lei con i suoi anelli magici costruisce il meraviglioso castello di Lusignano, dove si trasferiscono… I figli, però, nascono con delle stranezze. Uno di loro, che ha un grosso dente sporgente sul davanti, uccide un fratello. Allora Raimondo, fuori di sé dalla rabbia, urla a Melusina:

“Fuori dalla mia vita, serpente malefico! Tu che hai inquinato la mia razza!”

Melusina si trasforma in drago e con un grido di dolore lascia il castello. In alcune versioni vaga gemendo di dolore per l’Europa, in altre torna al castello di notte, in segreto, per allattare i suoi figli più piccoli.
(Un’altra versione è quella che vede Sigfrido nella parte di principe protagonista).

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Miniatura medioevale (non ho trovato le referenze)

Elinas e Raimondo, come Ulisse, sfidano la proibizione di entrare in contatto con il soprannaturale. La pena di questo affronto, sembra spettare alle sirene: le sirene di Ulisse si gettano in mare e si trasformano in scogli, Pressina va in esilio sull’isola di Avalon, Melusina si trasforma definitivamente in drago e vive errando e piangendo.
Ma se guardiamo bene, è l’uomo, a pagare il prezzo di questa perdita: la sua punizione è una vita di solitudine, scevra di mistero (la vita dell’uomo moderno).

Sirene, fate, spiriti di sorgente, donne-uccello, donne-drago, donne-pesce, donne-farfalla, a metà strada tra il mondo umano e quello animale, a mezz’aria tra cielo e mare, queste creature chiedono a noi umani di lasciare che la loro magia operi, che la loro arte ripari la frattura tra natura e cultura, che il loro mistero resti intatto. Ci chiedono in cambio solo un patto di fiducia, che puntualmente non sappiamo mantenere.

Resistere alla tentazione di vedere l’ibrido uomo-animale (il momento del passaggio tra i due mondi) è quanto di più difficile per noi umani. Siamo sicuri che queste  creature siano davvero a metà tra i due mondi? Siamo sicuri che siano abbastanza “umane” da avere pietà di noi e non divorarci?
Resistere a vederle nel loro segreto, ma anche resistere a “non dire”, non rivelare… Infatti è spesso nella traduzione in parole che questi spiriti svaniscono (la parola, è il razionale al suo più alto grado).

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Edmund Dulac, 1882-1953

In molte leggende è il momento della rivelazione del segreto (per vanteria o per stoltezza) che coincide con la perdita dell’amato ibrido. Cin Bolpin, nelle leggende dei Monti Pallidi, rivela per vanteria la sua relazione con la regina delle nevi, mezzo spirito e mezza donna, e la perde. Anche in Melusina il momento della perdita non coincide con la scoperta, ma con quello della traduzione in parole, quando il principe grida davanti a tutta la corte: serpente malefico!, dimenticando l’altra metà di Melusina, quella umana. Portando tutto sul piano della ragione (la parola), Melusina scompare.

Queste creature delicate, che in una sacca ricamata d’oro portano con loro quello che resta del mito, sono garanti dell’equilibrio tra i due mondi: naturale e animale, umano e mitico, proprio come i geni che popolano i boschi giapponesi (vedi a questo proposito il post su “Ponyo sulla scogliera”, di Miyazaki).
Più veniamo a galla trascinati dalla corrente dei millenni, più la frattura tra questi due mondi, si fa incurabile.

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The Little Mermaid, H.C. Andersen, Lisbeth Zwerger, 2004

La più moderna donna-pesce che conosciamo è la Sirenetta di H.C. Andersen. Nella fiaba di Andersen la frattura tra mondo sovrannaturale e razionale, non solo è incurabile, ma non è neanche percepita dal principe.
Rivediamo la trama…

LA SIRENETTA
Il principe sta per annegare (entrare interamente nell’elemento acqua, vietato agli umani), la Sirenetta (ibrido che conserva le due nature) ne ha pietà e lo salva. Il principe non si ricorderà di questo intervento, si ricorderà invece della donna che lo trova riverso sulla spiaggia e lo aiuta (donna moderna, sirena senza più coda). La sirenetta, con l’aiuto della magia, riesce a diventare completamente umana, ma non può conservare la voce (la mancanza della voce è quello che resta della coda di Melusina. La parola -la parte più umana dell’umano- è assente, ma manca alla Sirenetta il lato animale, stregato, mostruoso).
Il principe, appena appena sedotto da questa bella ragazzina, la lascia velocemente da parte per sposare la donna che l’ha salvato sulla spiaggia. (L’uomo ha finalmente scelto da che parte stare, non vuole più avere nulla a che fare coi mostri e con l’irrazionale). La Sirenetta si trasforma in schiuma.

Bellissimo nel finale di Andersen il completo dissolversi del mito, il ritornare acqua della sirena, una volta che l’uomo non ha più saputo riconoscerne la grazia e il potere.

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The Little Mermaid, H.C. Andersen, Edmund Dulac 1882-1953

Ultima trasformazione, la più triste, è quella della Sirenetta di Disney, che nel finale riesce a trasformarsi definitivamente in essere umano, perdendo per sempre il contatto con la sua origine.

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“Nessuno mai si allontana di qui con la sua nave nera,/ se prima non sente, suono di miele, dal labbro nostro la voce;/ poi pieno di gioie riparte, e conoscendo più cose. (…) “. da Omero, Odissea

“Ora, le Sirene hanno un’arma ancora più terribile del canto, cioè il silenzio. Non è certamente accaduto, ma potrebbe essere che qualcuno si sia salvato dal loro canto, ma non certo dal loro silenzio. Al sentimento di averle sconfitte con la propria forza, al conseguente orgoglio che travolge ogni cosa, nessun mortale può resistere.” da Franz Kafka, Il silenzio delle sirene

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Antiquitées judaiques, Maestro del Boèce fiammingo, ultimo quarto del secolo XV (particolare)

Volevo concludere con la bellezza di questa miniatura, che mi sembra sintetizzare perfettamente l’evoluzione della sirena. In basso a destra, nel gruppo dei mostri marini, una sirena si guarda nello specchio; sullo sfondo, una creatura ibrida coperta di muschio, e al centro della scena Eva, la prima donna, che dovrà regnare sul mondo animale insieme ad Adamo. Eva sta a Lilith come la donna che salva il principe sulla spiaggia nel racconto di Andersen, sta alla Sirenetta. La metamorfosi in essere umano è definitiva. Ma guardate con che finezza l’illustratore riesce a mettere le ali alla donna, ponendo in prospettiva dietro di lei, il drago. Memoria dell’ibrido che è stata, o presago futuro?


Novità docenti corsi illustrazione Macerata 2010

ARS IN FABULA Corsi di Illustrazione 2010: in anteprima alcune interessanti novità ai corsi di Macerata!

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Pablo Auladell, Dos mañanas 2010

Pablo Auladell, giovane artista di punta del panorama spagnolo e Miglior Nuovo Autore di Talento 2006 al “Salò del Còmic de Barcelonaâ€, sarà nuovamente a Macerata con un Corso di Perfezionamento incentrato sulla graphic novel (dal 2 al 7 agosto).

Alessandro Sanna, premio Andersen 2006, terrà un corso dedicato alla narrazione esclusivamente per immagini.

Questi due interessanti corsi trattano nuovi aspetti dell’illustrazione non necessariamente destinata all’infanzia; gli allievi vengono invitati a mettersi in gioco, confrontandosi con nuove modalità narrative del contemporaneo, destinate quindi ad una differente tipologia di lettore.

Due preziosissime new entry:

Joanna Concejo, artista polacca di nascita e parigina di adozione. Raffinatissima autrice ed illustratrice, la Concejo terrà quest’anno (per la prima volta in Italia), un Corso di Perfezionamento in illustrazione. (dal 2 al 7 agosto)

Per i Corsi di illustrazione Liberi, invece, la novità è Gek Tessaro. Di sé dice “racconto storie con il disegno e so che è un privilegio, perché quello di raccontare è il più bel mestiere del mondoâ€.
(dal 19 al 24 luglio)
A breve più dettagli sul sito di Ars in fabula.


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