Miniconcorso trova il personaggio: tutte le immagini + il vincitore!

 


It’s Raining Elephants, Nina Wherle & Evelyne Laube (le due autrici della copertina Annual 2014)

Carissimi giocatori, il gioco è finito. Si trattava di indovinare tutti i personaggi della storia dell’illustrazione presenti nella copertina dell’Annual 2014 della Fiera del libro per ragazzi di Bologna; copertina realizzata dallo studio It’s raining elephants.


Cover Annual 2013, Bologna Children’s book fair. Ingrandisci l’immagine

Siete stati bravissimi, davvero: con più di 110 commenti (qui), alla fine, mancavano solo 2 personaggi. Il gatto era Pitschi di Hans Fischer e il personaggio che usciva dal libro con il coccodrillo era tratto da Joli Bateau di Hirotaka Nakagawa.
Facendo i conti, mi sembra che il primo premio (un libro di Nina e Evelyne dedicato + una copia dell’Annual) vada a Francesco Zito (!bravo!) perché ha indovinato, per primo, il più grande numero di personaggi.
Mi piacerebbe premiarvi tutti (soprattutto chi ha indovinato libri e autori meno famosi), ma è impossibile.
Ma ci siamo divertiti, e questo è l’importante. Siete d’accordo?
Grazie per aver partecipato!
Anna

1) Isidro Ferrer, Nocturno

2) Maurice Sendak, Where the wild things are

3) Heinrich Hoffmann, Struwwelpeter

 

5) Bernardo Carvalho, Un jour à la plage
6) Hirotaka Nakagawa, Joli Bateau

7) Ghost Knigi, Nieves


8) Brothers Grimm


9) André François, Roland


10) Golden Cosmos, Von einem der auszog das Fürchten zu lernen


11) Cristina Sitja Rubio, Cuchuplum


12) Alois Carigiet, Ursli


13) Annette Tison and Talus Taylor, Barbapapa


14) Supermario


15) Tomi Ungerer, The Three Robbers


16) Edward Lear, Book of Nonsense


17) Roger Hargreaves, Little Miss


18) Crocket Johnson, Magic Beach


19) Wolf Erlbruch, Duck, Death and the Tulip


20) Hans Fischer, Pitschi


21) Martin Handford, Where is Wally?


22) Wolf Erlbruch, Chi me l’ha fatta in testa?


23) E.H. Shepard, Winnie The Pooh


24) Bruno Munari, ZOO

25) Ludwig Bemelmans, Madeline


26) Eric Carle, The very hungry caterpillar


27) Eric Carle, From Head to Toe


28) Eunyoung Cho, La Course


29) Kitty Crowther, Annie du lac


30) Kitty Crowther, La visite de petit morte


31) Leo Lionni, Federico


32) Hans Augusto Rey e Margret Rey, Curious George


33) Laura Carlin, The Iron Man


34) Jean de Brunhoff, Babar


35) Tove Jansson, Moomin


36) E.H. Shepard, Winnie The Pooh, Piglet


37) Lane Smith, E’ un libro


38) Pinocchio

40) Edward Gorey, The Gashlycrumb Tinies


41) Edward Gorey, Zillah

 


Vi aspetto a Milano per un incontro su Maurice Sendak!

Carissimi invisibili, tra poco ci vediamo:
vi aspetto martedì 10 giungo alle ore 19 alla libreria Corraini di Milano (via Savona 17) per una conferenza sull’intramontabile capolavoro di Sendak Nel paese delle creature selvagge (Babalibri). Interverranno anche Matteo Codignola, art director di Adelphi, che sta per ripubblicare tutti i titoli di Sendak, e Stefano Salis, direttore dell’inserto domenicale del Sole24ore, che ha già dedicato preziosi articoli al lavoro di Sendak.
Se volete sapere tutto di Nel paese delle creature selvagge (come è nato, quali fonti di ispirazione hanno guidato Sendak, come funziona la sua magia…), venite!

Un bozzetto di Maurice Sendak, dal libro The art of Maurice Sendak, di Selma G. Lanes

Vi copio la newsletter della libreria Corraini come è arrivata a me (che imbarazzo! :)

Una scoperta Mostruosa! Sendak, i suoi mostri selvaggi e le fonti italiane
Incontro presso la libreria 121* di Milano
con Anna Castagnoli, Matteo Codignola, Stefano Salis

Pensavate di sapere tutto su Maurice Sendak e sui suoi mostri selvaggi? Preparatevi a stupirvi! L’illustratrice e critica del mondo dell’illustrazione e dell’editoria per ragazzi Anna Castagnoli si e’ accorta, ridisegnando i mostri realizzati nel 1964 dal grande maestro americano, che alcune tavole e alcune fattezze avevano radici lontane. Nella mitologia classica, nel rinascimento italiano, nell’interpretazione dantesca di William Blake. Una scoperta filologica importante che serve a inquadrare meglio la grandezza di Sendak e che lo riporta nell’alveo della grande arte. Con Anna, che presenterà  la sua scoperta con tavole e illustrazioni, discutono, in una serata tutta dedicata a Sendak, Matteo Codignola, scrittore, esperto di editoria e art director di Adelphi, che ripubblicherà tutto Sendak e Stefano Salis, giornalista del Sole 24 Ore Domenica.

ps: qui (cliccate sull’immagine) potete leggere l’articolo sulle fonti italiane di Sendak  pubblicato sul Sole24ore


Natalia Ginzburg: Senza fate e senza maghi

Della collana «Tantibambini», edita da Einaudi dal 1972 al 1978 e diretta da Bruno Munari, in molti hanno scritto sottolineandone, perlopiù, il carattere innovativo.
Quella che potete leggere qui è la testimonianza di Natalia Ginzburg, che, con l’acume e il senso critico che le sono propri, opponendosi fortemente al manifesto pedagogico della collana, ne analizza il senso profondo, che è anche il senso profondo di tutta una letteratura.

Senza fate e senza maghi
di Natalia Ginzburg

post curato da Anna Martinucci

“L’editore Giulio Einaudi ha cominciato una nuova collana per bambini. Si chiama «Tantibambini» e la dirige Bruno Munari. Ne sono usciti quattro libri. Li ho avuti. Ho pensato che erano carini. Che costavano poco. Che erano piacevoli a vedersi e maneggevoli. Le illustrazioni più belle, mi sono sembrate quelle che accompagnano una scelta delle Poesie senza senso di Edward Lear. C’è inoltre un libro di Gianni Rodari, un racconto in prosa, che si chiama Gli affari del signor Gatto. L’ho letto subito e l’ho trovato carino. Gianni Rodari è uno dei pochissimi scrittori per bambini che ci siano in Italia. È molto amato dai bambini. Di lui, a dire il vero, io preferisco le poesie alle prose, ma i bambini amano anche i suoi racconti in prosa (o almeno i bambini che conosco io). Dunque fino a qui tutto bene. C’era però qualcosa che mi irritava e non capivo cos’era. Un altro libro si chiama L’uccellino Tic Tic. L’autore si chiama Poi. Non so chi sia questo Poi. Anche questo l’ho letto subito, si legge d’altronde in due minuti. È la storia d’un bambino che ha paura del lupo, ma l’uccellino Tic Tic dà da mangiare al lupo, gli dà molte cipolle, teste di sardine e scarpe vecchie, il lupo non ha più fame e diventa buono, il bambino non ha più paura. Una storia graziosa. A un certo punto mi sono accorta che quello che mi irritava erano le parole scritte sul retro di ogni volume. Queste parole dicono: «Fiabe e storie semplici, senza fate e senza streghe, senza castelli lussuosissimi e principi bellissimi, senza maghi misteriosi, per una nuova generazione di individui senza inibizioni, senza sottomissioni, liberi e coscienti delle loro forze». A poco a poco ho capito che queste parole non solo mi sembravano irritanti, ma le detestavo. Esse mi sembravano piene di una presunzione suprema. Ho pensato che se veniva offerto L’uccellino Tic Tic sbadatamente e senza attribuirgli importanza, e se era lecito aspettarsi da questa collana per l’infanzia libri di ogni natura e di ogni specie, bene, ma se veniva presentato L’uccellino Tic Tic con dietro un programma pedagogico e come bibbia delle nuove generazioni, allora L’uccellino Tic Tic io lo trovavo rivoltante.

Alla luce di questa irritazione, ho guardato ancora L’uccellino Tic Tic e non mi è sembrato niente affatto grazioso. La morale dell’Uccellino Tic Tic è che bisogna dar da mangiare ai lupi perché così diventano buoni. Non è vero. Chi l’ha scritto ha pensato che è bene demistificare agli occhi dei bambini l’idea del lupo. Però i lupi esistono. Si possono sfamare quanto si vuole, restano lupi e usano mangiare gli uomini. Oltre ai lupi, esistono persone che assomigliano ai lupi e il mondo ne è pieno. Non vedo quale vantaggio abbiano i bambini a pensare che i lupi diventano miti se gli si dà da mangiare. Non vedo nemmeno quale vantaggio abbiano i bambini a non aver più paura dei lupi. È un errore credere che la paura sia un male. La paura, è necessario soffrirla e imparare a sopportarla. Inoltre i lupi non mangiano le cipolle. Ora un lupo che mangia cipolle e scarpe vecchie, è lontano dal vero non meno che le streghe o le fate. Così vorrei sapere perché le streghe e le fate sono tenute al bando in questa collana, come superate e retrograde, e destinate ad antiche generazioni che si abbeveravano di fantasie e illusioni, e invece si lascia il passo a questo lupo che mangia le cipolle.

Alla luce di questa irritazione, ho riguardato tutti e quattro i libri di questa collana e ho pensato che se ciascuno di questi libri in sé andava benissimo, la prospettiva di altri libri simili dava la sensazione di asfissiare. Tutto era prevedibile e predisposto. Una collana per l’infanzia dovrebbe essere avventurosa e libera come un bosco. Questa era invece come un’impalcatura di legno.

Non riesco a sentire una vera irritazione contro Bruno Munari, direttore di questa collana, perché non lo conosco di persona. Ma l’editore Giulio Einaudi è un mio amico e mi è carissimo. Nulla di quello che lui fa o pensa mi è mai indifferente. Perciò tutta l’irritazione la provo in verità contro di lui. Egli ha pubblicato anni fa il più bello fra i libri per bambini che siano stati scritti nel nostro tempo: Le fiabe italiane di Italo Calvino. È un libro stupendo. È pieno di fate, di maghi, di principi lussuosissimi e di castelli bellissimi. È pieno anche di contadini e di pescatori. Vi si respira l’aria libera della fantasia e insieme l’aria aspra e libera della realtà. Non contiene insegnamenti morali se non quelli inespressi che ci offre ogni giorno la nostra vita reale. Non contiene intenzioni pedagogiche di nessuna specie. È scritto in una prosa limpida, lineare e concreta, una prosa esemplare perché è così che si deve scrivere per i bambini, una prosa totalmente priva di parole superflue. Sfido chiunque a trovarvi una sola parola superflua. Sfido chiunque anche a trovarvi una sola parola leziosa. Calvino certo non aveva in testa nessuna idea educativa, ma in verità nulla è più educativo dello stile quando è chiaro, rapido e reale. Le Fiabe italiane sono delle vere fiabe, create generosamente per la gioia del prossimo, e così è necessario che siano le fiabe per i bambini, inventate e create unicamente per la felicità. È vero che Calvino non ha propriamente inventato queste fiabe, le ha raccolte nella tradizione italiana e riscritte, ma avendole egli riscritte nella sua prosa rapida e limpida sono sue. Sulle Fiabe italiane, bambini di ogni età si estasiano e si sono estasiati. L’editore Giulio Einaudi, di questo libro ne ha vendute montagne. Non se ne è dimenticato, perché lo ristampa di continuo. Si è accorto, l’editore Giulio Einaudi, d’aver pubblicato un libro fondamentale nel campo della narrativa per l’infanzia? Lo sa o non lo sa? Se lo sa, come mai esce fuori adesso con la frase «senza fate e senza maghi»? Che è come dire «vi daremo delle ottime torte senza farina, senza zucchero e senza burro».

L’editore e il direttore di questa collana avrebbero invece dovuto dire con onestà: «Scrivere per i bambini oggi è difficilissimo. Non ci riesce quasi mai nessuno. Raduneremo i pochissimi che ci riescono. Fiabe nuove con fate e maghi non ce ne sono. È un gran peccato, ma non ce ne sono. Le Fiabe italiane di Calvino sono un capolavoro e un miracolo, ma i capolavori e i miracoli sono rari per forza di cose. Perciò faremo del nostro meglio. Avrete quello che passa il convento».

Forse questa non sarebbe stata una buona frase pubblicitaria. Non importa. Se io pubblicassi o dirigessi una collana per l’infanzia, ci scriverei sopra a grandi lettere queste parole.

Le ragioni per cui oggi scrivere per i bambini è così difficile, sono infinite, ma una certo è che è nata in noi l’idea che ai bambini tutto può far male. La fantasia (ci atterrisce perché è avventurosa, imprevedibile e forte. Noi ne abbiamo poca, e per giunta l’adoperiamo con mani parsimoniose e schifiltose. Quando si scrivono o si stampano libri per bambini, per prima cosa si sbarrano porte e finestre. No alle storie di dolore perché il dolore fa male. No alle storie di miseria perché sono patetiche. No alle lagrime. No alla commozione. No alla crudeltà. No ai cattivi, perché non bisogna che i bambini conoscano la cattiveria. No ai buoni perché la bontà è sentimentale. No al sangue perché fa impressione. No ai castelli lussuosissimi perché sono evasione. No alle fate perché non esistono. I bambini sono fragili e perciò li nutriremo con vivande lavate e disinfettate. Li educheremo alla concretezza, avendo però sterilizzato la concretezza, avendo isolato nella concretezza ciò che non manda né bagliori né lampi. Li nutriremo con sabbia, accuratamente filtrata e senza batteri. Li nutriremo col bicarbonato, col borotalco e con la carta assorbente.

Mi si dirà che ai bambini piace il bicarbonato. Può anche darsi che gli piaccia quando non hanno altro. Il problema però non è che gli piaccia o gli dispiaccia il bicarbonato. Il problema è invece come crescono con questo tipo di alimentazione i bambini. Nelle Fiabe italiane di Calvino, a cui non mi stanco di richiamarmi, ci sono teste tagliate, cadaveri, briganti, ladri, orchi, crudeltà e orrori. I bambini ne sono deliziati. Questo perché le vere e belle fiabe sono in verità inoffensive. Esse sono situate nell’unico luogo dell’universo dove non esiste offesa, cioè nei regni della vita fantastica. Quando mettono paura, è la paura salubre e liberatrice della fantasia, paura di cui lo spirito ha desiderio e alla quale si protende come a una fiamma che lo riscaldi. Della vita fantastica, i bambini hanno fame e sete, le fate e i maghi abitano nel loro pensiero e il fatto che non esistano nella realtà è per loro giustamente irrilevante, perché i regni della vita fantastica sono popolati di oggetti comunque invisibili e intangibili. Nei regni della vita fantastica, anche le immagini più crudeli generano felicità. Si sa bene che la felicità è fatta anche di spavento e di angoscia. Sopprimere lo spavento e l’angoscia, significa sopprimere anche la felicità.

Aggiungerò che quello che detesto nella frase «senza fate e senza maghi, per una nuova generazione di individui senza inibizioni, senza sottomissioni, liberi e coscienti delle loro forze» è la retorica e l’ottimismo generazionale. Auguriamoci pure che le nuove generazioni siano costituite di individui liberi. Però non ne sappiamo proprio nulla. Inoltre non sappiamo affatto se sia un bene crescere senza inibizioni. Forse fra poco si scoprirà che le inibizioni, di cui l’uomo di oggi si fa gloria di essersi sbarazzato, le inibizioni e le lotte dei singoli per superarle o vivere con esse, erano il pane e il sale dello spirito”.

aprile ’72

Ingrandisci per leggere la quarta di copertina

Natalia Ginzburg, Senza fate e senza maghi in Vita immaginaria, Mondadori, Milano 1974, pp. 160-166.


Miniconcorso Trova il personaggio! Cover Bologna Evelyne Laube e Nina Wehrle

Siete drogati di illustrazione? Rubate i libri di Kitty Crowther o di Tomi Ungerer dalla camera del vostri figli? Avete appeso sul frigo un ritratto di William Steig? Avete la sezione “libri illustrati con dedica” nella vostra libreria? Passate le ore nel reparto “bambini” delle grandi librerie seduti per terra? Bene, questo gioco è per voi!

La copertina 2014 dell’ Annual della Mostra  Illustratori di Bologna è stata realizzata da Nina Wehrle e Evelyne Laube, dello studio It’s raining elephants ed è un omaggio alla storia dell’illustrazione.
Sulla copertina ci sono circa 40 personaggi (famosi e meno famosi) che sono comparsi in un libro illustrato: moderno o antico. Altri  personaggi, invece, sono stati inventati dalle due illustratrici per la copertina stessa (quindi sono fuori gara).

Come si gioca: Usate i commenti a questo post per elencare i personaggi che riconoscete. Bisogna specificare libro e illustratore.
Man mano, pubblicherò sul post la fotina del personaggio indovinato.
Ogni giocatore può partecipare più volte, aggiungendo le sue scoperte ai precedenti commenti.
Scadenza gioco: 5 giugno.
Premio: Scopo del gioco è divertirsi insieme, ma se un vincitore ci sarà, sarà quello che indovina il maggior numero di personaggi prima del 5 giugno. Riceverà un libro di Nina e Evelyne dedicato a mano!
(Per gentile concessione delle due artiste, che sono state molto contente dell’idea di questo gioco).
Consiglio: Aiutatevi l’un l’altro, siate carini con i compagni di gara, barate pure (non so come, ma confido nella vostra immaginazione).
Ci divertiremo!

TROVA IL PERSONAGGIO!


POTETE CLICCARE SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRLE

INGRANDISCI L’IMMAGINE

INGRANDISCI L’IMMAGINE

INGRANDISCI L’IMMAGINE

INGRANDISCI L’IMMAGINE

VISIONE COMPLETA CON NOMI


Ingrandisci l’immagine

Trovati:

Ursli, Alois Carigiet

Ancora da indovinare…


Concorso internazionale di illustrazione Nami Island, Corea

Il 1 luglio si aprono le iscrizioni alla seconda edizione del NAMI il concorso coreano che vuol promuovere artisti dei libri illustrati provenienti da tutto i mondo.
La vincitrice della prima edizione è stata Sung-hee Kim con le sue bellissime illustrazioni del libro The Magical Sound of a Moktak, che potete visionare nel sito dell’illustratrice.


Grand Prix 2013. The Magical Sound of a Moktak, Sung-hee Kim

Oltre al vincitore assoluto, che si aggiudica il Grand Prix, vengono assegnati altri premi. Tra i premiati della scorsa edizione c’era anche il Pinocchio della nostra Eva Montanari.

Special Prize 2013. Pinocchio, Collodi – Eva Montanari

 

Sul sito del concorso potete trovare tutte le informazioni sulla nascita e gli intenti di questo concorso che si svolge in Corea nella bellissima isola di Nami, che oltre ad essere una meravigliosa oasi naturalistica è anche un attivo centro artistico-culturale e dal 2009, proprio per l’impegno profuso a sostegno e promozione della letteratura per l’infanzia, è sponsor ufficiale dell’Ibby Hans Christian Andersen Award.
Rispetto alla prima edizione, di cui potete leggere qui, ci sono diverse novità, prima fra tutte una preselezione che verrà fatta sulle illustrazioni inviate in forma digitale nel periodo dal 1 luglio al 30 settembre. SOLO per la selezione finale, i cui esiti saranno pubblicati sul sito del concorso, si dovranno inviare gli originali delle illustrazioni selezionate o delle stampe di alta qualità delle stesse.

Cosa: da 5 a 10 illustrazioni di un unico progetto
Iscrizioni e invio digitale per preselezione: dal 1 Luglio al 30 Settembre 2014
Premio:  circa 7.320 €
Info e bando: www.namiconcours.com

Per i dettagli qui di seguito il bando tradotto.
Non vi rimane che leggerlo attentamente e mettervi all’opera! Buona fortuna!

 

 

Il concorso Nami 2015 vuole incoraggiare la creatività degli artisti e contribuire al progresso della qualità degli albi illustrati. Il concorso è organizzato ogni due anni da Nami Island, lo sponsor ufficiale di IBBY Hans Christian Andersen Awards.
Per la partecipazione alla fase finale del concorso vengono accettate sia illustrazioni originali che stampe digitali di illustrazioni originali (le opere inviate non saranno restituite).
I vincitori verranno selezionati da una lista di candidati emersi da una selezione preliminare.

La cerimonia di premiazione e la relativa mostra si terrà durante il festival della letteratura per bambini di Nami Island 2015. Alla cerimonia di premiazione verranno invitati il primo qualificato al concorso, vincitore del premio Grand Prix, e i secondi qualificati, vincitori del premio Golden Island. Le spese di viaggio saranno a carico dell’organizzazione.
Per la promozione internazionale del concorso è prevista la pubblicazione di un catalogo contenente le immagini vincitrici e quelle degli artisti selezionati.

1. Chi può partecipare: Il concorso è aperto agli illustratori di tutto il mondo
2. Tema:
Nessuna restrizione
3. Quando iscriversi:
dal 1 Luglio al 30 Settembre 2014. Le opere devono pervenire
inderogabilmente entro la mezzanotte del 30 settembre 2014, ora
locale della Korea (KST, + 8 ore rispetto all’Italia).
4. Condizioni:

a) le illustrazioni devono riguardare una sola storia
b) numero illustrazioni richieste da 5 a 10
c) prima di inviare le opere è necessario compilare un modulo
di registrazione online
d) la dimensione dell’invio in digitale non deve superare i 20MB
in totale, il formato dei file deve essere RGB JPG.
e) nessun costo di iscrizione
5. Invio delle opere
 per la selezione preliminare:
a) le opere vanno inviate tramite caricamento delle immagini
digitali dalla pagina ufficiale del concorso, dopo aver effettuato
la registrazione online.
b) la pagina ufficiale è: www.namiconcours.com
6. Procedura di selezione:

Selezione preliminare: una giuria internazionale composta da rinomati professionisti del settore selezionerà una lista di candidati in numero fino a dieci volte superiore al numero dei vincitori finali.
Selezione finale: la giuria internazionale si riunirà per stabilire i vincitori del concorso.
7. Invio delle opere per la selezione finale:

a) possono partecipare i candidati che hanno superato
la selezione preliminare
b) invio delle opere entro la mezzanotte del 31 dicembre 2014
(ora della Corea)
c) materiale da inviare: originali o stampe professionali in alta qualità
delle opere inviate per la selezione preliminare
8. Premi:
1. 
Premio Grand Prix (Targa + premio in denaro di 10.000 USD
equivalente al cambio attuale a circa 7320€)
2. Premi Golden Island (Targa + premio in denaro di 5.000 USD
equivalente al cambio attuale a circa 3660€)
3. Premi Green Island (Targa + premio in denaro di 2.000 USD
equivalente al cambio attuale a circa 1464€)
4. Premi (10) Purple Island (Certificato + Targa)
9. Elenco dei vincitori:

I vincitori verranno annunciati sul sito ufficiale del concorso

10. Note:

Le illustrazioni selezionate potranno essere utilizzate per le
promozione del concorso senza necessità di richiesta del consenso
preventivo all’autore. Non è previsto alcun rimborso per questo
l’eventuale utilizzo delle immagini.

11. Contatti:

Nami Concours International Secretariat
Sito ufficiale: www.namiconcours.com
Indirizzo: 3F, Gallery Sang Bldg, Insadong-gil 17, Jongno-gu, 110-290 Seoul, Republic of Korea
Email: info@namiconcours.com
Telefono: +82 2 753 1245~6
Fax: +82 773 1481


Otto cartoline illustrate da Franz Marc, 1913-1914

 “Vidi l’immagine che si perde negli occhi dell’uccello acquatico quando esso si tuffa, i mille anelli che circondano ogni piccola vita, l’azzurro del cielo bisbigliante che il lago beve, la deliziosa emersione in un altro luogo… Riconoscete, amici, che cosa sono i quadri: l’emergere in un altro luogo.”  Franz Marc

Two Foxes – a Albert Bloch, Munich, 4 febbraio 1913


Two Sheep, a Wassily Kandinsky, Murnau, 1 maggio 1913

Two Lying Black Cats, a Erich Heckel, Senza data


The Tower of Blue Horses, a Else Lasker-Schüler in Berlin, fine dicembre 1912/ inizio gennaio 1913

Black Cow Behind a Tree, cartolina scritta da Maria Marc (moglie di Franz Marc) a Elisabeth Macke (moglie di August Macke), Bonn, 21 maggio 1913


Three Horses in Landscape with Houses, a Paul Klee, Monaco, 8 novembre 1913


Two Cats, a Lily Klee , Monaco 6 marzo 1913


Four Foxes, a Wassily Kandinsky, Monaco, 4 febbraio 1913

Fonte: The ibtaurisblog


Pagina 31 su 165« Prima...1020...2930313233...405060...Ultima »