A casa delle Figure dei libri

Se volete curiosare dietro le quinte delle FigureDeiLibri, leggete questo simpatico post dei Topipittori, che sono stati a Barcellona per un week end di gite e letture.

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Paloma Valdivia: “Quelli di sopra e quelli di sotto”

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Questo è un libro che volevo segnalare da molto tempo, ma il video su You Tube era stato sospeso e ho aspettato che fosse riattivato. Uscito nel 2009 con Kalandraka Italia, Quelli di sopra e quelli di sotto, della bravissima illustratrice Paloma Valdivia, è un invito a riflettere non tanto sulla diversità degli altri (tema così caro a chi pensa di abitare “di sopra”) ma su noi stessi e il nostro modo di guardare l’altro.

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L’incipit del libro ci dice:
“Esistono due tipi di abitanti. Quelli di sopra e quelli di sotto. Quelli di sopra vivono come quelli di sotto. E quelli di sotto come quelli di sopra, però al contrario. Quelli di sopra pensano che quelli di sotto siano diversi. Quelli di sotto pensano che quelli di sopra siano diversi”.

Durante tutto il libro una linea separa le immagini in due: girando il libro, ecco che chi era sotto è sopra, e viceversa. Chi sono allora quelli di sotto? Chi, quelli di sopra? Ogni tanto, come ci consiglia l’autrice alla fine del libro, provate a guardare al contrario.

“La primavera entra da una parte e spinge l’autunno dall’altra” Paloma Valdivia

…  …


“Sognando Immagini” mostra di illustrazione a Sassari

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Il 13 maggio, presso il Palazzo della Frumentaria di Sassari, inaugura la terza edizione di “Sognando immagini, mostra di illustrazione per l’infanzia“.
In esposizione 54 illustrazioni tratte da otto albi illustrati (e per la prima volta da un romanzo illustrato) ritenuti fra i più interessanti nel panorama editoriale italiano di quest’ultimo anno sia sotto l’aspetto iconico-testuale che nella progettazione grafica. Gli illustratori nazionali e internazionali annoverano nel loro curriculum premi e partecipazioni importanti che confermano l’alta professionalità nel campo dell’illustrazione e più in generale delle arti visive.
La mostra chiuderà il 23 maggio.


Tutti i concorsi spagnoli sul calendario di Miguel Tanco

Miguel Tanco, amico e illustratore, ha fatto una cosa geniale, ha organizzato su un calendario Google tutti i concorsi di illustrazione spagnoli, così che potete condividere il suo calendario sui vostri Google Docs, o semplicemente consultarlo qui sul suo blog ed essere sempre aggiornati sui concorsi e le scadenze.

QUI la versione html.

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Ilustrarte 2012: è uscito il bando del concorso!

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Il concorso ILUSTRARE (Lisbona, Portogallo) è il più grande concorso internazionale aperto a tutti, insieme alla Mostra Illustratori di Bologna. Concorso biennale, è una delle vetrine più importanti per i giovani illustratori.

Io ho avuto la fortuna di essere stata selezionata a Ilustrarte 2009, e mi sono arrivati, grazie a questo concorso,  diversi contratti. Due libri usciti con La Vanguardia (perché l’agenzia che li gestiva era portoghese) e la partecipazione a una mostra d’arte sulle emozioni umane che ci sarà l’anno prossimo a Lisbona. Partecipate!

Scaricare la scheda di partecipazione ILUSTRARTE 2012

Scaricare il regolamento ILUSTRARTE 2012

Scadenza: 30 settembre 2011

QUI il sito di Ilustrarte


Come pubblicare il primo album illustrato

E’ da tanto che volevo fare questo post e ora ci provo.
Già nella categoria: Il primo libro, illustratori raccontano, potete leggere qualche esperienza di come si pubblica il primo libro, io provo ad aggiungere qualche consiglio, basato sulla mia esperienza.
Partiamo dal presupposto che il vostro lavoro sia buono, maturo per una pubblicazione.
Questo significa che sapete  pensare le vostre illustrazioni all’interno di un libro, e che le vostre immagini e i vostri testi hanno un linguaggio che è quello dell’illustrazione contemporanea, che fate cose originali e non copie di qualche grande illustratore. Ora si tratta di far sì che qualche editore si accorga di voi.

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Sergio Ruzzier, disegno preparatorio del libro Tweak Tweak, Clarion Books

Per pubblicare un libro, il vostro lavoro deve arrivare davanti agli occhi di un editore. Come?
-per conoscenze
-per invio materiale
-per appuntamento in Fiera

PER CONOSCENZE:
– Il mio primo editore, un piccolo editore genovese, lo contattai tramite un’amica che lo conosceva e che mi portò da lui. E’ bene avere amici.
-E’ bene frequentare corsi, incontri, librerie, biblioteche della vostra città e farvi una cerchia di amici che abbiano la vostra stessa passione, questo è un consiglio che va al di là di una possibile pubblicazione.
– Il look musone-introverso non si addice al mondo dell’illustrazione, che, salvo ombrose eccezioni, è un mondo friendly – come lo definì una volta Carll Cneut: sorridete!
– Abbiate sempre rispetto delle persone che incontrate, del loro tempo, delle loro conoscenze.
– Siate modesti.
– Siate curiosi.
– Parlate dei vostri progetti e dei vostri desideri (gli altri non sono indovini).
– Siate educati.

Non faccio nomi, ma una volta, durante un incontro pubblico, ho presentato un giovane e talentuoso illustratore a un importante editore spagnolo. Il giovane in questione (forse per scarsa educazione, forse per timidezza?) ha dato la mano mollemente, non ha sorriso, ha biscicato un Salve. L’editore, molto gentile, gli ha chiesto se era un illustratore. Il giovane ha risposto Sì e non ha aggiunto altro. Una regola di galateo di base: se vi presentano qualcuno, sorridete e cercate di spiccicare qualche parola, anche semplice: Sono Cosimo Franceschini, è un piacere conoscerla. Se un editore ha la gentilezza di indirizzarvi una domanda, non rispondete a monosillabi, please!

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Qui sopra lo storyboard e l’originale di una prima versione di un mio progetto per la OQO

PER INVIO MATERIALE:
– Inviare, per posta o via mail, le fotocopie dei vostri disegni (mai gli originali), i vostri testi o i vostri progetti, non è mai tempo perso. E’ un lavoro faticoso, e anche abbastanza dispendioso, ma ne vale la pena. Nessuno vi ruberà nulla e gli editori, sia grandi che piccoli, guardano sempre il materiale che arriva. Se è buono, vi assicuro che vi contatteranno (nell’arco di 6 mesi circa), se non vi contattano, non è detto che il vostro lavoro non sia buono, può essere che non sia adatto a quell’editore o che sia arrivato nel momento sbagliato. Ogni editore, di solito, scrive sul suo sito con che modalità vuole essere contattato. Studiate i gusti della vostra preda!
– Una decina/quindicina di immagini, basteranno. Fotocopiate su buona carta e con colori fedeli, tutte dello stesso formato, possibilmente. Se via mail, fate un pdf leggero.

– Se avete un progetto è meglio, ma non è indispensabile. Un progetto (storyboard in bianco e nero più tre o quattro tavole definitive) dimostra che sapete già muovervi all’interno di un libro.

Lo storyboard:
Molti mi chiedono come deve essere uno storyboard. Tutto su una pagina, su più pagine legate insieme come un prototipo di libro, con le vignette piccole, con le vignette grandi, in bianco e nero o a colori… fate come preferite, non è importante. Il compito dello storyboard è quello di far capire all’editore la vostra idea. Non deve essere un capolavoro, deve essere pratico.

– Cercate di non dimenticare di scrivere il vostro nome, la vostra mail, il vostro telefono, sui pdf, sui cd, sui fogli e sui documenti word che inviate (mi hanno detto che capita spesso). Non stampate mai, però, il vostro nome sull’immagine, mettetelo a lato, o sotto. Non aggiungete commenti alle immagini: se non hanno un testo, devono poter parlare da sole.
– Allegate un CV.
– Cercate di pensare che l’editore deve poi stoccare il vostro materiale: non inviate scatoloni, tubi, fogli giganti.
– Siate eleganti, sobri, professionali.
– Mi raccomando, scegliete gli editori che pensate possano essere interessati al vostro stile: non inviate a casaccio.

Le parole per presentare il vostro lavoro dovete trovarle voi. Siate sintetici, ma esaustivi, presentatevi in poche righe e se avete uno o più progetti, riassumeteli in altrettante poche righe. Non raccontate tutta la vostra vita! E non fate errori di ortografia, soprattutto se vi proponete come autori (può capitare, ed è brutto). Ho notato che gli accenti sono spesso un terreno arduo…
L’accento è acuto su: perché, né l’uno né l’altro, il sé
Grave su:  è (verbo essere), cioè, egli dà (verbo dare)
Non c’è accento su: io do (verbo dare), se stesso, se io fossi…
Qui trovate una tabella riassuntiva.

Esempi di lettere di accompagnamento:

Gentile Redazione,
sono Cosimo Franceschini, autore e illustratore. Mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione il mio lavoro nella speranza di una possibile collaborazione. Allego a questa lettera alcune immagini e due testi inediti. A questo indirizzo web potrete visionare altri lavori: www.franceschinicosimo.blogspot.com

Vi ringrazio per l’attenzione e porgo i miei più cordiali saluti,
Cosimo Franceschini
tel: 0107978437
mail: franceschini@gmail.com


Gentile Editore Pincopallo,
sono Manuela Franceschini, illustratrice. Mi permetto di sottoporre alla sua attenzione un progetto dal titolo : “Quando nevica tutto è bianco”. L’album, di 24 pagine quasi completamente bianche, è senza testo. In ogni pagina, in basso a destra, un bambino fa crescere un omino di neve, nell’ultima pagina, omino e bambino se ne vanno insieme. Le allego lo story-board e tre  tavole definitive. Spero possa interessarvi, ho una grande ammirazione per il vostro catalogo.

Vi ringrazio per l’attenzione,
un saluto cordiale,
Manuela Franceschini
www.manuelablogspot.com
tel: 052797943
mail: manuela.franceschini@hotmail.com

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Antonio Marinoni, storyboard per l’Ora Blu, Topipittori.

PER CONTATTO SU SALONI E FIERE:
Quest’anno, molti di voi si sono buttati, altri hanno preferito aspettare di essere un po’ più maturi. I contatti sui saloni e sulle fiere si possono prendere previamente via mail o direttamente in loco. Gli incontri in Fiera possono portare contratti o no;  in ogni caso, si tradurranno in consigli preziosi, critiche da ascoltare per crescere e possibili future amicizie.
Capita spesso che editori entusiasti, che vi promettono mari e monti, spariscono in un silenzio impenetrabile dopo la Fiera. Fatevi sotto di nuovo. Non sempre, ma a volte funziona.
Io contattai OQO direttamente al Salone di Bologna. Mi dissero che erano molto interessati e di spedire loro del materiale. Lo feci (non dimenticatevene, se vi dicono di farlo). Mi risposero via mail che erano molto interessati. Ne fui entusiasta. Poi non scrissero più. Io lasciai passare due mesi, pensando che mi avevano dimenticata (viva la sicurezza in se stessi…). Dopo due mesi, osai riscrivere timidamente e loro mi inviarono subito un testo: El caballero Pepino. Non sparite nell’ombra al primo silenzio (ma non siate neppure invadenti! In medio stat virtus).

Come proporsi, cosa dire, durante il colloquio con l’editore? Leggete qui e qui.

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Susanne Janssen, storyboard per Hansel e Gretel, edizioni Etre

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BLOG E SITI:

Molti grandissimi illustratori non hanno né sito né blog. Voi fatevene uno. Blog o sito che sia, leggete questo post in cui gli editori Topipittori spiegano cosa è un sito ben fatto e quanto è importante averne uno. Se non avete i mezzi per un sito, aprite un blog con blogger.com, è semplice e gratuito. Scegliete preferibilmente un fondo bianco.
Di tutti i vincitori della Mostra Illustratori di Bologna di quest’anno, la metà non aveva un sito e non mi è stato possibile scoprire qualcosa di più di loro (immagino che anche molti editori avranno avuto lo stesso problema).

CONSIGLI IN GENERALE:
– Partecipate ai concorsi!
– Ogni pentola ha il suo coperchio. Se ci credete e vi impegnate, troverete il vostro editore, ci vuole pazienza, a volte anni. Chi la dura la vince.
– Ci sono tante piccole realtà nella vostra città e provincia che necessitano illustratori. Gratuitamente o a pagamento, datevi da fare per lavorare all’interno della vostra realtà geografica.
– Restate in contatto tra voi, create gruppi di lettura, inventatevi dei modi per stare insieme e non isolarvi (tendenza che molti illustratori hanno, me inclusa).
– Seguite i blog, i siti che parlano di illustrazione. Passate le ore in biblioteca e libreria, imparate a conoscere i cataloghi degli editori.
– Puntate in alto, ma siate umili: iniziare da qualche piccolo editore locale, anche mal pagati, è comunque un inizio: potete accettare di fare un libro senza prendere l’anticipo sui diritti (vedrete i soldi l’anno dopo), o a forfait non troppo alti (1500/2000 euro è il minimo sindacale). MA NON PAGATE MAI PER ESSERE PUBBLICATI, di solito sono piccoli e furbastri editori a chiederlo, passate oltre.

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I diritti di questo post sono riservati (come tutto il materiale del blog), se per caso volete citare dei brani, scrivetemi previamente. Grazie.