Impressioni dalla Fiera di Bologna 2019

15 aprile, 2019

Come ogni anno, ecco una carrellata veloce di mie impressioni sulla Fiera del libro per Ragazzi di Bologna.

Cosa c’era di nuovo 1: Gli spazi

I padiglioni erano spostati, i corridoi erano stati molto allargati tra stand e stand: un senso di immensità che, sulle prime, mi ha disorientata, poi, conquistata. Regnava nella Fiera 2019 un’atmosfera più allegra che mai e tutti riportavano nei racconti un senso di nuova leggerezza: chissà se era prova del fatto che l’architettura degli spazi influisce sull’umore delle persone.

Unica critica (feroce) la faccio a chi ha immaginato il deisgn di alcuni nuovi bar all’interno della Fiera, con il banco dove si poggiano le tazze che sfuma in una curva elegante e sinuosa invece di finire ad angolo retto. Carll Cneut ed io, e non so quanti altri, ci siamo rovesciati il cappuccino addosso un attimo prima della prima riunione del mattino… Addio camice immaccolate (che idea è fare un banco curvo?! :)

Cosa c’era di nuovo 2: Interesse per la creatività degli illustratori
L’interesse per il lavoro creativo degli illustratori: quando ho iniziato questo lavoro era quasi nullo, negli anni è via via salito sempre più, quest’anno, è esploso.
Lunghe code per un autografo con disegno… conferenze con dirette di artisti che disegnano… la conferenza sul Carnet itinerante che ha viaggiato per tutta Italia per mostrare come gli illustratori  immaginano Il viaggio, la mostra Rivolti con gli autoritratti ricamati degli illustratori, adesso in corso a Macerata (attenzione al volto di chi crea, alla sua identità di persona)… Pare proprio che ci sia un interesse vivacissimo per tutto quello che è “processo creativo”. Evviva.

Victoria Semikina firma il catalogo della sua mostra presso Tapirulan nel 2018

Gli spazi dell’Illustrator Survival Corner a cura del MiMaster (realtà che ha contribuito parecchio a creare uno spazio in Fiera dove promuovere, dare visibilità, guidare il lavoro degli autori e degli illustratori), erano stati ingranditi ed erano ancora più affollati.
Bellissima, al suo interno, la mostra di disegni di città “Shanghai Impressions—Visual Travels through a Chinese Metropolis” di  Joan Negrescolor (Barcellona, 1978), Miguel Pang Ly (Barcellona, 1980) e Adolfo Serra (Teruel, 1980), illustratori che erano stati invitati in Cina da Carolina Ballester, all’interno del partenariato tra la Fiera per ragazzi di Bologna e quella di Shanghai: in quei lavori, i confini tra illustrazione e arte si perdevano, mi sembra importante che per la prima volta non fossero in mostra illustrazioni ma disegni di illustratori.
Qui sotto, la loro opera collettiva.
(Vi invito a non lasciarvi sfuggire il concorso di illustrazione della Fiera di Shanghai: ecco il bando).

Joan Negrescolor, Miguel Pang Ly, Adolfo Serra

Sorprendente, dal sapore di antiche gare medioevali di poesia improvvisata, il duello notturno al disegno tra coppie di giovani illustratori svizzeri che si svolgeva in diretta davanti al pubblico nel locale «Scuderia» di Bologna, il miglior disegno veniva decretato con l’applauso più forte; l’evento era promosso da Bolo Klub, a cura del duo It’s raining elephant e della School of Art and Design di Lucerna (info qui). Ho fatto una foto.

gara di illustratori in diretta, Bolo Klub, Scuderia, Bologna, aprile 2019

Quest0’anno, la Svizzera era il paese ospite della Fiera: in questo post trovate alcune video-interviste ad alcuni dei più importanti illustratori svizzeri realizzate per questa occasione.
Ancora da segnalare sulla Svizzera: ha aperto una nuova casa editrice italiano-svizzera, Marameo Edizioni. 

A conferma di quest’onda di interesse per il lavoro di illustratore, la conferenza che ho organizzato sui segreti della creatività, con Beatrice Alemagna, Emilio Umberguaga, Javier Zabala, nata da una residenza d’artista che avevamo fatto insieme a Padova nel 2018, ospiti dell’Associazione I colori del sacro, ha avuto un’affluenza incredibile, ne siamo stati felici.
È stata una conferenza ricca di emozioni e molto intima, se dovessi riassumere in una sola parola l’elemento magico e insondabile di cui la creatività ha bisogno per esprimersi o resuscitare ogni volta dalla sue ceneri, emerso nei nostri racconti, eccola: sincerità.

Da sinistra a destra: il bravissimo traduttore Marco Gambetti, Javier Zabala, Anna Castagnoli, Beatrice Alemagna, Emilio Urberuaga, Vania Trolese
  Il nostro pubblico nella sala Red dell’Illustrator Survival Corner

La mostra illustratori 2019
Forse la più bella mai vista, complimenti ai giurati Diego Bianchi, Maciej Byliniak, Alessandro Sanna, Harriët van Reek, Béatrice Vincent.
Oltre alla consuta attenzione allo stile lineare (rispetto al pittorico) tipica degli ultimi anni, mi ha colpita la frequenza, nei diversi autori, di un certo tipo di segno: un minuscolo tratteggio, meticoloso e paziente; come un neo-puntinismo o, per coniare un nuovo nome di stile, “Trattinismo”. Ho chiesto a Guido Scarabottolo, che stava guardando la mostra, se non pensava che in quello stile ricorrente ci fosse l’eco della divulgazione di un nuovo modo di pensare la realtà, quantistico e puntinista (leggere Carlo Rovelli: L’ordine del tempo, Adelphi, nel quale Rovelli dice che, rispetto alle recenti scoperte scientifiche, il mondo non sarebbe un quadro di Leonardo, ma piuttosto uno quadro puntinista di Seurat). Guido Scarabottolo ha risposto che se era così, doveva essere probabilmente un processo inconscio, e mi ha fatto notare che quello che colpiva lui nelle tavole era la loro pienezza: pochi spazi lasciati vuoti.

Yun Chuan Lee
Dettaglio: Lin Yun
Dettaglio: Henri Crabières
Li Yuke

I piccoli tratteggi, puntini, segni… è vero, riempivano spesso tutto il foglio. Ciò nonostante, io sentivo nei disegni, per quanto pieni, un grande spazio per l’aria e il vuoto, per via del fatto chequasi sempre, tra i segni, si intravedeva la carta bianca.

Lin Yun

La mostra era davvero potente. Segni come nubi di elettroni, sciami di insetti, pulviscoli nella luce. Dei lavori stupendi. Potete vedere una carrellata di immagini qui, sul sito della Fiera, ma non basatevi su quelle immagini per giudicarla.
Molte persone che avevano prematuramente criticato la scelta della giuria (come ogni anno!, ma questa volta basandosi su una sola immagine su cinque pubblicata prima della mostra a grandezza francobollo su FB… No comment) si sono ricredute vedendo dal vero gli originali.

Sarah Mazzetti vince il premio SM
Un applauso per la scelta di Sarah Mazzetti per il premio SM: un’illustratrice colta, narrativa, che mescola il fumetto e l’illustrazione in un nuovo linguaggio per bambini.
“La Giuria ha deciso di assegnare il Premio Internazionale dell’Illustrazione 2019 – Fiera di Bologna-Fundación SM a un’artista in grado di costruire ponti fra narrativa, arte grafica e graphic novel. Le sue opere fondono tutte le modalità espressive della narrativa visuale all’interno di uno stile autentico, organico, forte e coraggioso, traducendo l’iconografia degli anni 60 in illustrazione contemporanea. Una dimostrazione di pensiero intelligente nelle linee e nella forma, con la combinazione di forme in negativo e positivo all’interno di geniali composizioni.”
I giurati erano Beatrice Alemagna (Francia), Klaas Verplancke (Belgio), Gabriel Brandariz (Spagna).
E complimenti alla casa editrice Canicola per la pubblicazione di I gioielli di Elsa, da cui erano tratte le 5 tavole vincitrici. Su Frizzi Frizzi trovate un’intervista a Sarah dopo la vittoria.

La frase più gettonata della Fiera:
“I coreani spaccano”. In effetti, i coreani spaccano.

    

Nel libro qui sopra, una gelatina permetteva di far apparire e scomparire un animale nel paesaggio ogni volta che la si girava. Nella seconda immagine, vedete il cigno a destra sparire e comparire l’orso a sinistra.

 

Per finire, la foto della annuale riunione LeFiguredeilbri
Riunione alla sua decima (!) edizione: quest’anno, con la presenza graditissima di Nathalie Beau, grande esperta francese di letteratura per bambini (La joie par les livres).

 

È tutto, è stato bellissimo.
E a voi, che impressione ha lasciato questa edizione 2019 della più grande fiera del mondo di libri per ragazzi?
Grazie Children’s book fair! Ci vediamo l’anno prossimo.

Anna Castagnoli

Marion Duval, Toi-même, Albin Michel, Parigi, 2018

2 Risposte per “Impressioni dalla Fiera di Bologna 2019”

  1. 1 Davide
    24 aprile, 2019 at 17:23

    Carissima Anna! Per me si è trattata della prima fiera dopo anni di assenza. L’ho trovata diversa anche io molto meno claustrofobica.
    La fruizione degli stand ti permetteva di godere della possibilità di visitare bene anche quelli degli editori più piccoli dando così una “equa” visibilità a tutti, l’ho trovata molto bella come cosa…
    In più sono stato entusiasta di averti conosciuto di persona, l’incontro è stato come sempre fonte di stimoli.
    Volevo dirti poi che seguendo tutti, ma proprio tutti, i consigli del tuo manuale ho attenuto tre appuntamenti interessanti, di cui uno in particolare porti i frutti che spero… Quindi ti devo un grande GRAAAAAAAAAZIE perché senza il tuo manuale e i tuoi consigli non mi sarei nemmeno più riavvicinato all’illustrazione.
    Davide :)

  2. 2 Anna Castagnoli
    26 aprile, 2019 at 13:04

    Davide caro mi ha fatto molto piacere conoscerti a Bologna e non sai come sono contenta che tu abbia riavvicinato la tua arte grazie al mio Manuale dell’illustratore. Incrocio le dita per i seguito degli appuntamenti di Bologna. Come ho detto alla riunione di Bologna, ricorda che un elemento importante è non scoraggiarsi ai primi no e, nel frattempo, approfittare dei consigli degli editori per crescere. Un abbraccio grande