Giovani illustratori: 10 non-consigli per presentarsi agli editori

4 marzo, 2016

Che abbiate avuto la fortuna di essere invitati a presentare il vostro lavoro in una casa editrice o che, come quasi tutti quelli che hanno iniziato questo mestiere, stiate per mettervi in coda allo stand di un Salone del libro (Fiera di Bologna, Fiera di Francoforte o Salone di Montreuil), questo post è per voi.

Un’illustratrice, Paloma Elorriaga, presenta il suo lavoro ad Arianna Squilloni, l’editrice di A Buen Paso

Ricordate: per prendere appuntamento con gli editori in Fiera bisogna inviare una  mail con allegate alcune immagini (o un progetto in pdf) almeno due o tre mesi prima.
A questo link trovate la lettera tipo.
Con un appuntamento sarete presi molto più seriamente, ma è anche possibile riuscire a mostrare il proprio book a qualche editore direttamente in Fiera senza appuntamento, soprattutto agli editori italiani molto piccoli e agli editori francesi e spagnoli. Se state più di un giorno avete più possibilità.

1

NON mettete nella cartella disegni eterogenei, anche se spiegate all’editore che alcuni sono vecchi e altri nuovi, l’editore resterà col dubbio che voi non abbiate ancora uno stile.
Avere uno stile preciso non è un obbligo, lo stile può cambiare durante la carriera di un illustratore, o adattarsi a testi diversi. Ma un editore deve essere sicuro che voi capite cosa è lo stile, e che sapete utilizzarlo per portare avanti una narrazione: in un libro illustrato avrete bisogno di realizzare almeno una dozzina di tavole con lo stesso stile.
Mettete nella cartella una decina minimo, e una ventina massimo, di disegni dello stesso stile.
Se proprio volete presentarvi con due stili diversi, mettete nella cartellina una decina di disegni con uno stile, e altri 10 dell’altro stile.
L’importante è che si capisca che sapete padroneggiare almeno uno stile.

ilaria_falorsiillustrazione della coda al Salone di Montreuil, di Ilaria Falorsi

2

NON fate scena muta come se i vostri disegni potessero parlare da soli.
L’editore è interessato a due cose:
ai vostri disegni e a sapere che voi siete delle persone emotivamente abbastanza stabili da poter lavorare e portare a termine un libro.
Siate adulti, presentate in poche parole chi siete, il vostro percorso e il vostro progetto, siate il più possibile voi stessi e tranquilli. State facendo un colloquio di lavoro.

3

NON raccontate all’editore tutte le vostre lacune, i vostri difetti, il perché non avete ancora fatto, non siete ancora, non riuscite a… , e di come avreste disegnato meglio quel particolare se aveste avuto più tempo, meno tempo, più coraggio…
Siete lì per vendere il vostro lavoro, se non ci credete voi nel vostro lavoro, chi ci potrà credere?
(Soprattutto, non dite che sognate di diventare illustratori. Bandite la parola ‘sogno’ dal vostro vocabolario professionale).

Fotografia di Gloria Pizzilli

4

NON siate presuntuosi.
Anche se avete la certezza di essere la nuova promessa dell’illustrazione, il nuovo Sendak, la nuova Lisbeth Zwerger, il nuovo Oliver Jeffers che venderà milioni di copie del primo libro; anche se vostra mamma/nonno/zia vi ha ripetuto fin dalla più tenera età che il vostro talento è superiore alla norma;
anche se tutto questo fosse vero ma l’editore che avete davanti, per una sua miopia congenita, non se ne è ancora reso conto: siate modesti.
Non siate arroganti, non stravaccatevi sulla sedia con aria di sufficienza, non guardate l’orologio mentre l’editore vi parla, non dite che avete fretta.
Se siete davvero così bravi, forse vedrete pubblicato un vostro libro anche se siete antipatici.
Ma se oltre a essere bravi siete anche educati, se quello che vi interessa non sono le lodi, ma crescere e migliorare, avrete un vero e duraturo successo.

5

NON andate impreparati sulla casa editrice con cui avete appuntamento.
Fatevi un giro sullo stand (o sul sito) prima dell’appuntamento per vedere le ultime novità uscite e capire che tipo di libri pubblicano, che tipo di testi, che stili di disegni.
Se è il caso, non vi vergognate di dire che adorate quello che fanno (gli editori amano i loro libri come figli, anche quando sono ‘scarrafoni’).
Se non è il caso, perché vi state presentando a quell’editore e non a uno che adorate?

6

NON è il momento di lasciare fotocopie delle vostre opere (potrete spedirle alla casa editrice in un secondo tempo). È il momento di lasciare un biglietto da visita o un piccolo depliant tascabile.
Sia negli stand dei Saloni che negli spazi della casa editrice (quasi sempre esigui), l’editore ha bisogno di non accumulare carte, buste e pacchetti vari. Dategli in mano qualcosa di comodo da ordinare, chiaro, pulito e pratico.
E vi prego: sul biglietto da visita, scrivete il vostro nome, la vostra mail e il numero di telefono.
Non avete idea di quanti editori raccontino di aver avuto bisogno di ricontattare un illustratore perché erano stati colpiti dal suo lavoro, e di non aver trovato nessun contatto sul bellissimo biglietto da visita che avevano in mano…


Esempio: Questa qui sopra è una piccola agendina di fogli bianchi lasciata a un editore da un illustratore durante la Fiera di Bologna. L’editrice me l’aveva mostrata alcuni giorni dopo la Fiera come esempio di buon biglietto da visita: la teneva in borsa e la usava per prendere appunti.

7

NON affidatevi alla vostra memoria: annotate sempre su un’agenda nome e cognome della persona con cui avete parlato, per indirizzare poi a lei/lui, in un secondo tempo, le fotocopie dei vostri lavori (potete chiedere un biglietto da visita); e annotate anche le tavole che ha preferito.
Lì per lì, l’appuntamento con l’editore o art-director di turno vi sembrerà così epocale da non poter essere mai più dimenticato.
Vi assicuro che alla fine di un Salone sarete così frullati, ma così frullati dalle tante persone incontrate e viste, che l’agenda su cui avete notato tutto nei minimi particolare sarà il solo modo per ricordarvi di qualcosa e di qualcuno.
Su ogni biglietto da visita ricevuto, scrivete sempre sul retro dove avete incontrato la persona e qualche dettaglio che vi aiuti a ricordarvi di lei/lui in un secondo momento.

8

NON arrabbiatevi, non offendetevi, non piangete durante l’incontro. (Potrete farlo dopo).
Ci sono due realtà che si fronteggiano in un incontro con un editore, è bene averle chiare:
1) La vostra realtà.
Unica, sensibile, frutto di anni di vita e mesi di lavoro, piena di speranze di essere riconosciuta, con il vostro-inconscio-solo-vostro che vede nell’editore il fantasma del padre/madre buono che avrebbe sempre voluto avere e non ha avuto. La vostra realtà: che ha un nome e un cognome, un mal di pancia, mani sudate, un’unghia un po’ sporca: ogni tratto del disegno che state mostrando è direttamente collegato a un filo della vostra anima e lo sguardo dell’editore sul foglio è uno sguardo che voi sentirete diretto, non al foglio, ma al vostro mondo più intimo.
2) La realtà dell’editore.
Ha duecento mail che lo aspettano, un’agenda di appuntamenti da primo ministro, la speranza che qualche editore straniero compri l’ultimo suo titolo in catalogo, una telefonata penosa da fare al commercialista; se è un piccolo editore, sarà attanagliato dalla paura di dover dichiarare bancarotta prima della fine dell’anno in corso.
In Fiera sono le 10 del mattino: ha già stretto la mano a decine di persone, parlato con 3 illustratori, 2 agenti, 4 editori stranieri. Ha caldo. Vorrebbe un secondo caffè ma non si può muovere fino a mezzogiorno.
Voi (voi con la vostra anima sensibile) davanti ai suoi occhi di sfinge siete una di queste due cose (e solo queste):
La promessa di un libro nuovo, con uno stile originale, che sarà perfetto per quel testo che da tanto tempo…
Nessuno. Un’ombra della quale deve riuscire a liberarsi il prima possibile per poter guadagnare il tempo insperato di un caffè prima di mezzogiorno.
Se in questo incontro/scontro tra mondi opposti ricevete qualche buon consiglio, fatene tesoro.
Se ricevete grandi lodi, non prendetele necessariamente per vere.
Se l’editore vi fa molte domande, vi tiene a lungo lì, chiede se può vedere altre cose, sperate un po’.
Se ricevete uno sguardo assente, uno sbadiglio, una smorfia, una stretta di mano molle: NON ERA UNA COSA PERSONALE.
L’editore, in nessun caso, vede voi.

lo stand di un editore al Salon du livre et de la presse jeunesse di Montreuil (Parigi)

9

NON dimenticate di inviare le fotocopie o i jpg dei vostri lavori se l’editore ve lo ha chiesto; e ringraziatelo sempre per il tempo che vi ha dedicato.
Capita così sovente di sentirsi dire di inviare le tavole o il progetto, e di non ricevere poi nessuna risposta, che presto un giovane illustratore si scoraggia e non invia più nulla. Errore. Gli illustratori che ce la fanno, quasi sempre ce la fanno perché oltre a essere bravi, sono determinati come trattori.

10

NON arrendetevi dopo i primi rifiuti.
Ogni pentola ha il suo coperchio. Se il vostro lavoro merita, se ha potenzialità, con un po’ di determinazione e impegno riuscirete a pubblicare un libro.
La media di tempo per pubblicare il primo libro è ‘due/tre Saloni del libro’, cioè, due/tre anni circa. È il tempo medio per farsi le ossa, crescere, frequentare qualche corso e imparare a masticare bene il linguaggio dell’album illustrato.

Anna Castagnoli

Nota: questo post è l’aggiornamento, arricchito di consigli, di un post che pubblicai nel 2008.

Forse ti interessa anche il post:
Il portfolio, il book, la cartellina… come presentare il proprio lavoro?

12 Risposte per “Giovani illustratori: 10 non-consigli per presentarsi agli editori”

  1. 1 ALICE
    23 novembre, 2008 at 12:37

    Grazie di cuore per l’infinito sostegno Anna.
    Mi sento come al mio primo esame universitario…
    Mi chiedevo se per caso avevate organizzato un incontro tra gli illustratori di questo blog in occasione della fiera di Parigi in modo da potersi conoscere di persona…
    Ora vado a presentarmi nel forum
    Ciao
    Alice

  2. 2 Anna Castagnoli
    23 novembre, 2008 at 12:52

    Sì Alice! Leggi l’ultimo post.

  3. 3 ph
    23 novembre, 2008 at 17:53

    che ansia gli appuntamenti…

  4. 4 kura chan
    29 novembre, 2008 at 23:24

    grazie per i consigli…io di strada ne devo fare ancora tantissima prima di presentarmi da qualche parte, ma apprezzo molto chi condivide la propria esperienza con gli altri!

  5. 5 chiara
    13 ottobre, 2009 at 12:59

    Centrato il bersaglio, ogni reazione compreso il sentirsi umiliati…

  6. 6 Elisa
    23 gennaio, 2011 at 21:56

    Ciao! Ho segnalato qui http://vitadaillustratore.blogspot.com/2011/01/cinque-non-consigli-dal-blog-le-figure.html il post e il blog! Veramente utile e bello, grazie! <3

  7. […] sul settore dell’editoria per l’infanzia (“Un bellissimo imbuto”) –> i 5 non-consigli di Anna Castagnoli su Le Figure dei Libri –> l’articolo di […]

  8. 8 AlmaCattleya
    4 marzo, 2016 at 17:26

    Grazie infinite Anna

  9. 9 Roberta
    4 marzo, 2016 at 17:36

    Ciao Anna,
    Grazie infinite per i consigli! Quest’anno andrò per la prima volta alla fiera di Bologna, ma non mi è chiaro se per parlare con gli editori e far vedere loro i miei lavori è necessario prima chiedere un appuntamento..?

    Roberta

  10. 10 Anna Castagnoli
    4 marzo, 2016 at 18:01

    Roberta cara, buona domanda, ho aggiornato il post per spiegarlo brevemente:
    per prendere appuntamento con gli editori in Fiera bisogna inviare una mail con allegate alcune immagini (o un progetto in pdf) almeno due o tre mesi prima.
    A questo link trovate la lettera tipo.
    Con un appuntamento sarete presi molto più seriamente, ma è anche possibile riuscire a mostrare il proprio book a qualche editore direttamente in Fiera senza appuntamento, soprattutto agli editori italiani molto piccoli e agli editori francesi e spagnoli. Se state più di un giorno avete più possibilità.

    Trovi più info qui:
    http://www.lefiguredeilibri.com/2011/05/01/come-pubblicare-il-primo-album-illustrato/

  11. 11 Roberta
    4 marzo, 2016 at 18:37

    Grazie!!!

  12. […] ci sono i consigli per giovani illustratori di Anna Castagnoli de Le Figure dei […]