L’illustrazione per ragazzi: arte o morale? Dibattiti e proteste al Salone di Montreuil 2014

9 dicembre, 2014

Versione approfondita di un mio articolo uscito su Il Sole24ore domenica 14 dicembre 2014. 

Carll Cneut, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

IL DIBATTITO FRANCESE SUI LIBRI PER RAGAZZI 
Il 2 ottobre 2014 Le Monde pubblica un articolo dal titolo: “No signor Copé, i libri per bambini non sono dei trattati di morale” (qui). È firmato dalla attuale direttrice del Salone di Montreuil Sylvie Vassallo.  Il 25 novembre, Libération pubblica un altro articolo: “La letteratura per ragazzi, un’arte maggiore” (qui). Siamo alla vigilia del Salon du Livre et de la presse jeunesse di Montreuil (periferia di Parigi), che quest’anno ha festeggiato 30 anni di vita.
Per questa edizione il Salone ha scelto come filo conduttore un titolo emblematico:
“L’illustrazione per ragazzi, la decima arte?!
”.
(Vi ricordo che la nona è il fumetto).

Kveta Pacovska, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

Questa domanda (notate il punto esclamativo alla fine) è in realtà una provocatoria risposta al vespaio politico che si è alzato in Francia all’inizio del 2014 quando il politico di destra Jean François Copé ha minacciato di censurare il libro “Tutti nudi!”, edito da Le Rouergue. (Trovate il mio articolo su questo caso: qui). In risposta, il mondo dell’editoria è insorto in difesa della libertà di espressione nei libri per ragazzi.
Per una volta, l’illustrazione per ragazzi, con i suoi abitini logori, è salita a castello: mesi di dibattiti sulle prime pagine dei maggiori quotidiani francesi intorno al suo senso, al suo statuto, alla sua necessaria (o meno) libertà di espressione.
(Molti altri articoli su questo dibattito- in francese – qui).

Tous à poil! Editions Le Rouergue

LE PREMESSE STORICHE
Se l’illustrazione per ragazzi debba andare sotto il cappello dell’estetica o della morale è una diatriba secolare ma abbastanza moderna. Basile e Perrault leggevano a corte le loro storie, davanti al pubblico più esigente e colto.
L’idea di una cultura a taglia di bambino è un retaggio tutto ottocentesco. Scoperto l’enorme potere seduttivo che le illustrazioni esarecitavano sui bambini, Chiesa Cattolica e Stato avevano strumentalizzato la letteratura infantile, convinti entrambi della bontà dei loro fini (educativi, moralizzanti, patriotici, etc).
Alla fine della prima guerra mondiale, e in reazione allo scempio culturale e sociale che aveva prodotto in Europa la guerra, è nata in Francia-  e altrove – un’ondata di editori per ragazzi che rivendicavano una produzione editoriale libera da scopi morali e creativa. L’estetica, il divertimento, l’esplorazione del senso, non dovevano più rispondere a necessità pedagogiche; a meno di non pensare, con Brodskij, che la morale rientri nel dominio dell’estetica (leggere qui).
Da allora, queste due idee di cultura per bambini non smettono di fronteggiarsi. Cosa è adatto ai bambini?

Frontespizio dell’edizione bolognese del Pentamerone di Giambattista Basile, 1742
Salone di Montreuil, una conferenza nelle sale della mostra Passages. 2014

L’ILLUSTRAZIONE PER RAGAZZI, LA DECIMA ARTE?!
Chi, meglio del Salone di Montreuil, poteva rispondere a questa annosa diatriba?
Con più di 400 editori (nel 1984, alla sua prima edizione, erano 50) presenti sugli stand; 162.000 visitatori nel 2013 (di cui 30.000 bambini), centinaia di eventi, mesi di preparazione previa nelle scuole per preparare i bambini all’incontro con i libri, una mostra, una agenda di appuntamenti tra editori e giovani illustratori interamente gestita in rete, il Salone di Montreuil ha festeggiato con il botto i suoi trenta anni di lavoro a favore di una ‘cultura alta’ per i giovani lettori.
Trent’anni per educare i  lettori a capire e amare la specificità della letteratura per ragazzi; la sua arte. Trent’anni per dare voce alle tendenze più innovative dell’illustrazione.
Molti di noi ricordano con nostalgia “Figures Future”, il concorso organizzato da Salone che ha portato in Francia i più grandi nomi dell’illustrazione europea, sempre in anticipo di qualche anno sui gusti del mercato. Solo per citarne alcuni: Kitty Crowther, Kveta Pacoska, Joanna Concejo, Beatrice Alemagna… Anche i nostri Simone Rea e Philip Giordano sono passati di lì.
Negli ultimi anni, al posto del concorso, il Salone organizza bellissime mostre.

due immagini di Wolf Erlbruch, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

Per dire quanto l’illustrazione sia arte, il Salone ha dedicato una mostra superba a nove grandi nomi dell’illustrazione: Quentin Blake, Serge Bloch, Blexbolex, Philippe Corentin, Elzbieta, Carll Cneut, Wolf Erlbruch, Jean-françois Martin, Kveta Pacovská.
Carboncini, schizzi, grandi quadri astratti, segni, prove di colore, ma anche sculture, come i bellissimi sassi radiografati di Elzbieta, che sulla lastra svelano il tesoro di un disegno nascosto. Passages il titolo della mostra. Colpi di acquarello leggeri come Passages parigini nei quaderni di Walter Benjamin.

LE CIFRE DELL’EDITORIA PER RAGAZZI IN FRANCIA: i piccoli editori e l’illustrazione non commerciale sopravviveranno?
In Francia, dove più del 60% dei ragazzi legge un libro a settimana (fumetti e romanzi per adolescenti inclusi nella statistica) la letteratura per ragazzi sta diventando una cifra d’affari da capogiro.

Serge Bloch, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

Nel 2013 ha generato 2 milioni 687 mila euro, piazzandosi al secondo posto dopo la letteratura per adulti. I giornali ne parlano; gli autori e gli illustratori si uniscono in sindacati e manifestazioni  per rivendicare la loro parte – e giustamente, visto che sono la sorgente prima di tanta ricchezza e gli ultimi a guadagnarci. In Francia, le royalties per gli autori sono le più basse d’Europa. Il primo giorno di Salone molti autori andavano in giro con questa frase sulle magliette:
“Gli autori per ragazzi, presto ‘Tutti nudi’?

Un boccone più che ghiotto per tutti, ma soprattutto per i grandi gruppi editoriali, che negli ultimi anni hanno fatto man bassa di piccoli editori. Quest’anno le edizioni Autrement, uno dei cataloghi più raffinati e coraggiosi dell’editoria francese, hanno chiuso. (PRECISAZIONE: sono state annesse al grosso gruppo Madrigall, che include Gallimard+Flammarion+ Catserman); gli autori hanno manifestato sul Salone per chiedere la continuità dei loro titoli (vedere commento di Beatrice Alemagna a questo post).
O si pensi al catalogo Seuil, così indipendente, originale che, comprato da La Martinière qualche anno fa, ha perso tutto il suo charme.
Ma c’è anche chi sostiene che, grazie a queste cifre di vendita, gli editori possono mantenersi mettendo in catalogo qualche titolo più commerciale e usare i profitti per sostenere titoli più originali, artistici e difficili, che altrimenti non sopravviverebbero. (Sarà vero?).


Salon de Montreuil 2014

Per approfondire:
Qui la lettera di protesta a Charlotte Gallimard degli autori Autrement.
Qui l‘articolo della critica Sophie Van der Linden sulla necessità del catalogo Autrement.
Qui sotto due foto della manifestazione al Salone di Montreuil degli autori Autrement. Il cartello recita: “SIAMO TUTTI DEGLI AUTORI ‘DIVERSAMENTE'”.

Gli autori di Autrement protestano contro le modalità di chiusura della casa editrice al Salone di Montreuil

COSA NE PENSO IO
Il libro illustrato è un crocevia che accoglie dentro le sue pagine arte, letteratura, cinema, grafica. Ha un linguaggio sequenziale tutto suo, che negli ultimi decenni comincia ad essere codificato, usato per dire altro, studiato. È indubitabile che sia una forma d’arte.
Ma per quello che riguarda la sua appartenenza al regno della morale o dell’estetica, penso che Iosif Brodskij abbia profondamente ragione: non c’è angolo dell’Estetica, neppure il più nascosto, che non sia, già in sé, morale. Ed è questa la ragione per la quale i libri più belli, più liberi, quelli che più di tutti hanno esplorato la verità dei sentimenti umani, sono spesso finiti nei falò.

Elzbieta

Due lavori di Elzbieta alla mostra Passages, Salone di Montreuil 2014

Elzbieta, artista polacca, ha plasmato dei sassi color lava e li ha radiografati. Scopro sulle lastre disegni minuti come chicchi di neve; due metri più in là, davanti agli originali del suo album Flon-Flon e Musette – due conigli che si vogliono bene nonostante il filo spinato-,  mi chiedo se anche le sue illustrazioni non siano lastre radiografiche: l’impercettibile filigrana dei sentimenti umani.
Wolf Erbruch dice che illustrare e scrivere per bambini significa essere sinceri con se stessi: scoprirsi. Se non si fa questo, si diventa kitsch.

Wolf Erlbruch in una video intervista al Salone di Montreuil 2014

KvetaPacovska ha trasformato i libri per ragazzi in gallerie d’arte costruttivista.
Carll Cneut, dal Belgio, ha dato vita a una bambina onnipotente, ma è la sua fragilità, appena accennata con la grafite, che mi spiega cosa c’è dietro l’onnipotenza, e mi commuove.


Valentina (la mia!) di Carll Cneut alla mostra Passages, Salone di Montreuil 2014

Gli schizzi a carboncino di Wolf Erlbruch, scimmie con tamburi, figure otto-dixiane, foglie che paiono mani, sembrano scappati da una galleria espressionista.

Wolf Erlbruch, mostra Passages, Salon du Livre de Montreuil 2014

Una madre partorisce un bambino nell’acqua del mare, in una bellissima tavola di Quentin Blake. Non è sempre nel mare che si partorisce la vita?


Quentin Blake alla mostra Passages, Salone di Montreuil 2014

Mi viene da pensare, ciondolando nei corridoi della mostra, che mi piace che l’arte dell’illustrazione resti un’arte minore. La leggerezza delle sue immagini, la discrezione di molti dei suoi autori che si definiscono artigiani e non artisti, l’essenzialità dei suoi testi, che molti confondono con superficialità e che è invece l’incarnazione perfetta della modernità cantata da Calvino nelle sue Lezioni Americane: tutto nei libri per bambini mi ricorda gli abiti stracci di quei valorosi guerrieri o regine che nessuno riconosce, se non alla fine della fiaba.
Se da una parte spero che il libro illustrato resti un prodotto creativo, espressivo, profondo, libero di investigare tutti gli aspetti della nostra società e del nostro sentire, dall’altra, mi chiedo se non è meglio che resti un’arte minore: lontana dai riflettori di una cultura che sempre di più sta diventando semplice prodotto di marketing, rumore, strumentalizzazione politica.

Blexbolex alla mostra Passages, Salone di Montreuil 2014

7 Risposte per “L’illustrazione per ragazzi: arte o morale? Dibattiti e proteste al Salone di Montreuil 2014”

  1. 1 AlmaCattleya
    9 dicembre, 2014 at 16:43

    Eh. La tua ultima domanda ci sta. Eppure continuo a pensare che l’illustrazione sia un’arte molto più antica.
    Il rapporto con le immagini, ancora prima di quello con le parole…
    E’ un po’ come quando da bambini non si riesce molto bene a spiegarsi e le parole ancora non riescono a venire. Io desidero conservare ancora il mio rapporto con le immagini (ricordo ancora la commozione quando lessi nel tuo primo resoconto come giurata alla Fiera dell’Illustrazione che avresti protetto le immagini) conservando anche quella pazza leggerezza dell’infanzia.
    P.S.: Sarai stata pur commossa vedendo la tua Valentina crescere sempre di più e vederla alla mostra :D

  2. 2 mariachiara
    9 dicembre, 2014 at 19:14

    Sono pienamente d’accordo con te sul fatto di lasciare l’illustrazione tranquilla.
    Adesso però vado a dare qualche testata al muro, non posso pensare di aver perso una mostra del genere.ARGHHH

  3. 3 Anna Castagnoli
    9 dicembre, 2014 at 19:38

    Sulla pagina Facebook delle Figuredelibri avevo postato in diretta molte altre foto della mostra, era davvero bella.
    https://www.facebook.com/LeFigureDeiLibri

  4. 4 Beatrice Alemagna
    10 dicembre, 2014 at 9:49

    Anna cara, permettimi una precisazione importantissima: le edizioni Autrement non hanno affatto chiuso. Sono state annesse al gruppo Madrigall (ovvero Gallimard+Flammarion+ Catserman) e, continueranno a vivere. Quello che reclamano gli autori facenti parte da sempre di questa casa editrice (tra cui io, che senza false modestie e con una punta di orgoglio, l’ho comunque creata insieme a Sandrine Mini) è che i libri siano concretamente “vivi” e non vengano invece messi nel dimenticatoio perché sostenuti da un marchio non “attivo”. Gallimard assicura che farà il massimo. Entro gennaio dovremmo avere delle notizie più precise rispetto a nostro ogni singolo titolo.

  5. 5 Anna Castagnoli
    10 dicembre, 2014 at 11:35

    Beatrice cara, grazie per la precisazione. Se hai ancora due minuti ti ringrazio, perché non mi è del tutto chiaro. La notizia che Autrement sia stata annessa a un grosso gruppo editoriale non è nuova, e tutti gli articoli parlano di chiusura: non ci saranno più titoli nuovi a partire da febbraio 2015.
    (Ricochet: Fermeture d’Autrement Jeunesse).
    Se ho capito bene, Autrement continua a esistere con il catalogo attuale, ma non farà nuovi titoli. Quello che voi autori chiedete è che i titoli attuali vengano appoggiati, promossi, ristampati e che non vadano semplicemente spegnendosi a poco a poco per esaurimento fondi di magazzino. È così?
    O chiedete anche che continui a produrre titoli nuovi con un suo specifico direttore editoriale?
    Cosa intendi per ‘marchio attivo’?
    Grazie

  6. 6 Beatrice Alemagna
    10 dicembre, 2014 at 13:27

    Anna la notizia dell’annessione è piuttosto recente, prima erano voci di corridoio. La conferma è arrivata poche settimane fa. Quello che chiediamo è diverso per ognuno, alcuni rivendicano il diritto di recuperare i propri diritti d’autore per portare i progetti altrove, altri vogliono semplicemente che i libri non si spengano e restino in luce, pur sotto il marchio Autrement. Il blocco di nuove pubblicazioni non significa in effetti che una casa chiuda, ma solo che non pubblicherà nuovi titoli. Non chiediamo che continuino la ‘creazione’ Autrement con nuove pubblicazioni. Non possiamo pretendere questo, purtroppo. Resta da sapere cosa ne sarà appunto dei titoli sotto il marchio Autrement. Chiediamo rispetto per il lavoro fatto, rispetto per la vita dei nostri libri. Per quanto mi riguarda, tra i più importanti che ho fatto ( Lion à Paris, Jo singe garçon, Mon amour, La gigantesque petite chose, Histoire courte d’une goutte, ecc).

  7. 7 Anna Castagnoli
    10 dicembre, 2014 at 13:29

    La discussione è seguita sulla pagina facebook delle figure dei libri, qui:
    https://www.facebook.com/LeFigureDeiLibri