Eva Montanari: il posto dove tutto è possibile.

29 Maggio, 2013

Eva Montanari, insieme a Miguel Tanco, terranno un corso di illustrazione a Sàrmede (TV) nella mia stessa settimana, dal 24 al 29 giugno (info sui loro corsi qui). Ho chiesto a entrambi di raccontarci qualcosa sul loro corso.

Eva Montanari

IL POSTO DOVE TUTTO E’ POSSIBILE
di Eva Montanari

Quando Anna mi ha chiesto se volevo scrivere un post sul corso che terrò a Sarmede dal 24 al 29 giugno ho cominciato a pensare, ed essendo provvista di  un incomparabile deficit di senso pratico, il mio pensiero, anziché proiettarsi in avanti esercitandosi nell’elaborata descrizione della metodologia didattica, ha fatto due, tre, sette balzelli all’indietro fino al 2006, momento in cui avevo deciso che avrei tentato d’insegnare.

Ho ripensato a quando, cercando di spiegare e dare una struttura a quello che fino a quel momento era stato il mio approccio all’illustrazione, mi sono ritrovata a fare senza fare in prima persona, sono stata coinvolta in progetti che avevo solo solleticato in partenza, a cui avevo sussurrato qualche consiglio all’orecchio per poi lasciarli veleggiare in mare aperto; insomma, si è rivelata un’avventura!

E delle vere avventure sono state le esperienze d’insegnamento che si sono susseguite negli anni, sia per i luoghi (Libano, Brasile, Venezuela, Budapest  e anche Riccione, quindici minuti da casa mia ) sia per le persone che, esuberanti o silenziose e restìe i primi giorni, mi hanno più tardi rivelato i loro mondi.

Qualche tempo fa, leggendo il post di Anna sull’importanza dei gruppi mi sono trovata a fare istintivamente sìsì con la testa, riflettendo su quanto spesso nella pratica quotidiana del disegno, nei nostri studi, desideriamo qualcuno che ci scuota le idee e le risvegli sul foglio, qualcuno che ci stia concentrato al fianco, immerso nel suo silenzio fertile che farà crescere fiori anche nel nostro giardino. Mi è sembrato a volte  che la concentrazione moltiplicata per un buon numero d’individui ci avvicini al “posto in cui tutto è possibile”, il posto in cui un’idea si trasforma acquistando una forma, che per me è sempre stato quello del libro illustrato.

Così, di solito, propongo al gruppo di individui che si presentano il primo giorno di corso con una grande valigia di fiducia, idee e speranze chiuse a doppia mandata, qualcosa che avrei tanta voglia di fare anch’io se fossi lì con la mia valigetta: disegno dal vero di oggetti e figure umane, copia e rielaborazione di inquadrature di film, letture da interpretare, giochi con  parole o immagini. A volte faccio anche il mimo.

Quello che mi interessa è che i partecipanti attraverso i primi segni riescano a raccontare qualcosa di personale, da rielaborare in una fase successiva con una modalità progettuale. In questa prima fase io mi aggiro fra loro trepidante e silenziosa, mentre le matite inventano, giocano e a volte s’impuntano senza riuscire ad andare avanti. Dico di non preoccuparsi del bel disegno, che il comevieneviene in questa fase  in cui si riempiono fogli è sempre quello che viene meglio.

Poi li stendiamo tutti davanti a noi, questi fogli pieni di figure, li osserviamo. Qualcuno del gruppo suggerisce, qualcun altro fa scoccare una scintilla che si accende, un’altra scintilla si sposta col vento: se fosse così si trasformerebbe in cosà ma se invece fosse colà …

Ci si rimette al lavoro immergendosi nuovamente nella concentrazione e all’improvviso da quella matita bloccata è sbocciata una sorpresa, non se l’aspettava nessuno, eh?
Ovviamente si parla anche di composizione, ritmo, inquadratura, impaginazione, rapporto testo immagine e di come si può fare questo e quello e si fanno sperimentazioni tecniche anche se devo dire che la parte che mi appassiona di più è proprio quella della narrazione. In fondo tutta questa ricerca non ci serve per raccontare qualcosa che non riusciremmo ad esprimere in altro modo?
Ripenso a tutte le storie sbocciate in questi anni.

Qui sotto i primissi schizzi di Sara Gavioli (2007)

Ripenso anche a Livia Marini, restauratrice, che è arrivata timorosa , scevra d’informazioni sull’illustrazione e animata dalla voglia di conoscere. I suoi primi disegni erano ben fatti e insicuri, timidi senza averne l’aria.
Livia mi ha raccontato tante cose del suo lavoro difficile e affascinante e mi ha mostrato le foto di un affresco in un palazzo romano, prima che venisse rimosso per svelare qualcosa di più antico.

Ma come rimosso?… quelle scimmie grottesche nessuno le vedrà più?
Eccole riapparire qui sotto, nei disegni di Livia.


Mi rammarico di non poter mettere altri progetti. Però se la mia mente si mette a fare due, tre, sette balzelli all’indietro mischiandosi a scimmie, orsi, paperi che vanno in vacanza in mare e in montagna, mi riempio di entusiasmo e vorrei ringraziare tutti quelli che durante questi anni hanno girato la chiave e lasciato che uscissero le idee, a quelli che mi hanno permesso d’incoraggiarli e di soffiare almeno un po’ sulle loro vele.

Per info e iscrizioni QUI
o scrivete una mail a info@sarmedemostra.it
Il corso di Sàrmede è rivolto a chi si avvicina in punta di piedi al mondo dell’illustrazione, a chi ha voglia di inventare personaggi, capire come inserirli in una composizione, farli muovere al ritmo con cui sfogliano le pagine di un libro. Si partirà dal disegno dal vero per arrivare ad una personale sintesi, si esploreranno tecniche miste.

4 Risposte per “Eva Montanari: il posto dove tutto è possibile.”

  1. 1 Andrea
    29 Maggio, 2013 at 9:33

    Ho fatto nel “lontano” 2006 (credo) uno dei corsi di Eva in quel di Macerata.
    Ancora oggi ricordo quanto è stato bello e stimolante quel corso, come con alcuni dei partecipanti ho ancora dei contatti e sopratutto come sia nato il mio ranocchio da un casco di un astronauta.
    Quella settimana è stata rivelatrice per me come persona che come illustratore.
    Siete alle prime armi? dovete farlo! Siete dei veterani? beh, dovete farlo!
    Non potevo non far della pubblicità! ;)

  2. 2 Valentina
    29 Maggio, 2013 at 19:17

    Anch’io sono stata a Macerata ad uno dei primi corsi di Eva, decisamente una bella esperienza: ho imparato molto, mi sono divertita, ho conosciuto una delle mie piu’ care amiche, sono tornata a casa proprio soddisfatta. Non è detto che una brava illustratrice, quale è Eva, sia per forza anche una brava insegnante; invece lei lo è veramente. Non insegna il “suo” metodo ma aiuta a trovare il proprio, senza supponenza. Il mio uomo-molla non è mai uscito dal cassetto ma ti assicuro cara Eva che si è sentito molto importante lo stesso!

  3. 3 claudia
    6 Giugno, 2013 at 16:55

    ciao Anna, ma ci sarà anche un post su Miguel Tanco e il suo corso quindi? Mi interessava saperne di più.

  4. 4 Anna Castagnoli
    6 Giugno, 2013 at 16:57

    Claudia sì, esce domani mattina!