IL “GRAPHIC-NOVELIST” ACCIDENTALE di Shaun Tan – Parte 2

7 marzo, 2012

 IL GRAPHIC-NOVELIST ACCIDENTALE
di
Shaun Tan

Articolo pubblicato sul numero 49 della rivista Bookbird (Ibby) nell’ottobre 2011
(SECONDA PARTE)

Traduzione di Federica Viti


The red tree, Shaun tan

(Trovate qui la prima parte di questo saggio).

Una voce per i senza voce

Ho detto che questa vivacità (N.d.r: nella prima parte: “Questo è qualcosa che quasi definisce la graphic novel: un esperimento vivace (playfulness), anche irriverente quando giunge a un equilibrio di forme e stile.”) ha qualcosa a che fare con un semplice dilemma: come raccontare storie su soggetti silenziosi. Intanto, noto che sia le mie pictures stories, e quelle degli altri graphic novelist, spesso parlano di personaggi che hanno difficoltà ad esprimere loro stessi, dai giovani “tribolati” di minoranze perseguitate, a quelli che soffrono per problemi emotivi, intellettuali o spirituali. Ho bisogno di dare soltanto un’occhiata alla mia libreria per trovare molti esempi. In Blankets, Craig Thompson esamina le restrizioni della sua rigida educazione tradizionale: il divieto di leggere molto da bambino. Persepolis della Satrapi esplora le repressioni della libertà in Iran, Pyongyang di Guy Delisle e Palestine di Joe Sacco usano disegni stilizzati per raccontare le vite di persone che vivono nascoste o oppresse,  per proteggere le loro identità.

Skim, Mariko e Jilliam Tomaki

Skim di Mariko e Jilliam Tomaki e American Born Chinese di Gene Luen Yang offrono dettagli molto intimi sulle vite di adolescenti che si  delineano come outsiders per ragioni di sessualità o razza. Stitches di David Small è particolarmente centrato tra silenzio letterario e senso metafisico. A volte l’autore disegna se stesso intrappolato nella sua stessa bocca chiusa, e segue la rimozione chirurgica delle corde vocali – è il più profondo trauma di crescere in una famiglia anaffettiva.

Stitches, di David Small

 


The red tree, Shaun Tan

L’immaginario di Smell mi ricorda il mio disegno introduttivo di The Red Tree, dove una ragazza cerca di parlare con un megafono ma le sue parole crollano in confuse o indecifrabili lettere; illustrare un aspetto della depressione, una perdita di volontà o la capacità di articolare sentimenti: “questo è il luogo senza parole”. Ci sono poi temi che sembrano muti in un altro modo, dovuto all’orrore e alla violenza come Waltz With Bashir, una storia della guerra libanese di Ari Folman e David Polonsky, o dovuta a segeti familiari come in Fun Home di Alison Bechdel, La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick (dove l’idea della silent story è il tema chiave) e la meravigliosa divertente e triste My Mommy di Jean Regnaud e Émile Bravo, su una verità rimossa. In ultimo dobbiamo ricordare che molte idee e sentimenti restano taciuti, ma che occasionalmente si mostrano in altri modi, e questo è sempre una rivelazione rinnovata. È ciò che guida così molti di noi a leggere, scrivere, e disegnare, spesso senza sapere perché.

La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick

Mentre molti di questi esempi possono sembrare tristi (forse riflettono il mio umore personale come nessun’altra cosa), è interessante anche notare il gioco bilanciato di humor e seriosità che compare in così tanti affermati graphic novelist. Sembra andare mano nella mano con un forte interesse per l’ironia, qualcosa che emerge naturalmente dalla discrepanza tra immagine e parola nel medium del comic stesso. Spesso i personaggi possono dire una cosa mentre l’immagine mostra il suo vero sentimento o pensano qualcosa di completamente diverso, o il punto di vista del lettore è contemporaneamente diviso in un modo che stimola molto la riflessione, oppure lasciato completamente indefinito. Questo si potrebbe interpretare come un cenno d’avvertimento dell’artista al lettore: non credere sempre a ciò che si vede o legge – almeno, non prenderlo alla lettera. Anche la rappresentazione più veritiera ha un elemento di congiuntura fittizia, in quanto è la natura stessa del disegno che lo vuole.

L’uso della scrittura a mano (un altro elemento persistente nei graphic novel, anche quando è facilmente disponibile un typesetting digitale) sottolinea costantemente questa idea, come anche il frequente impegno di ricordi autobiografi in cui lo scrittore disegna letteralmente le sue opinioni nella storia (questo in quasi tutti i comics citati sopra). Suggerisco che questo abbia qualcosa a che fare con il problema della fallibilità del linguaggio scritto e con l’invitare il lettore ad interpretare creativamente quello che vede. I migliori autori di graphic novels sono molto autoriflessivi, si confessano tanto sulle proprie abilità quanto sui loro soggetti.

L’approdo, Shaun Tan

Mi piace pensare che The Arrival (L’approdo) si trovi a suo agio in questa giocosa esplorazione del linguaggio visuale e l’esame di un argomento/soggetto senza voce, seguendo il viaggio di un immigrato illetterato (che causalmente è modellato sul mio aspetto). È un tema che chiede un approccio inusuale e alternativo, dato che i nuovi immigrati sono così spesso rappresentati nei media, specialmente qui in Australia, come qualcosa di anonimo e sono spesso de-umanizzati nei denigratori dibattiti politici. Mi sono chiesto se lo stesso anonimato potesse essere usato positivamente per generare empatia piuttosto che pregiudizio, dal semplice narrare nel singolo dettaglio la vita di un migrante e permettere al lettore di vedere le cose dalla prospettiva personale e generale allo stesso tempo, di camminare in scarpe sconosciute, e, più importante, evitare un dato linguaggio convenzionale per permettere un’interpretazione davvero aperta. Solo un calmo scorrere di immagini prive di commenti, pregiudizi o ideologia (political noise), come un albero, una nuvola o un’ombra. E’ disegno e basta.

Continua…

L’approdo
Shaun Tan
Un lungo emozionante graphic novel sul tema dell’emigrazione
18,70 euro
The red tree
Shaun tan
Una sequenza di immagini surreali
8,36 euro

 

Luca ci dice nei “commenti” che il graphic novel L’albero rosso, in Italia, lo si trova  in appendice al libro Oggetti Smarriti, che potete ordinare qui:

Oggetti smarriti (+ Lalbero rosso)
Sahun Tan
Due capolavori di Shaun Tan
15,30 Euro

4 Risposte per “IL “GRAPHIC-NOVELIST” ACCIDENTALE di Shaun Tan – Parte 2”

  1. 1 Luca
    7 marzo, 2012 at 12:06

    “L’albero rosso” è inserito in appendice all’edizione italiana (per i tipi di Elliot) di “Oggetti smarriti”!

  2. 2 Anna Castagnoli
    7 marzo, 2012 at 12:11

    Grazie Luca!! Aggiorno per comunicare il tuo commento

  3. 3 Luca
    7 marzo, 2012 at 12:37

    Prego, è il mio mestiere! :-)

  4. 4 Loredana
    7 marzo, 2012 at 17:43

    Grazie per questi bellissimi post! Segnalo che “My Mommy” di Jean Regnaud e Émile Bravo si trova anche in italiano, per Bao Publishing, con il titolo “Mia mamma è in America, ha incontrato Bufalo Bill”.