MACERATA E LA FABBRICA DELLE FAVOLE: un senso, una storia. Di E. Sarti (parte I)

23 Gennaio, 2012

Qualche tempo fa avevo chiesto a Monica Monachesi di farci entrare dietro le quinte della Mostra internazionale di illustrazione di Sarmede (qui e qui), ora entriamo dietro le quinte dell’altro grande polo dell’illustrazione italiana: l’associazione fabbricadelleFavole di  Macerata. Ce ne parla Eleonora Sarti, presidente dell’associazione.

ELEONORA SARTI:
Sono nata ad Ascoli Piceno (nelle Marche) nel 1968, ma ci son rimasta pochissimo, solo il primo mese di vita, perché poi la mia famiglia ha cominciato a viaggiare su e giù per l’Italia, a causa del lavoro di mio padre. Sono stata a lungo figlia unica e questo mi ha portato ad “affratellarmi” con i libri molto presto: il primo libro di cui ho memoria è I Pattini d’argento, il secondo una straordinaria edizione illustrata de I Viaggi di Gulliver, che purtroppo si è perso nei meandri della cantina dei miei genitori.

I libri mi hanno sempre permesso di creare uno spazio tutto mio, ovunque mi trovassi, rendendomi più facile sopportare tutti i “traslochi familiari obbligati”; poi, finalmente, quando stavo quasi per terminare il liceo, i miei decisero di ritornare nelle Marche e al momento di intraprendere gli studi universitari, quasi per caso, sono arrivata a Macerata, dove vivo ancora oggi.

Macerata, città dal fascino accogliente, ha significato molto per me: innanzitutto la prima vera possibilità di mettere radici, poi l’opportunità di avere una vita tutta mia e di stabilire delle relazioni che durano ancora oggi. Tra le tante persone che ho conosciuto negli anni dell’Università e con le quali sono nati bei rapporti d’amicizia, c’è anche Mauro Evangelista, allora giovane illustratore e un vero vulcano di idee.

 

Macerata, Piazza della Libertà, Loggia dei Mercanti       

Mi entusiasmava la sua carica intraprendente e ricordo ancora perfettamente la prima edizione della Mostra Internazionale d’Illustrazione LIBRIAMOCI (1994), che vide la partecipazione di importanti figure del settore come Walter Fochesato e Montocchi e che aprì un mondo assolutamente nuovo a tutta la città, dando anche il via a tutti progetti sviluppati successivamente da fabbricadelleFavole, realtà nata ufficialmente nel 2001.

All’inizio la mostra era una collettiva dedicata a giovani illustratori emergenti, ma nel 2003 (dopo ben 10 edizioni) divenne una retrospettiva, dedicata ogni anno a un grande maestro dell’illustrazione internazionale, da qui mostre importanti come quella dedicata a Emanuele Luzzati (2003) o a Jozef Wilkon (2004) con la collaborazione di Monica Monachesi,

Jozef Wilkon e la sua opera

o ancora quelle dedicate a Dusan Kallay e Kamila Stanclova (2005),

  Il compleanno dell’Infanta, illustrato da Dusan Kallay, immagine del manifesto di LIBRIAMOCI 2005.

O ancora a Carll Cneut (2006), AnnaLaura Cantone (2007),

Invito Mostra LIBRIAMOCI 2006, immagine di Carll Cneut

a Mauro Evangelista (2008),

Immagine del manifesto LIBRIAMOCI 2008, dedicata a Mauro Evangelista

a Nicoletta Ceccoli (2009),

Javier Zabala (2010) e a Pia Valentinis (2011)

All’inizio LIBRIAMOCI significava non solo l’appuntamento invernale con la mostra, sotto l’egida del Comune di Macerata, ma anche un appuntamento estivo con 2/3 corsi di illustrazione, realizzati generalmente nel mese di luglio con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti. Grazie a questi corsi estivi, importanti illustratori come Carll Cneut, Francesca Ghermandi, Javier Zabala, AnnaLaura Cantone, Francesca Chessa hanno iniziato a frequentare regolarmente Macerata e con loro sono nati splendidi rapporti.

Nel frattempo io seguivo tutto questo come appassionata spettatrice e amica dell’organizzatore (Mauro, naturalmente), impegnata a fare carriera nel mondo della moda e ignara che nel 2007, davanti ad un caffè, proprio il mio amico Mauro, mi avrebbe proposto di rivoluzionare la mia vita. Quel pomeriggio di febbraio mi stavo godendo delle meritate ferie dopo un lungo e faticoso viaggio in estremo oriente e Mauro mi telefonò per vederci per un caffè; ci incontrammo e il caffè si protrasse quasi fino all’ora del tè e rimasi molto colpita dalla gran quantità di idee e progetti di cui mi parlò Mauro, ma letteralmente trasecolai quando mi propose di unirmi a lui, occupandomi di organizzazione e gestione, come presidente dell’associazione.

Ci pensai alcuni mesi, poi, con entusiasmo ed incoscienza, accettai.
Da quel momento abbiamo iniziato a lavorare al progettoARS IN FABULA.

Segue….

2 Risposte per “MACERATA E LA FABBRICA DELLE FAVOLE: un senso, una storia. Di E. Sarti (parte I)”

  1. 1 Toni Demuro
    24 Gennaio, 2012 at 11:54

    Un post perfetto!!!

  2. 2 Gianfranco Bonadies
    26 Gennaio, 2012 at 22:33

    Grande Sito, post interessantissimi. Sei diventata, per me, un punto di riferimento nel web per informazioni sul mondo dell’illustrazione e come muoversi in esso. Grazie :)