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	<title>Commenti a: Intervista a Babalibri: identità di un editore</title>
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	<description>dentro intorno a margine a capo del libro illustrato</description>
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		<title>Di: Anna Castagnoli</title>
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		<dc:creator>Anna Castagnoli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 May 2010 21:20:29 +0000</pubDate>
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		<description>Sono contenta di sapere che queste interviste vi piacciono! Visto che le scorse interviste-editori non avevano ricevuto nessun commento (o pochi) non capivo bene se vi interessavano o no. Ve ne ho pubblicata un&#039;altra che avevo nel cassetto da qualche giorno. E&#039; un confronto davvero stimolante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono contenta di sapere che queste interviste vi piacciono! Visto che le scorse interviste-editori non avevano ricevuto nessun commento (o pochi) non capivo bene se vi interessavano o no. Ve ne ho pubblicata un&#8217;altra che avevo nel cassetto da qualche giorno. E&#8217; un confronto davvero stimolante.</p>
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		<title>Di: daniela tordi</title>
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		<dc:creator>daniela tordi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 13:24:25 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie molte Paolo, era da tempo che volevo capire se, appunto, la mia impressione avesse un fondamento...   D&#039;altro canto, di mio sarei portata senz&#039;altro a preferire una politica d&#039;incentivo e di sostegno ad un atteggiamento  di tipo protezionistico, che talvolta ho colto qua e là negli stand degli editori del nord-europa (comunque, la mia valutazione a spanne, mi dice che se andassimo a misurare il rapporto trai libri prodotti e quelli acquistati dagli editori francesi e spagnoli... lo scarto a favore dei primi sarebbe di un certo rilievo e passeremmo - almeno - dal nostro 50%-50% ad un 60%-40%!).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie molte Paolo, era da tempo che volevo capire se, appunto, la mia impressione avesse un fondamento&#8230;   D&#8217;altro canto, di mio sarei portata senz&#8217;altro a preferire una politica d&#8217;incentivo e di sostegno ad un atteggiamento  di tipo protezionistico, che talvolta ho colto qua e là negli stand degli editori del nord-europa (comunque, la mia valutazione a spanne, mi dice che se andassimo a misurare il rapporto trai libri prodotti e quelli acquistati dagli editori francesi e spagnoli&#8230; lo scarto a favore dei primi sarebbe di un certo rilievo e passeremmo &#8211; almeno &#8211; dal nostro 50%-50% ad un 60%-40%!).</p>
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		<title>Di: Paolo</title>
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		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 12:29:29 +0000</pubDate>
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		<description>Daniela,
il dato complessivo, relativo al 2008, e alla sola editoria per ragazzi è:
2204 novità pubblicate
1132 titoli importati.

Dati più completi, disaggregati e in serie storica, sono reperibili in istat.it (statistiche sulla produzione editoriale) e sulla rivista Liber (Rapporto annuale)

Se escludiamo la Gran Bretagna, che è quasi esclusivamente esportatore di diritti (98% della produzione è nazionale e, in proposito, due anni fa c&#039;è stata un&#039;ondata di convegni sulle ragioni  e i problemi di questa insularità) altrove le percentuali non sono molto diverse, anche se più contenute.

La controtendenza dell&#039;Italia, non mi pare sia avvertibile: anzi, in tutti i paesi sta aumentando l&#039;interscambio di diritti, e in Italia il rapporto creazione/importazione tende a essere piuttosto stabile, intorno al 50%, da almeno dieci anni.

È semmai da sottolineare come l&#039;editoria per ragazzi italiana, in tutte le sue forme (dal &quot;Cipollino&quot; di Rodari che supera il mezzo milione di copie in Russia a &quot;Geronimo Stilton&quot; che fa numeri impressionanti in Cina, giù giù fino noi piccolissimi editori di albi illustrati) abbia cominciato recentemente, ma con determinazione e successo, a esportare i propri prodotti.

Insomma, se dico &quot;made in Italy&quot; mi viene l&#039;orticaria, ma è indubbio che esista un fenomeno &quot;creazioni italiane&quot; e che sia fra i più interessanti nel panorama europeo di questi anni.

La vera differenza, semmai, è che in Francia e in Germania il &quot;prodotto nazionale&quot; è più tutelato e sostenuto. Per esempio, nessun libro di creazione italiana, anche se pubblicato in Francia, vincerà mai un premio francese. Semplicemente, i premi francesi li vincono i libri originariamente pubblicati in Francia.
Questo tipo di attenzione, in Italia, ancora non c&#039;è.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Daniela,<br />
il dato complessivo, relativo al 2008, e alla sola editoria per ragazzi è:<br />
2204 novità pubblicate<br />
1132 titoli importati.</p>
<p>Dati più completi, disaggregati e in serie storica, sono reperibili in istat.it (statistiche sulla produzione editoriale) e sulla rivista Liber (Rapporto annuale)</p>
<p>Se escludiamo la Gran Bretagna, che è quasi esclusivamente esportatore di diritti (98% della produzione è nazionale e, in proposito, due anni fa c&#8217;è stata un&#8217;ondata di convegni sulle ragioni  e i problemi di questa insularità) altrove le percentuali non sono molto diverse, anche se più contenute.</p>
<p>La controtendenza dell&#8217;Italia, non mi pare sia avvertibile: anzi, in tutti i paesi sta aumentando l&#8217;interscambio di diritti, e in Italia il rapporto creazione/importazione tende a essere piuttosto stabile, intorno al 50%, da almeno dieci anni.</p>
<p>È semmai da sottolineare come l&#8217;editoria per ragazzi italiana, in tutte le sue forme (dal &#8220;Cipollino&#8221; di Rodari che supera il mezzo milione di copie in Russia a &#8220;Geronimo Stilton&#8221; che fa numeri impressionanti in Cina, giù giù fino noi piccolissimi editori di albi illustrati) abbia cominciato recentemente, ma con determinazione e successo, a esportare i propri prodotti.</p>
<p>Insomma, se dico &#8220;made in Italy&#8221; mi viene l&#8217;orticaria, ma è indubbio che esista un fenomeno &#8220;creazioni italiane&#8221; e che sia fra i più interessanti nel panorama europeo di questi anni.</p>
<p>La vera differenza, semmai, è che in Francia e in Germania il &#8220;prodotto nazionale&#8221; è più tutelato e sostenuto. Per esempio, nessun libro di creazione italiana, anche se pubblicato in Francia, vincerà mai un premio francese. Semplicemente, i premi francesi li vincono i libri originariamente pubblicati in Francia.<br />
Questo tipo di attenzione, in Italia, ancora non c&#8217;è.</p>
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		<title>Di: daniela tordi</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2010/05/10/intervista-a-babalibri-identita-di-un-editore/comment-page-1/#comment-7875</link>
		<dc:creator>daniela tordi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:41:58 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Anna, una considerazione/domanda:
è una mia impressione o, in generale, gli editori italiani si muovono in contro-tendenza rispetto ai loro omologhi francesi, spagnoli, tedeschi, etc., nel dedicare la fetta prevalente della loro produzione a libri di cui acquistano i diritti (o, ma è l&#039;ipotesi meno frequente, di cui sono co-editori)? E&#039; mai stata fatta una statistica comparata per settore, in questo senso? A colpo d&#039;occhio, mi sembrerebbe evidente che i cataloghi delle principali editrici dei paesi limitrofi siano fortemente centrati sulla produzione &quot;autoctona&quot;, molto diversamente da qui...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Anna, una considerazione/domanda:<br />
è una mia impressione o, in generale, gli editori italiani si muovono in contro-tendenza rispetto ai loro omologhi francesi, spagnoli, tedeschi, etc., nel dedicare la fetta prevalente della loro produzione a libri di cui acquistano i diritti (o, ma è l&#8217;ipotesi meno frequente, di cui sono co-editori)? E&#8217; mai stata fatta una statistica comparata per settore, in questo senso? A colpo d&#8217;occhio, mi sembrerebbe evidente che i cataloghi delle principali editrici dei paesi limitrofi siano fortemente centrati sulla produzione &#8220;autoctona&#8221;, molto diversamente da qui&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: centostorie</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2010/05/10/intervista-a-babalibri-identita-di-un-editore/comment-page-1/#comment-7871</link>
		<dc:creator>centostorie</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 22:37:06 +0000</pubDate>
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		<description>Urca, che piacevole scoperta questo blog! Bellissimo! Mi associo a Irene: queste interviste agli editori sono veramente molto interessanti. Ti cito subito sul mio blog.
A presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Urca, che piacevole scoperta questo blog! Bellissimo! Mi associo a Irene: queste interviste agli editori sono veramente molto interessanti. Ti cito subito sul mio blog.<br />
A presto</p>
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	<item>
		<title>Di: irene</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2010/05/10/intervista-a-babalibri-identita-di-un-editore/comment-page-1/#comment-7868</link>
		<dc:creator>irene</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 11:58:22 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Anna, trovo che questi tuoi post sugli editori siano tra i più interessanti di questo blog. Condivido la selezione, ammiro lo spirito e scopro sorprendenti umanità. Brava!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Anna, trovo che questi tuoi post sugli editori siano tra i più interessanti di questo blog. Condivido la selezione, ammiro lo spirito e scopro sorprendenti umanità. Brava!</p>
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