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	<title>Commenti a: Orecchio Acerbo: un calcolo di economia del libro</title>
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	<description>dentro intorno a margine a capo del libro illustrato</description>
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		<title>Di: carlo</title>
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		<dc:creator>carlo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 17:20:56 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con Ilaria.
In particolare ammiro i Topipittori per la grande disponibilità, la competenza e la passione che dimostrano intervenendo su questi temi. Grazie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Ilaria.<br />
In particolare ammiro i Topipittori per la grande disponibilità, la competenza e la passione che dimostrano intervenendo su questi temi. Grazie!</p>
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		<title>Di: ilaria</title>
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		<dc:creator>ilaria</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 17:00:05 +0000</pubDate>
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		<description>oddio che gnucca!
ovviamente era &quot;approdati&quot;!!(.. nel senso di capitati qui..)
approvati suona proprio male.. scusate.. anche perchè da parte mia altro.. che tollerati.. dove lo si trova un altro posto in cui ci si può confrontare con tutte le professioni che girano intorno al libro!!
comunque mi scuso per la figuraccia soprattutto perchè, ripeto che barba, approvati suona malissimo!!!!
grazie paolo della risposta!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>oddio che gnucca!<br />
ovviamente era &#8220;approdati&#8221;!!(.. nel senso di capitati qui..)<br />
approvati suona proprio male.. scusate.. anche perchè da parte mia altro.. che tollerati.. dove lo si trova un altro posto in cui ci si può confrontare con tutte le professioni che girano intorno al libro!!<br />
comunque mi scuso per la figuraccia soprattutto perchè, ripeto che barba, approvati suona malissimo!!!!<br />
grazie paolo della risposta!</p>
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		<title>Di: Paolo</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2009/08/04/orecchio-acerbo-un-calcolo-di-economia-del-libro/comment-page-1/#comment-4741</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 16:50:12 +0000</pubDate>
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		<description>Chiamato in causa, intervengo.

1) In Italia esistono circa 2000 librerie. La nostra tiratura media è di 2000 copie. Va da sé che non tutte le librerie hanno i nostri libri perché non avrebbe senso disperdere la tiratura in mille rivoli.

2) Per nostra precisa istruzione al distributore, e per una stringente logica economica, i nostri libri sono presenti prevalentemente nelle librerie specializzate e in quelle che hanno un reparto ragazzi gestito con un minimo di attenzione e cura. Questo esclude, naturalmente, quelle librerie, per quanto grandi, trascurano il reparto ragazzi e offrono ciò che di più facile e massificato è a disposizione. 

2.1) Per facilitare la vita ai potenziali acquirenti, noi, e quasi tutti gli altri piccoli editori, indichiamo nel sito un elenco di librerie presso le quali si possono trovare (o ordinare) i nostri titoli, sicuri di trovarli.

2.2) Non vendiamo direttamente online, per ora. Ma non è detto che in futuro...

3) La struttura di distribuzione ha le sue responsabilità, ma preferirei che ne parlasse un distributore.

4) Mi piacerebbe che un libraio che frequenta il blog (non faccio nomi...) ci parlasse del problema della professionalità e della formazione dei librai, della catena di comando nelle librerie, delle determinanti delle scelte di assortimento.  E che Plumers pubblicasse le promesse lezioni sulle librerie.

5) Il problema della conoscenza dell&#039;offerta del mercato potrà esser superato solo se e quando la stampa, la radio e la televisione cominceranno a parlare di bambini e di libri per bambini. Questo accade già in altri paesi: provate a seguire per qualche settimana le rubriche dedicate alla letteratura per ragazzi del Guardian o del New York Times.

6) Non dimentichiamo che anche i genitori (nonni, adulti in genere) hanno delle gravi responsabilità

Ciò detto, i nostri libri non hanno alcuna pretesa di universalità. Siamo consapevoli di operare in una nicchia di mercato e lavoriamo per ampliarla. E, a furia di lavorare, sicuramente qualche volta sbagliamo qualcosa. I progressi sono inevitabilmente lenti, ma non così lenti con sembrano, visti da fuori. 

Comunque, contesto l&#039;affermazione di Carlo secondo la quale i nostri libri sono destinati a essere conosciuti solo dagli addetti ai lavori. Ai bambini sono destinati e nelle mani dei bambini finiscono. Il mercato degli addetti ai lavori è di poche centinaia di copie e se ci fosse solo quello saremmo già morti e sepolti.

Adesso basta perché ho scritto già troppo.

Sinite parvulos

post scriptum @ Ilaria: è proprio sicura che siamo &quot;approvati&quot;? secondo me, siamo solo tollerati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiamato in causa, intervengo.</p>
<p>1) In Italia esistono circa 2000 librerie. La nostra tiratura media è di 2000 copie. Va da sé che non tutte le librerie hanno i nostri libri perché non avrebbe senso disperdere la tiratura in mille rivoli.</p>
<p>2) Per nostra precisa istruzione al distributore, e per una stringente logica economica, i nostri libri sono presenti prevalentemente nelle librerie specializzate e in quelle che hanno un reparto ragazzi gestito con un minimo di attenzione e cura. Questo esclude, naturalmente, quelle librerie, per quanto grandi, trascurano il reparto ragazzi e offrono ciò che di più facile e massificato è a disposizione. </p>
<p>2.1) Per facilitare la vita ai potenziali acquirenti, noi, e quasi tutti gli altri piccoli editori, indichiamo nel sito un elenco di librerie presso le quali si possono trovare (o ordinare) i nostri titoli, sicuri di trovarli.</p>
<p>2.2) Non vendiamo direttamente online, per ora. Ma non è detto che in futuro&#8230;</p>
<p>3) La struttura di distribuzione ha le sue responsabilità, ma preferirei che ne parlasse un distributore.</p>
<p>4) Mi piacerebbe che un libraio che frequenta il blog (non faccio nomi&#8230;) ci parlasse del problema della professionalità e della formazione dei librai, della catena di comando nelle librerie, delle determinanti delle scelte di assortimento.  E che Plumers pubblicasse le promesse lezioni sulle librerie.</p>
<p>5) Il problema della conoscenza dell&#8217;offerta del mercato potrà esser superato solo se e quando la stampa, la radio e la televisione cominceranno a parlare di bambini e di libri per bambini. Questo accade già in altri paesi: provate a seguire per qualche settimana le rubriche dedicate alla letteratura per ragazzi del Guardian o del New York Times.</p>
<p>6) Non dimentichiamo che anche i genitori (nonni, adulti in genere) hanno delle gravi responsabilità</p>
<p>Ciò detto, i nostri libri non hanno alcuna pretesa di universalità. Siamo consapevoli di operare in una nicchia di mercato e lavoriamo per ampliarla. E, a furia di lavorare, sicuramente qualche volta sbagliamo qualcosa. I progressi sono inevitabilmente lenti, ma non così lenti con sembrano, visti da fuori. </p>
<p>Comunque, contesto l&#8217;affermazione di Carlo secondo la quale i nostri libri sono destinati a essere conosciuti solo dagli addetti ai lavori. Ai bambini sono destinati e nelle mani dei bambini finiscono. Il mercato degli addetti ai lavori è di poche centinaia di copie e se ci fosse solo quello saremmo già morti e sepolti.</p>
<p>Adesso basta perché ho scritto già troppo.</p>
<p>Sinite parvulos</p>
<p>post scriptum @ Ilaria: è proprio sicura che siamo &#8220;approvati&#8221;? secondo me, siamo solo tollerati.</p>
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		<title>Di: Giovanna</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2009/08/04/orecchio-acerbo-un-calcolo-di-economia-del-libro/comment-page-1/#comment-4740</link>
		<dc:creator>Giovanna</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 16:17:55 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, Martina, in effetti, l&#039;intento non era polemico. Per questo ho tenuto a sottolinearlo. Partendo dalle parole usate, passibili di essere malintese, mi premeva precisare alcune cose, poiché spesso ho l&#039;impressione che si tenda a idealizzare o a fraintendere il lavoro creativo, questo anche a causa di un abuso del termine &quot;creatività, avvenuto negli ultimi trent&#039;anni. Penso sia sempre utile essere precisi. Il fatto che una cosa non sia fatta per denaro e che sia fatta con slancio non ci dice nulla, in effetti, né sulla sua buona riuscita né sulla sua utilità... Dico questo più per precisare il mio pensiero che per entrare nel merito del tuo che in effetti non conosco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, Martina, in effetti, l&#8217;intento non era polemico. Per questo ho tenuto a sottolinearlo. Partendo dalle parole usate, passibili di essere malintese, mi premeva precisare alcune cose, poiché spesso ho l&#8217;impressione che si tenda a idealizzare o a fraintendere il lavoro creativo, questo anche a causa di un abuso del termine &#8220;creatività, avvenuto negli ultimi trent&#8217;anni. Penso sia sempre utile essere precisi. Il fatto che una cosa non sia fatta per denaro e che sia fatta con slancio non ci dice nulla, in effetti, né sulla sua buona riuscita né sulla sua utilità&#8230; Dico questo più per precisare il mio pensiero che per entrare nel merito del tuo che in effetti non conosco.</p>
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		<title>Di: ilaria</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2009/08/04/orecchio-acerbo-un-calcolo-di-economia-del-libro/comment-page-1/#comment-4739</link>
		<dc:creator>ilaria</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 16:14:51 +0000</pubDate>
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		<description>concordo pienamente.. anch&#039;io che sono appassionata &quot;trovo&quot; i libri in internet o ne sento parlare su blog o altro, oppure trovo un autore di cui mi piace lo stile e allora li ordino, ma se dovessi spulciare nelle librerie piccole o grandi non troverei un terzo dei libri che poi effettivamente compro.. spesso trovo che gli albi illustrati di un certo livello vengano un po&#039; considerati come il fumetto di nicchia, li trovi nelle librerie specializzate  e li comprano soprattutto appassionati o addetti ai lavori (illustratori :)) ma poco i genitori

Però non vorrei generalizzare magari devo solo trasferirmi dalla &quot;provincia&quot;!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo pienamente.. anch&#8217;io che sono appassionata &#8220;trovo&#8221; i libri in internet o ne sento parlare su blog o altro, oppure trovo un autore di cui mi piace lo stile e allora li ordino, ma se dovessi spulciare nelle librerie piccole o grandi non troverei un terzo dei libri che poi effettivamente compro.. spesso trovo che gli albi illustrati di un certo livello vengano un po&#8217; considerati come il fumetto di nicchia, li trovi nelle librerie specializzate  e li comprano soprattutto appassionati o addetti ai lavori (illustratori :)) ma poco i genitori</p>
<p>Però non vorrei generalizzare magari devo solo trasferirmi dalla &#8220;provincia&#8221;!</p>
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		<title>Di: carlo</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2009/08/04/orecchio-acerbo-un-calcolo-di-economia-del-libro/comment-page-1/#comment-4738</link>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 16:04:09 +0000</pubDate>
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		<description>d&#039;accordo sulle piccole librerie. Però quando la distribuzione di un libro è molto limitata, sono anche poche le occasione per conoscere certi buoni prodotti della nostra editoria. Nessuno, faccio un esempio, tra i genitori dei compagni delle mie figlie conosce Topipittori, Orecchio Acerbo, Corraini e via dicendo. Certi libri sono destinati a essere conosciuti soltanto dagli addetti ai lavori. Il loro sarà certo un mercato raffinato, ma certamente piuttosto chiuso. Siccome a me piacciono la grafica e l&#039;illustrazione, mi ci sono avvicinato, altrimenti...non so.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>d&#8217;accordo sulle piccole librerie. Però quando la distribuzione di un libro è molto limitata, sono anche poche le occasione per conoscere certi buoni prodotti della nostra editoria. Nessuno, faccio un esempio, tra i genitori dei compagni delle mie figlie conosce Topipittori, Orecchio Acerbo, Corraini e via dicendo. Certi libri sono destinati a essere conosciuti soltanto dagli addetti ai lavori. Il loro sarà certo un mercato raffinato, ma certamente piuttosto chiuso. Siccome a me piacciono la grafica e l&#8217;illustrazione, mi ci sono avvicinato, altrimenti&#8230;non so.</p>
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