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	<title>Commenti a: Corso base di economia del picture book. Lezione 5</title>
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	<description>dentro intorno a margine a capo del libro illustrato</description>
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		<title>Di: Lucertola</title>
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		<dc:creator>Lucertola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 09:03:24 +0000</pubDate>
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		<description>ops...ho dimenticato qui sopra di mettere il mio nome...

ne approfitto per dire GRAZIE a Plumers...anche per avermi chiarito il concetto di economie di scala molto più efficacemente del mio professore di economia!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ops&#8230;ho dimenticato qui sopra di mettere il mio nome&#8230;</p>
<p>ne approfitto per dire GRAZIE a Plumers&#8230;anche per avermi chiarito il concetto di economie di scala molto più efficacemente del mio professore di economia!</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2009/08/01/corso-base-di-economia-del-picture-book-lezione-5/comment-page-1/#comment-8102</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 08:58:27 +0000</pubDate>
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		<description>Mi allaccio a questo post con un annetto di ritardo.

Anna, 
hai detto che il mercato del libro è AFFAMATO di nuovi talenti: ora, io non sono editrice nè (ahimè) illustratrice, ma quando mi guardo intorno, un pò come per la musica, mi trovo a pensare: arriverà mai il momento in cui sarà stato composto tutto il suonabile? o disegnato tutto il disegnabile? l&#039;arte e la sua espressione sono davvero così infinite? oppure si arriverà al punto di partenza, al punto di dover ripetere qualcosa...

Evidentemente no.
Evidentemente le combinazioni di chi crea e chi fruisce sono talmente vaste che non è possibile esaurire tutte le declinazioni della stessa arte...

E il mondo dell&#039;illustrazione, come della musica, non si sente mai appagato del tutto, ma è in continua ricerca...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi allaccio a questo post con un annetto di ritardo.</p>
<p>Anna,<br />
hai detto che il mercato del libro è AFFAMATO di nuovi talenti: ora, io non sono editrice nè (ahimè) illustratrice, ma quando mi guardo intorno, un pò come per la musica, mi trovo a pensare: arriverà mai il momento in cui sarà stato composto tutto il suonabile? o disegnato tutto il disegnabile? l&#8217;arte e la sua espressione sono davvero così infinite? oppure si arriverà al punto di partenza, al punto di dover ripetere qualcosa&#8230;</p>
<p>Evidentemente no.<br />
Evidentemente le combinazioni di chi crea e chi fruisce sono talmente vaste che non è possibile esaurire tutte le declinazioni della stessa arte&#8230;</p>
<p>E il mondo dell&#8217;illustrazione, come della musica, non si sente mai appagato del tutto, ma è in continua ricerca&#8230;</p>
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		<title>Di: stelladilaura</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2009/08/01/corso-base-di-economia-del-picture-book-lezione-5/comment-page-1/#comment-7029</link>
		<dc:creator>stelladilaura</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 23:10:45 +0000</pubDate>
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		<description>la ringrazio di cuore signor Plumers per la chiarezza e la semplicità usate in queste cinque lezioni. è stato un pò come vedere volteggiare le sue mani vicino al terriccio delle nostre menti e seguire in profondità i germogli da lei piantati! ovviamente le riflessioni nate da questi germogli saranno differenti da individuo a individuo, causa la diversità di terriccio!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la ringrazio di cuore signor Plumers per la chiarezza e la semplicità usate in queste cinque lezioni. è stato un pò come vedere volteggiare le sue mani vicino al terriccio delle nostre menti e seguire in profondità i germogli da lei piantati! ovviamente le riflessioni nate da questi germogli saranno differenti da individuo a individuo, causa la diversità di terriccio!</p>
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		<title>Di: daniela tordi</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2009/08/01/corso-base-di-economia-del-picture-book-lezione-5/comment-page-1/#comment-4491</link>
		<dc:creator>daniela tordi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 22:07:27 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Diletta, è tutt&#039;oggi che penso e ripenso a questa faccenda, a questo segmento (apparentemente l&#039;ultimo) della &quot;filiera libro&quot;... e mi farebbe piacere esporti un&#039;idea, o quantomeno l&#039;abbozzo di un&#039;idea. Ti lascio la mia mail (che non credo tu possa vedere da qui): danielatordi@libero.it - sarei davvero lieta di poter comunicare con te!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Diletta, è tutt&#8217;oggi che penso e ripenso a questa faccenda, a questo segmento (apparentemente l&#8217;ultimo) della &#8220;filiera libro&#8221;&#8230; e mi farebbe piacere esporti un&#8217;idea, o quantomeno l&#8217;abbozzo di un&#8217;idea. Ti lascio la mia mail (che non credo tu possa vedere da qui): <a href="mailto:danielatordi@libero.it">danielatordi@libero.it</a> &#8211; sarei davvero lieta di poter comunicare con te!</p>
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		<title>Di: diletta</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2009/08/01/corso-base-di-economia-del-picture-book-lezione-5/comment-page-1/#comment-4487</link>
		<dc:creator>diletta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 19:19:49 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordissimo Daniela.
Ogni tanto penso che mi piacerebbe molto fare un&#039;analisi economico-culturale su come vengono esposti-proposti i libri per ragazzi (in particolare gli albi) nelle librerie generaliste e specializzate. Credo che, senza nemmeno avere competenze di genere troppo specifiche, un mix di curiosità minima e di buone competenze di esposizione/rotazione dei libri farebbe la differenza sulla loro morte o vita!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordissimo Daniela.<br />
Ogni tanto penso che mi piacerebbe molto fare un&#8217;analisi economico-culturale su come vengono esposti-proposti i libri per ragazzi (in particolare gli albi) nelle librerie generaliste e specializzate. Credo che, senza nemmeno avere competenze di genere troppo specifiche, un mix di curiosità minima e di buone competenze di esposizione/rotazione dei libri farebbe la differenza sulla loro morte o vita!</p>
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		<title>Di: daniela tordi</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2009/08/01/corso-base-di-economia-del-picture-book-lezione-5/comment-page-1/#comment-4481</link>
		<dc:creator>daniela tordi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 07:32:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/?p=2056#comment-4481</guid>
		<description>Sante parole Diletta, il libro illustrato nasce praticamente morto - anche quando l&#039;editore si avvale di un distributore nazionale e di grosso calibro (ammesso che questo di per sè valga una qualche garanzia!) - se il libraio non fa il suo... Ammesso che lo possa fare, che, cioè, sia formato per accedere agli strumenti che, al dunque, lo qualificherebbero. Nella mia personale e modesta esperienza d&#039;illustratrice ho constato con grande rammarico che i libri, per arrivare sullo scaffale del negozio e per avere un minimo di visibilità (che implica anche di sopravvvere in libreria per piu&#039; di... due-tre mesi, sic) necessitano di un contributo massiccio da parte di chi li vende, contributo molto carente in larga percentuale. Posto che anche i librai hanno filo da torcere e sopravvivono spesso a fatica. Ma la loro prestazione è FONDAMENTALE e, dopo aver fatto un po&#039; di ricerca sul campo, azzardo che solo un 20-30% dei librai sulla piazza, quanto ai libri per l&#039;infanzia, fa il proprio lavoro con cognizione di causa. Di fatto c&#039;è una diffusa tendenza ad incoraggiare il consumo di libri &quot;seriali&quot; o, comunque, di facile presa ed una grande ignoranza quanto al resto. Il meccanismo delle rese e la velocità con cui si susseguono le novità incoraggiano una tendenza a trascurare la promozione del singolo libro. Che molte volte rimane uno scrigno blindato depositato sull&#039;espositore per un tempo troppo breve perchè qualcuno possa comunque accorgersi di lui. E questo vale anche per i libri che io definirei &quot;classici&quot; e che dovrebbero essere sempre presenti e sempre riproposti, proprio per favorire l&#039;abitudine ad un genere ed un progressivo &quot;acculturamento&quot; in quella direzione. 
Sono orvietana di nascita ed Orvieto da qualche anno è sede della SCUOLA LIBRAI ITALIANI... dando un&#039;occhiata al programma online leggo:   
- l’analisi del mercato del libro;
- le competenze gestionali di base;
- lo spazio della libreria;
- la progettazione della libreria
Mi chiedo se all&#039;interno di questo percorso sia prevista una formazione del libraio quanto ai contenuti di genere o se si abbia riguardo solo al profilo imprenditoriale e gestionale in senso stretto. Se così fosse, andrebbe persa un&#039;altra importante e preziosa occasione...
p.s. La piu&#039; grande libreria specializzata in letteratura per l&#039;infanzia della capitale (la Mel Giannino Stoppani di piazza santi Apostoli), dopo avere liquidato tutta la merce (era presente anche un piccolo, ma prezioso scaffale di libri stranieri) si è convertita in un punto vendita della Giunti. Che, almeno inizilamente, ha sovvertito la logica degli articoli esposti: via i piccoli e fecondi editori, dentro i grandi. E la perdita non è stata da poco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sante parole Diletta, il libro illustrato nasce praticamente morto &#8211; anche quando l&#8217;editore si avvale di un distributore nazionale e di grosso calibro (ammesso che questo di per sè valga una qualche garanzia!) &#8211; se il libraio non fa il suo&#8230; Ammesso che lo possa fare, che, cioè, sia formato per accedere agli strumenti che, al dunque, lo qualificherebbero. Nella mia personale e modesta esperienza d&#8217;illustratrice ho constato con grande rammarico che i libri, per arrivare sullo scaffale del negozio e per avere un minimo di visibilità (che implica anche di sopravvvere in libreria per piu&#8217; di&#8230; due-tre mesi, sic) necessitano di un contributo massiccio da parte di chi li vende, contributo molto carente in larga percentuale. Posto che anche i librai hanno filo da torcere e sopravvivono spesso a fatica. Ma la loro prestazione è FONDAMENTALE e, dopo aver fatto un po&#8217; di ricerca sul campo, azzardo che solo un 20-30% dei librai sulla piazza, quanto ai libri per l&#8217;infanzia, fa il proprio lavoro con cognizione di causa. Di fatto c&#8217;è una diffusa tendenza ad incoraggiare il consumo di libri &#8220;seriali&#8221; o, comunque, di facile presa ed una grande ignoranza quanto al resto. Il meccanismo delle rese e la velocità con cui si susseguono le novità incoraggiano una tendenza a trascurare la promozione del singolo libro. Che molte volte rimane uno scrigno blindato depositato sull&#8217;espositore per un tempo troppo breve perchè qualcuno possa comunque accorgersi di lui. E questo vale anche per i libri che io definirei &#8220;classici&#8221; e che dovrebbero essere sempre presenti e sempre riproposti, proprio per favorire l&#8217;abitudine ad un genere ed un progressivo &#8220;acculturamento&#8221; in quella direzione.<br />
Sono orvietana di nascita ed Orvieto da qualche anno è sede della SCUOLA LIBRAI ITALIANI&#8230; dando un&#8217;occhiata al programma online leggo:<br />
- l’analisi del mercato del libro;<br />
- le competenze gestionali di base;<br />
- lo spazio della libreria;<br />
- la progettazione della libreria<br />
Mi chiedo se all&#8217;interno di questo percorso sia prevista una formazione del libraio quanto ai contenuti di genere o se si abbia riguardo solo al profilo imprenditoriale e gestionale in senso stretto. Se così fosse, andrebbe persa un&#8217;altra importante e preziosa occasione&#8230;<br />
p.s. La piu&#8217; grande libreria specializzata in letteratura per l&#8217;infanzia della capitale (la Mel Giannino Stoppani di piazza santi Apostoli), dopo avere liquidato tutta la merce (era presente anche un piccolo, ma prezioso scaffale di libri stranieri) si è convertita in un punto vendita della Giunti. Che, almeno inizilamente, ha sovvertito la logica degli articoli esposti: via i piccoli e fecondi editori, dentro i grandi. E la perdita non è stata da poco.</p>
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