Il rapporto tra testo e illustrazione (un gioco)

4 Giugno, 2009

Con questo post inauguro una nuova Categoria: il rapporto testo-illustrazione. Se nell’antichità le immagini dei libri servivano semplicemente a “illuminare il testo”, nel ‘900 a poco a poco il rapporto tra testo e immagine si evolve in modo sempre più complesso, creando “partiture musicali” che, a mio avviso, non sono state ancora indagate a fondo. O, quando si è cercato di farlo, il risultato di questo sforzo è rimasto dominio di pochi esperti.
Proprio come la musica si è evoluta grazie alla paziente “codificazione” delle sue strutture, se vogliamo che l’album ci riveli tutta la sua musicalità, il suo ritmo, dobbiamo estrapolare e capire le tensioni che si creano tra testo e immagini, quando queste ultime non sono solo una mera rappresentazione del testo.

Per inaugurare questo capitolo ho scelto un piccolo capolavoro edito in Catalunya in numero limitato. Non vi rivelo per il momento né autore né casa editrice perché vi propongo un gioco. Dovete immaginare voi (e se volete che il gioco sia più vivace, scriverlo in un commento), quale storia “illumina” le immagini che ora vi mostro. (Ebbene sì, questa volta è la storia che illumina le immagini!).

cover
Questa qui sopra è la copertina. Ho coperto il titolo perché vi avrebbe rivelato troppo del soggetto del libro.

un_rotondo

Questa è la prima illustrazione. Nella pagina di sinistra inizia il testo.

rotondi

Questa è la seconda illustrazione. Nella pagina di sinistra c’è testo e anche a lato dei due punti rossi c’è testo (l’ho cancellato).

rotondi
Illustrazione con testo cancellato da me

Questa è la terza illustrazione. Nella pagina di sinistra c’è testo e anche a lato dei due punti rossi c’è testo (l’ho cancellato).

rotondi
Illustrazione con testo cancellato da me

Questa è la quarta illustrazione. Nella pagina di sinistra c’è testo e anche a lato dei due punti rossi c’è testo (l’ho cancellato).

ETC…

rotondi
Illustrazione con testo cancellato da me

Questa è l’ultima illustrazione. Nella pagina di sinistra c’è testo e anche a lato dei due punti rossi c’è testo (l’ho cancellato).

Non è uno scherzo, le illustrazioni proseguono così fino alla fine del libro, per 12 pagine. Senza mai modificarsi. Come fare ad animare una simile ripetitività? Come dargli vita? A voi la sfida! Spazio alla fantasia!

Scopri la soluzione del gioco e leggi l’analisi del libro…
Leggi il racconto di come è stato ideato il libro

59 Risposte per “Il rapporto tra testo e illustrazione (un gioco)”

  1. 1 papepi
    4 Giugno, 2009 at 9:12

    l’unica è che siano due entità (es,uomo e donna) e il resto lo deve disegnare il lettore…

  2. 2 Anna Castagnoli
    4 Giugno, 2009 at 9:39

    Tu sei un illustratore? E’ molto interessante che in una situazione di “incompletezza semantica” (quale quella di queste due noiose palline rosse) il tuo movimento più istinitivo sia stato quello di “disegnare” il resto.
    Acqua acqua… (come si dice in quel gioco in cui bisogna trovare un oggetto!)
    Non c’è nessun disegno da fare. Nel libro l’incompletezza semantica delle illustrazioni è risolta esclusivamente dal testo…

  3. 3 papepi
    4 Giugno, 2009 at 9:54

    si, sono una illustratrice..
    ritento: sono due numeri all’interno delle lettere dell’alfabeto.. due disturbatori oppure due perplessi?

  4. 4 Tullio
    4 Giugno, 2009 at 10:23

    I due puntini si chiamano Didi e Gogo, l’ultima frase del libro è: “… e stanno ancora aspettando Godot”
    dove Godot è l’unione tra God (Dio)e Dot (Punto)

  5. 5 giovanna
    4 Giugno, 2009 at 10:24

    La copertina, secondo me, esprime l’idea di un gruppo omogeneo all’interno del quale, per qualche ragione, si evidenziano due personaggi, mettiamo Uno e Due.
    L’inizio della storia, nella prima pagina, però prende avvio solo da Uno. Il testo a sinistra potrebbe spiegare cosa questo Uno si sia messo in mente, o abbia fatto, di tanto importante da mettere in moto un meccanismo narrativo. Quando, nella seconda pagina, appare Due, il testo a sinistra potrebbe spiegarci cosa sta accadendo (tipo: Uno incontra Due e gli dice…); il testo a destra potrebbe riportare la frase che Uno dice a Due. Nella pagina tre, non dobbiamo lasciarci inagnnare dalle apparenze: un personaggio è lo stesso, Due, ma l’altro non è più Uno, ma Tre. Il testo a sinistra ci dice cosa sta accadendo e quello a destra cosa si stanno dicendo Due e Tre. Tre è uguale a Due e a Uno perché come abbiamo visto in copertina queste entità sono tutte uguali, e quando cambiano aspetto è per segnalarci che stanno facendo qualcosa che le mette in relazione tipo parlare. Insomma questo libro potrebbe raccontare quel meccanismo che si chiama “passa parola”, o anche come cambia una frase man mano che passa di bocca in bocca… Il contesto visivo è statico, ma sarebbe effettivamento messo in movimento dai continui cambiamenti che avvengono nel senso del testo…

  6. 6 Julieta
    4 Giugno, 2009 at 10:43

    Io condivido il primo paragrafo con Giovanna, dopo di che, con la regola di lascire le due figure immutabili( senza nessuna variazione)… avrei appelato al paso del tempo… potrebbe essere una opportunità del è pura responsabilità del testo dirci come sucedono diversi eventi luuungo una vita di due punti qualsiesi, in una situazione X..

    ( scusate gli errori ortografici…

  7. 7 mirko
    4 Giugno, 2009 at 10:59

    Bhe! è palese, dai…
    La prima rappresenta il lettore che da un pugno in un occhio all’autore. Un pugno perchè non gli piace il l’albo.

    Occhio rosso.

    L’autore cerca di giustificarsi,
    ma il lettore non è convinto.
    Altro pugno in un occhio, nell’altro.

    Ora abbiamo l’autore con 2 occhi gonfi che balbetta in cerca di giustificarsi.
    Il lettore ormai soddisfatto nell’aver preso a pugni l’autore, ascolta quello che ha da dire l’autore.

    Da notare l’ultima pagina, famosa per essere stata censurata, con in primo piano una motosega.

  8. 8 papepi
    4 Giugno, 2009 at 11:03

    menomale che sei arrivato mirko.. mi sentivo già uno dei due pallini rossi!!

  9. 9 Massimo
    4 Giugno, 2009 at 11:03

    Che belli questi esercizi di fantasia!
    Secondo me il testo deve dare movimento a questi due punti, quindi vedo il secondo punto, quello che compare nella seconda illustrazione, che insegue il primo, o il contrario…
    Da che parte si muovono? Magari l’idea del movimento potrebbe essere data dalla posizione del testo, se a destra i puntini corrono verso sinistra, se a sinistra corrono versa destra. Se invece il testo è sopra allora i puntini sono fermi.

  10. 10 Anna Castagnoli
    4 Giugno, 2009 at 13:54

    Che storie bellissime!!
    (Tullio mi hai fatto troppo ridere!)
    Ma ancora Oceano oceano…
    ( a parte Giovanna nella prima parte della sua analisi a cui direi Fuochino).

    Provate a farvi delle domande semplici: che caratteristiche hanno i due punti? Quale è l’elemento più palese che salta agli occhi guardandoli?

  11. 11 Wasp
    4 Giugno, 2009 at 14:03

    …e se fossero cuori?

    i punti bianchi sulla copertina sono gli idividui ai quali appartengono in mezzo ad un gruppo divero da loro, al quale non appartengono o dal quale si distinguono.

    e all’interno del libro c’è la loro storia il loro incontro nel stare sempre vicini e del convivere l’uno accanto all’altra…due esistenze che si toccano.

  12. 12 papepi
    4 Giugno, 2009 at 14:30

    che sono due pallini rossi soli in una pagina bianca messi in una posizione leggermente decentrata!

  13. 13 Simone
    4 Giugno, 2009 at 14:47

    La copetina mi sembra quel gioco da tavola…Mi sembra si chiamasse “forza quattro” secondo me i due pallini si sono persi e si mettono alla ricerca degli altri due per completare il gioco ma non trovandoli rimangono dei pallini di sospensione:)
    Ma che ho detto?

  14. 14 Isabella
    4 Giugno, 2009 at 14:52

    Il testo disegna le immagini che si muovono intorno, fuori o dentro ai due puntini.

    Le parole si muovono libere.
    Disegnano e ci parlano..

    Per intenderci pensiamo al futurismo alle parole libere di Marinetti..

  15. 15 wasp
    4 Giugno, 2009 at 14:58

    interessante… tipo il testo che “disegna l’immagine”completando i puntini perchè messo in posizioni diverse?

  16. 16 Mirella Parer
    4 Giugno, 2009 at 15:03

    ….mah…. la copertina, potrebbe essere anche l’ultima pagina…a un puntino rosso, se ne affianca un altro e sono due… più altri due, più altri due, più altri due… e alla fine sono tanti…( andate e moltiplicatevi…), oppure: oguno di quei puntini rappresenta una lettera dell’alfabeto e quindi da un puntino chiamato A, più un puntino chiamato B più due puntini chiamati C e D….evvai… fino agli ultimi due puntini nasce la scrittura!

  17. 17 Massimo
    4 Giugno, 2009 at 15:04

    Se i pallini sulla copertina fossero rossi direi che i pallini si sono persi e cercano in un modo o nell’altro di ritornare dentro alla copertina stessa.

  18. 18 Mirella Parer
    4 Giugno, 2009 at 15:08

    …ah.. dimenticavo.. ad ogni punto corrisponde una lettera dell’alfabeto… ma non si deve partire necessariamente dalla prima lettera e cioè dalla lettera A….

  19. 19 adriano
    4 Giugno, 2009 at 15:26

    …dunque, nella copertina la griglia di pallini sembrerebbe irregolare: mancano proprio due pallini, in basso a destra.
    C’ entra qualcosa…?

    I due pallini rossi potrebbero essere due “mosche bianche” che – per qualche ragione – decidono di cercare la propria strada al di fuori del gruppo ( la maná
    …)come una metafora di ricerca della propria ragione di vita, al di fuori delle convenzioni… ma mi fermo qui, perchè mi sa tanto che sto esagerando…

    adriano

  20. 20 wasp
    4 Giugno, 2009 at 15:32

    ..però questo non spiega i pallini bianchi sulla copertina…

    i pallini bianchi non sono i rossi all’interno del libro?

  21. 21 adriano
    4 Giugno, 2009 at 15:43

    esatto wasp, bianchi fuori e rossi dentro…e dua mancanti…o forse no.

    Però anche la copertina è rossa…mmhh

  22. 22 Anna Castagnoli
    4 Giugno, 2009 at 15:57

    I pallini in copertina sono bianchi secondo me perché l’autore ha fatto la copertina rossa.
    Non è tanto il colore che conta, ma…

    di Wasp:
    i punti bianchi sulla copertina sono gli idividui ai quali appartengono in mezzo ad un gruppo divero da loro, al quale non appartengono o dal quale si distinguono.

    Fuochino fuoco…

    Simone, Mirella e Isabella, Oceano…
    Adriano, acqua…

    Ora nessuno mi ha detto la qualità più palese di questi due punti. La prima che salta agli occhi dopo il fatto che sono due. Rimane la stessa sia nella copertina che nelle pagine interne. Qual’è?

  23. 23 adriano
    4 Giugno, 2009 at 16:04

    Anna: la loro posizione ?

    leggermente in basso rispetto alla linea centrale del foglio e spostati verso sinistra…

  24. 24 Anonimo
    4 Giugno, 2009 at 16:08

    bè.. che sono sempre fermi lì,fissi

  25. 25 wasp
    4 Giugno, 2009 at 16:13

    …se non sono cuori, sono narici?(viste da sotto heheh)

    punti gemelli…vicini non so perchè ma penso possano rappresentare delle parti di un insieme…

    cmq questi punti hanno lo stesso peso nell’immagine…sono vicini e decentrati e questo decentramento e come se creasse dei fili che bilanciano il bianco l’immagine è storta ma equilibrata e statica ma “vibrante”..ok la smetto..

  26. 26 Mirella
    4 Giugno, 2009 at 16:26

    ..sono rossi, rotondi..e uno tira l’altro… come le ciliege… a due a due….Do i numeri!

  27. 27 Anna Castagnoli
    4 Giugno, 2009 at 16:40

    Sì, tutto vero. Ma in relazione uno all’altro, cosa è che li accomuna? Sono tutti e due rossi, sono tutti e due fermi, sono tutti e due tondi… allora? … E’ così evidente che nessuno si è dato la pena di scriverlo (perché appunto, è scontato…).

    Wasp l’ha scritto senza farci caso.
    (Lacan diceva che l’anima è invisibile per eccesso di evidenza…(!)

    Ve lo dico? (tanto è solo il primo indizio).

  28. 28 Anonimo
    4 Giugno, 2009 at 16:46

    che esistono!

  29. 29 Mirella
    4 Giugno, 2009 at 16:52

    …le parti di un insieme….

  30. 30 adriano
    4 Giugno, 2009 at 16:52

    due gemelli…?!?

  31. 31 Gigi
    4 Giugno, 2009 at 17:02

    Sono due cerchi ritagliati dalla copertina!

  32. 32 papepi
    4 Giugno, 2009 at 17:03

    la risposta di Gigi è bellissima!

  33. 33 Anna Castagnoli
    4 Giugno, 2009 at 17:21

    Sono UGUALI!
    Ecco, questo è il primo indizio fondamentale. (Qualcuno aveva scritto gemelli, ma gemelli vi distrae, vi basti che sono uguali).
    Su questo pilastro si costruisce la tematica del libro.

    Tutte le vostre risposte sono bellissime! E non è che ce ne sia una sbagliata e una giusta.
    Ma vedrete che quella che ha scelto l’autore del libro vi piacerà ancora di più.

    Potete continuare a cercare il tema dell’album, non dico tutta la storia, solo il tema…

  34. 34 Gigi
    4 Giugno, 2009 at 17:29

    Sono uguali e stanno lì a guardarsi l’un l’altro per vedere se mai abbiano qualcosa di diverso.

  35. 35 Anonimo
    4 Giugno, 2009 at 17:37

    sembrano due globuli rossi.

  36. 36 beatrice alemagna
    4 Giugno, 2009 at 19:01

    Mi é apparsa chiara da subito la loro somiglianza, anzi la loro “identicità”..;mi chiedevo: non é che in questo libro si parla di qualcuno che si guarda allo specchio? Un puntino rosso (un individuo qualsiasi) che cammina cammina arriva davanti al suo riflesso…e poi l’autore ci racconta qualcosa di lui, di quello che lui vede o sente davanti alla sua immagine. Ma in realtà, appunto, il protagonista é uno solo…?

  37. 37 Anonimo
    4 Giugno, 2009 at 19:19

    “Mi é apparsa chiara da subito la loro somiglianza, anzi la loro “identicità””,, a bè, quello era palese!!

  38. 38 Anna Castagnoli
    4 Giugno, 2009 at 19:19

    Beatrice che bella la tua storia!
    Sono sicura che tu riusciresti a scriverne una con questo soggetto capace di avvincere per tutte le 12 pagine.

    Però fai il gioco contrario ora. Una storia così (un uomo arriva davanti allo specchio e si guarda e il testo descrive le sue emozioni) tu la illustreresti con due palline rosse uguali? Per 12 pagine di fila? Magari sì, ma forse ci sarebbero modi più avvincenti di illustrarlo…

    La cosa bella di questo libro è che una volta che si legge il testo si capisce che non poteva che essere illustrato da due palle uguali, per 12 pagine consecutive, nessun’altra illustrazione funzionerebbe.

    Smanio dalla voglia di pubblicare il prossimo post.

  39. 39 Anna Castagnoli
    4 Giugno, 2009 at 19:23

    “Mi é apparsa chiara da subito la loro somiglianza, anzi la loro “identicità””,, a bè, quello era palese!! (Anonimo)

    Anonimo, (se tu scrivessi col tuo nome sarebbe più carino).
    E’ proprio questo il punto, era così “palese” che nessuno è partito di lì. Invece una grande autrice-illustratrice quale Beatrice Alemagna è partita subito da questo elemento semplice.

  40. 40 Anonimo
    4 Giugno, 2009 at 19:38

    allora.. non parlo più. pensavo ci fosse più umorismo

  41. 41 Anna Castagnoli
    4 Giugno, 2009 at 19:59

    Figurati se non c’è umorismo Anonimo. Non era secco il mio tono. Mi sembrava importante sottolineare che è proprio dal “palese” delle cose che bisogna partire. (Spiego meglio perché nel prossimo post).

    E l’invito tra perentesi era un invito. (Non mi piacciono molto i commenti anonimi. Mi sembra sempre di parlare con un uomo in maschera).

  42. 42 Anna Castagnoli
    4 Giugno, 2009 at 20:20

    Sono uguali e stanno lì a guardarsi l’un l’altro per vedere se mai abbiano qualcosa di diverso.
    (Gigi)

    Non è esattamente la soluzione, però tra le storie che avete proposto è quella che si avvicina di più al senso del libro (e anche quella che mi convince di più).

  43. 43 diletta
    4 Giugno, 2009 at 21:26

    provo a dare la mia versione prima di leggere tutte le proposte, sennò mi faccio condizionare!
    la prima cosa che ho pensato è che il pallino solitario possa essere la rappresentazione di me stessa: nelle pagine successive l’io si guarda e scopre l’infinita complessità di se stesso. il testo perciò racconterebbe e darebbe vivacità all’immagine ferma (magari con parole grandi o piccole, schiacciate, storte, al contrario, disperse o ravvicinate a seconda dei pensieri e delle emozioni dell’io), in un procedimento esattamente inverso a “mirror” di suzy lee che di parole invece non ne ha bisogno.
    la seconda versione è che i due pallini rappresentanto le possibilità di una relazione e quindi il testo racconta la libertà e la scoperta dell’essere in due, piuttosto che da soli. come nel primo caso metterei un testo che segue graficamente il senso.
    che bel gioco!

  44. 44 Anna Castagnoli
    4 Giugno, 2009 at 21:33

    Diletta è buffo! Hai dato un’interpretazione molto simile a quella di Beatrice Alemagna.
    L’idea di una specularità.

    Mi scoccia non poter giocare anch’io a questo gioco. Chissà cosa avrei visto nei due rotondi. E’ anche molto difficile leggere le vostre idee senza essere influenzata nel giudizio dalla storia vera del testo (che continua a sembrami la più bella). Nessuno lancia un gioco simile sul suo blog?

  45. 45 diletta
    4 Giugno, 2009 at 21:40

    ecco, lo sapevo! ora che ho letto tutto ho cambiato versione: un libro sull’uguaglianza e la diversità, su cosa significa essere uguali e diversi..
    magari ci metterei un testo di rodari, secondo me potrebbe starci coi pallini (riducendo il numero di pagine!):

    Ho conosciuto un bambino che era sette bambini.
    Abitava a Roma, si chiamava Paolo e suo padre era un tranviere.
    Però abitava anche a Parigi, si chiamava Jean e suo padre lavorava in una fabbrica di automobili.
    Però abitava anche a Berlino, e lassù si chiamava Kurt, e suo padre era un professore di violoncello.
    Però abitava anche a Mosca, si chiamava Juri, come Gagarin, e suo padre faceva il muratore e studiava matematica.
    Però abitava anche a Nuova Vork, si chiamava Jimmy e suo padre aveva un distributore di benzina.
    Quanti ne ho detti? Cinque. Ne mancano due:
    uno si chiamava Ciù, viveva a Shanghai e suo padre era un pescatore; l’ultimo si chiamava Pablo, viveva a Buenos Aires e suo padre faceva l’imbianchino.
    Paolo, lean, Kurt, luri, Jimmy, Ciù e Pablo erano sette, ma erano sempre lo stesso bambino che aveva otto anni, sapeva già leggere e scrivere e andava in bicicletta senza appoggiare le mani sul manubrio.
    Paolo era bruno, Jean biondo, e Kurt castano, ma erano lo stesso bambino. Juri aveva la pelle bianca, Ciù la pelle gialla, ma erano lo stesso bambino. Pablo andava al cinema in spagnolo e Jimmy in inglese, ma erano lo stesso bambino, e ridevano nella stessa lingua. Ora sono cresciuti tutti e sette, e non potranno più farsi la guerra, perché tutti e sette sono un solo uomo.

  46. 46 Anna Castagnoli
    4 Giugno, 2009 at 21:47

    ecco, lo sapevo! ora che ho letto tutto ho cambiato versione: un libro sull’uguaglianza e la diversità, su cosa significa essere uguali e diversi..
    (Diletta)

    Diletta! Rullo di tamburi… Grazie all’aiuto della fantasia di tutto il gentile pubblico… hai indovinato!

    Grazie a tutti per aver partecipato, è stato appassionante. L’idea non era tanto di indovinare o meno, quanto di allenarsi a costruire i migliori rapporti possibili tra testo e immagini. Domani vedremo come l’autrice sviluppa questo tema. (E magari voi nel frattempo trovate un modo di svilupparlo ancora più interessante). Pensateci, che tipo di testo mettereste accanto a questi due rotondi per parlare di diversità? Diletta ha suggerito quello di Rodari. Ma in quello di Rodari pagina dopo pagina è un solo bambino che cambia forma, qui ce n’è sempre due insieme, si deve giocare più su un confronto…

    ps @ Diletta: lo sai che il testo che citi di Rodari l’ha illustrato Beatrice Alemagna? E’ uno dei suoi primi capolavori.

  47. 47 mamimu
    4 Giugno, 2009 at 21:49

    ecco, pure io avevo pensato al riflesso al narciso che si specchia, ma devo andare oltre e mi sto scervellando!!! é bellissimo questo gioco, mi sta ossessionando e mi piace ;)
    michela

  48. 48 mamimu
    4 Giugno, 2009 at 21:58

    ecco, avevo perso le ultime due risposte, hehe!!
    bravissima diletta e infatti è l’unica soluzione che si poteva trovare x illustrare questa storia! grazie di nuovo anna x la magnifica dea he hai avuto… ne aspetto altre eh?

    michela

  49. 49 diletta
    4 Giugno, 2009 at 22:05

    yupppiieeee!
    però la mia prima versione “di cuore” rimane intimista!
    ..ce l’ho ce l’ho il libro di beatrice, ma non avevo collegato immediatamente! ora che me lo fai notare tutto torna: un filo invisibile tiene insieme tutte le cose!
    questo gioco mi ha fatto venire in mente che libro portare al prossimo gruppo di lettura in cui si parlerà dei capolavori del brutto e del bello. il gioco tra testo e immagine sarà il mio focus.
    giochiamo ancora???

  50. 50 Anna Castagnoli
    4 Giugno, 2009 at 22:23

    Si si, ho già in mente un altro gioco (!), questa volta partendo da un testo… (ma prima ho in scaletta degli altri post…).

  51. 51 Julieta
    4 Giugno, 2009 at 22:33

    ….E pensare di aver la fortuna (o no) trovare un punto simile(uguale) a me , quando prima d’ora, io ero solo e tanto diverso. penso a lo che si potrebbero dire due camerunessi in MOngolia …prima al mondo globalizato…

  52. 52 Julieta
    4 Giugno, 2009 at 22:39

    ahy!!!
    il giocco è finito…

    Brava Diletta!!
    anche te Anna !
    aspetto con ansia il prossimo
    baci e buona notte..

  53. 53 Enrica
    5 Giugno, 2009 at 8:58

    Ciao Anna,
    seguo il tuo blog da un po’, lo trovo molto istruttivo e ricco di ottimi spunti per crescere, complimenti.
    Sono rimasta affascinata da quest’ultima idea che hai proposto, non ho partecipato al “gioco”, ma mi è piaciuto assistere a questa ricerca tra testo e illustrazione.
    Grazie per questo blog.

  54. 54 Anna Castagnoli
    5 Giugno, 2009 at 10:11

    Grazie Enrica. La prossima volta partecipa anche tu!

  55. 55 papepi
    5 Giugno, 2009 at 13:11

    devo dire che il tuo blog e pieno di spunti interessanti e quello che è importante, secondo me, è il fatto che lo segui e sei presente di persona…

  56. 56 david
    5 Giugno, 2009 at 14:12

    bellissimo esperimento complimenti!
    ora ci puoi dire il titolo del libro?

    ciao e grazie

  57. 57 Anna Castagnoli
    5 Giugno, 2009 at 14:36

    Bisogna pazientare fino a lunedì!

  58. 58 chiara
    6 Giugno, 2009 at 15:44

    Ecco io arrivo troppo tardi, divertente il gioco.
    A me era venuto subito alla mente per associazione, le cigliege…sarà il colore la forma o la stagione!perchè le cihliege? di solito sono in coppia, perchè legate assieme sono uguali ma la natura è a volte imperfetta. Ma ci può essere anche una sola cigliegia..come il primo pallino che compare sulla prima pagina…ma questo tirerebbe in gioco un altro argomento!

  59. 59 tiziana
    6 Giugno, 2009 at 16:02

    Ciao Anna, complimenti per l’impegno e ‘originalità con cui offri sempre nuova linfa vitale al blog e a noi fruitori.