Where the wild things are, un blog

13 Maggio, 2009

WE LOVE YOU SO!


Qui il sito ufficiale del film, con l’anteprima

Circumnavigando Maurice Sendak su internet (ancora non oso approdare) ho incontrato  We love you so, divertentissimo blog dedicato all’universo creativo e “sociale” che ha contribuito alla messa in scena del film tratto dall’omonimo album di Sendak (Nel paese dei mostri selvaggi). L’uscita in sala del film, diretto da Spike Jonze, prevista per questo autunno (in Italia il 30 ottobre 2009) ha già subito vari slittamenti, creando una sorta di cult dell’attesa di cui questo blog è testimonianza.
Verità o leggenda si dice che una  prima versione del film era stata proiettata ad un gruppo di bambini-test, i quali, a metà film, avevano cominciato a strillare terrorizzati costringendo il regista a rigirare quasi tutto il film e posticiparne l’uscita.

E’ interessante vedere sfogliando le pagine di questo blog, quanto Where the wild things are è entrato nelle vene della cultura americana, nel bene e nel male.

knockoffDal blog We love you so

7 Risposte per “Where the wild things are, un blog”

  1. 1 pilipo
    14 Maggio, 2009 at 18:39

    Ho visto il nuovo trailer,
    sembra bellissimo.
    Aspetto un post su Sendak.
    Ph

  2. 2 Riccardo
    14 Maggio, 2009 at 20:44

    è vero, dal trailer sembra un ottimo film, e il blog è certamente curioso. Spero anche io in un bell’intervento su Sendak :D.

  3. 3 Andrea
    15 Maggio, 2009 at 8:15

    Speriamo bene….

  4. 4 Anna Castagnoli
    15 Maggio, 2009 at 15:54

    Mah.. secondo me sarà un Maxi-pacco.

  5. 5 Chiara
    25 Maggio, 2009 at 10:45

    Un film su “where the wild things are”? Un trailer dice poco, lo so, ma credo dia una minima idea. E la mia idea è che non credo potrei immaginare un film su questo meraviglioso libro. Potrei sbagliarmi, ma tenterò ugualmente di motivare la mia motivazione senza aver visto il film quindi scusatemi.
    Perché credo che si svilisca il senso del libro? In primis per quanto riguarda i “mostri selvaggi” o “The wild Things”: in quale senso è selvaggio o spaventoso un finto pupazzo di finto pelo? O di gommapiuma? Una triste resa, questa, che svilisce tutto il senso ironico che l’autore Sendak rinchiude nei suoi personaggi, se poi vogliamo essere pignoli e rintracciare l’idea origine che fu da ispirazione al suo libro. Ed ancora se si sfoglia il libro notiamo che le sequenze centrali sono dominate essenzialmente dalle figure, le parole che guidavano la storia spariscono, c’è solo il silenzio ed il linguaggio delle immagini. Ora io mi chiedo come possa essere reso questo da un film che se pur ci trovassimo in assenza di dialoghi non potremmo certo escludere la presenza della colonna sonora che inevitabilmente è di più veloce lettura di una qualsiasi immagine che a paragone diventa lenta e che quindi ne diventa guida inevitabile alla sola lettura. Potrei dire solo delle fesserie ma ribadisco sono solo dei quesiti che da ingorante mi vengono alla mente

  6. 6 Michela
    28 Giugno, 2009 at 15:22

    volevo segnalare

    http://www.terribleyelloweyes.com

    qusto sito è una collezione di illustrazioni tutte ispirate al classico WHERE THE WILD THINGS ARE

  7. 7 marta
    7 Ottobre, 2009 at 16:23

    ho solo ora visto il trailer del film e devo dire sinceramente… pensavo molto peggio e il trailer mi ha anche emozionato..
    comunque sul sito di repubblica c’è una intervista che ho trovato carina al regista
    a chi interessa (metto il link tra virgolette e spero di non fare pasticci):

    “http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/spettacoli_e_cultura/spike-jonze/spike-jonze/spike-jonze.html”