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	<title>Commenti a: Il &#8220;Senza nome&#8221; di Silvana D&#8217;Angelo</title>
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	<description>dentro intorno a margine a capo del libro illustrato</description>
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		<title>Di: giovanna</title>
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		<dc:creator>giovanna</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 14:39:37 +0000</pubDate>
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		<description>Sulla base della mia esperienza di editore dico, forse sbagliando, ma in modo molto onesto, che mi sembra sia più facile che un autore sia curioso verso il lavoro dell&#039;illustratore che viceversa.
Ma questa è un&#039;opinione  assolutamente personale: e non c&#039;è alcuna &quot;cattiveria&quot;. Quanto meno non mi sembra &quot;cattiveria&quot; il termine adatto. Nel senso che non si tratta di un giudizio di merito, quanto di una semplice osservazione.

Faccio un esempio: Anna parla dei meccanismi che governano i libri illustrati nella loro completezza con grande competenza e sensibilità sia verso i testi che verso le illustrazioni. Ma il suo è davvero un caso speciale: di solito questo non avviene e forse ciò dipende dal fatto che Anna è anche autrice di testi, e quindi padroneggia i due codici con competenza. Molti illustratori penso abbiano col testo un rapporto strumentale. Cioè che lo valutano in relazione a quel che questo gli consente di fare.

Tempo fa ho partecipato a una sessione di esame in una nota scuola milanese con corso di illustrazione. Agli studenti chiedevo cosa gli fosse piaciuto in particolare del testo scelto da illustrare. La risposta è stata quasi sempre: &quot;L&#039;ho trovato adatto a me.&quot; Se insistevo, notavo che la conoscenza del testo scelto dallo studente era molto superficiale: erano stati scelti alcuni passaggi e questi unicamente in relazione a se stessi. Mancava una comprensione più generale e approfondita del racconto, una relazione con le parole e la dinamica del racconto verbale...

D&#039;altra parte, noto spessissimo (e questo nella &quot;Vera storia dei Topipittori&quot; è sottolineato) che gli autori che sanno lavorare tenendo presente che un testo avrà delle immagini, sono molto pochi (e questa è una delle ragioni per cui pochissimi sono gli autori capaci di scrivere per quello strano oggetto che è un picture book). In genere chi scrive pensa al testo, convinto che sia il testo quello che &quot;conta&quot;. Punto. 
Ma gli autori che scrivono pensando alle immagini... ecco costoro sono davvero molto interessati alle illustrazioni e al lavoro di chi le fa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla base della mia esperienza di editore dico, forse sbagliando, ma in modo molto onesto, che mi sembra sia più facile che un autore sia curioso verso il lavoro dell&#8217;illustratore che viceversa.<br />
Ma questa è un&#8217;opinione  assolutamente personale: e non c&#8217;è alcuna &#8220;cattiveria&#8221;. Quanto meno non mi sembra &#8220;cattiveria&#8221; il termine adatto. Nel senso che non si tratta di un giudizio di merito, quanto di una semplice osservazione.</p>
<p>Faccio un esempio: Anna parla dei meccanismi che governano i libri illustrati nella loro completezza con grande competenza e sensibilità sia verso i testi che verso le illustrazioni. Ma il suo è davvero un caso speciale: di solito questo non avviene e forse ciò dipende dal fatto che Anna è anche autrice di testi, e quindi padroneggia i due codici con competenza. Molti illustratori penso abbiano col testo un rapporto strumentale. Cioè che lo valutano in relazione a quel che questo gli consente di fare.</p>
<p>Tempo fa ho partecipato a una sessione di esame in una nota scuola milanese con corso di illustrazione. Agli studenti chiedevo cosa gli fosse piaciuto in particolare del testo scelto da illustrare. La risposta è stata quasi sempre: &#8220;L&#8217;ho trovato adatto a me.&#8221; Se insistevo, notavo che la conoscenza del testo scelto dallo studente era molto superficiale: erano stati scelti alcuni passaggi e questi unicamente in relazione a se stessi. Mancava una comprensione più generale e approfondita del racconto, una relazione con le parole e la dinamica del racconto verbale&#8230;</p>
<p>D&#8217;altra parte, noto spessissimo (e questo nella &#8220;Vera storia dei Topipittori&#8221; è sottolineato) che gli autori che sanno lavorare tenendo presente che un testo avrà delle immagini, sono molto pochi (e questa è una delle ragioni per cui pochissimi sono gli autori capaci di scrivere per quello strano oggetto che è un picture book). In genere chi scrive pensa al testo, convinto che sia il testo quello che &#8220;conta&#8221;. Punto.<br />
Ma gli autori che scrivono pensando alle immagini&#8230; ecco costoro sono davvero molto interessati alle illustrazioni e al lavoro di chi le fa.</p>
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		<title>Di: Francesca</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/11/15/come-nasce-un-libro-%e2%80%9csenza-nome%e2%80%9d-silvana-dangelo-risponde/comment-page-1/#comment-2485</link>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 10:56:28 +0000</pubDate>
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		<description>Sono totalmente d&#039;accordo con Giovanna per quanto riguarda i buoni testi anche se noto un po&#039; di cattiveria nei confronti degli illustratori. L&#039;illustratore per definizione lavora con il testo, come può non amarlo? Non tenerne conto? Una delle sensazioni più spiacevoli è lavorare e cercare di fare &quot;belle&quot; illustrazioni con &quot;brutti&quot; testi (non sempre si ha la forza e la possibilità di poter accettare solo bei testi).
Ho letto tempo addietro &quot;la vera storia dei topi pittori&quot; e mi ricordo che ero rimasta un po&#039; perplessa per alcune frasi sugli illustratori. Detto questo Topi Pittori rimane per me una tra le migliori case editrici italiane.
Libri bellissimi sia per i testi che per le illustrazioni: “Chapeau” a Topi Pittori, ai suoi scrittori e illustratori allora!
Un abbraccio e grazie per lo spazio.
Francesca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono totalmente d&#8217;accordo con Giovanna per quanto riguarda i buoni testi anche se noto un po&#8217; di cattiveria nei confronti degli illustratori. L&#8217;illustratore per definizione lavora con il testo, come può non amarlo? Non tenerne conto? Una delle sensazioni più spiacevoli è lavorare e cercare di fare &#8220;belle&#8221; illustrazioni con &#8220;brutti&#8221; testi (non sempre si ha la forza e la possibilità di poter accettare solo bei testi).<br />
Ho letto tempo addietro &#8220;la vera storia dei topi pittori&#8221; e mi ricordo che ero rimasta un po&#8217; perplessa per alcune frasi sugli illustratori. Detto questo Topi Pittori rimane per me una tra le migliori case editrici italiane.<br />
Libri bellissimi sia per i testi che per le illustrazioni: “Chapeau” a Topi Pittori, ai suoi scrittori e illustratori allora!<br />
Un abbraccio e grazie per lo spazio.<br />
Francesca</p>
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		<title>Di: giovanna</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/11/15/come-nasce-un-libro-%e2%80%9csenza-nome%e2%80%9d-silvana-dangelo-risponde/comment-page-1/#comment-2478</link>
		<dc:creator>giovanna</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 15:20:29 +0000</pubDate>
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		<description>Spezzo una lancia a favore degli scrittori.
Nei libri illustrati, per una questione di primo impatto, è gioco forza che siano le immagini a fare la parte del leone. Attenzione, però. Se è difficile trovare buoni illustratori, è decisamente più difficile trovare buoni autori. Parola di editore. E di scrittore...
La lingua, infatti, è infida: se non sei più che bravo ogni frase rischia la banalità più vieta. La noia più profonda. La vacuità più assoluta. Un testo banale, insomma, è un testo morto. Un cadavere. E un testo cadavere non lo animi nemmeno se sei un bravo illustratore. Lo dico perché a volte ho l&#039;impressione che chi lavora con le immagini sia talmente concentrato su queste da lasciarsi, quasi, sfuggire l&#039;importanza del testo. In certi casi, addirittura, che non sia del tutto in grado di riconoscerne esattamente la qualità.  Questo è un errore clamoroso. State all&#039;occhio, illsutratori, se vi capitasse di cadere in questa tentazione...
Infine: &quot;Chapeau&quot; a Silvana che è una scrittrice di razza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spezzo una lancia a favore degli scrittori.<br />
Nei libri illustrati, per una questione di primo impatto, è gioco forza che siano le immagini a fare la parte del leone. Attenzione, però. Se è difficile trovare buoni illustratori, è decisamente più difficile trovare buoni autori. Parola di editore. E di scrittore&#8230;<br />
La lingua, infatti, è infida: se non sei più che bravo ogni frase rischia la banalità più vieta. La noia più profonda. La vacuità più assoluta. Un testo banale, insomma, è un testo morto. Un cadavere. E un testo cadavere non lo animi nemmeno se sei un bravo illustratore. Lo dico perché a volte ho l&#8217;impressione che chi lavora con le immagini sia talmente concentrato su queste da lasciarsi, quasi, sfuggire l&#8217;importanza del testo. In certi casi, addirittura, che non sia del tutto in grado di riconoscerne esattamente la qualità.  Questo è un errore clamoroso. State all&#8217;occhio, illsutratori, se vi capitasse di cadere in questa tentazione&#8230;<br />
Infine: &#8220;Chapeau&#8221; a Silvana che è una scrittrice di razza.</p>
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		<title>Di: Tullio</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/11/15/come-nasce-un-libro-%e2%80%9csenza-nome%e2%80%9d-silvana-dangelo-risponde/comment-page-1/#comment-2477</link>
		<dc:creator>Tullio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 10:47:53 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti a Silvana,
il testo in realtà non l&#039;ho ancora letto tutto ma ho sfogliato le prime pagine in libreria e sono molto intriganti.
Complimenti a Valerio le illustrazioni sono veramente bellissime.
Complimenti ad Anna per l&#039;intervista per niente scontata.
Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti a Silvana,<br />
il testo in realtà non l&#8217;ho ancora letto tutto ma ho sfogliato le prime pagine in libreria e sono molto intriganti.<br />
Complimenti a Valerio le illustrazioni sono veramente bellissime.<br />
Complimenti ad Anna per l&#8217;intervista per niente scontata.<br />
Grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesca</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/11/15/come-nasce-un-libro-%e2%80%9csenza-nome%e2%80%9d-silvana-dangelo-risponde/comment-page-1/#comment-2476</link>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 09:31:04 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti a Silvana per il bellissimo testo (mi era piaciuto anche moltissimo Velluto) e grazie alle &quot;figure dei libri&quot; per l&#039;intervista!
Un abbraccio,
Francesca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti a Silvana per il bellissimo testo (mi era piaciuto anche moltissimo Velluto) e grazie alle &#8220;figure dei libri&#8221; per l&#8217;intervista!<br />
Un abbraccio,<br />
Francesca</p>
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		<title>Di: maurizio</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/11/15/come-nasce-un-libro-%e2%80%9csenza-nome%e2%80%9d-silvana-dangelo-risponde/comment-page-1/#comment-2470</link>
		<dc:creator>maurizio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 21:16:01 +0000</pubDate>
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		<description>una bellissima intervista, delicata, scanzonata. Un &quot;angelo&quot; in buona fede!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>una bellissima intervista, delicata, scanzonata. Un &#8220;angelo&#8221; in buona fede!</p>
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