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	<title>Commenti a: &#8220;Giorno di neve&#8221; di Komako Sakaï</title>
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	<description>dentro intorno a margine a capo del libro illustrato</description>
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		<title>Di: Anna Castagnoli</title>
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		<dc:creator>Anna Castagnoli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 14:31:49 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Giovanna, hai fatto bene a scriverlo perché io ero già partita ad ordinare il libro. Ora aspetto di essere in Italia per cercare l&#039;edizione giusta. Concordo con Beatrice, il brano è stupendo, è come se dicesse in poche righe tutto dell&#039;infanzia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Giovanna, hai fatto bene a scriverlo perché io ero già partita ad ordinare il libro. Ora aspetto di essere in Italia per cercare l&#8217;edizione giusta. Concordo con Beatrice, il brano è stupendo, è come se dicesse in poche righe tutto dell&#8217;infanzia.</p>
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		<title>Di: giovanna</title>
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		<dc:creator>giovanna</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 13:46:31 +0000</pubDate>
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		<description>Il pezzo della Travers era pubblicato nella settima edizione Bombiani di &quot;Mary Poppins&quot;, del 1990. Non so dire se nell&#039;edizione di oggi, Delfini Fabbri, si trovi questo scritto della Travers... Ho l&#039;impressione di no, ma non ne sono sicura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il pezzo della Travers era pubblicato nella settima edizione Bombiani di &#8220;Mary Poppins&#8221;, del 1990. Non so dire se nell&#8217;edizione di oggi, Delfini Fabbri, si trovi questo scritto della Travers&#8230; Ho l&#8217;impressione di no, ma non ne sono sicura.</p>
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		<title>Di: beatrice</title>
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		<dc:creator>beatrice</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 16:31:09 +0000</pubDate>
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		<description>Giovanna, trovo che la prefazione che riporti sia di una bellezza da togliere il fiato...in straordinaria sintonia con i bellissimi disegni di Komako. Grazie. E grazie ad Anna, come sempre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanna, trovo che la prefazione che riporti sia di una bellezza da togliere il fiato&#8230;in straordinaria sintonia con i bellissimi disegni di Komako. Grazie. E grazie ad Anna, come sempre.</p>
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		<title>Di: giovanna</title>
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		<dc:creator>giovanna</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 08:13:12 +0000</pubDate>
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		<description>La terza via potrebbe essere: sapere che l&#039;infanzia è un mistero, ma fare la propria parte di adulti, sapendo di essere adulti. Al proposito c&#039;è una bellissima prefazione che ha scritto Pamela Travers a &quot;Mary Poppins&quot;, in cui descrive i suoi genitori. Vale la pena di leggerla tutta. Ne riporto un pezzettino. &quot;Nella nostra vita erano i loro modi (dei genitori) che andavano rispettati, non i nostri. Era chiaro che loro avevano la loro vita, indaffarata, misteriosa, importante. E questo, lo capisco ora, ci lasciava liberi a noi stessi. Non c&#039;è peso più grande, per un bambino, di genitori che vogliano vivere la sua vita. Quando invece si contentano semplicemente di starsene in disparte e lasciano che il bambino costruisca il suo mondo, è una benedizione. (...) Ricordo che per lungo tempo nella mia infanzia fui assorta nell&#039;esperienza di essere un uccello. Assorta ma non perduta, perché sapevo perfettamente di essere una bambina. Decisa indaffarata tenace, intrecciavo il nido e preparavo tutto per le uova come se la vita tutta della natura dipendesse dal mio zelo. &quot;Lei non può venire, sta facendo le uova&quot; dicevano i miei fratelli, andando a tavola. E mia madre, completamente immersa nel suo ruolo di madre di famiglia distratta, districava le mie membra intrecciate e mi trascinava fuori dal nido. &quot;Come ti ho detto centomila volte, non devi fare le uova quando ti chiamo a tavola.&quot; ... Che fosse stata anche una volta lei un uccello? Me lo domandai, ma se glielo avessi chiesto l&#039;avrebbe considerata una sciocchezza.&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La terza via potrebbe essere: sapere che l&#8217;infanzia è un mistero, ma fare la propria parte di adulti, sapendo di essere adulti. Al proposito c&#8217;è una bellissima prefazione che ha scritto Pamela Travers a &#8220;Mary Poppins&#8221;, in cui descrive i suoi genitori. Vale la pena di leggerla tutta. Ne riporto un pezzettino. &#8220;Nella nostra vita erano i loro modi (dei genitori) che andavano rispettati, non i nostri. Era chiaro che loro avevano la loro vita, indaffarata, misteriosa, importante. E questo, lo capisco ora, ci lasciava liberi a noi stessi. Non c&#8217;è peso più grande, per un bambino, di genitori che vogliano vivere la sua vita. Quando invece si contentano semplicemente di starsene in disparte e lasciano che il bambino costruisca il suo mondo, è una benedizione. (&#8230;) Ricordo che per lungo tempo nella mia infanzia fui assorta nell&#8217;esperienza di essere un uccello. Assorta ma non perduta, perché sapevo perfettamente di essere una bambina. Decisa indaffarata tenace, intrecciavo il nido e preparavo tutto per le uova come se la vita tutta della natura dipendesse dal mio zelo. &#8220;Lei non può venire, sta facendo le uova&#8221; dicevano i miei fratelli, andando a tavola. E mia madre, completamente immersa nel suo ruolo di madre di famiglia distratta, districava le mie membra intrecciate e mi trascinava fuori dal nido. &#8220;Come ti ho detto centomila volte, non devi fare le uova quando ti chiamo a tavola.&#8221; &#8230; Che fosse stata anche una volta lei un uccello? Me lo domandai, ma se glielo avessi chiesto l&#8217;avrebbe considerata una sciocchezza.&#8221;</p>
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		<title>Di: Anna Castagnoli</title>
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		<dc:creator>Anna Castagnoli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 19:27:00 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Diletta per le belle cose che hai scritto e per il libro!

E grazie Giovanna per le tue parole così puntuali e illuminanti.
La rimozione dell&#039;infanzia (il far finta che sia altro), ha sicuramente come conseguenza di proteggerne il mistero, ma non è il suo fine (mi sembra).
Il fine è quello di cancellare il ricordo disdicevole di noi stessi vivi in un altro modo, visto che la società ci ha insegnato che non è bene essere vivi così (Anna Freud ha lavorato tantissimo su questo punto: la creatività, l&#039;originalità, sono in misura più o meno grande i tributi da pagare all&#039;educazione).
Ora la domanda è, nasce prima l&#039;uovo o la gallina?
Nasce prima una società che mira a trasformare l&#039;infinita saggezza dei bambini in adulti noiosi o nasce prima la trasformazione fisiologica da bambini in adulti noiosi, che poi creano a loro volta società senza vita?
(Forse i bambini li azzittiamo perché se avessero voce sarebbero pericolosi per la nostra società come rivoluzionari).

Ti ricordi quando parlavamo del film &quot;Into the wild&quot; e tu dicesti che ci sono persone che hanno &quot;troppa luce&quot; e che non si può vivere una vita intera con tutta quella luce?
Il vivere sociale, l&#039;andare al lavoro, chiede ovviamente un tributo sul piano della creatività e della vivacità del pensiero. Non si può vivere in piena luce come vivono i bambini e timbrare lo stesso foglio di carta tutto il giorno, o avvitare lo stesso bullone per 8 ore. 
Dunque il cambio di stato, è in qualche modo un necessario pedaggio al vivere in una società.
Una volta &quot;cambiato stato&quot;, visto che il nostro di adulti sociali è faticoso e disagevole, mi sembra facile immaginare l&#039;atteggiamento di negazione, di disprezzo, di vendetta (di invidia nascosta) degli adulti verso l&#039;infanzia.
Più il passaggio è stato brusco, penoso, imposto dall&#039;alto (i bambini hanno fiducia in noi, ci obbediscono loro malgrado, sic), più la rimozione sarà violenta, senza fessure di luce.

Io ad esempio, che al posto di un&#039;educazione ho ricevuto il permesso di fare bagni nelle pozzanghere, disegnare sui muri, andare per casa in pattini a rotelle, ho pagato il prezzo contrario, su un piano di adattamento sociale (che è stato penoso e difficilissimo).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Diletta per le belle cose che hai scritto e per il libro!</p>
<p>E grazie Giovanna per le tue parole così puntuali e illuminanti.<br />
La rimozione dell&#8217;infanzia (il far finta che sia altro), ha sicuramente come conseguenza di proteggerne il mistero, ma non è il suo fine (mi sembra).<br />
Il fine è quello di cancellare il ricordo disdicevole di noi stessi vivi in un altro modo, visto che la società ci ha insegnato che non è bene essere vivi così (Anna Freud ha lavorato tantissimo su questo punto: la creatività, l&#8217;originalità, sono in misura più o meno grande i tributi da pagare all&#8217;educazione).<br />
Ora la domanda è, nasce prima l&#8217;uovo o la gallina?<br />
Nasce prima una società che mira a trasformare l&#8217;infinita saggezza dei bambini in adulti noiosi o nasce prima la trasformazione fisiologica da bambini in adulti noiosi, che poi creano a loro volta società senza vita?<br />
(Forse i bambini li azzittiamo perché se avessero voce sarebbero pericolosi per la nostra società come rivoluzionari).</p>
<p>Ti ricordi quando parlavamo del film &#8220;Into the wild&#8221; e tu dicesti che ci sono persone che hanno &#8220;troppa luce&#8221; e che non si può vivere una vita intera con tutta quella luce?<br />
Il vivere sociale, l&#8217;andare al lavoro, chiede ovviamente un tributo sul piano della creatività e della vivacità del pensiero. Non si può vivere in piena luce come vivono i bambini e timbrare lo stesso foglio di carta tutto il giorno, o avvitare lo stesso bullone per 8 ore.<br />
Dunque il cambio di stato, è in qualche modo un necessario pedaggio al vivere in una società.<br />
Una volta &#8220;cambiato stato&#8221;, visto che il nostro di adulti sociali è faticoso e disagevole, mi sembra facile immaginare l&#8217;atteggiamento di negazione, di disprezzo, di vendetta (di invidia nascosta) degli adulti verso l&#8217;infanzia.<br />
Più il passaggio è stato brusco, penoso, imposto dall&#8217;alto (i bambini hanno fiducia in noi, ci obbediscono loro malgrado, sic), più la rimozione sarà violenta, senza fessure di luce.</p>
<p>Io ad esempio, che al posto di un&#8217;educazione ho ricevuto il permesso di fare bagni nelle pozzanghere, disegnare sui muri, andare per casa in pattini a rotelle, ho pagato il prezzo contrario, su un piano di adattamento sociale (che è stato penoso e difficilissimo).</p>
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		<title>Di: diletta</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/10/28/giorno-di-neve-di-komako-sakai/comment-page-1/#comment-2313</link>
		<dc:creator>diletta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 18:27:28 +0000</pubDate>
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		<description>..allora consiglio un altro libro favoloso sull&#039;infanzia: &quot;L&#039;età d&#039;oro&quot; di Kenneth Grahame, Adelphi 1984.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>..allora consiglio un altro libro favoloso sull&#8217;infanzia: &#8220;L&#8217;età d&#8217;oro&#8221; di Kenneth Grahame, Adelphi 1984.</p>
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