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	<title>Commenti a: Intervista a Natali Fortier</title>
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	<description>dentro intorno a margine a capo del libro illustrato</description>
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		<title>Di: simone</title>
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		<dc:creator>simone</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 13:02:29 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Andrea,
spero sia abbastanza flessibile allora perchè supporti più fini non li posso usare se carteggio l&#039;acrilico (si sfalda la carta, si buca e si imbarca)..e io lo carteggio alla grande:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Andrea,<br />
spero sia abbastanza flessibile allora perchè supporti più fini non li posso usare se carteggio l&#8217;acrilico (si sfalda la carta, si buca e si imbarca)..e io lo carteggio alla grande:)</p>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/10/20/intervista-a-natali-fortier/comment-page-1/#comment-2040</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 09:09:45 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Simone, bisognerebbe controllare il livello di flessibilità del cartoncino. Personalmente credo che un supporto di 600g non sia molto adatto per uno scanner a tamburo... ci sono alcune carte che si flettono pochissimo e lasciano i segni della piegatura alla minima flessione. Un piccolo particolare non affatto trascurabile: le scansioni con questo tipo di strumento sono abbastanza costose.
Andrea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Simone, bisognerebbe controllare il livello di flessibilità del cartoncino. Personalmente credo che un supporto di 600g non sia molto adatto per uno scanner a tamburo&#8230; ci sono alcune carte che si flettono pochissimo e lasciano i segni della piegatura alla minima flessione. Un piccolo particolare non affatto trascurabile: le scansioni con questo tipo di strumento sono abbastanza costose.<br />
Andrea</p>
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		<title>Di: Simone Rea</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/10/20/intervista-a-natali-fortier/comment-page-1/#comment-1994</link>
		<dc:creator>Simone Rea</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 08:27:23 +0000</pubDate>
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		<description>Usando tecniche diverse e servendomi di carta vetrata, bulini e punte da incisione i miei supporti o almeno il supporto che sto usando in questo momento (a furia di cercare e cercare qualcosa di scansionabile senza creare troppi problemi)è un cartoncino da 600g.
Pensate possa andare?

Comunque non credo che le dimensioni piccole lascino poco spazio alla creatività...Anzi sono un buon esercizio.. Chi di noi disegna sempre su formati enormi e non ha mai disegnato piccole chicche o viceversa?

Purtroppo (perchè è difficile trovarne)o per fortuna la storia, il testo devono regalarci qualcosa…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Usando tecniche diverse e servendomi di carta vetrata, bulini e punte da incisione i miei supporti o almeno il supporto che sto usando in questo momento (a furia di cercare e cercare qualcosa di scansionabile senza creare troppi problemi)è un cartoncino da 600g.<br />
Pensate possa andare?</p>
<p>Comunque non credo che le dimensioni piccole lascino poco spazio alla creatività&#8230;Anzi sono un buon esercizio.. Chi di noi disegna sempre su formati enormi e non ha mai disegnato piccole chicche o viceversa?</p>
<p>Purtroppo (perchè è difficile trovarne)o per fortuna la storia, il testo devono regalarci qualcosa…</p>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/10/20/intervista-a-natali-fortier/comment-page-1/#comment-1941</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 09:29:27 +0000</pubDate>
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		<description>Paolo, sottoscrivo in pieno la tua analisi. La fotografia può determinare delle distorsioni sia a livello cromatico che a livello formale che impongono correzioni con conseguenti perdite di tempo e di denaro.
La fedele riproducibilità delle illustrazioni all&#039;interno dei libri è stato e rimane un problema di difficile risoluzione all&#039;interno delle case editrici. Può considerarsi a pieno titolo la &quot;bestia nera&quot;, a livello tecnico, di ogni editore-tipografo-illustratore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo, sottoscrivo in pieno la tua analisi. La fotografia può determinare delle distorsioni sia a livello cromatico che a livello formale che impongono correzioni con conseguenti perdite di tempo e di denaro.<br />
La fedele riproducibilità delle illustrazioni all&#8217;interno dei libri è stato e rimane un problema di difficile risoluzione all&#8217;interno delle case editrici. Può considerarsi a pieno titolo la &#8220;bestia nera&#8221;, a livello tecnico, di ogni editore-tipografo-illustratore.</p>
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		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/10/20/intervista-a-natali-fortier/comment-page-1/#comment-1937</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 08:33:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/?p=126#comment-1937</guid>
		<description>Andrea ha ragione sugli scanner a tamburo. ma il supporto deve essere molto flessibile (per arrotolarlo intorno a un cilindro di 16 o 22 cm di diametro), e il colore non si deve screpolare o staccare nell&#039;arrotolamento. (quindi, per esempio, meglio non usare il collage o colori che perdono elasticità nell&#039;asciugatura).

Non voglio discutere le scelte di altri editori, che possono avere mille motivazioni, ma anche solo per intuizione, oltre che per scienza, affermare che la qualità della riproduzione migliori attraverso il passaggio alla fotografia è privo di fondamento. 
La fotografia genera per definizione distorsioni cromatiche. Infatti si usa mettere le scale cromatiche nell&#039;inquadratura, per poter correggere i &quot;punti colore&quot; e restituire neutralità. Ogni tipo di pellicola o modalità digitale di cattura delle immagini ha le sue dominanti (tendenza ad amplificare un colore o un tono) e l&#039;illuminazione non è mai cromaticamente neutra.
In generale, si usa la fotografia solo se non se ne può fare a meno, cioè se l&#039;originale è troppo grande o troppo delicato e prezioso per essere manipolato.
Inoltre, la fotografia aggiunge un elemento di costo, senza diminuire i costi di fotolito.
A meno di fare fotografie digitali degli originali e usare i file relativi direttamente per la stampa (cosa possibile, ma che mi lascia qualche perplessità)

Vorrei anche segnalare un altro problema legato alla scelta del formato dell&#039;originale: se si lavora su un formato molto più grande o molto più piccolo del formato di riproduzione, si corrono dei rischi in termini di resa sia cromatica sia di dettaglio: in forte riduzione,  per esempio, i dettagli gli tendono a impastarsi e i toni medi a chiudersi; in forte ingrandimento si perde potenza cromatica e si amplificano le grane.
Il mio suggerimento, dal punto di vista della riproducibilità, è mantenersi il più vicino possibile alle dimensioni finali della riproduzione. l&#039;ideale è un formato dell&#039;originale del 10/15% al massimo più grande del libro.
In ogni caso, meglio parlarne prima con l&#039;editore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea ha ragione sugli scanner a tamburo. ma il supporto deve essere molto flessibile (per arrotolarlo intorno a un cilindro di 16 o 22 cm di diametro), e il colore non si deve screpolare o staccare nell&#8217;arrotolamento. (quindi, per esempio, meglio non usare il collage o colori che perdono elasticità nell&#8217;asciugatura).</p>
<p>Non voglio discutere le scelte di altri editori, che possono avere mille motivazioni, ma anche solo per intuizione, oltre che per scienza, affermare che la qualità della riproduzione migliori attraverso il passaggio alla fotografia è privo di fondamento.<br />
La fotografia genera per definizione distorsioni cromatiche. Infatti si usa mettere le scale cromatiche nell&#8217;inquadratura, per poter correggere i &#8220;punti colore&#8221; e restituire neutralità. Ogni tipo di pellicola o modalità digitale di cattura delle immagini ha le sue dominanti (tendenza ad amplificare un colore o un tono) e l&#8217;illuminazione non è mai cromaticamente neutra.<br />
In generale, si usa la fotografia solo se non se ne può fare a meno, cioè se l&#8217;originale è troppo grande o troppo delicato e prezioso per essere manipolato.<br />
Inoltre, la fotografia aggiunge un elemento di costo, senza diminuire i costi di fotolito.<br />
A meno di fare fotografie digitali degli originali e usare i file relativi direttamente per la stampa (cosa possibile, ma che mi lascia qualche perplessità)</p>
<p>Vorrei anche segnalare un altro problema legato alla scelta del formato dell&#8217;originale: se si lavora su un formato molto più grande o molto più piccolo del formato di riproduzione, si corrono dei rischi in termini di resa sia cromatica sia di dettaglio: in forte riduzione,  per esempio, i dettagli gli tendono a impastarsi e i toni medi a chiudersi; in forte ingrandimento si perde potenza cromatica e si amplificano le grane.<br />
Il mio suggerimento, dal punto di vista della riproducibilità, è mantenersi il più vicino possibile alle dimensioni finali della riproduzione. l&#8217;ideale è un formato dell&#8217;originale del 10/15% al massimo più grande del libro.<br />
In ogni caso, meglio parlarne prima con l&#8217;editore.</p>
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		<title>Di: elena et</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/10/20/intervista-a-natali-fortier/comment-page-1/#comment-1912</link>
		<dc:creator>elena et</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 21:25:43 +0000</pubDate>
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		<description>ok, comincio a farmi un&#039;idea..
 altri commenti/esperienze sul tema verranno molto apprezzati...a volte mi sento strabordare quando devo lavorare nei limiti del&lt;A3 


Grazie,
elena</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ok, comincio a farmi un&#8217;idea..<br />
 altri commenti/esperienze sul tema verranno molto apprezzati&#8230;a volte mi sento strabordare quando devo lavorare nei limiti del&lt;A3 </p>
<p>Grazie,<br />
elena</p>
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