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	<title>Commenti a: Carll Cneut, I</title>
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	<description>dentro intorno a margine a capo del libro illustrato</description>
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		<title>Di: stelladilaura</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/05/03/carll-cneutcap-i/comment-page-1/#comment-8580</link>
		<dc:creator>stelladilaura</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 11:18:15 +0000</pubDate>
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		<description>p.s. di primo acchito (a riguardo dell&#039;immagine cuore di carta senza testo) il mio occhio aveva percepito il foglio bianco (dove successivamente è alloggiato il testo) come un edificio con una piccolissima porta (non avendo notato che l&#039;arco in realtà è la curva del cuore rosso che non avevo percepito) e mi sembrava che l&#039;orso dovesse correre in quella direzione, dico &quot;dovesse&quot; perchè propriamente non è obliquo da raggiungerla ma comunque tira dritto verso l&#039;edificio anomalo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>p.s. di primo acchito (a riguardo dell&#8217;immagine cuore di carta senza testo) il mio occhio aveva percepito il foglio bianco (dove successivamente è alloggiato il testo) come un edificio con una piccolissima porta (non avendo notato che l&#8217;arco in realtà è la curva del cuore rosso che non avevo percepito) e mi sembrava che l&#8217;orso dovesse correre in quella direzione, dico &#8220;dovesse&#8221; perchè propriamente non è obliquo da raggiungerla ma comunque tira dritto verso l&#8217;edificio anomalo.</p>
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		<title>Di: stelladilaura</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/05/03/carll-cneutcap-i/comment-page-1/#comment-8576</link>
		<dc:creator>stelladilaura</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 14:26:50 +0000</pubDate>
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		<description>cara Anna,la prima immagine di Cneut che ci hai proposto, per me parla da sola, non conosco ancora la storia, ma per me c&#039;è un tipo che fa le valigie e se ne va via, verso un luogo di tanto lontano e il gufo,quindi l&#039;altro resta nel tanto vicino, ma il tanto vicino diventa vuoto e da lì credevo salisse la malinconia che sentivo nel guardare l&#039;immagine, mi chiedevo  (seguendo ovviamente il mio pensiero dato che non conosco la trama vera della storia) se quei due non avessero litigato, mi sembra davvero che il gufo voglia rimangiare qualche brutta parola e trovarne qualcuna per dire al suo amico di restare, ma non ne trova e quasi quasi spera che un evento esterno, (tipo il rompersi del manico della valigia a forma di osso) costringa il suo amico a non andare via subito, dandogli più tempo per trovare le parole smarrite. 
la seconda illustrazione invece, è folgorante, con quello che spieghi, e d&#039;improvviso solo grazie al testo scopro che c&#039;è un cuore rosso, un piccolo cuore rosso che mi sembra d&#039;improvviso caduto dal foglio svolazzante (dove risiede il testo). che bel gioco di illusione ottica direi!
la prospettiva è un gioco, è come alzarsi in piedi su una sedia per guardare dentro la tana del bianconiglio. qualcun altro, oltre me, da piccolo metteva i libri illustrati più vicini o più lontani (ad esempio il libro per terra e voi nel letto) come per convincersi di poterci entrare con un salto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara Anna,la prima immagine di Cneut che ci hai proposto, per me parla da sola, non conosco ancora la storia, ma per me c&#8217;è un tipo che fa le valigie e se ne va via, verso un luogo di tanto lontano e il gufo,quindi l&#8217;altro resta nel tanto vicino, ma il tanto vicino diventa vuoto e da lì credevo salisse la malinconia che sentivo nel guardare l&#8217;immagine, mi chiedevo  (seguendo ovviamente il mio pensiero dato che non conosco la trama vera della storia) se quei due non avessero litigato, mi sembra davvero che il gufo voglia rimangiare qualche brutta parola e trovarne qualcuna per dire al suo amico di restare, ma non ne trova e quasi quasi spera che un evento esterno, (tipo il rompersi del manico della valigia a forma di osso) costringa il suo amico a non andare via subito, dandogli più tempo per trovare le parole smarrite.<br />
la seconda illustrazione invece, è folgorante, con quello che spieghi, e d&#8217;improvviso solo grazie al testo scopro che c&#8217;è un cuore rosso, un piccolo cuore rosso che mi sembra d&#8217;improvviso caduto dal foglio svolazzante (dove risiede il testo). che bel gioco di illusione ottica direi!<br />
la prospettiva è un gioco, è come alzarsi in piedi su una sedia per guardare dentro la tana del bianconiglio. qualcun altro, oltre me, da piccolo metteva i libri illustrati più vicini o più lontani (ad esempio il libro per terra e voi nel letto) come per convincersi di poterci entrare con un salto?</p>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/05/03/carll-cneutcap-i/comment-page-1/#comment-256</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2008 17:45:14 +0000</pubDate>
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		<description>Fino a qualche tempo fa non mi preoccupavo affatto della scelta della carta su cui sarebbero state stampate le mie illustrazioni, in quanto pensavo fosse una questione tecnica di competenza dell&#039;editore e del tipografo. Purtroppo mi sono dovuto ricredere a seguito di un libro che ha deluso le mie aspettative e che per certi aspetti ha vanificato parzialmente le fatiche compiute per realizzare le immagini. La scelta della carta, a mio giudizio, è stata sbagliata; infatti si è optato per una carta opaca poco assorbente per stampare un libro che conteneva, per la quasi totalità, illustrazioni molto colorate e contrastate, dagli sfondi scuri. I colori delle immagini sono stati così privati della loro brillantezza e sono scomparse le gradazioni più scure (per esempio il nero è diventato un grigio intenso)... anche i contrasti si sono smorzati con un conseguente appiattimento generale.
Da questa esperienza ho capito che nonostante la scelta della carta sia fondamentale, questa viene compiuta con troppa superficialità e incompetenza. Inoltre è un vero peccato constatare come sovente l&#039;editore risparmi proprio sulla qualità della carta per abbassare i costi di produzione... pazzesco!
Infine mi chiedo, è compito dell&#039;illustratore intervenire sulla scelta della carta? Perché se così fosse, sarebbero indispensabili corsi e stage in tipografia per preparare gli illustratori in questa materia...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a qualche tempo fa non mi preoccupavo affatto della scelta della carta su cui sarebbero state stampate le mie illustrazioni, in quanto pensavo fosse una questione tecnica di competenza dell&#8217;editore e del tipografo. Purtroppo mi sono dovuto ricredere a seguito di un libro che ha deluso le mie aspettative e che per certi aspetti ha vanificato parzialmente le fatiche compiute per realizzare le immagini. La scelta della carta, a mio giudizio, è stata sbagliata; infatti si è optato per una carta opaca poco assorbente per stampare un libro che conteneva, per la quasi totalità, illustrazioni molto colorate e contrastate, dagli sfondi scuri. I colori delle immagini sono stati così privati della loro brillantezza e sono scomparse le gradazioni più scure (per esempio il nero è diventato un grigio intenso)&#8230; anche i contrasti si sono smorzati con un conseguente appiattimento generale.<br />
Da questa esperienza ho capito che nonostante la scelta della carta sia fondamentale, questa viene compiuta con troppa superficialità e incompetenza. Inoltre è un vero peccato constatare come sovente l&#8217;editore risparmi proprio sulla qualità della carta per abbassare i costi di produzione&#8230; pazzesco!<br />
Infine mi chiedo, è compito dell&#8217;illustratore intervenire sulla scelta della carta? Perché se così fosse, sarebbero indispensabili corsi e stage in tipografia per preparare gli illustratori in questa materia&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/05/03/carll-cneutcap-i/comment-page-1/#comment-255</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2008 14:58:22 +0000</pubDate>
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		<description>Anna, quando si dice palato fino...
La carta Annigoni è una delle più belle fra quelle prodotte da Magnani, che una delle più antiche cartiere ancora attive al mondo (fondata nel 1400) e che ancora opera nell&#039;opificio originario, producendo la carta al tino. La visita vale il viaggio.
Probabilmente costa come il tartufo: l&#039;ultima volta che ne ho comprata, costava 80.000 lire al kilo (1988).

In realtà, hai ragione tu: intendevo capire se l&#039;illustratore si sente influenzato dal supporto sul quale verrà stampato il libro o se è indifferente. E se, nella valutazione del risultato finale prenda in considerazione le conseguenze delle scelte operate dall&#039;editore sulla resa dell&#039;illustrazione (fermo restando il fatto incontrovertibile che la fedeltà assoluta all&#039;originale è utopia bella e buona).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anna, quando si dice palato fino&#8230;<br />
La carta Annigoni è una delle più belle fra quelle prodotte da Magnani, che una delle più antiche cartiere ancora attive al mondo (fondata nel 1400) e che ancora opera nell&#8217;opificio originario, producendo la carta al tino. La visita vale il viaggio.<br />
Probabilmente costa come il tartufo: l&#8217;ultima volta che ne ho comprata, costava 80.000 lire al kilo (1988).</p>
<p>In realtà, hai ragione tu: intendevo capire se l&#8217;illustratore si sente influenzato dal supporto sul quale verrà stampato il libro o se è indifferente. E se, nella valutazione del risultato finale prenda in considerazione le conseguenze delle scelte operate dall&#8217;editore sulla resa dell&#8217;illustrazione (fermo restando il fatto incontrovertibile che la fedeltà assoluta all&#8217;originale è utopia bella e buona).</p>
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		<title>Di: Anna Castagnoli</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/05/03/carll-cneutcap-i/comment-page-1/#comment-252</link>
		<dc:creator>Anna Castagnoli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 20:38:07 +0000</pubDate>
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		<description>Idem come sopra, sono capace di spendere patrimoni per la carta su cui disegno.
Ultimamente ho scoperto un album a Parigi di carta italiana fatta a mano: Annigoni. Spettacolare per i pastelli a cera e il disegno a matita.

Però se ho capito bene Paolo chiedeva se pensiamo alla carta che sarà usata per il libro. Hemmm....confesso che non ero ancora arrivata a questo grado di raffinatezza. Io penso sempre a come l&#039;editore renderà i colori (se fedeli) e come imposterà la grafica, sono le due cose su cui rompo di più in fase di pre-stampa. Ma non avevo mai messo in rapporto tutto questo col tipo di carta usata...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Idem come sopra, sono capace di spendere patrimoni per la carta su cui disegno.<br />
Ultimamente ho scoperto un album a Parigi di carta italiana fatta a mano: Annigoni. Spettacolare per i pastelli a cera e il disegno a matita.</p>
<p>Però se ho capito bene Paolo chiedeva se pensiamo alla carta che sarà usata per il libro. Hemmm&#8230;.confesso che non ero ancora arrivata a questo grado di raffinatezza. Io penso sempre a come l&#8217;editore renderà i colori (se fedeli) e come imposterà la grafica, sono le due cose su cui rompo di più in fase di pre-stampa. Ma non avevo mai messo in rapporto tutto questo col tipo di carta usata&#8230;</p>
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		<title>Di: Pois</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/05/03/carll-cneutcap-i/comment-page-1/#comment-251</link>
		<dc:creator>Pois</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 20:24:54 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Poalo!Per me la carta è una componente importantissima. Se non mi sento accolta dalla carta, se non sento un&#039;armonia tra mano, carta, luce riflessa sulla carta e materia per disegnare o colorare mi blocco.
Premetto che sono ben lungi dall&#039;essere un&#039;illustratrice professionista...ma passo ore in mesticheria a farmi consigliare tipi vari di carte che poi accumulo attorno al tavolo. E poi pizzico come una delizia in gastronomia..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Poalo!Per me la carta è una componente importantissima. Se non mi sento accolta dalla carta, se non sento un&#8217;armonia tra mano, carta, luce riflessa sulla carta e materia per disegnare o colorare mi blocco.<br />
Premetto che sono ben lungi dall&#8217;essere un&#8217;illustratrice professionista&#8230;ma passo ore in mesticheria a farmi consigliare tipi vari di carte che poi accumulo attorno al tavolo. E poi pizzico come una delizia in gastronomia..</p>
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