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	<title>Commenti a: Una lettera dai Topipittori in difesa dell&#8217;editoria per ragazzi</title>
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	<description>dentro intorno a margine a capo del libro illustrato</description>
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		<title>Di: plumers</title>
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		<dc:creator>plumers</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 17:22:24 +0000</pubDate>
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		<description>quanto a lauree in chiacchierologia applicata al nulla, egregio signor Lino, vedo che ha molto da insegnare.
Mi meraviglia la genericità delle sue affermazioni, che reputo indegne di questo sito.
La prego di specificare con maggiore chiarezza chi - e per quale ragione - debba andare a fare «i geometra, i passacarte, i ragionieri», come lei scrive, dimostrando una considerevole disinvoltura nell&#039;uso della grammatica, disciplina nella quale è evidentemente autodidatta.
In alternativa, resterà a tutti il sospetto che abbia voluto semplicemente far fare un po&#039; di ginnastica alle dita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quanto a lauree in chiacchierologia applicata al nulla, egregio signor Lino, vedo che ha molto da insegnare.<br />
Mi meraviglia la genericità delle sue affermazioni, che reputo indegne di questo sito.<br />
La prego di specificare con maggiore chiarezza chi &#8211; e per quale ragione &#8211; debba andare a fare «i geometra, i passacarte, i ragionieri», come lei scrive, dimostrando una considerevole disinvoltura nell&#8217;uso della grammatica, disciplina nella quale è evidentemente autodidatta.<br />
In alternativa, resterà a tutti il sospetto che abbia voluto semplicemente far fare un po&#8217; di ginnastica alle dita.</p>
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		<title>Di: lino</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/03/01/una-lettera-dai-topipittori/comment-page-1/#comment-3357</link>
		<dc:creator>lino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 16:01:58 +0000</pubDate>
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		<description>l&#039;italietta è il paese dei balocchi...: chiunque dopo essersi laureato in &quot;chiaccherologia applicata al nulla&quot; scopre di aver una vocazione &quot;artistica&quot; si fa un corso di tre mesi e riceve, a pagamento, un diploma che lo autorizza a fare concorrenza a suon di ribassi a gente che si è fatta il mazzo per anni in accademie, conservatori, scuole di danza classica. Poi parla di CULTURA, di IMMAGINE di TECNICA e di tutta una serie di cose di cui non sa nulla. AUTODIDATTA è chi ha avuto per maestro un IGNORANTE! smettela di lamentarvi della situazione in italia e andate a fare i geometra, i passacarte, i ragionieri professioni per le quali senz&#039;altro siete preparati!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;italietta è il paese dei balocchi&#8230;: chiunque dopo essersi laureato in &#8220;chiaccherologia applicata al nulla&#8221; scopre di aver una vocazione &#8220;artistica&#8221; si fa un corso di tre mesi e riceve, a pagamento, un diploma che lo autorizza a fare concorrenza a suon di ribassi a gente che si è fatta il mazzo per anni in accademie, conservatori, scuole di danza classica. Poi parla di CULTURA, di IMMAGINE di TECNICA e di tutta una serie di cose di cui non sa nulla. AUTODIDATTA è chi ha avuto per maestro un IGNORANTE! smettela di lamentarvi della situazione in italia e andate a fare i geometra, i passacarte, i ragionieri professioni per le quali senz&#8217;altro siete preparati!</p>
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		<title>Di: Tullio</title>
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		<dc:creator>Tullio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 17:32:46 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido.
Ultimamente sono stato illuminato a proposito dai ibri di Danilo Dolci. Lo raccomando a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido.<br />
Ultimamente sono stato illuminato a proposito dai ibri di Danilo Dolci. Lo raccomando a tutti.</p>
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		<title>Di: Giovanna</title>
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		<dc:creator>Giovanna</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 14:13:28 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d’accordo con quanto dici. C’è un libro, di una nota scrittrice inglese, nonché studiosa di letteratura per l’infanzia, Alison Lurie: si intitola “Non ditelo ai grandi”. E in Italia è pubblicato da Mondadori. Comincia così: “Nel nostro mondo vive una tribù semiselvaggia, antica, ampiamente diffusa e scarsamente studiata dagli antropologi e dagli storici fino a tempi recenti.Tutti noi per un certo periodo abbiamo fatto parte di questa tribù: ne conoscevamo le costumanze, le pratiche i riti, il folclore e i testi sacri. Mi riferisco, è ovvio ai bambini.” In questo saggio si parla anche del perché è stata la cultura anglosassone a registare il maggior numero di scrittori per ragazzi, e fra questi certamente i migliori. La Lurie parla dell’attenzione manifestata, a un certo punto, in epoca vittoriana, dalla cultura e dalla società verso i bambini. I bambini cominciarono a interessare. Li si ascoltava, li si osservava, li si studiava. Poteva nascere da un altro tipo di approccio un libro libero e rivoluzionario come “Alice nel paese delle meraviglie”? In Italia, ai bambini viene scarsamente riconosciuta la propria alterità: i bambini sono in gran parte ancora proiezioni degli adulti e delle loro culture e ideologie. Così ecco apparire sugli scaffali delle librerie libri per “bambini” fatti in verità per compiacere i genitori, i nonni, gli zii.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d’accordo con quanto dici. C’è un libro, di una nota scrittrice inglese, nonché studiosa di letteratura per l’infanzia, Alison Lurie: si intitola “Non ditelo ai grandi”. E in Italia è pubblicato da Mondadori. Comincia così: “Nel nostro mondo vive una tribù semiselvaggia, antica, ampiamente diffusa e scarsamente studiata dagli antropologi e dagli storici fino a tempi recenti.Tutti noi per un certo periodo abbiamo fatto parte di questa tribù: ne conoscevamo le costumanze, le pratiche i riti, il folclore e i testi sacri. Mi riferisco, è ovvio ai bambini.” In questo saggio si parla anche del perché è stata la cultura anglosassone a registare il maggior numero di scrittori per ragazzi, e fra questi certamente i migliori. La Lurie parla dell’attenzione manifestata, a un certo punto, in epoca vittoriana, dalla cultura e dalla società verso i bambini. I bambini cominciarono a interessare. Li si ascoltava, li si osservava, li si studiava. Poteva nascere da un altro tipo di approccio un libro libero e rivoluzionario come “Alice nel paese delle meraviglie”? In Italia, ai bambini viene scarsamente riconosciuta la propria alterità: i bambini sono in gran parte ancora proiezioni degli adulti e delle loro culture e ideologie. Così ecco apparire sugli scaffali delle librerie libri per “bambini” fatti in verità per compiacere i genitori, i nonni, gli zii.</p>
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		<title>Di: Anna</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/03/01/una-lettera-dai-topipittori/comment-page-1/#comment-66</link>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 11:44:25 +0000</pubDate>
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		<description>Le avanguardie sono arrivate in Italia con un pò di ritardo e sono poi state bene assimilate dall&#039;arte italiana. Ma l&#039;arte dell&#039;illustrazione tocca una sfera che è quella dell&#039;infanzia. Che idea ha la cultura italiana dell&#039;infanzia? Io credo ci siano molte e molte famiglie con una buona cultura visiva, con dei bei libri d&#039;arte contemporanea in salotto, capaci di emozionarsi davanti ad un De Stael o un Pollock, ma che, al momento di comprare un libro per i loro figli, ne scelgono uno irrimediabilmente banale, piatto, stupido.

Io non so dire in che misura e come, ma ho il sospetto che una certa cultura cattolica abbia influito sull&#039;immagine italiana del bambino. Siamo rimasti attaccati all&#039;immagine di un bambino ottocentesco, da educare, da preservare dal brutto del mondo adulto, a cui inculcare buoni sentimenti (come se non li avesse già di suo), ideali di onestà...etc.
Tutte le meravigliose scoperte dell&#039;inconscio infantile fatte nel &#039;900 sono rimaste chiuse in edizioni di lusso, riservate agli addetti, o fuori confine, mai tradotte.
Ovviamente questo si ripercuote anche sulle immagini dei libri. Le figure dei libri per bambini devono essere rassicuranti, pacioccose, rosa e azzurre, identiche all&#039;idea che noi abbiamo di queste creaturine paffutelle.
Poveri bimbi: creature assolute e profetiche, illuminate, meravigliosamente cattive, incomprese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le avanguardie sono arrivate in Italia con un pò di ritardo e sono poi state bene assimilate dall&#8217;arte italiana. Ma l&#8217;arte dell&#8217;illustrazione tocca una sfera che è quella dell&#8217;infanzia. Che idea ha la cultura italiana dell&#8217;infanzia? Io credo ci siano molte e molte famiglie con una buona cultura visiva, con dei bei libri d&#8217;arte contemporanea in salotto, capaci di emozionarsi davanti ad un De Stael o un Pollock, ma che, al momento di comprare un libro per i loro figli, ne scelgono uno irrimediabilmente banale, piatto, stupido.</p>
<p>Io non so dire in che misura e come, ma ho il sospetto che una certa cultura cattolica abbia influito sull&#8217;immagine italiana del bambino. Siamo rimasti attaccati all&#8217;immagine di un bambino ottocentesco, da educare, da preservare dal brutto del mondo adulto, a cui inculcare buoni sentimenti (come se non li avesse già di suo), ideali di onestà&#8230;etc.<br />
Tutte le meravigliose scoperte dell&#8217;inconscio infantile fatte nel &#8217;900 sono rimaste chiuse in edizioni di lusso, riservate agli addetti, o fuori confine, mai tradotte.<br />
Ovviamente questo si ripercuote anche sulle immagini dei libri. Le figure dei libri per bambini devono essere rassicuranti, pacioccose, rosa e azzurre, identiche all&#8217;idea che noi abbiamo di queste creaturine paffutelle.<br />
Poveri bimbi: creature assolute e profetiche, illuminate, meravigliosamente cattive, incomprese.</p>
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		<title>Di: giovanna</title>
		<link>http://www.lefiguredeilibri.com/index.php/2008/03/01/una-lettera-dai-topipittori/comment-page-1/#comment-65</link>
		<dc:creator>giovanna</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 10:42:39 +0000</pubDate>
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		<description>Vorrei spezzare una lancia anche a favore di tutti quelli che hanno lavorato nel tempo ai libri illustrati, e da cui le nostre esperienze nascono e senza le quali forse non ci sarebbero. Per esempio, due editori che hanno rinnovato l’editoria per ragazzi italiana: Rosellina Archinto che ha fondato la Emme Edizioni, e Alfredo Stoppa, a Pordenone, con le sue edizioni C’era un volta.  A loro si deve se oggi, in Italia, Lionni, la Pacovska, Innocenti, la Zwerger,  sono considerati dei classici. Quando hanno cominciato loro a pubblicarli, nessuno li conosceva e nessuno li comprava. Anche questa è una riflessione importante da fare: quanto ci mette un linguaggio nuovo a essere metabolizzato dal mercato, e ad entrare a far parte della cultura? Si dice sempre che oggi i tempi di assorbimento e innovazione sono sempre più rapidi, ma forse non è poi così vero, se quello che altrove andava già trent’anni fa in Italia solo oggi è un dato di fatto. Qual è il nostro problema?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei spezzare una lancia anche a favore di tutti quelli che hanno lavorato nel tempo ai libri illustrati, e da cui le nostre esperienze nascono e senza le quali forse non ci sarebbero. Per esempio, due editori che hanno rinnovato l’editoria per ragazzi italiana: Rosellina Archinto che ha fondato la Emme Edizioni, e Alfredo Stoppa, a Pordenone, con le sue edizioni C’era un volta.  A loro si deve se oggi, in Italia, Lionni, la Pacovska, Innocenti, la Zwerger,  sono considerati dei classici. Quando hanno cominciato loro a pubblicarli, nessuno li conosceva e nessuno li comprava. Anche questa è una riflessione importante da fare: quanto ci mette un linguaggio nuovo a essere metabolizzato dal mercato, e ad entrare a far parte della cultura? Si dice sempre che oggi i tempi di assorbimento e innovazione sono sempre più rapidi, ma forse non è poi così vero, se quello che altrove andava già trent’anni fa in Italia solo oggi è un dato di fatto. Qual è il nostro problema?</p>
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