Susanne Janssen, Hänsel e Gretel. Parte 3

11 Gennaio, 2008

(ritorna all’inizio…)

Continuiamo a sfogliare le pagine del libro “Hänsel e Gretel” illustrato da Susanne Janssen (Éditions Être). Per poter seguire meglio l’analisi vi invito a prendervi il tempo di rileggere la storia.

Davanti ad una grande foresta…viveva un povero taglialegna…

Susanne Janssen “Hänsel e Gretel” Éditions Être 2007 (diritti riservati)

In un libro illustrato occidentale, il movimento viene indicato graficamente rivolto verso “destra”, (Cappuccetto Rosso uscendo di casa marcerà sempre verso destra).
A destra è l’altrove, il domani, il viaggio. A sinistra è il ritorno. Grazie a questo sottotesto iconografico l’immagine del padre rivolto verso sinistra nella seconda tavola ci dice da subito che c’è qualcosa che “gira storto”. E anche che questo santo o martire tagliaboschi non parteciperà alla storia (il padre nella fiaba è succube della madre cattiva e non sa imporsi).
Stilisticamente l’immagine della Janssen ci rimanda al gusto della pittura classica…

San Gerolamo penitente, Antonello da Saliba? (1480-1535)

Siamo davanti ad un San Gerolamo del 400 italiano o ad un quadro fiammingo. Ma l’effetto “sfocato” dello sfondo, la casa fotocopiata, i pezzi di collage con pixel sgranati, mescolano questo classicismo a qualcosa di più che contemporaneo: le immagini della Janssen sono frame, fermo-immagini di una ripresa in digitale della tradizione classica. Questi frame vengono poi fotocopiati, ritagliati, ricomposti.

Terza pagina, un primissimo piano sul profilo della madre. Antipatico ritratto dal naso adunco:

Susanne Janssen “Hänsel e Gretel” Éditions Être 2007 (diritti riservati)

Ancora un fortissimo richiamo alla tradizione classica…

Piero della Francesca, Federigo da Montefeltro e la moglie Bettista Sforza, -particolare-. (1630?)

Agnolo Bronzino, , Laura Battiferri (1555-60 c)

Rogier van der Weyden, Ritratto di donna (1435-40)

L’assoluta contemporaneità e l’originalità della tavola della Janssen è data dal taglio della composizione, non troveremo questo tipo di taglio né nella fotografia, né nella pittura. Allora dove? Notate come lo zoom è partito dal cervo per avvicinarsi al padre e poi alla madre in un piano sequenza sempre più ravvicinato.

Un libro illustrato è cinema, si devono pensare le pagine come la sequenza di una sceneggiatura. Qui la sequenza si ferma a lungo davanti al primissimo piano della madre, perché? (E’ lei l’assassina).

(prosegui l’analisi...)

2 Risposte per “Susanne Janssen, Hänsel e Gretel. Parte 3”

  1. 1 patrizia
    27 Febbraio, 2008 at 2:26

    Ma questo blog è geniale Anna! Si capiscono più cose da una pagina del tuo blog che da 20 libri di Arnheim.
    Poi la Janssen è geniale nella capacità di generare una tensione e un senso di disagio tangibili dando con l’immagine del cervo ferito il senso di un rovesciamento dell’ordine naturale a cui i deboli soccombono. Come forza espressiva mi ha ricordato Princess Mononoke di Miyazaki, dove pure c’è l’opprimente sensazione di un disastro cosmico incombente dovuto a un atto malvagio che rompe quindi l’alleanza antica tra uomo e l’ordine delle cose.

  2. 2 alesandro
    13 Ottobre, 2012 at 9:40

    ciao anna, hai notato che dall’indice nella parte bassa nel blog non è possibile risalire a post anteriori a questo? che peccato! ciao
    alessandro